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Tag: capezzone

Ecco gli uomini che incastrano Conte

Vicini alla sfida col Napoli. Domani entreremo in clima partita, già con le probabili formazioni che a oggi si alternano con la solita costanza: con Conte non si può mai sapere.

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Invece proviamo a cavalcare l’onda della Gazzetta e della Repubblica, due giornali che stanno portando il nostro Paese al baratro grazie all’immenso lavoro che quotidianamente regalano a solo 1 euro a copia. Magari la smettessero di utilizzare i miei soldi per fare quello sporco lavoro…

Ecco i personaggi che incastrano Conte, che si aggiungono alle dichiarazioni che abbiamo già pubblicato in questo articolo.

Si parte con Capezzone, che non c’entra nulla col calcio, ma che associare alla Juve diventa alquanto complicato:

Da non tifoso, ma da appassionato delle libertà e delle garanzie individuali di ogni cittadino, esprimo all’allenatore della Juventus, Antonio Conte, la mia personale solidarietà per l’inaccettabile gogna mediatica preventiva… In un Paese civile, può essere sufficiente che qualcuno faccia il nome di un altro per far partire la crocifissione a mezzo stampa? E dove stanno i riscontri oggettivi?

E adesso potete sparare pure le cazzate di La Russa, almeno le pareggiamo.

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Il secondo di cui pubblichiamo la testimonianza è uno juventino accanito, bianconero fino al midollo. Lo abbiamo attaccato per alcune scivolate sconcertanti, ci farebbe piacere se quelle che state per leggere non siano dichiarazioni di facciata, ma sincere. Ecco cosa ha detto Criscitiello di Sportitalia:

Carobbio accusa Conte. Abbiamo letto un titolo… i compagni lo smentiscono. Bisognerebbe capire perchè Carobbio è più affidabile dopo quello che ha fatto. Perchè deve essere più credibile Carobbio rispetto a tanti altri compagni di squadra? Conte pagherà, ma prima va dimostrato e poi si sbatte il mostro in prima pagina.

Se farà seguire i fatti alle parole… chapeau!

La terza dichiarazione che pubblichiamo è di Tesser: curioso come sia il tecnico a dover rendere nota la sua posizione e di come nessun giornale gli abbia fatto uno straccio di telefonata:

Oggi ho visto una rassegna stampa in merito, e solo un giornale riportava quello che diceva Terzi, quello che diceva Vitiello, quello che diceva l’altro giocatore del Siena. Tutti smentivano categoricamente. Mi piacerebbe che ci fosse equilibrio tra quello che si vuol far passare per eclatante e quella che è un pochino la sostanza delle cose. C’è un accusa e c’è chi smentisce. Il giusto equilibrio nel mostrare le cose.

Tesser chiede dunque equilibrio, Criscitiello sfoggia una coerenza impensabile, Capezzone piange per il Paese (anche se dovrebbe meglio contribuire a migliorarlo). Povera itaGlia!

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E io… speriamo che me la cavo!

Una piccola carrellata delle stronzate d’ultima ora. A firma di gente che dovrebbe marcire in galera e invece ricopre ruoli attivi e addirittura è venerata da certa stampa. Roba da italiani, insomma!

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Galliani aveva giurato: “non parlerò di Calciopoli”. Proprio lui, forse ancora più disonesto del suo cuginetto petroliere, lui forse più colpevole di Moggi e Giraudo messi insieme. Scusate per il forse, ma fa effetto. Galliani dice “me lo tengo per me quello che so”. No, caro ciccio: quello che pensi non serve, tanto è sempre qualcosa di disonesto e di illegale. In più, quello che pensi non serve. Era tutto chiaro fin dal principio e magari puoi dirci come hai fatto a creare questo grande cataclisma che ti ha permesso di rimanere al tuo posto, insidiato – come molti fatti dimostrano – da Lucianone. Una bella fetta di responsabilità di Calciopoli e della caduta del tuo Milan è anche tua. Forse soprattutto tua.

Paolillo, il dirigente più insignificante che la faccia della terra abbia prodotto, a patto che il suo presidente non si offenda, dichiara “non so di cosa stiano parlando”. E dove sta la sorpresa, Paolillo? Che tu non capisci nulla è chiaro dal tuo ruolo in quella sorta di società.

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Pancalli afferma “lo scudetto si poteva non assegnare”. Caro Pancalli, ho rispetto per il lavoro che hai fatto, ma che mi viene a significare questa frase dopo 4 anni? Qual è l’obiettivo? Francamente non credo che le istituzioni vogliano porre rimedio al più grosso scandalo della storia del calcio. Che, bene inteso, non riguarda Moggi e non riguarda la Juve. Se non in forma passiva. Penso piuttosto, e lo dico volgarmente, vogliano salvarsi il culo da un’ondata di giornalisti, pochi ma buoni, e di tifosi, molti di più di quanti Moratti e Soci credano, che si trovano davanti un calcio strano, finto e ben più sporco di quanto raccontato in questi 4 anni.

E c’è ancora un’ombra, anzi due. La prima è quella di Capezzone: da sinistra a destra come colui che rientra da un sorpasso veloce, da un’idea ad  un’altra. Altra esca oppure si è svegliato improvvisamente? Che i fili che lo tengono a galla si siano spezzati? O chi lo manovra si sia distratto? La seconda è Cantamessa, il legale che finge di difendere chi aveva iniziato l’attacco, cioè il Milan. Cantamessa riferisce quanto segue: lo scudetto di cartone può essere revocato perché considerabile come autentico regalo istituzionale, infatti nessuno ha mai approvato né firmato nessuna decisione riguardo all’assegnazione, da parte di Guido Rossi che allora ricopriva il ruolo di faccio-tutto-io-e-non-si-discute-perché-per-questo-sono-stato-pagato.

Buon fine settimana a tutti, compresi gli intertristi che devono essere ancora più tristi. Se da una parte devono infatti portare a termine la recita, dall’altra, e non vorrei essere nei loro panni, diventa problematico venire a sapere che i tuoi dirigenti imbrogliavano e riuscivano pure a perdere. Incredibile, ma è la realtà. Molto più reale di quanto qualcuno possa immaginare. Infine, buon fine settimana al sarto che lavora per la società più disonesta d’Italia: deve inventarsi moltissimo per evitare che quegli scudetti cadano da soli dalle maglie nero e azzurre. In fondo, però, è anche divertente.

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