Puoi leggerla come vuoi, ma la trattativa che porta Caldara e Higuain al Milan ha talmente poco senso, che vien solo da pensare cose brutte. Tipo l’incapacità cronica di saper vendere.

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La Juve decide di rinforzare il Milan e di riprendersi in casa chi in casa non doveva più rimettere piede. Un conto è Pogba, un conto potrebbe perfino essere Morata, ma ben altro conto è Bonucci. Per cui l’aspetto positivo è duro a trovarsi.

Con calma.

Bonucci andò via dalla Juve per chiarissimi problemi di spogliatoio e di prospettiva. Salvo accorgersi dopo pochi mesi di avere cannato tutto, tranne l’aspetto finanziario, per lui estremamente vantaggioso. Classico esempio di come i soldi non facciano la felicità. Ma il rientro del 19 è una sorta di smacco. Una minestra riscaldata dove tutti hanno pericolosamente da perdere.

Ricordo ancora Cannavaro, e Cannavaro era comunque Cannavaro. Gradirei non ripetere l’esperienza con chi comunque ha dimostrato debolezza mentale, e certamente con chi non ha più dimostrato la forza che traeva dal gruppo Juve.

Cui prodest?

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Tanto più che diamo via Caldara, uno dei prospetti più interessanti. Tanto più che rinforziamo chi ci ha scaraventato in B nel 2006 con un attaccante come pochi al mondo. Perché il clamoroso di questa vicenda sta proprio nel regalare, quasi svalutare come fosse un Anelka qualsiasi, un Higuain al Milan. Higuain, colui che ha messo la firma sui gol più pesanti della Juve degli ultimi 2 anni, non riuscendo a incidere solo in quella maledetta finale di Cardiff, dove resta nella memoria l’ipotetica rissa negli spogliatoi.

Ma sarà sicuramente l’aspetto finanziario. Vediamolo.

Scambiamo a parità un 24enne con un 31enne a fine ciclo mentale, oltre che fisico. 40 milioni, per cui non generiamo nemmeno un segno positivo di scambio, visto che gli stipendi sono differenti fra i due ragazzi. Tra l’altro dimostriamo come non si riesca proprio a scommettere sui giovani, visto che una eventuale permanenza di Rugani suona come una beffa: Bonucci non farà certo la riserva di Rugani, quindi anziché valorizzarne uno (Caldara), ne abbiamo demoliti due.

E poi diamo via Higuain a 18 milioni per risparmiare un ammortamento, e senza peraltro obbligo di riscatto. Che messo come è messo il Milan, non è assolutamente detto che siano capaci di sborsare i 36 milioni promessi l’anno prossimo, per almeno due ragioni: se Higuain farà male non ve ne sarà motivo; se Higuain farà bene, potrebbero venderlo loro al miglior prezzo o potrebbero non avere forza per riscattarlo visto che l’UEFA controlla ogni mossa rossonera. Senza contare poi che alla luce della torbida vicenda del FPF non si capisce con quali riserve possano sopportare lo scambio, questa spesa e l’ingaggio del Pipita.

Ma tant’è. Resta a noi la beneficienza fatta a chi ci distrusse nel 2006.

Fu di Raiola il colpo Pogba. Ma ricordo ancora Llorente. Gli regalammo buonuscita e cartellino, salvo poi scoprire che lo Swansea lo pagò dopo 12 mesi poco più di 3 milioni di Euro. Dobbiamo ancora imparare a vendere.

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