Classe 1978, attaccante di razza superiore. Il limite è stato più caratteriale durante la sua carriera esplosa nell’ultimo anno francese. 20 reti nel Guingamp, poi il passaggio al Marsiglia col quale si fece apprezzare per la capacità di fare reparto da solo e per un fisico prepotente. 19 reti in stagione e il Chelsea dovette scucire una vagonata di milioni per portarlo a Londra. Dal 2004 a oggi sono 100 i gol messi a segno con la maglia dei blues, in poco più di 200 presenze. Media reti da capogiro, contando anche gli ultimi anni non proprio vissuti da protagonista. Score ancora migliore in Nazionale: oltre 50 reti in poco più di 80 partite.

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Questo e molto altro è Drogba. L’esperienza e il fisico ancora integro, nonché le caratteristiche tecno-tattiche, si sposerebbero alla perfezione con le richieste di Antonio Conte. Sarebbe il leader in attacco per spingere la Juve verso prestigiosi traguardi. Anche solo per un anno o due, in attesa di capire meglio quale dovrebbe essere il bomber dei prossimi 10 anni.

Vucinic punto fermo, Quagliarella sembra meritarsi la riconferma, Matri in bilico, ma l’ex Cagliari rimarrà di certo perché dalla panchina può essere un’arma preziosa. Anche per dare fiato al titolare. E se il titolare fosse appunto Drogba?

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Alen Boksic

Alen Boksic in un'esultanza dopo un gol in Champions League.

Ceduti Vialli e Ravanelli, in attesa di capire meglio gli sviluppi del mercato, Moggi decise di puntare tutto su un ariete di nome Boksic. Anno di grazia 1997 quando la Juve rischiò di vincere tutto. Alla fine i bianconeri portarono a casa giusto l’Intercontinentale, una Supercoppa Europea e il Campionato, perdendo contro il Borussia la Champions League. Boksic non segnò moltissimo, anzi bottino da difensore: solo 3 reti, ma quanto fu prezioso quell’anno. Quell’anno in cui la Juve basò quasi tutto il suo gioco sull’estro e la fantasia e l’organizzazione tattica di Lippi, deciso a virare i suoi schemi e renderli meno fisici e più spettacolari. Come spiegherà tempo dopo “avevamo bisogno non di un bomber vero, ma un uomo capace di aiutare la squadra”. Basta rileggere i marcatori di quella stagione per capire quanto fu vera e feconda questa idea: 8 reti per Vieri, Del Piero e Padovano, poi Jugovic e Zidane. In Champions invece Boksic mise a segno 4 reti, più che in 30 partite di campionato. A fine stagione venne ceduto di nuovo alla Lazio.

E se ripetessimo l’esperimento? Consci che comunque Drogba migliorerebbe lo score di Boksic in Serie A? Di fatto il Chelsea cambierà qualcosa in attacco e l’ivoriano sarebbe l’usato sicuro, da alternare agli attaccanti che abbiamo già in rosa. E la sfida, siamo sicuri, sarebbe stimolante per uno che da troppi anni è costretto a ingoiare bocconi amarissimi.

Drogba negli schemi di Conte sarebbe la prima punta ideale: forte fisicamente, grande capacità di far salire la squadra, ottimo gioco di sponda, adatto per ricevere spalle alla porta qualunque tipo di palloni. Feroce in area di rigore, molto abile nel gioco aereo e con quella malizia e astuzia che oggi manca nell’attacco bianconero.

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