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Tag: chiellini (pagina 1 di 14)

Tutti in difesa

Barzagli out è ormai la solita tegola. Chiellini salta un’altra finale. Ma non è solo il campo che deve preoccupare.

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La sfuriata di Allegri su un Morata poco applicato sta dando il via a una serie di approfondimenti giornalistici che hanno il solito obiettivo di disturbare l’ambiente, di influenzare parte della tifoseria troppo suscettibile allo strano modo di fare informazione in Italia.

Rugani e Caceres sono le pedine per tappare la falla delle assenze pesanti di Barzagli e Chiellini. Il giovane ex-Empoli ha un’occasione irripetibile: imporsi già a perno della Juve del presente. A volte il destino ti offre delle chance importantissime, e l’8 agosto è per Rugani un punto di svolta della propria carriera. Quindi nessuna paura in vista della Supercoppa.

Piuttosto, dirigenza, staff e giocatori devono arginare la troppa voglia di aver declassato la Juve a progetto dismesso. Via i senatori, manca la personalità? Via Tevez e Vidal, mancheranno i gol? I nuovi arrivati sono all’altezza dei quattro scudetti consecutivi? Il gap di svariate decine di punti è stato già colmato? Per la serie: se non puoi batterla sul campo, almeno provaci sui giornali.

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A Torino sono maturi abbastanza per non cascare in questo provocazioni e lasciar lavorare tranquillo Allegri. La stessa sfuriata contro Morata (al suo ultimo anno di Juve, come Pogba, scrivono un paio di giornali) è propedeutica a tenere altissima la tensione. Rivincere è sempre più complesso che vincere. Ma non certo così complesso se il livello di applicazione è quello degli ultimi anni.

“Tira una brutta aria” ha detto Allegri, che certo non si riferiva a Morata o a Vinovo, piuttosto a quanto stanno scrivendo e dicendo da settimane. L’anno scorso lo abbiamo accolto con calci e sputi alla macchina, salvo poi fargli quasi una statua a maggio. Oggi è l’unico uomo in grado di farci godere ancora, di più, sempre di più.

Tutti in difesa, attaccando. Con il ruolo più delicato che è quello dei tifosi: tutti uniti, a fare muro e schermo contro gli pseudo-approfondimenti di guru e opinionisti.

Tanto poi parla il campo, che ci dà spesso ragione.

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Contro le polemiche, contro tutti: parla il campo

Due settimane di delirio. Dopo Juve-Roma si sono scatenati in tanti, ma probabilmente in pochi hanno avuto ragione: il campo ha avuto ragione. Finalmente si riparte.

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Sabato si torna in campo, dopo la pausa Nazionale dove ancora la Juve è stata protagonista. Scherzi del destino, quasi a prendersi ancora gioco di chi ha poco ormai da fare se non polemizzare (ogni riferimento a Totti non è casuale).

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La Juve dovrà rinunciare a Morata, in attesa di tornare a festeggiare Llorente, ormai a secco di gol da troppo tempo. Scalpita il solito Tevez su cui ormai si è scatenato il gioco del “quando rientrerà in Nazionale?”. Per adesso ce lo godiamo noi, e solo noi. Per fortuna. Scalpita pure Giovinco e chissà se troverà spazio, di certo non come interno: in mezzo al campo la Juve è ben attrezzata.

Piuttosto resta il problema della difesa. Bonucci e Chiellini ok, anche e soprattutto dopo la pausa Nazionale, ma il resto è un andi-rivieni dall’infermeria. Pesante l’assenza di Barzagli: ma quando rientrerà? Nel frattempo Ogbonna dovrà garantire la sicurezza che serve a Buffon.

Si torna in campo, l’unico vero giudice.

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Juventus – Malmoe 2-0 / Si sblocca Tevez, si sblocca la Juve?

Tevez, Tevez. Due volte. La Juve si sbarazza dell’esordio in Champions League con gli acuti dell’argentino, a secco nella Coppa dalle grandi orecchie da tanto tempo, troppo tempo.

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I bianconeri confermano la crescita di questo inizio di stagione. Bel giro palla, grande produzione offensiva dove continuiamo a raccogliere poco. Buona aggressività, buona corsa. Ci siamo.

E a stupire è ancora una volta l’ingresso di Morata: altri 5 minuti per lui, ma di grandissimo spessore, con la punizione guadagnata sul finale per la doppietta di Tevez. Lo spagnolo potrà davvero apportare grande qualità alla fase offensiva bianconera: lasciamolo crescere e inseriamolo gradualmente. C’è anche chi pensa al tridente Tevez-Llorente-Morata.

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Il punto chiave sembra comunque essere rappresentato dalle fasce laterali. Vien da pensare a Conte, ma abbiamo Allegri: grandi percussori, ci sarà da migliorare sul cross, ma è lì che la Juve riesce a sviluppare tutte le azioni d’attacco. Con grande potenza che arriva dagli interni di centrocampo dove anche Asamoah si è mosso bene.

Al netto dell’avversario, e considerando il prezioso rientro di Chiellini, la Juve sembra aver preso la strada che conduce alla razionalità tattica: aggressiva, ma non furiosa. Sabato il primo vero ostacolo, a San Siro.

Chiudiamo con Tevez. Giocatore fantastico, per certi versi anche unico per l’anima che mette in campo e la qualità abbinata a una ferocia agonistica spettacolare. Deve essere un piacere giocargli accanto. I 1000 e passa minuti senza gol in Champions non si spiegano. Senza questa ossessione, Carlitos ora può concentrarsi a fare sempre meglio. Decisiva la mossa di Allegri di portarlo più lontano dall’area, a fare una sorta di regista d’attacco. Ma l’impressione è che dove lo metti sta, e quasi sempre è migliore in campo per qualità e abnegazione. Un fenomeno.

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Juventus – Malmoe / Comincia l’avventura

Ci siamo. Comincia l’avventura. Un’avventura che ci proietterà lungo un cammino denso di ostacoli, ma affascinante come pochi. Il calcio che conta, qualcuno lo chiama. E noi ci siamo.

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Si parte, sulla carta, con un avversario soft. E proprio perché soft, bisognerà prestare la massima attenzione. Abbiamo già ampiamente sofferto contro squadre poco blasonate, contro campi poco agibili, ma niente scuse: in campo per vincere.

Con Allegri in panchina la sensazione è che si cercherà di migliorare dal punto di vista dell’autocontrollo. Emozione certo, ma anche tanta razionalità nell’affrontare i singoli spezzoni di gara, senza ansia da prestazione.

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Tevez alla caccia del gol maledetto: manca da troppo tempo, uno strano scherzo del destino per uno dal talento purissimo e da una generosità fuori dal normale. Che non diventi un’ossessione, ma che sia anche la serata del non-pensiamoci-più-e-buttala-dentro. Con lui Llorente: arrivato fra mille perplessità, partito con i sorrisini della critica per i troppi minuti in panchina, lo spagnolo si sta affermando come perno indiscutibile della Juve e delle manovre offensive bianconere. Vai gigante, lotta per noi.

Via alla sperimentazione del turnover. Si mormora di un Asamoah nel suo vecchio ruolo: mezz’ala, accanto a Marchisio, più interno rispetto a Lichtsteiner che agirà sulla fascia destra. Vedremo, di certo il ghanese conosce bene quel ruolo per averlo ricoperto per diversi anni a Udine. Mancando Pereyra, tocca a lui. Il che vuol dire riconferma a sinistra per Evra. La sua esperienza e la sua umiltà non possono stupire. Finalmente abbiamo un vero uomo di fascia?

Dopo l’emergenza, cominciamo a contare i rientri. Barzagli in panchina, Chiellini si riprende la maglia da titolare. Caceres confermato dopo le splendide prestazioni di questo inizio d’annata. Vidal forse pronto per il Milan, Pirlo certamente pronto per l’Atletico.

La Juve c’è. Comincia l’avventura. Vogliamo stupire.

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Polemica Juve Nazionale: riparte la sfida

Capita costantemente di commentare qualche rottura di qualche giocatore bianconero in Nazionale. Molta poca fortuna, purtroppo. L’ultimo in ordine di tempo è Chiellini. Con annessa polemica.

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Screzi. Giornalistici, sui giornali, ma screzi. E fa strano perché fino a qualche settimana fa Antonio Conte sedeva proprio sulla panca Juve. Ora, per favore, Antonio continua in questo silenzio e lascia parlare Oriali.

La Juve paga Chiellini. Alla Juve interessa la salute di Chiellini. Stop.

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E invece no. Dopo la conferenza di Castellacci che ha spiegato l’infortunio di Giorgio, la Juve si è mossa chiedendo il rientro del ragazzo a Torino. Capirai: è un settembre pesante quello che ci aspetta, vorremmo poter usare un giocatore che stipendiamo. La Nazionale avrebbe gradito che Chiellini restasse in ritiro “per spiegare le teorie di Conte”.

Ok, no. Grazie. Basta così. Il ragazzo rientra a Torino così cerchiamo di capire qual é il danno e come curarlo.

La cosa più naturale è stata vedere Gazzetta e Oriali, in testa, a farfugliare segnali di vendetta, dispetti. Pensa un po’: la Juve che si fa il culo per salvare costantemente la Nazionale fa i dispetti.

Mancava giusto uno specchio riflesso di Oriali, un gné-gné di Tavecchio, ed eravamo al completo.

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Comincia la conta per la prima di campionato

Non tireremo fuori nessun tipo di detto popolare. Nè famosi quote su chi inizia bene, sul destino, e via così. Faremo solo la conta ipotizzando cosa accadrà domani pomeriggio.

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Il comunicato è impietoso: Pirlo fuori 1 mese. Vuol dire cinque giornate di campionato, più la Champions. Partiamo senza regia. Questo perché continuiamo ancora ad accettare inutili amichevoli che amichevoli non lo sono mai, visto i prezzi che abbiamo pagato in questi anni.

Senza regia, praticamente senza attacco. Ginocchio dolorante per Tevez, Coman in ripresa, Giovinco debilitato, fuori Llorente e Morata. No comment. Siamo letteralmente nei piedi e nella carica di Carlitos.

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Vidal e Buffon stringeranno i denti. Quindi a centrocampo il trio Marchisio-Vidal-Pogba sembra dare garanzie, con Pereyra, al rientro dall’influenza, che potrebbe guadagnarsi un posto sulla trequarti.

Difesa senza Barzagli e Chiellini. E con Ogbonna: il destino alle volte è cattivo.

Ed è solo la prima di campionato. Ma c’è più gusto a lottare così. Almeno così dicono.

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Juventus-Parma La trappola del parmigiano

E’ la seconda miglior squadra per rendimento nel 2014. Addirittura, fra le migliori strisce in Europa. Il Parma di Donadoni è un ostacolo molto più grosso di quanto il nome non direbbe. E stasera tocca alla Juve.

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Dalla sconfitta coi bianconeri, all’andata, il Parma non si è più fermato. 17 partite utili consecutive, con un ritmo infernale degno delle prime della classe. Stasera non sarà facile.

La Juve arriva incerottata. A contare chi sta fuori o chi non è al meglio, ne vien fuori una formazione interessante. Ma non c’è spazio per le lamentele. C’è solo spazio per scrivere la storia.

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Tevez e Llorente per attaccare il Parma, nonostante la diffida che pesa sulle loro maglie. Caceres, Bonucci e Chiellini per gli straordinari in difesa, visto che sono alla quarta partita consecutiva. A centrocampo riprende la maglia da titolare Pogba, il francese inseguito dalle big d’Europa. Vidal e Pirlo regolarmente in campo, in attesa del ritorno di Marchisio che può già avvenire domenica sera contro il Napoli.

Occhio alla moviola: dopo il gol in fuorigioco di Destro, tutti i riflettori saranno puntati anche sui falli laterali invertiti a favore della Juve. Segno di un’Italia perversa, prima nei consumi del Maalox.

Juventus-Parma Tevez e Llorente per attaccare Donadoni

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Juventus-Fiorentina Comincia un duello lungo tre partite

E’ dal 1928 che la Fiorentina non riesce a scrollarsi di dosso un odio profondo e sincero verso i colori bianconeri. Un 11-0 che ha fatto malissimo, poi ripetuto con la UEFA del 1990 e il passaggio di Baggio alla Juve, senza dimenticare lo scudetto di Liam Brady.

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No: non può essere una partita normale a Firenze. Anche perché, vincendone anche solo una delle tre in programma in 12 giorni, per i tifosi viola sarebbe già un anno migliore. Differenza di obiettivi, differenza di storia. Piaccia o non piaccia.

Rientra Gomez nelle fila viola, mentre la Juve continua ad affidarsi a una delle migliori coppie gol degli ultimi 20 anni, in perfetta scia a Del Piero-Trezeguet. Pensare che sono costati soltanto 9 milioni di euro più bonus, Llorente più Tevez.

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Un trittico di partite ad alta tensione. In attesa di Napoli-Roma di stasera, il match a ora di pranzo può offrire diverse chiavi di lettura prospettiche per il campionato: può riaprirsi o chiudere definitivamente tutti i giochi. Mentre da giovedì comincia un’altra storia, ben più pesante, se visto dall’ottica di chi sta puntando un trofeo importante (dopo anni di digiuno).

Conte non si affida al turnover, se non per dare fiato a Bonucci (pronto Ogbonna). Squalificato Pirlo, tocca a Marchisio piazzarsi in cabina di regia, con l’occasione di sperimentare un ruolo che potrebbe già essere suo. Rientra Chiellini a sinistra, mentre i casi-mercato Pogba e Vidal hanno solo fatto vendere qualche giornale in più.

Juventus-Fiorentina Marchisio sostituisce Pirlo

#Mobasta: parola al campo.

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Milan-Juventus Il Diavolo e l’Acquasanta [FORMAZIONI]

E’ un film di Bruno Corbucci, con pratagonista Tomas Milian. Sarà invece la partita di stasera fra Milan e Juventus, una sfida dal sapore particolare, in una situazione di classifica imbarazzante.

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Sono 31 i punti di distanza fra la Juventus, che sta dominando incessantemente da tre anni, e il Milan, caduto nel baratro più assoluto nel dopo Calciopoli, se non per lo scudetto di Allegri. Ma mentre la Juventus, distrutta, si è rialzata e ha riscritto la propria storia con pagine che resteranno per sempre nel cuore dei tifosi, la società rossonera è rimasta intatta fino all’arrivo di Barbara Berlusconi.

Stasera ci saranno tante sfide da osservare. Prima fra tutte quella fra Conte e Seedorf. Sembra davvero paradossale che è l’olandese ad aver descritto le potenzialità di Conte. Uno allena da anni, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti; l’altro ha cominciato qualche giorno fa. Poteri dei media.

Ma come dicono bene molti juventini, bisogna stare attenti alla serenità del Milan. Serenità che è in realtà una sorta rassegnazione: se va bene è un miracolo, altrimenti va bene così.

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Chi spaventa la Juve è Taarabt, il marocchino che fu in orbita Juve un paio di anni fa. Doti tecniche eccellenti, personalità ancora da costruire. Dribbling maledetto, quindi massima attenzione sulle fasce e in difesa. Più il redivivo Kaka. Ma la Juve può contrapporre un buon sistema di gioco ed equilibri che, se applicati con ferocia, rasentano la perfezione.

Milan-Juventus Manca Vidal, ma ci saranno Tevez e Llorente

Asamoah è recuperato, mentre a sinistra Chiellini dovrebbe lasciare spazio a Caceres dall’inizio. Mancherà, e tanto, Vidal, squalificato. Il cileno è qualcosa di eccezionale, con un peso specifico che difficilmente ricordo in altri giocatori, al pari dei fenomeni mondiali di livello assoluto (trovate voi i nomi, tanto son sempre quelli).

In attacco spazio alla coppia che fin qui ci sta letteralmente trascinando. Tevez e Llorente hanno riposato giovedì sera, e proprio la prestazione di Osvaldo e Giovinco sembra rassicurare sul potenziale offensivo bianconero: possiamo finalmente far male con i nostri attaccanti.

Alle 20:45 si parte. Poi c’è quel maledetto inconveniente della Nazionale.

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Livorno-Juventus Ripresa dei lavori

Sono arrivate due belle notizie dal sabato calcistico italiano, ma alla Juve devo interessare solo la vittoria contro il Livorno. Dalla Toscana bisogna andar via coi tre punti, fondamentali per riprendere ogni discorso interrotto dalla parentesi chiamata Nazionale. Fastidiosa.

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Vidal al centro della difesa dovrebbe essere la novità di questa domenica, visti gli infortuni (Barzagli) e le squalifiche (Ogbonna e Bonucci). Regolarmente in campo Caceres (che andrà a destra, nella difesa) e Chiellini (sul centro sinistra).

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Intoccabile Tevez, accanto a lui Llorente. L’argentino vorrebbe tornare a esultare, mentre lo spagnolo è in cerca della forma perfetta. Al rientro Vucinic che si accomoderà in panchina. Certo il suo recupero sarà prezioso.

Senza Vidal al centrocampo, non ci sono dubbi sul centro: Pirlo guiderà la regia, Marchisio e Pogba opereranno ai suoi lati. Asamoah va a sinistra, mentre a destra tocca a Padoin. Lichtsteiner è ancora sulla via del recupero, mentre si è fermato Isla.

L’obiettivo è ripartire a gran velocità per arrivare a Natale con obiettivi parziali pienamente raggiunti.

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