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Tag: collina

L’arringa di Prioreschi spiegata al tifoso interista: qual è la frode sportiva?

Se hai perso le precedenti puntate, ecco un piccolo sommario:

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Chi ha studiato giurisprudenza e chi possiede ancora un minimo di intelligenza crederà, leggendo nel seguito questo articolo, che l’autore e 14 milioni di persone in Italia siano impazziti. Solo che quanto viene narrato di seguito – che non è invenzione o sceneggiatura, ma semplicemente il resoconto dell’arringa dell’avvocato Prioreschi – è assolutamente reale e assolutamente accaduto nel 2006.

Fosse una farsa non farebbe certo ridere. E infatti non è una farsa e non fa ridere, ma è verità perciò… ci viene un po’ da piangere.

Reato di pericolo presunto a consumazione anticipata

Aprite bene le orecchie perché Prioreschi ha studiato il Codice Civile e soprattutto il Codice Penale. E, per sfortuna di Narducci, l’ha studiato pure bene. Durante i minuti nei quali l’argomento è il reato di frode sportiva Prioreschi si lancia nell’interpretazione della Legge 401/89 ricavandone solo confusione e soprattutto concludendo che il reato per cui sarebbe rinviato a giudizio Luciano Moggi può solo essere circoscritto alla corruzione di giocatori e dirigenti avversari o di persone all’interno della Federazione. Ma né i sorteggi sono stati truccati, né sono saltati fuori corrotti, né le partite sono state frodate… dunque che tipo di reato è quello ascritto a Moggi?

C’è un passaggio che è inquietante nell’arringa dell’avvocato Prioreschi e cioè il seguente:

Presidente, da che ci dobbiamo difendere?

Fa un po’ ridere, sicuramente mette in corpo tanta tristezza. Il Processo di Napoli si è rivelato così falso e incredibilmente controproducente per i vari Moratti, Galliani, Narducci, Auricchio e Federazione Italiana Giuoco Calcio… che adesso, quando è il momento di ragionare sul serio su quanto è accaduto, non si riesce più a individuare il misfatto, il reato, l’oggetto del contendere. Paradossale o no, è quanto accade a Napoli.

Il problema in sé è semplicissimo e lo spiega Prioreschi:

Lei ricorderà [rivolgendosi alla Presidente Casoria, n.d.a.] del rinvio a giudizio per genericità del campo di imputazione, bene continuo a confermare che le imputazioni del mio assistito vengono interpretate in modo differente dai PM e dalle parti civili. Narducci dice che la corruzione non lo riguarda, mentre la FIGC considera questo come “il processo per la corruzione”. Narducci dice che non va visto il singolo episodio, ma va visto il complesso. Il Brescia Calcio invece vuol guardare i singoli episodi. Da cosa ci dobbiamo difendere?

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L’idea che salta fuori da questo piccolo stralcio dell’arringa è chiara: si è andati a Processo con un risultato già raggiunto, e cioè l’eliminazione della Juventus e di Luciano Moggi. Dunque, il processo in sé non era più importante. Tanto è vero che PM & Co. hanno registrato una figura orrenda durante il Processo di Napoli, mostrando uno dei lati peggiori di questa Italia.

Ma stiamo sul pezzo. La corruzione è ovviamente al centro di questo Processo. La fantomatica associazione, o cupola, di Moggi nasce proprio con l’obiettivo di truccare i campionati. Per truccare un campionato si deve corrompere qualcuno: l’avversario, la Federazione, gli arbitri, gli assistenti, gli operatori di mercato. E’ venuto fuori un solo corrotto, in questi 5 anni. Almeno è venuto fuori solo una persona che è andata contro le regole: Nucini, arbitro in attività che tesseva rapporti ambigui con Facchetti, allora Presidente dell’Inter. E’ l’unico fatto accertato in questo Processo e che abilmente la stampa e le TV hanno mascherato, insabbiato, già dimenticato. Ma scripta manent, per loro sfortuna.

Corrompere vuol dire pure che qualcuno deve trarre un vantaggio dalla corruzione. Un assunto dell’avvocato Milella era stato il seguente:

Non è necessario truccare il sorteggio perché in griglia ci sono tutti gli arbitri amici.

Detto in altro modo: visto che non si è riusciti minimamente a dimostrare la corruzione del sorteggio degli arbitri, allora si cerca un laborioso arzigogolo. Il sorteggio non è truccato perché in griglia ci sono i miei amici. Nonostante la logica non regge, vediamo chi sono questi amici che guadagnano, cioè gli arbitri:

Il prezzo della corruzione è il seguente: chi viene designato guadagna più soldi. Presidente, usiamo l’indagine della Procura di Torino sulle griglie e scopriamo un fatto interessante: nel 2004/2005 gli arbitri che hanno guadagnato di più sono Collina, Paparesta, eccetera eccetera e ultimi sono Bertini e De Santis.

Musica finale e chiusura del sipario. Ancora più interessante della classifica degli arbitri che hanno guadagnato di più – e nemmeno fatto apposta i primi due sono proprio quelli anti-Juventus – è l’indagine della Procura di Torino, con Maddalena che aveva già archiviato tutto per “regolarità dei sorteggi”. Usiamo parole ancora più semplici: una indagine chiusa perché il reato non sussiste, cioè il truccare i sorteggi, viene usata per distruggere Moggi e la Juve. Accade in Italia!

Basterebbe ciò per giustificare una insurrezione popolare, ma questo Paese ha la coscienza sporca, l’etica offuscata e una scarsa voglia di giustizia.

Perché torno a ripetere: il Processo di Calciopoli è una delle poche opportunità per questo Paese, anche solo per una volta, di riportare un minimo di ossigeno in una società corrotta e palesemente influenzata dal potente di turno, arrogante e in totale distonia con le regole di un paese moderno e civile.

Nella prossima puntata ci divertiremo a descrivere il processo degli imbroglioni. Stay tuned!

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Calciopoli: o è spergiuro o è farsa

Alla domanda chiunque, dotato di buon senso e un minimo di dignità, risponderebbe confermando la seconda ipotesi: è una farsa pazzesca e clamorosa. Si riapre Calciopoli Bis e davanti a Teresa Casoria sfilano una serie di lugubri personaggi, dotati di un certo fascino. Di quelli maledettamente bui però. I vari Collina e Abete, più Franco Baldini per esempio. Tre teste chiave che non sono riusciti né a scardinare la difesa né a ripartire al contrattacco. Che barba, che noia avrebbe detto una grande che ci ha lasciato pochi giorni fa!

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Tutto normale, tutto tranquillo, tutto regolare e tutto così maledettamente pertinente con quanto all’estero scrivono. E’ una farsa, inutile continuare i dibattimenti.

Dopo tante giustificazioni, il signor Pierluigi Collina è in aula. Il rispetto della persona è talmente tanto che non si fa pesante riferimento ai fattacci che lo riguardano (incontri a orari assurdi, ristoranti chiusi adibiti a sede di riunioni segrete e via così). Tutto sommato il pelato se la cava. Risposte banali: nessuna pressione per alterare i sorteggi, nemmeno per aggiustare al volo risultati di partite. Né quelle del Milan, né quelle della Juve. Dichiara di conoscere Meani, l’addetto agli arbitri rossonero, da 20/25 anni ma ciò non costituisce reato. A parità di condizioni allora non è reato il fatto che Moggi conoscesse la totalità degli addetti ai lavori da anni che variano da 30 a 40.  Tutto chiaro, almeno per Collina che ricorda di essere stato prosciolto. Ma va?!

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Sul bancone dell’ipocrisia siede pure Abete. Se provate a rileggere le sue risposte dovreste trovare tutte le prove del perché il nostro calcio sia così caduto in basso. Lui è un uomo per bene, trasparente e amico di tutti, senza che ciò voglia dire distribuire favori. Ma anche quando si tratterebbe di favori non si capisce il ruolo della Juve legato alla sua persona. Eppure Calciopoli aveva raccontato una storia diversa, sebbene il suo ruolo, allora, era ben diverso da quello di adesso. Tant’è, anche questo interrogatorio si trascina stancamente verso un nulla di fatto. Né accuse, né difese, solo le frasi senza contenuto che tutti attendevano e si aspettavano.

Il clima diventa più caldo quando, elegante come sempre, col suo fascino e la sua voce affascinante, entra in aula Baldini. Il suo nervosismo è palpabile e ho l’impressione che questo primo round sia stato concordato. Non riesce a spiegare decentemente il suo rapporto con Auricchio. Qui c’è un problema di date e numeri di incontri, profondità della conoscenza e obiettivi del primo e del secondo. Possibile non si siano parlati questa estate nel tentativo di raccontare la stessa balla? Prioreschi gli mostra i verbali che sbugiardano sue precedenti dichiarazioni e il fido di Capello va nel pallone. Per uscire dalla crisi è costretto a ricorrere al vocabolario morattiano. Definisce Moggi un “uomo senza qualità”: accipicchia, che offesa! Peraltro, contestuale all’offesa, un accenno pericolosissimo alle fidejussioni giallorosse su cui ci sarebbe veramente da discutere. Moggi reagisce, ma è solo una finta, a me pare concordata col suo legale che platealmente lo mette a sedere. Insomma, un po’ di pietà verso chi è in difficoltà. Palese difficoltà, rilevabile quando Baldini confonde dati e avvenimenti che in realtà, nella sua mente, dovrebbero essere ben scolpiti, tipo le dimissioni di Antonelli e le sue personali inziative di sovvertire un sistema capeggiato da Moggi. Moggi, questo mostro autore di “soprusi, maltrattamenti e fattacci”: Pacciani se la cavò meglio in un altro processo, e c’è sempre da ricordare che Moggi faceva il Direttore Generale della squadra che dopo il Real Madrid è stata eletta la migliore del Secolo. Comunque, per tornare a Baldini e finire il suo pezzo ridicolo, l’ex dirigente giallorosso si lancia in un’accusa cui l’aula reagisce con una risata calorosa. Baldini punta il dito su due trasferimenti dalla Juve al Messina, potenziale alleata dei bianconeri. Strane cifre, dice Baldini, e strani spostamenti, aggiunge. C’è solo un piccolo, maledetto e scabro dettaglio: i trasferimenti riguardavano prestiti gratuiti. Evito di scrivere i nomi per non far ridere i lettori.

L’ultima carrellata di testimoni riguardano arbitri e giornalisti, tutti tesi a minacciare o confermare le accuse mosse a Moggi e alla Juve. Niente di tutto ciò: arbitraggi e sorteggi regolari, palline non truccate, gare arbitrata in buona fede.

Resta un’ultima domanda: come cazzo avrà fatto Moggi a truccare il mondo del calcio? Da solo e senza un maledetto arbitro o dirigente al suo fianco? Perché se così fosse Luciano Moggi non andrebbe condannato, ma eletto immediatamente Presidente della Repubblica… finché morte non ci separi!!!

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