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Tag: braschi

“Non falsate il campionato” dicevano i milanisti: il piano del Diavolo

Nelle ultime 10 partite, a parte le outsider per le zone altissime della classifica, solo il Milan può vantare un ruolino impressionante, degno appunto della zona altissima della classifica. Un Milan stellare, cinico, completamente diverso da quello di inizio anno. Sarà vero… dopo Miss Italia avere un arbitro rossonero?

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In queste 10 partite abbiamo visto di tutto. Rigori inventati, anche se il più bello resta quello di schiena di Isla contro la Juve, e rigori non concessi agli avversari, gestione scientifica dei gialli e rossi e nessuna pressione di TV e stampa. Insomma: se nella Juve la mano di Conte si vede tutta, nel Milan quella di Berlusconi è fin troppo evidente. E un tizio come Galliani è ridiventato il numero uno. Meani avrà aperto un nuovo ristorante?

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La cosa più incredibile è che i rapporti “di fiducia” tengono saldamente. Ieri Preziosi non ha protestato, nonostante alcuni ragazzi in campo abbiano provato ad alzare la voce. Ma oggi verranno tutti ridotti al silenzio. Per esempio la Gazzetta titola inneggiando al Milan e nascondendo i rigori nel solito riquadratino, mentre De Paola deve troppo occuparsi dell’arbitro di Juve-Catania, magari stavolta non mandando al macello la Lazio. Così non ci sarà alcun titolo del tipo “Milan, così no!”.

Braschi giudicherà? Certo che no, ci prova oggi Foschi: povero illuso. Mentre attendiamo con ansia la reazione di De Laurentiis e Della Valle: il secondo posto è andato, lo avranno capito?

E fossi in Conte mi preoccuperei. Il mister sa già cosa è capace di fare Galliani quando qualcuno mostra una verità cristallina (come quella gridata in quel tunnel, in quella sera famosa del 25 febbraio 2012). Con le elezioni in corso, perché Berlusca è ancora in campagna elettorale, Balotelli e lo scudetto sono il miglior viatico per l’acquisizione di nuovi voti.

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Juve mia, tira ancora una bruttissima aria

Dopo il precedente pezzo, dopo questo fine settimana di calcio, sento ancora di più l’odore acre dell’aria che tira in Italia. E non è sensazione, ma una somma di fatti piuttosto eloquenti.

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Con un attaccante vero questa Juve avrebbe chiuso i conti già a fine gennaio. Tant’é, molti dicono sarà più bello godere alla fine. Ma questo non giustifica alcune cose.

Galliani ormai è ridiventato padrone di un po’ di tutto. Mentre Pistocchi fa le sue veci a MediasetPremium vaneggiando un regolamento che cambia in base al colore della maglia, in RAI va proprio il boss pelato e grassottello, con più di 60 anni (… orca boia, pare l’identikit di Mister X descritto dagli zingari: quello che comanda il calcio italiano). E non uno che accenni all’espulsione di Candreva, forse affrettata, forse non corretta visto che il giallo era più appropriato. Anzi uno c’è.

Si tratta di Braschi che celebra le prestazioni di Orsato e di Rizzoli. Come a dire: lo stipendio a casa devo portare, al mio capo devo ubbidire. E meno male che non hanno scatenato i vari cagnacci su Chiellini. Prova TV evitata per miracolo, solo perché i gesti violenti, dopo tre notti insonni della redazione di Sky, non si trovano nemmeno con le controfigure e un po’ di effetti speciali.

Si troverebbe invece il rigore su Lichtsteiner molto palese, ma non viene fatto rivedere. Così come viene mostrato al volo il fuorigioco di Toni che permette alla Viola di vincere 2-1 sul Chievo. Ma che bella Fiorentina – e lo dico pure io, perché considero Montella uno scalino sotto Conte. Già, che bella squadra, ma fosse capitato alla Juve? I moviolisti che avrebbero tirato fuori?

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Totti intanto festeggia. E mai episodio fu più divertente: ancora su rigore. De Rossi viene toccato e va giù. E’ rigore. Ci può stare. Solo che a questo punto, per dovere di equilibrio mentale, ci spieghi Cesari perché quello di Licht non era rigore. De Paola sarà felicissimo: lo dicono tutti. Ma tutti chi?

A Catania va in scena il far west. Spintoni su spintoni, fallacci, manate: vietato tirar fuori il giallo. C’è la Juve la prossima e Pulvirenti avrà bisogno di tutti.

Intanto qualche TG spiega che i fattacci del San Paolo sono stati provocati da oltre 50 tifosi juventini. Accidenti: sono stati loro a tirare sassi contro il pullman bianconero e sono stati loro a esporre la maglia numero -39 inneggiante all’Heysel. Prendeteli e bruciateli in pubblica piazza, maledetti bianconeri.

In tutto questo casino mediatico resta il tempo di chiudere la trattativa per il passaggio di Vidal al Real Madrid, di Marchisio al Manchester United, di Chiellini al ManCity e di Conte al Chelsea. Più, dopo un’attenta analisi che paradossalmente potrebbe essere l’unica veritiera, la vendita di tutto l’attacco. Questo… per dovere di informazione.

P.S.

Comprato oggi il DVD di Catania-Inter? Un’impresa che rimarrà nella storia…

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Il rigore “di mano” non c’era: il trucco che disinforma

Ci sono cascati parecchi tifosi, pure io in un primo momento, ma poi per fortuna mi sono ripreso un attimo. La FIGC si è mossa in via ufficiale. Non certo per chiedere a Prandelli che ne é del codice etico su El Shaarawy. No. Ma per giustificare Guida e il rigore finale non concesso in quel famoso Juve-Genoa.

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E’ il trucco più famoso del mondo: sviare l’argomento per evitare di parlare del vero argomento. Brevemente.

In Juve-Genoa i rigori su cui si può discutere erano ben tre. Un tocco maldestro di Vucinic in area bianconera nel primo tempo, poi l’atterramento di Pogba e poi l’atterramento di Vucinic. Il mani per il momento lo teniamo da parte.

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In questo 2013 sembra essere ritornati a un anno fa, quando neanche su un delitto ci assegnavano un rigore. A digiuno di penalty per oltre 100 giorni, proprio mentre a un’altra squadra ne venivano concessi in quantità industriale (tanto che uno svedesone timbrava regolarmente dal dischetto). Samp, Parma, Lazio e Genoa: rigori chiarissimi, mai concessi. E sì che la storia delle partite poteva cambiare.

E allora la Federazione è intervenuta, mica vuoi che si mostrino le immagini che contano. No, solo l’immagine finale: mani del difensore rossoblu, che però la tocca prima con il piede e sul rimbalzo, col braccio largo a occupare maggiore spazio (già solo questo è passibile!) toglie via l’opportunità a Vucinic che potrebbe incornare o battere a rete da 3 metri, solo soletto. Dopo non averne concessi in tutto il secondo tempo Guida rimane coerente e non fischia sebbene il quarto uomo pare aver confermato il rigore.

“Non me la sono sentita” dirà Guida. E così mentre Braschi fa casino su un episodio, ci si è già dimenticati dei torti subiti durante la gara. Perché una cosa è chiara: il braccio attaccato al corpo di Vucinic vale quanto l’intervento sconclusionato del difensore del Genoa nel finale. 1-1 e palla al centro, appunto!

Con la beffa delle squalifiche: non ci si comporta così, ci vuole rispetto. I ragazzini guardano. Ci pensa El Shaarawy a fargli capire come si gioca secondo le regole: un tuffo e via, tre punti rubati. Evviva l’etica!

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