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Tag: coni (pagina 1 di 2)

Varriale ha detto che Palazzi ha lavorato bene: ora siamo tutti più tranquilli!

Io pago il canone della RAI. Mi hanno educato in famiglia a far così.

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Ho un’età per cui la televisione l’ho vista nascere, crescere, prendere colore, arrivare a quella attuale. Quella dove è difficile ascoltare un Telegiornale serio, quella dove esistono il Grande fratello, l’Isola dei famosi, i programmi della De Filippi ed amenità del genere. La TV dove tutti parlano di tutto e più l’argomento è tragico o scabroso più i giornalisti ci affondano le mani per fare audience. Sfruttando la parte meno nobile dell’animo umano. TV pattumiera.

Mi rifugio in Piero Angela e nei programmi sportivi.

Ma i programmi della RAI di Valenti, De Laurentiis, Martellini, Pizzul non esistono più.

Ora mi ritrovo a vedere partite della RAI, quelle che pago con il canone, dove in una postazione fanno la telecronaca un dipendente RAI ed un esperto esterno, in un’altra commentano un altro dipendente RAI ed un altro esperto esterno, a bordo campo, vicino alle panchine, mi ritrovo un certo Varriale ad osservare se gli allenatori si tolgono con le mani le caccole dal naso. Li pago tutti, anche Varriale.

Poi ci sono i tecnici addetti al suono, alle immagini, ecc.  che non compaiono in televisione. E magari quelli li pago volentieri. Ma 3 giornalisti (altro stipendio rispetto ai tecnici) e 2 esperti esterni per una partita, non vedo perché io debba pagarli. E se tra questi c’è Varriale, meno che meno. E poi magari ogni anno mi chiedono l’aumento del canone. E io, fesso, pago. Perché mi hanno educato così.

Chi è Varriale?

Si  riconosce subito. È quello simpatico, ma tanto simpatico, ma così simpatico che ogni tanto qualche allenatore o qualche calciatore lo manda a quel paese in diretta (vero Zenga?).

Immaginatelo con il grembiulino ed il fiocco delle elementari e vi trovate di fronte l’immagine del compagno di classe, insopportabile, che vuole sempre mettersi in mostra, che parla sempre e fuori luogo, che fa anche la spia alla maestra.

È napoletano. È tifoso del Napoli. A Pechino (Supercoppa) ha soggiornato, dopo regolare permesso richiesto alla RAI, nell’hotel extra lusso del Napoli. Tutto regolare? No, perché poi durante la partita tifava in diretta Napoli. E io gli pago lo stipendio.

Domenica 7 ottobre, mentre in televisione intervistava Abete, ossequiandolo come si conviene ad uno come lui quando ha a che fare con un uomo di potere, nel chiedere se erano in previsione modifiche all’ordinamento della Giustizia sportiva, si è lanciato in una sentenza definitiva : “PALAZZI HA LAVORATO BENE”.

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Perbacco, e noi coglioni che credevamo che ne avesse combinate di tutti i colori, Palazzi. Invece no, Varriale ci ha rassicurato che Palazzi ha lavorato bene. Ora siamo tutti più tranquilli.

Palazzi che è pappa e ciccia con Pippo Carobbio.

Palazzi che voleva tener fermo per più di tre anni Bonucci.

Palazzi che guarda le partite allo stadio in compagnia di Galliani.

Palazzi che manda in prescrizione gli illeciti dell’Inter.

Palazzi che istiga gli indagati a fare nomi grossi, promettendo in cambio sconti extra.

Palazzi che ha detto che Conte sapeva degli accordi tra i calciatori ma poi li spronava a vincere.

Palazzi che deferisce Conte per aver detto che in Procura Federale Carobbio è chiamato amichevolmente Pippo.

Palazzi che non deferì Moratti che lo chiamò “stupido”.

Tranquilli, Palazzi ha lavorato bene.

Lo ha detto Varriale.

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TNAS e Conte: quelle prime pagine false come Giuda

A leggere oggi i giornali si capisce quale sia la vera sostanza della vicenda Conte nel Calcioscommesse. Per prima cosa sottolineiamo come l’ennesimo grande scandalo italiano sia stato insabbiato, coperto, non indagato, ignorato, perseverato e avallato. Lo scandalo delle scommesse non è mai stato portato alla luce: né dalle TV, né dai giornali. Palazzi & Complici hanno saputo ottimamente sviare l’informazione verso altri lidi. Conte è semplicemente quello a maggiore attrazione, mediatica e non solo.

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Il vero scandalo, quello che avrebbe coinvolto Milan e Inter con la confessione degli zingari, è già stato risolto in una pacca sulle spalle. Chissà, intercettando Palazzi e qualche grosso dirigente magari avremmo potuto scoprire molte cose, ma ormai è andata come la vera storia di Farsopoli che per fortuna è stata raccontata da forum e blog coraggiosi.

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A leggere oggi le prime pagine dei giornali salta subito in mente una domandina: “Come sconto? O è innocente e deve essere assolto o è colpevole e forse non basterebbero 10 mesi!“. E’ un concetto talmente banale che gente come Galdi della Gazzetta o De Paola del CorSport non riescono proprio a pensare. Questo perché la malafede e soprattutto la loro fede calcistica impedisce al sangue di giungere al cervello per elaborare uno dei più antichi concetti civili: innocente o colpevole. La via di mezzo non esiste, se non nella mente bacata e rosicante di chi pensa che colpendo Conte si danneggi la Juventus. Piaccia o non piaccia, con Conte o senza Conte, la Juve è sempre quella che Conte ha in mente, ha costruito e ha allenato. Meglio di chiunque altro allenatore italiano ed europeo.

La storia dello sconto, forte o debole che sia, non sta in piedi. Ma Conte è colpevole o è innocente? Che razza di mestiere è quello di una persona che dovrebbe esercitare la Giustizia ragionando un tanto al chilo? Ma che vergogna stiamo esportando all’estero dove non ci stanno più capendo nulla, dove si chiedono come mai uno come Moratti che ha assoldato l’intelligence telefonica del Paese per fare i suoi porci comodi venga ancora intervistato a mo’ di servo-e-padrone?

Oggi si decide se scontare o meno la posizione di Conte. Più o meno la scena sarà la seguente: “Ok Antonio, fatti un altro po’ di partite fuori e poi rientri”. Il perché non verrà spiegato, anche se conoscono tutti la risposta, il come non verrà mai appurato, il chi invece è ben stampato in tutte le menti degli italiani: la banda Abete-Petrucci-Palazzi colpisce ancora. Chi sarà il prossimo? Carrera o Vucinic?

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E dopo Juve-Roma, caro Conte scordati l’assoluzione

Chissà Petrucci come avrà seguito il match. Chissà la sua faccia al 19esimo minuto di gioco quando già la Juve viaggiava tranquilla sul 3-0. Chissà la sua reazione quando Rizzoli ha mandato tutti sotto la doccia con 1 minuto di anticipo rispetto alla tabella di marcia.

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Chissà se avrà alzato il telefono per assicurarsi che a Conte non venga concesso alcun processo equo, né serio. Chissà se avrà fatto le sue solite pressioni ora per salvare il figlio da omicidio colposo con foglio rosa e macchina CONI, ora per l’amico Moratti che necessitava di prescrizione, ora per mettere fine alla farsa Conte… perseverandola.

Caro Antonio, miglior allenatore d’Italia pur lontano dalla panchina, scordati l’assoluzione. L’hai combinata grossa anche stavolta. Dopo 50 partite l’hai combinata grossissima. Ancora una vittoria, ancora una supremazia schiacciante, con qualche titolare fuori, con una forza d’urto spaventosa.

E se Zeman dice sempre la verità, anche scomoda, eccotela servita caro Petrucci:

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Questo è uno stadio molto bello, la prima volta che venivamo, stadio per fare spettacolo, ma l’ha fatto solo la Juve. Non abbiamo fatto calcio, loro sono più forti.

Il calcioscommesse sembra non aver scalfito la Juve, anzi pare averla resa ancora più cattiva e desiderosa di vendicare l’ignobile trattamento riservato al condottiero Conte.

Petrucci e Abete, Abete e Petrucci. La conferma di Palazzi è solo la testimonianza più diretta del vero sistema mafioso, per dirla come nel Processo GEA dove la fantomatica cupola è stata smontata già in primo grado. Lo scritto patetico e assurdo di Ruggiero Palombo sulla serietà di Palazzi non fa altro che aumentare la libidine… doppia libidine… libidine coi fiocchi (cit. Gerry Calà) che i tifosi juventini tutti stanno provando. Ormai siamo ridotti a far parlare il quarto allenatore di turno dopo che Conte, Alessio e perfino Carrera sono stati silenziati dalla Società per ammorbidire i toni e mostrare uno stile immenso che cozza con la bassa moralità di questa itaGlia.

E dopo questo 4-1, questo cappottone che poteva anche essere più largo, di almeno due o tre taglie, caro Antonio… scordati l’assoluzione.

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Quando rettificare fa rima con “paraculare”

Zeman è un gran paraculo, combatte solo le battaglie che gli fanno comodo”.

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Queste parole pronunciate dall’ex capitano bianconero Vialli sarebbero da incidere nella pietra perché raramente qualcuno ha saputo dare una definizione più appropriata al tecnico boemo più perdente ma al contempo osannato dai media della storia del calcio. Una definizione che sarebbe anche una perfetta epigrafe per lui a mio modo di vedere.
E la dimostrazione di quanto avesse ragione Vialli l’ha data praticamente in tempo reale proprio Zeman. Non che ce ne fosse bisogno, ma la quasi contemporaneità degli avvenimenti ha un risvolto quasi comico.

Infatti ieri Zeman ha stupito tutti dicendo per una volta una cosa condivisibile da parte dei tifosi della Juve: “Abete è un nemico del calcio”.

Dopo qualche ora di comprensibile panico a Trigoria e dopo un probabile giro di telefonate tra Baldini, la Figc e il Coni ecco spuntare una rettifica imbarazzante affidata all’Ansa dal tecnico boemo, meglio noto come il messia boemo per diversi addetti ai lavori che si ritengono grandi intenditori:

Quanto dichiarato non era riferito alla persona del presidente della Figc, ma al sistema calcio.

Ma cosa vuol dire? Ma che rettifica è?

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Solo una bella mossa da “paraculo” come direbbe Vialli, motivata da interessi che vanno ben oltre l’integrità morale che tanto ostenta solo quando vuole combattere “le battaglie che gli fanno comodo”. Battaglie che appunto gli fanno comodo per ottenere quella visibilità che i successi sportivi gli hanno sempre negato e per trovare giustificazioni preventive o a posteriori per futuri o passati fallimenti.
Proviamo a fondere la dichiarazione originaria di Zeman, cioè “Abete è un nemico del calcio”, con la rettifica “Quanto dichiarato non era riferito alla persona del presidente della Figc, ma al sistema calcio”.

Quello che si ottiene è: “Il sistema calcio è un nemico del calcio”.

Ma che roba è? Se devi fare una rettifica per dire una cosa senza senso fai prima a tacere. Sembra una di quelle frasi che puoi incontrare in un esame di Filosofia del Linguaggio o di Logica che fatichi a capire e devi scervellarti per memorizzare il procedimento logico spropositatamente allucinante di chi l’ha ideata.

Ma questa è solo la mossa disperata di un “paraculo” timoroso. Anzi, fintamente timoroso, perché sa benissimo che agli amici si perdona tutto, infatti nella rettifica non si intravede neanche un briciolo di impegno per esprimere una scusa sensata.

Eppure “Zeman dice quello che tutti pensano ma pochi hanno il coraggio di dire” secondo il presidente del Coni Petrucci, nonché ex vicepresidente della Roma. Petrucci era intervenuto prontamente al fianco di Zeman e di Abete nella loro battaglia contro Conte, per esaltare il primo come un paladino della giustizia, e per difendere il secondo come un bambino in lacrime che si ciuccia il pollicione seduto in un angolo dopo essere stato offeso. E adesso, invece, tutto tace. Il silenzio di Abete e di Petrucci è assordante dopo l’accusa di Zeman e l’imbarazzante rettifica.

Siamo sicuri che se avesse detto una cosa del genere un altro allenatore di serie A, quello campione d’Italia in carica e imbattuto, sarebbe partita immediatamente una spedizione punitiva capitanata da Palazzi benedetta da Abete e Petrucci e santificata dall’alto da Zeman, il “paraculo” più incensato della storia.

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Criscito: tutti chiedono le scuse. E Bonucci e Pepe?

Giusto, giustissimo. Un ragazzo che per fortuna non ha subito più di tanto l’effetto “blitz mafioso” alle 6:30 della mattina in quel di Coverciano. Un ragazzo che per sua fortuna gioca fuori da questa Serie A, lontano da questo paese ormai nel declino più assoluto.

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Tutti chiedono ora le scuse di FIGC e giornali – possibilmente – a Mimmo Criscito, un ragazzo per bene, un ottimo giocatore che l’Italia si è lasciata scappare per l’ingordigia dei presidenti italiani. E le scuse le attendiamo pure noi: vergognoso il modo in cui è stato trattato, veramente da paese del quarto o quinto mondo. Il tutto per organizzare quella festicciola dove i giornalisti erano presenti – già dalle 6 della mattina: gioca ricordare questo dettaglio! – e inscenare la più grossa pagliacciata, in linea con chi dirige CONI e FIGC da un po’ di anni.

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Si attendono le scuse ufficiali, anche di Prandelli che non si è saputo imporre come nel caso di Bonucci. E certo la differenza era netta, purtroppo per Mimmo: lo juventino non aveva mai ricevuto un avviso di garanzia, mentre il genoano purtroppo sì.

A guardare già i due casi vengono i brividi: 3 anni mezzo di squalifica chiesti da Palazzi per lo juventino, nemmeno sfiorato Criscito che pure era stato fotografato con Leopizzi (una delle brave persone che abitano questa Italia, uno degno della scuderia di Preziosi).

E ci domandiamo ancora, togliendo una volta per tutte il dubbio che su Criscito si sia esagerato in tutti i casi – noi siamo convinti della sua estraneità, ma ora devono spiegarci per bene perché Genoa-Samp era da archiviare, con il PM che giudica “inammissibili” le prove che pur sono state trovate, come alcune intercettazioni e passaggi di denaro sospetti – il motivo per cui a Criscito vanno fatte le scuse, mentre a Pepe e soprattutto Bonucci no? Erano forse carne da macello?

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TNAS: la farsa della terzietà

Pochi giorni ancora (1 mese!!!) e la partita col Calcioscommesse sarà chiusa. Una pietra tombale, con la prospettiva di una farsa bis. Perché è anche evidente come non convenga al CONI e alla FIGC un parere del tutto negativo da parte del TNAS riguardo la porcata di secondo grado, o sentenza come la chiama ancora qualcuno.

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Al TNAS le cose potrebbero cambiare significativamente. Al TNAS le regole barbare e opportunamente costruite del processo sportivo (bisognerà comunque cambiare la prima parola, del tutto non vera) si allineano a quelle di un vero processo. Ma esperti in materia dicono che la storia di Conte potrebbe davvero squarciare un velo in questa cupa vicenda di commistione fra obiettivi della FIGC e azione di Palazzi, cioè della Procura Federale Sportiva. Con la possibilità di portare nuova documentazione a difesa dell’imputato e forse l’accettazione di poter controinterrogare l’accusante, con in più la necessità di rileggere le carte e il metodo usato dalla Corte Federale per condannare Conte, ecco che il giudizio finale potrebbe davvero essere in linea con un qualsiasi diploma di scuola media.

E’ pur vero che l’unico modo per uscire da questo processo sarebbe quella di bere una RedBull e volare in alto, più di quanto fatto in classifica lo scorso anno. Quest’ultimo, fra l’altro, è l’unico e il vero capo di imputazione di Antonio Conte. Con l’aggravante dell’imbattibilità, mantenuta quest’anno: quindi è pure recidivo!

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Solo che fra questi esperti – tornando seri – che giudicano la cosa da un punto meramente giurisprudenziale, usando quindi criteri democratici e oggettivi, istituzionali e logici, di fronte alla porcata di secondo grado ammettono pure che nulla dovrebbe cambiare. Nessun risultato positivo per gli avvocati di Conte. Sarebbe come mettere spalle al muro questo sistema dittatoriale che Andrea Agnelli ha finalmente denunciato. Un sistema largamente criticato da quei pochi giornalisti che pur stipendiati proprio non se la sentono a rendersi partecipi di questa vigliaccata.

Il TNAS, è sempre bene ricordarlo, dipende praticamente dal CONI. Terzo “un par de cojoni” direbbe il mitico Bombolo. Con Petrucci che ha già espresso la propria opinione: da buon romanista, ricordando i vecchi tempi di vicepresidenza nel club giallorosso, ha di nuovo condannato Conte. Per il quale, sapevatelo, arriverà un nuovo deferimento: mai denunciare la verità in questo paese, si passa dalla parte del torto e il sistema ti punisce!

Dicevamo del TNAS: dipende dal CONI, e quindi è poco auspicabile che i due arbitri (quello giudicante e quello della FIGC) diano ragione a Conte. Che poi non sarebbe un “dare ragione a Conte” quanto dare ragione alla logica, alla dignità intellettuale di una professione che dovrebbe essere libera da padroni e preconcetti, da preaccordi politici o di altro genere. Il TNAS confermerà in larga parte la sentenza di secondo grado, pur riducendo di qualche mese la squalifica. Di fatto è questo l’assist della sentenza di secondo grado: violentando la logica, eliminando dai capi d’accusa una partita, la più problematica, e confermando i 10 mesi… Palazzi & Complici hanno di fatto chiesto al TNAS di ridurre la squalifica AMMETTENDOLA. DA 10 a 0 mesi è impensabile, siamo in Italia. Piuttosto è prevedibile una sorta di dimezzamento della pena, o la conferma di quell’accordo di patteggiare i 3 mesi. Intanto, da qui fino al 7 ottobre, sperando non vi siano rallentamenti e rinvii, Conte si sarà fatto un paio di settimane di squalifica.

Saranno così contenti tutti i dirigenti italiani più puliti: da Galliani a Moratti, da Preziosi a Corioni, da Zamparini a Cellino. Senza dimenticare il Napoli che fra qualche giorno vedrà giungere in sede un deferimento per responsabilità oggettiva, ma tranquilli: se le partite col boss in campo sono state archiviate… queste non saranno nemmeno prese in esame. E dopo la Supercoppa il Napoli eviterà pure di presentarsi davanti a un Tribunale a rispondere di combine di partite. Conte in tribuna, Mauri, Palacio, Ranocchia, Cannavaro, Grava & Co. in campo. Purtroppo… questa differenza non ha influito sul campionato.

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Caro Andrea Agnelli, stop ai bianconeri in Nazionale

L’euforia per due vittorie molto nette, l’euforia per un ottimo mercato nonostante il top player, l’euforia per una consapevolezza di essere una squadra forte, molto forte, non può distrarre dalla guerra che FIGC e CONI hanno promosso contro i nostri colori.

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Caro Presidente Andrea Agnelli non abbassi la guardia e tutti noi tifosi non rilassiamoci. Vedere Conte ingabbiato, mentre Palacio, Ranocchia e Mauri possono tranquillamente scendere in campo fa male, troppo male. E allora vediamo di rispondere a tono.

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Già queste due risposte contro Parma e Udinese sembrano buone, ma serve un altro tipo di risposta. Nessun bianconero dovrà raggiungere Praandelli: la FIGC e il CONI vogliono far guerra alla Juve? Che se la vedano da soli a qualificare la Nazionale della FIGC ai prossimi mondiali. Da soli, senza alcun bianconero. Abbiamo da pensare a due settimane importanti per costruire le prossime partite e l’esordio in Champions.

Con gli juventini in Nazionale subiremmo la prima sconfitta stagionale, che fa già molto più male rispetto a un verdetto negativo in campo. Presidente Agnelli: dimostri davvero di essere al nostro fianco in questa vergognosa guerra che la FIGC e il CONI ci stanno muovendo contro.

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Gianni Malerba: “E’ un altro processo farsa”

Ex Magistrato della Corte d’Appello di Roma ed ex membro CAF, Gianni Malerba non è estraneo alla Giurisprudenza e ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti sul fronte Calcioscommesse:

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Si è celebrato l’ennesimo processo farsa.

Molto lapidario, molto diretto. Ovviamente noi la farsa l’abbiamo più volte smascherata, e continueremo a raccogliere testimonianze come questa, preziose in un mondo di menzogne quale quello dei media italiani proni ai poteri forti della politica del pallone.

Ovviamente non si è limitato alla sentenza Malerba, sentenza del tipo di processo celebrato:

Il Procuratore Federale [Palazzi, ndr] senza prove insiste a chiedere la condanna di Antonio Conte. La cosa strana è che lo stesso Procuratore omette di contestare l’omessa denuncia a tutti i giocatori che dovrebbero aver assistito alla riunione tecnica famosa. Riunione in cui si è parlato di vero illecito.

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Secondo le osservazioni di Malerba, ampiamente anticipate in questi mesi da noi e dai nostri siti fratelli, la farsa è piuttosto rocambolesca: se Conte parla allora è illecito e invece qui c’è una omessa denuncia; omessa denuncia che non coinvolge i giocatori che anzi rigettano tale accusa e smentiscono TUTTI il profeta Carobbio. Per Malerba c’è qualcosa di strano anche perché

[Palazzi] omette di contestare a questi giocatori a violazione dell’ art. 1, per avere reso dichiarazioni false e favoreggiatrici.

Come disse De Rensis “che non passi la linea che queste dichiarazioni sono di fantasmi: o sono testimoni o sono deferiti“. A quanto pare sono fantasmi per Palazzi e allora più che Studio Sport servirebbe un altro programma di Italia 1 e cioè Mistero. Ma non è finita e torniamo seri con le parole di Malerba:

La Corte incorre in un errore di diritto: proscioglie Conte per un’accusa e non riduce la pena per il venir meno della continuazione. Uno svarione in cui non incorrerebbe neppure uno studente di secondo anno di giurisprudenza.

Purtroppo non si tratta di uno svarione, ma di un vero e proprio piano criminale per attaccare la Juventus dopo la linea promossa da Andrea Agnelli contro le sciagurate azioni della FIGC su Farsopoli.

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Abete e Petrucci: la vergogna alberga in loro

Hanno del ridicolo le dichiarazioni di Abete e Petrucci, i due personaggi che hanno affossato il nostro calcio e la credibilità di un intero popolo sportivo, cioè quello italiano. La fortuna è che la Juve non ha recitato un ruolo attivo in questi anni, tornando a vincere grazie agli enormi meriti di Antonio Conte. Ed ecco il motivo di questo tremendo attacco, mediatico e processuale, ai suoi danni. Un attacco che perdura ormai da 7 mesi, da quando cioè Galliani promise a Conte “te la farò pagare”.

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Abete Giancarlo, non dico nulla, ma parlo

Abete con Galliani: di che stanno parlando?

Abete con Galliani: di che stanno parlando?

Abete, imprenditore politico molto vicino a Galliani, e Petrucci, sindaco di San Felice Circeo e antijuventino come pochi per sua stessa ammissione. Sono gli uomini prestanome di chi comanda il calcio italiano, visto che non contano una mazza a livello internazionale e poco lavorano in campo italiano.

Eppure il loro modo di parlare, la loro arroganza in concetti mal espressi, non fa notizia: anzi, sembrano verità discese dal cielo. Vediamo cosa hanno detto.

Abete ha esordito a mo’ di esultanza:

Si è riusciti a governare una fase che rischiava di diventare caotica.

L’aggettivo che usa è caotica, mentre il verbo che sceglie per descrivere l’assurda operazione di Palazzi è governare. Scelte infelici, come sempre. Per prima cosa la Giustizia non si governa, ma si applica. Le leggi sono chiare, così come sono chiari i documenti: di caotico non c’è proprio nulla tranne il lavoro di Palazzi. Un lavoro che non poteva meritare la conferma se non erano proprio quelli gli ordini ricevuti: insabbiare la vera indagine (che fine hanno fatto le indagini su Inter, Milan, Napoli, Palacio, Genoa, Ranocchia, il boss della camorra che seguiva i partenopei in casa e in trasferta?) e aggredire la Juve (nelle persone di Pepe, Bonucci e Conte).

Se Abete avesse davvero letto le carte – e dubitiamo fortemente – e avesse una dignità – siamo sicuri di tale assenza – dovrebbe ammettere che la posizione di Palazzi è molto ambigua e ci fermiamo a questo aggettivo: chiede 3 anni e mezzo per Bonucci e poi implora un patteggiamento quando si capisce che verrà prosciolto. Ma che gioco è questo? Rovinare la vita di un ragazzo per un puro piacere personale (o un favore politico a chi sappiamo) è un delitto che andrebbe punito. Con la beffa di aver perseguito la strada della condanna pure in secondo grado: assurdo e vergognoso!

Abete dovrebbe pure spiegare la logica che ha annientato la matematica sul caso Conte: se due omesse denunce fanno 10 mesi, quando fa una omessa denuncia? Fa ancora 10, roba da bocciatura alle scuole elementari o da indagine per associazione a delinquere che dovrebbe coinvolgere la Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Ma Abete va oltre, senza titubanza:

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La Giustizia Sportiva è migliorabile, ma deve essere frutto di proposte e non di proteste. [...] I ruoli si delegittimano quando si svolge una funzione diversa da quella che si deve svolgere. Si possono criticare gli organi di giustizia nelle loro sentenze ma non nella loro funzione. Non si parli di giudici tifosi.

Proposte? E la proposta è sempre la stessa? Cioè annientare la Juve a forza di farse giudiziarie? No grazie, e ringrazi pure lei noi tifosi che non abbiamo ancora impugnato le armi: perché da una parte o da un’altra giustizia va fatta! Inoltre i ruoli di cui parla noi li abbiamo individuati abbastanza inconfutabilmente: questa Federazione è al completo servizio di chi infrange la legge. Da Facchetti a Oriali, da Galliani a Preziosi, tutti uniti nei loro illeciti, nei loro bilanci falsi, nelle loro plusvalenze fittizie e irregolari, e via via! Infine: i giudici si sono rivelati proprio tifosi, di quelli peggiori. Le sentenze parlano chiaro e non tengono conto della realtà fattuale: o sono tifosi o sono malfattori. Delle due l’una e qualunque cosa si scelga è comunque errata.

Petrucci: da vicepresidente della Roma a presidente del CONI

Petrucci, tifoso giallorosso

Petrucci, tifoso giallorosso

Si parla di ruoli, ci si dimentica quelli ricoperti da chi in questo momento siede su poltrone molto delicate. Tipo quel Petrucci sfegatato tifoso della Roma e ora padrone del CONI. Conflitto di interessi? Se Berlusconi dice che è una fesseria…

Almeno va salvaguardata la dignità professionale. Risulta complicato ascoltare le parole di Petrucci e non vomitare, quindi non rispondere:

Zeman? Dice cose che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire.

Beh, certe stronzate sono proprio difficili da dire… più che coraggio noi parliamo di onestà intellettuale, qualcosa sconosciuta a questi personaggi.

Devo rispettare i regolamenti, e i regolamenti sono questi. I regolamenti si rispettano quando si rispetta l’etica. Non ce l’ho con Conte o con la Juve, ma se si stava zitti ne uscivamo prima. Si parla a sentenza definitive. Questo è un mondo bello, rovinato dallo stress.

Il festival del paraculismo. Primo: a non rispettare i regolamenti è proprio il CONI e la FIGC, ostaggio delle milanesi e delle loro malefatte. Troppo potere politico, troppi interessi convergenti. Fortuna che il campo dice sempre la verità. Petrucci che parla di etica è proprio una barzelletta che non fa ridere: la sua vita personale è piena di strappi alla regola per quanto riguarda l’etica. Quanto allo stress, preferiamo ricordare che a rovinare lo sport italiano siano proprio questi personaggi. Non ce l’ha con la Juve? Uhm, allora è anche bugiardo.

Ora sembra che i responsabili siano i giudici. Non è vero, non è così.

Sante parole, presidente: i responsabili non sono i giudici, ma la FIGC e il CONI, nelle vesti dei loro presidenti. Almeno su questo siamo felicemente d’accordo. Senza alcuna stima!

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Petrucci, senti chi parla

Parole di Petrucci, presidente del CONI:

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Sembra che l’unico colpevole di questo calcioscommesse sia Palazzi e non chi ha commesso illeciti - aggiunge Petrucci. “Così non si può andare avanti. Il calcio non può pensare di vivere senza regole o in spregio di quelle esistenti approfittando di casse di risonanza mediatiche superiori a quelle degli altri sport che invece rispettano le regole e i verdetti anche nei settori professionistici”. “Nelle ultime settimane - sottolinea il presidente del Coni – ho assistito ad esibizioni muscolari che ancora una volta hanno mostrato il lato peggiore di uno sport che non merita tali mortificazioni. Non si può immaginare di commentare le sentenze ad ogni grado di giudizio. Occorre rispettare i giudici, gli arbitri e quanti sono preposti al rispetto delle regole. Altrimenti sarà solo caos e questo il Coni non può consentirlo. Per questo - conclude Petrucci – dico: giù le mani dalla giustizia sportiva!”».

Caro Dott. Petrucci che sei nato a Roma, che parli da Roma, dove avete vinto il campionato di pallanuoto del 2000 ed il campionato del “ti cambio le regole il sabato per la domenica” del 2001; caro Petrucci che, messo alle strette da Andrea Agnelli, organizzi l’inutile  “tavolo della pace” non avendo la forza di togliere all’Inter lo scudetto regalatole da Guido Rossi; caro Petrucci ex Segretario della Federazione Italiana Pallacanestro, ex Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, ex Segretario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ex Commissario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ex Vicepresidente esecutivo della Roma (ma va’!), Presidente del CONI, sindaco di San Felice Circeo, autore della proposta fallimentare per le Olimpiadi 2020 a Roma  (ma come mai sempre Roma?).

Carissimo Giovanni, Gianni, Giannino, laureato in Scienze Politiche: hai studiato, hai predicato, hai razzolato.

Esimio capo dello Sport Italiano.

Ma da che pulpito viene la predica?

Ma come fai a difendere Palazzi dopo che costui ha pregato Bonucci di patteggiare 3 mesi contro 42 mesi pur di dare credibilità al suo castello accusatorio? Ma come fai a difendere Palazzi che giustifica il mancato deferimento dell’intera squadra del Siena sostenendo che potevano essere andati a fare pipì? Ma come fai a difendere Palazzi che si è fatto sfuggire le intercettazioni di Facchetti e, quando gliele hanno date, le ha tenute nel cassetto fino alla prescrizione dell’Inter?

Palazzi è bello, è elegante, ha una bella cravatta, un bel paio di occhiali ed uno stupendo fazzolettino sul taschino, ma non è la Juventus che dice che ha sbagliato quasi tutto. Non è la Juventus che dice che i Giudici hanno lavorato male. Ve lo dite voi della FIGC, gli uni con gli altri. Non te ne sei accorto, Giannino?

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Palazzi prega Bonucci e Pepe, poi, non corrisposto, chiede 3 anni e 6 mesi per l’uno, 1 anno per l’altro. La Commissione Disciplinare li proscioglie entrambi. La Corte di Giustizia Federale conferma il proscioglimento. Mica la Juventus.

Palazzi chiede la retrocessione del Grosseto. La Commissione Disciplinare la accorda. La Corte di Giustizia Federale annulla la retrocessione. Mica altri.

Palazzi propone un patteggiamento con Conte di 3 mesi e € 200.000. La Commissione Disciplinare lo sconfessa ritenendo il patteggiamento non equo. Palazzi allora propone 15 mesi di squalifica per due omesse denunce. La Commissione Disciplinare lo sconfessa sanzionando 10 mesi di squalifica per due omesse denunce. La Corte di Giustizia Federale ridicolizza Palazzi scagionando Conte per Novara-Siena e  sconfessa la Commissione Disciplinare sanzionando 10 mesi di squalifica per una omessa denuncia.

Tutto fatto, disfatto e rifatto da voi della FIGC, caro Gianni.

E ti meravigli, e ti scandalizzi se Conte e la Juventus contestano questa giustizia?

Avete provato a cancellare la Juventus, ma vi è andata male.

Tu ed Abete ricordatevi che da quelle poltrone, prima o dopo, dovrete alzarvi.

La Juventus rimane.

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