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Tag: cagliari (pagina 1 di 2)

Juventus – Cagliari 4 – 0 / Se hai Higuain, gioca Higuain

Se hai Higuain, gioca Higuain. E’ il motto che ha accompagnato l’avvicinamento della sfida col Cagliari, per una pronta risposta che è arrivata.

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Juventus-Cagliari è stata la riscossa di una squadra ferita e delusa, che ha ripreso ritmo e mostrato rabbia. Ritmo e rabbia unite alle qualità indiscusse dei giocatori di Allegri fa sempre la differenza, qualunque sia l’avversario.

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Il filtro e la sostanza di Lemina, la qualità di Dani Alves e Sandro, con Pjanic più libero di scorazzare nella trequarti e da mezzala sono tutto ciò a cui la Juve deve aggrapparsi in questa prima parte di stagione. Dove addirittura Hernanes ci fa un figurone. E dove Rugani continua a dimostrare che il futuro è suo.

Zero tiri in porta subiti, tanti tentativi contro un super Storari. Solito tamburo Juve, con il Pipita che è semplicemente imprescindibile. Era forse dai tempi di Trezeguet che non avevamo un attaccante di questo tipo, addirittura più mobile e con maggiori capacità tecniche palla al piede. Resta solo da recuperare Dybala in zona gol, e la Juve è fatta.

Panchina lunga, ma se hai Higuain, gioca Higuain.

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Juventus – Cagliari / Prima del risultato, la prestazione

Forse è la partita che male descrive il motto che ci accompagna: vincere è l’unica cosa che conta. Stasera invece conta anche e soprattutto il modo in cui si vince, e quindi si gioca.

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Questo sarà un campionato lunghissimo, e stressante, partito con l’incognita di un centrocampo che senza Marchisio ha mostrato problemi e dubbi. Almeno col 3-5-2 che sembra imprescindibile per Allegri, il che suona strano. Lui che nel primo anno andò in finale di Champions con un rombo in cui Pirlo giocava da vertice basso e Vidal faceva il finto trequartista, di lotta e di governo.

Incagliati alla ricerca di un regista che purtroppo non c’è, con un più che altalenante Asamoah e un Khedira da gestire, la Juve si ritrova clamorosamente scoperta nel reparto che è rimasto orfano di Pogba. E allora tanto vale provare un nuovo schema, magari valorizzando due attaccanti esterni intriganti come Cuadrado e Pjaca, e insieme due attaccanti formidabili come Higuain e Mandzukic (alternativamente, non insieme).

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Registriamo anche l’allontanamento dalla zona gol di Dybala, il nostro regista a tutto campo che però adesso è troppo lontano dalla porta, lui che l’anno scorso la bucò più di tutti, meglio di tutti.

Mentre in difesa pesano le disattenzioni, e anche lo scarso filtro che solo Lemina sa fornire, non certo Hernanes, non certo Pjanic, di sicuro non questo Asamoah.

C’è il Cagliari. Vietato sbagliare: risultato e prestazione. Altrimenti si rischia di bruciare gran parte dell’entusiasmo con cui abbiamo cominciato la stagione. Rincorrendo nuovi equilibri, o aspettando Marchisio che di problema, semmai, ne risolve soltanto uno.

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Cagliari – Juventus 1 – 3 / Il Maestro che sembra meno di un bidello

Chiediamo scusa ai bidelli: loro sì che lavorano, che sudano, e che guadagnano una miseria. Ma all’ennesima prova insufficiente, non capiamo più il motivo per cui Zeman è un grande maestro.

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Il Cagliari si presenta nelle condizioni ideali per permettere alla Juve di giocare in serenità e segnare con facilità. Supremazia numerica a centrocampo che ha permesso una fluida manovra di gioco, difesa e centrocampo poco compatti che hanno permesso ai centrocampisti di impostare e inserirsi con regolarità, fasce non presidiate. Come nei migliori sogni bianconeri.

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Si sblocca Tevez, si sblocca Llorente, va a segno pure un Vidal in netto recupero. Diffidati al salvo. Ci presentiamo così nelle migliori condizioni per Doha dove la battaglia sarà feroce.

Dove la formazione sarà la solita, col rientro di Bonucci al posto di Ogbonna. Con un Evra in crescita, soprattutto in fase offensiva.

Ultimo sforzo del 2014. Poi si riparte col botto!

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Cagliari-Juventus 1-4 Prestazione opaca eppure quattro gol

Non solo non è stata la migliore Juve, ma a un certo punto si è pensato allo strano destino. La decima consecutiva mancò a Conte per colpa di un pareggio a Cagliari e la storia sembrava ripetersi.

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Tanti uomini sottotono, uno su tutti Tevez. Qualche pedina in evidente calo di concentrazione, tipo Pirlo e Vidal. Ma non c’è stato nulla da fare.

La fotografia del rosso a Pinilla la dice lunga sulla situazione delle avversarie: visibilmente sconfortati. Il Cagliari ha sfoderato una grande prestazione, ma raccoglie quattro palloni dalla propria rete. In vantaggio con Pinilla, la Juve ha trovato il jolly di Marchisio e ha dilagato con due accelerazioni di Lichtsteiner.

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Lo svizzero è un’arma troppo importante per Conte. Se Moyes, in tribuna al Sant’Elia, stava osservando proprio il numero 26 bianconero, allora che se lo cancelli dalla lista. Prima serve l’assist del pareggio a Llorente, poi consente allo spagnolo di fare doppietta, poi mette dentro il suo personale gol. Migliore in campo, per voglia, per corsa, per continuità ed efficacia.

Insieme, per sostanza, a Claudio Marchisio. Sostituisce un molle Pirlo e tira fuori dal cilindro una bordata da paura che Adan non riesce a respingere. Tanta rabbia per il Principino che sta osservando dalla panchina la crescita di Paul Pogba. E se fosse questo il ruolo di Marchisio nel prossimo futuro?

Undicesima vittoria per Antonio Conte e la sua Juve. Record sigillato. Roma e Napoli tenute a distanza. Il prossimo passo è la Sampdoria, sabato sera, poi c’è il turno di Coppa Italia contro la Roma. Bisogna subito recuperare brillantezza e voglia. L insidie sono sempre dietro l’angolo.

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Cagliari-Juventus “I record sono fatti per essere infranti”

A più otto in classifica, Antonio Conte punta un altro obiettivo in solitaria. La caccia alla Juve è sempre aperta, ma adesso la caccia sembra essere quella della Juve stessa contro i record.

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Stimoli per evitare di cadere nel relax da vantaggio. Il campionato non è finito, lo hanno ripetuto l’allenatore e poi Buffon e Pirlo a seguire. Evidente verità, pericoloso tranello. Il campionato lo può riaprire solo la Juve se decide di alzare il piede dall’acceleratore.

Così Conte ha provato a dare stimoli per essere più veloci e motivati.

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Contro il Cagliari potrebbe arrivare l’undicesima vittoria consecutiva in campionato. L’ultimo a riuscirci è stato Spalletti con la Roma, nel primo anno di Capello.

Perciò scenderà in campo la migliore formazione possibile. Caceres sostituisce il diffidato Barzagli, mentre Pogba vince ancora su Marchisio e sarà titolare. Davanti non c’è scampo: Tevez e Llorente, tutti gli altri in panchina.

Cagliari-Juventus Formazione titolare per i bianconeri

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Da Marrone a Nainggolan passando per Pirlo

E’ notizia di questi giorni una possibile trattativa che porti Marrone al Cagliari. Il ragazzo è stato richiesto un numero imprecisato di volte al club bianconero, ma in tutti i casi non se ne è fatto nulla. Un po’ perché l’offerta prevedeva strani prestiti a cui la Juve non andrà incontro. Un po’ perché le offerte non si avvicinavano alla cifra di 10 milioni che la Juve ha imposto come base d’asta.

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Marrone al Cagliari prevede tutto uno strano di giro di affari. Con Pirlo sullo sfondo e Nainggolan prenotato per il 2014. Cerchiamo di fare chiarezza.

Intanto c’è da ipotizzare che un sostituto di Pirlo (o comunque che ne prenderà il posto) la Juve lo deve cercare adesso. A 34 anni, con l’ultimo mondiale alle porte, la carriera di Pirlo è roba di mesi. Dovremmo clonarlo per quanto è bello vederlo giocare in campo con una classe fuori dal comune, ma l’età avanza per tutti. E la Juve non può certo scommettere sulla sua integrità fisica da qui a 40 anni. Ecco perché la Juve dovrà fare bene i conti con Andrea Pirlo. Se tecnicamente nemmeno si discute perché gli dei si amano punto e basta, dal punto di vista fisico, col lavoro duro che richiede Conte, allora Pirlo potrebbe andare in crisi a 35 anni. E a mezzo servizio proprio non serve.

Quest’anno sarà ancora lui il protagonista del centrocampo bianconero, ma attorno a lui stanno nascendo o son già nati alcuni uomini con la stoffa da leader (tecnici e fuori dal campo). Vidal e Pogba su tutti, senza tralasciare la storia bianconera di Marchisio.

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Senza Pirlo il 3-5-2 cambierebbe veste, almeno all’atto pratico non essendoci in orbita Juve un regista dai piedi sopraffini come quelli del bresciano. Poteva essere Verratti, ma la Juve se l’è fatto sfuggire. Può essere Marrone, ma la Juve ha altri pensieri. Se non Pirlo, uno più tosto di Pirlo dal punto di vista fisico, con l’onore della costruzione dell’azione che passerebbe dai piedi di Vidal, Marchisio e Pogba. Questo senza ipotizzare un radicale cambio di modulo (un 4-4-2 o un 4-3-3).

Radja Nainggolan, belga di origini indonesiane, è uno di quei centrocampisti che a Conte son sempre piaciuti. Fisici, davanti la difesa un muro, picchiatori, ma dalla tecnica soddisfacente. Non Pirlo, ma uno che fa legna come si dice in certe periferie del calcio. Capaci cioè di sopportare un giocatore offensivo in più (per esempio un attaccante esterno puro), di correre per due e dare un certo tipo di apporto. Con Nainggolan in mezzo, un esterno offensivo puro sarebbe obbligatorio.

Con l’obiettivo quindi di dare un seguito al dopo Pirlo, la Juve sta cercando di imbastire una trattativa che prevede Marrone al Cagliari e Nainggolan a Torino (solo nel giugno 2014). Pirlo o non Pirlo nel 2014, questa ci sembra una strategia su cui riflettere.

E allora riflettiamo assieme.

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Serie A 2013/2014: lo stato di salute della prima giornata

Mi illumino di Juve. Avrebbe scritto questo Ungaretti vedendo la prima giornata di campionato. Non solo Juve, in realtà, ma il bagliore dei bianconeri sembra aver contagiato gli altri. Sembra pure che la luce proveniente da Conte abbia illuminato le avversarie.

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Una marea di 3-5-2 si sfidano e, in parte, si annullano. Compresa la sfida di Marassi dove lo specchio che Delio Rossi impone ai bianconeri ha retto per tutto il primo tempo. Ma la copia è differente dall’originale e così la Juve ha avuto la meglio. Questione di un Tevez in più, questione di avere molto più talento di chi vorrebbe farti la festa.

La prima giornata, che si chiude oggi col debutto della Fiorentina di Montella, consegna una classifica pronosticabile. Compreso il tonfo del Milan. Nessun giudizio, troppo presto, ma qualche buon segnale.

A partire dai microfoni. Un piacere sentire parlare Benitez. Finalmente Napoli ha un allenatore capace di dialogare con pubblico e avversari. Altro che i piagnistei di Mourinho e Mazzarri. Con lo spagnolo sarà un campionato intenso e piacevole anche da raccontare e ascoltare. E complimenti per il lavoro fin qui svolto. La vera antogonista dei bianconeri è Napoli che lo ha confermato sul campo. Hamsik sempre più leader, ma un gioco completamente differente dallo scorso anno. Più arioso, più ragionato, dove alla legnosità di Behrami e Inler viene contrapposta la classe dei vari Higuain, Callejon e Pandev. Pazienza per Insigne, ma chi ha toccato il vero calcio lo riconosci subito.

Segnali di ripresa della Lazio, che però soffre vistosamente se debitamente attaccata. E’ bastato l’ingresso di Muriel per mettere in crisi una difesa che andava rinforzata se si vuole raggiungere un obiettivo concreto. Un centrocampo tosto e un intramontabile Klose sono le armi principali di Petkovic. Potrebbero non bastare se il reparto arretrato mette in crisi un 2-0 che sembrava granitico.

E Roma ride pure in versione giallorossa. Tre punti solidi come lo schema che Garcia manda in campo. Un anno fa Zeman mandò in confusione un gruppo intero capendo poco di Totti, di De Rossi e dei ragazzi che aveva in mano. Troppi scalini da percorrere e poca didattica. Mentre l’allenatore francese ha le idee molto chiare. A essere confusi sono gli opinionisti. La Roma alterna davanti la difesa ora un metronomo ora un combattente. Complementari e perfettamente in sincronia. Restituendo dignità a De Rossi – solo un pazzo potrebbe metterne in discussione le doti tecniche e di personalità – la Roma ritrova lo spirito di un tempo. Con un Totti che dimostra di possedere ottime doti di intelligenza nella gestione delle energie. Le bizze di Sabatini (Borriello titolare è uno di quei paradossi di difficile comprensione) vengono ben gestite dall’allenatore che poi verrà multato per aver usato il telefonino. “Non lo sapevo” si giustificherà, ma la colpa non è sua. Piuttosto è di un calcio italiano veramente ridicolo e antiquato. Si abituerà, Garcia.

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Sorride pure Mazzarri che solo al minuto 91 tira un sospiro di sollievo. La partita si sblocca quando Liverani decide che è arrivato il momento di fare e non solo di distruggere. Ma il terzetto di centrocampo non regge e una deviazione manda in tilt il buon Perin. Grande esordio, si dirà, ma Kovacic e Icardi schierati solo nel secondo tempo andrebbero giustificati al pubblico. Con la variante che comunque la squadra nerazzurra appare fragile in difesa, mentre Alvarez sta uscendo dal torpore in cui era caduto. La curiosità di vedere dove potrà arrivare questa Inter è tanta. Con Eto’o o senza Eto’o.

Cassano più Amauri è una specie di “cosa avremmo potuto fare se solo avessimo avuto più testa”. Fisico e tecnica da numero 10 e 9, rispettivamente, ma non sempre bastano. Uno scialbo 0-0 che conferma un paio di cose: Cassano è roba da provincia, laddove le responsabilità finiscono a pagina 14 della Gazzetta (tanto per intenderci), mentre Amauri soffre di intermittenza peggio delle frecce di una macchina. Parma si divertirà, ma serate come ieri sono la conferma delle rispettive carriere. Alla fine il vero protagonista in campo sarà Mirante.

Cosa farebbe Cerci in mano a Conte? Massimo rispetto per il Maestro Ventura, ma questo ragazzo è il prototipo di esterno che piace proprio al tecnico leccese. Sfrontato e arrogante come solo un’ala può essere, veloce e fantasioso come proprio un’ala deve essere. Nella nuova posizione di attaccante (poco esterno e molta seconda punta) può davvero fare male alle difese avversarie. E Immobile pare proprio la pedina di appoggio ideale visto che il buon Ciro copre l’intero attacco senza troppa fatica. Il Toro è una creatura interessante. Manca forse un ragionatore a centrocampo e un volpone in difesa, ma il campionato sarà tranquillo (ipotizziamo).

Prima o poi Cellino deciderà di accomodarsi in panchina. Comanda la sostituzione di Ibarbo ed è sempre lui a obbligare all’attaccante dove posizionarsi e dove andare. Ci chiediamo quale sia il ruolo e fin dove arrivano le responsabilità di Lopez. Fortuna che il Cagliari rimonta e vince su un Atalanta irriconoscibile, altrimenti oggi il dilemma sarebbe “a chi le colpe tattiche: Cellino o Lopez?”.

Passiamo al Milan? Se non avesse dalla sua una stampa molto amica, oggi staremmo a discutere di molte cose che non vanno senza l’obiettivo di dire le cose che i capi vogliono sentirsi dire. Il primo scudetto di Allegri arrivò per incapacità manifesta delle avversarie. La Juve di Del Neri seppe tenere testa per tutto il girone di andata e questo la dice lunga su che livello di avversarie avevano i rossoneri all’epoca. Dove tutto poggiava sulla capacità di Ibrahimovic di distruggere le partite. Poi la smobilitazione perché i bilanci non si possono più nascondere. L’anno scorso la rimonta fece rima con una serie di arbitraggi che se solo fosse capitato alla Juve… Quest’anno ci risiamo: partenza da brividi (e poiché vale per tutta la carriera di Allegri, ci sarà da ipotizzare scarsa capacità di preparare la mente più che il corpo) e primo step decisivo della stagione contro il PSV. Non è ancora settembre che Allegri è a rischio. Prigioniero di idee che sono sparite in concomitanza ai soldi. Prigioniero di una didattica sopravvalutata. Cercano il rinforzo in attacco quando la difesa è un insulto alla storia dei vari Baresi e Maldini. E se Julio Cesar è l’unico nome in grado di sostituire Abbiati, allora per noi che non tifiamo Milan tutto diventa una pacchia infinita.

E stasera tutti a guardare la Fiorentina (almeno voi, io mi gusterò Chelsea-Manchester United). Matura? Pronta per dar battaglia al Napoli sgomitando come la vice-vice-favorita per il titolo? Il peso di un tale pronostico bloccherà Montella e i suoi o l’inserimento di Rossi e Gomez ha reso lo spogliatoio forte? Dopo Conte, lo ripetiamo, viene Montella per conoscenze e qualità del lavoro. Sarà un gran bel torneo se alla Juve non verranno concessi i 10 punti di distacco come l’anno scorso. Il punto, per tutte le avversarie, è sempre il solito: la continuità di rendimento e di risultato.

Buon campionato a tutti.

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Il calendario Juventus della Serie A 2013/2014

La prima cosa da sottolineare è che nessuno dei dirigenti bianconeri è scappato in motorino. Sono andati via tutti tranquilli, forti delle parole di Mr. Conte, per esempio. Così come quelle di Petkovic e via via degli altri direttori, amministratori o portaborse. Perché il calendario può incidere fino a un certo punto, alibi di chi deve far comunque spettacolo o trovare scuse a qualche insuccesso.

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La Juve parte forte, fortissimo. La prima è fuori casa, a Genova, contro i blucerchiati di Delio Rossi. Non sarà facile, tanto più che troveremo contro Manolo Gabbiadini, uno che vorrebbe ben figurare. Poi Lazio e quindi Mazzarri con la sua nuova Inter. Da verificare il calendario della Champions, per capire meglio come si incastrano le sfide.

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Le altre date da segnalare sono le seguenti, posto che ogni domenica sarà una battaglia:

  • 6° giornata, Torino-Juventus;
  • 7° giornata, Juventus-Milan;
  • 8° giornata, Fiorentina-Juventus;
  • 12° giornata, Juventus-Napoli.

Le ultime quattro sfide riguardano Sassuolo, Atalanta, Roma e Cagliari.

Tutto il calendario è scaricabile a questo indirizzo.

Commenti? Pareri? Impressioni?

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Le tribune di “Is Ikeas” ad Oristano?

Ho appena letto questa notizia dal quotidiano online “sardies.org” e ne riporto l’essenziale:

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Intre sos interventos de signalare su de Mauro Solinas, de Fortza Paris, chi at fatu riferimentu a sa possibilidade chi su Casteddu gioghet in Aristanis. A custu propòsitu su sìndigu Tendas at naradu ca si sa cosa s’at a cuncretizare sa Comuna diat pònnere sos campos e su Casteddu sas tribunas. «B’at àpidu cuntatos e apo dadu sa disponibilidade a valutare in cuncretu sa fatibilidade de s’idea», at naradu. [...]

A seguito di una seduta del Consiglio Comunale di Oristano, si è prospettata l’ipotesi dello spostamento dello stadio di casa del Cagliari Calcio da Quartu Sant’Elena ad Oristano.

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Il sindaco Tendas ha affermato che, qualora la cosa andasse in porto, il Comune metterà a disposizione gli impianti sportivi (probabilmente il comunale “Tharros”) mentre il Cagliari dovrebbe portare le proprie tribune, smontandole da Is Arenas e trasportandole ad Oristano (dove, comunque, delle tribune sono già presenti, pur essendo da campo comunale di provincia e per pochi spettatori). «Ci sono stati contatti e ho dato la disponibilità a valutare in concreto la fattibilità dell’idea» ha proseguito il sindaco.

Io rimango perplesso, di fronte a questa situazione, già di per sé “italiana”: quelle tribune hanno fatto giocare un sacco di partite a porte chiuse, o ingressi limitati perché in deroga!

La realtà è che uno stadio in grado di ospitare gare di Serie A, in Sardegna, non esiste!

E devo sentirmi dire, da Cellino, che lo Juventus Stadium non è a norma mentre il suo si!

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Cagliari-Juventus 1-3: le pagelle

La Juve porta a casa tre punti fondamentali in una gara che poteva essere condizionata negativamente dalle decisioni arbitrali: due rigori negati alla Juve,un’espulsione mancata a Murru e tante altre incertezze, come quelle di Orsato (arbitro di porta) che assegna un rigore generoso al Cagliari e uno netto alla Juve invece non lo ha visto!

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Buffon: spettatore non pagante VOTO S.V.

Barzagli: grande gara sul centrosinistra, gioca da leader prendendo in mano la difesa. VOTO 6,5

Bonucci: sbaglia alcuni lanci ma è sempre bloccato nel senso che gli altri non gli dettano il passaggio VOTO 6

Caceres: spaesato, sbaglia molti appoggi,non è lui VOTO 5

Pirlo: nel primo tempo soffre da matti la marcatura a uomo di Thiago Ribeiro. Nel secondo è molto più libero e fa girare bene il pallone. VOTO 6

Marchisio: un tiro centrale e un aggancio splendido, poi zero. Si perde in mezzo,perché fino a quando il Cagliari gioca in 11 ci sono pochi spazi. VOTO 5,5

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Vidal: male male male…primo tempo inguardabile, nel secondo sbaglia anche il rigore. VOTO 5

Lichtsteiner: corre e sulla sua fascia la Juve gioca di più, mettendo in difficoltà il terzino. Buone giocate quando cerca lo scambio. VOTO 6

Asamoah: primo tempo da dimenticare, nel secondo è protagonista con un gran colpo di testa e un rigore che l’arbitro non gli assegna. VOTO 6

Giovinco: fa ammonire tre avversari e fa espellere Astori: quando viene incontro riesce a creare problemi. Si procura il rigore.Assist (non voluto perché tira in porta) a Vucinic. VOTO 6,5

Quagliarella: il gol del Cagliari nasce da un pallone perso proprio dal Quaglia. Impalpabile. VOTO 4,5

Padoin: grande quantità, fa il lavoro che gli chiede Conte. VOTO 6

Vucinic: segna il gol facile ma se ne mangia almeno tre. Spesso gioca da solo e per questo non mi è piaciuto: troppe conclusioni sballate sotto porta.  È anche vero che con lui si apre la difesa,ma il Cagliari era in nove. Sufficiente nel complesso. VOTO 6

Matri: tocca molti palloni, e almeno quattro sono importanti: i due gol,l’assist per il colpo di testa di Asamoah e poi cicca clamorosamente. Ma stavolta è decisivo. VOTO 7,5

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