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Tag: bologna (pagina 1 di 2)

Multate Multatis: oh Giudice Sportivo che si fa?

C’è un detto in latino: “mutatis mutandis”. Il significato di tale espressione è molto preciso: cambiare le cose che devono essere cambiate.

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Al Dall’Ara alcuni geni hanno esposto uno striscione. Oggi ne parlano in pochi. Ancora meno ne hanno mostrato le immagini.

Non c’è il Vesuvio, ma ugualmente si invita al fuoco. Ecco a voi l’iniziativa di questo Natale:

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Brucia un gobbo

Non solo. Come si può leggere dallo striscione, a proposito dello sfogo di Conte, si continuano a usare i poveri bambini per inseguire i propri malsani vizi antijuventini.

Intanto tutto tace. L’etica pubblica fa finta di nulla. Il Giudice Sportivo appare poco indignato. Pessotto prima, i gobbi poi. Tutto lecito.

Multate Multatis.

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Bologna-Juventus 0-2 La vittoria che serviva

Peluso sulla sinistra e Isla sulla destra. Ogbonna a guidare la difesa. Vucinic e Quagliarella in attacco. Pirlo assente per infortunio. Era questa la Juve che affrontava il Bologna. La paura di uno scivolone c’era.

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Solo che Conte, come detto in conferenza stampa appena finito il match, ha costruito una macchina da guerra e un assetto tattico che prescinde dagli uomini. Vero solo in parte, ma la vittoria sul Bologna è una prova netta di quanto dice il tecnico juventino.

Squadra solida, identità di gioco precisa, voglia. Soprattutto quest’ultima.

Juve avanti, col solito Vidal che incarna lo spirito di questa squadra. Un cobra, una specie di gatto-attaccato-ai-maroni-della-difesa-avversaria. Appena firmato il contratto, ecco che il cileno si è regalato l’ennesimo gol della sua carriera juventina. Carriera che procede a passi spediti come solitamente fanno gli attaccanti. Numeri da capogiro per Arturo. Non esistono soldi per pagarne il rendimento in campo.

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Accanto a lui un giovanotto dal futuro splendido, tanto quanto un presente molto solido. Si chiama Pogba per cui è pronto il contratto blinda-tutto: sarebbe ridicolo e da fuori di testa farsi scappare questo francesino che unisce a un fisico da granatiere l’eleganza di un meraviglioso cigno, con due piedi da far invidia ai migliori trequartisti. Non è Piro, ci mancherebbe, ma è Pogba. A Conte il compito di amalgamare per bene i tre giovanotti di centrocampo che in assenza di Pirlo cercheranno nuovi schemi ed equilibri.

Il Bologna è stato domato, nonostante il duo Llorente-Tevez, in panchina, dia certamente basi più solide alle occasioni d’attacco. In particolare lo spagnolo sembra garantire alcuni tempi di gioco che nessun altro, nell’era Conte, è stato mai in grado di dettare. Serve essere più cinici, ma il ragazzo sta procedendo nella sua progressiva crescita e inserimento nella Juve.

Qualche intoppo sulle fasce hanno permesso al Bologna di attaccare ai lati la Juve. Ne sono nate poche occasioni nelle quali Buffon ha dimostrato di essere il numero 1, difendendo con le unghia un record molto interessante: sono quasi 700 i minuti di imbattibilità. Solo questo numero dovrebbe far capire perché la Juve sta provando a scappare, con estremo anticipo rispetto al trend dello scorso anno quando lo strappo decisivo si è avuto dopo il giro di boa.

A conferma che la crescita collettiva del progetto è talmente evidente che nessuna parolaccia può stoppare.

E giusto per renderci antipatici, segnaliamo l’unico difetto della sfida di ieri sera: non essere riusciti a chiuderla prima della zuccata di Chiellini. Troppo cattivi?

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La civilissima Bologna?

Si è sottolineata, giustamente, l’esternazione di Conte al termine di Bologna-Juventus: “Se il nostro pullman viene accolto da lancio di uova, bottiglie e pietre a Napoli, uno se lo può anche aspettare, ma se ciò avviene nella civilissima Bologna, allora siamo in stato di guerra e forse conviene andarsene all’estero”.

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I napoletani si sono offesi.

Di che?

A fine 2012, nella statistica sulla qualità globale della vita, la provincia di Napoli viene posizionata  al penultimo posto (102  su 103).

Ma Conte, qualcosa che non doveva dire, l’ha detto ugualmente: “civilissima Bologna”.

Nella stessa statistica, limitata alla criminalità, Napoli risale (si fa per dire) all’89° posto, ma Bologna è addirittura 101°.

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Il nostro inimitabile condottiero esulti per le vittorie come ha fatto a Bologna, ma cambi idea sulla sportività e la civiltà delle tifoserie.

L’Italia ormai non è un paese “sicuro” e la civilissima Bologna è tra le città con maggiore criminalità.

I maleducati ed i delinquenti sono uguali dappertutto. Non c’è città che si salvi.

E questo è un discorso sociale valido per ogni circostanza della vita quotidiana.

Se poi si è la Juventus e si vince, la situazione peggiora.

Poveri noi.

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A Bologna va in scena la peggio Italia

Conte esagerato, Conte antisportivo, Conte venduto, Conte comprato, Conte che non capisce nulla, Conte handicappato (cit. Pellegatti). Juventus merda, Juventus ladra, Juventus dopata. Se saltelli muore un altro Agnelli, nostalgia Heysel, 39 son pochi. Stadio da chiudere, tifosi razzisti. Juve aiutata dalla stampa.

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Benvenuti nel mondo che non c’è. Un mondo che esiste nelle peggio perversioni dei tifosi italiani e inscenato regolarmente ogni volta che la Juve va in trasferta. Accade tutto questo, ogni volta. Più le pietre e le bastonate, le bestemmie e i cori che non ripetiamo, ma che Conte ha avuto il coraggio di denunciare visto che la stampa ci aiuta non sottolineando mai come viene accolta la Juve.

Benvenuti in Italia, la peggio Italia. Quella che dopo tre falli consecutivi di Perez, che però resta in campo, alza il volume del tifo contro. Già, quel Bergonzi deve essere stato comprato da Marotta. Solo che Marotta deve avere qualche problema di vista e allora Bergonzi ha agito contro la Juve, visto che Perez è ancora in campo in modo miracoloso.

Benvenuti in Italia dove il miglior tecnico italiano, quello che ha subito una ingiustizia grossa come una casa perdurata tutt’ora nelle azioni illegali di Palazzi & Co. non può festeggiare. Nemmeno davanti ai suoi tifosi accorsi numerosi anche a Bologna.

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Conte deve stare muto, zitto, deve sparire, deve andare via, non può festeggiare, non può rivolgersi ai propri tifosi per dire “che razza di squadra che siamo diventati”. Conte deve essere silenziato, seviziato mediaticamente per atteggiamenti goduriosi e libidinosi. Conte deve andar via dalla Juve perché così gli altri non possono permettersi nemmeno una giornata di festa.

Purtroppo la Juve c’è, e Conte ha tutta l’intenzione di spingerla. Ancora di più, ancora più forte.

So che la Juve che vince dà fastidio, ma io non posso farci nulla.

- Antonio Conte

Svergognato di un Conte.

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Bologna-Juventus 0-2 Il segnale che dovevamo dare

Il segnale che dovevamo dare. A tutti. Una squadra pronta e attenta, solida e cinica, attiva e cattiva. Ci sono diverse buone notizie che arrivano da Bologna.

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La prima è che Conte la pensa esattamente come me e come la maggior parte dei tifosi juventini. Dopo anni di buio ora vogliamo tutti i riflettori addosso. Questo lo si fa vincendo il più possibile, tutto in particolare. Il suo modo di incitare il suo pubblico, il suo modo di festeggiare, il suo sorriso soddisfatto quando ammira la sua creatura. Impagabile.

La seconda è che la Juve non fallisce una sfida complicata. Il Bologna ha appena strapazzato i nerazzurri, è una delle squadre più in forma e dopo aver pescato il Bayern poteva starci un minimo di scarsa concentrazione. E invece no: di corsa verso i tre punti, senza subire reti, senza subire troppo in realtà.

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La terza buona notizia è che nessuno dei diffidati ha preso il giallo. Questo è una buonissima notizia perché contro Stramaccioni & Co. io voglio stravincere, nonostante 48 ore dopo ci sarà da andare a Monaco.

La quarta buona notizia è che oggi molti sono costretti a vincere. Napoli o Milan che sia, chi insegue non può perdere ulteriore terreno.

La quinta buona notizia è il gol di Vucinic. Buon dialogo con Giovinco, buona Juve in fase di tiro, la precisione verrà.

L’ultima buona notizia, quando tutti speravano in un passo falso, in una giornata di relax, è che il segnale che dovevamo dare lo abbiamo dato.

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Tutti concentrati per Bologna?

Juve in treno, un treno che potrebbe portarci davvero lontano. Un treno carico di ricordi, carico di aspettative, carico di agonismo e qualità. Guida Antonio Conte, o come lo chiamano in molti AntonioConteCapitano. E adesso c’è il Bologna.

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Squadra in forma, grande allenatore. I rossoblu hanno già fatto malissimo a Stramaccioni e l’anno scorso ci procurarono non pochi disastri a livello di punti persi. Da Diamanti a Gabbiadini, passando per un Gilardino che comunque dovrebbe esserci. Un Taider che la Juve ha forse mollato con troppa facilità e una buona difesa.

Non ci prendiamo in giro: l’unico dubbio riguarda la Juve. Nel senso che se la Juve fa la Juve non esiste Bologna o Chelsea in grado di resistere e quindi il lavoro che dovrà fare Conte è solo psicologico. Le gambe girano e a sentire molti esperti gireranno ancora più veloce da qui a fine anno. La testa sembra invece rivolta alla Champions.

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Abbiamo un bel vantaggio sulla seconda e sulla terza, ma non dobbiamo sederci né rilassarci. Il migliore messaggio per tutti è quello di spingere ancora di più sull’acceleratore. Spingere, spingere sul piano del gioco, della qualità, incrementando gli ottimi numeri stagionali.

Ore 20:45, Conte fermerà il treno al Dall’Ara. Obiettivo: +12 temporaneo.

P.S.

In attesa di leggere la formazione ufficiale, mi piacerebbe non rischiare qualche diffidato per la partita contro i prescritti.

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Da Drogba a Llorente, da Lisandro Lopez a… Gabbiadini

Fra tutti, a questo punto, prenderei Immobile. Ma Marotta non è in grado di prendere per il collo Preziosi, ridurlo al silenzio e portare in macchina Immobile da Genova a Torino. Triste, ma vero. Così prenderemo Gabbiadini, cioè il più facile. Ma anche il più simile a quelli in rosa perché il giovane del Bologna è più una mezza punta, più una seconda punta che un bomber. Così Marotta mi manda in confusione.

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E ci risiamo: si parte col nome grosso e si scende via via fino a quello più facile. Più facile e più utile? No a mio avviso, anche se si spera sempre di fare il botto prima o poi lì davanti.

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Il problema attuale è la totale emergenza. Prendi la partita casalinga di domani. No Marchisio, fuori Chiellini, problema per Vidal (che però scenderà in campo comunque), problema per Pirlo (in fortissimo dubbio), Vucinic a mezzo servizio, infortunio leggero per Quagliarella (recupera per la Lazio). Restano Giovinco e Matri in avanti, con Vucinic che verrà impiegato solo per un pezzo di match. Bella storia nel periodo più duro, con Udinese, Lazio, Genoa e Lazio nel giro di 10 giorni.

In tutto questo dovremmo inserire la testardaggine di Conte nell’insistere con un 3-5-2 che porta poco valore.

Tornando al mercato sai quanto bene ci farebbe un grande colpo? A livello di morale e a livello di campo. Un Drogba che arriva scuote l’ambiente, porta positività e forse porta pure qualche gol. Un Llorente che arriva non potrà fare peggio di Matri. Ma noi continuiamo a tifare i nostri, perché così si fa. E per uno strano scherzo del destino ci ritroviamo tutti aggrappati a Giovinco.

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Calciomercato Juve: se non portiamo a casa nemmeno i nostri

Nel frattempo che raccogliamo dati utili per capire le dinamiche che hanno spinto Andrea Agnelli a votare Abete, facciamo il punto sul calciomercato bianconero. E più che un punto è una lama che trafigge il mio cuore.

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Top player sono solo due parole per prendere in giro i tifosi, farli stare buoni e aumentare la tiratura: del marchio Juve, dei giornali. Non avere la capacità di prendere Llorente in questa sessione mi fa solo immaginare che questa Società non voglia ripercorrere le strade di Moggi e Giraudo che arrivarono a mettere assieme metà dei giocatori in campo in una finale della Coppa del Mondo di calcio per nazioni.

Ma tralasciando il top player – posto che siamo tifosi attenti anche al periodo contingente, e quindi capiamo le reali difficoltà a spendere così tanti milioni – il problema maggiore è legato alla forza contrattuale della Juventus. Mi giunge voce che il Bologna ha resistito fino a stamattina al tentativo bianconero di portare a Torino Manolo Gabbiadini, Under 21 di proprietà della Juve. Questa news, unita all’avamposto di Preziosi sul nome di Immobile (di cui la Juve è co-proprietaria), mi fa un po’ vergognare e spiego il perché.

Ero abituato a ben altre mosse: voglio Vieira, si vende Maresca, poi una serie di giovanotti e ci si finanzia il colpo Vieira. Voglio Emerson e allora si fa di tutto per far litigare il Puma con la dirigenza giallorossa e lo si porta a Torino. Stesso discorso per Nedved e gli altri.

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Marotta ha il grande merito di aver costruito una grande rosa, non certo equiparabile alle Juventus più forti della storia, ma qualche risultato è stato meritatamente raggiunto. Ora che è arrivato il momento del salto di qualità si fa fatica persino a portare a casa giocatori che sono nostri. Stoppati dal Bologna o dal Genoa, mica da Real Madrid e Manchester United.

Il piano dovrebbe essere chiaro a tutti, Società e tifosi: si vuole vincere, si vuole diventare sempre più forti aumentando il gap con le avversarie. Con Peluso? Per poi il prossimo anno giocare coi sondaggi “meglio Giovinco o Gabbiadini al fianco di Vucinic?”. A che gioco stiamo giocando?

Ci piacerebbe sentire il parere di Conte che secondo me si esporrà a breve, anche velatamente nel corso della conferenza stampa. A lui servono campioni per spingere la macchina ancora più forte, ne ha tutte le potenzialità, ma manca una sorta di Drogba, un nuovo Trezeguet, manca un campione di fascia che la Juve ha sempre avuto (da Nedved a Camoranesi, da Cabrini a Causio, tanto per citarne 4). Ad aggiungere gente di medio livello si rischia, appunto, di rimanere ingabbiati in tale livello. E Conte non può certo far miracoli a ripetizione trasformando medi giocatori in fenomeni.

E’ e sarà un mese decisivo, cominciato malissimo perché neanche la vittoria sofferta su un modestissimo Milan ha convinto e siamo già a corto di idee in attacco, aggrappati a un miracolo infermieristico su Vucinic, a un Giovinco reincarnato in Messi e in chissà quale tipo di esplosione di Matri e Quagliarella. Quando basterebbe un bomber vero, rodato, affidabile per risolvere ogni tipo di problema.

La critica in sé non è cattiva, a mio avviso. Posto che sarà poi tutto da vedere se l’ingresso di Gabbiadini o Immobile possa risolvere anche solo alcuni problemi in attacco, ma già il fatto di faticare a chiudere operazioni elementari e semplici come queste mi fa rimanere di stucco, incapace di mettere da parte i dubbi che ogni essere umano pensante avrebbe a questo punto della storia: ma questa Juve quanto conta?

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Rischio neve? Le situazioni di potenziale rinvio

Ondata di gelo e di neve in tutta Italia, in particolare il Nord ovviamente. E questo potrebbe influire su alcune gare di Serie A che rischierebbero il rinvio. In Russia riescono a giocare, in Italia no.

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Paradossi climatici a parte, a Torino si rischia il rinvio e il Milan può così respirare. Resta il problema di quando recuperare le gare. Perché anche Atalanta-Parma e Siena-Catania e Bologna-Lazio non promettono nulla di buono.

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Freddo, ma clima ben più mite a Palermo dove la Juve vede il ritorno di Conte in panchina.

Situazione curiosa invece per Inter-Napoli. Fosse stata giocata al San Paolo il rischio rinvio, anche con il sole, sarebbe stato forte, ma si gioca a Milano e lì la neve scende davvero. Si gioca o non si gioca? Entrambe hanno praticamente riposato e allora decideranno Moratti e l’amico De Laurentiis.

Zeman intanto sta già assaporando una nuova vittoria a tavolino. Con questo ritmo lo Scudetto non è più utopia…

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Allarme De Ceglie: tre errori gravissimi

Peccato perché avevo scommesso forte su Paolino. Avevo pensato che questo fosse l’anno della consacrazione, e come me lo pensava Conte che infatti non aveva chiesto esterni di ruolo. Ma già l’aver avuto l’intuizione (la necessità?) di spingere Asamoah a sinistra poteva essere un campanello d’allarme. Ora l’allarme è suonato per davvero: De Ceglie, ma che combini?

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Cresciuto nella Juve, gol con debutto in Serie B con Deschamps al Lecce, ottima stagione al Siena con Conte viceallenatore, e poi il rientro a Torino fra alti e bassi (di squadra e personali). Questo è De Ceglie che a oggi rischia seriamente l’esclusione dalla rosa. Per carità, nessuna punizione ufficiale, non è nelle corde di Conte, ma certo un forte andare indietro nelle gerarchie di campo. Serve infatti tanto coraggio per rilanciarlo dopo quello che ha combinato. Ci dispiace sottolinearne gli errori, ma è bene pure analizzare le tre partite che lo hanno visto coinvolto per meglio capire lo stato di forma della Juve.

Siena-Juventus, campionato. I bianconeri più famosi dominano, strapazzano il Siena che però non crolla. Vantaggio juventino e poi ecco l’errore: De Ceglie si lascia superare alla fine del primo tempo in modo troppo facile e il suo uomo sarà l’assist-man per il gol di Calaiò. Botta psicologica incredibile per una squadra che doveva solo amministrare. Certo la Juve ha avuto il difetto di non chiuderla subito, ma riaprirla così fa male. Marchisio sistemerà tutto solo nel finale.

Nordsjaelland-Juventus, Champions League. Partita complicata con una Juve sottotono. Primo tempo che scivola via e poi ancora il dramma nella ripresa, con una Juve entrata in campo più tosta. De Ceglie appoggia in modo blando per Chiellini che è costretto a ricorrere al fallo per non far scappare l’attaccante. Punizione magica e Buffon battuto. Secondo erroraccio da parte dell’esterno che rischia di compromettere una intera qualificazione. Ci penserà Vucinic nel finale a evitare la sconfitta.

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Juventus-Bologna, campionato. La partita era finita già al minuto 20 quando la Juve ha fatto registrare numeri mostruosi nel possesso palla e nel conto dei tiri in porta. Bologna mai pericoloso. Pogba regala a Giaccherini una palla favolosa e ne beneficia Quagliarella con un gol facile facile. Minuto 70, disimpegno Juve, palla larga per De Ceglie che deve solo allontanarla vista la pressione dei rossoblu, ma dal suo piede esce fuori il migliore degli assist per Taider che si ritrova solo al limite dell’area. Taider troverà poi il jolly della sua carriera trovando l’angolo più lontano. Colpo devastante. La Juve che si stava riposando è costretta ora ad accelerare e spendere tutte le energie per ritrovare la vittoria. Ci pensa Pogba a 60 secondi dal fischio finale.

Tre partite raddrizzate, tre partite che in realtà erano già chiuse. Errori gravissimi, errori di chi non è in sintonia con la concentrazione di tutto il gruppo. Errori che hanno rischiato seriamente di provocare un danno enorme. Mettiamo che Marchisio, Vucinic e Pogba non fossero riusciti a pareggiare o vincere… che sarebbe accaduto?

A esclusione degli errori di De Ceglie non mi sento di criticare la Juve che ha avuto la partita sempre nelle proprie mani e proprio con le proprie mani (o meglio, con i piedi di De Ceglie) ha complicato la storia dei match. Crisi? Ma non scherziamo giornalacci! Vince, ma non convince? Ma non scherziamo giornalacci!

Troppo cattive le nostre critiche? Forse sì, ma siamo stati abituati bene. Se l’avversario va in gol deve essere solo per suo grande merito. Bastano già i regali che la Federazione concede ai club affiliati, dai nostri ragazzi non devono arrivare favori. E adesso… in bocca al lupo a De Ceglie: con Conte si può migliorare e recuperare in fretta, basta lavorare sodo.

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