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Tag: caceres (pagina 1 di 12)

Juventus: scenari di mercato fra Zaza, Sturaro e Pogba

Febbrile attesa per tanti tifosi juventini. Il calciomercato è sempre affascinante per il tasso di intrecci misteriosi di procuratori, giocatori e idee. D’altronde, è proprio uno dei motivi per cui amiamo follemente questo sport.

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Investimenti in estate?

Conosciamo perfettamente la dialettica aziendale: “gli investimenti li faremo in estate”. E’ la dichiarazione standard, come a dire: per adesso le idee sono quelle che sono, e i soldi peggio, quindi rimandiamo tutto.

In soldoni: sono circa 60 i milioni di euro che arriveranno dalla UEFA, più le cessioni già completate dei vari Gabbiadini, più un piccolo tesoretto che possiamo costruirci con altre cessioni in estate.

Tradotto: non c’è budget in questa sessione, a meno di clamorosi affari. Ri-tradotto: non faremo nulla in questa sessione. Perché i clamorosi affari predispongono comunque a forti investimenti.

Porte girevoli in attacco: Giovinco e Zaza

Appurato quanto sopra, ci sono sol due nomi che possono vivacizzare le ultime ore di calciomercato, a rendere più adrenaliniche le puntate speciali dei vari Sportitalia, tanto per capirsi.

Uno è quello di Giovinco: andrà a Toronto in estate, ma a Vinovo l’idea che circola è un’altra. Stanno caldamente invitando Giovinco a prendere adesso l’areo per l’America, in modo da liberare un posto per un nuovo attaccante.

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Il nuovo attaccante dovrebbe essere Zaza, di rientro dal Sassuolo, anticipando l’approdo in bianconero di 6 mesi.

I motivi di questi spostamenti vanno ricercati in:

  1. non credono più ai vantaggi che Giovinco apporterebbe alla Juve, in questo ultimo scorcio di stagione;
  2. Allegri ha bisogno di più peso in attacco;
  3. i vari Llorente e Morata non hanno confermato le attese.

Sturaro: mossa preventiva nel caso Vidal e Pogba…

Il nome che invece arriverà a Torino da lunedì è Sturaro, il giovane centrocampista che la Juve ha parcheggiato a Genova quest’estate, sponda rossoblu. Per i problemi ad Asamoah e Romulo, Allegri ha chiesto un rinforzo e Sturaro potrebbe recitare il ruolo che Pereyra sta sino a qui ben interpretando.

La mossa suggerirebbe in realtà un altro progetto: che fine faranno Vidal e Pogba? Soprattutto: chi sostituirà e come sostituiremo Pirlo?

Sturaro dunque per il presente, ma soprattutto per il futuro, con 6 mesi di inserimento sereno in rosa, a partire appunto da lunedì.

La difesa torna serena

In difesa non arriverà nessuno. Caceres si è perfettamente rirpreso, mentre Barzagli dovrebbe poter tornare in campo a febbraio. Il che vuol dire che gli uomini in difesa torneranno a disposizione concedendo ad Allegri di poter far rifiatare qualcuno, di tanto in tanto.

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Napoli – Juventus 1 -3 / Signori si nasce e noi lo nacquimo

Vittoria abbastanza netta, se si vuole parlare di calcio. Altrimenti evitiamo ogni forma di opinione. Napoli – Juventus finisce 3 a 1 per i bianconeri, stavolta privi del miglior Tevez, ma forti di un gruppo unito.

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Allegri imposta il solito 4-3-1-2, con Vidal a occupare sistematicamente ogni zona del campo utile a sfogare il proprio dinamismo. Il cileno sta ritrovandosi e la Juve ne beneficia. Ed è regola quella per cui la linea del centrocampo perde Pirlo che arretra in mezzo a Bonucci e Chiellini per impostare da lontano, con gli attaccanti costretti a un incessante di movimento a pendolo. Alla lunga la paga Llorente che poi si ritrova lontano dalla porta quando la Juve accelera in verticale verso la porta avversaria.

Caceres non fa rimpiangere Lichtsteiner, e sì che nei primi minuti era palese l’assenza di fiducia verso il sudamericano. Evra presidia bene, spinge stavolta poco, ma il francese ora è rassicurante. Sono state queste le chiavi del match, con un Napoli che ha faticato a costruire con i suoi playmaker, preferendo più scorribande laterali e lanci in profondità su cui la difesa bianconera non ha avuto problemi.

Non uno spettacolo eccezionale dal punto di vista tecnico, ma agonismo e ritmi interessanti in Napoli – Juventus.

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Il gol di Pogba è una gemma, quella di Britos una conferma della scarsa costanza di attenzione juventina. La variante, rispetto a Samp e Inter, è rappresentata dalla reazione: la Juve troppo bassa è riuscita a ripartire, grazie anche a una non saggia decisione di Benitez di lasciarle un uomo in più a centrocampo. Caceres pareggia il conto delle palle inattive, mentre da uno strattone di Morata nasce il gol stupendo di Vidal che ha chiuso la pratica.

Non tutto è risolto, ma la famigerata crisetta ha prodotto un ritorno a +3 circa le distanze dalla Roma.

Ora, in serie, ci sarà spazio per far sfogare la panchina giovedì contro il Verona in Coppa Italia, e poi un remake della sfida agli scaligeri domenica sera.

Per tutte le polemiche, leggere il nostro articolo sul perché “Avete rotto i coglioni“.

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Napoli – Juventus / Il momento della verità

Qualcuno dice ci sia più gusto. Il gusto della sfida. Il gusto di affrontare le difficoltà. Napoli – Juventus è sempre stata così.

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E’ un po’ questo il senso per Max Allegri. Periodo non roseo, ma nemmeno drammatico quando la lezione appresa è che è stata la stessa Juve a battere la Juve (anche pareggiarsi!). Problema di demerito, più che valore dell’avversario.

Ciò significa intervenire mentalmente. Il problema è tutto lì: tensione mentale, attenzione, fame, rabbia agonistica. la corsa delle gambe non è opportunamente comandata dal grado di voglia della mente. Conte in questo era un mago. Ma Conte è il passato. E i più anziani del gruppo devono guidare e trainare i più giovani, o anche i più stanchi. A partire da Napoli – Juventus.

Mercato a parte, stasera a Napoli è una di quelle sfide affascinanti e pericolose. Ma non c’è fascino se non c’è pericolo. E badiamo: il pericolo è quello di non prendere, ancora una volta, i 3 punti.

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Il violino di Garcia è pronto a suonare ancora una volta, mentre a Torino badano bene a giocare, a far parlare il campo. Più che parlare abbiamo ultimamente tossito, per cui riprendiamoci la salute.

Dubbio Lichtsteiner: leggermente acciaccato lo svizzero. Al rientro Caceres, ma siederà in panchina. Davanti Morata spera, ma pensiamo sia Llorente il destinato a una maglia da titolare.

Trasferta vietata ai tifosi bianconeri. Le cause sono da melodramma tutto italiano.

#ersistema colpisce ancora.

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Juventus – Inter / Terzi e scudetto: nulla è impossibile

Ha perfettamente ragione Mancini: nulla è impossibile per chi ha truffato il calcio italiano, è arrivato terzo, e si è visto anche assegnato uno scudetto.

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E’ su questa base che si riparte questa sera, quando il tedesco neo-acquisto nerazzurro prenderà la scena più di ogni altro fenomeno in campo. Segreti, misteri e potenza della stampa tutta italiota.

Dopo l’incazzatura post Supercoppa, Allegri deve subito ripartire a grandissima velocità, prendendo l’abbrivo per arrivare in perfetta forma agli ottavi di Champions, senza aver rinunciato a un allungo in campionato.

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Sfida particolarmente complessa, non già per il livello dell’avversario, ma per le condizioni col punto interrogativo della Juve: Tevez a parte, sembra che tutti gli altri siano sotto la casella da valutare. Da Llorente a cui si chiede gol, a Vidal a cui si chiede almeno di provare a giocare da 6 in pagella, da Pogba a cui si chiede di essere più incisivo e decisivo, a Morata a cui si chiede di fare l’atttaccante-se-possibile-bomber.

E mentre Allegri chiede il trequartista, gli occhi sono puntati in difesa dove siamo ancora contati, tranne per il rientro di Caceres che comunque non risolve i problemi a sinistra, dove Padoin è solo l’ultima delle soluzioni possibili (almeno finché si vuole pensare in grande).

A Napoli Gabbiadini pare già felice. La Juve intasca 6,5 milioni di euro e sta decidendo come risistemare la rosa da qui a fine stagione.

Intanto, stasera si torna finalmente a giocare.

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Juventus-Cesena / Non perdere il ritmo

Sulla carta è un impegno facile. Ma sul campo, sappiamo tutti, che è anche più complesso rispetto all’esordio in Champions o al match contro il Milan. Questione mentale, quella su cui Conte non ha praticamente mai sbagliato.

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Allegri è chiamato a un’altra prova: tenere vivo l’ambiente bianconero, anche contro il Cesena, soprattutto contro il Cesena. Da partite come quella di domani passa la vittoria di un campionato.

Visto il tour de force di questo spezzone di stagione, il mister è chiamato anche a dosare bene il gruppo. Scalpita, per esempio, Morata, desideroso di dimostrare tutto il suo valore. Sarebbe un’occasione propizia per lanciarlo dal primo minuto.

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Così come fremono Coman e Giovinco, praticamente i due vice Tevez, col francese che vorrebbe candidarsi a sorpresona dell’anno.

A centrocampo si attende il rientro di Pirlo, con la nota lietissima di un Vidal recuperato. Difficile tenere a bada il cileno, così come è difficile chiedere a Pereyra di restare in panchina. In questo settore Allegri ha solo l’imbarazzo della scelta.

La difesa preoccupa. Caceres è out, si spera solo per 15 giorni, anche perché Barzagli non ha ancora recuperato, e Marrone si è fermato senza nemmeno giocare.

Intanto c’è di nuovo il campo. Giusto per non perdere il ritmo.

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Juventus-Udinese 2-0 / Ne vedremo delle belle

Baricentro altissimo. Percentuali bulgare di possesso palla. Produzione offensiva da capogiro. Facilità di arrivare in zona gol. Con la pecca di concretizzare ancora poco. E una certezza: la panchina è di grandissima qualità.

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Più del 2-0 casalingo sull’Udinese, è quest’ultimo concetto che stupisce. In quella che di fatto era una piccola emergenza di uomini, la Juve non ha tradito. La Juve tutta, a cominciare da Ogbonna su cui persistono ancora dubbi di affidabilità.

La Juve dei Pereyra e dei Caceres va come un treno, confermando la buona impressione della prima giornata di campionato, cioè quella legata al gioco. Più equilibrato rispetto all’era Conte, meno frenetico, ma ugualmente famelico. Questi ragazzi non hanno per nulla la pancia piena e – anche qui – cade uno dei motivi dell’abbandono di Conte. Su questa rosa ci si può ancora contare.

Lo vedi da Tevez che fino a 2 giorni fa doveva rimanere a casa infortunato. Lo vedi soprattutto da Pereyra che sembrava voler imitare il miglior Vidal, riuscendoci per duttilità e quantità di corsa, per aggressività e capacità di inserimento. Certo Vidal è impareggiabile, ma una sua ulteriore eventuale assenza non fare scattare l’allarme massimo. Gran bell’acquisto. Come lo è Evra: a sinistra il francese spinge, crossa e recupera. Asamoah può riposare con calma.

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Pressing alto, ma tanto ragionamento. Con un giro-palla che assomiglia comunque a quello di Conte, perché il 3-5-2 di Allegri è di fatto una piccola estensione, impercettibile a tratti, a essere sinceri. Addirittura un assetto più alto in fase di spinta, dove non è più un 3-3-4 come amava dire Conte, ma addirittura qualcosa di più, con annessi rischi di contropiede avversario. Marchisio a fare da filtro, il resto della squadra in una linea compatta offensiva con 6 uomini.

Il primo tempo ha registrato numeri dittatoriali, a favore dei bianconeri piemontesi su cui grava la responsabilità di non averla chiusa. Almeno 5 le palle gol nette sprecate, oltre il gol di Tevez. Il secondo tempo ha evidenziato una necessità di stare più calmi, di “non si può andare sempre a 100 all’ora” (cit. Allegri). Qui il tecnico dovrà intervenire.

La sorpresa più bella, oltre alla conferma dell’imprescindibilità di Llorente, è rappresentata dagli ingressi finali di Coman e Morata. Per lo spagnolo un piacevole esordio concettuale, ma non solo. Per Coman la conferma che questo ragazzo è nelle gerarchie bianconere per davvero, mica solo per emergenza come 14 giorni fa. Entrambi, in appena 5 minuti di gioco, hanno dimostrato la voglia e la fame di vestire il bianconero per ritagliarsi spazi da protagonisti. Specialmente Morata ha collezionato un paio di battaglie a centrocampo, mostrando un fisico longilineo ma robusto, due azioni personali per sfoggiare l’ottima tecnica calcistica, e un buon numero da bomber in area, con perno su avversario, stop e tiro da biliardo tenuto a fatica dal portiere avversario.

Sono solo le prime due giornate di campionato, non conosciamo ancora il reale peso delle avversarie fin qui affrontate, ma la sostanza della Juve di Allegri sembra esserci tutta. Noi ci siamo. E ci crediamo.

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Chievo Verona – Juventus: sorpresa tattica alla prima?

Alla prima ufficiale della Juve, Max Allegri sorprende tutti. Un po’ per necessità, un po’ per obbligo.

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La necessità riguarda partire bene: coi 3 punti, schiaffeggiando chi è pronto lì a gufare ed esultare al passo falso bianconero.

L’obbligo riguarda la rosa, praticamente devastata da influenze, assenze e squalifiche. Basti guardare l’attacco per rendersi conto dell’emergenza e della benefica partita della Nazionale che ci rimanderà al 14 settembre per la seconda di campionato.

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Llorente e Giovinco in panchina, in campo solo in casi speciali, “quindi speriamo ci restino” ha detto Allegri sorridendo. Morata fuori da tempo, resta il solo Tevez. Con il dubbio legato a Coman: subito in campo? E dove? Trequartista, a fare da raccordo fra centrocampo e attacco o seconda punta vicino a Tevez?

Indizio pesante, quello di Coman, per capire che si andrà più verso il 3-5-1-1. Ogbonna, Bonucci e Caceres il terzetto difensivo, in attesa che Chiellini smaltisca la squalifica e Barzagli l’infortunio.

Marchisio sostituisce Pirlo in cabina di regia, con a fianco Pogba e Vidal. Il cileno è prontissimo, ma non è certo al 100%. Può bastare? Pereyra è lì che attende, nonostante l’influenza, di capire dove verrà schierato. Ai lati Evra (in vantaggio su Asamoah) e Lichtsteiner (con Pepe in agguato).

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Fra pochi giorni si parte: ecco la situazione in casa Juve

Ultimo fine settimana, poi ogni volta che la Juve scenderà in campo sarà ufficiale. Conterà per classifiche e passaggio di turni. Conterà per la storia.

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A oggi, con 10 giorni di calciomercato, fra cui l’ultima settimana scoppiettante e imprevedibile, la rosa in mano a Max Allegri sembra piuttosto completa. Rinforzata, soprattutto nelle alternative rispetto a un anno fa. Con la permanenza dei due big Vidal e Pogba, cosa che assomiglia a una sorta di doppio acquisto.

A voler provare a tirare una linea, facilmente si arriva a ipotesi di formazione incoraggianti. Una delle certezze è in realtà anche un dubbio: 3-5-2 di stampo conservativo o prevarranno le idee progressiste della difesa a 4 e di uno schieramento offensivo che prediliga alberi o diamanti?

Supponiamo di dare credito alle ultime uscite, e impostiamo allora quale potrebbe essere la prima formazione a scendere in campo contro il Chievo Verona.

In porta Buffon. In panchina Storari, a meno di clamorose svolte di mercato delle ultimissime ore, con la Juve che virerebbe su Sorrentino.

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Le assenze di Barzagli (infortunio) e Chiellini (che dovrà scontare ancora 2 giornate di campionato) costringono a scelte definitive: Lichtsteiner a destra, Evra a sinistra, in mezzo Caceres e Bonucci, con Ogbonna e Marrone a sorvegliare la panchina. In generale, l’affidabilità e la versatilità di Caceres garantiscono una batteria di difensori granitica, buoni per ogni tipo di soluzione tattica. Con Evra ottimo nelle vesti di fluidificante puro, in uno schieramento di tipo 3-5-2.

E adesso partono le fantasie tattiche. Allegri ne ha provati diversi di schemi. Nelle ultime uscite si è addirittura visto un 4-2-4 molto simile alla concezione di calcio di Antonio Conte, con Pirlo e Vidal (nel caso ideale) a fare da ragionatori e frangiflutti in mezzo, e una batteria di esterni a supportare i due centrali di attacco, per esempio Pepe, Tevez, Llorente, Marchisio. Resterebbe fuori Pogba e quindi scartiamo questa ipotesi.

Più probabile lo schema ad albero di natale o con un trequartista dietro le due punte. La certezza è l’uso della coppia Tevez-Llorente. A diamante, avremmo Vidal-Pirlo-Pogba con Marchisio (Pereyra in alternativa) dietro le due punte; ad albero avremmo Vidal-Pirlo-Pogba, con Tevez e Giovinco a supportare l’ariete Llorente. In ogni caso, centrocampisti e attaccanti permettono di tutto. Pure il 4-3-3, con Giovinco o Pepe, in attesa di Morata, nel ruolo di attaccante esterno.

Varianti tattiche interessanti, senza dimenticare Asamoah, Pepe e Romulo a garantire la giusta spinta sulle fasce laterali. Proprio gli esterni garantiranno ad Allegri il camaleontismo per mandare in campo i più in forma, o lo schema più adatto in relazione all’avversario da affrontare.

Pochi giorni ancora e queste ipotesi saranno una costante dei prepartita su questo blog.

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4-3-3: stato di salute della Juve e profili da ricerca

L’anno prossimo sarà quello della svolta tattica. Conte insisterà maggiormente sul 4-3-3, già praticato il primo anno di Juve, con Pepe vero jolly fra attacco e centrocampo. Il calciomercato sarà dettato proprio da questa variazione di modulo. Vediamo allora come sta messa la Juve con gli uomini attualmente in rosa, e quali sono i profili che mancano.

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In rosa: chi è perfetto per il 4-3-3?

Guardando in casa, nel 4-3-3 ci starebbero bene diverse figure, ognuno con la propria specificità. Il centrocampo sembra per esempio in regola. Pirlo, Pogba, Marchisio e Vidal non si toccano a prescindere dal modulo, ma sembrano perfetti per un 4-3-3. Hanno spinta e dinamismo a sufficiente per coprire e attaccare, con senso della posizione e dell’inserimento, più una tecnica più che ottima in fase di impostazione e di ultimo passaggio.

Nel 4-3-3 ci starebbe bene anche Asamoah, che nasce proprio interno e che Conte ha riciclato come esterno sinistro nel suo 3-5-2. Il ghanese ha gamba per sopportare carichi di lavoro interessanti e non soffrirebbe qualora il tecnico decidesse di riportarlo in centro. A quel punto la Juve avrebbe 5 uomini di sicuro affidamento. Più l’incognita Pepe.

In attacco, sia Llorente sia Tevez possono interpretare più ruoli e più moduli e da questi due ripartiamo. Anche per via di uno score, in tutta onestà, inaspettato: 21 reti per l’argentino e 18 per lo spagnolo. Giovinco ha già interpretato il ruolo di attaccante esterno nell’Empoli di Cagni e poi nel Parma, oltre ad aver offerto le migliori performance in Nazionale con Gentile, proprio in un 4-3-3, partendo dalla sinistra. L’ultima parola ce l’ha Conte che crede tanto nel talento di Beinasco. Per altri motivi, Vucinic, Quagliarella e Osvaldo sono fuori dal progetto bianconero. Giusto Osvaldo potrebbe rientrare, ma solo in prestito, come alter ego di Llorente.

Con Lichtsteiner arretrato in difesa, la Juve dovrà fare i conti con l’assenza di terzini di ruolo e di valore. Né Peluso né Ogbonna possono essere considerati tali, con Chiellini che a quel punto si giocherebbe più chance da centrale. A destra Caceres sarebbe l’alternativa perfetta allo svizzero, con buone possibilità di poter giocare anche in centro. Servono quindi rinforzi importanti.

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Cosa ci serve: profili da ricercare

Analizzato lo stato di salute dell’attuale rosa bianconera, i profili da ricercare sono presto detti.

In difesa occorre un terzino sinistro di valore, più possibilmente una riserva affidabile. Serve invece solo una riserva a destra, dove Lichtsteiner ha dimostrato ancora enorme affidabilità.

A centrocampo la Juve ha bisogno di uomini di fascia. Professionisti del ruolo, come piacciono a Conte. Questo perché uno dei due verrebbe di certo usato in zona d’attacco. Questo perchè una eventuale variazione di modulo esalterebbe il solito problema: non abbiamo ali di ruolo. Sarebbe l’ideale uno come Nani. Servirebbe, ed è un paradosso, un Krasic, ma con molta più personalità.

In attacco, a prescindere dal 4-3-3, occorre un’alternativa valida a Llorente. Lo spagnolo ha dimostrato quanto è importante avere uno con le sue caratteristiche. Uno alto, grosso, magari più mobile, forte di testa e che aggiunga peso in area di rigore. I benefici sono sotto gli occhi di tutti. Conte sperava in Osvaldo, ma diversi fattori ne hanno rallentato l’inserimento in squadra. Vedremo chi pescherà Marotta. Certo quel Morata…

Per quanto riguarda il capitolo attaccante esterno, in Italia il ruolo è ben coperto da Cerci: agile, veloce, amante del dribbling, capace di superare costantemente l’uno-contro-uno e garantire assist e superiorità numerica. Complicato intavolare una trattativa col Torino. Perciò si punta all’estero, dove Sanchez è il preferito di Conte, ma costa pure tanto. In generale serve un piccoletto, un folletto. Volendo esagerare, serve un David Silva.

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Sempre CONTE

Aspettavano solo questo. Aspettavano un passo falso, una delusione. Adesso si scatenano. Noi rimettiamo in sesto le stronzate, facendo autocritica e provando a costruire sugli errori.

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Conte via. Conte si dimette. Conte allontanato. Conte cacciato. I tifosi contro Conte. La dirigenza non ne può più. Lo spogliatoio contro Conte. Conte contro i giocatori. E via così. Perché così funziona in un Paese senza informazione, con tanti burattini al servizio dei propri perversi desideri. Con funzioni di propaganda, più che di oggettiva analisi e critica. La verità è un’altra.

Siamo arrivati non nelle migliori condizioni contro il Benfica. A giocarci la finale. Siamo arrivati stanchi, più mentalmente che fisicamente, a questo punto. Con qualche giocatore giù di tono.

Però Conte non ha lasciato in panchina Bale o Di Maria, Iniesta o Messi. Conte ha lasciato in panchina uomini che non potevano darci il cambio di marcia perché non l’hanno mai fatto durante questa stagione. Questo è il problema vero.

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Se in Italia possiamo permetterci di giocare con una sola gamba, in campo internazionale serve panchina lunga e media generale di classe molto elevata. Noi invece abbiamo qualche ottimo campione e zero supporto dalla panchina. Di più. Se non puoi investire a gennaio, allora ti accontenti di Osvaldo. Verrebbe da dire: almeno Borriello ci ha regalato mezzo scudetto, ma sarebbe anche troppo facile.

Il punto allora è cosa può fare Conte per ulteriormente migliorare. Al netto delle stupidate di Gazzetta & Co, il lavoro di Conte è stato ulteriormente migliorato. Ci siamo giocati, per una sola rete, l’accesso a una finale europea. E siamo in tiro per un traguardo storico come il terzo scudetto, con un obiettivo fantascientifico. Ogni anno abbiamo alzato l’asticella e il prossimo l’alzeremo sempre di più.

Pogba sì, Pogba no, al di là del francese, il mercato dovrà regalarci altri Tevez e Llorente, possibilmente con investimenti intelligenti. A centrocampo serve un forte ricambio sulle fasce laterali, dove Asamoah e Lichtsteiner non possono bastare se giochi oltre 50 partite. Così come in difesa dove sono stati spremuti tutti per bene, e senza alternative valide al di fuori di Caceres. Mentre in attacco serve gente capace di sostituire i due titolari e non farli rimpiangere troppo.

Era un’occasione ghiottissima, quella di giocare una finale in casa. Ci riproveremo il prossimo anno. Potendo contare solo sul fatto che i gufi staranno sempre e solo a casa a guardarci, a sperare contro la Juve per un attimo di felicità. Son soddisfazioni anche queste.

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