Curioso. Lascio il bar parlando di come Conte potrebbe sfruttare l’estro e il dinamismo di Robben, maestro di dribbling, gol e assist. Lascio il bar con quel sorrisetto maligno, con in testa il pensiero “se Marotta mi compra Robben, nelle mani di Conte rischiamo di distruggere le partite”.

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La logica impone il precedente ragionamento: se con Pepe l’allenatore bianconero è capace di far girare la squadra in questo modo, assolutamente stupendo, con Robben cosa farebbe?

Ed ecco che, forse impauriti, di certo sempre originali pur nella loro idiozia, arriva la genialata di Paolo Condò. La Gialappa’s gli avrebbe tributato una puntata de “Un uomo, un perché”:

Robben è limitato. Non l’ho mai visto passare un pallone ed è un giocatore che va ad una sola velocità, quella massima. Lo dice pure Valdano.

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Fatico a comprendere le parole, a mettere assieme, nello stesso rigo, l’aggettivo “limitato” e quello che poi è a tutti gli effetti un complimento e cioè “va a una sola velocità, quella massima”.

Io credo che un giocatore che di professione fa l’esterno di centrocampo, al più esterno d’attacco, e che segna oltre 100 reti in carriera, a fronte di poco più di 350 partite giocate, sia un gran bel giocatore. Uno di quelli capaci di risolvere più di una partita. In particolare al Bayern ha raggiunto la piena maturità tecnico tattica e i numeri sono mostruosi: 51 gol in 82 partite. Da attaccante vero.

Che non passi mai il pallone è un concetto tutto di Condò che non deve vedere molto la TV. E’ un amante del dribbling e del gioco in solitaria, ma al Bayern lui e Ribery sono la pietra filosofale di Gomez e dei compagni che girano attorno, proprio per gli assist che riescono a servire.

No, la verità, caro Condò, è un’altra. La solita. Campagna di disinformazione. E le vendite diminuiscono. Dopo che il giocatore ha espresso parole dolci nei nostri confronti, ecco l’idiozia. Schema classico, schema da Gazzetta dello Sport.

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