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Tag: coman (pagina 1 di 2)

Confusione Coman: monetizzare o scommettere?

Ancelotti racconta che usava quel ragazzino per mettere in difficoltà i difensori del PSG sottotono: “Vai e puntali” gli diceva. Oggi Guardiola se ne è innamorato al punto che lo vorrebbe già in questa sessione a Monaco, come nuovo Ribery e quindi come attaccante esterno. Allegri crede molto nel ragazzo. La Juve è in confusione.

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Il primo punto da chiarire è il ruolo perfetto per Kingsley Coman: attaccante esterno o seconda punta? Nelle ultime apparizioni ha dimostrato di faticare il secondo ruolo. Mentre sembra trovarsi a proprio agio quando può distendere la velocità e puntare l’uomo, con il portiere avversario di fronte e non alle spalle. Su questo Allegri dovrebbe ragionare.

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Il secondo punto è se a questo livello di ragionamento porta a poter accettare una cessione adesso (si parla di 20 milioni di euro) o resistere e scommettere sul ragazzo.

Per ragioni di pura economia, la plusvalenza generale sarebbe da grande operazione, a sostenere la causa “cessione adesso”.

Per ragioni di scommessa, lasciare andare via un ragazzo su cui il tecnico e la società credono potrebbe essere criminale. Uno perchè il suo valore potrebbe perfino aumentare (leggi Pogba); due perchè una simile pedina potrebbe rivelarsi utilissimo alla causa tecnica.

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Solo tre semplici domande per Allegri

Solo tre semplici domande per Mister Allegri, posto che la falsa partenza potrebbe aumentare la goduria fra qualche settimana:

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  1. d’accordo sugli infortuni che hanno limitato le scelte, ma Padoin regista sulla carta (sul campo i compiti sono stati fraintesi, o strategicamente diversi) e l’insistenza su Coman titolare (o l’ignorare Dybala) appaiono scelte troppo discutibili. Come scegliamo gli 11 titolari? E che senso ha Isla in campo in quel finale?
  2. la rinuncia al sistema che sembra meglio vestire la Juve di Allegri non ha senso, quasi a un volersi aggrappare a una qualche forma di talismano chiamato 3-5-2 pur con interpreti non funzionali. È un segnale alla società per intervenire sul mercato o semplice confusione di inizio stagione?
  3. adesso che arriva Cuadrado e con le difficoltà a reperire un vero trequartista, cambia ancora il sistema di gioco?

Adesso la sfida si più dolce: cambiare, senza rinunciare a vincere, partendo da quell’abisso creato negli ultimi due anni. Ma occorre metterci più fantasia e coraggio a partire dalle scelte tecnico-tattiche.

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Col tridente, col trequartista, con le mezze punte

Beato Allegri. Quest’estate avrà tanto da lavorare, ed è un bel lavoro. Con il mercato che si accinge a sfoderare gli ultimi colpi (speriamo a effetto), la Juve vara ufficialmente la prima vera Juve di Max Allegri.

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L’argomento più affascinante riguarda certamente lo schema offensivo. Con l’arrivo dei vari Zaza e Mandzukic, più Dybala e la conferma di Morata e Coman, e in attesa di un trequartista, la Juve può sbizzarrirsi nel cambio di assetto d’attacco, potendo contare su tutta una serie di moduli e soluzioni prima impossibili.

Di Morata conosciamo tutto: forte fisicamente, impressionante la progressione e la capacità di giocare anche nello stretto grazie a una tecnica sopraffina. Mandzukic è invece l’ariete capace anche di fare tanto movimento. Dybala lo attendiamo come il genietto risolvi-partite, capace di alternare l’assist al gol. Zaza è invece la tipologia di attaccante tuttofare, con abilità acrobatiche non indifferenti e prospettive di crescita interessanti dal punto di vista realizzativo e del gioco di squadra. Età, fisico e colpi certamente non gli mancano. Coman è atteso a una crescita importante, e già il fatto di volersi giocare un posto in questa Juve rifiutando prestiti in provincia la dice lunga sulla personalità di questo ragazzo classe ’96.

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Con questo pacchetto offensivo, e, ripetiamo, con l’arrivo di un numero 10, Allegri può varare il suo schema preferito o passare a un tridente che la Juve non riesce a schierare dai tempi di Vialli-Ravanelli-Baggio (almeno unito a quei risultati).

Il 4-3-1-2 è uno schema tanto caro al tecnico livornese, per il quale però gli serve quel numero 10 che dovrà uscire dal mercato di agosto. Le due punte possono tranquillamente essere scelte in modo da privilegiare la forza (una coppia fra Morata, Mandzukic e Zaza) o l’agilità (per esempio Dybala e Morata).

In un ipotetico 4-3-3 il fulcro dell’equilibrio è spostato sulla mediana, dove Marchisio, Pogba e Khedira dovranno garantire recuperi di palla e filtro difensivo, mentre il tris d’attacco può serenamente sfoderare tutte le caratteristiche di cui Allegri dispone. Con Dybala e Morata ai lati di Mandzukic o Zaza, la Juve metterebbe in campo una potenza di fuoco importante, per soluzioni di tiro e in particolare con un assetto molto europeo (e poco italiano). Un tridente puro di questa portata suscita le fantasie dei tifosi, ma vanno visti sul campo equilibri ed efficacia.

Su queste logiche, Marotta deve cercare un numero 10 capace anche di agire sulle fasce laterali, quindi i vari Draxler e lo stesso Goetze sembrano perfetti. Serve fantasia, capacità di sopperire alle giocate geniali di Pirlo e Tevez. Nel frattempo va anche trovata una soluzione per Llorente.

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Calciomercato Juventus: si investe o no?!

Dunque nulla. Forse giusto un timido rinforzo in difesa. Il che sarebbe anche perfetto se tutti rientrassero in servizio e qualcuno decidesse di essere più incisivo e decisivo. Ma lato comunicazione verso i tifosi una posizione va presa. O chiarita.

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Perchè il rischio è finire col dar retta ai giornali, fantasticando o disinformandosi, col risultato di dar contro a società, a Marotta, a Paratici e tutta la ciurma.

La Juve vuole crescere? Il dubbio del tifoso è questo. Andare su Sneijder considerandolo perno della svolta e non poter offrire nemmeno cifre modeste suona in senso contrario al senso di crescita. Poiché l’effetto si amplificherebbe poi in estate quando qualche campione sarà necessario e a quel punto non potremmo permettercelo.

Le scommesse sul mercato sono ormai ardue. D’accordo i conti in ordine, ma parliamo pur di azienda e impresa. Parliamo quindi di rischio. E i conti in ordine dipendono tutto dai risultati del campo. Per far risultato occorre investire, rischiare. Da un po’ ci pare invece di voler a tutti i costi cercare il mega-jolly dal mercato rimandando occasioni che ci sembrano ormai palesi e chiare. O investire e investire sui giovani che poi non trovano tuttavia la strada del ritorno a casa né spazio in campo (leggi Coman, leggi lo stesso Morata).

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Per fare il definitivo e ultimo salto di qualità, la Juve di Allegri necessita di campioni già affermati e affamati, in grado di fare da traino a un gruppo che ci appare se non sazio, certamente mentalmente stanco o affannato. O non ancora pronto a reggere la pressione (leggi Morata).

Altrimenti bisogna ripartire dai giovani, ma occhio al contro-senso ancora una volta: un Coman in campo per 3 minuti ogni 10 partite è semplicemente non giudicabile; un Morata titolare per 5/6 partite di fila darebbe già un peso più importante a un voto semidefinitivo sulle possibilità di diventare una stella bianconera; un Rugani non riportato alla base, un Gabbiadini così facilmente ceduto, un Masi a invecchiare in B, un Berardi ancora in provincia non sono l’esatta idea di far crescere i giovani nella Juve e per la Juve. Per avere questo Marchisio è addirittura servito andare in B.

Il ManUTD di Sir Alex decideva a un certo punto di rischiare un paio di anni puntando su un ricambio totale della rosa con i giovani “costretti” a crescere con responsabilità, presenze e fatti. Questo è stato un modello importante: vogliamo perseguirlo? Altrimenti coi parametri zero o gli over 30 il rischio è quello di inceppare un meccanismo che con Conte si era rimesso con forza in moto.

Juve: che si fa? Basta chiarirsi.

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Fiorentina – Juventus 0 – 0 / Chi ci ha capito qualcosa?

Cantava De Gregori “e non c’è nulla da capire”. Sarebbe la colonna sonora perfetta per il match fra Fiorentina e Juventus. Uno scialbo 0-0 dove vince solo l’estro dei tifosi viola che ancora protestano (e chissà perché).

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Allegri sorprende tutti, forse anche i ragazzi stessi: ritorno al passato, con un 3-5-2 che fa da specchio a quello viola. Con Evra e Ogbonna, con Pereyra e Coman.

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I fischi dello stadio, anche i buu razzisti contro Ogbonna e Pogba, le proteste per un presunto fallo laterale invertito: è la fotografia dell’Italia calcistica. Per questo non aver nemmeno tentato di vincere fa male a chi oggi si chiede se è un pareggio che ci può stare o un pareggio beffa (visto che non si è nemmeno tirato in porta).

Testa a martedì, si dirà. Ma al di là di questo, a sorprendere è ancora la superficialità di molte giocate: da Pogba a Vidal, per esempio. E la pochezza delle fasce, dove Evra è molto lontano dall’essere utile.

Zero a zero, dunque. Moviola inclusa: una mezza cravatta di Chiellini su Gomez, poi il mani di Pizarro finale, nel mezzo mancano un paio di gialli per Basanta e Gomez, ma si ricordano i fischi dello stadio e il “buffone” gridato a Rizzoli. E’ sempre Italia, in fondo.

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Fiorentina – Juventus / Tattica: si torna all’antico?

Arriva la sorpresa, almeno così denunciano i giornalisti: la Juve torna al 3-5-2 per la sfida con la Fiorentina, complice le numerose assenze e le squalifiche.

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La prima brutta notizia riguarda Romulo: stop di 90 giorni. Praticamente ci vedremo in primavera per un acquisto che fino ad adesso non ha mai praticamente giocato. Unito ai vari Caceres, Barzagli, Marrone e alla squalifica di Lichtsteiner, questo vuol dire che la Juve non ha più difensori.

Scontata la presenza di Ogbonna, Bonucci e Chiellini. E vista la carenza, ecco il passaggio al 3-5-2, sembrerebbe. Con Pereyra a destra a centrocampo ed Evra a sinistra.

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Spazio poi al turn-over: giungono voci su Coman in attacco al posto di Tevez, con Llorente titolare e Morata in panchina; riposo pure per Marchisio, con Pirlo regolarmente in campo, con al fianco Pogba e Vidal.

Destabilizzante o meno, io preferirei la seguente formazione.

Fiorentina - Juventus / Tattica: si torna all'antico?

Ma l’importante, come al solito… è vincere.

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Juventus – Parma 7 -0 / Comincia l’era Allegri?

A livello mentale, per quel necessario cambio di marcia rispetto all’ingombrante presenza di Conte, era necessario passare ad altro sistema di gioco. Juventus – Parma racconta principalmente questo.

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Più del 7-0, a far felici staff, società e tifosi è l’atteggiamento, la rabbia, la voglia ritrovata di giocare a calcio. Divertendosi e divertendo. Ecco quel é la causa di questa vittoria.

Doppiette per tutti gli attaccanti fin qui criticati per la scarsa cattiveria sotto porta. Gol meraviglioso di Lichtsteiner, che ieri ha marcato una prestazione meravigliosa. In mezzo, tanta corsa e disciplina tattica, con un centrocampo molto agile a beneficio di un giro palla molto veloce.

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E’ il calcio di Allegri? Se sì, beh siamo contenti. L’impronta di un allenatore su un gruppo è fondamentale per costruire un percorso di successo. E se Mister Max ha in testa questo sistema di gioco, magari anche l’uso del trequartista puro, noi attendiamo fiduciosi la totale applicazione delle sue idee.

Potendo anche contare sulla panca: Romulo sorprendente, Coman che a questo punto merita molte altre chance, anche in partite più delicate dove la sua sfacciataggine nel puntare l’uomo può risultare un’arma importantissima.

Ora c’è la pausa. Recuperiamo i cosidetti big. E ripartiamo alla grande.

Divertendoci e divertendo.

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Juventus-Cesena / Non perdere il ritmo

Sulla carta è un impegno facile. Ma sul campo, sappiamo tutti, che è anche più complesso rispetto all’esordio in Champions o al match contro il Milan. Questione mentale, quella su cui Conte non ha praticamente mai sbagliato.

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Allegri è chiamato a un’altra prova: tenere vivo l’ambiente bianconero, anche contro il Cesena, soprattutto contro il Cesena. Da partite come quella di domani passa la vittoria di un campionato.

Visto il tour de force di questo spezzone di stagione, il mister è chiamato anche a dosare bene il gruppo. Scalpita, per esempio, Morata, desideroso di dimostrare tutto il suo valore. Sarebbe un’occasione propizia per lanciarlo dal primo minuto.

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Così come fremono Coman e Giovinco, praticamente i due vice Tevez, col francese che vorrebbe candidarsi a sorpresona dell’anno.

A centrocampo si attende il rientro di Pirlo, con la nota lietissima di un Vidal recuperato. Difficile tenere a bada il cileno, così come è difficile chiedere a Pereyra di restare in panchina. In questo settore Allegri ha solo l’imbarazzo della scelta.

La difesa preoccupa. Caceres è out, si spera solo per 15 giorni, anche perché Barzagli non ha ancora recuperato, e Marrone si è fermato senza nemmeno giocare.

Intanto c’è di nuovo il campo. Giusto per non perdere il ritmo.

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Juventus-Udinese 2-0 / Ne vedremo delle belle

Baricentro altissimo. Percentuali bulgare di possesso palla. Produzione offensiva da capogiro. Facilità di arrivare in zona gol. Con la pecca di concretizzare ancora poco. E una certezza: la panchina è di grandissima qualità.

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Più del 2-0 casalingo sull’Udinese, è quest’ultimo concetto che stupisce. In quella che di fatto era una piccola emergenza di uomini, la Juve non ha tradito. La Juve tutta, a cominciare da Ogbonna su cui persistono ancora dubbi di affidabilità.

La Juve dei Pereyra e dei Caceres va come un treno, confermando la buona impressione della prima giornata di campionato, cioè quella legata al gioco. Più equilibrato rispetto all’era Conte, meno frenetico, ma ugualmente famelico. Questi ragazzi non hanno per nulla la pancia piena e – anche qui – cade uno dei motivi dell’abbandono di Conte. Su questa rosa ci si può ancora contare.

Lo vedi da Tevez che fino a 2 giorni fa doveva rimanere a casa infortunato. Lo vedi soprattutto da Pereyra che sembrava voler imitare il miglior Vidal, riuscendoci per duttilità e quantità di corsa, per aggressività e capacità di inserimento. Certo Vidal è impareggiabile, ma una sua ulteriore eventuale assenza non fare scattare l’allarme massimo. Gran bell’acquisto. Come lo è Evra: a sinistra il francese spinge, crossa e recupera. Asamoah può riposare con calma.

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Pressing alto, ma tanto ragionamento. Con un giro-palla che assomiglia comunque a quello di Conte, perché il 3-5-2 di Allegri è di fatto una piccola estensione, impercettibile a tratti, a essere sinceri. Addirittura un assetto più alto in fase di spinta, dove non è più un 3-3-4 come amava dire Conte, ma addirittura qualcosa di più, con annessi rischi di contropiede avversario. Marchisio a fare da filtro, il resto della squadra in una linea compatta offensiva con 6 uomini.

Il primo tempo ha registrato numeri dittatoriali, a favore dei bianconeri piemontesi su cui grava la responsabilità di non averla chiusa. Almeno 5 le palle gol nette sprecate, oltre il gol di Tevez. Il secondo tempo ha evidenziato una necessità di stare più calmi, di “non si può andare sempre a 100 all’ora” (cit. Allegri). Qui il tecnico dovrà intervenire.

La sorpresa più bella, oltre alla conferma dell’imprescindibilità di Llorente, è rappresentata dagli ingressi finali di Coman e Morata. Per lo spagnolo un piacevole esordio concettuale, ma non solo. Per Coman la conferma che questo ragazzo è nelle gerarchie bianconere per davvero, mica solo per emergenza come 14 giorni fa. Entrambi, in appena 5 minuti di gioco, hanno dimostrato la voglia e la fame di vestire il bianconero per ritagliarsi spazi da protagonisti. Specialmente Morata ha collezionato un paio di battaglie a centrocampo, mostrando un fisico longilineo ma robusto, due azioni personali per sfoggiare l’ottima tecnica calcistica, e un buon numero da bomber in area, con perno su avversario, stop e tiro da biliardo tenuto a fatica dal portiere avversario.

Sono solo le prime due giornate di campionato, non conosciamo ancora il reale peso delle avversarie fin qui affrontate, ma la sostanza della Juve di Allegri sembra esserci tutta. Noi ci siamo. E ci crediamo.

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Juventus-Udinese / Sarà ancora 3-5-2

La Juventus di Max Allegri si prepara all’esordio casalingo con l’Udinese. Le assenze impongono uno status quo tattico che non varia l’assetto di qualità a disposizione dei bianconeri piemontesi.

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Il dubbio riguarda l’attacco, dove Morata e Giovinco non partono favoriti per differenti motivi, dove Llorente sarà la boa cui affidare le peggio battaglie con i difensori avversari, e dove Coman si gioca la maglia da titolare con un Tevez reduce da un fastidio prontamente recuperato.

E già qui c’è una piccola novità: la voglia di affidarsi a chi sembra garantire il meglio. Come Coman. Nonostante l’età. Con un tour de force importante da qui alle prossime settimane, la Juve non può permettersi fiato corto o di spremere già parte della rosa. Le alternative non mancano, anzi è qui che siamo cresciuti.

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Asamoah resta a riposo, esordio quindi per Evra, tanto per parlare di alternative. Nel 3-5-2 di stasera, l’ex Manchester United avrà compiti più offensivi, con licenza di cross per lo spagnolo ex Bilbao. Schema che con Allegri dovremmo riuscire a sfruttar meglio che in passato.

Scalpita Pereyra, sostituto di Vidal in mezzo al campo, con Marchisio regista e Pogba immancabile.

Importante continuare a dare segnali di fame, di voglia, di crescita collettiva, in una stagione davvero emozionante e irta di pericoli. E martedì comincia già un’altra avventura.

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