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Tag: calcioscommesse (pagina 1 di 13)

Secondo obiettivo di stagione: prima tappa

Tevez ha indicato la via: tocca alla squadra percorrerla. A partire da Antonio Conte che, giustamente o meno, schiererà parecchie seconde linee.

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Stasera ci sarà l’Avellino di scena allo Juventus Stadium. Obiettivo: superare il turno e provare a non farsi scappare un trofeo che è alla portata dei bianconeri.

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Qualche sorpresa di formazione è attesa. Un po’ per far riposare qualcuno, un po’ perché è giusto concedere il turno di gloria a chi ha trovato poco spazio. Ma occhio alle insidie. Non saranno più permessi cali di concentrazione e brutte figure. Anche Copenaghen e Galatasaray erano, sulla carta, più deboli della Juve.

Questo mentre impazza il calciomercato, il calcioscommesse e su Farsopoli si è segnata un’altra tappa di dolorosa ammissione che in Italia la Giustizia è morta e sepolta e viene usata per scopi del tutto personali.

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Calcioscommesse: ecco le partite e le prove

Seguendo le carte e lo strano ragionamento, ecco alcune partite finite sotto la lente di ingrandimento del Gip. Con calma, mettetevi a sedere e ragioniamo insieme.

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Prendiamo a riferimento il Milan. Delle 90 partite sospette, ben 4 riguardano i rossoneri. Semplicemente, vediamo quali sono le prove registrate dagli Sherlock Holmes.

Il Milan, con Gattuso e Milanello

Milan-Lazio 0-0

1 febbraio 2011. Brocchi alla Lazio, Gattuso al Milan. Bazzani li contatta il 25 gennaio e il giorno del match.

 

Chievo-Milan 1-2

20 febbraio 2011. Bazzani contatta Gattuso e D’Anna la mattina del 20 febbraio.

 

Milan-Bari 1-1

13 marzo 2011. Bazzani contatta Gattuso il 6 marzo.

 

Milan-Cagliari 4-1

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14 maggio 2011. Qui ci sarebbe la new entry Sebastiano Rossi, allenatore della Squadra Primavera. Per tre giorni prima del match, contatti sulle SIM fra Pipieri, Rossi e Gattuso.

Segnaliamo infine come è curiosa la coincidenza della presenza di Bazzani a Milanello nel febbraio 2011 e nel maggio 2011. Curiosamente, le partite sospette riguardano proprio i periodi in cui Mister X fa visita ai campi d’allenamento rossoneri.

E la Juventus? Qual é il collegamento?

Della Juve si registra un solo episodio. Eccolo.

Lazio-Juventus 0-1

2 maggio 2011. L’unico contatto è con Brocchi. La registrazione sulla SIM segna la data stessa dell’incontro. Sarebbe interessante capire il contatto con la Juve.

Nel registro questa partita è segnalata per il contatto fra Bazzani e Brocchi. Che pur, in quella partita, si impegna per sbagliare due clamorose occasioni da gol.

La domanda è: quel é il collegamento penale con la Juve? Ricordiamo che questa era la stagione di Del Neri che far passare per cupolaro insieme a Marotta appare oltremodo ridicolo.

E l’Inter?

La partita che riguarda l’Inter è Palermo-Inter. Non si ha traccia del motivo per cui è stata sottolineata come sospetta. Ma, ipotizzando che si scommette sui fattori più pesanti, vien solo da segnalare il risultato finale: 1-0, gol di Ilicic.

Riportiamo inoltre il commento di Eurosport:

Il migliore è Ilicic con lo sloveno che segna e mette in serie diffcoltà tutta l’Inter. Nei nerazzurri si salva solo Handanovic, l’ultimo a mollare.

E riportiamo la frase finale della cronaca testuale del match:

L’arbitro si porta il fischietto alla bocca ed i giocatori smettono di giocare. Rettifica il direttore di gara: “Non ho fischiato, continuate!”

Ci chiediamo allora come ragionerebbe la critica se al posto dell’Inter ci fosse stata la Juve.

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Calcioscommesse: fra Milanello e non juventini

Nuovo filone. Poi sarà la volta di una ciabatta, di un grissino e di una pagnotta. E’ il nuovo panificio della Procura di Cremona sul Calcioscommesse. Ora però c’è davvero qualcosa su cui indagare.

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Come Conte entrerà in questa nuova inchiesta è tutto da scoprire. Sceneggiatori e inventori, di tutta Italia, sono al lavoro. Nel frattempo ecco le novità.

Gattuso, Brocchi e Milanello

Rino Gattuso e Cristian Brocchi sono sul registro degli indagati. In particolare sul centrocampista della Nazionale gravano contatti ripetuti con uno dei Mister X e cioè tale Francesco Bazzani. Su una partita che anche dalla nostra personale indagine di qualche mese fa risultava agli atti, indicata dagli orientali e fra le poche vere carte a disposizione. Si tratta di un Chievo-Milan del febbraio 2011.

Lo stesso Francesco Bazzani è un frequentatore sporadico di Milanello. Ci sono prove di una sua presenza nel centro sportivo milanista nel febbraio e nel maggio del 2011.

E non può sfuggire che fra le partite da osservare ci sono Palermo-Inter del 28 aprile 2013 finita 1-0 per i rosanero.

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Lazio-Juventus: come ti manipolo la gara…

L’unica partita che riguarda la Juve, anche se Bazzani sembra mostrare più interesse per la Lazio, è Lazio-Juventus 0-1. Scommettere sulla vittoria bianconera, in questi tre anni, è davvero imbarazzante. Fa sorridere soprattutto il primo anno di Conte quando la Juve chiude imbattuta la sua Serie A. E fa sorridere il modo in cui Pepe regala i tre punti: sull’ultima azione del match (quando in panchina c’era Del Neri). Tutto calcolato?

Da notare che durante la partita Brocchi ha due importanti occasioni: una di testa e una dove tira di controbalzo, alto, da dentro l’area. Sono le classiche azioni provate per mandare fuori il pallone e indirizzare la gara dove voleva Brocchi… no?!?

Indaghiamo?

Il punto è allora sempre il solito. Si vuole davvero indagare? Perché sono scomparse partite e indicazioni su Inter e Milan? Perché, dalle nuove carte, emerge un certo tipo di rapporto fra questo Bazzani e le SIM dei nuovi indagati? E perché si è proceduto a massacrare Conte nonostante assenza di prove e presenza di prove di segno contrario?

C’è vero interesse a cercare la verità? O solo a fare interessi di certi?

Infine: che ne è di quel Mister X grassottello, sopra i 60 anni, pelato, che comandava il calcio italiano? Vagamente, non assomiglia a un tizio di cui si conosce nome, cognome e ruolo in società?

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Calcioscommesse: in dubbio pro reo, tranne se c’è la Juve

E siamo ai saluti finali. Buona estate a Stefano Palazzi che ha scoperto il suo bluff: senza la Juve di mezzo, con paletta e secchiello, con minuziosità, le prove scompaiono e i verdetti si ammorbidiscono a seconda della direttiva che arriva dal Palazzo.

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Buona estate pure a Di Martino, il finto procuratore che fa finta di arrabbiarsi, facendo finta di aver veramente lavorato muovendosi nella direzione “La Giustizia è Uguale per Tutti”.

Buona estate alla FIGC e alla Lega Calcio. In quest’ultima, auguriamo una serena estate al VicePresidente Galliani, ai Consiglieri Cellino, De Laurentiis, Lotito e Pulvirenti. Bel lavoro ragazzi, grazie al supporto di RCS e di certi media.

Buona estate a Stefano Mauri: sei mesi di vacanza, Lazio salvata e poi potrà rientrare con la fascia di capitano biancoceleste. Ricordo Del Piero, oggi guardo Buffon e Marchisio: ognuno ha il capitano che si merita.

E buona estate a tutti quelli che hanno scritto e sciorinato opinioni e giudizi su questo secondo filone del Calcioscommesse. Anche oggi Gazzetta e Corriere hanno tentato di infilar dentro a un discorso vuoto e vergognoso il solito nome roboante: quello di Antonio Conte. Speriamo che il Mister abbia letto tutto, così la dose di incazzatura e fame aumenta e ne vedremo delle belle in questo 2013/2014.

Auguroni a tutti i tifosi che ancora oggi scrivono anatemi contro la Juve, contro Conte e perfino contro Leonardo Bonucci. Ciechi o, peggio, sordi o, più semplicemente, corrotti nella coscienza e nell’intelligenza, più di chi finora ha agito con i poteri conferitogli da uno Stato che sta interrogandosi se un pregiudicato, peraltro proprietario di una squadra di Serie A, può indire nuove elezioni come se nulla fosse o minacciare l’intera democrazia. Forse deve funzionare proprio così in Italia.

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E se siete arrivati a leggere fin qui, sperando di vedervi uniti in questi auguri, permetteteci di scrivere due righe sull’annosa vicenda Scommessopoli.

Dal giustizialismo antibianconero al garantismo: cosa è cambiato?

Cosa è cambiato dall’anno scorso quando l’ondata giustizialista aveva quasi demolito Antonio Conte, sottovalutandone la forza interiore e la classe immensa di quello che prima di essere il miglior allenatore italiano è uno dei pochi uomini rimasti in questo schifo di Paese?

Cosa è cambiato, quest’anno, con questo strano senso di garantismo? Vien quasi da pensare che qui stavolta le prove c’erano, c’erano tutte e pure pesanti. E siccome a essere tirati in ballo sono società che hanno un certo peso nelle istituzioni, allora val la pena di metterci l’ennesimo mattone sopra e si guarda avanti. Con Inter, Milan, Genoa e Roma tirate via dalle indagini nonostante gli agganci negli interrogatori e qualche tassello molto chiaro che tirava tutte le squadre in ballo.

Parola d’ordine: derubricare. Dal carcere al campo di gioco, come se nulla fosse, con una naturalezza talmente surreale che nessuno ha mai alzato la voce per chiedere un chiarimento. Forse perché di chiaro qui non c’è nulla.

Chi conosce il reale numero di sentenze confermate dal TNAS nei recenti e soli 12 mesi? Il numero è 5. 5 su 63. Percentuale a parte, questo è il lavoro trasparente di Stefano Palazzi che ha visto demolire e che ha demolito il suo stesso lavoro. Il pane è pane e anche lui tiene famiglia, quindi va capita la sua condotta.

Abete in silenzio, lui che probabilmente avrà promosso se non già avviato molti di quei procedimenti che Palazzi ha brillantemente indirizzato per compiacere gli amici, e i padroni. Tutto il calcio che conta in silenzio, ammesso che conti davvero quel calcio.

E allora, a tutti voi, ripetiamo: buona estate. Fra un po’ di settimane si riparte ufficialmente: noi contro tutti voi. Che la Storia ci sia amica e permetta l’attuazione di una regola fondamentale di natura: i forti vincono. E gli altri emettono sentenze fasulle, almeno in Italia.

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Il Corriere dello Sport ci dice come finirà per Mauri e la Lazio

Sanno tutto. Lo sanno prima. Prima degli altri. Forse perché ben informati. Forse perché studiano di più. Magari hanno gli strumenti, conoscenze e contatti, migliori di quelli nostri. Sarà, ma i giornali, certi giornali, ci azzeccano quasi sempre.

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Metti ci azzeccassero pure stavolta. Sul caso Lazio e Mauri il polverone è già alto. Dipende poi che vuol dire alto. L’informazione ha spostato il tutto in quattordicesima pagina. Anche più in là se PSG e Real e Bayern hanno litigato o puntavano obiettivi di prestigio.

Il fatto è che una simile sentenza sarebbe ancora una picconata a quel briciolo di credibilità che – dicono loro, perché noi nemmeno più quella – rimane alla Lega e alla Giustizia Sportiva italiana.

A Mauri solo 6 mesi: il testimone non è attendibile. Tal Gervasoni, attendibilissimo e anzi perno di alcuni ragionamenti e sentenze pregresse. Attendibile a targhe alterne, come la freccia accesa per il carabiniere: ora sì, ora no, ora sì, ora no.

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Per la Lazio uno scappellotto e via: così non si fa, la prossima volta saremo più duri. Pena pecuniaria e si parte alla pari con tutti.

Nel frattempo il silenzio ha fatto bene. Del calcioscommesse non si sa più nulla. Tutto messo a tacere. Conte ha pagato, la Juve ha seriamente rischiato di pagare (per via della squalifica di Conte e del povero Alessio), mentre degli altri non si deve sapere. Quel Milan-Bari non è mai stato approfondito, c’erano un paio di partite dell’Inter, poi la posizione di Gianello e del Napoli, ma a chi vuoi che importi?

Si parte alla pari. Così vogliono i grandi capi. A noi torna comodo: vogliamo vincere sul campo, dove abbiamo sempre vinto. Contro tutto e tutti. Contro pure dei testimoni ora attendibili… e ora no!

Ora, e chiudiamo, ci resta un’ultima domanda: nel frattempo Mauri ha praticamente gravato sugli avversari, eppure non avrebbe potuto, o sì? Criscito non è andato agli Europei che si svolgono una volta ogni quattro anni. E poi c’è quel dubbio: ma le partite si son truccate da sole? E se sì: Clio Makeup è colpevole di qualcosa?

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Orologi con fusi orari diversi…

Sono gli orologi di una certa giustizia sportiva che pur essendo sullo stesso meridiano segnano ore diverse.

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E li porta in entrambi i polsi tal procuratore Stefano Palazzi.

Quando guarda il polso destro l’orologio bianconero è preciso, perfetto, i tempi addirittura vengono precorsi e allora la “sua” giustizia diventa implacabile per tempistica e (in)efficienza, tanto da stilare richieste di pronunciamenti preconfezionati e dettati solo da prezzolato qualunquismo, pur smentito da una marea di persone nella farsa Scommessopoli, ha inquisito a destra e a manca prima i giocatori della Juve e poi è riuscito con la colpevole complicità del “sistema” a far condannare Antonio Conte per non aver commesso il fatto… solo perchè non poteva non sapere.

Abbiamo mandato giù a furia di malox questa perversa decisione e alla faccia loro abbiamo stravinto il secondo scudo consecutivo, il 31esimo della storia bianconera.

Attendevamo che un rigurgito di dignità sportiva lo affogasse e lo convincesse a procedere con la stessa prezzolata solerzia sugli episodi seri del calcioscommesse.

Poveri illusi!

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Noi!

Ora, a campionato concluso, l’esimio azzeccagarbugli chiede la condanna a 4 anni e mezzo per Mauri, capitano della Lazio per inconfutabili e provate porcherie commesse da quest’ultimo in combine con altri.

Se la memoria mia non è fallace, la partita di andata di Coppa Italia finì 1 a 1 con gol di Peluso e pareggio di Mauri… già…proprio lui!

E il ritorno ce lo mangiammo noi per mancanza di buoni realizzatori pur avendo dominato la partita.

Ma come si dice dalle mie parti:” acqua passata non macina più”.

Ma l’incazzatura non è passata, è ancora viva e, oggi, si è addirittura arroventata per questa decisione del procuratore Stefano Palazzi che ha guardato l’orologio al polso sinistro e che è fortemente in ritardo rispetto al meridiano di Greenwich.

Adesso cosa faranno? Revocheranno la Coppa Italia alla Lazio?

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Caro Beppe, dove eri l’anno scorso? E nel 2006?

Bello, davvero molto bello. E giusto soprattutto. “Basta con questa falsa ipocrisia” ha gridato Beppe Accardi in Speciale Calciomercato, la trasmissione di Sportitalia. Presenza fisica e parole che sottoscriviamo in pieno.

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Ne ha avute per tutti: direttori tecnici italiani affascinati dal nome estero, Lega, la Procura di Palazzi. E qui cominciano a girarmi in modo vorticoso, generando un piacevole vento visto il caldo.

Qui giochiamo con la dignità delle persone. Qui ci sono vite che si possono rovinare. Oh, ma siamo matti?”. Parole che sottoscriviamo, compreso il tono veramente veemente con il quale sono state pronunciate. Bravo Beppe, che in questo modo ha praticamente messo in guardia sul caso Mauri.

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Epperò mi scappa una domanda: ma l’anno scorso Beppe Accardi dove era? E questo “ragionevole dubbio” che serpeggia sui giornali, l’anno scorso dove era nascosto? Mauri-Lazio fa meno effetto di Conte-Juve: oggettivo, lapalissiano. E quindi? E’ solo il piacere del palcoscenico? Conte poteva essere maltrattato, mentre su Mauri dobbiamo andar cauti? E il povero Luciano Moggi, colui che ne capisce più di tutti di calcio?

E’ da anni che combattiamo per restituire dignità alle persone che sono state infangate in modo vile e ignobile, senza che alcuno – pochissimi, in verità – abbiano mai fatto la sfuriata di Beppe a Sportitalia. Senza che alcuno abbia puntato il dito sui veri ignobili personaggi che hanno distrutto questo paese (e molto spesso il paese calcistico coincide con quello politico-civile).

Attaccare la Juve fa comodo, difendere gli altri portando in dote il “ragionevole dubbio” mi sembra corretto. Il problema è che questo atteggiamento vale solo quando non c’è la Juve di mezzo.

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Calcioscommesse: “contro ogni ragionevole dubbio”

Dura la vita se fai il Procuratore. Ancora più dura se fai il SuperProcuratore. Il mondo là fuori è cattivo e bisogna lottare per la giustizia. I nemici sono tanti e tanto è il rumore. Ok, cambiamo registro e torniamo alla realtà.

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Il buon Palazzi ha tirato fuori l’ennesimo ritornello estivo. Vale più lui che una decina di rapper che si spremono le meningi per mesi per tirare fuori un tormentone.

L’anno scorso ballavamo al ritmo di “Conte non poteva non sapere” e sulla base del nulla, anzi di prove di segno contrario alle elucubrazioni di Palazzi, per poco non si spinse lo stesso Conte verso la pensione anticipata. Rischiò tantissimo il povero Leonardo Bonucci, danno collaterale di una guerra intestina che la Lega ha attivato da anni contro la gente bianconera.

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Quest’anno è il turno del “ragionevole dubbio”.

Esiste un ragionevole dubbio sul caso Mauri. Un tizio, centrocampista della Lazio, che ha potuto liberamente operare nel calcio pur se è andato in prigione, pur se il processo chissà-come-è-andato, pur se dopo un anno siamo ancora qua a chiederci se in quel 2011 sono successe cose per cui Stefano Mauri, capitano della Lazio, andrebbe giudicato o meno. Dal 2011 al 2013 perché nel frattempo Inter e Milan non interessavano in materia di Calcioscommesse, Criscito ha ceduto il passo in Nazionale, Conte e la Juve sono stati legnati per benino e il Napoli per poco non becca punti in più in classifica perché Gianello risultava un infiltrato in Scommessopoli… e quindi il tempo è andato via per sceneggiare queste farse.

“Ragionevole dubbio” contro “non poteva non sapere”. Per carità: non ci interessa il caso Mauri. Abbiamo stracciato tutti lo stesso, con tanto orgoglio, con tanta più goduria. Non ci interessano le questioni che  lo riguardano, ma certo quel senso di logica a cui siamo aggrappati crolla sempre più. Qui manca la logica delle azioni di questo Palazzi, o meglio manca un minimo di dignità per il ruolo che sta giocando. In barba a tanta gente onesta, in barba a milioni di tifosi che comunque vengono presi costantemente in giro. E mancando la logica, ci chiediamo a che serve anche solo pensare a un processo. Si fa così: diteci con quali tipi di penalizzazioni dobbiamo giocare ed eliminiamo tutte queste sovrastrutture al soldo di pochi, dei soliti. Così da evitarci figuracce internazionali di proporzioni pari ai fallimenti nerazzurri, tanto per intenderci.

E forse, parlando da tifoso, è proprio questo che ci meritiamo: gente di questo tipo, SuperProcuratori che lottano e corrono nell’oscurità per sconfiggere la malvagità. Altro che Batman…

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Calcioscommesse – Palazzi di nuovo all’opera: non sarà un tantino in ritardo?

Altra brutta vicenda. Il secondo capitolo di un libro che FIGC e Palazzi stanno scrivendo da oltre due anni. Fin qui alcuni obiettivi sono stati centrati, ma di Giustizia poco o nulla.

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Leggiamo da Tuttosport:

Stefano Mauri e la Lazio deferiti per il calcioscommesse: il rinvio a giudizio sportivo del procuratore Figc Stefano Palazzi, formalizzato oggi, riguarda due match, Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio del 22 maggio 2011. Al club imputata la responsabilità oggettiva. La procura Federale guidata da Stefano Palazzi ha deferito alla Disciplinare otto tesserati per illecito sportivo: si tratta di Stefano Mauri, Omar Milanetto, Mario Cassano, Carlo Gervasoni, Alessandro Zamperini, Massimiliano Benassi, Stefano Ferrario e Antonio Rosati. A Mauri e Zamperini la Procura contesta anche la violazione dell’art.1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del codice di Giustizia Sportiva. Per responsabilità oggettivo sono state deferite Lazio, Genoa e Lecce. Due le partite sotto accusa: Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio 22 maggio 2011.

Quello che ci stupisce – sconcerta è forse la parola corretta – è il prendere nota delle date: maggio 2011. Oggi il calendario segna luglio 2013. Che è successo nel frattempo? Due anni di indagini? La scorsa estate perché se la si è presa con Conte e Bonucci e Pepe producendo il nulla cosmico quando la vicenda più grossa è stata accuratamente ignorata?

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Purtroppo Palazzi non ci convince. Non convince la FIGC e la Lega. Non ci fanno star tranquilli alcuni personaggi che sembrano avere potere assoluto – occulto sarebbe la parola corretta – sul calcio italiano.

E allora via di altra figuraccia internazionale. Segnaliamo agli amici biancocelesti, che in questi giorni stanno gridando al complotto, che né Mauri né la Lazio sono stati intaccati da Palazzi sino a questo momento. Mentre ci sono stati ragazzi che sono stati rovinati dalle inchieste sui generisi di questo strano mondo del calcio italiano. Almeno da chi muove i fili. Prova ne sia che un tizio come Preziosi sia ancora libero di agire e operare.

P.S.

Della vicenda Calcioscommesse non si parla più delle partite che riguardano Milan e Inter. 

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Il PM Di Martino, il nuovo one man show!

Se non ti fidi della giustizia, forse la colpa non è solo tua.

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Soprattutto se alla guida di certa giustizia c’è gente come Roberto Di Martino, uno che sui giornali sembra il nuovo sceriffo che pulirà l’intero sistema calcio, ma che poi nella pratica riesce solo a combinare poca roba. E di questa roba non tutto è così limpido.

Ai microfoni RAI dice:

Siamo sempre a caccia del famoso mister X, ma ormai la situazione ci è abbastanza chiara. Il problema è che più s’indaga e più emergono spunti. E la cosa non è proprio che faccia piacere.

Soprattutto se di questi spunti nemmeno uno riguarda la Juve.

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Su Mister X concedetemi una piccola nota: “grassottello, sopra i 60 d’età, pelato, uno potente a Milano”. Fatemi riflettere: una persona mi viene in mente, ma meglio che non faccio nomi.

Torniamo a Di Martino. Il 4 luglio c’è il dibattimento o qualcosa del genere. Il filone è quello barese: Conte resta fuori, forse perché sarebbe stato troppo coinvolgerlo per il solo dato “nato a Lecce”. Curiosi di capire come andrà.

Intanto i temi caldi, le rivelazioni forti degli zingari sono tutte questioni dimenticate: l’Inter, il Milan e altri top club. Se non c’è la Juve di mezzo, meglio coprire tutto con la sabbia, alzare il tappeto, riversare lo sporco e ricominciare.

Sempre ai microfoni RAI, Di Martino rivela:

Ci sono molti segnali ciò che accadeva prima, accade anche adesso.

E lui continua a ritagliarsi spazio sui giornali anziché applicare la legge. Prego, leggere gli appelli dei giocatori condannati appena 1 anno fa.

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