L’avevo sentito in giro, ma non avevo dato peso alla vicenda. Credevo impossibile una cosa del genere. Non dal punto di vista tecnico, cioè dell’installazione di un motorino all’interno di bici che, ho potuto toccare con mano, sono anche più complesse degli scooter. Solo che pensavo che i controlli e un tale livello di vigliaccheria fosse impossibile da raggiungere a livello professionistico.

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Epperò le immagini che ho visto e rivisto il dubbio me lo amplificano. La mia testa ha praticamente già deciso che Cancellara quelle accelerazioni, soprattutto su quei terreni, non poteva imprimerle senza aiutini. Non ho visto in TV le tappe e le corse, per cui devo per forza fidarmi delle immagini. A chi non è venuto in mente che quelle azioni potessero essere falsate da qualche sostanza illecita? Sono replicabili, poi? Del tipo: se Cancellara ha ripetuto in altre occasioni accelerazioni simili che, come gesti tecnici, sono assolutamente ripetibili se uno le ha in corpo. Il parallelo con Bolt appare logico e dovuto. Prima delle olimpiadi avevo detto che Bolt poteva sconfessare tutti distruggendo il record nei 100. Lo ha fatto in una maniera talmente potente che ha legittimato la propria forza e la propria verità.

Chiariamo il punto. Le bici sospette sono dotate di un motorino. Ne aveva parlato già Davide Cassani chiarendo bene dove e come posizionare gli oggetti in questione. Tutto possibile, quindi. Anzi, di più. Cassani ha provato queste bici e ne ha palesemente denunciato l’utilizzo che se ne potrebbe fare. Il motorino che assiste la pedalata dell’utente viene azionato agendo sui manubri, parte laterale dei manubri, dove trovano spazio levette che possono evidentemente essere nascoste vicino ai freni o al cambio. Ed ecco il primo sospetto: Cancellara quelle posizioni lì le raggiunge prima di imprimere quelle accelerate pazzesche. Cancellara ritocca quelle zone lì quando le accelerate finiscono. Potrebbe, per l’amor del cielo, agire sui comandi del cambio e qui sarebbero fondamentali alcune scene che ispezionino attraverso lo zoom proprio i salti di catena e i pedali (quando cambi te ne accorgi e se ne accorge pure il pubblico).

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Il dubbio resta e il solo fatto che il dubbio esista mi mette addosso un’angoscia disperata. E io che mi pensavo che servissero anni per raggiungere un certo livello. Io che ho fatto 2000 Km in bici alzandomi come un pollo, ad agosto, alle 6:30 del mattino per farmi le mie due orette di passeggiate in giro per la provincia. Io che pure la sera, intorno alle 19:00 prendevo la bici per farmi una sgambata. E che sudate. Ora, ci sarà un’inchiesta e ci saranno dei verdetti. Ma non voglio leggere di squalifiche, vorrei piuttosto, se fosse dimostrato l’illecito, severe radiazioni. Perché prendere per il culo me, che faccio lo spettatore, è un conto, ma prendere per il culo professionisti tuoi colleghi è ben altra storia. Ci sono in ballo soldi, ma soprattutto onore e gloria. E queste ultime due cose non possono essere comprate né acquisite con l’inganno.

L’ultima questione che mi mette i brividi, e passatemi la battuta, è la seguente. A Torino Guariniello ha aperto un’inchiesta: vuoi vedere che la Juve finisce un’altra volta in B e Moggi viene di nuovo processato?

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