Ormai è diventato complicato scrivere di calcio. In Italia la cultura è talmente elevata che se di mezzo non c’è uno scandalo, una velina, un politico di turno… non c’è notizia. Così passa in secondo piano tutto: da un Marchisio stratosferico al ritorno alla vita di Cassano, dai giovanotti che stanno animando il campionato di Serie B a tante piccole belle iniziative italiane.

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In ogni caso credo di poter raccogliere ben 5 motivi per cui la Juve sembra sulla strada giusta:

  1. i giocatori sono ormai ai limiti degli alcolisti, ci manca giusto un po’ di droga: prima la campagna contro Toni e la patente ritirata (quasi fosse il primo in Italia a vedersi ritirare la patente, mentre altri addirittura hanno dovuto ricorrere a falsificare documenti, ma… tant’é!) e ora almeno 10 giorni di news quotidiane sullo stato di salute di Vidal. Ultimo in ordine di tempo il quasi-editoriale di Isla dell’Udinese. Senza ferire nessuno, noi ci teniamo questo ubriacone ventiduenne che ha cambiato volto alla squadra di Conte. Ora ci tocca sentire i pipponi sul menu di pranzo e cena di Elia (l’unica cosa vera detta finora) e le mirabili traduzioni dal ceco antico all’italiano di Krasic in tribuna, il tutto per tentare, sempre fuori dal campo, di imbrigliare la banda juventina;
  2. gli editoriali dei vari Cerruti e Palombo, dei vari Suma e della redazione Mediaset ci confortano: Conte sta facendo un lavoro maestoso, lavoro cui si è arreso pure Arrigo Sacchi domenica pomeriggio nello studio di Callegari;
  3. commenti come questo (“non hai ancora capito che la Juve vincerà perché hanno deciso così?”) rendono ancora più merito al cammino della Juve: una volta le istituzioni ci sono a favore, una volta contro, una volta sono ostaggio, una volta siamo capocupolari, un’altra siamo vittime, altre ancora carnefici. Dipende sempre dal minuto in cui la stronzata viene detta. Il problema è che viene recepita come vera. Intanto Marchisio e Matri segnano, le altre seguono;
  4. casi come quelli di Quagliarella e Krasic e Del Piero prima venivano usati abilmente per destabilizzare un intero ambiente, creando il casino più totale nello spogliatoio. Invece quest’anno ci vorrebbero i carroarmati per stropicciare il gruppo creato da Conte. La vicenda Del Piero dimostra proprio il sapiente e delizioso lavoro politico di Andrea Agnelli e Conte: gioca chi dice il tecnico, gioca chi è più utile alla causa bianconera in quel preciso istante, in quel preciso ruolo;
  5. è sempre bello assistere alle supermoviole della RAI e di Mediaset, così come è sempre bello ascoltare i piagnistei di Galliani e Paolillo. Ora abbiamo un talento in più da sfoderare, tale Ranieri per il quale il vento è cambiato. E da mo’ che l’abbiamo capito noi, caro Claudio. Secondo noi è cambiato quando AntonioConteCapitano è andato a sedersi su una panchina per troppi anni nelle mani di gente indegna di quel ruolo, di quei colori. Ora finalmente i tasselli sono al posto giusto, compreso Ranieri.
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