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Tag: cobolli gigli

Su Pogba, Mediaset intervista Cobolli Gigli: strategie di indebolimento bianconere

Siamo agli istanti finali di una comica. Ultimi respiri di SportMediaset, una sorta di arma nelle mani di pochi. I soliti.

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L’episodio è talmente ridicolo che anche raccontarlo è vergognoso. Ma diamo un nostro commento all’ennesimo obbrobrio.

In questi giorni è in atto una sorta di disinformazione totale sulle sorti della Juve. Manca poco e si parla di un acquirente cinese o taiwaniano che tolga di mezzo Andrea Agnelli e Marotta. Questa Juve dà fastidio, anche più di quella di prima capitanata da Moggi e Giraudo e fatta fuori dai vertici del calcio italiano.

Ci hanno già provato con Antonio Conte e continuano a provarci: va via a gennaio, rescinde il contratto a febbraio, forse litiga a marzo, di sicuro ad aprile si incazza e viene licenziato, a giugno firma per l’Arsenal, anzi per il Manchester, salvo che PSG o Monaco non avanzino l’offerta.

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L’obiettivo è indebolire la Juve. E se Conte reagisce con silenzio e col lavoro sul campo, allora perché non tentarci con i giocatori che stanno dettando legge in Italia?

Il capitolo Vidal è stato purtroppo chiuso dal ragazzo che ha apposto la firma sul rinnovo di contratto. Eppure già giravano cifre: 40 milioni di euro, a luglio, forse già a gennaio. Meglio darlo via, anzi la Juve non può trattenerlo e via così.

Ci riprovano con Pogba. Da giorni girano altre cifre: 45 milioni di euro, poi ieri si è passati a 60, con 7 o 8 milioni di euro di ingaggio per il ragazzo. La verità è che Marotta sta lavorando a un rinnovo molto sostanzioso: fino al 2018, con ingaggio che supererà i 3 milioni di euro. Una società che vuole primeggiare non può vendere Pogba. Lo sa Marotta, lo sa Conte, lo sa soprattutto Andrea Agnelli. Il bilancio bianconero non è in pericolo. E allora, ecco il jolly.

Il jolly giornalistico se l’è giocato la redazione di SportMediaset. Nel servizio su Pogba la parola è stata ceduta a Cobolli Gigli. Non Marotta che di professione fa l’a.d. bianconero, non Andrea Agnelli che è ufficialmente il Presidente della Juve, ma il grande e inimitabile Cobolli Gigli che di fatto ha confermato come “la Juve sa che deve stare attenta ai bilanci e quindi…” e quindi la Juve deve cedere Pogba. Un servizio ad hoc, costruito per far contento Mino Raiola e il popolo antijuventino. L’ultimo estremo e vergognoso tentativo di destabilizzare l’ambiente e suggerire uno smantellamento.

Consiglio: e perché no un Calciopoli Bis? Marotta capocupola, in fondo, ci starebbe proprio bene…

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La nemesi per l’Inter di Moratti

Per Massimo Moratti e la sua Inter è giunta l’ora della nemesi.

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Nel 1995, praticamente in concomitanza dell’approdo di Moggi alla Juventus, Moratti acquista l’Inter e per ben undici (11) anni prova inutilmente a vincere lo scudetto arrivando sempre sistematicamente alle spalle della Juventus di Moggi.

95-96 scudetto Milan                           – 11 dalla Juventus

96-97 scudetto Juventus                    -6 dalla Juventus

97-98 scudetto Juventus                    -5 dalla Juventus

98-99 scudetto Milan                           -8 dalla Juventus

99-00 scudetto Lazio                            -13 dalla Juventus

00-01 scudetto Roma                           -22 dalla Juventus

01-02 scudetto Juventus                    -2 dalla Juventus

02-03 scudetto Juventus                    -7 dalla Juventus

03-04 scudetto Milan                           -6 dalla Juventus

04-05 scudetto Juventus                    -14 dalla Juventus

05-06 scudetto Juventus                    -15 dalla Juventus

Moratti acquista di tutto e di più spendendo centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire: Zanetti, Roberto Carlos, Ince, Djorkaeff, Winter, Zamorano, Cruz, Simeone, Ronaldo, Recoba, Pirlo, Baggio, Peruzzi, Blanc, Jugovic, Di Biagio, Vieri, Cordoba, Seedorf, Mutu, Adriano,Toldo, Materazzi, Cannavaro, Almeyda, Crespo, Batistuta, Stankovic, Mihajlovic, Veron, Cambiasso, Davids, Julio Cesar, Samuel, Figo, Pizarro, Solari.

Cerca di acquistare anche Luciano Moggi, ma non ci riesce.

Non si rassegna alle proprie incapacità ed allora organizza con la Telecom di Tronchetti Provera la Farsopoli delle intercettazioni (dove vengono nascoste le sue telefonate e quelle del suo Presidente Facchetti) per distruggere Moggi e la Juventus. Si fa aiutare dal suo amico Guido Rossi ed approfitta delle guerre intestine al gruppo Agnelli dove John Elkann, Franzo Grande Stevens e Gabetti nulla fanno per difendere Moggi e Giraudo, uomini fidati del defunto Umberto Agnelli, padre di Andrea.

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Addirittura i suoi contatti con Cobolli Gigli e Blanc (messi da Elkann a sostituire di fatto Giraudo e Moggi) sono tali da riuscire a farsi dare dalla Juventus, da lui fatta retrocedere in serie B, Ibrahimovic e Vieira.

Mentre la Juventus risale dalla serie B e cerca inutilmente la sua identità, Moratti stravince facilmente campionati fasulli lasciando sistematicamente la Juventus a decine di punti di distacco.

06-07 scudetto Inter                            Juventus in serie B

07-08 scudetto Inter                            +13 sulla Juventus

08-09 scudetto Inter                            +10 sulla Juventus

09-10 scudetto Inter                            +27 sulla Juventus

10-11 scudetto Milan                           +18 sulla Juventus

Senza l’ostacolo Moggi le campagne acquisti dell’Inter diventano perfino facili o addirittura, come già detto, “aiutate”: Ibrahimovic, Vieira, Maicon, Grosso, Chivu, Muntari, Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito, Eto’o, Pandev.

Ma il popolo bianconero costringe Elkann a cacciare prima Cobolli Gigli e poi Blanc ed a chiamare Andrea Agnelli al capezzale della Juventus.

Dopo un anno sprecato con la scelta di Del Neri, Agnelli affida la squadra ad Antonio Conte.

La Juventus torna regina e l’Inter di Moratti (che nel frattempo acquista Ranocchia, Coutinho, Nagatomo, Pazzini, Alvarez, Forlan, Zarate, Jesus, Guarin, Handanovic, Pereira, Gargano, Palacio, Cassano, Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto e Rocchi) torna alla sua consueta mediocrità.

E il fasullo +27 sulla Juventus del 2010 si trasforma in un -26 nel 2012 ed addirittura in un -33 nel 2013.

11-12 scudetto Juventus                    -26 dalla Juventus

12-13 scudetto Juventus                    -33 dalla Juventus

Moggi è stato cancellato dal pianeta calico. Ma, terminato l’effetto Farsopoli, l’Inter è tornata ad essere quella di prima. Anzi è addirittura peggiorata.

È la nemesi.

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Juventus-Siena 3-0 Tutti devono migliorare: giocatori e tifosi

Compito eseguito con successo. Vittoria netta, nel risultato e, in parte, in campo. Lichtsteiner, Giovinco e Pogba. Ma non tutto lascia contento Antonio Conte.

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Il Mister anzi ha molto da ridire a fine partita. Leader assoluto di un ambiente tornato a festeggiare come abituato nella centenaria storia, oggi Conte è uno dei pochi portavoce della juventinità. Difficile prendere seriamente chi si azzarda a criticarlo: per scelte tecniche, per scelte di comunicazione.

Alla Juve tornata vincente ne stanno capitando di cotte e di crude: squalifiche, arbitraggi perplessi, dichiarazioni, falsi scoop. E noi muti. Dalla manifestazione contra FIGC di settembre, mai avvenuta, a proteste che si limitano a scrivere in un blog come questo. Pensando, addirittura, di fare rivoluzione. Mentre gli altri fanno e disfano a proprio piacimento, forti di una pochezza politica bianconera senza precedenti. Almeno Cobolli Gigli faceva finta di arrabbiarsi…

Restiamo al campo. C’è un campioncino che sta crescendo come meglio non potrebbe. E’ forte, diceva qualcuno. Deve essere forte, dicevano altri pensando alla rabbia di Fergusson per averlo perso. Paul Pogba sta dimostrando una maturità notevole. Gioca da veterano, classe da vendere, ruolo in costruzione (e secondo me è quello corretto, altro che regista basso davanti la difesa: bravo Conte!), numeri in crescita.

Banale sottolineare il quinto gol in bianconero, importante evidenziare che potrebbe perfino farne di più. Bolide, precisione, costanza, senso di inserimento. La Juve è in buone mani.

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Dall’altra parte c’è un altro campioncino che fatica a esplodere. Eppure avrebbe i mezzi per farlo. A Giovinco serve tranquillità, e noi gli forniamo invece l’alibi perfetto per non crescere. Tranquillità significa critiche costruttive, mica fischi quando un dribbling da paura non riesce. Perché poi io sono abituato a guardare tutto e il tutto non è così male come qualcuno descrive. E quando poi fa le cose che deve fare e viene fischiato, allora ti accorgi che qualcosa di strano c’è. Siamo masochisti noi juventini. Né un bicchiere rotto in piena fase Calciopoli (cit. Mughini), né bolgia quando già solo coi cori dovremmo affossare la nostra concorrenza.

Così dopo un derby esaltante per la stampa, molto rassicurante per quanto mi riguarda e per quanto ho visto, non capisco come possano i rossonerazzurri essere tronfi di gioia, mentre noi bianconeri (quasi ai quarti di Champions dopo aver disputato parecchie Coppe del Nonno, cit. Conte) critici e quasi incazzati. Ok che molti lo sono per la nostra voglia di migliorare costantemente, ma molti lo sono davvero incazzati. Giovinco è inutile, Vucinic deve essere cacciato. Forse la colpa è di Conte che continua a tenere in panchina Messi e Cristiano Ronaldo, chissà perché?!?

La verità è che, a un anno di distanza, rileggendo questo blog, mi accorgo che tanto è cambiato nei nostri giudizi e nelle nostre aspettative. Questo manda su tutte le furie Conte che la Juve e la storia della Juve la conosce meglio di tutti noi per averla vissuta da dentro, per tanti anni. Sarà il caso di ascoltarlo?

Quando nel secondo tempo, e anche nel primo, la gente rimane in silenzio ad assistere alla partita epperò pretendendo l’inferno, lì ti accorgi che ci stiamo muovendo come due copri separati. Come se i ragazzi in campo abbiano un qualche credito nei nostri confronti. Invece la verità è che i ragazzi in campo tendono ad aumentare le forze se il pubblico li spinge. Non esiste stadio al mondo con questa disparità di comportamento. E perciò i miei giudizi sul match finiscono qui: la Juve in campo ha risposto per quanto era la richiesta dagli spalti. Blanda, seppur padrona della situazione, con qualche accelerazione e qualche distrazione.

A indicare la via, quella corretta, anche perché è l’unica possibile, sono stati Conte e Buffon. Li ascoltiamo? Altrimenti può accadere di tutto e sinceramente non me la sento di fischiare gente come Lichtsteiner o Barzagli, Marchisio o Pirlo, Giovinco o Vucinic. Se ben ricordo è grazie a loro, e agli altri non menzionati, che siamo dove siamo. Ed è solo grazie a loro che potremmo arrivare dove tutti vorremmo. Coi fischi però si torna indietro. In particolare al posto della Roma, costretta a sperare in un passo falso di Catania e Fiorentina. Juventini: ricordate dove eravamo?

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Branca, l’amico di Cobolli Gigli

Chi è Branca, il censore di Antonio Conte?

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Che sia il responsabile dell’area tecnica dell’Inter è noto. Che abbia titoli per ironizzare sulla posizione di squalificato di Conte, non ci risulta. Anzi. Ma partiamo dall’inizio.

Cassano si sveglia un giorno e parla di “soldatini”. Vabbè, è Cassano… cosa vuoi pretendere.

Bonucci risponde per le rime.

Ieri Conte riceve a Montecatini il premio Maestrelli come miglior allenatore 2012-2013 (vogliamo aggiungere un ovviamente ?).

In occasione dell’evento, la mattina decide di dedicarsi ai tifosi che gli sono stati vicini in questo periodo particolare e risponde via Twitter alle loro domande.

Tra l’altro, facendo ovviamente riferimento alla frase di Cassano, dice:

Partiamo dal presupposto che a me è piaciuto molto quello che ha detto Bonucci, quando si parla di soldatini qui si parla di professionisti. Quando io parlo di professionalità e di professionismo in altri campi, io per primo e i calciatori dobbiamo essere professionisti nel nostro lavoro. Noi chiediamo professionalità, chiediamo ai nostri ragazzi di essere professionisti. Debbo dire in tutta onestà che quando andiamo a prendere un calciatore, quando decidiamo di investire, anche perché oggi non possiamo permetterci di fare investimenti sbagliati, le cose che andiamo a vedere, oltre alle cose dal punto di vista tecnico-tattico, chiediamo se il calciatore ha dei requisiti umani importanti. Perché nei momenti di difficoltà, e di momenti di difficoltà ce ne sono tanti durante l’annata, il calciatore viene sempre in secondo piano ed emerge sempre l’uomo. Se noi abbiamo una squadra fatta di uomini, allora vinciamo, così come è successo l’anno scorso, così come ci auguriamo possa succedere anche quest’anno. Quando invece dietro l’uomo c’è un quaquaraquà, un uomo di poca cosa, allora sono i primi che ti fanno affondare, quindi preferiamo lasciare questi giocatori agli altri.

Branca si sente chiamato in causa e risponde:

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Credevo che la vicenda fosse già risolta tra i giocatori e che non ci fosse bisogno dell’intervento di persone che all’interno dei club ricoprono cariche di ‘maggiore responsabilità’. Se poi qualcuno ha ritenuto di intervenire, pur trovandosi nella sua posizione attuale, da parte mia non trova risposta proprio per non alimentare ulteriormente la polemica e andare contro il clima di serenità che tutti auspichiamo. E, comunque lo ringraziamo di lasciarci certi tipi di giocatori.

Certamente Conte non sa che, essendo stato squalificato senza prove ed essendo perciò innocente, è di cattivo gusto che faccia apprezzamenti sui giocatori dell’Inter che, per primi, hanno ironizzato sui giocatori della Juventus o, per dirla meglio, da Juventus. Come si permette Conte, nella sua posizione attuale?

Ma come si permette Branca.

Branca, uomo di fiducia di  Moratti, criticato perfino dal suo ex collega Oriali.  Dice Oriali, a marzo di quest’anno:

La cosa che mi preoccupa di più è che Branca ha detto che sta già lavorando per il prossimo anno: se fosse vero spero che stia lavorando per il futuro di un’altra squadra, non dell’Inter. Non so perchè sia uscito con queste dichiarazioni, perchè lui stesso sa che molte trattative le abbiamo condotte assieme, fino alla cessione di Ibrahimovic al Barcellona, che ha portato avanti il presidente, anche molto bene. Ma lo confermano anche gli stessi giocatori, come Lucio e Samuel, che mi ringraziano sempre per il fatto di essere approdati all’Inter: anche durante le trattative in entrata di Ibra e Vieira, io e Branca eravamo assieme in sede della Juventus, con il presidente bianconero.

Oriali, oltre che campione del mondo, è quello del passaporto di Recoba, con in mezzo anche Baldini.

L’Inter  ci aveva appena pugnalato con le intercettazioni e praticamente ucciso con le sentenze volute da Guido Rossi. Con il cadavere ancora caldo, Branca, con Oriali, era nella nostra sede per portarci via Vieira ed Ibra, con il benestare di Cobolli Gigli.

Branca non doveva nemmeno entrare nella nostra sede. D’altronde chi è Cobolli Gigli lo avevamo capito da subito.

Branca ricordi i suoi “inciuci” con Cobolli Gigli prima di ergersi a censore di Conte.

Che comunque non deve essere difeso né da me né dalla Bongiorno primo perché non ha fatto o detto nulla per cui debba difendersi e poi perché sa già difendersi da solo, e molto bene.

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