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Tag: cesari

Quelli che “le regole non sono per tutti”

Gran bel turno di campionato. Abbiamo lasciato spazio alle principali voci di informazione, ma a quanto pare in Italia viene sempre privilegiato il colore o l’appartenenza. Così un paio di nostri commenti ci stanno.

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Cominciamo dal più clamoroso. La squadra dell’ex Presidente del Consiglio e dell’attuale vice Presidente della Lega Calcio di Serie A può attingere a fondi illimitati di carezze arbitrali. Intendiamoci: si farà di tutto per evitare la sconfitta a Max Allegri, ma non si può dire. Né si è detto. La voce che riprendiamo è quella sobria di Cesari (che pur prende stipendio dal Proprietario di Mediaset):

[in riferimento alla regola numero 5] una volta che la palla è uscita, l’arbitro deve andare a verificare le condizioni del giocatore rimasto a terra. A quel punto deciderà se fare intervenire i sanitari o ammonire l’eventuale simulatore.

Continuiamo:

[in riferimento alla mancata osservazione della regola 5, di cui sopra] una volta che la palla esce, inizia un’altra azione. E il regolamento garantisce a entrambe le squadre il diritto di parteciparvi in undici.

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E ancora:

[in riferimento al mancato ok alla sostituzione del Torino] le immagini mostrano che il giocatore del Torino chiamato a sostituire Larrondo è perfettamente equipaggiato e pronto ad entrare. L’arbitro invece dà l’impressione di essere nervoso.

Evitiamo ogni ulteriore aggiunta. Solo ci aspettiamo lo stesso trattamento dai media quando toccherà a noi beneficiare di qualche aiutino arbitrale, magari in proporzioni decisamente minori di questi qua.

La Fiorentina urla e sbraita. Con tutta la ragione del mondo perché il rigore su Rossi sembrava molto chiaro. Ora, a rispettare l’onestà intellettuale, se proprio qualcuno volesse cercare il complotto, questo andrebbe ricercato e assoggettato a qualche dirigenza non di colore bianconera.

Andiamo a Lichtsteiner e la strana teoria di Mazzarri-MediasetPremium. I cronisti della televisione di Berlusconi hanno giustificato che “Lichtsteiner è stato ammonito un po’ per compensare il giallo ad Alvarez”. Ora, posto che Alvarez ha meritato completamente il giallo, che significato ha la parola “compensazione”? E perché, in virtù di immagini chiare, molto chiare, secondo Mazzarri doveva poi essere espulso? Manca, a tal proposito, l’obiettivo ed equilibrato commento di Bergomi.

Passiamo da De Laurentiis. Per anni ha sputato fango e altro materiale di colore marrone contro le potenze italiane, colpevoli di dividersi il malloppo dei diritti televisivi. Ora che, per meriti di classifica, anche lui ci mette le mani e anche in abbondanza, rimprovera Spinelli che difende le ragioni che De Laurentiis difendeva quando era piccolo. La coerenza? La famosa correttezza? Ma non era sempre lui che sputava contro Platini e voleva rimpiazzare la Champions con un “torneo europeo che faremmo noi”?

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La TV condanna il Milan: sprazzi di libertà nel giornalismo sportivo

Onore a qualche giornalista che comincia a scrollarsi di dosso un po’ di polvere. Occorre rialzarsi un attimino e forse il momento sta arrivando. Certo siamo ben lontani da un ambiente veramente terzo e indipendente.

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Negli studi di MilanPremium… ops MediasetPremium… Allegri rifila il solito pippone ai microfoni, poi quando va via Cesari fa fatica a commentare gli episodi. Meglio in Controcampo: la Zanzara ridicolizza ed esalta le stupidaggini di Allegri e l’incoerenza di Galliani, mentre Cesari finalmente sbrocca:

Non sta né in cielo né in terra come dice Allegri che gli episodi alla fine di compensano.

E il video che mandano dallo studio, sui presunti dossier Juve contro Milan, mostra immagini sono talmente chiare… e ne mancano pure tante a credito della Juve perché vengono menzionate solo le ultime 8 partite. Sprazzi di libertà.

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Perfino la Gazzetta dello Sport si scrolla di dosso i gradi di house organ e rifila due/tre mazzate al capo Galliani: di fronte a certi episodi e a certe bassezze nemmeno loro riescono a cedere e rispediscono al mittente un po’ di fango.

In RAI non cavalcano l’onda di Allegri: nel giorno del Pesce d’Aprile si farebbe fatica a capire se il tecnico Allegri-molto-poco-allegro stia scherzando o meno quando esclama “i più penalizzati siamo noi”. Stupisce però la non risposta di certi opinionisti che lasciano passare queste frasi come se nulla fosse. Servirebbe la stessa durezza e tracotanza impressa quando si parla di Juve. Solo che il miracolo di Conte ha tolto ogni tipo di forza alle polemiche stupide e inutili.

E siamo pure contenti quando vengono finalmente pesati a dovere gli episodi di Juventus-Napoli: Bonucci è al di là con l’alluce (anche se una immagine di Cesari lascia ancora qualche dubbio, da Controcampo), ma ci sarebbe il rigore su Borriello e un gol regolare di Vucinic. Nel computo, Juve ancora sotto che comunque va avanti grazie alla propria immensa forza.

Che dire: un lampo di onestà intellettuale in un deserto arido di un giornalismo italiano prono ai poteri forti. I soliti poteri forti che stanno cominciando a scricchiolare sotto il ritorno impetuoso di Conte e della Juve. E far passare Marotta per un cupolaro…

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Cosa c’è dietro il silenzio della Juve?

Che qualcosa non torna lo si capisce da mille miglia di distanza. Lo vedi sui giornali dove si cerca in tutti i modi di nascondere i fatti e tentare di dare una giustificazione a una così palese situazione. Lo vedi in TV dove l’imbarazzo è sempre più crescente.

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Così come nel 2006, tanta gente non vuole la Juve lassù. Non ora, accidenti! Proprio quando sembrava certificato che l’assenza di Moggi ha prodotto più dispiaceri che piaceri, adesso un altro Agnelli viene a rompere le scatole alla politica del pallone coi suoi ricorsi e con l’allestimento di una rosa competitiva.

E così qualcuno si espone finalmente. L’arbitro Cesari, che per la cronaca è tifoso genoano e di filojuventino non ha proprio nulla, commenta così l’arbitraggio di Rizzoli:

[...] è stata una direzione politica.

Politica, che in Italia fa più schifo di ogni altra cosa nonostante il nome porti a pensieri alti e sublimi. E’ un po’ la storia di questo paese da almeno 20 anni: i più fetenti e inetti personaggi del paese ricoprono ruoli importanti, primari per la vita del paese stesso. E infatti il paese è in un coma irreversibile da cui… chissà quando si risveglierà.

Una cosa è certa. A un organismo morto e sepolto, distrutto dalla politica del pallone nel 2006, un uomo è riuscito a dargli un po’ di fiato. E come una persona che si risveglia da un lungo sonno, la Juve sta cercando di aprire gli occhi e rialzarsi. Siamo ormai quasi in piedi, quasi: manca giusto una campagna di calciomercato coi fiocchi, come lo fu quella dei primi anni 2000 quando arrivò gente del calibro di Buffon, Nedved, Thuram, Camoranesi.

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In questo marasma generale dove le indicazioni sono chiare, e peccato che nessuno si sia azzardato a intercettare quei telefoni, balza in mente un pensiero: se prima era complotto, allora oggi cosa è? E badate che l’unica società che è radicalmente cambiata è la Juve, le altre sono rimaste identiche quindi qualcosa di strano o c’è ora o c’era prima o non c’è mai stato. Soprattutto quella rossonera, quella che chiamava per farsi assegnare gli arbitri e i guardalinee e che al contrario di Moggi poi li otteneva tutti, con precisione scientifica.

Cosa c’è dietro il silenzio della Juve, quindi?

C’è non già il pianto, come molti vogliono far credere, ma un grido del tipo “ora basta!”. Abbiamo pagato per tutti, in modo abnorme, ora gradiremmo giocare alla pari, nonostante siamo ancora superiori dopo appena un anno di rodaggio e senza la possibilità di usare i magheggi come fanno altri.

C’è la sensazione che alcune azioni legali della società abbiano infastidito i vertici del calcio italiano così legati a certi dirigenti del calcio italiano: sempre loro, sempre quelli. Beh, qui si deve andare avanti perché il diritto a difendersi è dei paesi civili. Val la pena stabilire se lo siamo ancora, e i dubbi sono forti.

C’è la consapevolezza di non prestarsi ai volgari giochi dei media, ancora troppo legati a quei vertici di cui sopra. E’ complicatissimo che una penna sia sempre e solo d’accordo col proprio padrone: a me capita quasi regolarmente il contraio. Forse perché sono una persona libera ed esercito la mia libertà? In ogni caso editori e caporedattori, giornalisti e scribacchini non devono meravigliarsi del nostro schifo: raccontiamo solo la verità.

C’è infine la rabbia di non poter comunicare a dovere coi propri tifosi, visto il filtro interposto dai media sopra descritti. E finiscono per passare per juventini, cioè tifosi veri, gente che di juventino non ha nulla. I vari Sconcerti o Beccantini della situazione, quegli pseudo ex col dente avvelenato senza articoli determinativi. Nel silenzio stampa è cascato pure Juventus Channel. Però Juventus Channel è qualcosa che vedi e puoi vedere solamente pagando l’altissimo prezzo di SKY: prezzo che non è solo economico, ma di dignità. Perché la società non mette a disposizione un canale tutto suo? Magari visibile in qualche modo col digitale terrestre e quindi accessibile a chiunque? Sarebbe l’ulteriore passo verso di noi che di Juve campiamo e viviamo.

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