Menu Chiudi

Tag: calciomercato

Di Matri, di Sturaro e del super calciomercato, ma solo a luglio

Guardiamo alla realtà delle cose: senza stupidi pareggi (leggi Sampdoria, Inter, Sassuolo), la Juve oggi volerebbe con un vantaggio irrispettoso. Ciò significa che il mercato di riparazione toccava ad altri.

Advertisment

In ogni caso, qualche tassello è stato inserito. Disquisire su questi tasselli è il minimo.

Cominciamo da Alessandro Matri. L’operazione finanziaria non fa una piega: lo abbiamo venduto, ora lo prendiamo in prestito, con metà ingaggio pagato dal Milan. La goduria è irrefrenabile. Ma serviva? E se sì, qual é stato il ragionamento che ha spinto Allegri a chiedere a Marotta di prendere Matri? Seguitemi.

Max Allegri si è accorto che il suo gioco non giova a Llorente. Letta al contrario, Llorente fa fatica bestia nel modulo di Allegri dove serve corsa, vivacità e strappi in verticali: non proprio le caratteristiche del basco.

Morata è al punto di svolta: o incide adesso, o è destinato a dividere la maglia da titolare con qualcun altro.

Advertisment

Ecco Matri. Giocatore da contropiede, giocatore di gran fisico, ma molto più mobile di Llorente.

Passiamo a Sturaro. Giovane di grandi speranze, centrocampista muscolare come ne servono in determinate partite, e in determinati mesi della stagione. La Juve sta pianificando il futuro, l’averlo portato subito a Torino potrebbe essere indizio di due cose:

  1. Marotta ha capito che in estate partirà un big: o Vidal o Pogba, e certamente Pirlo non è eterno, per cui bisognerà rimpiazzarlo. Più probabile lo spostamento di Marchisio in regia, e a quel punto un muscolare come Sturaro serve come il pane;
  2. Allegri vuole impostare un centrocampo di grande fatica e qualità, magari per un assetto da tridente, e allora ecco Sturaro come alternativa ai vari Marchisio, Vidal e Pogba, con Pereyra più-che-riserva.

Capitolo difesa. Il rientro di Barzagli sembra imminente e auguriamo ad Andrea il massimo della fortuna, visto che l’età non è dalla sua parte. A quel punto la retroguardia sarebbe al completo, grazie al rientro di Caceres. Per cui lì potevamo anche non intervenire, e così è stato fatto. Tranne l’aver certificato il rientro di Rugani in estate.

Unica nota negativa, visto che stravedo per Alberto Masi: aver ceduto il controllo del suo cartellino.

P.S.

Tello ha firmato. Ora assalto all’under 17 brasiliano che sta facendo impazzire gli opinionisti sudamericani. Bene il futuro, ma non dimentichiamoci il presente.

Advertisment

La difficoltà di parlare sui social: insulto contro ragionamento

In Italia esistono 56 milioni di allenatori. Negli ultimi anni siamo pure diventati tutti dirigenti e direttori, perfino calciatori e politici. Va da sé che in Italia esistono una miliardata di opinioni e di ragionamenti. In questo caos bisognerà pur tentare di ragionare, ma non sempre è facile.

Advertisment

Questo è un blog, un semplicissimo e maledetto blog dove chiunque può dire la sua perché così va la vita, perché la libertà di pensiero e di ragionamento è uno dei nostri più importanti doveri, più che diritti. Chiunque può dire la sua via articoli e commenti. Tentiamo di dedicare quel poco di tempo che abbiamo investendolo in articoli e commenti, appunto. L’insulto, specie se gratuito, e i toni davvero riprovevoli li condanniamo. E purtroppo nell’ultimo weekend il numero è ampiamente cresciuto, soprattutto sui nostri account social: Facebook e Twitter.

Proviamo a ragionare e da nessuna parte c’è scritto che siamo il Verbo della Juve. Facciamo ipotesi, usiamo il cervello e la logica tentando di capire cosa potrebbe essere più giusto, e poi scriviamo di cuore perché la Juve è la nostra più grande passione.

Negli ultimi anni, con la crescita del blog (il cui nostro unico e immenso guadagno è il poter parlare ogni mattina con altri veri tifosi bianconeri), abbiamo pure raccolto interessanti contatti fra giornalisti e gente che segue il mondo Juve. Di tanto in tanto ci sganciano qualche chicca, qualche buona news, addirittura qualche scoop in certi casi. E noi li giriamo volentieri a chi ci legge e ci ascolta.

Stamattina tutti parlavano di una telefonata che sarebbe arrivata al cellulare di Marotta: l’abbiamo detto noi ieri sera, ma a quanto pare la cosa o ha dato fastidio o per il solito vizio di giudicare e insultare siamo stati maltrattati (più per via privata, fortunatamente). Ai giornali crediamo poco, usiamo sempre il filtro di chi sa che molti scrivono con dolo, ma la notizia è vera e accertata. Soprattutto: facciamo fatica a distinguere chi realmente vuole discutere insieme a noi di Juve e chi sporca il flusso di pensieri con insulti gratuiti e inconcludenti.

Advertisment

E poiché la notizia è accertata, piaccia o non piaccia, proprio per l’amore che proviamo per la maglia e la società, noi avevamo già segnalato un problema nato in seno alla dirigenza. Una piccola frattura fra chi gestisce (Marotta) e chi è responsabile dei risultati della squadra (Conte). Idee e obiettivi di uno si scontrano con gli interessi dell’altro e questo non ci porterà lontano. Se Nedved vuole Ibra perché è il top, Marotta insegue Gilardino per mettere una pezza. Se Conte da tre anni chiede un grande esterno, i nomi che sono arrivati rispondono a quelli di Peluso. Posto che Marotta merita un grande applauso per l’affare Tevez.

Il punto, e non ci smuoviamo da qua perché è la verità fattuale, è che la Juve compra male (escluso Tevez) e vende male. Marco Motta è agli ordini di Conte, tanto per intenderci, mentre Martinez non siamo riusciti a sbolognarlo e Melo, costato 25 milioni di euro, è stato ceduto a 3,75 milioni di euro dopo 71 partite e 13 gol al Galatasaray. Possiamo pure non pronunciare né scrivere la parola colpa, ma di certo i conti sono tornati a posto, ma non abbiamo operato in modo brillante sul mercato se Padoin è costato molto di più di quanto abbiamo venduto Melo ai turchi (storia e numeri alla mano dei due ragazzi, e il buon Padoin ci scuserà).

Tutto ciò lo diciamo nel bene della Juve, perché crediamo di aver intuito le ragioni di Conte in quello sfogo. Via Matri e Giaccherini, ottimi ricambi per i titolari, e oggi ci troviamo con l’incognita (perché se dopo tre partite non gioca è un’incognita, nonostante crediamo sarà un rinforzo eccellente) Llorente (unica prima punta rimasta in rosa) e Padoin primo ricambio per Vidal/Pirlo/Pogba vista l’assenza di Marchisio e la cessione di Marrone. Con un buco clamoroso sulla sinistra dove verrà dirottato uno fra Isla e Pepe quando i due si saranno ripresi (semmai si riprenderanno del tutto, per motivi differenti).

Si può vincere anche contro il Real Madrid, visto che ci abbiamo vinto con Ranieri in panchina e De Ceglie in campo, ma avevamo un immenso Alex Del Piero. Oggi abbiamo Vidal, Pirlo e Tevez, abbiamo una grande difesa e un portiere eccezionale, abbiamo Mirko Vucinic quando decide di indossare le scarpette da calcio e non le ciabatte, e abbiamo un Pogba in più. Ma alcuni tasselli mancano e Conte lo sa. Conte lo sa perché ha già giocato in una delle Juve più forti di sempre e proprio lui ogni tanto faceva panchina insieme a diverse big. Ricambi di valore, ricambi di qualità che oggi Conte non ha (a parte fra i quattro centrali di centrocampo). Segnaliamo il problema perché crediamo di rilevarlo: non ci sembra una colpa.

Concludendo. Siamo i più forti, i più preparati, i papabili per la vittoria del campionato per continuità e attrezzatura tecnica, ma permangono dubbi sulla qualità TOTALE della rosa. Conte l’ha velatamente detto, noi ne parliamo da anni. E se i miracoli tecnico-tattici finissero?

Advertisment

Ultima puntata di un pazzo calciomercato: come sta la Juve?

Si chiude con il botto? Non si sa, vedremo. Intanto all’estero cambiano ancora le carte in tavola, mentre in Italia si gioca al risparmio. Storie invertite, cicli e ricicli come il buon Giambattista Vico ci aveva insegnato tanti anni fa.

Advertisment

Dopo la quasi sollevazione popolare dei tifosi dei Gunners, finalmente Wegner si è mosso: 45 milioni di euro per portare a casa Ozil, il trequartista tedesco che ha sofferto i recenti innesti di mercato del Real Madrid. Mezzo Bale è pagato. Cifra folle, cifra assolutamente ingiustificata. O giustificata solo dal fatto che molti parametri sono saltati in virtù della spettacolarizzazione del fascino dei grandi numeri.

Advertisment

Se la Juve ha pareggiato il proprio bilancio di entrate e uscite, allora vuol dire che c’è un ultimo spazio di manovra. Quagliarella non è contento della quinta posizione nel parco attaccanti bianconero e chiede la cessione. Non al West Ham, perchè Marotta ha giustamente rifiutato l’offerta di prestito giunta dall’Inghilterra. E allora dove? Roma e Lazio si stanno sfidando, e qui l’offerta migliore è di Lotito che ha appena ceduto Kozak e Rozzi e ha assoluta necessità di un attaccante. Si parla di circa 7 milioni di euro. Guarda caso quello che servirebbe per presentarsi dal ManCity per Kolarov…

La Juve ride, il Milan è costretto a cedere il suo pezzo pregiato. El Shaarawy è sempre più lontano da Milano, specie dopo i due vergognosi minuti che Allegri gli ha concesso ieri sera. Il Manchester City è in agguato, altrimenti si busserà alla solita porta del PSG. C’è da pagare l’ingaggio di Kakà e poi un ultimo colpo, probabilmente in difesa.

E da oggi pomeriggio seguiremo LIVE le trattative. Restate sintonizzati con i nostri account Facebook e Twitter e con il nostro blog.

Advertisment

Della Valle blinda Jovetic, restano Van Persie e Dzeko. Si cerca un difensore

Confesso che la tentazione di scrivere sui recenti ed amari fatti riguardanti il calcioscommesse e i deferimenti, che vedono interessati molti tesserati bianconeri, era alta. Il rischio però di scadere nella volgarità, che non mi appartiene per nulla, era comprensibilmente elevato e quindi ho rinunciato.

Advertisment

Purtroppo i nostri amati media non aspettavano altro, ed ecco che anche il calciomercato, nel vivo della sua imprevedibilità, diviene un argomento marginale. D’altronde quando si tratta di Juve, quando c’è da parlare male della Juve tutto passa in secondo piano. Trovato quindi il mostro da sbattere in prima pagina ( a dire il vero in prima pagina c’è già da un bel po’).

Ed ecco che, per addolcire anche il momento, sono investito da un irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di calciomercato. Facciamo allora il punto della situazione. Partiamo da Stevan Jovetic, le cui quotazioni erano sensibilmente lievitate. Il fantasista montenegrino ha incontrato il presidente Della Valle che ha ancora una volta ribadito l’incedibilità del giocatore e la sua importanza nel progetto di rilancio della società viola. Non si conoscono le posizioni ufficiali del giocatore anche se si vocifera di una sua voglia di approdare in bianconero, ma ancora niente di ufficiale.

Per il reparto offensivo restano aperte le piste Van Persie e Dzeko con un importante avanzamento per il secondo. E’ da pochi giorni la notizia di un eventuale offerta di 20 milioni della Juventus ai campioni d’Inghilterra. Per il bosniaco la Juventus potrebbe incappare nella concorrenza del Milan anche se la preferenza del club rossonero sembrerebbe ancora Carlitos Tevez. Per Van Persie c’è da affrontare il capitolo ingaggio, esageratamente spropositato quello richiesto dall’asso orange. Anche in questo caso potrebbero registrarsi scomodi concorrenti.

Advertisment

Si complica l’ipotesi Luis Suarez, pare che il nuovo tecnico dei Reds lo abbia completamente blindato.

Il centrocampo è il reparto più completo, puntellato anche con l’arrivo (finalmente) di Pogba sottopostosi alle visite mediche questa mattina.

Per la difesa il discorso può variare a causa del deferimento per illecito sportivo a Bonucci. Ovviamente è ancora tutto da dimostrare ma la società cercherà di tutelarsi in caso di squalifica del difensore toscano. I nomi più in voga sono quelli di Bocchetti del Rubin Kazan e Astori, con un recente interesse per Andreolli del Chievo. Potrebbe prendere corpo anche l’idea di una conferma di Masi, che ha positivamente impressionato nelle prime uscite precampionato.

Resta aperta, anche se debole, la pista Ranocchia. Non vorrei che con un suo arrivo alla Juventus fosse tirato in ballo nel calcioscommesse per il suo passato barese, visto che adesso è intoccabile.

Advertisment

Il punto sul top player: nomi e cifre della Juve

Marotta sta lavorando piuttosto bene nel campo degli acquisti. La squadra è stata ulteriormente rinforzata, ma per l’arrivo più importante, e cioè il tanto sospirato top player, occorre sfoltire la rosa e racimolare un tesoretto.

Advertisment

La situazione riguarda il top player è piuttosto semplice: arriverà coi soldi della Famiglia (consideratelo una sorta di regalo della Proprietà per i risultati raggiunti), ma arriverà solo se verrà realmente individuato. E comunque l’ingaggio è un parametro decisivo per il tesseramento. Detto in altro modo: il cartellino verrà pagato, anche se salato, ma l’ingaggio deve rientrare nei limiti della società. Ciò significa, al massimo, un ingaggio pari a quello di Gigi Buffon: 5,5 milioni di euro.

Il messaggio è chiarissimo: chi vuole la Juve deve dimostrare di volerla davvero, ingaggio a parte. Non si sforerà e, nonostante sono rimasto scottato dalla vicenda Aguero, tendo a sottoscrivere questa regola della Società. 5,5 milioni di euro non sono briciole, chi vuole la Juve rinunci agli ingaggi faraonici.

Advertisment

Van Persie attende perciò la prima vera offerta. Fosse reale quel misterioso viaggio a Torino avremmo un motivo valido per sostenere che è lui il primo nome sul taccuino di Marotta, ma va convinto l’Arsenal. Bottega molto pregiata quella londinese, con un Wegner molto nervoso per dover rinunciare ai campioncini che lui stesso alleva in Inghilterra. A favore di Marotta un contratto in scadenza nel 2013 e quindi, de facto, l’impossibilità per l’Arsenal di sparare cifre impossibili. Il giocatore, quasi 30enne e in scadenza, non può essere pagato più di 20 milioni di euro. Lo sa Marotta, lo sa in fondo Wegner che spera di aprire un’asta. Asta che al momento è scongiurata: il Barcelona non è interessata, nemmeno Mourinho, il PSG non gode della preferenza del ragazzo. Resta il Manchester City che per il padre rappresenta un’accozzaglia di figurine. A favore di Marotta l’acquisto di Giroud e praticamente quello di Podolski: come a dire che Van Persie è già stato sostituito.

Se non Van Persie ecco Suarez, a detta di Luciano Moggi il giocatore ideale per gli schemi di Conte. Capace di garantire movimento e gol, per più anni rispetto all’olandese che è più vecchio di 5 anni. Suarez costa sui 25 milioni di euro e il Liverpool non sembra averlo dichiarato incedibile. Di più, il Liverpool è alla ricerca di un attaccante e sembra proprio dover monetizzare. La Juve vorrebbe giocarsi la carta Krasic, perfetto sostituto di Kuyt che dopo anni ha lasciato l’Inghilterra.

Più indietro, per costi e opportunità, i nomi di Cavani e Higuain.

Non tramonta l’ipotesi di dover abbandonare la pista del top player costoso per preferire soluzioni in stile Vucinic: 15 milioni di euro per 10 reti in Serie A, 1 in Coppa Italia (quella col Milan, stupenda) e ben 9 assist (un paio in meno di Andrea Pirlo).

Advertisment

Ultim’ora calciomercato: Marotta scatenato, ecco tutte le trattative

Una coppia che funziona sempre più, sempre meglio. Beppe Marotta e Andrea Agnelli stanno muovendosi a Milano per concludere e definire trattative molto importanti. Il top player sarà roba da calcio estivo, sebbene Conte gradirebbe la sua presenza già il 12 luglio a Chatillon.

Advertisment

Sono ore febbrili oggi per il calciomercato bianconero e di seguito vi diamo contezza di quanto accaduto.

Capitolo Giovinco: la Juve è ormai padrona

Non c’è spazio per l’inserimento dell’Inter. Marotta ha spazzato via tutti con un lavoro diplomatico di alto livello. Il gioco dei procuratori è stato ovviamente quello di innescare una possibile asta, facendo gli interessi del ragazzo e soprattutto del Parma. Ma la Juve ha fatto pesare la propria posizione. Giovinco torna alla Juve perché lo vuole Conte, e perché la stessa Juve ha la necessità di colmare il vuoto lasciato da Del Piero. Sono due giocatori differenti, ma negli schemi di Conte rappresentano una sorta di continuità. A livello tattico, in particolare, Giovinco rappresenterà la seconda punta agile e dinamica che quest’anno doveva essere Quagliarella.

Lapalissiana la dichiarazione di Andrea D’Amico:

Giovinco piace sia a Conte che a Marotta, rientra nei loro piani. Oggi c’è l’incontro tra le due società Dopo due anni di continuità ha dimostrato il suo valore. La cosa fondamentale per Giovinco è quella di andare in una squadra che lo apprezzi per le qualità che ha.

Advertisment

Al Parma andranno qualcosa come 8 milioni di euro in contanti più alcune contropartite tecniche. Paratici vorrebbe inserire Beltrame, una delle più belle promesse della Primavera bianconera, fra l’altro in un ruolo molto simile a quello di Giovinco. Attendiamo gli ultimi sviluppi, ma non ci sono più dubbi sul fatto che le buste sono state evitate e la Juve si riprenderà tutto Giovinco.

Telenovela Verratti: la chiave è Gabbiadini

Il Pescara si è rassegnato alla volontà del ragazzo di giocare in maglia bianconera. Magari prendendo il posto di Pirlo fra un paio di anni. Resterà in biancoazzurro ancora un anno, ma la Juve vuole chiudere subito l’affare. Si parla di una cifra vicina agli 11 milioni di euro, i bianconeri prenderanno subito metà del cartellino. Ma il Pescara pretende Manolo Gabbiadini come parziale pagamento di Verratti.

Ecco perché Marotta sta cercando di forzare la mano a Pierpaolo Marino. Probabile, se non si riuscisse ad arrivare a Gabbiadini, l’inserimento di El Kaddouri. (che la Juve sta ancora trattando)

Giaccherini: è ufficiale

Emanuele Giaccherini, una delle scommesse vinte da Antonio Conte, è un giocatore della Juve al 100%. Riscattato dal Cesena per 4,25 milioni di euro. Sarà un rinforzo prezioso per la Juve vista la duttilità e una personalità che trarrà giovamento dall’esperienza in Nazionale.

Acerbi: interviene Andrea Agnelli

Andrea Agnelli è stato piuttosto chiaro e diretto: “Acerbi lo prende lui”. Lui è Adriano Galliani, l’uomo che sta giovandosi della bontà di Preziosi. Il Genoa ne rileverà la metà restante dal Chievo e lo girerà al Milan con la formula del prestito con il diritto di riscatto. Non scriviamo qui le domande, un po’ velenose, che ci balzano in mente.

La verità, comunque, è quella che la Juve non ha mai veramente trattato Acerbi. In difesa si punta a un uomo d’esperienza, dai costi contenuti.

Advertisment

Lo strano caso della norma sugli extracomunitari

Ora che il mercato entra nel vivo, molti si sono già dimenticati della nuove norme sull’acquisto degli extracomunitari.

Advertisment

Norme che limitano l’ingaggio ad un solo elemento per squadra. Ma perché questo sarebbe uno strano caso?

Facciamo un passio indietro e in particolare guardiamo al mercato nerazzurro della passata stagione. Arrivarono Eto’o, nazionale camerunese, e Milito, nazionale argentino. Ci limitiamo per dovere di cronaca a questi due soli nomi. Se la norma attuale fosse entrata in vigore in quei giorni, il Dott.Ing.Prof. Moratti avrebbe dovuto scegliere fra uno dei due. E taciamo su irregolarità praticamente accertate (ma sulle quali nessun provvedimento è stato preso, alla faccia della pulizia dell’odierno calcio) fra quel gran signore di Preziosi, presidente del Genoa, e quel grandissimo signore presidente del calcio italiano e padrone della Seconda Squadra di Milano. Per eventuali approfondimenti leggere Lo strano caso del deferimento ritardato di Moratti.

A mercato chiuso, cioè il 2 settembre 2010, quando ormai i giochi erano fatti, qualcuno ha notato una distonia piuttosto strana. Proprio nell’anno in cui l’Atalanta di Milano non si è mossa sul mercato è apparsa, di fretta e furia, una norma alquanto curiosa. Curiosa perché non prevede già la salvaguardia dei vivai e del marchio italiano, ma preclude le possibilità di fare mercato a tutte le società, che proprio in quel periodo avevano già chiuso alcuni colpi o pianificato su una rosa di trattative ben precisa. Nel corso di quel mese, ma già ad agosto, qualche buon analista di calcio aveva sollevato dubbi sui benefici di tale limite imposti dalla Federazione. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Oggi la Juve, come tutte le altre squadre, è praticamente vittima di questa norma e l’affare Dzeko, qualora fosse una trattativa reale, non può andare in porto proprio per l’impossibilità di acquistare il bosniaco, quindi extracomunitario.

Advertisment

A suonar male è comunque la situazione fattuale delle rose della Serie A, o Torneo Aziendale come notoriamente conosciuta.

La Juve schiera 17 italiani e 7 stranieri. Questi ultimi si chiamano Felipe Melo (brasiliano), Alexander Manninger (austriaco), Armand Traoré (francese), Zdenek Grygera (nazionale ceco), Jorge Martinez (nazionale Uruguay), Milos Krasic (serbo). Escludiamo dal conteggio tutti i primavera che per il 90% sono ancora italiani.

La Seconda Squadra di Milano invece presenta ai blocchi di partenza ben 22 stranieri divisi fra brasiliani, colombiani, argentini, africani, serbi, addirittura un macedone e uno proveniente da Plutone.Gli italiani sono 4 e si chiamano Castellazzi e Orlandoni (rispettivamente sesto e ottavo portiere in rosa) e Materazzi e, sì dai, insieriamo pure Santon. Durante la permanenza di Benitez sono stati fatti esordire anche alcuni giovani fra cui Natalino (italiano, ma pare abbastanza confuso dopo che ha marcato Zarate) e, tanto per non smentirsi, Obiorah (nigeriano) e Alibec (rumeno).

Il Milan si caratterizza per 14 stranieri e 13 italiani (inserendo pure il politicante e calciatore-in-pensione Oddo).

Che razza di salvaguardia del marchio italiano e dei vivai è questa?

Advertisment

Via al TotoCalciomercato

Da ora in avanti, almeno fino alla fine di gennaio, in piazza e nei bar dovrebbe prendere il sopravvento l’argomento calciomercato.

Advertisment

Squadre deluse che cercano il colpaccio per riemergere e squadre contente che cercano di rinforzarsi ulteriormente. Detto questo, dove posizioniamo la Juve?

A sentire i miei amici e a leggere diversi blog la Juve è in una posizione di mezzo. Sarebbe stupido non riconoscere l’enorme lavoro compiuto da Andrea Agnelli, Marotta e Del Neri. E sarebbe azzardato dire che va tutto bene così. Ma diversamente dagli ultimi 4 anni non si cercherà di rimediare alle malefatte aziendali, piuttosto si cercherà di migliorare. Migliorare la rosa con qualche utile, utilissimo innesto. Ma quale innesto? Ecco, ragioniamo.

Questi tre mesi di attività hanno mostrato chiaramente alcuni aspetti su cui la Juve deve concentrarsi.

Advertisment

La coppia centrale di difesa è forse la migliore in circolazione. Giovani e aitanti, già esperti e molto affiatati. Bonucci e Chiellini garantiscono ottime prestazioni per molti molti anni. Semmai serve uno che faccia panchina senza troppo baccano e che, una volta chiamato in causa, riesca a sostituirli nel migliore dei modi. Magari italiano. Magari giovane. Il problema dei terzini invece non è nuovo. Un peccato l’infortunio a De Ceglie che aveva dato segni di crescita. Quasi miracoloso il recupero di Grosso che a questo punto si candida come titolare da qui fino alla fine della stagione. Una pezza più che buona per dedicare l’investimento in altri reparti. Tipo la fascia opposta, dove né Motta né Grygera rispondono ai desideri di Del Neri. Motta spinge bene, ma difende malissimo. Grygera è affidabile fino a un certo punto e comunque serve un terzinaccio di primo livello. Tipo quel Glen Johnson che ora è a Liverpool e che sembra scambiabile con Amauri. Magari!

In attesa dei terzini, Camilleri e soprattutto Sorensen hanno dato ampia prova di qualità e classe. Teniamoli d’occhio perché entrambi potrebbero risultare preziosi in futuro. Nel prossimo futuro.

Capitolo centrocampo. Col riscatto di Aquilani il reparto centrale è praticamente completo. Felipe Melo, il Principino e il Principino. Già, due principi: uno torinese e si chiama Marchisio, l’altro appunto Aquilani. Il primo, peraltro, può benissimo lavorare sulla sinistra. A destra Krasic non è rimovibile in quanto la sua progressione e la sua qualità e i suoi numeri sono difficilmente replicabili in giro per l’Europa. Crescerà ancora. Piuttosto serve capire cosa farne di Martinez e Lanzafame. Il primo ha deluso, il secondo non è stato praticamente utilizzato per svariati motivi. In quelle posizioni avevo visto giocare a meraviglia Pasquato e lo stesso Del Neri se ne era innamorato. Ora il giovane talento sta facendosi le ossa in Serie B e sta crescendo molto. Anche in zona gol. In ogni caso, col rientro di Martinez e il supporto di Pepe, le fasce sembrano coperte. La partenza di Sissoko appare più che probabile. Con una Europe League in meno, il maliano rischia di fare tanta, ma proprio tanta panchina. I suoi tempi e la sua fisicità sembrano non servire più a Del Neri e allora tanto vale monetizzare. Magari girandolo al Worlsfburg come anticipo per quell’attaccante alto alto alto e forte forte forte.

Ecco, l’attacco. Quagliarella ha stupito e soprattutto è riuscito a essere il più determinante là davanti. Con gol e prestazioni da incorniciare. Iaquinta ha fatto il suo, forse anche qualcosa in più visti i continui acciacchi: 4 gol in europa, 5 in campionato. Su Del Piero nulla da eccepire. Tranne le ultime tre partite in cui è apparso visibilmente stanco (e vorrei ben vedere), l’apporto del Capitano è sempre maiuscolo. Manca un attaccante. Amauri o verrà parcheggiato o verrà emarginato, perché conosco gente che non lo fa giocare neppure alla XBOX. Così serve l’attaccante.

I giornali hanno sciorinato decine di nomi. Da Benzema (praticamente inavvicinabile come prezzo e non credo che il Real se ne priverà facilmente) a Maxi Lopez (serve davvero alla Juve o rischiamo di trovarci un nuovo Amauri?), da Matri (non è un bomber e di attaccanti di movimento ne abbiamo già due) a Gilardino (ormai a fine corsa, per quanto mi riguarda). No, forse non sono questi i nomi reali. Va valutata piuttosto la posizione di Pazzini, il vero pallino della coppia Del Neri-Marotta e il budget che la Juve ha a disposizione, contando pure i soldi necessari per il riscatto di Aquilani e Quagliarella. Che molti tendono a dimenticare, ma non sono ancora del tutto nostri. E non possiamo farceli scappare. Per questo io opterei per un giovanotto e il riscatto immediato di uno dei due. A giugno vedremo per il big.

Advertisment

Se fossero vere le pagine dei giornali

Prendi il caso di oggi. Sfoglia pure virtualmente i siti delle testate più importanti. Ecco, di testate ne dovresti dare al muro a centinaia. Perché se fino ad adesso abbiamo parlato di rivoluzione, di rinascita, di progetti di grandezza, beh moltissimi nomi portano a un’altra strada. Quella che, di preciso, porta alla mediocrità. Mediocrità più assoluta. Poi figuriamoci, se si vince salto sul carro dei vincitori, ma non sarei molto fiero né contento dell’eventuale nuovo gruppo Juve.

Advertisment

Non prendiamoci in giro e guardiamo in faccia la realtà. Ci hanno detto che si sono circa 80 milioni da spendere sul mercato. Ciò significa che puoi permetterti ingaggi sopra la media, certo pochi, e un paio di acquisti di primissimo livello. Per primissimo livello significa pure quelli che accendono la folla. E di riflesso accendono pure lo spogliatoio. Se fossero vere le pagine dei giornali, secondo voi come la prenderebbero Del Piero e Buffon? Immaginati la telefonata: “Gigi, abbiamo acquistato finalmente Cassani!”. Oppure “Alex, ciao, forse riusciamo a prendere Simone Pepe!”.

Sono finiti i tempi in cui Moggi acquistava Michele Paramatti dal Bologna e si vincevano i campionati. Oppure quando prendeva Fresi e lui segnava all’esordio contro l’Atalanta. Anche perché c’è da considerare che attorno a questi due c’erano 10 campioni illustrissimi. Oggi ne vedo molti meno e quelli che ci sono, per di più, hanno la carta d’identità con la foto in bianco e nero. Per carità, tutta esperienza, ma il calcio moderno si basa su forza, velocità e freschezza.

Fossero vere le pagine dei giornali oggi sarei triste e lo sono. Danno per certo l’arrivo di Del Neri, uno che ha fallito a Roma e che addirittura in Portogallo non è riuscito nemmeno a disfare la valigia. Uno che fedele al suo 4-4-2 ha costruito il Chievo dei miracoli, ma che proprio a Chievo o a Bergamo si è fermato. Confrontarsi con le grandi piazze, lo ripeto per la milionesima volta, è tutt’altra cosa. A Torino poi, proprio di questi tempi, servirebbe uno con la freddezza di Jack lo Squartatore. Un killer spietato dagli occhi di ghiaccio. Uno che non se la fa sotto a prendere i senatori e strizzargli quelle che per comodità chiameremo parti intime. Uno di quelli che insomma prende il gruppo, appende uno a uno i giocatori e li massacra fino a quando non decidono di giocare da Juve e per la Juve. Un discorso simile lo fece Lippi, ma non a Torino. Peccato sia già impegnato.

Advertisment

Fossero vere le pagine dei giornali dovrei piegare la maglia numero 22 e conservarla, magari piangere addosso lacrime amare. Perché Sissoko in partenza io me lo sono immaginato solo per le vacanze. Come si fa a rinunciare a uno come Momo? Si parla pure di cessioni dolorose: Diego, Buffon, Trezeguet e forse Camoranesi. Il problema è che non ci sono rimpiazzi. Nemmeno uno straccio di campioncino da lanciare perché anche Giovinco non rientrerebbe più nei piani della Società. Forse torna Platini. Improbabile piazzare in mezzo al campo Furia Furino. Poi, ti immagini, che lite per prendere la fascia di capitano con Alex Del Piero!?!

Fossero vere le pagine dei giornali rimarrei di stucco alla notizia che la Juve insegue Cassani, l’ennesimo terzino trombato da Lippi probabilmente. Eppure la Juve possiede il 50% delle azioni di un certo Mimmo Criscito, uno allevato da Moggi tanto per dirne una sul gioiellino di casa bianconera. Accoltellato alle spalle da quel mostro di tattica di Ranieri, uno che ha vinto lo scudetto in un derby memorabile per perderlo 7 giorni dopo nella più classica delle partite dei deboli. Uno che dopo Torino è andato a prendere per il culo Roma col Cupolone tutto.

Fossero vere le pagine dei giornali dovrei fortemente ragionare sul senso di uno scambio che consegnerebbe uno dei migliori bomber degli ultimi 20 anni ai rivali che beccarono 8 punti di penalizzazione in A, anzicché la distruzione come successo alla Juve. Trezeguet al Milan in cambio di Huntelaar. Figurarsi, The Hunter è uno dei miei pupilli. L’ho amato in un Europeo Under 21, quando praticamente si portò a casa l’ennesimo trofeo da bomber. Ma David in maglia rossonera proprio non riuscirei a sopportarlo. E non credo ce l’abbia in animo nemmeno l’argentino di Francia.

Fossero vere le pagine dei giornali mi domanderei che razza di strategia è questa: cedere i migliori, per di più pagati e strapagati lo scorso mercato, e puntare i più deboli. Perché tutto si può dire di Cassani, Ziegler, Palombo e Pepe tranne che sono fuoriclasse. Come se la Juve di Trapattoni avesse punto tutto su Vignola e ceduto Platini e Causio. E dire che poi Vignola risultò decisivo in un trofeo europeo. Sì, ma lanciato proprio da Le Roi Michel.

Ma di che cosa stiamo parlando, signori? Quale mente perversa concepirebbe un simile programma che è l’apologia dell’antijuventinità? Quali oscuri progetti si celano dietro queste mosse da baracca? L’unico sogno che mi rimane, a questo punto, è sperare che si tratti di un lungo sonno. Di un incubo dal quale risvegliarsi presto, accendere la TV e scoprire che domani sera Capello ha in mente di lanciare il tridente Ibra-Del Piero-Trezeguet. Con Vieira ed Emerson a formare la diga di centrocampo, Nedved e Camoranesi sulle corsie laterali. Ah già, dimenticavo. Poi qualcuno dirà che con questi qui in campo la Juve aveva bisogna di truccare sorteggi e comprare arbitri. Che mi sia riaddormentato???

Advertisment