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Tag: chivu

Rassegna(ta) stampa sportiva del 01 luglio 2011

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Un po’ per ridere, un po’ per riflettere:

  • Inter, Villas Boas vuole Lucio – in realtà è proprio l’Inter che vorrebbe rifilare Lucio al Chelsea!
  • Liverpool, sfuma Clichy: si punta tutto su Chivu – in realtà è proprio l’Inter che vorrebbe rifilare Chivu al Liverpool!
  • Pasqualin: “Milan-Hamsik? Raiola sta lavorando di nascosto” – di nascosto?!? E se si faceva vedere che succedeva… scoppiava la terza guerra mondiale?
  • Agroppi: “Se Criscito vale 11 milioni Pastore e Hamsik almeno 50″ – chi spiega ad Agroppi che la sua equazione non può stare in piedi? Ma soprattutto, perché Agroppi continua a parlare di calcio?
  • Zampagna: “Lascio il calcio, il mio rimpianto la Nazionale” – la Nazionale risponde: “il mio rimpianto è che non abbia lasciato prima!”
  • Cesena, Giaccherini: “Mi cercano le grandi.” - … ma non ti trovano?
  • Milan, Gattuso: “Qui è casa mia e ho deciso di restare” – che non lo voleva nessuno… è solo un dettaglio trascurabile?
  • Malù: “Legge extracomunitari fa rabbrividire” – e non hai ancora letto la relazione di Palazzi sullo Scudetto del 2006!!!
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Una carezza in un pugno, canta Ibra: ma il derby salta uguale

Niente da fare. Eppure PierSilvio aveva sperato. Sulle orme del padre l’aveva sparata grossa su Ibrahimovic e la giustizia. Strana idea di giustizia, un po’ come quella del padre. Riepiloghiamo i fatti.

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Milan-Bari. A San Siro ricordano benissimo il pareggio per 1-1 contro gli ultimi in classifica. In Italia ricordano invece il pugno che Ibra sferrò a Rossi. Sarà pure un caso, ma questo difensore continua a prenderle. Prima Chivu che giustamente restò fuori per 4 partite: da pazzo il gancio destro con cui il romeno colpì il barese. L’Atalanta di Milano non presentò ricorso, e come poteva! Quattro giornate di squalifica e il solito piagnisteo per evitare un giusto processo in TV riservato a Krasic per interi mesi e poi a Felipe Melo per il calcetto di Parma.

Tornando a Ibra. Rosso diretto in campo e lo svedese rientrò moggio moggio negli spogliatoi sapendo di aver fatto una stronzata. Perché di lì a breve ci sarebbe stato il derby. Derby che vale praticamente una intera stagione. Chi vincerà il Torneo Aziendale? La migliore risposta è: chi ha offerto di più. E allora pare che Moratti riesca ancora a spuntarla.

L’avvocato Cantamessa ha tentato il miracolo. O, se volete, l’ennesimo colpo basso a una giustizia sportiva che non esiste ormai da 4 anni. Le regole si fanno a Milano, fra Via Turati e Via Durini. Loro le fanno e loro si fanno la guerra.

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In un primo momento si era pensato a Mubarak: fare passare Ibra per suo nipote non avrebbe comunque prodotto il risultato di ottenere uno sconto totale sulle giornate di squalifica. Poi però si è puntato forte su “Una carezza in un pugno“. In aula, a testimoniare sul caso Ibrahimovic, mancava solo Celentano.

Il gesto di Ibra è inequivocabilmente classificato come gesto violento: pugno sullo stomaco. Non c’è verso di sfogliare il dizionario dei sinonimi e contrari per trovare un termine che alleggerisca il gesto. E’ un pugno punto e basta. Che non abbia poi avuto la forza di quello di Chivu non importa. Proprio non importa. Essendo un pugno scattano, automaticamente, le 3 giornate di squalifica. Presentare ricorso non solo è allucinante e vergognoso, ma rischia di creare un precedente importante: d’ora in avanti chiunque, tipo Eto’o o Gattuso, sa benissimo che può anzicché tirare testate conviene sparare pugni agli avversari. Al massimo si saltano 2 partite. Solo 2 partite. Col Milan in difficoltà in campionato non viene difficile pensare a una scelta politica: Ibra torna in campo così il Milan non rischia di dover giocare i preliminari di Champions, visto l’andamento di Udinese e Napoli. Evviva le regole. Nemmeno l’uomo che giunse sulla terra 2000 anni fa sarebbe riuscito a trasformare un pugno in un qualcosa di simile al gesto dell’ombrello o all’insulto verbale. Cantamessa e il Milan ci sono riusciti.

Non hanno parlato Galliani e nessuno del Milan, tranne Thiago Silva che ha commentato con “E’ scandaloso!”.

Mentre il Petroliere Disonesto si è detto contento: ti piace vincere facile?

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