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Tag: chievo

Chievo-Juventus 1-2 Una scrollata e si torna primi

Una scrollata, un scossone e si torna primi. Da soli, rigorosamente da soli perché abbiamo molto poco da condividere. Specialmente con chi grande lo è stato solo una o due volte in tutta la sua vita di calcio.

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Non così semplice. Meglio: solito dominio, a tratti anche imbarazzante, ma solita maledetta incapacità di  chiudere la partita o addormentarla del tutto. In questo periodo la Juve riesce a dare ossigeno ai morti. Anche su un doppio vantaggio limpido e che stava pure stretto. Chissà perché.

La perdita degli equilibri difensivi (che l’assenza di Chiellini abbia determinato così tante insicurezza?) è pari solo alla qualità di costruzione delle azioni gol. Solo che poi, una volta arrivati là davanti, la Juve si perde e non chiude mai. O per imprecisione o per incapacità.

La differenza la sta facendo Vidal, con le incursioni, con i gol e con gli assist. Ma dopo averlo anche pesantemente e giustamente criticato oggi bisogna rendere merito e onore ad Alessandro Matri. Gol da paura, non solo perché il tiro al volo è da manuale, ma per il movimento da attaccante vero che ha ispirato Vidal e poi per una intera partita di sacrificio. Questa è la prima punta che piace a Conte, ma ad Alessandro Matri noi chiediamo: puoi per favore non fermarti più? Perché il rischio di commentare un’altra partita simile solo fra moltissime settimane è alto.

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Preoccupa invece l’involuzione di Giovinco. Lontano dalla porta fa bene, ma poi mano a mano che si avvicina comincia a diventare nervoso, a perdere di lucidità e quindi a sprecare l’inverosimile. Curiosi di vedere Anelka, speranzosi che Vucinic torni a incidere come sa, per Giovinco lo spazio rischia di diminuire sempre più. A partita cominciata il suo ingresso potrebbe essere molto prezioso, a meno che Conte non decide di regalargli un nuovo ruolo.

Se Matri è stato autore di una prova superba e Vidal si conferma guerriero fra i guerrieri (e mi viene da ridere quando qualcuno pensa che la Juve possa privarsi di uno come lui), una menzione speciale la merita Lichtsteiner. Il trenino svizzero è ripartito. Una specie di concorrenza per Italo di Montezemolo: asfalta fascia e avversari e memore di Pepe finalmente prova pure ad accentrarsi. E allora prendete nota. L’accentramento di Lichtsteiner ha provocato:

  1. un gol su splendido servizio di tacco di Giovino;
  2. una bellissima azione conclusa a lato dallo svizzero (subito dopo aver segnato);
  3. un miracolo del portiere clivense su lancio di Pogba;
  4. un fuorigioco che non c’era quando lo svizzero era ancora una volta solo contro il portiere avversario.

Sono sempre più convinto che la Juve ricomincerà a correre davvero e a dare spettacolo quando tornerà abile e arruolabile Simone Pepe. Intanto godiamoci una buona Juve.

P.S.

La direzione di manovra di Pirlo è francamente incommensurabile. Questo giocatore proveniente da Brescia ha qualcosa che gli altri non hanno: una classe senza pari. Bentornato Andrea!

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Direttore Jacobelli le faccio osservare che…

Gentile Direttore Jacobelli,

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su questo blog l’abbiamo stimata per quanto osservato sul Calcioscommesse e sul caso Conte, ma abbiamo qualche segnalazione in merito a uno dei suoi editoriali sul sito Calciomercato.com. L’articolo in questione è il seguente, del quale estraiamo solo la parte che ci lascia particolarmente perplessi:

Casta vigliacca: giornalisti in galera, censura Internet. Calciopoli e altri scandali non sarebbero mai venuti a galla

Secondo le migliori tradizioni di una Casta vigliacca, ieri in Senato, con il voto segreto è stato approvato l’emendamento presentato da Lega al disegno di legge sulla riforma dei reati a mezzo stampa che prevede il carcere per i giornalisti. Hanno votato a favore in 131, contrari 94, astenuti 20. Lo schieramento liberticida è stato trasversale, rimpolpato dai rappresentanti di quei partiti i cui scandali e le cui nefandezze vengono quotidianamente denunciati su Internet, sui giornali, dalle tv e dalle radio.

[...] Se fossero state in vigore queste norme al tempo di Calciopoli, questo e altri scandali del calcio non sarebbero mai venuti a galla, il diritto di critica sarebbe stato fortemente limitato, la libertà di opinione sulle magagne pallonare fortemente intimidita.

[Via Calciomercato.com]

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Tutto perfetto, tranne il paragrafetto segnalato. Ci permettiamo di far notare come lo scandalo Calciopoli sia stato artatamente costruito proprio sui giornali in virtù dell’eccessiva libertà concessa agli editori e a chi sta dietro questi editori. Libertà che in realtà diventa ordine e subordine quando si tratta degli stessi giornalisti che di libero non hanno proprio nulla. Per portare a casa lo stipendio mensile ci si uniforma e appecorona serenamente a quelli che sono i pensieri di pochi, gli obiettivi dei soliti.

Calciopoli non è mai avvenuta, è invece avvenuta Farsopoli, costruita opportunamente per soddisfare i molesti desideri delle milanesi e di una società dai colori giallorossi, guarda caso le uniche società che hanno beneficiato da Farsopoli, le uniche mai toccate veramente (se non vogliamo credere alla favola del Milan penalizzato).

Libertà? Magari, libertà di informazione in particolare, libertà di pensiero e di scrittura in particolare, oggettività e obiettività. Ma dove sono queste cose? Non esiste legge che impedisce di raccontare la verità, di dire che Facchetti ha gravemente truffato, che Moratti ha falsificato bilanci e avviato operazioni illegali ormai certificate dai Tribunali Italiani, che Galliani ha illegamente agito per conto del Milan e operando attraverso i suoi subalterni (o dirigenti rossoneri), che i vari personaggi ospitati in RAI e Mediaset sono stati preparati a dovere per raccontare fandonie smentite dai Tribuanli, che Zeman & Co. sono solo fantocci e il campo purtroppo ne testimonia il reale valore domenica dopo domenica.

Sui giornali non leggiamo le notizie che dovremmo leggere: contro la Juve, quando ci sono notizie in questo senso, e soprattutto in virtù della completezza di informazione. Doping del Napoli con un medico indagato, ciò che emerso da Napoli nel Processo Moggi, moviole che funzionano solo quando sono gradite, processi esaltati (contro Conte) e gli stessi processi silenziati (quando si parla di Inter-Atalanta, Inter-Chievo, Milan-Bari, Napoli, Ranocchia, Palacio, Cannavaro, Grava, Gianello).

Che tipo di rischio esiste allora dopo questa nuova azione di un Paese davvero poco sano? Il rischio è dentro le redazioni, anzi il rischio è in chi le comanda. Chi controlla RCS? Che tipo di serietà dovrebbe uscire fuori da giornalisti che esultano al gol del Chelsea e dovrebbero informare i lettori sulla partita della Juve? Dove è l’oggettività? Si tratta di cronisti o di scagnozzi della Gazzetta e di altri giornalacci?

Se non ci fosse stata Sportitalia e molti interessanti e coraggiosi blog in giro per la rete (non certo questo) nessuno avrebbe saputo davvero i dettagli della Farsa Conte che continua a stare in tribuna mentre Mauri può regolarmente giocare, mentre l’Inter va in campo con Palacio e Ranocchia e addirittura la Società viene tenuta fuori da un Processo di Calcioscommesse che la vedrebbe imputata per partite falsate (Inter-Atalanta e Inter-Chievo su tutte). Chi risponde a tutti questi dubbi?

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Ecco tutti i furti della Juve…

Nella giornata appena chiusa tanti sono stati i furti della Juve che ci sentiamo in dovere di riunirli in una unica grande lista. Ci scuseranno i nostri lettori per la franchezza, ma non ce la sentiamo più di proteggere i bianconeri e quel cupolaro di Marotta.

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Buona lettura:

  1. gol di Mauri regolare annullato, la Fiorentina ha così potuto chiudere la propria vittoria;
  2. rigore negato alla Lazio nella stessa partita, ma Lotito è solo pazzo e quindi la sua protesta non viene raccolta dai giornali e dalle TV: intanto Pradè non protesta né chiede di ripetere la gara, mentre Della Valle balla in tribuna lui che accusava Agnelli di andare in discoteca o qualcosa del genere;
  3. domenica scorsa rigore netto negato a Gomez del Catania contro l’Inter: nessuna protesta si è levata dai gazzettari di turno. Il padrone non l’avrebbe permesso;
  4. rigore netto negato al Chievo contro il Napoli, ma anche qui la protesta di Sorrentino “perché al San Paolo non è avvenuto uno scandalo come a Catania?” non viene raccolta: c’è evidentemente un complotto contro il Napoli, dopo il rigore su Hamsik avvenuto però fuori area contro la Sampdoria (altri 3 punti scippati).

Certo è clamoroso l’annullamento del gol a Bergessio, così come ci piacerebbe conoscere l’opinione sul fallo di Legrottaglie su Giovinco e il pugno di Spolli su Pogba… ma ci accontentiamo di essere primi, imbattuti e lanciati verso un’altra stagione super.

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Ripetiamo la partita?

Ripetiamo la partita? Da Mazzarri a Pulvirenti c’è la richiesta di rigiocare la partita. Volentieri, ma partiamo con 11 contro 10 visto il pugno di Spolli a Pogba, che dice il presidente del Catania? Magari anche in 11 contro 9 visto Legrottaglie su Giovinco lanciato a rete, che dice Pulvirenti?

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L’ilarità di questo paese è molto divertente, oltre che sconcertante. Si chiede di ripetere Catania-Juve, ma non Inter-Catania o Napoli-Chievo: perché?

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Perché la Juve è tornata ormai da 14 mesi, è tornata e la sensazione palese è che non se ne andrà più per molti anni, anche vedendo il triste avversario che ogni domanica è costretta ad affrontarla. Triste avversario dal punto di vista tecnico e morale. Le proteste cominciano già la settimana precedente e perdurano durante tutto il match. Si protesta perfino per un fallo a centrocampo, si protesta per i calci d’angolo (non quelli non concessi ovviamente) e la goduria dei tifosi bianconeri aumenta.

Aumenta la goduria perché è la dimostrazione della forza dirompente della creatura di Antonio Conte. Così l’allenatore cacciato durante la gara diventa un deficit per la squadra che subisce questa espulsione, mentre poi gli stessi opinionisti dicono che Conte è favorito a vedere le partite dalla tribuna “tanto non conta niente”. Un doppiopesismo e un equilibrismo da brividi, tutto italiano. E allora via… si gode ancora di più.

 

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Quagliarella 2.0: la rinascita definitiva?

6 Gennaio 2011, Juventus-Parma, Fabio Quagliarella si rompe il crociato anteriore destro e termina il suo campionato con 5 mesi di anticipo.

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Torniamo indietro di qualche mese, al 27 Agosto 2009, la Juventus ufficializza l’arrivo di Fabio dal Napoli e il trasferimento porta parecchie polemiche; venduto, traditore, queste sono le parole che hanno per lui i suoi ex tifosi partenopei che forse non sanno che a essere stato scaricato è proprio Fabio.

Il debutto arriva alla prima di campionato col Bari e alla secondo ecco il primo gol in bianconero, al 6 gennaio arriva con un bottino di 9 gol e buone prestazioni interrotte purtroppo da questo brutto infortunio. A fine stagione l’attaccante verrà riscattato lo stesso dalla società bianconera e il ritorno in campo sarà il 25 Settembre contro il Catania, dove mister Conte gli concede una decina di minuti. A fine stagione la Juve si laurea Campione d’Italia, Fabio realizzerà solo 4 reti, di cui una proprio al Napoli e sempre con i partenopei conclude la stagione con un’espulsione nella sfortunata finale di Coppa Italia; poche prove convincenti ma la Juve crede in lui e gli allunga il contratto fino al 2015.

Inizia il calciomercato a Torino attendono tutti l’arrivo del Top Player e gli indiziati a fare le valigie sono Quagliarella e Matri, entrambi corteggiati dal Milan, alla fine non si muoverà nessuno dei due, si parla fino all’ultimo di uno scambio Pazzini-Quaglia con l’Inter, poi di un inserimento del giocatore nella trattativa per Jovetic ma niente, ultima giornata di mercato la Juve rifiuta anche l’offerta cash del Wolfsburg. In tanti si chiedono il perché non sia stato ceduto visto le poche presenze della passata stagione e le opache prestazioni delle prime uscite estive, un giocatore che prova a tirare da qualsiasi parte del campo e invece a tu per tu col portiere non trova il gol.

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Primo impegno stagionale, Juve-Napoli Supercoppa Italiana, partita passata da spettatore in panchina; inizia il campionato, Juve-Parma e Quaglia si riaccomoda in panchina per tutti i 90 minuti, trova spazio nella seconda giornata a Udine entrando a partita praticamente finita, la Juve aveva già calato il poker, si riaccomoda in panchina anche a Genova. Tre giornate di campionato e solo 15 minuti passati in campo, il Quagliarella visto prima dell’infortunio è solo un lontano ricordo.

Il colpo di scena arriva a Stanford-Bridge il 19 Settembre, il ritorno della Juventus in Champions League, debutto contro i campioni in carica, la partita non si mette bene il Chelsea è in vantaggio di due reti poi un mostruoso Vidal accorcia le distanze. Minuto 75 è il suo momento, entra Quaglia fuori uno spento e stanco Giovinco, si muove bene corre, lotta e trasforma un assist perfetto di Marchisio in gol, palla sotto le gambe di Cech e corsa ad esultare per un gol che vale tantissimo, da 2-0 a 2-2 in casa dei campioni d’Europa; non finisce qui perché poco più tardi rischia di regalare addirittura il vantaggio ai bianconeri ma stavolta la traversa lo ferma.

Non possiamo dire è tornato solo per 15 minuti di partita perfetti ma i presupposti per dire ecco questo è il vero Fabio Quagliarella e sta tornado ci sono tutti; Conte lo ripropone anche sabato sera contro il Chievo in coppia con Vucinic dal primo minuto e grazie ad un’altra bellissima prestazione condita da una sua doppietta torniamo a vincere con i gialloblù dopo 5 pareggi e una sconfitta. Il primo gol arriva su calcio d’angolo con un gesto tecnico molto bello e il secondo da un assist di Asamoah. 80 minuti molto intensi per Fabio e un applauso fortissimo da parte di tutto lo Stadium al momento del cambio.

Io come sicuramente molti altri tifosi avrei venduto Fabio quest’estate, con dispiacere perché è un gran uomo, mai una polemica o una parola fuori posto ma purtroppo non lo vedevo più in grado di poter fare qualcosa di importante con la Juve; queste due prestazioni mi stanno facendo ricredere e sperare che questa stagione potremmo contare sul vero Quagliarella o addirittura su un giocatore nuovo, aggiornato, un Quagliarella 2.0 preciso sotto porta e pronto a stupirci con i suoi gol da ogni parte del campo. Con un Matri che non si ricorda nemmeno come si stoppa il pallone e l’ultimo arrivato Bendtner che deve ancora entrare negli schemi bianconeri, Conte potrà contare anche su Fabio riuscendo a far rifiatare tutti visti i parecchi impegni che dovranno affrontare i ragazzi.

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L’utilità e la validità del nostro turnover

La Juventus di quest’anno presenta una differenza sostanziale rispetto a quella dello scorso anno: la necessità di fare turnover. Quest’anno abbiamo una competizione in più da disputare, ed é quella più difficile e importante, la Champions. Marotta e Paratici, sulla scia delle indicazioni di Conte, hanno lavorato bene in estate, cercando di ampliare la rosa, qualitativamente e quantitativamente.

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Gli acquisti fatti sono tutti funzionali alle esigenze della squadra: Lucio in difesa, Isla, Asamoah, Pogba a centrocampo, Bendtner avanti insieme a Giovinco. Acquisti di tutto rispetto. Ma c’é un però: vero che la rosa é stata ampliata, e questo é già tanto per una squadra che negli ultimi sei anni ha sempre sofferto del problema della panchina corta, ma la qualità dei giocatori presi può permettere alla Juventus di affrontare senza troppi problemi tre competizioni lunghe e difficili? La riposta a questa domanda si può dedurre da una serie di considerazioni che non possono prescindere dall’analisi delle tre ultime gare, cioè quelle contro Genoa, Chelsea e Chievo.

Il turnover imposto a Genova ha messo in evidenza una prima cosa: che non si può fare turnover massiccio in alcune zone del campo. I due esterni, Asamoah e Lichtsteiner, partivano dalla panchina: De Ceglie e Caceres al loro posto hanno fatto malissimo, perché non hanno mai affondato, addirittura Caceres impalpabile, ha fatto più danni che cose positive. Da qui si potrebbe dedurre che cambiare i due esterni contemporaneamente non é mai consigliabile, soprattutto quando i sostituti sono molto simili (entrambi molto difensivi) e vengono da infortuni. Addirittura anche Giaccherini al posto di Vidal, quindi tre su 5 venivano dalla panchina. Se a questo si aggiunge che il regista avanzato, ossia Vucinic, nemmeno era stato impiegato, allora ecco spiegate le difficoltà di un turnover azzardato e forse errato: dopo Genova ho iniziato a pensare che la Juventus, seppure con una buona panchina, non può permettersi di far giocare le seconde linee in campionato, o meglio non può pretendere di vincere in scioltezza con i panchinari, perché non hanno la stessa forza dei titolari, chiaro.

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A Londra, con la squadra tipo, abbiamo fatto una grande gara. Il ritorno di Vidal si é subito avvertito, non solo per il gol, ma per la grinta e l’intelligenza tattica di questo gran giocatore. Imprenscindibile per la Juventus, così come i due esterni Asamoah e Lichtsteiner. Per non parlare di Vucinic: io non lo amo alla follia, perché a volte si addormenta, ma é veramente l’unico a far girare la squadra la davanti. La sorpresa di Londra é stato sicuramente Quagliarella: ha fatto gol, e sembra si stia ritrovando, perché si é magnificamente confermato tre giorni dopo, proprio col Chievo: se fosse lui il vero acquisto in avanti? Nulla é impossibile, magari può fare una grande stagione, anche dal punto di vista realizzativo.

L’ultimo esame, quello col Chievo, ha visto una Juve di nuovo cambiata, per 5/11: Lucio, Isla, Pogba, Giaccherini, Quagliarella. Rispetto a Genova, cambi più equilibrati: un solo esterno, Pogba davanti alla difesa, Quagliarella supportato dal genio Vucinic, Lucio in difesa a far rifiatare Barzagli. È si é vista una Juventus diversa, anche nell’atteggiamento: nonostante un Isla non in condizione, o un Pogba all’esordio assoluto. Non abbiamo sofferto sulle fasce, abbiamo creato tanto e la difesa ha retto, proprio perché tutta la squadra si é mossa meglio, soprattutto rispetto a Genova. Chiaro che il Genoa è sicuramente più attrezzato rispetto al Chievo, ma noi dovremmo giocare sempre con la stessa sicurezza, contro tutte le squadre. La partita col Chievo ha detto che il nostro turnover potrebbe regger, ma solo se fatto a dovere e con estrema accortezza, senza stravolgere equilibri tattici.

In definitiva, la rosa della Juventus può reggere le tre competizioni, ma non dobbiamo illuderci. Credo che la Juventus titolare sia una macchina da guerra per il campionato, nessuno come noi. Con una competizione in meno e la stessa rosa, avremmo distrutto questo campionato. La panchina invece non credo sia all’altezza di poter confrontarsi con squadre più blasonate, sempre se esistono ancora nel campionato italiano: per questo un turnover sbagliato può dare problemi. Dall’altra parte, per il discorso Champions, la nostra squadra titolare é una squadra valida, ma non all’altezza di altre più attrezzate, per qualità e profondità della rosa: possiamo fare una grande Champions, ma realisticamente parlando non penso si possa vincere. Ma tutto può succedere, e la mia non é una mancanza di fiducia. Il rischio che possiamo correre é quello di concentrarci sulla champions e affrontare con leggerezza il campionato, pur avendo la consapevolezza che sul fronte europeo, pur impiegando il 100% delle nostre forze, siamo comunque inferiori, e sul fronte campionato la sensazione che le riserve possano giocare qualche brutto scherzo. È questo sarebbe un peccato, perché in Italia siamo tre spanne sopra tutti.

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Juventus-Chievo 2-0: le pagelle e il sondaggio

La Juventus batte il Chievo in una partita sicuramente non facile: primo tempo molto sfortunato, un grande Sorrentino salva i suoi in almeno 3 occasioni. Nella ripresa uno splendido Quagliarella fa esplodere lo Juventus Stadium con due gol dei suoi. Ci è mancata ancora una volta la spinta sulle fasce: Isla timido, Asamoah affonda ma non troppo. Il 3-5-2 della Juventus deve ancora consolidare i meccnismi che permettono il gioco sulle fasce, abbiamo cercato di sfondare per vie centrali quando era invece tutto bloccato.

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Vota il tuo migliore in campo.

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Juventus-Chievo I precedenti

Quarta giornata di campionato, allo Stadium alle 20e45 si presenta il Chievo Verona di Mimmo Di Carlo; la Juve arriva da 3 vittorie su 3 partite disputate mentre il Chievo con una vittoria alla prima giornata e 2 sconfitte.

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Avversari da non sottovalutare i gialloblù, l’ultima vittoria dei bianconeri infatti risale alla prima giornata del campionato 2009/10, quando sulla panchina c’era Ciro Ferrara, vittoria che arriva grazie al gol di Vincenzo Iaquinta. Nei 5 incontri che seguono la Juve non riesce ad andare oltre il pareggio, perdendo addirittura a Verona il 17 Gennaio. Juventus e Chievo si sono affrontate 20 volte in incontri ufficiali, 12 vittorie bianconere, 7 pareggi e una sola vittoria dei Clivensi. Da ricordare la sfida del 15 Settembre del 2001 che vide il Chievo in vantaggio di 2 reti dopo venti minuti, grazie alla doppietta di Marazzina, poi TacchinardiTudor e Salas su rigore diedero i 3 punti alla squadra allenata da Marcello Lippi.

Partita molto sentita dai gialloblù viste le dichiarazioni di più giocatori convinti di poter infliggere la prima sconfitta alla Juventus, a partire dal portiere Sorrentino, passando per l’ex Rigoni e arrivando all’attaccante Di Michele, tutti convinti di poter fermare l’11 di Mister Conte, purtroppo ancora rinchiuso in tribuna.

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Ancora sul caso Vidal: dati e numeri e informazioni

Mezza pagina del giornale più vergognoso d’Italia, altro articolo sparso sui vari quotidiani itaGliani. Sul nulla, perché anche a voler costruire il fattaccio non si riesce a star lontani dal ridicolo. Dall’assurdo.

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La macchinazione è diabolica. Rodriguez e Vidal, che prima del tunnel di Cesena-Juve non si conoscono, architettano questo piano: Vidal è il rigorista bianconero in assenza di Pirlo, mentre Rodriguez è difensore. L’ipotesi migliore di combine vuole che il difensore lasci passare gli attaccanti bianconeri. Macché, basta rileggere, e occorre davvero una piccola ricerca, le pagelle di 2 redazioni filojuventine come SKY e la Cazzetta Rosa su Juventus-Cesena (più un piccolo appunto di DataSport):

Niente da fare sul rigore di Vidal, molto bravo invece a respingere un tiro di Quagliarella. [Gazzetta dello Sport]

Grande partita del centrale difensivo che non lascia respiro agli attaccanti della Juventus. [DataSport]

Voto SKY: 6,5. Voto utenti SKY: 6,5

Subito una correzione, ma ai giornali è interessato poco: molti giornali hanno fatto confusione fra Cesena-Juventus e Juventus-Cesena, come volutamente da me invertite nella frase poco sopra. Basterebbe questo per spiegare la serietà di questi articoli: non interessa il fatto, che non c’è, quindi nemmeno la precisione. Interessa il gossip, e stavolta non c’è nemmeno questo. Ma tant’é, proseguiamo.

Come da pagelle tutti si sono accorti della combine organizzata da Rodriguez: risulta il migliore dei suoi e occhio pure al commento della Cazzetta Rosa: “bravo a respingere un tiro di Quagliarella”, cioè si prospetta più che l’assurdo. Se combine c’era perché non lasciar passare il tiro di Fabio? Oltretutto la Juve andava sul 3-0 e non vi sarà difficile scoprire che tutti i siti di scommesse online pagavano molto di più questo risultato (visto che la Juve non riusciva ad andare sopra quota 2 a partita).

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Curioso come non sia stato tirato in ballo l’allenatore cesenate: è infatti lui a esaurire le sostituzioni per permettere ad Antonioli di essere espulso e di mandare in porta Rodriguez. Beh, sceneggiatura meglio di Neri Parenti. Ci starebbe pure Giaccherini: un diavolaccio, anzicché insaccare si fa abbattere da Antonioli provocando rigore, espulsione e dando il via alla combine.

Ma continuiamo: le immagini mostrano chiaramente che… che cosa? L’occhiolino di Rodriguez? Sicuro che il difensore non stava flirtando con Vidal? Il gesto della testa che si muove a indicare l’angolo dove… si butta o dove Vidal deve tirare?

C’è di più e questo è merito della Cazzetta Rosa. Infatti questa redazione molto seria riesce a catturare e fermare l’inizio di tutta la combine: per circa 3 secondi gli sguardi di Vidal e Rodriguez si incrociano prima che quest’ultimo indossi i guanti. Sono gli attimi concitati del rosso ad Antonioli e in appena 3 secondi i due giocatori si mettono d’accordo: Vidal infatti sorride e chi ha assistito a una partita della Juve non lo ha mai visto sorridere, giusto? Rodriguez invece è serio: avrà già accettato la proposta di Vidal che però non proferisce verbo? Combine telepatica?

Ok, torniamo seri. Il caso Vidal è frutto di un montaggio ad arte, per carità immagini reali, di un napoletano. Probabilmente una risposta a quello che è il video scandalo e cioè quello del portiere azzurro che non esulta al gol di Cavani nel 4-2 al Lecce, bensì si incazza, si arrabbia e chiede addirittura pure a Lucarelli a bordo pista “quanto manca?”. Ansioso di cosa? Perché De Sanstis non ha dato spiegazioni? E’ alquanto strano che un portiere ci rimanga così male perché il proprio attaccante chiuda la partita, no?

Il caso Vidal, signore e signori, serve a nascondere casi ben più gravi e su cui nessuno accenna ad indagare. O semplicemente a informare. In questi giorni sono emerse diverse partite in merito al Calcioscommesse e le squadre tirate in ballo si chiamano Roma, Napoli, poi Chievo, Palermo. E proprio ieri, un macedone, un attore protagonista di questa vicenda, anche se il ruolo è di quelli brutti, rivela che

[...] sono stato in Italia solo una volta, a vedere Inter-Barcelona. Avevamo i biglietti gratis perché giocava un macedone.

Facile verificare su Wikipedia come in quella partita, semifinale di andata di Champions League, in campo ci sia un solo macedone, in maglia nerazzurra. Ci sarebbe pure da indagare sulla rivelazione di un altro pentito di scommessopoli che tirò in ballo il match fra Chievo e Inter dicendo “è tutto a posto!”, ma non c’è tempo per indagare: adesso bisogna dare addosso alla Juve e a Vidal.

Il cileno certo non avrà una bella immagine del nostro Paese: in pochi giorni è passato da obeso a ubriacone, da ritardatario a truffatore. Resta comunque uno dei più forti centrocampisti della Serie 2011/2012. A noi basta…

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