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La nemesi per l’Inter di Moratti

Per Massimo Moratti e la sua Inter è giunta l’ora della nemesi.

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Nel 1995, praticamente in concomitanza dell’approdo di Moggi alla Juventus, Moratti acquista l’Inter e per ben undici (11) anni prova inutilmente a vincere lo scudetto arrivando sempre sistematicamente alle spalle della Juventus di Moggi.

95-96 scudetto Milan                           – 11 dalla Juventus

96-97 scudetto Juventus                    -6 dalla Juventus

97-98 scudetto Juventus                    -5 dalla Juventus

98-99 scudetto Milan                           -8 dalla Juventus

99-00 scudetto Lazio                            -13 dalla Juventus

00-01 scudetto Roma                           -22 dalla Juventus

01-02 scudetto Juventus                    -2 dalla Juventus

02-03 scudetto Juventus                    -7 dalla Juventus

03-04 scudetto Milan                           -6 dalla Juventus

04-05 scudetto Juventus                    -14 dalla Juventus

05-06 scudetto Juventus                    -15 dalla Juventus

Moratti acquista di tutto e di più spendendo centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire: Zanetti, Roberto Carlos, Ince, Djorkaeff, Winter, Zamorano, Cruz, Simeone, Ronaldo, Recoba, Pirlo, Baggio, Peruzzi, Blanc, Jugovic, Di Biagio, Vieri, Cordoba, Seedorf, Mutu, Adriano,Toldo, Materazzi, Cannavaro, Almeyda, Crespo, Batistuta, Stankovic, Mihajlovic, Veron, Cambiasso, Davids, Julio Cesar, Samuel, Figo, Pizarro, Solari.

Cerca di acquistare anche Luciano Moggi, ma non ci riesce.

Non si rassegna alle proprie incapacità ed allora organizza con la Telecom di Tronchetti Provera la Farsopoli delle intercettazioni (dove vengono nascoste le sue telefonate e quelle del suo Presidente Facchetti) per distruggere Moggi e la Juventus. Si fa aiutare dal suo amico Guido Rossi ed approfitta delle guerre intestine al gruppo Agnelli dove John Elkann, Franzo Grande Stevens e Gabetti nulla fanno per difendere Moggi e Giraudo, uomini fidati del defunto Umberto Agnelli, padre di Andrea.

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Addirittura i suoi contatti con Cobolli Gigli e Blanc (messi da Elkann a sostituire di fatto Giraudo e Moggi) sono tali da riuscire a farsi dare dalla Juventus, da lui fatta retrocedere in serie B, Ibrahimovic e Vieira.

Mentre la Juventus risale dalla serie B e cerca inutilmente la sua identità, Moratti stravince facilmente campionati fasulli lasciando sistematicamente la Juventus a decine di punti di distacco.

06-07 scudetto Inter                            Juventus in serie B

07-08 scudetto Inter                            +13 sulla Juventus

08-09 scudetto Inter                            +10 sulla Juventus

09-10 scudetto Inter                            +27 sulla Juventus

10-11 scudetto Milan                           +18 sulla Juventus

Senza l’ostacolo Moggi le campagne acquisti dell’Inter diventano perfino facili o addirittura, come già detto, “aiutate”: Ibrahimovic, Vieira, Maicon, Grosso, Chivu, Muntari, Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito, Eto’o, Pandev.

Ma il popolo bianconero costringe Elkann a cacciare prima Cobolli Gigli e poi Blanc ed a chiamare Andrea Agnelli al capezzale della Juventus.

Dopo un anno sprecato con la scelta di Del Neri, Agnelli affida la squadra ad Antonio Conte.

La Juventus torna regina e l’Inter di Moratti (che nel frattempo acquista Ranocchia, Coutinho, Nagatomo, Pazzini, Alvarez, Forlan, Zarate, Jesus, Guarin, Handanovic, Pereira, Gargano, Palacio, Cassano, Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto e Rocchi) torna alla sua consueta mediocrità.

E il fasullo +27 sulla Juventus del 2010 si trasforma in un -26 nel 2012 ed addirittura in un -33 nel 2013.

11-12 scudetto Juventus                    -26 dalla Juventus

12-13 scudetto Juventus                    -33 dalla Juventus

Moggi è stato cancellato dal pianeta calico. Ma, terminato l’effetto Farsopoli, l’Inter è tornata ad essere quella di prima. Anzi è addirittura peggiorata.

È la nemesi.

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Così parlò Luciano

Lo dico sinceramente. Di solito è un appuntamento che aspetto con ansia. Leggere l’editoriale del venerdì di Luciano Moggi su Tuttomercatoweb è uno di quei piaceri che assaporo insieme al primo caffè in ufficio, dopo aver acceso il computer.

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Arguto, sottile, efficace. Cattivo quando serve. Si, il suo stile mi piace. Anzi. Mi piaceva.
Perché l’editoriale di venerdì no. Non mi è piaciuto.

Partito dal video della Belen, che dice di non aver visto (credo che sia l’unico italiano a questo punto), passando per la solita incensatura al Milan, per una “strana” carezza a Moratti e all’atalanta milanese e per un buffetto al Napoli, ecco che ovviamente finisce a parlare della Juve. E come gli sta succedendo da quando non è più il direttore generale della Juventus, ma l’Oracolo da Monticiano, le critiche, spesso gratuite, si sprecano. Passi quella su Del Piero (come se lui non avesse mai cacciato su due piedi più di un giocatore rei di non fare, secondo lui, il bene della Juve, Davids e Miccoli su tutti: e lì il rispetto dove era?) ma l’ultima frase sullo Juventus Stadium poteva davvero risparmiarsela:

“A proposito, viene da sorridere, col senno di poi, a rileggere le levate di scudi a difesa di Jean Claude Blanc dopo le sue dimissioni. In molti (un quotidiano in particolare) lo hanno difeso a spada tratta identificandolo come l’artefice del nuovo Juventus Stadium. La notizia emersa ieri sulla solidità di quell’impianto l’avete letta tutti. Non serve aggiungere alcun tipo di commento.”

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– Luciano Moggi

E’ una caduta di stile. Ed è di pessimo gusto. Passi l’antipatia per Monsieur Blanc, che neanche a me sta simpatico ne lo è per altri 14 milioni di juventini, ma stavolta l’ha fatta davvero fuori dalla tazza.

No sig. Moggi. Stavolta ha sbagliato. Capisco la sua amarezza con gli Elkann che l’hanno voluta far fuori nel 2006. Capisco che possa avercela con la società Juventus. Ma parlando in questo modo lei non sta difendendo la Juve e noi tifosi. Sta solo cercando di salvare il suo ego. E il suo culo, se mi consente. Ci sta certo. E’ stato accusato falsamente di essere un mostro e fa bene a difendersi. E lo sta facendo più che bene, aggiungo. Ma non sparli della Juve, perché così facendo sta sparlando di noi tifosi che viviamo di Juve. E non ci sta rispettando.

In questo momento la società Juventus sta vivendo un momento difficile. Tutti, e ripeto tutti, sono coalizzati per fermarci, forse definitivamente. E le avvisaglie si vedono tutte. Tutti i giorni. Vedi tutto il clamore su Del Piero. Vedi la storia sullo stadio. Vedi le indagini della Consob e tutto il resto. Anche un semplice raffreddore del magazziniere viene enfatizzato. Tutto per creare tensioni e malanimi. Cose di cui non abbiamo bisogno.

E’ il momento di stare uniti, al fianco del presidente Agnelli che forse non sarà l’Avvocato e neanche il Dottore, ma è Juventino Vero e soprattutto ci sta mettendo la faccia. E lei, che lo ha visto crescere, gli stia al fianco. Non ai fianchi. Perché va aiutato. E sostenuto.
Anche perché mio nonno mi ha insegnato che non si intorpida mai l’acqua della fonte dove si è bevuto perché potremmo dover tornare a bere da quella fonte.

E se non ha visto il video di Belen perché doveva scrivere questo editoriale glielo dico spassionatamente: ha proprio fatto un grosso errore. Mi creda!

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L’ultimo tassello: Jean Claude Blanc sarà dg del PSG!

Potrebbe seriamente essere l’ultimo tassello. E certamente la notizia ha un tempismo da favola.

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L’uomo che più di tutti ha rappresentato il livello in cui è caduta (sprofondata) la Juve negli anni post Calciopoli verrà definitivamente salutato a metà ottobre.

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Per lui, che ostinatamente si è sforzato di parlare, ma mai di calcio, che ostinatamente ha ricoperto tre incarichi tre manco fosse uno e trino, si aprono le porte del PSG. Centomila euro mensili, sedia da direttore generale di un club che vorrebbe tornare al più presto ad alti livelli europei.

Certo a leggerla così, la notizia, stride parecchio: per diventare grandi chiamano Leonardo e Jean Claude Blanc. Che dire? Contenti loro…

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Altri 3 saggi valuteranno l’esposto della Juve sulla revoca dello scudetto all’Inter: ecco chi sono!

Sarà un punto di svolta?

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Un altro? Un altro ancora? In realtà non ci crede nessuno, ma la vicenda è interessante. O imbarazzante, dipende qual è il vostro livello di dignità intellettuale. Di certo, sarà comunque una farsa. Un’altra ancora.

Antefatto

Il 10 maggio 2010 Jean Claude Blanc, uno e trino della Juventus Football Club, firma un esposto clamoroso. La Juve chiede, con quel documento, la revoca dello scudetto di cartone che Guido Rossi rifilò all’Inter arrivata terza in quel campionato.

Andrea Agnelli nel frattempo diventa Presidente di una società allo sbando più totale e in meno di 1 mese prova a rivoltare rosa e dirigenza. Ci riuscirà soltanto nel corso dei mesi. Ma l’esposto è cosa fatta e, anche solo per dovere di rappresentanza, deve difenderlo. Lo difende tramite conferenze stampa e dichiarazioni del tipo “attendiamo una risposta”, “aspettiamo il lavoro della federazione” e concetti analoghi. Mendicava, fra l’altro, premura e fretta.

Bene, 13 mesi dopo, anzi 14 ormai, si attende ancora una risposta da parte del SuperProcuratore Palazzi e da parte di Abete, una sorta di estroflessione di quel Carraro che da Calciopoli se la cavò con pochi euro di multa.

Da dicembre 2010 a aprile 2011 Palazzi ha lavorato sulle carte in attesa di una relazione che ancora deve essere presentata. Forse pure scritta, vista la clamorosa e sospetta lentezza del SuperProcuratore. Quali siano le carte e quali le conclusioni, con questo personaggio molto ambiguo e che sprizza fiducia anche meno di Giuda all’Ultima Cena, non lo sa nessuno, proprio nessuno! Ci si attende perciò un colpo da novanta quando finalmente vorrà pronunciarsi sull’esposto. Intanto ha chiesto la radiazione di Moggi, fermandosi de facto al 2006, come se un Processo a Napoli non sia stato fatto, come se avvocati e periti non abbiano portato alla luce un nuovo mondo di intercettazioni dalle quali emerge chiaramente la posizione poco etica e pulita della squadra del petroliere più potente del calcio italiano.

Sì perché intanto si è scoperto che l’Inter parlava con gli arbitri e intratteneva rapporti NON AMMESSI E PUNIBILI CON ESCLUSIONE DAL CAMPIONATO DI COMPETENZA con un arbitro in attività, trattava e parlava con i designatori e dirigenti federali, aveva strani rapporti con la Telecom di Tronchetti Provera e chissà ancora cosa non sappiamo!!!

Cosa c’è dentro l’esposto?

Ma l’esposto, che non tutti hanno letto, o che molti hanno letto e occultato opportunamente, dice una cosa ben più importante della semplice verifica della idoneità etica dell’Inter a ricevere uno scudetto mai realmente sfiorato in campo. L’esposto contiene un paragrafo molto molto interessante: la richiesa di parità di trattamento con tutte le società già coinvolte in Calciopoli o tenuto fuori da Calciopoli (abilmente, aggiungo io!).

In caso di accoglimento delle richieste bianconere, e non si capisce il motivo di un eventuale rigetto, la Federazione sarà costretta ad applicare un articolo previsto dal Codice di Giustizia Sportiva, ossia il Numero 39. Un numero che probabilmente è negli incubi più tremendi di Moratti e dei tifosi intertristi.

Abete sta cominciando a sentire la famosa voce del silenzio. Tredici mesi sono tanti, sono lunghi e sono vergognosi. La risposta tarda ad arrivare… dunque la Federazione ha la coscienza sporca, come disse il Nostro Presidente Andrea Agnelli. E allora ecco il colpo di genio di Abete, una persona che prima viene cacciata, meglio è per il movimento calcistico italiano.

Ancora saggi!

Nel 2006 Guido Rossi, padre padrone di una intera federazione lasciata in balia di mezzo CdA intertrista, dettaglio sfuggito ai più, varò il comitato dei saggi, tre figure importanti e altamente qualificato che espressero totale dissenso a un’azione vergognosa e molesta di questo signore che fu premiato dalla Exor con un contratto di consulenza. Pazzesco, eh!? No, semplicemente una storia italiana!

I famosi saggi! Che ora ritornano, visto che Abete, impaurito dall’esposto e dall’immobilismo di Palazzi, è deciso ad affidare un consulto a un nuovo comitato di saggi. Probabilmente tale comitato sarà composto da Moratti, da TopoGigio Paolillo, da Tronchetti, perché no?, e da qualche altro componente del CdA nerazzurro, in perfetta continuità col 2006.

Sì perché per leggere e valutare le carte emerse da Napoli occorre semplicemente un po’ di tempo libero e un po’ di coscienza morale. Dubito che i signori che comodamente trafficano la Federazione Italiana/Interista Giuoco Calcio siano dotate di coscienza morale. Perciò non capisco l’utilità di un comitato di nuovi saggi. Ma tant’é, è l’ennesimo tentativo di allungare i tempi.

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Doveva essere tutto ok per il 30 di giugno, cioè oggi, invece si andrà per il 18 di luglio, anche se l’anno non è stato specificato.

Un paio di stranezze le possiamo però già sottolineare:

  1. perché le telefonate dell’Inter sono saltate fuori soltanto nel 2010 e soltanto grazie al tremendo sforzo degli avvocati di Moggi? Perché erano state abilmente occultate da Palazzi & Soci?
  2. perché non erano state avviate indagini sull’idoneità etica dell’Inter PRIMA CHE LE FOSSE REGALATO UNO SCUDETTO NON SUO?
  3. perché Guido Rossi, a 5 anni di distanza, rifiuta di rispondere a domande legittime sul suo operato in Lega Calcio?
  4. perché Palazzi sta perdendo così tanto tempo per esaminare un materiale che ai più pare essere limpido, chiaro e molto molto semplice da capire?

L’iter dell’esposto

Cosa avverrà?

Semplicemente Palazzi trarrà le sue conclusioni presentando una accurata relazione, speriamo non priva di riferimenti, dettagli e giustificazioni nei passaggi chiave, almeno! E trarrà soprattutto le conclusioni di natura giuridica.

Successivamente sarà compito del Consiglio Federale mettere la parola fine a questa farsa. Probabilmente revocando lo scudetto all’Inter e NON ASSEGNANDOLO! Perché restituirlo alla Juve, a 5 anni di distanza, dopo la distruzione della Juve medesima… beh non voglio immaginare le mie possibili azioni.

Abete, in ogni caso, si farà un nemico: o il buon Moratti che ha minacciato di dimettersi, come un semplice buffone che getta la maschera e scende giù dal palco conscio di non aver divertito il pubblico, o il buon Andrea Agnelli che andando contro la Famiglia ha comunque portato a termine un lavoro oneroso e dovuto. Anche se questo è solo un piccolo, piccolissimo passo verso una naturale rivalsa.

Nel frattempo la Cazzetta Rosa, quella specie di comitato di leccaculo noti col termine, improprio, di giornalisti sportivi, sta cominciando la campagna pro prescrizione. Scoperto cioè l’inganno, ora tentano di insabbiare il tutto, come ampiamente fatto nel corso di questi 10 anni. Con Palombo che improvvisamente si è risvegliato da un torpore lungo 1 anno e che è tornato a scrivere ignobilmente seminando stronzate e cazzate.

Ma Abete deve una risposta: al popolo bianconero, ai tifosi di calcio (almeno quelli che credono ancora in questo sport, e non sono molti in Italia). Mentre gli intertristi stanno già pensando a come sviare i discorsi. Ma per fortuna, a fare le loro veci, ci pensa Palombo, Arturi e i malfattori-travestiti-da-giornalisti della Cazzetta dello Sporc!

Moratti si ribella

Come in una commedia riuscita male, di quella che non ti fa ridere né riflettere, Moratti ha commentato l’arrivo imminente della relazione di Palazzi e ha rilasciato queste dichiarazioni da neuro-dramma:

Non è possibile e non è giusto che ci venga tolto lo scudetto del 2006

Alcuni smemorati ricorderanno come finì quel torneo:

  • Juventus, 91 punti;
  • Milan, 88 punti;
  • Inter, 76 punti.

La Juve vinse 2-0 a Torino, con gol di Nedved su punizione e Trezeguet, e andò a vincere pure a San Siro con Ibrahimovic servito da Camoranesi e punizione magica di Del Piero. Fu lo scudetto 29, l’ultimo mai assegnato nella storia italiana. L’anno successivo venne inscenato un Torneo Aziendale sponsorizzato dalle due squadre milanesi tuttora in vigore.

Viva l’Italia dei Saggi!

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 12 maggio 2011

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Continua la saga:

  • Lazio, c’è un piano per Chamakh – sì sì, il pianterreno!
  • Juve, pioggia di milioni: parte la caccia a tre fenomeni e un’utopia – e nessuno che abbia un ombrello!
  • Pierpaolo Marino: “Il tecnico è un ottimizzatore delle risorse umane” – disse dopo la sbronza!
  • Sensibile incontra Sabatini, ma precisa: “Non si è parlato di Roma” – ah no, e di che? Di figa?
  • Juventus: Blanc lascia con molti errori e un grande merito – c’è un errore in questa frase: scoprilo!
  • Lazio: mano fratturata per Lichtsteiner – ci starebbe bene una battuta volgare, che però evito!
  • Juve: Agnelli, non siamo soddisfatti – perché, noi sì?!?
  • Juve: serve l’asso! – perché di due di coppe siamo francamente pieni!
  • VOTA Allenatore Roma Ancelotti o Guardiola? – come dire: Manuela Arcuri o Rosy Bindi?
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Rispondo io a Claudio Ranieri sull’uscita di Jean Claude Blanc

Pochi giorni fa, in concomitanza con l’Assemblea degli Piccoli Azionisti, Jean Claude Blanc è stato molto criticato in virtù dei suoi atteggiamenti e delle sue azioni in veste di Amministratore Delegato Juve. Toni pacati, ma tanta sostanza. E’ stato rimproverato al più inetto Presidente della Storia Bianconera la scarsa professionalità e l’assenza di meriti, anzi i tanti demeriti nell’aver trasformato la società più gloriosa del mondo del calcio (seconda solo al Real Madrid) in una cooperativa di un sobborgo torinese. Abbiamo subito tanto: tracollo dello stile, assenza mediatica in difesa dei colori bianconeri, compravendita di bidoni, smantellamento di una rosa prestigiosa e chi più ne ha più ne metta. Non ho menzionato i ridicoli risultati raggiunti spacciati per vittorie, tipo l’accesso alla Champions, un terzo posto in uno dei campionati più scarsi a livello qualitativo e chissà cosa.

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Detto questo, cioè posto che nessun tifoso può smentire quanto da me detto sopra o addirittura dissociarsi da un pensiero talmente comune che pare inutile ribadirlo, non mi va assolutamente che il signor Claudio Ranieri risponda in qualche modo a delle verità cristalline che Jean Claude Blanc ha finalmente sputato fuori rendendole ancora più esplicite di quanto non lo erano già. Quali sono queste verità?

La prima, che è anche la sconfitta più grande per un tifoso bianconero, è sentire queste parole:

Soltanto l’ultima sta gione è stata negativa, in pre cedenza siamo saliti dalla se rie B, abbiamo conquistato l’accesso alla Champions, un terzo e un secondo posto in campionato…

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Roba che se questi risultati li raggiungi a Perugia o Roma sono grandi vittorie, mentre a Torino è solo la conferma di un grande fallimento. E questi fallimenti hanno una firma ben precisa: Claudio Ranieri e Jean Claude Blanc.

La seconda cosa, verità tremenda, è la seguente:

Avevamo due strade, erano stati trovati ac cordi con entrambi i giocatori e con i rispettivi club. Non volen do imporre la nostra scelta a Ranieri, gli abbiamo chiesto di scegliere. È stato lui a deci dere di ingaggiare Poulsen.

Come aveva detto Secco, la Juve aveva realmente le mani su Xabi Alonso e su altri ottimi giocatori, ma la gestione tecnica del mercato è stata deficitaria. Ora, tu fai il Dirigente della Juve e quando qualcuno dà i numeri bisogna prendere provvedimenti: o lo si caccia o lo si zittisce. E se Ranieri avesse chiesto Knezevic? Ops, anche questo bidoncino è stato acquistato. E’ inutile ridare alla storia la sua valenza e la sua verità, si rischia solo di innescare un’altra guerra mediatica di cui noi tifosi, già ampiamente amareggiati, ne faremmo a meno. Ma ormai Blanc ha parlato, mostrando finalmente un po’ di coraggio che, bene inteso, non può riscattarne la storia, e il signor Claudio Ranieri farebbe bene a non rispondere. Perché eviterebbe in questo modo un fiume di parole e parolacce, di analisi e di commenti che di positivo non avranno nulla. Comunque, se proprio Claudio Ranieri vuole replicare… che abbia l’accortezza e la gentilezza di rispondere a queste semplici domande:

  1. perché Giovinco è stato letteralmente bruciato?
  2. perché i senatori non erano d’accordo col suo modo di gestire la Juve, proprio i senatori che avevano conosciuto la Grande Juve?
  3. perché Poulsen e non Xabi Alonso?
  4. a cosa serviva Knezevic?
  5. perché Jorge Andrade e la bocciatura di Criscito?
  6. perché aver massacrato Tiago e Almiron?
  7. perché non aver offerto a Birindelli la sua ultima apparizione, una giusta partita d’addio a un uomo che ha dato tanto alla causa bianconera (non sarà ricordato come Roberto Carlos, ma ha vinto tanto e offerto prestazioni eccezionali se paragonate al suo valore)?
  8. perché aver rotto le scatole su una Juve che ci prova, che è inferiore, che “noi siamo pronti se gli altri…” e tante frasi in netto contrasto con la storia bianconera?

E mi fermo qui per non intasare il post di insulti. Con Didì Deschamps una Juve ridotta ai minimi termini riuscì nell’impresa di esportare il marchio Juve in tutto il mondo, dominando una Serie B con ragazzotti di 18 anni e senza struttura societaria. Rimpiangere Deschamps è la conferma del fallimento di quello che è accaduto dopo, cioè l’era Ranieri. Una perdita di identità clamorosa che ha trascinato la Juve nel baratro. Una vittima di Ranieri è proprio Ciro Ferrara. Nessuno mi toglie dalla testa il dubbio “cosa avrebbe potuto fare Ciro con una dirigenza competente e senza le scorie dei due anni di Claudio Ranieri”?

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Arriva Blanc all’Atahotel Executive di Milano: sarà una tragedia

Purtroppo è la notizia peggiore che ogni juventino poteva aspettarsi. Era nell’aria in effetti, dopo gli elogi a Marotta. Troppo bello per essere vero. Laddove si sta decidendo la nuova Juve, almeno in parte, almeno per quanto concerne il mercato tutto italiano (che non significa di soli italiani), è sbarcato un certo Jean Claude Blanc (sperando che venga radiato e non solo squalificato). La tragedia è vicina.

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Perché proprio oggi? Perché proprio lì? Facile. A Milano si stanno decidendo le comproprietà e quindi molti affari. Tipo quello che porterà Bonucci in bianconero, con un colpo di biliardo di Marotta che scucirà zero euro se l’affare Tiago andrà in porto. Zero euro vogliono dire zero euro. Si farà tutto con in cartellini (Criscito al Genoa, metà Almiron al Bari, 5 milioni al Bari cash, 5 milioni in entrata dall’Atletico per il portoghese: una magia!).

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Blanc a Milano vuol dire un certo tipo di controllo su Marotta. Vuol dire porre attenzione affinché Marotta non prenda gente valida, tipo di quelle che possono risollevare le sorti della Juve. Significa pure fare una figura di merda. Vedo già facce contente al passaggio di questo francese che tifa il nerazzurro, gente che si sfrega le mani pregustando di farlo abboccare in qualche bidone tipo Knezevic o Poulsen o tutti i soldi spesi per Amauri (proprio nella settimana in cui poteva essere inserito come contropartita esce fuori la notizia di una possibile squalifica? Questa coincidenza mi puzza parecchio!).

Con quale ruolo, inoltre, Blanc si presenta a Milano? Gradirei saperlo. Intanto mi ha già rovinato la mattinata. Porca troia!

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Parla Blanc: al via gli scongiuri

Conviene toccarsi. Ha parlato Blanc il Tennista e ha pure cercato di dare buone indicazioni per le avversarie. Maledetto lui e chi gli mette il microfono davanti. Alcuni passaggi della sua intervista sono terrificanti.

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Ricordare ai tifosi bianconeri che si è conquistato un terzo posto e poi un secondo posto è ridicolo, oltre che drammatico. Non ricordare poi che nell’anno ipotizzato “della raccolta” siamo arrivati settimi e abbiamo racimolato record negativi storici. Non parla di budget: strano, mi aspettavo cifre precise e indicazioni molto mirate su obiettivi e limiti. Anzi no, dice lui: abbiamo vinto il Viareggio. E sti’ cazzi?!

La cosa che rattristerà molto è una smentita allo voce che lo voleva fuori dalla Juve fra qualche mese. Replica con “No, resto qui per portare avanti il progetto nato nel 2006″. Quale progetto? Se è la distruzione di un mito l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Che tipo di maledizione hai in mente, caro Blanc?

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Nuova Juve: oggi il via!

Si chiede a Andrea Agnelli il miracolo: tornare a giocare da vera Juve. Il che conduce immediatamente a vincere qualcosa. E’ una logica precisa, di matematica precisione. Se si gioca da Juve, con gente da Juve, si finisce per vincere. Non sarà facile, né sarà immediato. Questo lo sappiamo e lo sapevamo. Ma le prime mosse sono a dir poco sensazionali, per come eravamo gestiti e abituati con i vecchi imbecilli in giacca e cravatta.

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Fuori dalle scatole Secco e Castagnini. Fuori dalle scatole pure Fassone. Incredibile, ma vero, Roberto Bettega rischia moltissimo. Ma la notizia più sensazionale è che Blanc a fine stagione lascerà la Juve. Non avrebbe accettato il ridimensionamento. Bene, la porta è aperta. I Disonesti ringraziano il francese per quanto fatto in questi quattro anni.

Un passo concreto è la richiesta di revoca dello scudetto ai Disonesti e la richiesta di deferimento di tutte le società coinvolte in Calciopoli. E badate, non Calciopoli 2 o Bis o quello che volete. Un passo da intelligente, da vero innamorato di Juve e quindi che non ha mai accettato quanto fatto alla Juve in quell’estate del 2006.

Stamattina Marotta ha siglato il contratto triennale. Del Neri invece firmerà per due anni! Una sorta di limite temporale? O comunque una formalità? Insieme a Marotta c’è Paratici: anche lui tre anni di Juve. Con la speranza di continuare a far bene come con la Samp! Domani ci sarà la presentazione di Del Neri.

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Nel frattempo le voci sul mercato bianconero circolano, si moltiplicano, vengono amplificate. Di certo è che con Del Neri in panca servono esterni. Praticamente ne servono almeno tre. Ziegler è facilmente prendibile, Kolarov no. Ma il serbo servirebbe davvero: spinge, corre, attacca e tira. Con la cessione di Molinaro e l’epurazione di Grosso (anche se credo che verrà confermato), De Ceglie rischia tanto. O forse potrebbe essere impiegato come esterno di centrocampo, quindi un po’ di panca fino a quando il titolare avrà fiato. E’ l’idea di Del Neri e quindi la necessità della nuova Juve.

E a destra? Caceres dovrebbe essere riscattato e quindi potrebbe continuare a maturare da terzino. Ma Grygera non convince, Zebina rischia, Brazzo va verso i 50 anni: improponibili tutti e tre, ad esclusione di Zebina. Ma servono forze fresche e di alta qualità. A centrocampo c’è il dubbio Camoranesi: che tipo di garanzie abbiamo che Camo torni ai suoi livelli e giochi almeno 30 partite a stagione? Krasic sarebbe più che un’alternativa. Su YouTube trovate qualcosa, ma io preferisco affidarmi alla mia memoria. E per me potrebbe davvero rappresentare un ottimo acquisto. Molto tecnico e veloce, prova spesso il tiro e sa inserirsi.

Capitolo giovani, così come accennato da Marotta. Criscito è al rientro (un’idiozia cederlo al Genoa), Palladino potrebbe rientrare in vista di partenze in attacco (Trezeguet? Amauri?) oppure essere utilizzato proprio per arrivare al primo. Ekdal potrebbe meritarsi una chance, visto il buon campionato col Siena (mi viene voglia di dire che solo il gol ai Disonesti vale già una possibilità!) e la carenza di registi in formazione. In ogni caso c’è troppo casino nel mezzo a centrocampo: Marchisio è intoccabile, così a rischiare il posto e la permanenza sono Sissoko e Melo. Con forti puntate sul secondo individuo, buono a qualche scambio tipo in Inghilterra. Per esempio Londra, sponda Arsenal: Van Persie è un pezzo goloso! Oppure, ma saremo punto e a capo, Liverpool: Aquilani! Non credo esistano chance per Paolucci. E ahimè dovremo dire addio a Giovinco: se non c’è posto per Diego, figuriamoci per lui, a meno che Del Neri pensi a lui come arma sulla sinistra.

C’è però un dubbio che mi tormenta. Perché la stampa continua a dire addio a Diego quando Del Neri ha già avuto modo di gestire una situazione simile? Bergamo, un paio di stagioni, Cristiano Doni. Ma forse stiamo correndo troppo. Accontentiamoci di dire addio a Blanc, poi ci occuperemo del resto.

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Da Montecarlo arriva il diktat

Era a Montecarlo e ha fatto bene. Io ho spento lo schermo al minuto 70 e ho acceso la quinta stagione di RIS. Piacevole, molto piacevole. Della TaoDue sto iniziando ad apprezzare il lavoro e le idee. Ok, torniamo al nostro argomento.

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Andrea Agnelli non ha voluto metterci la faccia e ha fatto bene. Sarebbe stato come mostrarsi di questa Juve. E questo non va bene. Bravo Andrea, prendere le distanze è importante.

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Abbiamo già discusso degli addii, ma aspettiamo ancora quello più importante. Il principale responsabile, se le cariche in una società hanno ancora un senso, è chiaramente Blanc. E’ lui che ha avallato e stilato i programmi ed è lui che ha firmato i fallimenti di questi 4 anni. O si defila del tutto o va via!

Il diktat lanciato da Andrea, che mercoledì sarà Presidente, è chiaro: “Ricostruire tutto!”. Bene, vedremo. Andrea c’è grande fiducia in te, ma attento: ogni passo deve essere pesato opportunamente. Ogni singola scelta deve essere fatta guardando alla qualità e alla storia bianconera. Niente più errori.

Infine, nessuno applauso a Zaccheroni. Con Ferrara comunque eravamo in corsa, con Zaccheroni siamo usciti clamorosamente. Non scherziamo, ragazzi, ci sono cifre e fatti. Abbiamo eguagliato il record di sconfitte che reggeva dal 1961. E analogo discorso per i gol subiti. Signori non scherziamo, siamo o non siamo la Juve? Qualcuno però ha ispirato questo concetto: la storia prima o poi presenta anni bui. Sono quattro con quello appena concluso. E nella storia bianconera di questi clamorosi stop se ne sono registrati parecchi. Poi siamo sempre ripartiti, col cambio generazionale in campo e fuori. Vuoi vedere che…

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