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Tag: carobbio (pagina 1 di 5)

Quando arrivavamo settimi c’era tanto silenzio intorno a noi

Soltanto da febbraio 2012 la stampa è tornata ferocemente a straparlare di Juve. Curioso, no?!? Quando si arrivava settimi certi scoop non uscivano, certe sparate non si facevano. Tutto molto calmo e tranquillo. Da febbraio 2012, cioè da quando si è capito che la Juve di Conte era qualcosa di più che una lieta sorpresa, la musica è cambiata.

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E più che musica oggi si può parlare di frastuono pazzesco, vigliacco e assurdo. Un turbinio di false notizie, di campagne stampa assassine. Ci chiediamo il motivo di tutto ciò. Perché è naturale, logico quasi, pensare che dietro a queste campagne di stampa ci sia una mano, una mano fraudolenta che pianifichi tutto con grande attenzione.

Da Bravo a Pellé, passando per alcuni presidenti. Emblematico il caso Carobbio: il nome di Conte, mai fatto nei mesi precedenti, improvvisamente diventa un’ossessione per il caro Pippo. E solo il 25 febbraio 2012, cioè da quella data in poi. La coincidenza del gol di Muntari è purtroppo matematica.

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E tutto sembra troppo simile a ben altre campagne stampa contro altri personaggi. In un altro settore, quale la politica, che in realtà è assolutamente identico all’attuale sistema calcio italiano. Sono perfino identici i protagonisti. E questo fa paura, oltre a far aumentare il tasso di verificabilità della precedente ipotesi.

Juve che vince deve essere massacrata, se non altro per aumentare la tiratura dei giornali e far parlare al bar i pazzoidi italici. Juve che vince deve essere massacrata, altrimenti certi concorrenti come potrebbero giustificare gli errori commessi?

Resta una brutta notizia da dare: la Juve settima, quest’anno, non ci arriverà. Quindi… continuate a starnazzare nei vostri giornali. Fino a che Calciopoli non ci separi! 

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Decisione scandalosa: ma non è la squalifica del Napoli

Ancora una volta Palazzi sconfessato, ma stavolta è davvero un buco nell’acqua. O se preferite è la conferma di quanto questo personaggio sia lontanissimo dai concetti che dovrebbe applicare e cioè giustizia, equità, terzietà. Palazzi chiede 1 punto, ne arrivano 2. Soprattutto arriva una domanda, tragica quanto comica: perché la sentenza viene emessa soltanto ora, visto che era già scritta da un po’ di tempo?

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Cercando di ribaltare la verità, nascondendo una indagine che probabilmente sarà arrivata a qualche tipo di conclusione (il Napoli ha veramente “manomesso” partite per volere di qualche boss?) e di cui già non si parla più (mai se ne é parlato, in verità), alcuni giornalisti fanno i finti scandalizzati. E’ già una Giustizia Sportiva che non funziona più, che bisogna cambiare, addirittura inibire. E’ questo che emerge dalla voce rotta da fegati rovinati sia sui social media sia, purtroppo, sui giornali e sulle TV.

C’è un attacco al Napoli? Magari ordito da quel cupolaro di Marotta? E messo in atto dal napoletano Palazzi? A essere onesti vien difficile da pensare che una delle squadre capaci di dare fastidio alla zona Champions sia stata penalizzata per favorire la Juve. Vien più facile pensare che Inter e Milan beneficeranno alla grandissima di questa penalizzazione. Noi continuiamo a pensar male, perché fino a qui non siamo mai stati smentiti.

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Piuttosto c’è da verificare quel ritardo temporale nell’emettere sentenza. Era già tutto pronto quest’estate, ma quest’estate ci si è prodigati a bastonare a più non posso Antonio Conte nel tentativo, vano, di rallentare il cammino della Juve. Juve che ne é uscita ancora più forte e ora i guai sono di tutti quelli che hanno provato a fermarla.

Sentenza già pronta ad agosto, ma emessa a Natale, facendo giocare un Cannavaro sul quale gradiremmo leggere commenti e soprattutto fatti contro la sua posizione. Esaminando le carte di Antonio Conte non ci stupiremmo se saltasse fuori qualche manifesta cavolata giuridica. Resta il punto: Conte squalificato nonostante innocente, Cannavaro in campo nonostante pare fosse colpevole. Così come Mauri. Così come Inter e Milan sono ancora tenute fuori da questo processo sul Calcioscommesse, eppure gli zingari hanno parlato chiaro già a novembre 2011. Novembre 2011, oggi siamo a dicembre 2012: almeno fateci capire dove gli zingari mentono, no?!?

Meglio di Houdini, eccoci qui ad ascoltare chi non dovrebbe parlare: Mondonico poteva non sapere, Conte no; Bonucci stava rischiando la carriera insieme a Pepe, invece Cannavaro andava protetto. Gianello ha confessato, così come tutto il Siena aveva confessato che Conte non solo non c’entrava nulla, ma che il Siena tutto non aveva minimamente partecipato alle scommesse. Il solo a vendersi le partite era Carobbio, e allora si torna al punto focale di tutta la questione: chi ha deciso chi doveva essere credibile a priori e magari solo nelle situazioni che convenivano a certuni? Chi ha deciso che la sentenza del Napoli doveva essere slittata a Natale, giusto per concedere al Napoli la trafila Europea (da cui dovrebbe star fuori secondo il codice etico UEFA) e un sereno girone d’andata di Serie A? E chi sta decidendo che Inter-Atalanta, Inter-Chievo, Milan-Bari, Genoa-Milan siano partite assolutamente limpide?

Decisione scandalosa, sì, non vi è più dubbio: la combriccola milanese è attiva più che mai, con un problema in più. Il problema in più è la nuova candidatura di Berlusconi. Siamo veramente vicini alla fine. Io ho già scelto: mi piace da matti il Borussia Dortmund, in Germania il calcio dovrebbe salvarsi.

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Solo Conte non poteva non sapere…

Leggo sul solito Virgilio Sport queste dichiarazioni di Mazzarri:

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Non so la sentenza, ma perché bisogna credere a Giannello e non a Cannavaro e Grava che dicono di non aver saputo nulla?.

Walter Mazzarri solleva un quesito legittimo, in attesa di appurare la posizione della Commissione Disciplare in merito al caso Gianello da cui – stando alle indiscrezioni che si sono susseguite – scaturirà presumibilmente la penalizzazione di 2 punti a carico del Napoli e la squalifica a sei mesi per Cannavaro e Grava, appunto. Una sorta di difesa indiretta, quella avanzata dal tecnico, che ha assistito a una rimonta paradossale del Bologna a discapito dei suoi.

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Mazzarri solleva un quesito legittimo, ma dove stava quando Conte è stato massacrato perchè non poteva non sapere? E dove stava Virgilio Sport, la Stampa nazionale, i giornalai che la deontologia professionale se la sono messa nel c…assetto?

Se ci fosse voluto un altro indizio per la prova provata del marciume che ha invaso il Calcio questo è quello che mancava.

Per Mazzarri, e quelli come lui, non ha avuto alcuna importanza che  27 giocatori hanno dichiarato che “Pippo” diceva cavolate e che Conte non c’entrava nulla. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto nessuna importanza che tutte le versioni edulcorate sono state letteralmente demolite. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto alcuna importanza che in secondo grado, pur essendo stata derubricata l’accusa più grave, la pena comminata non è stata dimezzata ma confermata. Per Mazzarri e quelli come lui non ha avuto importanza che il TNAS ha comminato comunque una indecente squalifica a Conte. Perchè Conte non poteva non sapere, Mondonico si, Cannavaro e Grava anche…

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Gegic, il killeraggio su Conte, il giornalismo sciacallo

L’Italia è un Paese straordinario, ma nella straordinarietà si nascondono pure concetti davvero imbarazzanti, ai limiti della legalità. Gli italiani sono persone che vivono costantemente fra la correttezza e l’istinto criminale: almeno è così che vogliono dipingerci coloro i quali non dovrebbero avere diritto alla scrittura, alla scrittura di informazione. Perché l’informazione in Italia è ormai cosa vecchia, non più esistente. L’informazione è di chi sa cercarsela attraverso i nuovi mezzi: uno di questi è la rete ed è per questo che la rete fa paura a chi intende controllare l’informazione.

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Gegic ha finalmente parlato. Chissà come fa la Gazzetta ad avere canali preferenziali con questa gente, chissà… Dio li fa e poi li accoppia?

Gegic ha finalmente parlato e purtroppo per l’Italia antijuventina ha detto cose molto interessanti. Fra tutte quella di non conoscere Conte e quella di essere stato contattato per parlare di Conte. Ma “io Conte non lo conosco e ho rifiutato l’offerta di andare in TV”: già, andare in TV. Qui scattano le domande, ma prima delle domanda un’altra rivelazione: “in Italia chi muove i fili di tutto è uno grassottello e pelato, sui 60 anni“. Vediamo chi potrebbe essere uno grassottello, pelato, sui 60 anni. Spazio alle immagini:

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Galliani: uno grassottello, pelato, sui 60 anni...

Galliani: uno grassottello, pelato, sui 60 anni…

Vuoi vedere che Conte aveva ragione quella sera del 25 febbraio 2012 al rientro dal primo tempo di un Milan-Juve di campionato? E guarda caso, date alla mano, i guai di Conte sono cominciati due giorni dopo quel litigio, quel proferire la più palese e cristallina delle verità. Il silenzio attorno a Gegic e a questo suo descrivere “chi muove i fili di tutto” sembra essere una conferma.

E Conte riconferma un pensiero condiviso da tutti, anche da quelli antijuventini che però hanno paura a dire quello che pensano:

Ma allora c’era qualcuno che voleva farmi fuori… Se questa estate avesse detto qualcosa su di me come sarebbe andato a finire il processo… Voglio sapere se ha detto la verità, chi c’era dietro. Non si può far nulla?

Caro Antonio, in Italia non si può far nulla se chi muove i fili ha a disposizione la TV e i giornali, controlla gran parte delle redazioni e ha un’influenza pressoché totale su chi comanda il calcio italiano. Si può solo continuare a giocare come la Juve sta facendo… con un po’ di grinta e qualità in più, rasentando cioè la perfezione. Mancherebbe giusto quel top player in attacco, ma chi muove i fili sarà d’accordo?

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Incredibile menzogna su Conte nelle motivazioni del Tnas

Ieri abbiamo commentato le motivazioni del Tnas relative alla squalifica per omessa denuncia di Conte e ci era rimasto un grosso dubbio.
Infatti, oltre alle varie e ormai solite amenità dei vari non poteva non sapere, Carobbio credibile, le condanne in base a probabilità soggettive e il “principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza oltre ogni più ragionevole dubbio”, le motivazioni si concludevano con un incomprensibile passaggio:

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come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012.

In pratica le motivazioni si concludono con una sorta di certezza da parte del Tnas che si potrebbe parafrasare così: riteniamo che ci siano alte probabilità che Conte avesse saputo della combine ai tempi in cui allenava il Siena dato che Stellini era un suo collaboratore e lo condanniamo per questo pur non avendone la certezza, perché non è necessario essere certi della colpevolezza di un imputato di fronte alla giustizia sportiva. Tuttavia, anche ammettendo che Carobbio abbia mentito e Stellini non abbia davvero mai detto nulla a Conte ai tempi del Siena (cioè a fine campionato 2010/11) sulla combine, Conte è comunque da dichiararsi colpevole di omessa denuncia dal giorno 8 marzo 2012. Questo perché in quella data la sua difesa avrebbe ammesso che il tecnico bianconero avesse saputo da Stellini la verità sulla combine con l’Albinoleffe e dunque doveva andare a denunciarlo.

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Ieri sera siamo caduti giù dal pero di fronte a questa conclusione. Quando mai la difesa di Conte ha ammesso che Stellini a un certo punto ha raccontato a Conte certe cose? Mai, ma quel verbale secretato non si riusciva a trovare. Oggi, grazie a Guido Vaciago di Tuttosport, abbiamo potuto leggere la parte di quel verbale dell’interrogatorio di Conte dal quale il Tnas ha pensato di carpire una presunta ammissione da parte del tecnico bianconero. Ammissione che appunto non esiste e non è mai esistita:

Non mi accorsi di nulla in particolare in occasione di Siena-Albinoleffe dell’8 gennaio 2011, in quanto essendo molto arrabbiato per il gol subito nei minuti finali andai via velocemente: Stellini solo recentemente, a seguito delle notizie stampa che lo indicavano come coinvolto in presunti accordi presi dal Carobbio per la partita di ritorno, mi ha riferito che, al termine della gara in oggetto, vi era stata una rissa fra i calciatori delle due squadre alla quale il medesimo aveva partecipato e pertanto essendo preoccupato che potessero accadere incidenti nella gara di ritorno sollecitò Carobbio, quale ex dell’Albinoleffe, a parlare con i suoi ex compagni per cercare di stemperare gli animi. Lo scrupolo di Stellini derivava dal fatto di essere rimasto coinvolto in prima persone nella rissa e pertanto si sentiva ancora più responsabile.

Che sono poi le stesse parole usate da Conte per spiegare la situazione creatasi con Stellini durante la famosa conferenza stampa del 23 agosto che gli è costata 25 mila euro di multa per le sue considerazioni sul modus operandi dell’attuale (in)giustizia sportiva.
Direi che c’è una bella differenza tra scrivere nella motivazioni che Conte ha ammesso di aver saputo da Stellini della combine con l’Albinoleffe, quando in realtà lo stesso Conte aveva solo dichiarato che Stellini gli aveva detto che aveva incaricato Carobbio di dire ai suoi ex compagni dell’Albinoleffe di evitare una rissa come nella partita di andata anche nel match di ritorno (quello incriminato). Tra il sapere di una combine e il sapere (con quasi 1 anno di ritardo tra l’altro) che Stellini si era mosso per evitare il ripetersi di una rissa in campo intercorre un’enorme differenza. Che poi Stellini abbia mentito a Conte è assodato, ma qui si ragiona su cosa potesse sapere Conte. E appare un ennesimo mostro giuridico questo travisare le parole di un interrogatorio solo al fine di condannare un imputato senza prove.
Vedremo cosa succederà a questo punto, se ci saranno i margini per ricorrere in qualche sede per far emergere questa menzogna.

Quel che è certo è che nessuno darà mai indietro questi 4 mesi di squalifica a Conte, come è altrettanto certo che un sistema di diritto non può sottostare a simili aberrazioni in un paese che dovrebbe essere democratico.
Non si può andare avanti con una simile giustizia sportiva, che arriva a falsare le sue stesse motivazioni nel disperato tentativo di reggersi in piedi.

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Il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza”: le motivazioni del Tnas per Conte

Sono state pubblicate le motivazioni del Tnas relative alla conferma della condanna a Conte per omessa denuncia relativa ad Albinoleffe-Siena e la contemporanea riduzione della squalifica a 4 mesi. Idem per quanto riguarda Alessio.

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La frase che fa gelare il sangue e compare più volte all’interno delle motivazioni riassume da sola le ragioni per cui è giunto il momento di riformare un sistema marcio come quello dell’attuale (in)giustizia sportiva: “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”.

Conte è stato condannato senza prove certe, ma solo in termini probabilistici (o soggettivi) è stato ritenuto colpevole. Questo perché con l’attuale giustizia sportiva non è necessario avere la certezza della colpa di una persona per condannarla. E fa niente se lo stesso Tnas qualche giorno fa nel prosciogliere l’ex giocatore del Novara Gheller dalla condanna di omessa denuncia (sempre basata sulle accuse di Carobbio), abbia deciso di venir meno giustamente a questo principio ignobile, assolvendo il giocatore dato che non esistevano prove contro di lui, ma solo la parola appunto di Carobbio, detto Pippo da chi ha svolto le indagini.

Con Conte no. Con Conte hanno anche voluto (e dovuto) scrivere dei motivi per la sua condanna.
Innanzitutto la squalifica viene ridotta perché il Tnas ha ritenuto vero che Mastronunzio fosse infortunato e non messo fuori rosa da Conte perché contrario alla combine, come invece era stato scritto nelle motivazioni precedenti.

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Per il resto ci si attacca ancora alla veridicità delle accuse di Carobbio. Lo stesso Tnas scrive che “pur prendendo atto di alcune contraddizioni in cui è incorso il teste (cioè Carobbio, ndr) nelle diverse deposizioni, non ritiene che le dichiarazioni rese da quest’ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte”. Quindi il Tnas ammette che spesso Carobbio si contraddice, ma nel caso di Albinoleffe-Siena avrebbe detto il vero. A favore di questa versione di Carobbio, che dunque lo rende attendibile ai giudici in questa occasione, c’è l’interrogatorio di Stellini datato 29 luglio 2012 in cui l’ex collaboratore di Conte ammette la combine della partita contro l’Albinoleffe. Ma Stellini, diversamente da Carobbio, non dice mai che Conte era a conoscenza del fatto. I giudici lo fanno notare, ma scrivono anche che sarebbe comunque superfluo chiederglielo. Questo perché ritengono improbabile che Conte non sapesse le azioni di uno dei suoi collaboratori (ecco l’intramontabile “non poteva non sapere” che vale solo per Conte e non, ad esempio, per Mondonico in una situazione identica), mentre è credibile che non potesse conoscere le azioni di tutti i suoi giocatori (quindi anche di Carobbio).
Stellini viene utilizzato come scusa per confermare Carobbio in pratica. Ma tutto in via probabilistica, qui vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”. Ci dicono che “in via presuntiva […] tra le due ipotesi (cioè che Conte sapesse o meno, ndr) l’una appare più probabile e plausibile dell’altra”.

Ma è a questo punto che le motivazioni ci regalano il colpo di scena finale, uno spettacolo pirotecnico in onore delle probabilità, dell’aleatorio, e dell’assenza di ogni ragionevole dubbio.
Ricordano ancora che non è necessario chiedere a Stellini se Conte fosse o meno a conoscenza dell’illecito ai tempi del Siena, sarebbe “superfluo” anche se Stellini scagionasse Conte. Questo perché, secondo il Tnas, Conte sarebbe venuto a conoscenza delle azioni illecite di Stellini a Siena nel marzo 2012 e quindi sarebbe dovuto andare a denunciare il fatto:
“come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illeccito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012”.
Quindi, secondo il Tnas, è inutile chiedere a Stellini se Conte sapesse o meno perché la sua confessione è avvenuta a luglio, mentre Conte aveva scoperto tutto da marzo e avrebbe dovuto denunciare. Ammettendo che questo possa essere vero, ma ve lo immaginate come sarebbe stato accolto Conte a denunciare nel pieno delle indagini a marzo? Sarebbe stato ritenuto lui stesso colpevole, semplicemente, e non solo di omessa denuncia ma anche di illecito. Sarebbe stato visto come un tentativo disperato e mal riuscito di tirarsi fuori dalle sabbie mobili una volta fiutata l’aria che tirava.
La confessione di Stellini a luglio serve solo a rafforzare l’attendibilità di Carobbio su quella partita sostanzialmente per il Tnas, quindi anche le sue accuse a Conte. E fa niente se in altre occasioni (ad esempio il caso Gheller o semplicemente la partita contro il Novara per la quale era stato accusato Conte per la famosa riunione tecnica) Carobbio sia stato ritenuto non credibile, o più semplicemente bugiardo, anzi calunniatore.

Per condannare Conte basta meno, basta basarsi su ciò che viene ritenuto soggettivamente più probabile perché vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio” come ricorda più volte, quasi con orgoglio o forse per giustificarsi, anche il Tnas.

E poi non diteci che questo sistema non è marcio e non è da rifondare. Al di là delle fede calcistica che uno può avere, infatti, in casi come questo a perdere sono solo la Giustizia e la Verità.

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Kutuzov il nuovo Carobbio. Sarà il nuovo Eroe Nazionale del Calcioscommesse?

Stamattina, leggendo in un blog di Fratelli Juventini, mi imbatto in una notizia proveniente da Bari: Kutuzov, Vitalii (o Vitaly) Kutuzov, ex-Parma e Milan, accusa Conte di essere al corrente della combine contro la Salernitana della stagione 2008-09.

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Il bielorusso avrebbe affermato, in un interrogatorio del 20 agosto (che spunta, guarda un po’, proprio dopo la riduzione di squalifica di Conte, dopo il suo deferimento per la conferenza stampa e il giorno prima della partita contro il Napoli come in occasione della squalifica il giorno prima della Supercoppa), secondo quanto riporta il Corriere (quello RCS, non quello roman-napoletano), che gli stessi giocatori (lui compreso) sarebbero andati da Antonio Conte per informarlo che volevano lasciare la partita alla Salernitana per via di amicizie coi giocatori della squadra avversaria in quanto ex-compagni.

Prima di tutto, conoscendo il temperamento di Antonio, fosse vera una cosa del genere, mi sarei immaginato la sua reazione. Ma forse, se Conte in persona dicesse la reazione che avrebbe avuto se gli avessero detto una cosa del genere, non sarebbe credibile. Eh, si, perché quest’estate abbiamo imparato che il più credibile è Carobbio, che parla di Conte che annuncia la combine davanti a 30 persone o che esclude Mastronunzio per la presunta combine con l’Albinoleffe. Perché lui è “Pippo”, quindi tutto sa in quanto pentito. Conte? Conte no: è Juventino. E chi è Juventino è ladro e bugiardo a prescindere…

Torniamo a ciò che ha detto Kutuzov. Leggendo queste cose, ho pensato subito al classico biscotto di fine anno. Perché non si parla di “aggiustarla” per una vincita in termini di denaro sporco, ma di lasciare la partita agli ex-compagni perché si era amici. E quindi, di che staremmo parlando?

Il giocatore bielorusso è stato smentito già da Lanzafame ed Esposito (eh, ma Lanzafame è Juventino; vuoi mettere?). Insomma, qui si ritorna all’estate scorsa, si ritorna al “pentito immacolato ed intoccabile” Carobbio e al Conte colpevole perché non poteva non sapere in quanto Juventino e accentratore.

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La notizia arriva, curiosamente, dopo che si parlava di archiviazione di Conte a Bari. Insomma, Palazzi non aspettava altro che un nuovo “Eroe Nazionale à la Carobbiò” per far scattare un nuovo deferimento ai danni di Conte. Già mi immagino il soprannome che daranno a questo ragazzo di 32 anni, una volta entrato nell’ufficio di Palazzi: “Oh, Vitale, torna un attimo a firmare”; “Vita, ti sei dimenticato la firma”“A Vità, vien a ccà ppè a firma: la capa che tene, ‘o guaglione ah ah ah..”.

Vedremo quanto ci metterà, Palazzi, visto che Abete, nei giorni scorsi, aveva affermato la volontà di voler portare a 15 giorni il tempo massimo che ha un Procuratore Federale per deferire un tesserato.

Adesso, dovremo nuovamente sorbirci servizi del Tg3, articoli della Gazzetta, di Ziliani et similia sulle omesse denunce criminali di Conte.

Io penso male: vedendo che Kutuzov ha vestito la maglia del Milan, chissà che non l’abbia mosso qualcuno di sua vecchia conoscenza ad accusare Conte; che so: qualcuno che ritira la squadra per i riflettori dello stadio; ma soprattutto quel qualcuno che lo scorso 25 febbraio è sceso negli spogliatoi, si è sentito dire le cose (come stanno) in faccia dal Nostro Allenatore ed allora ha deciso di condannarlo.

Però il mio è solo pensar male. Sapete: sono il malafede, ma proprio in malafede a pensare cose così. Però si usa anche dire “A pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca”.

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Ed ecco a voi… Conferenzopoli!

Giusto qualche ora fa, il sig. Giancarlo Abete dichiarava: “…per la federazione non c’è nessuna volontà di assumere posizioni contrarie nei confronti di qualcuno“. Un segnale distensivo qualcuno avrà detto. Ma noi juventini, si sa, siamo rancorosi per natura. Vediamo complotti ovunque, non accettiamo sentenze… ci dicono. Già, ci dicono così gli anti-juventini.

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Ma cosa deve pensare un tifoso della Vecchia Signora quando la mattina si sveglia e, vedendo le prime pagine dei giornali, è costretto a soffermarsi su un trafiletto del solito quotidiano colorato che, come ormai consuetudine dal 2006, anticipa le decisioni degli organi federali? Già, perché è successo anche oggi. Secondo i soliti informati Palazzi ha già bello che pronto un nuovo deferimento per Antonio Conte, questa volta relativo alla conferenza stampa post-Corte Federale, nella quale il nostro condottiero si scagliava contro questo mostro giuridico della Giustizia Sportiva, mettendo in risalto in modi da Tribunale dell’Inquisizione della Procura Federale e soffermandosi sui rapporti quasi amichevoli fra l’irreprensibile Palazzi e il “buon” Pippo Carobbio.

Ma un uomo che si ritiene innocente, perché non può gridare al mondo le sue ragioni? Perché non può sfogarsi dopo sette mesi d’inferno, nei quali non solo è stato su tutte le prime pagine, manco fosse il Totò Riina della situazione, ma ha anche subito una perquisizione di dubbia utilità che sicuramente avrà allarmato la sua famiglia.

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Come mai Palazzi e la sua Procura sono così veloci quando si tratta di indagare su tesserati juventini mentre ancora si aspettano i provvedimenti per i filoni di Napoli, Genova e il rimanente di Cremona? Perché la Procura non si premurò di citare il sig. Moratti che, dopo la relazione sui fatti del 2006, criticò aspramente l’operato di Palazzi & C.?

Il sig. Abete, che tanto ci tiene a precisare l’assoluta imparzialità della Federazione, questo ci dovrebbe spiegare. Perché la Juventus F.C. subisce sempre un trattamento speciale? Perché per altri i tempi vengono sempre dilatati, fino addirittura a sfiorare e/o sfondare i termini della prescrizione (non ultimo il caso Vieri – Telecom – Inter)?

Attendiamo, senza alcuna speranza però, una risposta a questi pochi quesiti e forse solo allora si potrà parlare di imparzialità. Ma forse eh…

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TNAS: la farsa della terzietà

Pochi giorni ancora (1 mese!!!) e la partita col Calcioscommesse sarà chiusa. Una pietra tombale, con la prospettiva di una farsa bis. Perché è anche evidente come non convenga al CONI e alla FIGC un parere del tutto negativo da parte del TNAS riguardo la porcata di secondo grado, o sentenza come la chiama ancora qualcuno.

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Al TNAS le cose potrebbero cambiare significativamente. Al TNAS le regole barbare e opportunamente costruite del processo sportivo (bisognerà comunque cambiare la prima parola, del tutto non vera) si allineano a quelle di un vero processo. Ma esperti in materia dicono che la storia di Conte potrebbe davvero squarciare un velo in questa cupa vicenda di commistione fra obiettivi della FIGC e azione di Palazzi, cioè della Procura Federale Sportiva. Con la possibilità di portare nuova documentazione a difesa dell’imputato e forse l’accettazione di poter controinterrogare l’accusante, con in più la necessità di rileggere le carte e il metodo usato dalla Corte Federale per condannare Conte, ecco che il giudizio finale potrebbe davvero essere in linea con un qualsiasi diploma di scuola media.

E’ pur vero che l’unico modo per uscire da questo processo sarebbe quella di bere una RedBull e volare in alto, più di quanto fatto in classifica lo scorso anno. Quest’ultimo, fra l’altro, è l’unico e il vero capo di imputazione di Antonio Conte. Con l’aggravante dell’imbattibilità, mantenuta quest’anno: quindi è pure recidivo!

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Solo che fra questi esperti – tornando seri – che giudicano la cosa da un punto meramente giurisprudenziale, usando quindi criteri democratici e oggettivi, istituzionali e logici, di fronte alla porcata di secondo grado ammettono pure che nulla dovrebbe cambiare. Nessun risultato positivo per gli avvocati di Conte. Sarebbe come mettere spalle al muro questo sistema dittatoriale che Andrea Agnelli ha finalmente denunciato. Un sistema largamente criticato da quei pochi giornalisti che pur stipendiati proprio non se la sentono a rendersi partecipi di questa vigliaccata.

Il TNAS, è sempre bene ricordarlo, dipende praticamente dal CONI. Terzo “un par de cojoni” direbbe il mitico Bombolo. Con Petrucci che ha già espresso la propria opinione: da buon romanista, ricordando i vecchi tempi di vicepresidenza nel club giallorosso, ha di nuovo condannato Conte. Per il quale, sapevatelo, arriverà un nuovo deferimento: mai denunciare la verità in questo paese, si passa dalla parte del torto e il sistema ti punisce!

Dicevamo del TNAS: dipende dal CONI, e quindi è poco auspicabile che i due arbitri (quello giudicante e quello della FIGC) diano ragione a Conte. Che poi non sarebbe un “dare ragione a Conte” quanto dare ragione alla logica, alla dignità intellettuale di una professione che dovrebbe essere libera da padroni e preconcetti, da preaccordi politici o di altro genere. Il TNAS confermerà in larga parte la sentenza di secondo grado, pur riducendo di qualche mese la squalifica. Di fatto è questo l’assist della sentenza di secondo grado: violentando la logica, eliminando dai capi d’accusa una partita, la più problematica, e confermando i 10 mesi… Palazzi & Complici hanno di fatto chiesto al TNAS di ridurre la squalifica AMMETTENDOLA. DA 10 a 0 mesi è impensabile, siamo in Italia. Piuttosto è prevedibile una sorta di dimezzamento della pena, o la conferma di quell’accordo di patteggiare i 3 mesi. Intanto, da qui fino al 7 ottobre, sperando non vi siano rallentamenti e rinvii, Conte si sarà fatto un paio di settimane di squalifica.

Saranno così contenti tutti i dirigenti italiani più puliti: da Galliani a Moratti, da Preziosi a Corioni, da Zamparini a Cellino. Senza dimenticare il Napoli che fra qualche giorno vedrà giungere in sede un deferimento per responsabilità oggettiva, ma tranquilli: se le partite col boss in campo sono state archiviate… queste non saranno nemmeno prese in esame. E dopo la Supercoppa il Napoli eviterà pure di presentarsi davanti a un Tribunale a rispondere di combine di partite. Conte in tribuna, Mauri, Palacio, Ranocchia, Cannavaro, Grava & Co. in campo. Purtroppo… questa differenza non ha influito sul campionato.

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Le contraddizioni intrinseche ed estrinseche delle motivazioni

Leggendo le motivazioni redatte dalla Corte di Giustizia Federale relative al proscioglimento di Bonucci e Pepe dopo il ricorso presentato contro di loro da Palazzi ci si imbatte in queste parole:

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Le dichiarazioni accusatorie di un tesserato nei confronti di altri tesserati devono avere un qualche riscontro esterno o, per usare una terminologia di origine penalistica, estrinseco, oggettivamente valido, senza il quale si verserebbe nella situazione, assolutamente delatoria, nella quale qualunque accusa darebbe luogo a una condanna disciplinare.

Bene, bravo, bis!!!

Ma poi rileggendo con più calma queste parole, riferite nel caso alle accuse di Masiello strumentalizzate da Palazzi, ti chiedi una cosa: ma perché in questo caso i giudici si dimostrano in grado di intendere e di volere mentre nella vicenda Conte utilizzano palesemente due pesi e due misure?

Perché, se nel caso delle accuse di Masiello le motivazioni ci ricordano che “vi è un limite al di sotto del quale neppure un procedimento esclusivamente disciplinare può scendere”, quando si analizza la situazione di Conte tutto questo viene meno? Perché nel caso di Conte, e di Alessio ricordiamolo, sembra che non sia necessario qualche “riscontro esterno” alle “dichiarazioni accusatorie” di Carobbio, detto Pippo da chi ha svolto le indagini?

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Le motivazioni della Corte di Giustizia Federale relative a Conte appaiono semplicemente ridicole e contengono già in sé gli elementi per abbattersi da sole. Non esistono riscontri esterni, ossia le prove, e vengono realizzate delle connessioni logiche a dir poco fantasiose per sostenere la tesi accusatoria.

Sostanzialmente ci si basa su due elementi per dar credito alle accuse di Carobbio ormai relative solo all’omessa denuncia per Albinoleffe-Siena, dato che per Novara-Siena la stessa Corte ha deciso di prosciogliere Conte e di ritenere in questo frangente non credibile il caro Pippo.

Il primo elemento è il patteggiamento di Stellini, il secondo la vicenda paradossale di Mastronunzio.

Secondo la Corte, come per la Disciplinare, Conte, in virtù del suo carattere “accentratore” (sì, proprio così!) “non poteva non sapere” tutte le cose che poteva fare alla sue spalle Stellini, essendo un suo collaboratore tecnico. Quindi, chissenefrega del famoso “riscontro esterno”, se si può utilizzare un mostro giuridico come il ridicolo “non poteva non sapere”. E fa niente se lo stesso Stellini abbia detto chiaramente che Conte non sapeva nulla, anzi, quella parte delle sue parole viene nascosta furbescamente dai giudici proprio come era già stato fatto per condannare Terzi, al centro di un’altra vicenda incredibile. Inoltre, perché ad esempio per Mondonico non vale il “non poteva non sapere” se i suoi collaboratori dell’Albinoleffe sono stati condannati? Misteri.

Su Mastronunzio si raggiunge il ridicolo. In pratica stando alle motivazioni Conte avrebbe escluso il “titolare” Mastronunzio (e fa niente se non era titolare in realtà) perché per accettare la combine in favore dell’Albinoleffe avrebbe voluto un uguale trattamento nei confronti dell’Ascoli. Le motivazioni fanno finta di non sapere che Mastronunzio non era titolare e che soprattutto era infortunato ufficialmente nel finale di stagione,come riporta anche il sito del Siena. Inoltre ogni due righe viene ricordato come Mastronunzio avesse voluto favorire l’Ascoli perché era una sua ex squadra, non per altro, non per soldi, solo per amore dunque. Ma verifichiamo che nell’Ascoli ha giocato solo 24 partite segnando la miseria di 2 gol nel 2003/2004 prima di trasferirsi all’Ancona tra il 2007 e il 2010 segnando ben 59 gol in 119 presenze. Mastronunzio diventa un idolo dei tifosi dell’Ancona e rimane legato a questa società da un profondo affetto. E, ciliegina sulla torta, l’Ancona è arcirivale dell’Ascoli…perché dunque avrebbe dovuto litigare con allenatore e squadra per lasciare una vittoria all’Ascoli? Tutto questo viene confermato dallo stesso giocatore in onda su Sportitalia, con Michele Criscitiello che gli ha posto quelle poche e semplici domande che avrebbe dovuto porgli chi ha svolto le indagini.

Adesso attendiamo il verdetto del Tnas…se fossimo in un contesto normale non ci sarebbe nessun problema e Conte verrebbe prosciolto con simili accuse presentate in modo così ridicolo. Ma abbiamo ormai la certezza che il sistema messo in piedi dalla Figc e dal Coni sia a dir poco marcio e in malafede, quindi aspettiamoci di tutto, come le parole di Petrucci che si è dimostrato subito pronto ad attaccare la Juve e a difendere le nefandezze di Abete, Palazzi, Sandulli e compagnia bella.
Aspettiamo e lottiamo, uniti, fino alla fine.

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