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Tag: carraro

Vittime o colpevoli?

La famosa triade Giraudo-Moggi-Bettega ha rappresentato il team di dirigenti più preparati del calcio moderno, e non a caso Umberto Agnelli li aveva messi al timone della Juventus non solo per far ritornare la Vecchia Signora a quelle vittorie che mancavano ormai da dieci anni, ma anche e soprattutto perchè nel momento in cui suo figlio ne avesse assunto la guida, avrebbe consentito ad Andrea di poterla gestire con tranquillità. Dopo la morte di Umberto Giraudo inizia a preparare il terreno per l’ingresso di Andrea, perchè avere un Agnelli al vertice della società è importante: Andrea ha il cognome della casa, è tifoso della Juve, ha fatto ottimi studi, ed è la persona giusta per dare continuità alla dinastia che ha sempre legato il proprio nome a quello della Juve.

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Le prime mosse di Giraudo sono caute perchè sa che l’ascesa del giovane rampollo di casa Agnelli potrebbe provocare non poche invidie nel ramo della famiglia,q uindi programma insieme a Moggi il suo inserimento graduale nelle società fino ad assumerne ruoli fondamentali nel 2006.

La figura di Andrea così può crescere moltissimo grazie alla Juventus e grazie alla oculata gestione di Giraudo e Moggi capaci di gestire la squadra senza chiedere nulla agli azionisti Fiat garantendo così ad Andrea di poter avere tutti i meriti pronti a fargli da scudo in caso di avversità.

Una Juve così, vincente, porterà insomma il giovane Agnelli a diventare simbolo di successo e idolo di tutta la tifoseria Juventina, un’idea perfetta che purtroppo a qualcuno non piace, qualcuno che naviga internamente che come la intuisce inizia a muoversi per ostacolarla.

La morte di Umberto crea il vuoto, e tanti tasselli ora all’interno della società sono da riempire.

La decisione era stata già presa, bisognava portare avanti il nome di John Elkan, puntare su di lui, e qualunque ostacolo si fosse presentato sulla via di questo progetto, qualunque, doveva essere abbattuto senza scrupoli.

L’entrata in scena di Andrea, un Agnelli, può diventare dunque un ostacolo al progetto, anche se si tratta solo di calcio, ma siamo sicuri che poi sarebbe solo calcio? Bisogna impedire dunque che la popolarità che la Juventus potrebbe dare ad Andrea lo proietti anche verso ruoli importanti in ambito Fiat, facendolo diventare un potenziale concorrente di John per l’ascesa al trono. Bisogna quindi eliminare i due uomini che hanno pensato ad Andrea come uomo Juve-Fiat per bloccarne l’ascesa: Giraudo e Moggi.

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Ma come fare? Il modo c’è ,ed è qui che entrano in scena una miriade di personaggi che saranno attori protagonisti e non di una delle farse più grandi che il nostro paese abbia mai visto: il PM Giuseppe Guariniello di Torino, il presidente della Federcalcio Franco Carraro, il presidente della Lega Calcio Adriano Galliani, il presidente dell’Inter Massimo Moratti, il direttore generale nerazzurro Giacinto Facchetti, Marco Tronchetti Provera e il “Tiger team” di spionaggio telefonico di Telecom (Tavaroli, Cipriani, Ghioni), il professor Guido Rossi. Ancora: l’ex Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli nelle sue nuove vesti di Capo dell’Ufficio Indagini della Federcalcio, Luca di Montezemolo, Franzo Grande Stevens, l’avvocato Cesare Zaccone di Torino, i direttori di almeno quattro grandi giornali. E chi più ne ha più ne metta.

Per impedire ad Andrea Agnelli di salire ai vertici della Juve e per per fare fuori Giraudo e Moggi, occorre inevitabilmente fare del male alla stessa Juventus, male inevitabile, necessario e calcolato del quale non si può fare a meno.

L’origine di “Calciopoli” dove può mai ricercarsi? Partiamo da molto dietro, quando il dottor Guariniello decide di continuare a tenere sotto controllo i telefoni di Moggi e Giraudo al termine dell’inchiesta sul presunto uso di sostanze vietate da parte di alcuni calciatori juventini.

Il processo si è concluso positivamente per la Juventus, ma il dottor Guariniello tiene aperta un’altra branca di quella inchiesta e dispone nuovi controlli e attività investigative. Da quelle nuove intercettazioni non emerge nulla di penalmente rilevante, ma il PM decide di trasmettere quelle intercettazioni alla Federazione Gioco Calcio affinché verifichi se da quelle carte emergevano violazioni ai regolamenti sportivi.

Franco Carraro, presidente della FIGC, ovviamente non trova nulla di rilevante in quelle intercettazioni e decide di metterle da parte per un po’ di tempo fino poi a tirarle fuori all’improvviso! Perchè tutto ciò? Ed ecco che accade di tutto. I giornali che diventano i giuduci, i processi sportivi, l’assurda richiesta del legale della Juventus di condannare la squadra alla serie B, la rinuncia della stessa società a fare ricorso al TAR senza richiedere migliori condizioni (come l’annullamento della retrocessione, accettando una forte penalizzazione, come Milan e Fiorentina).

La vendita di calciatori come Ibrahimovic e Vieira a una diretta concorrente come l’Inter a un prezzo irrisorio, accompagnato dai ringraziamenti dei dirigenti juventini come raccontato da Moggi nel suo libro, gli scudetti tolti a tavolino e assegnati all’Inter proprio da un suo ex consigliere di amministrazione (Guido Rossi). L’assunzione dello stesso Rossi nel gruppo Fiat con una consulenza di molti milioni di euro.

E ancora il mancato coinvolgimento legale nella vicenda di Franzo Grande Stevens, che era il presidente di quella Juventus, il salvataggio del Milan e della Fiorentina dalla serie B (segno evidente che si voleva colpire solo la Juve) per non parlare della scoperta di molte manipolazioni nelle intercettazioni, l’operazione-spionaggio condotta da una società che faceva capo a un altro dirigente proprio dell’Inter, il patteggiamento della Juventus anche se la giustizia sportiva non ha scoperto alcun reato, un processo, a Napoli, che non approda a nulla. Tutto senza muovere un dito, tutto perché bisognava fare fuori Girando e Moggi. Ma chi voleva farli fuori?

Fate caso, cari miei, che strana coincidenza nel momento in cui John Elkan diventa presidente Fiat lascia il timone della Juventus ad Andrea. A obiettivo raggiunto ora il giovane Agnelli non rappresenta più alcun pericolo. Nel frattempo i ”nemici” ci hanno preso gusto e nel momento in cui la Juventus ritorna a vincere ecco che ci troviamo di fronte ad una nuova caccia alle streghe bianconere. C’è davvero da riflettere su chi o cosa abbia innescato tutto questo nel 2006, i colpevoli… o le vittime?

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A volte tornano

A volte tornano.

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A volte certi dinosauri della prima repubblica calcistica pensi fossero scomparsi ed invece eccoli di nuovo a pontificare.

In un intervista Franco Carraro, ex presidente della FIGC, in una trasmissione televisiva (La Signora in Giallorosso) bacchetta la Juventus, rea di reclamare ingiustamente i due scudetti revocati a tavolino dopo Calciopoli:
“Nel 2004 commisi un errore di politica sportiva, volevo sostituire Bergamo e Pairetto con Collina, il quale rimandò il passaggio a designatore. Avrei evitato lo scandalo, però mi dimostrai pigro. Non la chiamerei Calciopoli, ma arbitropoli, almeno stando alle sentenze attuali. La responsabilità oggettiva è un male necessario nello sport: il comportamento dei dirigenti della Juve non offusca il valore della società, ma oggi i bianconeri sbagliano a considerare nella propria bacheca 29 scudetti. Così l’Inter potrebbe chiedere anche lo scudetto del rigore su Ronaldo e la Roma quello del fuorigioco di Turone. La Juve fa parte di un sistema, quindi gli scudetti sono 27?.

Prima un po di amarcord. Lo conoscete il curriculum di Franco Carraro? Eccone uno stralcio (Fonte Wikipedia):

“La figura di Franco Carraro è legata a molti aspetti controversi, a causa del suo doppio ruolo di banchiere e dirigente sportivo, per il fatto di essere molto vicino ai gruppi bancari che controllano alcune società calcistiche, come ad esempio Capitalia (che, mediante Italpetroli controlla la Roma, ed è anche creditrice del Parma) e Mediocredito, di cui era ed è tutt’ora presidente. Mediocredito è la società del Gruppo Capitalia ed è stata uno dei maggiori azionisti di alcune società di Serie A e B, come Roma, Napoli, Perugia e Lazio, consentendo al club biancoceleste di iscriversi al campionato 2002-2003 nonostante un debito di 110 milioni di euro: al mattino Carraro, nelle vesti di presidente di Mediocredito, garantì la ricapitalizzazione, mentre la sera stessa, nelle vesti di presidente federale, ne certificò l’iscrizione.
L’economista Victor Uckmar affermò che la situazione finanziaria del calcio italiano, durante la gestione Carraro, era peggiorata; Carraro in un primo momento lo smentì, affermando che il calcio italiano non era messo malissimo, salvo poi affermare che molte società avrebbero dovuto fallire, ma che non era il caso di prendere provvedimenti per le eventuali reazioni degli ultrà.”

Bella questa! Ci torneremo dopo.

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Comunque in data 8 maggio 2006, con il delinearsi dello scandalo del calcio italiano del 2006, Carraro si dimise da presidente della FIGC perchè coinvolto nello scandalo, in quanto venne intercettato mentre parlava con il designatore arbitrale Paolo Bergamo, pregandogli di favorire a livello arbitrale la Lazio, fu squalificato per 4 anni e 6 mesi nella sentenza della CAF (primo grado), per poi essere multato di 80.000 € nella sentenza della Corte federale.
A livello penale il 29 maggio 2009 è stato prosciolto dall’accusa di frode sportiva. (fonte wikipedia).
Da che pulpito potremmo dire.

Sui 29 scudetti potremmo parlare per ore e scrivere miliardi di pagine. Non entrerò nel merito. Da Juventino per me sono 29. Per qualcun altro sono 27. Opinioni. Come si può credere in Dio o in Mammona.

Ma sentirmi dire “oggi i bianconeri sbagliano a considerare nella propria bacheca 29 scudetti. Così l’Inter potrebbe chiedere anche lo scudetto del rigore su Ronaldo e la Roma quello del fuorigioco di Turone” se permettete mi fa girare le balle.

E di brutto anche.
Egregio sig. Carraro potrebbe gentilmente spiegare a me e ad altri 14 milioni di tifosi cosa centrano adesso il rigore su Ronaldo o “er gol de Turone?”
Ma siccome siamo a Natale voglio essere buono allora io gliene faccio un’altra: con il metro di giudizio da Lei proposto allora la Juve non dovrebbe richiedere indietro lo scudetto scippato nella gara di pallanuoto di Perugia dove guarda caso arbitrava il suo arbitro preferito?

Oppure non dovrebbe riavere lo scudetto 2000/2001 quando le regole sugli extracomunitari cambiarono in corsa avvantaggiando proprio la Roma che vinse la sfida scudetto con un gol di Nakata, giocatore che non avrebbe potuto giocare con le regole in vigore solo 2 giorni prima della sfida?

Ah… ma la Roma era del gruppo Unicredit e Wikipedia scrive che lei era molto vicino alle società del gruppo … Ahi ahi …Boccaccia mia …. È meglio che sto zitto va.
Torno un attimo sulla frase “molte società avrebbero dovuto fallire, ma che non era il caso di prendere provvedimenti per le eventuali reazioni degli ultrà”
Col senno di poi credo avremmo dovuto mettere l’Italia a ferro e fuoco nel 2006, ma un’informazione di parte e una FGCI schierata ci fecero credere che quella Juve non vinceva perché stratosferica ma per i maneggi di Moggi & Co. E ci abbiamo creduto. Io ci ho creduto, lo ammetto.
Nel 2006 abbiamo sbagliato ma per ignoranza. Ora caro Carraro non siamo più nell’ignoranza. Abbiamo saputo come stavano le cose e come sono andate le cose e pertanto le diciamo solo una cosa, a lei e agli politicanti maneggioni che ancora popolano questo mondo bastardo: NOI NON STAREMO ZITTI E CONTINUEREMO RECLAMARE CIO’ CHE E’ LEGGITTIMAMENTE NOSTRO.
GLI SCUDI VINTI SONO 29.
VI PIACCIA O NO!

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Le telefonate scoop non riguardano Carraro

La Stampa era andata incontro a uno strafalcione bello e buono. Avevo scritto giusto due righe. E non intendo riaprire quel dibattito sul perché questo strafalcione era stato presentato come scoop.

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La realtà è chiaramente diversa da quella dipinta dai giornali. Manca ormai poco e verrà svelata.

Ai tifosi più incarogniti e ai tifosi bianconeri basterà sapere che sì, la partita in questione è proprio il derby d’Italia, ma le telefonate in questione sono altre e di altro tipo.

O meglio: dello stesso tipo. Chi dovrebbe favorire la Juve pare disporsi in senso inverso, occupare un ruolo non già di complice, ma di oppositore.

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Ambedue le telefonate dovrebbero riguardare il designatore Bergamo: nella prima è al telefono con chi dirigerà il match, nella seconda l’interlocutore esprime chiaramente i propri desideri. Tale interlocutore oggi è scomparso, pace all’anima sua. L’identità resta al momento ignota, almeno per chi ha deciso di mandare il cervello all’ammasso. Ciò non vuol dire che i fatti non siano gravi e che non si può intervenire in qualche modo.

Perché

l’onestà non può essere prescritta.

Andrea Agnelli

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Calciopoli: una bufala e una notizia clamorosa

La redazione de La Stampa pubblica una notizia un po’ strana, di quelle che sembrano riesumate da un cassetto vecchio e polveroso, magari non pubblicata molti anni fa. E la pubblica presentandola come scoop o nuova. Ecco un piccolo stralcio dell’articolo:

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Questa la ricostruzione dei fatti. Due giorni prima di Inter-Juve del 28 novembre 2004, gara finita 2 a 2, in un colloquio fra l’allora presidente della Federcalcio Franco Carraro (che sarebbe stato prosciolto da ogni addebito sia sportivo che penale) e Bergamo, il designatore spiega che sarà Rodomonti a dirigere a San Siro. «Mi raccomando, che non aiuti la Juventus per carità di Dio eh? Che è una partita delicatissima, in un momento delicatissimo, della Lega, eccetera…Per carità di Dio che non aiuti la Juventus. E faccia la partita onesta, per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus, per carita…», così Carraro al telefono, sottolineando a più riprese il contesto politico generale in cui si sarebbe svolta la partita.
La Stampa – 18 settembre 2011

Il dubbio forte è il seguente: che razza di lavoro giornalistico è questo. Sì perché guardate un po’ giù questo video…

Qualcuno si è perso molte puntate di questa vicenda. Ora, si dovrebbe quanto meno essere onesti e scrivere qualcosa come “chiediamo scusa ai lettori se non siamo informati, se non ci siamo informati, o se ci hanno espressamente proibito di informarci” prima di presentare un articolo su Calciopoli.

Sono state dette e scritte molte stronzate, perché il termine tecnico è esattamente questo.

Ma mettiamo pure che La Stampa ha fatto lo scoop e che Moggi porti questa intercettazione in aula. Quale sarebbe il risultato?

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Ragioniamo.

Perché mai Carraro insiste nel chiedere il non aiuto della Juve? Interessa a me, tifoso bianconero, capire allora se prima c’era un progetto per aiutare la Juve. E come mai proprio contro i nerazzurri questo progetto naufraga?

Come mai l’interlocutore di Carraro – lo conoscete? – si affretta ad affermare che Rodomonti non arbitra la Juve da tanto tempo? Qualcuno è a conoscenza del ruolino di marcia della Juve con Rodomonti?

Di più. Mi interessa capire la sottile differenza fra il non aiuto e il danneggiare. Che un arbitro non debba aiutare una squadra piuttosto che l’altra è talmente palese che rimarcarlo fa appunto sorgere il dubbio che la regola, evidentemente, è proprio l’aiutare. In tal caso è  bene capire chi ha promosso questa regola, come si è manifestata lungo TUTTO l’arco del campionato e chi ne ha beneficiato maggiormente. E poco importa chi ha vinto il campionato e chi l’ha perso, perché, come sempre abbiamo detto, se truffi e perdi… allora l’aver truffato è una sorta di aggravante e non certo un reato depenalizzato dalla sconfitta. Semmai sei scemo due volte: perché hai truffato e perché, pur truffando, hai perso.

In ultimo: questa telefonata, inserita in un equo processo, che valore avrebbe? Detto in altro modo, qui ci sono due persone che sono da sempre state considerate – e pazienza se due Processi hanno smantellato l’ipotesi, anzi dimostrando l’esatto contrario – sodali, se non proprio sudditi, di Luciano Moggi. Ma questi sudditi tramano contro il loro imperatore. Perché è evidente la richiesta di Carraro: che non aiuti la Juve, cioè che favorisca l’avversario. Il “per carità faccia una partita onesta” stride a forza col concetto precedente.

La verità è che qui non c’è mai stato un impero, né sudditi né imperatore. Sarebbe questa, per quanto mi riguarda, la notizia clamorosa e chiedo scusa se qualche lettore resterà deluso. C’è stato un ring di battaglia con regole strane, molto particolari, forse per nulla regolamentari. E in mezzo a tanti imbrogli (perché o lo facevano tutti, da intercettazioni e fatti, o non lo faceva nessuno, oppure si guarda a chi è stato contestato l’articolo 6 e a chi è stato contestato l’articolo 1, please!) una squadra riusciva pure a sconfiggere i pieni perversi avversari. Sul campo, perché il campo non mente mai.

Di imperi io non ne vedo, tranne quello sportivo costruito dal Milan a cavallo degli anni ’90 e dalla Juve fino al 2006.

Esiste piuttosto l’impero del sesso, l’impero della moda, l’impero del petrolio… ops!

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