L’unica ragione plausibile è un calo di neuroni. Un crollo psicologico dettato dalla presunzione e da un senso di appagamento che non ha giustificazione né motivi di esistere.

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Diventa complicato trovare un colpevole perché è altrettanto complicato trovarne uno che abbia onorato la maglia della Juve contro il Lecce. Forse per cuore Chiellini e per volontà Matri (l’unico ad aver dato, in novanta minuti, un colpo di coda, ma isolato, solo contro tutti). E prima ancora che i punti mancanti in classifica, Lecce rimette indietro le lancette dell’orologio a inizio stagione e, di più, mette dei paletti precisi su alcuni individui della rosa.

Per esempio non può esistere che contro un Lecce decimato gente come Bonucci e Toni e Iaquinta possano permettersi leggerezze come quelle che sono costate la sconfitta.Errori non letali limitatamente all’episodio, ma certamente decisivi lungo tutta la gara, per l’impronta mentale che le dai e la qualità con cui giochi. Del Neri, che ha già messo una pezza a sinistra con Chiellini non ha più centrali, ma scommetto in una mossa-punitiva già contro il Bologna.

Pagelle e considerazioni lasciano il tempo che trovano: squadra che non è entrata in campo, errori clamorosi in fase di impostazione e nessun tiro in porta. Impalpabile la prova di Del Piero, generosa, ma insufficiente quella di Matri. E torniamo al solito punto: mancano i ricambi in grado di dare il cambio di marcia. E la bocciatura di Martinez appare ormai fin troppo chiara. Servirebbe il fosforo di Sissoko e magari il cambio con Pepe e la spinta di terzini che di fatto non esistono. Ottimo spunto per il prossimo mercato.

Certo è che se a Toni viene fischiato un giusto rigore all’inizio del match, come già a Cagliari l’Atalanta di Milano, oggi si parlerebbe di un altro tipo di partita. E queste differenze stanno cominciando a diventare fastidiose, per l’abissale differenza di trattamento. Gol di Ranocchia o di Kharja? Semplice per Biondini:

Non mi dà fastidio aver perso a Milano per un gol in fuorigioco, mi dà fastidio aver giocato tutta la partita in 11 contro 12.

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Mentre Donadoni è apparso più morbido:

Quello che è successo lo hanno visto tutti, bisogna però accettarlo senza fare dietrologie. Peraltro, i miei gioca­tori, che sulla punizione sono apparsi sorpresi, mi hanno an­che spiegato che l’arbitro aveva detto che avrebbe fischiato, mentre l’Inter ha battuto subito. Ma sono le parole dei miei giocatori…

Così non mi resta che applaudire le parole di Del Neri:

Abbiamo sbagliato proprio approccio, squadra molto presuntuosa e completamente diversa dalle altre partite. Una sconfitta che deve far riflettere molto, abbiamo meritato di perdere la partita, abbiamo giocato un calcio sporco, senza intensità.

Se non ci diamo una regolata raggiungere gli obiettivi posti sarà molto complicato.

Almeno saranno contenti chi da domani chiederà a gran voce le dimissioni o il licenziamento di chissà chi!

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