Christian Rocca è l’autore di Camillo, un blog molto seguito. Su Camillo si parla molto di Juve e delle vicende extra-campo (fra gli altri argomenti che non c’entrano nulla col calcio), se così le possiamo chiamare. Su TuttoJuve è stata pubblicata una sua intervista di cui condivido gran parte dei contenuti e che mi piacerebbe commentare insieme a voi.

Advertisment

Il primo pensiero di Christian Rocca è stato per il Mister Conte:

Ancora presto per dare un giudizio, ma l’impatto mi pare buono. Conte ha voglia, determinazione e idee. Sa come si vince.

Di certo la presentazione e le prime parole, cui hanno fatto seguito le strepitose esternazioni di qualche giorno fa nella prima vera conferenza stampa, hanno disegnato un Antonio Conte estremamente voglioso di far bene. Non che i tecnici che lo hanno preceduto volevano far male, ma il suo essere juventino è cosa ben diversa dai vari Ranieri, Del Neri e Ciro Ferrara. Sì, pure Ciro che ha pagato amaramente la sua primissima esperienza su una panchina. Anche io, da questo blog, lo avevo attaccato a più non posso e un po’ mi dispiaccio di averlo fatto, ma la Juve è la Juve, a prescindere da chi la guida. Antonio Conte è un allenatore vero, con una gavetta alle spalle e una serie di idee che non possono non far bene a questa squadra. Mentre Ranieri diceva “stiamo costruendo, ci tentiamo, loro sono superiori”, ora Conte non fa troppi paragoni con gli altri e ha sciorinato tutti concetti che alla Juve DEVONO COMANDARE. Vedremo sul campo.

Un passaggio chiave di Christian Rocca è riferito all’attuale rosa:

Mancano giocatori capaci di fare la differenza. [...] Avremmo avuto bisogno di Sanchez e Aguero in avanti, da affiancare a Matri e a Krasic. Oppure Nani e Aguero. Mancano giocatori con i piedi buoni e con la mentalità vincente.

Advertisment

Il concetto di per sé è corretto, anzi sarebbe banale puntualizzarlo. Ma non ci si deve dimenticare da dove la Juve di Andrea Agnelli e Marotta è ripartita: una sorta di nulla-mischiato-con-niente. E il lavoro sul mercato sta proseguendo. Con calma, viste le casse, con assoluta attenzione ai dettagli, visto che non si può sbagliare un colpo e che non c’è più Moggi a tirare il coniglio fuori dal cilindro (leggi Nedved o Zidane o Camoranesi). Bisogna avere fiducia. Non si può notare come i dirigenti abbiano tentato di far abboccare importanti personaggi. Arriverà con tutta probabilità Giuseppe Rossi, che non mi pare l’ultimo degli Amauri. Arriveranno un centrocampista (se Melo non si guadagnerà la fiducia di Conte) e un esterno sinistro. Insieme al recupero di gente come Bonucci e Chiellini e i nuovi innesti di Matri, Quagliarella, Pirlo e i chi vestirà il bianconero, ecco che la formazione acquisterà ben altra forma rispetto alle passate edizioni. Perfino, e chiedo scusa se questa può apparire come una bestemmia, anche migliore dell’anno della risalita nel Torneo Aziendale (con Trezeguet e Nedved e Camoranesi ormai in fase calante di carriera, nonostante da soli abbiano trascinato la Juve al secondo e terzo posto). Conte dovrà lavorare molto bene sugli equilibri di spogliatoio e squadra.

Rocca si dimostra molto critico nei confronti di Marotta cui riserva queste parole:

L’operato di Marotta è stato pessimo, più per l’atteggiamento da direttore di una squadra provinciale che per le operazioni. L’anno scorso è stato comunque disastroso, visti i risultati.

Qui non risponderò del tutto. E’ un anno che dico che dirò la mia a fine luglio e mancano ancora due settimane. Con questa frase di Christian Rocca non sono per nulla d’accordo. Trovo anzi che il banco di prova dello scorso mercato sia proprio quest’annata calcistica che è cominciata da pochi giorni. Perché era impensabile che i nuovi arrivati potessero d’un tratto cambiare volto a una rosa disastrata come quella dello scorso anno. Oggi la Juve punta su Matri e Quagliarella, Krasic e Pirlo, Chiellini e Bonucci e Barzagli, Lichtsteiner e chissà chi arriverà. Questi nomi sono targati Marotta. Io aggiungerei pure Ziegler e Pepe che non mi dispiacciono affatto. Certo, hanno pesato più i flop di Motta e Martinez per certa gente, ma bisogna redigere bene il bilancio, evitando l’esaltazione sia in chiave positiva, sia in chiave negativa. Disfattisti no, trionfalisti nemmeno. Semplicemente: REALISTI!

Il resto dell’intervista verte su Calciopoli, argomento che mi provoca nausea perché mi vergogno del mio paese. Un paese in cui i delitti per mafia e i processi di mafia vengono riaperti, mentre Facchetti e Moratti sono intoccabili, difesi e addirittura additati a esempio.

Una tristezza infinita! 

Advertisment