In Italia la memoria è corta, o più semplicemente si tende a dimenticarla, a insabbiarla. O ancora più vigliaccamente la memoria viene completamente ribaltata. E’ un paese strano il nostro, ma non ci stupiamo più di nulla.

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E visto che non ci stupiamo, e visto che non accettiamo il bavaglio, vorremmo spendere due parole su Enrico Preziosi, attuale Presidente del Genoa e uomo interessante ai fini di una discussione sull’onestà e la lealtà.

Ci teniamo a sottolineare come sottoscriviamo le sue parole di denuncia in merito ai fattacci di Marassi. Ci asteniamo dal produrre altri articoli, ci sembra vergognoso alimentare quegli episodi.

Ma ci teniamo a tenere viva la memoria su Preziosi. Il suo ruolo nel calcio non ci è molto chiaro alla luce della sua carriera. Ripercorriamola brevemente.

Gli inizi nel mondo del calcio

Preziosi si fa vedere nel mondo del calcio alla guida del Saronno. Serie B sfiorata in appena 2 anni, partendo dalla Serie D. Grande miracolo sportivo grazie agli ingenti investimenti. Mollato il Saronno eccolo alla guida del Como. Fino al 2003 sembra filare tutto liscio, con addirittura una pazzesca promozione in Serie A. Prima del termine di quel campionato Preziosi tenta la scalata a Torino e Sampdoria.

Non vi riesce e si butta sul Genoa. Intanto Saronno e Como falliscono.

Gli anni col Genoa Calcio

I grifoni, con a capo Preziosi, vivono due vite diverse. Il primo campionato sotto la Presidenza Preziosi è in C1. Meglio: sarebbe dovuto essere il campionato di C1, ma il Genoa si ritrova in B. Il putiferio giudiziario nel mese di agosto provoca il ripescaggio del Genoa che poi vincerà il campionato. Serie A conquistata sul campo. Ma nell’ultima giornata, quella dei festeggiamenti, accade l’incredibile: il Genoa è sotto inchiesta per illecito sportivo commesso dal suo stesso Presidente.

Valigetta piena di soldi: il caso Genoa-Venezia

Valigetta piena di soldi: il caso Genoa-Venezia

Dalla A alla C1 con penalizzazione di 3 punti. Preziosi non ci sta, ma i Tribunali gli danno torto. C’è una valigetta di troppo: poco da dire e fatti certi per tentare di difendersi.

Il ritorno in A avviene in 2 anni, dietro una vagonata di milioni di euro investiti da Preziosi. Fra i giocatori lanciati Diego Milito, Bidone d’Oro 2011 e grande attaccante ora in forza ai nerazzurri. Torneremo su questo argomento.

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Il Genoa arriva in Europe League grazie al miracolo tecnico di Gasperini. Il suo spregiudicato 3-4-3 regala spettacolo e punti. Il suo esonero clamoroso coincide col crollo verticale dei grifoni, ora a serio rischio di retrocessione.

Affari e affaracci, processi e inibizioni

Enrico Preziosi è sempre stato un tipo vispo. Le sue dichiarazioni non sono mai banali, purtroppo sono quasi mai pertinenti. Sempre muto e rispettoso coi/dei club milanesi coi quali intreccia numerosi rapporti, si ricordano le sfuriate contro arbitri e complotti dopo ogni tipo di sconfitta. Ma, per fortuna, non gode di molto credito.

Dopo i fattacci di Marassi ha pesantemente esclamato: “I delinquenti devono essere arrestati. Le persone per bene devono prevalere”. Ecco, allora ci scuserà se ripercorriamo per punti la sua carriera giudiziaria:

  • nell’ottobre del 2003 patteggia 23 mesi di reclusione per il reato di bancarotta fraudolenta. Il caso è quello del “fallimento del Como”. La pena viene indultata grazie al delfino di Silvio Berlusconi, Angelino Alfano. Si salva;
  • si salva poi nel giugno del 2009 quando il Tribunale di Genova lo assolve per doping amministrativo. Restano buchi di informazione clamorosi, ma la vicenda è chiusa definitivamente;
  • due anni prima, nel giugno del 2007, aveva subito un’inibizione di 5 anni e multa di 150mila euro per irregolarità nei trasferimenti di calciatori. Viene scagionato nel luglio 2009, ma approfondiremo il discorso qui di seguito;
  • nel giugno 2010 viene deferito da Palazzi per aver operato sul mercato con Moratti da inibito. Irregolarità confessata dallo stesso Preziosi e su cui IoJuventino aveva già scritto. La vicenda viene clamorosamente insabbiata e Preziosi è ancora salvo;
  • nel marzo del 2007 viene condannato per il reato di frode sportiva a 4 mesi di reclusione. I fatti sono relativi a quel famoso Genoa-Venezia del 2005, quello della valigetta. Come è finita? Nel 2008 la condanna, mai scontata, viene confermata. Poi la Cassazione improvvisamente annulla tutto, ma nel febbraio 2011, a caso rinviato a Genova, riconferma la condanna.

Amicizie pericolose

Genoa-Venezia, campionato di Serie B. Il Genoa si gioca la Serie A. Ma una valigetta geleotta pesa sul risultato di 3-2 a favore dei rossoblu. Dentro la valigetta ben 250mila euro in contanti. Ogni ipotesi, al di fuori della combine, è altamente demenziale. Prima c’era stato il fallimento del Como, portato in alto e lasciato cadere.

La permanenza in A di Preziosi porta nuovi contatti e nuove amicizie. Per esempio quelle con Galliani e Moratti, cui Preziosi non nega mai favori. Tipo i prestiti e gli acquisti (perché di questo si tratta) dei vari calciatori che in rossoblu transitano il tempo di firmare il contratto di prestito con l’una o l’altra milanese. Il caso Boateng è inquietante.

Galliani e Moratti

Galliani e Moratti: entrambi molto amici di Preziosi

Con Moratti, invece, Preziosi divide i magheggi. Da inibito tratta la cessione di Milito e Thiago Motta. A termini di regolamento sarebbe deferimento e condanna, con una pesante penalizzazione per il club nerazzurro. A tutti gli effetti i trasferimenti sono nulli, ma Palazzi indugia, tentenna e appena scatta la prescrizione fa finta di agire. Tutti salvi, caso insabbiato e i giornali non ne parlano nemmeno. Noi sì, e abbiamo scritto “Lo strano caso del deferimento ritardato di Moratti“.

Il salvataggio di Alfano del luglio 2009 è impressionante. Da applausi. Ecco i fatti. Dal Como diversi cartellini fluiscono al Genoa a prezzo stracciato o nullo (tipo il famoso Gregori che nel giro di qualche mese passa dalla valutazione di 0 euro a 250 mila euro). E dal Genoa vengono spediti verso altri lidi a prezzi gonfiati. L’accusa: “impoverimento volontario del patrimonio del Como Calcio“. Usiamo ancora le parole dei commissari della FIGC: “Preziosi è un uomo pericoloso, sportivamente parlando”. Ne chiesero la radiazione, ma venne salvato. Ancora una volta.

Sul caso di Genoa-Venezia, e ci torniamo per l’ultima volta, il balletto fra condanne, annullamenti, confermi di condanna e riconferma di condanna fra il 2006 e il 2011 ci lascia basiti.

E non ci allarghiamo alle operazioni fra Milan-Genoa e Milan-Inter.

E perciò chiediamo: siamo sicuri che domenica pomeriggio, al Marassi, i delinquenti erano tutti fuori dal campo. Tutti, proprio tutti?

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