Menu Chiudi

Tag: boateng

Pogba, il falso nero

Alla fine si é rischiato di dire che Pogba “é un falso di colore” pur di non approfondire la questione razzista. Posto che l’accusa andrebbe confermata, perché nemmeno io mi sento di dare per scontato quanto dice Pogba, é vero pure che le targhe alterne dei media sono insopportabili.

Advertisment

Da Boateng il paladino dei neri ai cori dei tifosi razzisti bianconeri. Silenzio sui cori contro i carabinieri dei milanisti e perfino i cori contro Zanetti Xavier che si era rotto nel pomeriggio. Tutto nell’ordinaria follia di questo Paese.

Advertisment

Col divertente intermezzo della supermoviola che riesce sí ad appurare che forse era rigore sull’attaccante del Torino, dimenticandosi peró di segnalare il fuorigioco dello stesso attaccante granata. “Un rigore peró é piú pesante del fuorigioco” e cosí si risolve la questione a favore dell’antijuventinitá.

Da parte nostra i migliori auguri a Zanetti. Anche se ció non giustifica il vuoto tentativo, l’ennesimo, di Stramaccioni di gridare a una qualche forma di complotto medico-politico. La sua Inter é fuori dal calcio che conta per demeriti propri, perché non ha un gioco, perché continua a segnare rosso sul bilancio da 20 anni senza che nessuno interviene in merito, perché non ha elementi all’altezza per competere. Il complotto, qualora esistesse, dovrebbe riguardare un tizio catapultato nel ruolo di secondo Mourinho senza che nessuno sapesse provenienza e curriculum. Cosí, caro Strama, ecco il piú importante degli insegnamenti: bisogna saper perdere.

Advertisment

Il 2013 calcistico ha già vinto

Nel giorno della rielezione di Abete alla presidenza FIGC (candidato unico, quindi grande incertezza…), si può dire che il 2013, nonostante sia iniziato da soli 14 giorni, ha già dato belle soddisfazioni dal punto di vista calcistico. Da dove iniziamo? Dall’amichevole Pro Patria – Milan, nella quale un gruppo di idioti ha suscitato le ire del buon Boateng, bersaglio di “buu” razzisti. Immediata la reazione dei compagni, che hanno deciso di abbandonare il campo, tra lo stupore e gli applausi della tifoseria, quella fatta di veri tifosi. Unanime la condanna di stampa e tv, salvo poi fare scena muta quando, tre giorni dopo, in Lazio-Cagliari, si sono sentiti gli stessi rumori contro Ibarbo, calciatore di colore del Cagliari. Capitani e arbitro si parlano, ma la gara prosegue. E’ logico, ci sono contratti da rispettare, su tutti quelle delle tv. Una prima vittoria allora, bravi.

Advertisment

Advertisment

Bella anche la polemica montata ad arte da pseudogiornalisti che hanno venduto a bizzeffe grazie al fatto che hanno storpiato una frase normalissima di Marchisio, che aveva parlato di Napoli come squadra antipatica, calcisticamente parlando: era chiaro l’intento di sottolineare la grande rivalità che si è avuta negli ultimi anni. Ma qualcuno ha cambiato la parola “antipatia” in “odio”: le conseguenze sono immaginabili. Addirittura la società calcio Napoli che emette un comunicato, parlando di grave offesa; scende in campo anche il sindaco De Magistris, che parla di invidia verso la città di Napoli (cosa c’entri la città ancora non ho capito); senza tener conto della rabbia che alcuni tifosi hanno poi manifestato nei confronti dello stesso giocatore. Conte e Mazzarri invece hanno capito il senso, le Iene ci hanno fatto un bellissimo servizio ironico e Maggio ha spento ogni residua polemica vergognandosi per le parole offensive che molti hanno indirizzato a Marchisio. Risultato: leggere i giornali a volte fa male.

L’ultima mia riflessione va al gol viziato da un fallo di mano che ha permesso alla Lazio di sbloccare la gara contro l’Atalanta e mantenere così la seconda posizione in classifica. La Gazzetta, che all’epoca dei fatti di Catania-Juve aveva esternato profonda indignazione, parlando di campionato falsato, oggi invece si chiede dov’è finita la Juve, spostando l’attenzione sul momento no dei bianconeri. Addirittura il Corriere dello Sport parla di campionato bellissimo, riaperto, giustamente. Solidarietà alla Lazio, vittima di quest’aggressione mediatica per un gol che il fato ha voluto regalarle. Calmi eh, uno alla volta…

Advertisment

Sesta di campionato: rigori che non lo erano, proteste che non lo sono mai

Tutti affidati alle strategie di Zeman. Tutta l’Italia antijuventina unita in un solo nome. Sembrava la Nazionale ieri allo Juventus Stadium, con circa 30 milioni di tifosi sparsi in tutta la penisola. La Juve è abituata a tutto questo e forse si esalta pure. Così Zeman è stato asfaltato e oggi restava solo da capire se Lazio e Napoli riuscivano a rispondere.

Advertisment

Non protesta mai Mazzarri, ma in fondo qui doveva capire che l’arbitro ha aiutato il suo Napoli: si sa che con un uomo in più i partenopei vanno in difficoltà. Il rosso poi arriverà uguale, su un fallo fuori area che Tagliavento trasforma però in un rigore che può pesare davvero tanto ai fini della Champions. Una Sampdoria defraudata di un più corretto pareggio e forse anche qualcosa di più. Ci immaginiamo già le moviole in azione per sottolineare il furto e i toni dei giornali di domani. Toni che non saranno mai casti e pii come quelli di  Mazzarri. Giustamente Ciro Ferrara ha fatto notare come certi atteggiamenti sono davvero indisponenti, ma Mazzarri è uno che non protesta mai. Tanto a lui le squalifiche le tolgono o le ammorbidiscono. A Walter comunque suggeriamo di non lamentarsi: dalla tribuna si vedono meglio certe gare e anzi andare in panchina alle volte è un deficit. Parole e musica di Dossena (costretto a emigrare in Africa per trovare una panchina) e di Boniek (che la panchina ha avuto l’onestà di abbandonarla). Curiosa la scelta tattica del Napoli: il vecchio metodo kick and run. Ma non dite a Conte che è stato Mazzarri a inventare il 3-5-2…

A Ciro Ferrara i nostri migliori auguri. Questa Samp è semplicemente magnifica. Pressa e corre, molto organizzata, con uno schema tattico molto particolare. Occhio a Obiang, un vero fenomeno: più di Poli io porterei a Torino proprio lo spagnolo che già Marotta e Paratici portarono alla Samp. Certo le assenze si sono fatte sentire: con Maxi Lopez in avanti gara in discesa. Punizione troppo severa… come punizione doveva essere per il Napoli e invece è stato rigore.

Il Torino vola. Grazie a un superallenatore, uno dei più preparati che non ha mai avuto la possibilità di arrivare in una grande e misurarsi col calcio che conta. Va e comincia ad avvicinarsi al derby. Sarà una bella sfida.

Esagerato il Bologna con un Gilardino tornato a ritmi interessanti. Così come esagerato è il Palermo che immediatamente dopo l’abbandono (nei fatti) di Zamparini sfodera una partita pazzesca. Tripletta di Miccoli e un 4-1 che sa di rinascita. La piazza rosanero merita una squadra all’altezza, non certo le folli scelte di Zamparini.

Advertisment

Esauriti i dettami tattici di Zeman, il Pescara comincia a macinare gioco e risultati. Spazza via un Cagliari vittima della follia di Cellino che ha reso la squadra priva di uno schermo di serenità fondamentale per rimanere in Serie A.

Bene la Lazio che trova il primo gol di Ederson. Chissà quanto durerà.

Partita noiosa fra Udinese e Genoa: che succede in Friuli? Non sempre cedendo si può rimpiazzare con pari qualità. Fuori Isla e Asamoah, Cuadrado & Co. non si poteva pensare di ripetere lo scorso campionato. Con un Di Natale che continua ad aumentare gli anni anagrafici.

Segna il Faraone, segna pure facilmente l’avversario. Boateng dovrà prima o poi decidere: notte di fuoco con la bella Satta o gli scatti in campo? Mentre vedere rosicare Suma che chiede spiegazioni su Pirlo (basta la punizione e la partita di ieri sera?) e De Jong agire da vice Pirlo è una goduria pari solo ai risultati di un Milan che dovrà faticare e non poco per entrare nella prossima Europa. E non certo quella con la musichetta bella.

In serata Stramaccioni (sopravvalutato) sfiderà Montella (sottovalutato). Siamo in Italia e perciò può accadere di tutto. Resta da capire se la Viola ha sciupato il jolly della partita perfetta contro la Juve raccogliendo solo un pareggio a reti bianche. E’ probabile infatti che i bianconeri abbiano consegnato ai nerazzurri una formazione stanca.

Advertisment

Conferenza di Conte prima di Milan-Juve [video]

Con Ibra o senza Ibra… l’obiettivo della Juve non cambia di certo. Vincere, bisogna vincere.

Advertisment

I 20 minuti di conferenza possono essere riassunti in questi due concetti: la totale indifferenza verso i giocatori che schiererà Allegri e l’obiettivo della Juve cioè la vittoria.

Niente cali di tensione, né sufficienza: la Juve deve correre indipendentemente dall’avversario e in questo confido in Conte.

Uno dei passaggi fondamentali è quando il tecnico leccese dice

[...] non dimenticate che il Milan ci ha battuto al Berlusconi.

Padronanza del mezzo televisivo e risposte gratuite a chi di solito deve obbedire a determinate regole interne.

Advertisment

Passiamo al campo. Tutti a disposizione, con una difesa che dà ampie garanzie e verrà certamente messa in difficoltà dai punteri rossoneri. Soprattutto in attacco dove tre giocatori si giocano due maglie: Vucinic, Matri, Quagliarella. In questo preciso ordine di gerarchia, anche se nelle ultime ore prende corpo l’idea di Fabio Quagliarella titolare.

A centrocampo Pirlo verrà affiancato dai soliti noti: Vidal e Marchisio. I due non stanno attraversando un momento di forma eccezionale e si attendono delle prove simili al 2011. Sono loro la chiave di tutto il match, per quanto mi riguarda. La loro partita può spostare tutti gli equilibri del match, in fase di contenimento e in fase di attacco.

Allegri non avrà a disposizione Boateng e Maxi Lopez.

A domani per tutti i dettagli. Intanto gustatevi i due video.

Advertisment

Mezzaroma contro il Milan. L’altra mezza roma contro Bergonzi. Tanto è lo stesso.

Eh sì, quando la storia si ripete, ma gli effetti sono diversi, allora ti viene il dubbio. Dubbio di non equità, dubbio che le regole valgono solo per qualcuno e per altri no. Tipo un Krasic stangato e, addirittura, un Boateng applaudito per la giocata. Cioè il tuffo.

Advertisment

E se fin qui si è volutamente nascosto il rigore regalato, il quarto nelle ultime quattro gare, al Milan, ecco che il Presidente del Siena Mezzaroma parte all’attacco non nascondendo un certo malumore per la gestione mediatica dell’episodio.

Advertisment

A noi non resta che fare un grosso in bocca al lupo al Siena e a tutti gli avversari che d’ora in avanti si troveranno il Milan davanti: preparate bene il portiere a parare il rigore, Ibra di solito tira forte e a mezza altezza.

Mi sono chiesto anche io in tribuna come si possano assegnare certi rigori. Boateng si è tuffato addosso a Brkic. Una follia. L’arbitro fino a quel momento mi era pure piaciuto, ha preso un abbaglio e con lui il guardalinee. Al direttore di gara, riguardo la sua posizione, posso concedere il beneficio del dubbio, ma all’assistente no, era lì, con la visuale libera.

Già, come hanno fatto a dare il rigore?

Advertisment

Lettera aperta a Maurizio Pistocchi: pensavo fosse un giornalista serio…

Il grandissimo Raimondo Vianello tendeva sempre ad aggiungere battute alle sue uscite da rossonero.

Advertisment

Addetto alla moviola, molte volte si distrae oppure esagera. Esagera nella faziosità e certamente mostra poca terzietà di fronte agli episodi commentati.

Un anno fa il popolo bianconero insorse, qualcuno anche violentemente di fronte all’accusa razzista “è solo serbo” rivolta a Krasic dopo la simulazione col Bologna.

Advertisment

Bene, molti tifosi oggi hanno scritto ai moltissimi blog bianconeri in giro per il Web, compreso IoJuventino, chiedendo rispetto ed equità di trattamento. Come mai, è la domanda, oggi Pistocchi non rimprovera Boateng? Come mai non si fa notare che il Milan sta beneficiando oltremodo di un occhio di riguardo da parte degli arbitri?

Ci piacerebbe chiedere a Pistocchi come mai questa serie di rigori a favore non genera alcun legittimo dubbio di cupola rossonera. O come mai nessuno si azzarda a insistere su questi episodi a favore: prima la pallavolo di Seedorf, ora il tuffo sincronizzato di Boateng. E’ ancora calcio o abbiamo cambiato sport?

Ci piacerebbe chiedere a Pistocchi questo e molto altro ancora, ma sappiamo benissimo che il contratto gli vieta ogni forma di libertà di pensiero in quegli studi. Epperò la smetta con questo auto inno alla professionalità e alla terzietà: non ci crede proprio nessuno. Si metta la maglia e giochi secondo le regole. Sarebbe anche più apprezzato.

Advertisment