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Tag: borriello (pagina 1 di 6)

Giro di prestiti: Gilardino alla Juve, Quagliarella alla Roma, Borriello al Genoa?

Juventino, di famiglia juventina, superati i 30 anni Alberto Gilardino rischia di coronare un sogno. Di sicuro quello di suo padre, grande tifoso bianconero. Non si sa bene se il suo. Perché a una simile età, con l’ipotesi chiara di fare panchina dietro ai titolari e ai papabili titolari, forse proprio di sogno non si tratta.

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Che sia un caso reale o montato dai media, lo scopriremo solo vivendo e in particolare entro stasera.

Gilardino in prestito alla Juve, Borriello che torna al Genoa e Quagliarella che finisce alla Roma. A guadagnarci sarà la Roma, muovendoci nel campo di tale possibilità. Soprattutto alla luce del grande lavoro che Garcia sta compiendo nella capitale.

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Quale potrebbe essere il vantaggio della Juve? Cominciamo dal più banale e forse inutile: alleggerimento di bilancio e di spogliatoio. Che Quagliarella non sia al settimo cielo è palese, per cui va bene liberarsi di una pedina che potrebbe andare in escandescenza. E poi c’è la questione ingaggio: nettamente a favore dell’Alberto.

L’altro vantaggio sarebbe quello di avere un attaccante d’area, in alternativa a Llorente. Un bomber, uno che il gol lo conosce e che potrebbe sfruttare le famose palle sporche, i cross (pochi e mal fatti fino ad adesso). Praticamente una specie di Matri, con meno movimento.

O più semplicemente, posto che Alberto accetti, il vantaggio sarebbe quello di avere un attaccante affidabile quando le cose vanno male. Certo che se fosse questa la mossa di conclusione del mercato, un po’ di bocche storte sarebbero legittime.

Più che di un attaccante, serve come il pane un esterno d’attacco come Dio comandi. Serve, servirebbe. Mah!

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Serie A 2013/2014: lo stato di salute della prima giornata

Mi illumino di Juve. Avrebbe scritto questo Ungaretti vedendo la prima giornata di campionato. Non solo Juve, in realtà, ma il bagliore dei bianconeri sembra aver contagiato gli altri. Sembra pure che la luce proveniente da Conte abbia illuminato le avversarie.

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Una marea di 3-5-2 si sfidano e, in parte, si annullano. Compresa la sfida di Marassi dove lo specchio che Delio Rossi impone ai bianconeri ha retto per tutto il primo tempo. Ma la copia è differente dall’originale e così la Juve ha avuto la meglio. Questione di un Tevez in più, questione di avere molto più talento di chi vorrebbe farti la festa.

La prima giornata, che si chiude oggi col debutto della Fiorentina di Montella, consegna una classifica pronosticabile. Compreso il tonfo del Milan. Nessun giudizio, troppo presto, ma qualche buon segnale.

A partire dai microfoni. Un piacere sentire parlare Benitez. Finalmente Napoli ha un allenatore capace di dialogare con pubblico e avversari. Altro che i piagnistei di Mourinho e Mazzarri. Con lo spagnolo sarà un campionato intenso e piacevole anche da raccontare e ascoltare. E complimenti per il lavoro fin qui svolto. La vera antogonista dei bianconeri è Napoli che lo ha confermato sul campo. Hamsik sempre più leader, ma un gioco completamente differente dallo scorso anno. Più arioso, più ragionato, dove alla legnosità di Behrami e Inler viene contrapposta la classe dei vari Higuain, Callejon e Pandev. Pazienza per Insigne, ma chi ha toccato il vero calcio lo riconosci subito.

Segnali di ripresa della Lazio, che però soffre vistosamente se debitamente attaccata. E’ bastato l’ingresso di Muriel per mettere in crisi una difesa che andava rinforzata se si vuole raggiungere un obiettivo concreto. Un centrocampo tosto e un intramontabile Klose sono le armi principali di Petkovic. Potrebbero non bastare se il reparto arretrato mette in crisi un 2-0 che sembrava granitico.

E Roma ride pure in versione giallorossa. Tre punti solidi come lo schema che Garcia manda in campo. Un anno fa Zeman mandò in confusione un gruppo intero capendo poco di Totti, di De Rossi e dei ragazzi che aveva in mano. Troppi scalini da percorrere e poca didattica. Mentre l’allenatore francese ha le idee molto chiare. A essere confusi sono gli opinionisti. La Roma alterna davanti la difesa ora un metronomo ora un combattente. Complementari e perfettamente in sincronia. Restituendo dignità a De Rossi – solo un pazzo potrebbe metterne in discussione le doti tecniche e di personalità – la Roma ritrova lo spirito di un tempo. Con un Totti che dimostra di possedere ottime doti di intelligenza nella gestione delle energie. Le bizze di Sabatini (Borriello titolare è uno di quei paradossi di difficile comprensione) vengono ben gestite dall’allenatore che poi verrà multato per aver usato il telefonino. “Non lo sapevo” si giustificherà, ma la colpa non è sua. Piuttosto è di un calcio italiano veramente ridicolo e antiquato. Si abituerà, Garcia.

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Sorride pure Mazzarri che solo al minuto 91 tira un sospiro di sollievo. La partita si sblocca quando Liverani decide che è arrivato il momento di fare e non solo di distruggere. Ma il terzetto di centrocampo non regge e una deviazione manda in tilt il buon Perin. Grande esordio, si dirà, ma Kovacic e Icardi schierati solo nel secondo tempo andrebbero giustificati al pubblico. Con la variante che comunque la squadra nerazzurra appare fragile in difesa, mentre Alvarez sta uscendo dal torpore in cui era caduto. La curiosità di vedere dove potrà arrivare questa Inter è tanta. Con Eto’o o senza Eto’o.

Cassano più Amauri è una specie di “cosa avremmo potuto fare se solo avessimo avuto più testa”. Fisico e tecnica da numero 10 e 9, rispettivamente, ma non sempre bastano. Uno scialbo 0-0 che conferma un paio di cose: Cassano è roba da provincia, laddove le responsabilità finiscono a pagina 14 della Gazzetta (tanto per intenderci), mentre Amauri soffre di intermittenza peggio delle frecce di una macchina. Parma si divertirà, ma serate come ieri sono la conferma delle rispettive carriere. Alla fine il vero protagonista in campo sarà Mirante.

Cosa farebbe Cerci in mano a Conte? Massimo rispetto per il Maestro Ventura, ma questo ragazzo è il prototipo di esterno che piace proprio al tecnico leccese. Sfrontato e arrogante come solo un’ala può essere, veloce e fantasioso come proprio un’ala deve essere. Nella nuova posizione di attaccante (poco esterno e molta seconda punta) può davvero fare male alle difese avversarie. E Immobile pare proprio la pedina di appoggio ideale visto che il buon Ciro copre l’intero attacco senza troppa fatica. Il Toro è una creatura interessante. Manca forse un ragionatore a centrocampo e un volpone in difesa, ma il campionato sarà tranquillo (ipotizziamo).

Prima o poi Cellino deciderà di accomodarsi in panchina. Comanda la sostituzione di Ibarbo ed è sempre lui a obbligare all’attaccante dove posizionarsi e dove andare. Ci chiediamo quale sia il ruolo e fin dove arrivano le responsabilità di Lopez. Fortuna che il Cagliari rimonta e vince su un Atalanta irriconoscibile, altrimenti oggi il dilemma sarebbe “a chi le colpe tattiche: Cellino o Lopez?”.

Passiamo al Milan? Se non avesse dalla sua una stampa molto amica, oggi staremmo a discutere di molte cose che non vanno senza l’obiettivo di dire le cose che i capi vogliono sentirsi dire. Il primo scudetto di Allegri arrivò per incapacità manifesta delle avversarie. La Juve di Del Neri seppe tenere testa per tutto il girone di andata e questo la dice lunga su che livello di avversarie avevano i rossoneri all’epoca. Dove tutto poggiava sulla capacità di Ibrahimovic di distruggere le partite. Poi la smobilitazione perché i bilanci non si possono più nascondere. L’anno scorso la rimonta fece rima con una serie di arbitraggi che se solo fosse capitato alla Juve… Quest’anno ci risiamo: partenza da brividi (e poiché vale per tutta la carriera di Allegri, ci sarà da ipotizzare scarsa capacità di preparare la mente più che il corpo) e primo step decisivo della stagione contro il PSV. Non è ancora settembre che Allegri è a rischio. Prigioniero di idee che sono sparite in concomitanza ai soldi. Prigioniero di una didattica sopravvalutata. Cercano il rinforzo in attacco quando la difesa è un insulto alla storia dei vari Baresi e Maldini. E se Julio Cesar è l’unico nome in grado di sostituire Abbiati, allora per noi che non tifiamo Milan tutto diventa una pacchia infinita.

E stasera tutti a guardare la Fiorentina (almeno voi, io mi gusterò Chelsea-Manchester United). Matura? Pronta per dar battaglia al Napoli sgomitando come la vice-vice-favorita per il titolo? Il peso di un tale pronostico bloccherà Montella e i suoi o l’inserimento di Rossi e Gomez ha reso lo spogliatoio forte? Dopo Conte, lo ripetiamo, viene Montella per conoscenze e qualità del lavoro. Sarà un gran bel torneo se alla Juve non verranno concessi i 10 punti di distacco come l’anno scorso. Il punto, per tutte le avversarie, è sempre il solito: la continuità di rendimento e di risultato.

Buon campionato a tutti.

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Un anno stupendo, peccato per Pulvirenti

Il titolo è semplicemente una risposta all’intervista di Pulvirenti. Anche alla fine dell’anno non ci facciamo mancare le polemiche. Ci piacciono perché ci consentono di mettere in mostra tutto il peggio di questo paese e quindi di far vedere quanta disparità di trattamento ci sia nei confronti della Juve. Più nemici, più onore? Senza dubbio, ma in Italia con la Juve si tende sempre a esagerare.

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A Pulvirenti dedichiamo perciò questo piccolo articolo.

E’ stato un anno semplicemente eccezionale. Proprio da gennaio 2012 la Juve comincia una rincorsa alla gloria che ancora oggi non conosce battute d’arresto. Con Conte in panchina la Juve non ha ancora perso in campionato e questa è la statistica più importante perchè da qui ricaviamo la deduzione che Conte è certamente l’allenatore italiano più capace. Ha preso una squadra da due settimi posti e l’ha trasformata in un’armata paurosa.

Da Vidal a Pirlo, due uomini arrivati a Torino con due storie ben diverse, ma con lo stesso scetticismo. Il genio da Brescia veniva descritto come logoro e finito, salvo poi scoprire che è il terzo uomo per chilometri percorsi in Champions e praticamente Pallone d’Oro in pectore per gran parte dei giurati e degli sportivi internazionali. Il cagnaccio dal Cile si è dimostrato invece un vero artista. Grinta e qualità che ben si sposano in un fisico mica da ridere. Recupera palloni e poi li gioca con una classe infinita. Corsa e grinta? Non ditelo a Conte perché vi risponderà che “qui si dimentica che questi ragazzi giocano il miglior calcio in Italia e con pochi pari in Europa, si vuole sminuire il grande lavoro fatto finora”.

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Con un Marchisio scelto nel Top11 europeo, con prestazioni che hanno rasentato perfino la perfezione che un allenatore possa desiderare. Agile, veloce, cattivo agonisticamente, equilibrato, con tanta qualità in fase di possesso e di attacco, con tempi di inserimenti da vero bomber. E accanto a lui si sono contraddistinti gente come Pepe e Vucinic, come Lichtsteiner e Chiellini.

Una menzione particolare forse per Barzagli (300.000 euro il costo del cartellino) e Bonucci, scudieri di una difesa impenetrabile, con Buffon che è tornato a fare il Buffon. Serviva giusto una scintilla e Conte ha in realtà prodotto un incendio di proporzioni bibliche. Incendio per gli altri, perché noi respiriamo molto bene una juventinità finalmente ritrovata pure sul campo. Con un Andrea Agnelli che sta cercando di difendere i colori e l’onore facendo quel che può con una Famiglia che non dà più appoggi politici ed economici: non dimentichiamo questo piccolo particolare.

E’ stato un anno stupendo, ma anche complicato. Se Borriello ha segnato quando doveva segnare, Palazzi & Co. hanno rotto quando dovevano rompere. Imperdonabile, secondo Galliani, quella verità rivelata a tutti nel tunnel del 25 febbraio, durante la sosta di metà tempo di quel Milan-Juve 1-1 con gol annullato a Matri e il gol di Muntari. Da lì sono cominciati i guai di Conte, con Palazzi molto attento a rispettare gli ordini di scuderia.

A Trieste l’apoteosi, a Donestk il sigillo su un percorso di crescita devastante. Quanti sono i fegati che non hanno più retto? Primi in campionato, primi in campionato senza Conte, imbattuti con Conte in panchina, miglior attacco, miglior difesa e persino il primato nel girone di Champions quando tutti festeggiavano la vittoria del Chelsea o l’eliminazione bianconera (vero Bramardo?!).

Da primi a primi, con un 2013 che, Palazzi permettendo, dovrebbe filare liscio. Almeno si spera. Almeno così ha programmato Antonio Conte da Lecce, un profeta bianconero venuto tra noi a mostrare il gioco del calcio.

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Quinta giornata di campionato: fra miracoli e scivoloni

Eh già, quando al bar senti parlare di miracoli riferendosi alla doppia vittoria delle milanesi, allora e solo allora capisci che la vita è davvero bella e giusta. Di fatto si tratta di miracolo: una vince dentro, una vince fuori. La seconda, quella che ha vinto fuori, conferma la regola di essere più provinciale di quanto il tecnico non sa (o non capisce, evidentemente); la prima che vince in casa… vince ed è già una grossa sorpresa in questo avvio di stagione.

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Chissà, il destino gioca sporco alle volte. Con Allegri lontano dal campo il Milan ritrova un minimo di gioco e la vittoria. Tre punti importanti per scuotere una classifica che è comunque pesante dopo cinque giornate. Il Faraone riporta un po’ di allegria, ma Allegri non può dirsi soddisfatto. Galliani pensa al cambio di modulo, Tassotti si propone come sostituto… e Allegri pare sempre più lontano da un ruolo di autorità. Dove può arrivare questo Milan lo sapremo solo a fine campionato, perché gli acquisti sembrano buttati lì, tanto per fare numero, e certo non si deve dimenticare che il Cagliari era il miglior avversario che potesse capitare in questo momento.

Anche Stramaccioni dovrà riflettere. Fuori Snejder… dentro l’Inter? Anche qui c’è da capire se Strama è un prestanome di qualcuno in società, perché il cambio di modulo pare una forzatura più che una scelta oculata. E se fuori casa inanelli cinque vittorie e dentro casa inanelli una serie di brutte figure, allora bisognerà rivalutare la frase di Mondonico. Provinciali lo sono i campioni che sposano l’umiltà per rimanere campioni. Vien da pensare che è un bene che Stramaccioni non l’abbia capito. Attendiamo però un minimo di moviola sul gol in fuorigioco di Alvaro.

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La Roma torna a casa. Ciro Ferrara la imbriglia per benino e strappa 1 punto importante all’Olimpico. Segna Totti, ma festeggerà solo lui al fischio finale. I giallorossi ringrazia CONI e FIGC per la vittoria a tavolino perché a questo punto sarebbe interessante capire dove veramente sarebbe se avesse giocato contro il Cagliari. Prende gol, ancora una volta, e rischia più volte. Brutto, brutto spot per l’Italia la non stretta di mano fra Ciro (che in verità comprendiamo) e Zeman.

Lezione di stile al San Paolo: “Sì, l’ho toccata con la mano”. Parole e musica di Klose, un tedesco che l’Italia fortunatamente non l’ha capita ancora. Punizione pesantissima per la Lazio di Petkovic, e un Napoli con un Cavani in più. Il risultato è largo e non si può non calcolare che l’Europa ha pesato tantissimo in casa biancoceleste. Due sconfitte, un po’ diverse, ma son sempre zero punti che tengono ferma una classifica che fino a domenica scorsa era semplicemente perfetta. E’ forse il segno di un campionato scorbutico e lo sarà fino alla fine se nessuna squadra riuscirà a prendere il largo.

Di cuore, un grosso in bocca al lupo a Borriello. Solo 5 mesi in bianconero, ma quel gol al Cesena, per tutto quanto ne è seguito, resterà nella storia. Molti giocatori juventini avrebbero voluto una sua conferma, probabilmente anche Conte, ma sarebbe davvero ridicolo rimpiangere Borriello. Intanto il ragazzo conferma che allenato a dovere può ancora dire la sua. Tanti auguri allora Marco. Stessi auguri al Parma di Donadoni: prima o poi ci spiegheranno perché l’ex ala milanista venne chiamato in Nazionale dal suo amico Albertini. Conflitto di interessi ai massimi livelli.

Gasperini è ancora l’allenatore del Palermo? Attendiamo le prossime ore perché la pazzia di Zamparini può questo e tanto altro. Di allenatori che cambiano una squadra in Italia ce ne sono pochi. Attualmente forse solo due e si sono sfidati sabato sera annullandosi a vicenda. Per il resto, c’è povertà di talento in panchina.

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Genoa-Juventus: le scelte di Antonio Conte

Secondo Carrera la Juve non è distratta dal Mercoledì di Coppa. Sono tutti concentrati e vogliosi di giocare la delicata partita a Marassi contro il Genoa. Un Genoa che presenta in attacco il passato (anche se per pochi mesi, anche se tutti i ricordi sono in un unico gol, quello al Cesena) e il futuro bianconero (quell’Immobile che secondo alcuni doveva essere tenuto e a cui andava concessa una importante chance). Chiunque incontri la Juve tenta di decuplicare le forze: per necessità, vista la forza della Juve, e per orgoglio.

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Genoa-Juventus: gli 11 di Antonio Conte

Genoa-Juventus: gli 11 di Antonio Conte

Così Conte dovrà essere bravo a mantenere sempre vigile l’attenzione e sempre al massimo le motivazioni. Gara dopo gara, anche e soprattutto in simili partite dove potrebbe apparire normale una distrazione, un pensiero rivolto più a mercoledì che a dopo pranzo.

Non ci sono titolari nella Juve, sempre secondo Carrera. Di fatto vi abbiamo presentato le due formazioni bianconere, ossia i titolarissimi e le seconde linee. Siamo perciò molto tranquilli, ma curiosi di vedere l’effetto che fa. Diversi i cambi oggi, proprio in vista del debutto in Champions a Londra. E sembra anche strano considerare Giaccherini, titolare in Nazionale, una seconda linea nella Juve: basta però considerare chi ha davanti, cioè mostri sacri europei come Vidal, Pirlo e Marchisio. Oggi Giak sostituirà il cileno, in un centrocampo tutto fosforo e velocità, con Pirlo in cabina di regia. Confermato Lichtsteiner a destra (inesauribile) e debutto per De Ceglie a sinistra, in sostituzione di un Asamoah che guiderà la battaglia contro il Chelsea.

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Se Lucio sostituirà Chiellini, allora Matri sostituirà Giovinco, in un perfetto binomio della coppia. Il parametro zero arrivato da Milano dovrà confortare sull’intuizione di Marotta: costo zero, risultato assicurato? Si spera di sì anche se i tifosi ricorda le prime uscite stagionali. Certo l’infortunio non lo ha aiutato, ma arrivano le partite pesanti, le partite ravvicinate e c’è bisogno di tutti. Soprattutto c’è bisogno di gol e Matri oggi è chiamato a una prova maiuscola. Serve il gol e serve una buona prestazione.

Una Juve che vince e convince anche con varie pedine cambiate, anche con Asa e Vidal e Giovinco fuori, assesterebbe una grande mazzata al campionato, visto anche l’andamento delle avversarie, qualcuna esclusa. Sperando che fra qualche giorno giudici illuminati e molto lontani da giochetti politici restituiscano a Conte ciò che merita di diritto e per meriti sul campo: la panchina.

AGGIORNAMENTO: a pochi minuti dal via Conte rimescola le carte. La grafica contiene perciò due errori: non più Chiellini, ma Chiellini; non più Lichtsteiner, ma Caceres (al rientro); non più Vucinic, ma Giovinco.

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Genoa-Juventus, basta più pareggi

Furono due incredibili pareggi. Entrambi sufficientemente deludenti per il modo in cui sono stati raggiunti. All’andata fu Caracciolo a rendere vana la doppietta di Matri, mentre al ritorno successe di tutto, fra rigore non concesso e gol ingiustamente annullato, con in mezzo un dominio imbarazzante.

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Antonio Conte ritrova quindi una delle pochissime squadre a non essere stata battuta. Un trend assolutamente sorprendente e che bisogna invertire. Ai bianconeri servono punti per proseguire una striscia positiva che dura dallo scorso campionato e per infondere ulteriore tranquillità nei ragazzi. Fra pochi giorni c’è l’attesissimo debutto in Champions League, una gara magica e dai contenuti emozionanti.

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Intanto c’è il Grifone. Squadra tosta da affrontare, con un ottimo centrocampo, molto forte fisicamente. E poi grande attenzione agli attaccanti, fra giovani promesse bianconere (Immobile) e una meteora che però ha lasciato un grande cratere nello scorso campionato con quel gol al Cesena (Borriello). Da non sottovalutare come il Genoa sia bello carico a livello emozionale. Merito dei deferimenti in quantità industriale piovuti sulla società rossoblu a fronte di quel vergognoso Genoa-Siena del 22 aprile scorso. Preziosi ha provveduto a caricare i suoi e distendere i toni con le sue solite equilibrate dichiarazioni che non riporteremo.

A noi interessa il calcio giocato. E in tal senso ci incuriosisce quale sarà la vera formazione schierata da Conte. Si prospetta, d’ora in avanti, un continuo cambio negli 11 titolari, con buon uso delle cosidette seconde linee. Registriamo il recupero di Lucio, perfino il probabile impiego di Isla. Due pedine importanti, che possono davvero far bene alla Juve, soprattutto il cileno sulla fascia destra. Ma non solo. Occhio a De Ceglie, sempre molto sottovalutato dalla critica, e soprattutto a Pogba. Il giovane francese ha inanellato prestazioni molto importanti con la Nazionale Giovanile francese ed è pronto per dare il cambio ad Andrea Pirlo. A conferma di come la rosa della Juve sia molto più completa rispetto allo scorso anno.

Proprio questa completezza dovrebbe essere il punto di forza di Conte. Già da domani avremo alcune risposte.

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IOJLIVE: le ultime del calciomercato 2012 in diretta

Ecco le ultime news sul calciomercato 2012. Ultimi 90 minuti, come una partita. Chi vorrà fare affari dovrà correre e parlare veloce, sperando di indovinare gli ultimi colpi. La Juve ha già fatto tutto, al più potrà cedere qualcuno e acquistare forse Peluso (bloccato in mattinata).

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Di seguito tutte le notizie minuto dopo minuto. AGGIORNA IL LIVE

19:00 – Problemi con gli ultimi contratti: countdown errato e persone dentro anche dopo la chiusura ufficiale. Protesta di alcuni procuratori per una gestione errata dei tempi da parte della FIGC.

19:00 – Errore nel countdown della Federcalcio: ennesima bufala di un calcio che funziona davvero poco. Ultima ufficialità quella di Samassa al Chievo!

18:56 – Gilardino in prestito al Bologna dal Genoa. Ufficiale Boakye al Sassuolo. Come volevasi dimostrare il giovane bomber era legato all’affare Peluso.

18:53 – Di chi sarà l’ultimo colpo?

18:50 – Parla Bozzo: “Peluso sfumato”. La colpa è il mancato accordo Ziegler-Parma. La Juve dunque rinuncia all’ultimo colpo.

18:46 – Prima di Ziegler non si fa Peluso. O ora, o tutto rimandato a gennaio.

18:43 – Stop ufficiale per Peluso: l’Atalanta non lo cederà. Intanto Ziegler-Parma sarà risolta nei secondi finali.

18:40 – Fuori Bozzo dal box Juve, ma la faccia è negativa: Peluso sfuma definitivamente.

18:39 – Notizia non controllata: Ziegler al Parma in extremis?

18:38 – Bouy al Brescia. Il talento della Juve in prestito. Fa riflettere questa operazione dopo quanto detto e fatto da Corioni.

18:36 – Torna Rosina e va al Siena. Salta la doppia operazione Barreto-Pasquale dall’Udinese al Torino.

18:35 – Il Siena era vicinissimo a Toni, mentre poi la Fiorentina è intervenuta in extremis. Ci sarà un comunicato di scuse di Della Valle?

18:33 – Contratto da 4,5 milioni di euro per Cavani più una serie di bonus davvero ridicoli nella sostanza che verranno tutti messi a segno. Clausola altissima: può pagarla solo il PSG!

18:26 – Si attendono news dal box Juve, ma news non ne arrivano. Pare che il Palermo proponesse condizioni non soddisfacenti per Marotta e quindi affare che rischia di saltare. Senza l’uscita di Ziegler la Juve non può chiudere per Peluso.

18:23 – Luca Toni alla Fiorentina! Colpo a sorpresa dei Della Valle

18:20 – Arriva l’ufficialità dell’operazione Bendtner.

18:14 – Ramirez: dal Bologna al Southampton. Va via un altro talento dalla Serie A.

18:13 – Floccari resta alla Lazio: parola dell’agente. Mentre la Fiorentina pare alla finestra per la punta. Babel ormai è dell’Ajax: anche lui ha rifiutato il passaggio ai viola.

18:11 – Mancherebbero solo i documenti e le firme per quanto riguarda la girandola Ziegler-Peluso: mancano 49 minuti.

18:10 – Altro no secco del Catania alla Fiorentina: Morimoto non andrà a Firenze. Intromissione di Marotta?

18:08 – Ancora Tottenham e calcio estero: fatta per il portiere Lloris. Il club inglese sembra scatenato dopo l’affare Modric.

18:06 – Il Sion su Cacia: conferma di come sia forse sfumato Alex Del Piero, sempre più vicino al Sydney.

18:05 – Sarà Moutinho il rinforzo per il Tottenham. Teniamo sempre un occhio aperto riguardo la situazione di Llorente. La sensazione è che solo una mega offerta smuoverà il presidente del Bilbao.

18:00 – Borriello ha firmato: farà coppia con Immobile al Genoa.

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17:58 – Beppe Bozzo nel box della Juve: si parla sicuramente di Peluso e allora quello di prima era un depistaggio. La Juve sta chiudendo Ziegler al Palermo e potrebbe davvero prendere l’esterno orobico.

17:56 – Sembra fatta per Gilardino al Bologna. Commento sarcastico di Vargas. E allora può sbloccarsi Gilardino al Genoa.

17:55 – Ryan Babel vicino al ritorno all’Ajax.

17:52 – Depositato il contratto di Boakye: va al Sassuolo e questa forse è una conferma al fatto che Peluso potrebbe sfumare.

17:50 – Trattativa avviatissima fra Marotta e Perinetti per Ziegler: si attendono novità positive a minuti.

17:48 – Arriva la conferma di Masi alla Pro Vercelli. Intanto zero conferme su Tottenham-Llorente. Eppure gli inglesi hanno il budget da spendere…

17:42 – Confermato l’interesse del Palermo: si tratta per un prestito, anche se la Juve preferirebbe una cessione definitiva.

17:40 – Irrompe Perinetti su Reto Ziegler: il Palermo cerca un terzino sinistro e la Juve non pone il veto sullo svizzero. Mancano poco più di 1 ora alla chiusura.

17:35 – Sembra definitivamente tramontata l’ipotesi di Quagliarella in Germania. Conte ha posto il veto, la Juve vuole cinque attaccanti e non ci sono i tempi per chiudere per un’altra punta.

17:32 – L’ex bianconero Marchionni, svincolato, sta trattando col Cesena.

17:32 – Maglia numero 9 per Berbatov, maglia bianca. Finita la telenovela più ridicola degli ultimi anni di mercato.

17:29 – Tre attaccanti cercano casa o la cambieranno: Gilardino prigioniero del Genoa, Borriello che non rimarrà a Roma e Floccari in attesa di news dalla Lazio.

17:27 – Rettifica del Presidente del Sydney: “vedremo Del Piero la prossima settimana, non ho mai detto che il giocatore ha già firmato”.

17:26 – Il Tottenham vira su Llorente. Prima offerta ufficiosa di 20 milioni di euro a cui si attende una risposta da parte dei baschi. Mentre filtra la voce di un preaccordo fra il bomber e la Juve per firmare a gennaio: subito per pochi milioni di euro, a giugno gratis!

17:25 – La Fiorentina ufficializza Tomovic dal Genoa, mentre Vargas compie il tragitto opposto.

17:24 – Marino e Marotta insieme. Sesto piano dell’Ata Hotel: parleranno di?

17:20 – Forse sarà Javi Garcia il nuovo centrocampista di Roberto Mancini. Il City ha avanzato un’offerta di quasi 30 milioni di euro al Benfica. Si attendono news circa questa operazione last minute.

17:20 – La Fiorentina sta cercando ancora una punta. Pochi minuti fa è arrivato un no definitivo da parte della Samp per Pozzi.

17: 19 – Poco prima delle 17:00 è stato ufficializzato il passaggio di Maicon al City.

17:14 – Il Napoli rinforza le fasce con l’acquisto di Mesto, pallino del tecnico Mazzarri.

17:12 – Per questioni esclusivamente di tempi, l’affare Ziegler rischia di saltare definitivamente. Allora lo svizzero rimarrà agli ordini di Conte almeno fino a gennaio e intanto potrà essere valutato come terza scelta sulla sinistra.

17:10 – Dall’estero rimbalza una clamorosa indiscrezione: Wallcot e Dzeko si dovrebbero scambiare le maglie. Entrambi erano nella lista dei desideri di Antonio Conte, evidentemente imprendibili per le cifre richieste.

17:10 – Ze Eduardo, che era del Milan prima dello sfogo di Allegri, è quasi del Siena: mancano gli ultimi i dettagli e il deposito del contratto.

17:07 - Dovrebbe essere fatta per Borriello al Genoa. Si tratterebbe di prestito. A questo punto via libera per Gilardino al Bologna: va a sostituire Di Vaio.

17:06 – Cessioni di giovani bianconeri: D’Elia al Venezia, Ilari al Salò, Maniero alla Ternana.

17:05 – Non si potrà fare Peluso alla Juve. Mancano i tempi tecnici per una tripla operazione che coinvolge la cessione di Ziegler (che potrebbe ancora avvenire) e l’acquisto del sostituto da parte di Pierpaolo Marino. Depistaggio o verità?

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Marotta prende Borriello? Ok, ma…

Alla fine basta parlare chiaro. Chiaro, dire le cose come stanno e tutto è tranquillo. In un mondo che è cambiato e dove comunicare è diverso dal passato, la trasparenza è una virtù capita da chi legge e ascolta e viene di conseguenza premiata.

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Ci rivolgiamo a Marotta che più volte ha promesso il colpo d novanta: “Risponde al profilo giusto“, “stiamo cercando questi giocatori” e via così. Mai sbilanciarsi e promettere ciò che non può poi essere acquistato. Un contraccolpo a livello di tifo e stadio insopportabile. Per di più quando ciò che prometti è l’unica vera necessità di questa Juve: una punta, un attaccante forte ed esperto capace di colmare la lacuna dello scorso anno.

Le caratteristiche le abbiamo capite, se un po’ conosciamo Conte e il suo 3-5-2. Uno forte fisicamente, in grado di reggere da solo il reparto, correre e giocare benissimo spalle alla porta. Non è Matri che predilige spazi aperti e palle perfette servite in area. È certamente Dzeko, è anche Llorente, ma sembrano sfumati per un motivo o per un altro. Un peccato davvero.

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Sarà con tutta probabilità Borriello il quinto attaccante, come lo scorso anno. Perchè a Conte piace, perchè lo stesso Conte è convinto possa essere importante nell’economia di gioco bianconera. Marotta lo prenderà in extremis, quandoogni altro tentativo sarà sfumato. Ma c’è ungrosso problema.

Borriello alla fine del mercato è un autogol, in quanto l’attaccante ha di nuovo saltato tutta la preparazione e arriverà con un po’ di peso, molto fiato in meno rispetto ai compagni e con un nuovo inserimento da somatizzare. Se Borriello doveva essere, allora andava preso prima. Se la scommessa andava perdurata, gli doveva essere concesso tutto il precampionato a smaltire le tossine di inattività.

Sarà Borriello? O una sorpresona finale francamente più gradita e certamente necessaria?

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Su Pazzini, Krasic e gli attaccanti bianconeri

E’ il tema caldo in casa Juve. Forse più nei forum, nei blog e sui social media: un top player o due buonissimi giocatori?

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Qualche giorno fa abbiamo proposto la coppia Destro-Jovetic: giovani, grande promessa il primo, grande realtà ormai il secondo. Più accessibili di un top player, visto che insieme guadagno pure meno del giocatore di grande rango. Marotta sta lavorando sotto traccia, crediamo, a un grande nome. Ma tale ipotesi è al vaglio dei dirigenti bianconeri. Una sorta di piano B, come lo fu la scorsa estate che ha comunque prodotto l’arrivo di Vucinic.

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E di ieri sera l’annuncio, nonostante la stramba smentita di Moratti, che Pazzini è sul mercato. La valutazione pagata un anno e mezzo fa è di fatto dimezzata. Oggi il Pazzo non può valere più di 6/8 milioni di euro. Qualche fonte vicina alle milanesi ha addirittura parlato di uno scambio con la Juve che prevede l’inserimento del cartellino di Krasic. La voglia di rifilare un pacco ai nerazzurri è forte, ma crediamo fermamente che Marotta debba cederlo solo all’estero, e per denaro contante (al più inserito in qualche proficuo scambio). Mentre Pazzini alla Juve scalzerebbe uno tipo Matri: come quarto attaccante potrebbe andare, ma Conte preferirebbe il ritorno di Borriello. Il giocatore non rimarrà alla Roma e la società giallorossa non potrà certo chiedere più di 3/4 milioni di euro. A Torino sono convinti che Marotta stia attendendo l’ultimo giorno utile per strapparlo a una cifra veramente ridicola. Conte è convinto di poterlo plasmare e usare al meglio.

La deduzione di questo ragionamento, al netto dei nomi citati, è che Quagliarella e Matri non sono assolutamente certi della permanenza in bianconero. Conte ha già Vucinic e Giovinco e sta cercando una grande prima punta. Su Destro si continuerà a trattare: a 21 anni conviene mantenere vivo il canale con Siena e Genoa. Piuttosto non si registrano passi ufficiali verso Jovetic: con lui Conte riproporrebbe uno schema molto simile al Barca. Attacco leggero, tutto tecnica e velocità. Da non disdegnare.

A questo punto l’attacco potrebbe essere completato da due ottimi giocatori. Per caratteristiche tecniche uno potrebbe essere proprio Quagliarella (che piace a Conte più di Matri), l’altro… Borriello o Destro. In generale il conteggio dovrebbe essere di 3 punte molto tecniche e di 2 punte pesanti.

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Juventus-Napoli: tatticamente parlando

La delusione da smaltire è tanta, e ancora non è andata via. Non per la sconfitta in sè, ma per l’approccio alla gara.

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Troppo molle la Juve, forse appagata dallo scudetto, impresa straordinaria, e impensabile a settembre 2011. Ma questo non può essere un alibi per una squadra che si chiama Juve e che vuole puntare a vincere, facendolo con la rabbia di sempre.

Detto questo, è facile parlare col senno di poi, ma soffermiamoci un attimo sugli aspetti tattici.

La gara è stata assolutamente condizionata dai due attaccanti: troppo statici, non hanno mai dato problemi ai difensori. Del Piero ha giocato perchè era l’ultima gara: primo errore, perchè è sempre una finale e ti devi presentare con la squadra migliore. Alex può fare bene solo 20′, gli ultimi. Borriello ci stava, perchè i giocatori del Napoli vanno in difficoltà con gli attaccanti forti fisicamente. Ma ci voleva Vucinic per dare a Marco la possibilità di far male.

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Sulle fasce la Juventus è apparsa molto timida. Lichsteiner impalpabile, mai pericoloso, anzi lo è stato, ma per noi: alla prima azione perde subito Zuniga! Marcelo Estigarribia si è limitato a bloccare Maggio, e lo ha fatto. Forse Conte ha chiesto solo questo.

Bloccate le fasce, si va per vie centrali, ma anche qui abbiamo fatto male. Pirlo marcato a uomo da Hamsik, e nel primo tempo non ha visto la palla. Nel secondo un pò meglio. Quando Pirlo non gira, Vidal e Marchisio prendono in mano la situazione: questo è successo in campionato, non in coppa. Zero inserimenti del principino, Vidal che ha sbagliato più del solito. E non è un caso che Bonucci si sia staccato dalla difesa più di altre volte.

Quando sono entrati Pepe e Vucinic la partita si è rianimata, abbiamo fatto 10′ ottimi. Ma troppo poco. Conte avrebbe dovuto rischiarne uno solo la davanti: o Borriello o Del Piero. Insieme a Vucinic.

Al di là dei tatticismi, la partita l’abbiamo persa nella testa: mentalmente siamo arrivati scarichi, troppo rilassati. Che ci serva da lezione per il futuro. Una squadra non eccelsa tecnicamente, e senza top player, non può prescindere dalla rabbia agonistica nelle partite che contano. E’ quella che ti fa colmare il gap con le squadre più forti. Anche perchè di fronte non c’era un Napoli irresistibile. Doppio rammarico dunque.

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