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Tag: chelsea (pagina 1 di 3)

Sorteggio Champions League 2013/2014 [LIVE]

Come ogni anno seguiremo i sorteggi di Champions League. Chi saranno le avversarie della Juventus?

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I bianconeri sono in seconda fascia dopo l’eliminazione del Lione. Non faremo ragionamenti sulla carta: la Juve deve giocarsela con tutti. Che poi, l’importante alla fine è arrivare in condizioni buone ai match.

Ecco il sorteggio, aggiornato in tempo reale. Aggiorna la pagina.

Girone A: Manchester United, Shakhtar, Bayer Leverkusen, Real Sociedad.

Girone B: Real Madrid, JUVENTUS, Galatasaray, Copenaghen.

Girone C: Benfica, PSG, Olympiacos, Anderlecht.

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Girone D: Bayern Monaco, CSKA Mosca, Manchester City, Viktoria Plzen.

Girone E: Chelsea, Schalke 04, Basilea, Steaua Bucarest.

Girone F: Arsenal, Marsiglia, Borussia Dortmund, Napoli.

Girone G: Porto, Atletico Madrid, Zenit, Austria Vienna.

Girone H: Barcelona, Milan, Ajax, Celtic Glasgow.

Commenti? Sulla carta ovviamente sembrerebbe tutto semplice da analizzare, ma poi il campo è tutt’altra roba.

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Bale e Mourinho: la forza dei soldi e della moviola

E’ il miglior esterno sinistro al mondo: alto o basso, fate voi, tanto i 100 metri li copre più veloce di chiunque altro senza mai perdere di qualità.

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L’altro è il personaggio più discusso e controverso: non sai mai fino dove comincia il personaggio e finisce l’allenatore o viceversa. Perfetto per i tempi mediatici che corrono allo stato attuale del mondo del calcio.

Di entrambi qualcosa da dire c’è. Con un punto in comune: il povero Carletto Ancelotti (povero si da per dire!).

Mister 109 milioni di euro

Ripetiamo, a scanso di equivoci: è il miglior esterno sinistro al mondo.

Nel recente campionato di Premier League ha perfino giocato in posizione più centrale, quasi da trequartista mettendo assieme 26 gol in poco più di 40 partite. Un fenomeno. Impossibile da lasciare fuori.

Doti aerobiche da paura, per uno che già a 14 anni poteva competere coi campioni centometristi. Si narra infatti che coprisse la distanza regina dell’atletica in poco più di 11 secondi.

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Dove lo metti sta, con un unico difetto: il piede destro è più che un accessorio. Ma il sinistro vale per due, quindi niente paura. Chi lo allena ha una fortuna immensa: può sfruttarlo in molte vesti. L’unico anno l’ha passato a perfezionare la parte relativa alla costruzione del gioco, proprio per via della nuova posizione. Per quanto mi riguarda andrebbe schierato sulla trequarti, rigorosamente a sinistra. Ad Ancelotti il compito di costruire un 11 blancos degno degli investimenti operati sul mercato.

A tal proposito la domanda è: ma vale 109 milioni di euro? O qui ci siamo impazziti tutti e qualcuno dovrebbe prima o poi mettere un freno a certe pazzie?

L’uomo dalla moviola Friend(ly)

L’arbitro di Chelsea-Aston Villa era Friend. Un vero amico. Sembra più di Mourinho che degli avversari per quanto combinato durante la gara. Ivanovic in gol nonostante doveva essere espulso minuti prima: graziato in modo generoso. Gol decisivo in fuorigioco. Rigore al minuto 92 non concesso all’Aston Villa.

Ho seguito praticamente tutte le aperture dei campionati, avevo delle curiosità enormi su alcune big europee. Fra queste, la delusione più cocente, è arrivata proprio dal Chelsea. Gioco assente, tutto demandato alle illuminazioni dei singoli. Difesa ballerina, con un ottimo Cech a salvare i Blues. Così come è enorme il potenziale di tecnica individuale degli uomini di Mourinho. La domanda è dunque la solita: questo qui è un grande personaggio o è pure un grande allenatore. Perché di novità, di impatto didattico io non vedo proprio nulla. Chiedere a Madrid per delucidazioni in merito.

Ha la fortuna di arrivare in club che possono spendere come credono e per questo molti suoi capricci vengono soddisfatti. Ma il gioco espresso vale l’investimento?

Inoltre questo continuo avere accesso al credito di moviola, nonostante siano suoi i maggiori lamenti, e pochissimi (se non nessuno) motivati, come dovremmo intenderlo?

Quest’anno il titolo se lo contenderanno Chelsea (che opererà ancora sul mercato) e Manchester City. Con lo United vera incognita per via del dopo Ferguson. Se Pellegrini saprà mantenere un certo equilibrio in campo e nello spogliatoio, dalle prime uscite stagionali, sembra che i Citizens siano avanti. Ma gli “amici” potrebbero rappresentare un fattore più che abilitante alla vittoria.

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La Juve in Champions: come il campionato scorso

Solo sei partite, ma un parallelo è comunque possibile. Stessi dubbi di un anno fa quando Conte cominciò la sua avventura in bianconero in un campionato dove la Juve doveva semplicemente fare meglio dei due anni precedenti. Migliorare il settimo posto, ecco la missione che si chiedeva a Conte. Ma dalla prima giornata, tranne qualche piccola parentesi rossonera, il dominio bianconero è stato tanto sorprendente quanto netto.

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In un girone complicato, col solo Nordsjaelland a fare da materasso, la Juve doveva convincere un po’ tutti, forse per prima se stessa. Società e Conte erano curiosi di capire che tipo di forza poteva avere una creatura nata appena 12 mesi fa e già al cospetto con squadre rodate e anche parecchio più forti nella storia recente. I campioni d’Europa e gli ucraini sconfitti solo dal Barca in Europa e con un ruolino da brividi in campionato.

Tre pareggi, molto diversi fra loro. Grande esordio con il Chelsea con una traversa finale che ha lasciato l’amaro in bocca. Un secondo tempo spumeggiante di fronte ai detentori del titolo, con una rimonta spettacolare. Una Juve che ha subito probabilmente l’emozione di tornare a sentire la musichetta. Poi un altro pareggio, con una Juve stavolta sorpresa da Lucescu e ingabbiata dalla propria condizione fisica provata da ritmi a cui non era più abituata. Poi ancora un pareggio, il più deludente, contro i danesi. Tre punti in tre partite, roba da Del Neri, roba da una Juve non ancora pronta per un simile palcoscenico. Almeno così diceva la critica. E forse qualcuno di noi la pensava veramente così.

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Ma Conte e la Juve di Conte sanno esaltarsi nelle difficoltà. Senza rigori, senza praticamente aiuti arbitrali, la Juve distrusse ogni tipo di avversario lo scorso anno e già a ottobre si trovava a dover vincerle tutte in Europa per passare il turno. Sfida affascinante.

Tre schiaffi al Chelsea, con i bianconeri in condizione maestosa. Un atto di forza che molti hanno subito capito: la Juve c’è, c’è anche in Europa, c’è perché la Juve ha trovato la propria dimensione e consapevolezza indipendentemente dalla manifestazione a cui partecipa o dall’avversario che deve battere. E la Juve gioca per battere tutti. Il Nordsjaelland è stata cosa facile, ma contro lo Shakhtar facile non lo era di certo.

Eppure è arrivata un’altra prestazione molto convincente, molto di più dei 3 punti intascati e del girone vinto. Con gli ucraini si è completato un piccolo percorso di ulteriore crescita, fatto di esperienza, fatto di presenze, fatto di sfide interessanti e pregnanti. Con numeri esaltanti. Seconda miglior difesa europea, alle spalle del PSG che però ha giocato contro ben altri avversari; terzo miglior attacco per tentativi in porta (anche meglio del Barca).

Ora gli ottavi dove la Juve prenderà una delle 6 secondo disponibili. Chiunque arriverà troverà una squadra pronta, come dimostra il sondaggio spagnolo secondo cui i tifosi madrileni eviterebbero volentieri proprio la Juve. Casa dolce casa…

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Juve – Chelsea vinta senza Pirlo

All’indomani della mezza delusione della partita con la Lazio, avevo letto un titolo di giornale che diceva così: “Con Pirlo la Juve in 12″. Su per giù, perchè non mi ricordo sinceramente l’espressione precisa. Dopo la splendida prova in Coppa dei Campioni, io dico che abbiamo vinto la gara senza Pirlo. Mi spiego, senza il suo gioco. In molti dicevano di una Juventus dipendente dal gioco di Pirlo, e che andva in sofferenza ogni qualvolta il genio fosse assente. E’ vero, e infatti noi abbiamo sofferto maledettamente in Juve-Cesena dello scorso anno, in Juve-Bologna di Coppa Italia, sempre dello stesso anno. Ma abbiamo anche sofferto l’assenza del suo gioco quando lo stesso Pirlo era in campo: braccato da Oscar a Londra, a Genova, a Torino col Napoli (Hamsik a uomo). E abbiamo anche notato l’assenza del suo gioco in Juventus – Chelsea, ma abbiamo stradominato contro gli inglesi. Motivo semplice: abbiamo ripreso a correre e pressare alti, come l’anno scorso (questo già dalla gara con la Lazio). Ma soprattutto abbiamo surclassato gli inglesi sulle fasce. Mai visto un Lichtsteiner così in palla, e di fronte non aveva uno qualunque, ma un signor terzino che di nome fa Ashley Cole. E dall’altra parte Asamoah: il confronto con Ivanovic lo ha vinto, e lo ha fatto sul terreno preferito dal russo, cioè sul piano fisico! Mi meraviglio come un giornale del calibro di TuttoSport abbia valutato la prestazione del genio con un 7: io ho visto un semplice sei, soprattutto perchè  uno con la sua esperienza non può perdere ingenuamente diversi palloni davanti all’area. Ma soprattutto perchè, al di là di semplici aperture, il Chelsea si è chiuso bene centralmente e ha limitato i vari inserimenti di Marchisio, Vidal nella fase centrale. In pratica Pirlo non ha avuto modo di fare gioco. E ho notato anche un suo fallo di frustrazione nei confronti di Oscar, che alcuni secondi prima gli aveva rubato palla. Con questo voglio dire che il gioco di Pirlo è essenziale per la Juventus: il miglior regista al mondo non si discute. Ma bisogna anche essere obiettivi nel dare giudizi, e la sua prova è stata appena sufficiente, a mio avviso. L’abbiamo vinta sulle fasce, sfruttando la grande condizione di Lich, Asamoah, di Vidal che si allargava: la sintesi è l’azione del secondo gol. Sia chiaro il mio pensiero: Pirlo è fondamentale per la Juve, ed è impossibile pensare ad un Pirlo in panca per scelta tecnica. Fuori dubbio. Ma bisogna anche valutare con giudizio, e ammettere che Pirlo ha fatta una partita normale in una serata straordinaria.

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N.B.: da quando scrivo per IoJuventino mi sono reso conto, ancor di più rispetto a prima, di quanto l’informazione in Italia sia veramente scandalosa. parlo in generale. E di quanto i media, con i loro falsi miti, possano condizionare i giudizi delle masse. Anzi, pilotarli. Non leggo più i giornali come facevo un tempo, solo uno sguardo: prendo le notizie con una certa “leggerezza”. Meglio la rete, nella quale però devi anche essere bravo a ricercarti i giusti canali per costruirti una vera informazione, che si avvicini molto alla realtò. E non dico che io, o gli altri autori di questo sito siamo la Bibbia. Anzi, tutti possiamo sbagliare, ma bisogna parlare sempre e comunque con una certa oggettività. Sono un tifosissimo della Juve, ma se scrivo per un pubblico devo assolutamente cercare di essere il più oggettivo possibile. Un grazie sentito a IoJuventino, perchè mi ha permesso di crescere in questo senso.

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Inter: l’impresa epica e poi…

L’impresa epica e poi una serie di sonore figuracce. Diciamo pure che l’impresa epica è stata gentilmente regalata dalla Juve, grazie agli svarioni di Vidal e Asamoah, all’imprecisione di Buffon e al generoso rigore concesso dall’arbitro (che nel primo tempo aveva convalidato un gol irregolare della Juve). Samuel ha impresso i suoi tacchetti sul polpaccio di Vucinic, Ranocchia e Juan Jesus hanno finito la gara, così come Cambiasso e Zanetti autori di falli a ripetizione. Ma la Juve, per demerito proprio e solo per demerito proprio, ha meritato la sconfitta e poi è ripartita.

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Il cammino della Juve. Dopo la sconfitta i bianconeri hanno travolto il Nordsjaelland per 4-0 e il Pescara per 6-1. Partite pazzesche che non hanno trovato continuità contro la Lazio perché il Cielo aveva deciso che contro i biancocelesti la Juve non poteva segnare. Paradossalmente lo 0-0 casalingo contro la Lazio ha spaventato e impressionato più dei rumorosi risultati precedenti, a conferma di come la Juve sia effettivamente ripartita con la ferocia e la qualità che non hanno pari in Italia. Pochi giorni fa il 3-0 secco sul Chelsea campione d’Europa.

Il cammino dell’Inter. Una vittoria sovradimensionata ha di fatto nascosto tutti i difetti di questa squadra e del tecnico Stramaccioni. L’allenatore giovane non ha ancora risolto i problemi tattici di questa Inter che subisce quasi sempre l’avversario, anche in maniera pesante, concedendo contropiede e spesso cedendo il pallino del gioco al centrocampo avversario trovandosi in inferiorità numerica per larghi tratti del match.

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La vittoria col Belgrado è l’unica in un piccolo ciclo postJuve che vede 2 sconfitte (Atalanta, Rubin Kazan) e 1 pareggio che sul campo è molto vicino a una sconfitta (Cagliari). Risultato? COMPLOTTOOOOOOOOOOOO!!!

P.S.

Troppa luce può dare alla testa, specie a chi non è abituato alle luci della ribalta…

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Juventus – Chelsea 3-0: le pagelle

La Juventus batte i campioni d’Europa nella gara probabilmente decisiva per il passaggio del turno: le due squadre si giocavano il secondo posto nel girone, con lo Shakthar praticamente qualificato. Una gara perfetta, per ritmo, gioco e anche per le occasioni da gol: tantissime!

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Buffon: salva nel primo tempo su Hazard, poi ancora su Mata un minuto dopo il vantaggio. Dà sempre grandissima sicurezza a tutta la squadra. VOTO 7

Barzagli: è in forma già da un bel pò e anche stasera si conferma il migliore dei tre. Non soffre mai, se non nei contropiedi, tra l’altro limitatissimi, del Chelsea. VOTO 7,5

Bonucci: anche per lui gran serata, salvataggio stoico su Oscar! Nonostante l’acciacco, tiene duro! VOTO 7

Chiellini: un primo tempo da favola, con un’unica sbavatura. Ma sempre attento e bravo, non passa nessuno! VOTO 7

Pirlo: ok l’esperienza, ok il tiro dal quale nasce il gol di Quagliarella. Ma non accetto che uno del calibro di Pirlo, nella gara più importante del girone, si metta a giocare col pallone davanti alla difesa. Perde almeno 4 palloni che potevano far male alla Juve. VOTO 6

Lichtsteiner: un treno, sulla sua fascia si sfonda puntualmente. Colpisce il palo alla prima azione, poi è un continuo martellare su quella corsia. Esca stremato al 65′, ha dato veramente tutto. VOTO 7,5

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Asamoah: lui e Ivanovic si giocano la fascia, anche con un certo equilibrio, fino a quando decide di puntare ed affondare diverse volte. Assist per Vidal. VOTO 7

Marchisio: come capitato nelle ultime uscite, a lui tocca il lavoro un pò più sporco, con Vidal più libero. Esce bene dalla morsa dei centrocampisti inglesi, con una gran prestazione, agli antipodi di quella fatta a Londra. VOTO 6,5

Vidal: gran pressing su tutti, segna il gol del due a zero, fornisce l’assist a Giovinco appena entrato. Pericoloso diverse volte. VOTO 7,5

Quagliarella: bravo e fortunato sul gol, ma c’è! E gioca la sua partita, dando filo da torcere ai due centrali inglesi: corre, lotta, fa a sportellate. Meritata la maglia da titolare. VOTO 7

Vucinic: sembra svogliato, tiri sballati, si mangia un gol fatto. Ma viene da un’influenza, è da capire. VOTO 6

Pogba S.V.

Giovinco: entra e segna. Cosa volere di più? sigilla la gara con un bel tocco. VOTO 6,5

Caceres: l’anticipo che poi porta al gol di Giovinco. Guardatelo. Basta quello. VOTO 6,5

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Juventus-Chelsea 3-0: atto di forza bianconero

Proprio ieri ci chiedevamo di che pasta fosse questa Juve in Europa. Sostanzialmente abbiamo direttamente chiesto una prova di forza alla banda di Conte che ha risposto come meglio non poteva.

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A scanso di equivoci avevamo chiesto una prestazione convincente, al di là della vittoria. La Juve invece esagera e si prende tutto: la scena, i gol, il campo, il dominio, il bel gioco, lo spettacolo. Forse anche qualcosa di più, ma ci sarà da sudare anche nella sesta partita.

Quagliarella, Vidal e Giovinco sono le firme di questo successo avvenuto contro il Chelsea campione d’Europa. Nessuna osservazione da fare, anche perché ci pensa Di Matteo a fine gara a spiegare per bene che è successo ieri sera:

Peccato, abbiamo avuto tre palle gol e un po’ di sfortuna.

Sfortuna, e hanno avuto tre palle gol. Dichiarazioni buone per quelli della Gazzetta dove Bramardo è in crisi, lui grande tifoso del Chelsea. In realtà Di Matteo ha dimenticato gli altri 85 minuti della gara. Minuti in cui la Juve ha prodotto una ventina di tiri in porta, 13 solo nello specchio di Cech. Di Matteo ha dimenticato velocemente il pressing feroce della mediana bianconera, il grande numero di palloni recuperati, i continui calci d’angolo che hanno messo alle corde i Blues.

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Finalmente Lichtsteiner e Asamoah si sono presi le fasce, imbrigliando il Chelsea e garantendo il costante pareggio degli uomini con la linea a 4 difensiva dei Blues. E Vidal e Marchisio hanno completato l’opera con i loro meravigliosi inserimenti. In cabina di regia Pirlo ha comandato il gioco come nessuno al mondo sa fare, anche con qualche rischio che stasera poteva e doveva prendersi.

Dai piedi del genio bresciano la palla dell’1-0 targata Fabio Quagliarella. Quarto gol in Champions, nove in totale in stagione in 13 partite. Bentornato Eta Beta, ma ora non andare più via. Prima Lichtsteiner aveva preso un clamoroso palo dopo un salvataggio di Cech, e sempre Lichtsteiner ha rischiato ancora di segnare salvo il piedino di Cole che ha tolto la palla proprio dalla riga di porta.

Juve bellissima, addirittura migliorata nel secondo tempo quando lo Stadio, meraviglioso nel sostegno ai ragazzi, voleva chiudere il match. Chiusura che avviene con una incursione di Asamoah e il solito inserimento di Vidal. Che stagione quella del cileno che solo da qualche partita ha ritrovato la solita gamba.

Giovinco, sesto gol stagionale, secondo in Champions

Giovinco, sesto gol stagionale, secondo in Champions

Sottotono Vucinic he però aveva bisogno di incamerare minuti, ma criticare sia lui sia Giovinco mi pare non solo eccessivo, addirittura idiota. Sono gli unici due d’attacco che garantiscono superiorità e giocate altamente creative. Siamo un po’ troppo critici e cattivi nei giudizi di questi due, anche con Giovinco che sigla il suo sesto gol stagionale entrando a 10 minuti dal termine. Prima Vucinic aveva sparato alto a pochi metri da Cech, su servizio di un ottimo Lichtsteiner (la punizione è stata capita e assimilata: grande gestione da parte di Conte).

Il triplice fischio consegna un Buffon in estasi. Lui sì che ha conosciuto Juventus fortissime e questa, a detta sua, comincia ad assomigliare a quella dei cicli di Lippi e Capello. Fidiamoci del capitano.

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Juventus-Chelsea: Vucinic e Quagliarella all’attacco dei Blues

Saranno Vucinic e Quagliarella a guidare l’attacco della Juve al fortino dei Blues. Di Matteo ha preparato la sfida contro i bianconeri potendo sfruttare due risultati su tre, mentre la Juve arriva in uno stato di forma molto buono.

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Antonio Conte ha deciso la coppia d’attacco, con la possibilità di sfruttare l’inserimento di Giovinco e un cambiamento di modulo se la partita lo richiedesse. Di certo la Juve dovrà essere paziente e tamponare le ripartenze della squadra londinese, temibile nella velocità di alcuni suoi solisti.

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Fasce affidate ad Asamoah (a cui viene chiesto di creare quella superiorità numerica che potrebbe spaccare la difesa macchinosa inglese) e Lichtsteiner (al rientro dopo i fattacci di Juve-Inter). Pogba e Giaccherini i primi innesti per la zona centrale del campo, mentre Pepe e Isla sono i rinforzi per rinfrescare le fasce laterali.

Difesa che non si tocca: Buffon in porta, Chiellini a sinistra, Barzagli a destra e Bonucci al centro.

Il rientro di Pirlo, in serate come quella di questa sera, è fondamentale: la sua esperienza e la sua classe possono dare alla Juve la serenità necessaria per attendere il momento buono per pungere e affondare il colpo.

Juve-Chelsea: Vucinic e Quagliarella guidano l'attacco

Juve-Chelsea: Vucinic e Quagliarella guidano l’attacco

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Juve: di che pasta sei fatta in Europa?

Emozione, aspettativa, la pesantissima assenza di Antonio Conte che è qualcosa di più di un semplice allenatore. E quindi un pizzico di tensione, di quella che ti taglia le gambe, di quella che non ti fa giocare tranquillo. Per amministrare mentalmente questi momenti e queste partite occorre necessariamente esperienza. Questa Juve, molto diversa anche da quella che tornò in Champions con i vari Camoranesi, Nedved, Del Piero e Trezeguet, non era attrezzata dal punto di vista dell’esperienza e forse l’ha pagata a caro prezzo nelle prime partite europee.

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A un’analisi attenta non manca però un segnale importante: questa squadra non si è mai persa, né ha subito eccessivamente l’avversario, anzi ha sempre reagito. La reazione contro i Blues all’andata portò un pareggio che poteva diventare vittoria senza la traversa clamorosa nel finale. Contro Lucescu la Juve subì tanto l’avversario pareggiando subito lo svantaggio e poi concedendo principalmente preoccupanti ripartenze. Deludente il pareggio con i danesi e poi la grande vittoria al ritorno. Ora è un momento da dentro o fuori, come ha ricordato Alessio in conferenza stampa.

Di che pasta sei fatta, Juve?

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Risponderemmo male dicendo che non lo sappiamo. Lo sappiamo, eccome se lo sappiamo. Solo che in Europa occorrerebbe la grande sapienza tattica di Conte, uno dei pochi a leggere perfettamente le partite cambiando in corsa uomini e modulo. Cosa che Alessio, con un SMS, non può fare.

La Juve soffre l’inesperienza e ha pagato una condizione mai eccelsa se non nelle prime partite della stagione. Ora la Juve pare aver trovato brillantezza e così arriva in ottime condizioni a questa sfida, nonostante gli sforzi contro le Aquile di sabato.

Contro il Chelsea vogliamo vedere una squadra convinta, rabbiosa, capace di imporsi come in Serie A. Vogliamo vedere un gioco arioso, con inserimenti e attaccanti mobili e creativi. Torna Pirlo ed è un grande acquisto in campo per la Juve, abbiamo un Vidal in forma smagliante, con un Pepe in più. In Champions saltare l’uomo è fondamentale e in queste prime partite è mancata proprio la superiorità.

Non credo sia un problema di modulo in sé, quanto l’interpretazione della gara. La Juve ci ha messo cuore, ma non quella qualità che ci aspettavamo, cioè la stessa mostrata in campionato. Domani vogliamo vedere proprio la qualità perché è così che si cresce: non passando il turno, ma meritando di passare il turno. Sono due concetti molto differenti e con Conte accade spesso la seconda condizione.

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Il commento dei giornalisti che esultano al gol del Chelsea

Come ormai tutti sappiamo, ieri sera il gol del Chelsea al 94’ ha regalato una gioia immensa a due giornalisti granata come Bramardo del giornaletto rosa e Oddenino de La Stampa che hanno esultato alla grande per una soddisfazione che difficilmente la propria squadra del cuore potrà mai regalargli. E questo ovviamente ha fatto arrabbiare Conte che proprio in quel momento stava transitando nel corridoio che attraversa la sala stampa dello Juventus Stadium.

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Non ci stupisce affatto (anzi) che uno dei due, cioè Bramardo, sia un giornalaio rosa, ma ci sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe successo se in vita ci fosse stato ancora l’Avvocato e avesse saputo cosa ha combinato un dipendente del giornale di famiglia nei confronti della Juve, perché per quanto Oddenino possa essere di fede granata ci si aspetterebbe un minimo di professionalità. Ma del resto si sa che quando non c’è il gatto i topi ballano, tanto che già nell’estate 2006 non si ricordano affatto campagne pro Juve da parte de La Stampa, quello che un tempo era davvero l’orgoglio di famiglia.

Ma vediamo come hanno commentato stamattina l’accaduto i due protagonisti.

Comica la ricostruzione di Bramardo, che parla di “un boato dei presenti al gol di Moses” senza specificare che il “boato” era opera sua e del suo compare granata, per poi mostrare un ridicolo e falso dispiacere con un “peccato per il gol di Victor Moses a tempo scaduto, Chelsea guastafeste” da far accapponare la pelle.
Ecco l’estratto dell’articolo citato:

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“Sarebbe stata la serata perfetta, prima vittoria dopo tre pareggi in Europa, roboante, senza storia. Peccato per il gol di Victor Moses a tempo scaduto, Chelsea guastafeste, tutto da rifare per la Juve. Una doccia fredda che non è piaciuta in primis ad Antonio Conte, la beffa appresa mentre era in transito tra il box da cui assiste alle partite e la sala stampa, percorso obbligato per raggiungere lo spogliatoio. Un boato dei presenti al gol di Moses ha bloccato il tecnico della Juventus sulla porta: rapido dietrofront di un Conte furioso nei pressi della sala stampa: «C’è qualche merda che ha esultato? Chi ha esultato?”.

Ecco invece l’articolo di Oddenino, che ci dipinge un Conte alterato, proprio un cattivone perché “se l’è presa con chi guardava Chelsea-Shakhtar”, con quei poveri angioletti innocenti:

“C’è qualche merda che ha esultato?». Nel giorno della multa da 25mila euro per quei giudizi espressi contro la giustizia sportiva nella conferenza stampa di Vinovo, Antonio Conte ritrova la parola. Anzi, la parolaccia visto lo sfogo di cui è stato protagonista, nella sala stampa dello Juventus Stadium, qualche istante dopo la rete di Moses. Lo squalificato tecnico bianconero se l’è presa con chi guardava Chelsea-Shakhtar, prima di andarsene infuriato. Colpa dell’adrenalina odi quella multa inflitta dalla Disciplinare nel pomeriggio. Stessa sanzione, per l’ammutinamento di Pechino, al Napoli e al presidente De Laurentiis”.

Oddenino si è anche preso la briga di commentare in tempo reale l’accaduto, scrivendo su twitter: “Conte furioso e al limite della censura nella sala stampa dello Juventus Stadium dopo il 3-2 del Chelsea”.

Ci auguriamo che certa gente non metta più piede dentro lo Juventus Stadium, per loro c’è un bel posto che li aspetta all’Olimpico di Torino o nel cantiere del Filadelfia se e quando inizieranno mai i lavori di ricostruzione.

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