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Tag: corioni

Il Brescia presenta Bouy: affare mai capito

Ci deve essere un motivo perché il Brescia presenti Bouy. Il giovane olandese, con un sinistro al fulmicotone, uno di quei centrocampisti che piacciono molto ad Antonio Conte per la capacità di inserimento e l’intraprendenza a puntare la porta avversaria, giocherà con la maglia del Brescia. Sì: del Brescia di Corioni.

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Il trasferimento è semplicemente inconcepibile e spieghiamo subito i motivi. Intanto non comprendiamo – probabilmente sarà colpa nostra – perché concedere a una società “avversaria” il diritto di riscatto di un giovane promettente. Sicuramente non comprendiamo come sia stato possibile trovare un accordo e praticamente fare un favore a un tizio come Corioni.

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Questo Presidente, completamente vuoto di stile e correttezza, ha usato la Juve per giustificare una retrocessione che non ci riguarda. Ha usato la Juve per chiedere in un’aula di Tribunale un rimborso per le proprie scellerate operazioni (tecnico-economiche). Ha usato la Juve per levarsi di dosso una piazza inferocita.

Questo Presidente ha di fatto impedito a El Kaddouri di approdare in bianconero. Ricorderete di certo lo strano caso di un ragazzo contattato da Parma e Juve e messo alla gogna per preferire i bianconeri a una piazza, seppur rispettabile, come quella gialloblu. Corioni ha di fatto ostacolato la trattativa, promuovendo uno strano cartello che ha visto la Juve protagonista in svariate trattative per i migliori giovani italiani. Per fortuna gli affari Leali e Masi erano stati completati da tempo, mentre sul caso Verratti abbiamo avuto ancora la conferma di come si sono mossi i vari Sebastiani della situazione.

A meno di ottenere una prelazione per qualche giovane interessante, chiediamo lumi a Marotta e alla Juve: come si può promuovere un’operazione del genere, favorendo Corioni, senza magari cercare di piazzare il giovane in qualche altra ben più rispettosa piazza?

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Attenti: “Bisogna fermare la Juventus…”

Un brivido corre lungo la schiena. Un brivido che mi ha letteralmente immobilizzato. Una sorta di articolo e lettera insieme, un presagio, forse un consiglio. Di quelli che, però, qualcuno rischia di prendere alla lettera. Lo ripetiamo: non ci sarà più un altro 2006. Né per noi né per altri. Che se lo mettano bene in testa. Niente più farse.

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Epperò qualcuno pare proprio consigliare di fare qualcosa. Questo qualcuno si chiama Italo di nome, Cucci di cognome. Per la serie “largo ai giovani” questo profeta del calcio all’italiana (la sua frase ricorrente durante gli Europei: “a me non piace questo moderno gioco del calcio, sono affezionato al catenaccio e contropiede che tanto bene ci ha fatto“) lancia il messaggio a tutta la Serie A:

Se io fossi De Laurentiis o Mazzarri – o tutt’e due – mi metterei in testa un solo obiettivo: fermare la Juve nella fase più delicata del suo Progetto. Che non è solo calcistico ma ideologico.

A parte che alla Juve andrebbero fatti solo i complimenti, perché qui l’unica vera squadra che si sta muovendo da grande e da squadra è proprio la Juve. Invece il paradigma viene ribaltato: fai bene e sei la Juve? Giù critiche, addirittura questo grido di allarme “è già forte, si sta rinforzando ancora di più: fermatela!”.

Una lettera a Napoli e ai napoletani che nasconde però un messaggio strano: qual è l’ideologia della Juve? Ovviamente è quella che è legata all’unico progetto tecnico che esiste in Italia. Quello per il quale Conte si è per una volta sbilanciato dicendo che “la numero 10 io la darei a Paratici, per esempio” confermando come i veri top player bianconeri sono i dirigenti, oltre allo stesso allenatore.

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Un progetto ben preciso: una Juve forte, composta da uomini veri prima che talenti strapagati. I top player si coltivano in campo, perché a volte top player ci si diventa. Col lavoro, con le idee di un allenatore, con il comportamento durante tutta la settimana.

E allora… via… “bisogna fermare la Juve“. Se questo messaggio arriva nelle orecchie di gente come Galliani e Moratti… siamo spacciati. E forse il messaggio è già arrivato.

Detto del 2006, irripetibile, e dunque niente più processi farlocchi – anche se il vero processo l’Inter e il Milan l’hanno già evitato, cioè Calcioscommesse – ecco l’embargo. Su El Kaddouri, dopo l’esplicita mossa del ragazzo e del procuratore che vogliono la Juve, ecco lo stop di Corioni: “Mai alla Juve“. Su Verratti ecco piombare, un po’ per gioco e un po’ per diletto, il PSG di Leonardo. Su Destro ecco la virata di Preziosi che sta vendendosi a tutti (Roma compresa) meno che alla Juve. L’unico a resistere pare Pozzo, dopo le cessioni eccellenti di Isla e Asamoah.

I ragazzi vogliono la Juve (leggi El Kaddouri, senti Verratti, leggi Destro), ma i presidenti si oppongono. Nonostante la Juve non li prenda gratis, ma li paga come tutte le altre squadre. Forse anche di più visto che può offrire ottimi giovani e comunque un buon gruzzolo di denaro (coerentemente col valore e la storia dei ragazzi, leggi ancora il caso Verratti).

Per carità, è il normale gioco del calciomercato, ma ultimamente troppe voci incontrollate hanno mostrato una sorta di ostilità verso il fascino ritrovato della Vecchia Signora. Vecchia Signora che rischia di diventare una bellissima Signorina: giovane e forte, ricordando il Torneo di Viareggio e le numerose operazioni che hanno portato i migliori giovani alla corte di Baroni.

E così siamo tornati al più normale dei sistemi: tutti contro la Juve, la Juve contro tutti. Ah… casa dolce casa!

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