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Tag: cairo

Concorrenza diretta, indiretta, sleale e embargo

Quando la rivalità di pensiero si scontra con la rivalità sportiva, perdendone ogni concetto di sportività, allora si finisce per parlare di altro, non certo di concorrenza.

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E’ quanto sta accadendo e già è accaduto. In particolare nel triangolo Juventus, Napoli e Fiorentina. Gli aggettivi si usano a seconda di cosa succede, e magari i significati si sovrappongono se poi l’opinione pubblica può essere accesa con il solito istinto antijuventino. Un anno fa scoppiò il caso Berbatov che noi abbiamo realmente ricostruito, mettendo da parte le fantasie di certi giornalistucoli. Si parlò di viltà, di scorrettezza, di scarso stile, con Marotta costretto a difendersi dall’indifendibile.

Oggi accade con Gomez, con l’intromissione del Napoli quando i giochi erano fatti. Solo che Della Valle stavolta non ha mosso un dito, né proferito le stesse parole che, per coerenza, avrebbe dovuto proferire come un anno fa. Anzi, i giornali hanno descritto la mossa di De Laurentiis, disperata, come legittima concorrenza. Questa legittima, quella dello scorso anno illegittima.

Bene inteso: i giocatori si muovono coi soldi, con un minimo di diplomazia, ma pur sempre coi soldi. Chi ce li ha e fa l’offerta migliore vince. Tranne se in gioco c’è la Juve. Così Della Valle, in lotta con Elkan per RCS, fa muro su Jovetic che preferirebbe la Juve a tutto il resto del mondo, ma può scordarsi la Juve.

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Marotta non pagherà 30 milioni cash, la Fiorentina venderà Jovetic all’estero, anche con la possibilità di scontare qualcosa se nessuno pagherà la clausola. Liberi di farlo, anzi è una scelta logica, ma occorrerebbe risistemare i termini della dialettica giornalistica.

Vedi Cairo nell’affare Ogbonna: richiesta, richiesta soddisfatta, accordo raggiunto pur se a stringersi la mano sono Torino e Juve, assecondando entrambe la volontà del giocatore. Dispiace dirlo, ma è così: la Juve di Conte ha un appeal esagerato. Resta all’intelligenza di chi intasca.

Intelligenza che non abita nei redattori dei giornali sportivi italiani. Ieri riportavano la notizia di un Vidal in fiamme con la Juve: non rinnova e apre al Real Madrid. Bastava ascoltare le parole di Arturo per rendersi conto della sostanza delle sue dichiarazioni:

L’interesse del Real è un onore, fa sempre piacere, ma sto già in un grandissimo club col quale voglio continuare a vincere e darò tutto. Stiamo parlando infatti del mio rinnovo e sono contentissimo.

Questo mentre si fa di tutto per portare Isla in nerazzurro, destabilizzare Pogba, vendere Giaccherini (la verità è che la Juve considererà un’offerta vicina ai 10 milioni di euro) e magari da Palazzi esce ancora qualche magia da sfruttare da qui sino all’inizio del campionato. E non uno che abbia accennato a cosa è successo in Lega per la Supercoppa del 18 agosto. Come sempre: soli contro tutti. Come sempre: più forti di tutto. E di tutti.

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Il Marotta che volevamo

Finalmente. Tre anni ad attendere un direttore generale che non facesse rimpiangere troppo Moggi e che certamente facesse meglio de Le Comiche (all’anagrafe Jean Claude Blanc e Cobolli Gigli).

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E’ un Marotta diverso, quasi avesse preso coscienza del ruolo che sta ricoprendo. E’ un Marotta più tosto, molto meno educato con chi non merita educazione e cioè i nostri avversari sul campo e i media.

E’ di ieri la risposta più pregiata, nei confronti dell’arroganza dei dirigenti della Fiorentina: “Jovetic? Siamo a posto così, il mercato è lungo e magari ce lo prestano gratis”. Si tratta di una mazzata per la Fiorentina che sta per chiudere l’onerosa operazione per Mario Gomez e per tutti i servili operatori della stampa nazionale sportiva che avevano lanciato l’ipotesi che segue: Quagliarella, Isla e Marrone più 5 milioni per Jovetic. Più caffé e brioche!

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Presi Tevez e Llorente, per Marotta versione 2.0 arriva il momento di cedere. Servirà tanta diplomazia sul fronte delle comproprietà, ma con le persone per bene si ragiona facile, tipo Pierpaolo Marino. Che non è Preziosi per il quale mi aspetto una qualche batosta della Juve: per il collo non deve più prenderci nessuno. Dettiamo noi legge: come in campo, come fuori!

Oggi può essere il giorno di Ogbonna. Le voci provenienti da Torino dicono che sia stato Conte a chiedere questo rinforzo. Tale da completare il reparto arretrato, preparare magari il futuro Barzagli e dare allo stesso Conte diverse importanti alternative tecnico-tattiche. Per Cairo sono pronti contanti (circa 12 milioni di euro: qui la domanda è se Ogbonna li vale tutti) oppure una contropartita da scegliere fra Immobile e De Ceglie per abbassare il cash. Di certo i 15 milioni richiesti da Cairo non verranno onorati.

Così come l’Inter dovrà onorare la richiesta bianconera per Isla. Qui – lo juventino che è in me – non farebbe alcun favore a Mazzarri, specie se Mazzarri è l’allenatore dei nerazzurri. Che si cerchino rinforzi altrove, non in casa bianconera. E se in casa bianconera, che paghino allora quanto richiesto: 7,5 milioni di euro. Non un centesimo di meno.

Avanti Beppe: ora sì che ci piaci!

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10 milioni, anzi 12, anzi 20: quanto costa Ogbonna?

A un passo dalla conferma ufficiale, ecco che il buon Cairo aumenta il prezzo. Fiutando la possibilità di spennare Marotta, ora il cartellino di Ogbonna vale 20 milioni di euro.

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Per carità: solo una scaramuccia. Il passaggio di un granata in bianconero dovrà costare caro, e questo è capibile. Ma quanto caro?

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Intanto va capita la necessità di spendere anche solo più di 10 milioni di euro per un centrale difensivo non titolare, quando in rosa avremmo Marrone e la possibilità di puntare su un giovane come Masi (“Investiamo sui giovani” è il ritornello che tutti dicono, ma che nessuno poi mette in pratica). Va capita pure la necessità di quale pedina sacrificare per Ogbonna, uno che ha interessanti potenzialità, ma certo alla Juve occorre un pezzo da 90 là davanti. Boakye? Immobile? Io me li terrei buoni per altri affari.

Altra cosa, ben più interessante, è la assoluta necessità di ritrovare un minimo di posizione di forza in termini di calciomercato. Vendiamo a poco (vedi l’offertona di 4 milioni di euro per Felipe Melo) e compriamo a tanto. Salvo gli acquisti di Vidal e Pogba, per il resto non sappiamo mai prendere per il collo chi vende. Una società che vuol tornare grandissima deve per forza imparare a gestire meglio la propria reputazione in sede di mercato.

Cairo, quindi Perez (per Higuain), quindi toccherà presto a Pierpaolo Marino (per Gabbiadini). Con questa tipologia di atteggiamento si va poco lontano. Chiedo scusa, ma ero abituato a un’altra Juve.

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Marotta e Oreggia: in due perdono l’occasione per stare zitti

Su Tuttosport di venerdì la prima pagina è occupata da : ESCLUSIVO – MAROTTA A TUTTOSPORT  <<OGBONNA CI PIACE>>.

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Perbacco che notizia! Che scoop giornalistico straordinario!

Marotta, giovedì ospite della sede di Tuttosport, a domanda risponde:

Ogbonna è un talento, se fosse sul mercato una società come la Juve sarebbe obbligata ad interessarsene.

Cairo a sua volta ribatte:

L’interessamento della Juventus ci è noto, ma abbiamo declinato l’offerta. Mi auguro che il ragazzo rimanga sempre con noi, ma è anche vero che gli ho promesso che, se si presenterà per la sua carriera l’occasione della vita, non sarò io a tarpargli le ali.

Punto.

Invece non basta. Sabato mattina Oreggia decide di onorarci con un editoriale dove si traveste (o forse sono le sue vesti reali) da ultras del Torino. Una bacchettata a Cairo perché non ha detto che Ogbonna non lo darà mai alla Juventus:

Uno sforzo ulteriore, il patron granata, avrebbe potuto farlo dicendo che il giorno in cui le strade di Ogbonna e del Torino dovessero separarsi, l’unica destinazione proibita per una forma di rispetto nei confronti dei sostenitori granata sarebbe quella juventina, al netto di qualsiasi offerta e di qualsiasi tornaconto. Amen. Detto, scritto e vidimato con serenità, senza pensieri retroattivi e malmostosi, senza doppi sensi pataccari, senza che nessuno si consideri vilipeso da una semplice, normale, onesta notizia. Esiste il rapporto causa-effetto, esiste pure il rapporto notizia-risposta-controrisposta. Ri-amen. E che ciascuno se ne faccia una ragione.

Perbacco, che editoriale! Altro che gli articoli di @IoJuventino.

Prima riflessione.

Ma perché Marotta non impara a starsene zitto? O quantomeno a non sbilanciarsi troppo? Già con il top-player è andato avanti per mesi, per poi fare la figura che ha fatto. Ora vogliamo mettere in giro anche la storiella di Ogbonna? Forse la risposta la sapremo quando @IoJuventino ci farà leggere il suo articolo “Marotta titubante, bravo o dilettante?”. Sta di fatto che il buon Marotta, in mezzo a tante cose fatte bene, ce ne mette altre discutibili ma soprattutto non riesce a stare zitto. Ora gli è venuto anche in mente di definire quella di Martinez un’ “operazione brutta” (talmente evidente che non c’era nessuna necessità di dirlo) scatenando la risposta piccata di Lo Monaco :”Se parla di operazione brutta si sbaglia di grosso: si ricordi piuttosto di Elia e Melo…”. A parte che Melo lo avevano acquistato i furboni Blanc e Secco, che bisogno c’è di parlare così tanto?

Anche Moggi parlava tantissimo, ma non diceva praticamente mai niente. Salvo poi fare tutto.

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Seconda riflessione.

Se la Juventus ha bisogno di fare acquisti, non è certo Ogbonna quello che le serve. Non mi sembra che abbia le caratteristiche di un attaccante di peso. Se Tuttosport si riduce a fare una prima pagina su un’esternazione di Marotta di importanza uguale a zero, significa che non aveva notizie da dare, nonostante Oreggia la consideri una semplice, normale, onesta notizia.

Terza riflessione.

Ma perché Oreggia si inalbera pretendendo che Cairo giuri e spergiuri che non darà mai Ogbonna alla Juventus? Ma saranno problemi di Cairo. Ma se il divino Baggio andò dalla Fiorentina alla Juventus, immaginatevi che problema sarebbe vedere il mitico(?) Ogbonna che va dal Torino alla Juventus! E poi, ma chissenefrega di Ogbonna, se lo tengano stretto. Pensa tu che perdita. Ma, signor Oreggia, stiamo già cercando di scaldare il derby? Salvo poi chiedersi chi ha innescato la miccia?

Quarta riflessione.

La parte finale dell’editoriale di Oreggia è talmente complicata che, essendo io stupido, non l’ho capita. Ho dovuto consultare la Treccani per sapere cosa volesse dire “malmostoso”:

malmostóso agg. [comp. di mal(e) e mostoso (nel sign. di «sugoso»)]. – Voce region. lombarda, ma entrata anche nel linguaggio comune e spec. nell’uso giornalistico, che significa propriam. «che fa o dà poco sugo», e di qui, riferito a persona, musone, scontroso, intrattabile, sgarbato, scorbutico: una persona dall’aria malmostosa….

E comunque, dopo il consulto, come suggerisce Oreggia me ne sono fatto una ragione: non ho capito lo stesso.

Pazienza se non ho capito, pazienza se Ogbonna non andrà mai alla Juventus, meno pazienza se Marotta non imparerà a parlare quando è il tempo e il caso.

P.S.    

Sulla prima pagina del Corriere dello Sport di domenica viene annunciato che Jovetic non verrà mai alla Juventus. Della Valle inserirebbe nel contratto una clausola che vieterebbe al giocatore, in caso di cessione, la destinazione Juventus.

Il “chissenefrega” usato per Ogbonna appare improprio per Jovetic.

Allora bisogna dire che Marotta, che poi non mi sta antipatico, con Berbatov ha combinato un altro guaio.

Ma aspettiamo di leggere @IoJuventino a riguardo.

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