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Tag: cavani (pagina 1 di 3)

L’infortunio di Marchisio scombina il calciomercato

L’infortunio che scombina i piani?

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Il knock-out di Marchisio è un colpo basso al morale, alla rosa, all’undici titolare… e anche al mercato che adesso va ridisegnato.

Partiamo da un concetto semplicissimo, espresso con forza e con eleganza da Allegri durante la conferenza stampa pre-Lazio: “resto con piani di rafforzamento”. Traduciamo noi.

La Juve ha perso un’occasione importante in Champions quest’anno, dove la strada era forse agevole verso un’altra sorpresa. In Italia sembra non esserci storia, perciò il focus è quello di un rafforzamento generale verso il futuro.

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Ciò significa che è necessario mantenere i campioni, ed aggiungerne di nuovi.

Probabilmente in attacco dove serve un top player, oltre allo sforzo di tenere Morata vanificando la recompra madridista o il compra delle inglesi. Cavani è una mezza assurdità per motivi squisitamente finanziari.

Sicuramente il rinforzo serve a centrocampo dove Asamoah non da certezze, Khedira va centellinato, Cuadrado è complesso da tenere… e Marchisio è infortunato. Lemina crescerà, ma intanto serve una sicurezza che non è nè sarà Hernanes. Un regista di grande carattere e classe tale da non far rimpiangere Marchisio e aggiungere qualità.

Da sciogliere il nodo trequartista: Allegri lo vuole, Marotta lo cerca. Ma proprio la necessità di un regista imporrà una riflessione sul budget da destinare a questo o quel ruolo.

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Una domenica di ordinaria follia

L’apertura della Domenica Sportiva è tutto un programma: “Ieri Conte ha esultato, ma ne parleremo dopo”. Negli studi Mediaset si è addirittura portato un polveroso libro dal titolo “Regolamento del Calcio – FIFA”. Non sapevo nemmeno esistessero dei commi sulle esultanze degli allenatori, ma Cesari è riuscito a trovarli. Oggi… non ho il coraggio di aprire i giornali. Benvenuti in Italia.

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E’ stata una domenica bestiale, e non è una citazione della famosa canzone. Il pomeriggio è filato liscio.

Nemmeno 120 secondi e al Napoli viene concesso un generoso rigore. Per carità il fallo forse c’era, solo che comincia fuori area. Hamsik allora non era un’eccezione: se atterri un napoletano poco fuori area, la nuova regola impone di assegnare il rigore. E così l’innamorato Cavani si può sbloccare. Ai microfoni, davanti a una immagine piuttosto chiara, Walter Mazzarri si traveste da Ray Charles e fa finta di aver visto una cosa che lo schermo continua inesorabilmente a non mostrare.

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Passano tre giri di orologio e in un altro campo, al ping di Napoli si risponde col pong del Milan. Rigore molto generoso su Balotelli che grande e grosso come é si schianta a terra abbattuto da un caccia, probabilmente. Di questo passo Cavani ed El Shaarawy devono preoccuparsi per la classifica cannonieri. Sannino si lamenta a fine partita, ma gli vengono concessi giusto pochi secondi. Mentre Allegri fa l’apologia di Messi e per poco non ci scappa la richiesta di eccessiva inferiorità e quindi la ripetizione dell’ottavo di finale al Camp Nou. Su Zapata nessuna domanda.

L’ilarità regna sovrana e così Pioli si prende tutta la scena. Mondonico, quello che esultò mostrano a uno stadio intero una sedia alzata provocatoriamente sopra la testa, diventa beato, quasi santo. Zazzaroni, dopo un tip tap e un tango, descrive perché “Antonio, che è un mio amico, ha sbagliato”. A distanza di 12 ore non ho ancora capito le sue spiegazioni. Collovati, giustamente, gli fa notare come a Bologna i tifosi bianconeri erano 15 mila e molti di questi erano proprio in tribuna, nel lato a cui Conte ha mostrato i pugni al cielo. Civoli, che purtroppo non ha potuto godere della sua Inter, si dice invece esterefatto dall’atteggiamento di Conte “per il quale prevale l’istinto”. Conferma la sensazione pure Italo Cucci: Italo chi?

Torino-Lazio giocano sotto la neve, mentre ai nerazzurri questa condizione viene depennata. Troppo stanca, troppi rischi. Zazzaroni, dall’alto della sua fede nerazzurra, tenta addirittura di far passare il rinvio come un torto a Stramaccioni: meglio di un film comico di Leslie Nielsen.

Detto in altro modo. Per il Napoli è ok il rigore fuori area, nessuno si scandalizza. Al Milan prosegue la fortuna di vedersi assegnare un rigore a partita: fra un po’ c’è la Juve, occhio ai falli di schiena. Zapata prende il giallo e nessuno fa rivedere le immagini. Conte, che sta stravincendo, non può esultare. Tutto normale. Tutto così maledettamente normale. Solo in Italia, però!

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Giallo come il sole, rosso come il cuore mio

C’è giallo e giallo. E c’è poi un giallo molto particolare, tendente al rosso. Un po’ come i meravigliosi colori della primavera. Dipende tutto da come guardi ai colori. Così l’arbitro di Napoli-Juve ha preferito andare verso il sole, mentre l’arbitro scelto da Galliani ha preferito una scelta di cuore.

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Cavani ammonito, Candreva espulso. Quando il regolamento imponeva esattamente l’opposto. Se volete, ancora una volta, è tutta qui la differenza di passo. Per il resto poco da dire, in un Paese dove tutto è possibile.

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Per esempio in un Paese dove si fatica a metter gente in galera, quella cioè che dovrebbe andarci davvero e restarci soprattutto. Cellino si dice amareggiato: voleva star dentro. Una presa per i fondelli con quanti dentro ci sono veramente, magari a torto. Ma è fuori e si godrà gli arresti docimiliari in qualche sua villa. In settimane di duro lavoro sento di invidiarlo particolarmente.

Alla Pinetina invece si alzano le mani. Dalle battute, uno contro l’altro, alle mani. E la colpa non è tanto di un allenatore che sta sbarellando ormai da tempo, ma di una qualche spia. Pensa un po’: le spie mancavano al curriculum immacolato di Moratti, ma mai dire mai nella vita. Ed eccole qua le spie. Così come appare chiaro che adesso stampa e TV devono fare una scelta: Stramaccioni o Cassano. Con un paio di dubbi:

  • chi ha deciso che Cassano era cambiato e addirittura si faceva portavoce della limpidezza e della liceità di comportamento (qualche mese fa, contro la Juve e Agnelli)? Lo chiediamo a Franco Arturi della Cazzetta che oggi ci paragona tutti a Cassano: sicuramente lo sono loro di quella redazione, non certo io e la gente che frequento… se permettete;
  • chi ha deciso che Stramaccioni era il nuovo Mourinho o un allenatore capace e già pronto?

Rasentando il ridicolo oggi si apprende, infine, che un tifoso bianconero è stato arrestato per i fatti di Napoli, mentre sarebbero oltre 40 gli indagati fra i tifosi juventini. Non si hanno notizie sul lancio di sassi al pullman e la maglietta contro l’Heysel sventolata al San Paolo di cui oggi si descrivono scenografie meravigliose. Compreso magari il “se saltelli muore un altro Agnelli”. Te capì?

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Napoli-Juventus 1-1 La vera analisi

Dalla quantità di commenti cancellati è evidente che il racconto del match di stamattina non è piaciuto. Troppi isterici, troppe persone che hanno realmente capito di vivere in un Paese di Pulcinella (di cui rappresentano la maggioranza assoluta, ahinoi!). E allora passiamo a discorsi più seri.

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Il primo tempo è stata una lezione di Conte a Mazzarri. Il 3-5-2 della Juve funzionava meglio, girava meglio, semplicemente perché dietro il progetto tattico ci sono alcuni impegni molto precisi da parte di tutti. A cominciare dal pressing delizioso di Vucinic e Giovinco, supportati da Marchisio e Vidal. Poi nel secondo tempo questo ordine si è smarrito, tanto è vero che Pirlo si trovava spesso più alto dei due scudieri di centrocampo.

Le fasce hanno retto alla grandissima. Lichtsteiner, ma soprattutto Peluso: entrambi hanno vinto i rispettivi confronti con i colleghi avversari. Di fatto il Napoli non è mai riuscito a scatenare la sua corsa, dovendo insistere centralmente dove la cerniera bianconera ha sempre funzionato. Tranne un paio di volte e queste si contano facile perché sono gli unici tiri arrivati su Buffon.

Inler non è Pirlo, né lo sarà mai, perciò il giro-palla bianconero è stato più efficace. Sia in fase di costruzione, sia in fase di addormentamento della partita. Nuova fase per noi juventini: la Juve ha solitamente sovrastato l’avversario, ma il pensiero della Champions avrà indotto Conte a non forzare la mano e a far passare il match in modo tranquillo. Ci si è messo Bonucci che sfortunato ha segnato al suo portiere Buffon, altrimenti l’avremmo portata a casa facile.

In realtà ci si è messo l’attacco. Ancora in gol un non-attaccante e questo non va bene. Vucinic imperdonabile, Giovinco impreciso. Senza contare che l’azione del pareggio nasce da una porcata in attacco di Giovinco & Co. Purtroppo ci abbiamo fatto il callo: con un attaccante vero a quest’ora la Juve avrebbe già chiuso matematicamente ogni discorso scudetto. Di Matri si ricorderà un solo tiro in porta, mentre l’ostracismo su Quagliarella rischia di pesare sulle nostre fortune, visto che ogni tanto il Quaglia la butta dentro.

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Non ci attacchiamo al rigore. La redazione di SkySport è ancora alla ricerca dei famosi due penalty a favore di Mazzarri, mentre quello su Lichtsteiner era chiaro, palese e netto: solo che il Corriere dello Sport ha preventivamente preparato questa scena e perciò il risultato, se volete, è giusto.

Non c’è spiegazione invece nel giallo a Cavani. Tirata di capelli o meno (c’era, ma suvvia: bisognerebbe dire addio ai vecchi gloriosi nostri attaccanti e difensori) la gomitata è stata perfino mimata dall’assistente di linea. Orsato come avrà ragionato? Come quello che ha presumibilmente letto gli attentati psicologici di De Paola: giallo, coscienza soffocata e giornalisti oggi cauti. Senza Cavani, con un uomo in più, la Juve avrebbe potuto sfogarsi in altra maniera.

La sensazione che si stia tenendo un campionato aperto per pure logiche commerciali è davvero idiota, ma al contempo non trovo spiegazione al secondo tempo bianconero. Mai in avanti, tranne in rare occasioni. Mai al tiro, eppure qualcuno poteva tentarlo. Perfino con un centrocampista in più e un attaccante in meno sul finale: cambio, in ogni caso, tardivo. Una Juve rinunciataria che ha voluto salvare la pellaccia, come qualcuno ha ipotizzato stamattina al bar? Siamo davvero arrivati al punto di non infierire per non prender le botte?

Perché la segnalazione degli attentati dei tifosi napoletani va fatta: sassi, cori, insulti, sin dalla sera prima. Anzi: i sassi solo sul pullman. Ma oggi si insiste nel ribadire, ancora una volta, che quello lì è il pubblico più bello d’Italia giustificando dunque simili comportamenti. Spiegatelo anche, per favore, a chi dell’Heysel conserva il ricordo di qualche parente scomparso…

Il pubblico più bello d'Italia

Il pubblico più bello d’Italia

Sol per questo dovevamo chiuderla 4-0. Peccato. L’unica fortuna è che questa trasferta ci toccherà fra un anno. Perché quest’anno il Napoli si salverà di nuovo. A noi invece tocca il Celtic.

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Inciviltà, la storia continua: la città di Napoli meriterebbe altro

Quando i tweet dei protagonisti raccontano di sassi scagliati contro il pullman con vetro rotto, di cori e insulti nella nottata sotto l’albergo, di una città bloccata per il passaggio del pullman bianconero assistito a dovere dai supporters avversari, di gomitate e infine di una maglietta inneggiante ai morti dell’Heysel… capisci di essere in Italia.

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Napoli: maglietta contro Heysel

Napoli: maglietta contro Heysel

Napoli meriterebbe di meglio. Forse tutti meriteremmo di meglio, tutti indistintamente. Ma se a questo sommiamo la faccia tosta di Mazzarri che parla di rigori a suo favore, di simulazioni avversarie e di nessuna gomitata… allora capisci che oltre a essere in Italia, sei pure nel peggior sistema che il calcio abbia avuto.

Perché poi capita che un qualsiasi direttore di giornale scriva questi:

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Complimenti a tutti, specialmente al Direttore. Lo dicono tutti: ma tutti chi? Gli amici al bar? E poi che razza di risposta è quella della scuola di giornalismo? Perché la risposta si ribalta in un attimo: se è quella da cui sono usciti questi qui allora meglio il fai-da-te a casa. Si impara di più, ci si concentra più sugli argomenti e meno sulle vaccate. Per finire al ribaltamento della realtà: la gomitata di Cavani sparisce e arriva la sentenza: rosso per Chiellini (per la testata contro il gomito, evidentemente) e rigore per il Napoli. Mentre su Licht non è rigore: lo dicono tutti.

Finiamo col pullman distrutto.

Pullman Juve assaltato

Pullman Juve assaltato

E quando gentilmente fai notare alla redazione di SkySport che stanno mentendo sul fattaccio dell’Heysel e invia loro la foto direttamente arrivata da un tifoso al San Paolo… ti rispondono che “non accettiamo foto false”.

Ah ecco. Capito perché noi non accettiamo servizi falsi da giornalisti falsi? Welcome in Italia!

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Napoli-Juventus 1-1 Nel paese dei Pulcinella

Poco da dire, davvero nulla da aggiungere. Mazzarri a fine partita è semplicemente disarmante. Chiacchiera di due rigori e non si sa che altro. In fondo è strano che sia arrabbiato.

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Il Napoli ha chiuso ogni respiro alla Juve di Conte con alcune mosse tattiche davvero eccezionali. Il grande lavoro di Cavani è stato alla lunga premiato: dal nervosismo di Chiellini a un Bonucci che non l’ha mai preso. Così come Pandev che ha fatto ammattire Barzagli.

La sfida fra Pirlo e Hamsik è stata ampiamente vinta dall’azzurro che ha tenuto in ansia tutta la difesa, mentre Inler & Co. hanno fatto girare palla ricordando a tratti la famosa squadra di Pep Guardiola.

In uno stadio gremito di gente alcuni cori assurdi. Dalla curva bianconera è stata esposta una maglietta contro l’Heysel e speriamo che in Lega qualcuno intervenga contro questi tifosi juventini. Che non contenti, all’arrivo dei pullman, hanno scagliato il bus bianconero contro i sassi dei napoletani. Gente incivile. E sta qui, fra le altre cose, il grosso merito di Mazzarri. Nonostante la sua squadra abbia subito cori e insulti, lancio di pullman e vetri sfondati, in un clima terroristico, il Napoli ha mantenuto i nervi tesi e giocato d’astuzia.

Il 3-5-2 di Mazzarri ha avuto la meglio su quello di Conte. Bianconeri molli e poco incisivi, tanto che dopo il gol di Britos, spinti da un pubblico indemoniato e mai domo, gli azzurri potevano andare al doppio vantaggio. Incursione di Zuniga assistito a meraviglia da Cavani e atterramento di Inler: è rigore netto, ma Orsato decide di soprassedere. Nel frattempo Mazzarri, infuriato per una serie di falli non fischiati e che hanno permesso ripartenze pericolose della Juve, mandava ad allenare in campo il suo vice.

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Episodio shock nel finale. Su un cross Chiellini e Cavani vengono al contatto e lo juventino va giù. Simulazione da pazzi perché è evidente dalle immagini che è Chiellini che tenta di fratturare il gomito de El Matador. L’arbitro vede, l’assistente di porta notifica l’accaduto, ma sarà solo giallo fra il clamore del pubblico che intona cori di protesta. Mazzarri è una furia. E lo stesso Mazzarri protesterà a lungo nel finale di primo tempo quando dopo un’entrataccia di Lichtsteiner su Cannavaro lo juventino verrà ammonito: poteva starci di più?

La testata di Chiellini sul gomito di Cavani

La testata di Chiellini sul gomito di Cavani

Intanto Buffon salvava più volte, una in particolare su Cavani solo soletto. Al Napoli Orsato non ha poi più concesso un calcio d’angolo nonostante i tocchi evidenti dei bianconeri. Così come è paradossale che i gialli arrivino ai giocatori napoletani quando a picchiare sono stati sempre quelli della Juve. Il solito arbitraggio.

Il pareggio arriva dal solito culo della Juve, come ha ben detto Maradona: sfortunatissima deviazione di Cannavaro sull’unica soluzione trovata dagli avversari e cioè il tiro dalla distanza.

In definitiva, contro un Napoli davvero modesto, la Juve è riuscita solo a scalfirlo, aiutata da una deviazione fortuita. Mazzarri vince il duello a distanza con il collega per le sagge soluzioni tattiche implementate e per essere riuscito a mantenere la calma in momenti anche delicati e nervosi. Lo scudetto è sempre più nelle mani dei partenopei.

P.S.

Intanto dovrebbe arrivare la prova televisiva per Vidal che ha procurato lo scontro violento fra Britos e Inler. Questi juventinacci…

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Che partità sarà?

Due centrocampi per certi versi simili, dove però ovviamente cambia, e di molto, il tasso tecnico. A favore dei bianconeri. Due attacchi particolari, e stavolta il vantaggio è tutto del Napoli nella sola presenza di Cavani. Per il resto gli attaccanti bianconeri fanno più lavoro, permettendo tutto quello  che Conte ha potuto esprimere in campo. E la difesa?

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Per me il punto cruciale sarà proprio la difesa. Della Juve, che non deve permettere ripartenze pericolose né farsi scappare qualche inserimento da dietro. Del Napoli, che non può certo sottovalutare i due incursori Vidal e Marchisio, né Vucinic e Giovinco comunque in doppia cifra.

La Juve dovrà poi fare attenzione alle palle alte, calci d’angolo o semplicemente il vecchio kick-and-run molto caro a Mazzarri, che ne dicano gli opinionisti che di tattica poco ci capiscono. L’irruenza con la quale il Napoli va in avanti può diventare però arma preziosa per le ripartenze bianconere. In questo caso molto dovranno fare Lichtsteiner e Asamoah nel tentativo di spaccare il match. Come già accaduto con il Celtic.

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Il Napoli invece dovrà cercare di interrompere le trame preparatorie di Pirlo e compagni. Sebbene nel 2013 la Juve concede più possesso palla agli avversari per tentare di graffiare in fase di ripartenza, il giro palla bianconero non ha eguali in Italia. Gli azzurri hanno in Inler e Behrami due cagnacci importanti. Mentre Hamsik, ipotizzo io, farà la balia a Pirlo in fase di non possesso. Ma nel momento in cui la palla uscirà da questa zona del campo potrà accadere di tutto.

Barzagli, Bonucci e Peluso, contro Pandev e Cavani più Hamsik a rimorchio.

Se non fossimo il popolo becero che siamo ne verrebbe fuori una bella partita, maschia e aperta. Ma già qualcuno ha già cominciato a destabilizzare l’arbitro del match. E vien da sorridere se a lamentarsi è Mazzarri. Curiosamente si sfidano la squadra che di rigori non ne prende più nemmeno se viene fucilata e la squadra di che di rigori contro non ne ha da 33 partite. Ecco, ci sono cascato pure io. Buon campionato a tutti. Perchè l’unica verità è la seguente: il campionato non si chiude domani sera.

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Napoli: alla decima rapina… arriva la stella sulla maglia?

E’ di oggi [ieri, ndr] la dichiarazione del PM che sta seguendo il caso della rapina ad Hamsik. C’è un tentativo in corso di far male alla città di Napoli tutta. Dice lui. Poiché tale dichiarazione è ambigua, ci piace sottolineare quanto segue.

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Visto che in Italia non c’è limite alla mediocrità di pensiero, soprattutto alla scarsità di intelligenza e lucidità circa questioni etiche e specialmente se riguardano il calcio, sarà bene considerare il quadro d’insieme.

Napoli è una delle città più belle al mondo, una di quelle con un’atmosfera particolare. Ma i recenti anni sono stati bui, molto pesanti, colpa di una situazione generale che ha visto sprofondare il nostro Paese sempre di più. Sprofondare in termini di civiltà, di impegno, di etica, di crescita collettiva e non solo economica. In Napoli vivono perciò la città meravigliosa, con gusti, colori, usi e costumi impareggiabili, e purtroppo un livello di sicurezza triste. Molto triste.

Ricordo il San Paolo pieno col Napoli nelle categorie più basse del professionismo: qualcosa di magico e unico. Ma ricordo pure, e questo il PM doveva e dovrebbe sottolinearlo, che l’ultima rapina ad Hamsik è solo, appunto, l’ultima di una lunghissima serie.

Nemmeno Maradona è stato al sicuro a Napoli, per non parlare di Zalayeta narcotizzato, o della moglie di Cavani aggredita nonostante il pancione, o sempre di Hamsik in passato, o ancora Lavezzi. Specialmente gli ultimi tre rappresentano molto della resurrezione azzurra degli ultimi anni eppure non sono stati al sicuro da questi episodi di teppismo.

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E visto che ci siamo, converrebbe anche citare le risse che hanno coinvolto i tifosi napoletani in Europa – ma che bella pubblicità per l’Italia – e anche in Italia stessa. I bagni e qualche settore dello Juventus Stadium erano stati pesantemente danneggiati qualche mese fa.

Diciamo questo perché a sentire le parole del PM pare quasi un altro complotto. Un complotto contro il Napoli: in pratica tifosi avversari scenderebbero nella città partenopea perpetrando queste rapine? Come si chiama questo libro?

Conviene allora cominciare una rieducazione efficace di tutto il popolo italiano, non già quello napoletano. Perché a Verona, coi loro gesti e cori razzisti (questi sì!) non sono da meno. E così, mi viene da dire, tutto il mondo è paese: a Milano, sponda rossonera, si festeggia l’infortunio a Milito; a Milano, sponda nerazzurra, si cantano cori razzisti contro Balotelli; a Napoli si salta per far morire un altro Agnelli; a Torino si salta ancora in modo indegno e vergognoso; a Bologna e Roma si espongono striscioni contro Pessotto e si canta pure; a Firenze si espongono magliette contro l’Heysel e si esulta per un tragedia di molti anni fa.

Siamo un popolo da riformare.

Intanto, alla decima rapina il Napoli metterà una stella sul petto? Chissà se i napoletani apprezzeranno la battuta: si tratta, in fondo, di una battuta, di una semplice battuta.

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Juventus-Napoli 2-0 La supermoviola di un Damato sfortunato

Niente: ci hanno provato in tanti, ma l’episodio a favore della Juve non si trova. In realtà Bergomi a Sky, in diretta, ha provato a recriminare e chissà se da Napoli non proveranno a chiedere la ripetizione della gara. Marchisio scambia sulla sinistra e si invola, ma viene letteralmente falciato. Damato concede solo l’angolo da cui nasce il gol di Caceres: errore tecnico e partita da ripetere?

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Al di là di questa che battuta non è, andiamo a rileggere gli episodi del match, così giusto per capire se due settimane di piagnistei abbiano potuto anche solo leggermente influenzare Damato:

  1. al minuto 8 manca un giallo per Pandev: gomitata volontaria su Chiellini, il replay non lascia dubbi, nonostante non lo prenda bene e certo voleva prendere posizione;
  2. su Cannavaro ci sarebbero un paio di interventi da giallo su Quagliarella già nel primo tempo: se la caverà sempre pur intervenendo da tergo;
  3. al minuto 10 giallo per Cavani che rifila una piccola gomitata a Chiellini: nervosi i punteros del Napoli, non trovate?!
  4. Inler stende Giovinco con una ostruzione palese e anche piuttosto dura: niente giallo, minuto 18;
  5. il giallo se lo becca per Vidal “ma questo è un normalissimo intervento di gioco: non si capisce perché questo provvedimento” dice Cesari, noto supertifoso bianconero;
  6. dubbio per un mani-spalla di Cavani al minuto 35: sarebbe stato il secondo giallo;
  7. cavalcata di Maggio per oltre 50 metri, poi sfinito sviene e si aggrappa alla maglia di Barzagli: per Damato è fallo per il Napoli, siamo al minuto 46 e Caressa sta ancora cercando di capire il perché viene fischiato fallo contro la Juve;
  8. ancora Cannavaro duro e da dietro su Quagliarella: minuto 51, ma Damato sorvola;
  9. al minuto 52 la clamorosa svista su un fallaccio di Behrami su Giovinco: Damato addirittura nemmeno fischia, ma ci sarà bisogno di mettere la palla fuori e consentire ai medici di soccorrere il talento juventino. Né giallo, né punizione;
  10. giusto al minuto 63 dare il giallo a Chiellini per trattenere il pallone, ma la reazione di Campagnaro è esagerata e vale il giallo. Juve in vantaggio sul numero di gialli in una partita dove i falli sono stati commessi praticamente dal Napoli: dato curioso e interessante;
  11. si chiude in bellezza col giallo a Barzagli al minuto 73: Bonucci chiede perché puntualmente scatta l’ammonizione per i bianconeri, mentre il Napoli viene graziato, ma non riceverà risposta.

Detto questo, in bocca al lupo a tutte le squadre di Serie A.

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Juve incerottata, a Napoli sono contenti

Strana gente quella italiana. Si tifa contro, si tifa sempre per ricevere vantaggi. Si piange prima così da poter stimolare i vantaggi da ricevere, magari ci si lamenta per qualcosa che non esiste.

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Cavani arriverà solo giovedì, ma tranquilli perché sta benone. Zuniga e Pandev sono a Napoli già da un paio di giorni, mentre Maggio non ha giocato contro la Danimarca. De Sanctis è sceso in campo e quasi quasi… maledetto il giorno in cui ti ho convocato sembrano gridare da Napoli. Vestire la maglia della Nazionale stimola sensazioni a targhe alterne: avrebbero convocato perfino tutta la Primavera della Juve pur di sperare in un infortunio e di stancarli, a tanto si arriva chi non è proprio abituato a sudarsi le vittorie.

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E più o meno è accaduto. Al rientro Asamoah è tutto da valutare, così come Vucinic rientrato affaticato nonostante l’impiego per pochi minuti. Sul caso Buffon la dice lunga la preoccupazione dello staff medico juventino: ce la farà il numero 1 dei numero 1? Marchisio si è procurato una sublussazione alla spalla, Pirlo ha giocato due partite tiratissime come Barzagli e Chiellini, mentre Bonucci è stato risparmiato. E Giaccherini ha fatto il suo ingresso sia contro l’Armenia sia contro la Danimarca. Giovinco a riposo ieri sera.

Un tizio appassionato di basket mi ha chiesto, dopo aver valutato attentamente queste situazioni: “Perché a Napoli si lamentano se avete giocato più voi?”. La risposta io non ce l’ho, se non la solita: in Italia se non puoi vincere regolare devi affidarti ai giochetti sporchi e allora piangere, rosicare, lamentarsi, gridare “al lupo” prima ancora di vederlo, tentare di influenzare… diventa la regola.

Buona fortuna a tutti, ma da Andrea Agnelli e Conte mi aspetto quel gesto che tutti i tifosi aspettano: via i bianconeri dalla Nazionale.

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