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Tag: crasson

Il Corinthians accusa il Milan: “Che sostanze usate?”

Non è la prima volta che qualcuno punta il dito contro Milano. Solo che quando accade il mainstream della nostra bella penisola provvede a insabbiare tutto. Già accaduto con Javi Moreno riguardo il Milan e poi ci sono i casi Georgatos per l’Inter e Crasson per il Napoli, ma tutto tace. Addirittura, storia recentissima, i gravi problemi di Batistuta (attaccante della Fiorentina, della Roma e dell’Inter). Per dieci anni si sono inseguite strane teorie sulla Juve naufragate fra controlli, leggi cambiate e dibattiti vuoti che hanno prodotto, appunto, il nulla.

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E ora ci pensa il Corinthians a rinfrescare una domanda che noi rilanciamo molto volentieri: che sostanze usano a Milano?

Pato sbarca in Brasile, rilascia qualche dolce dichiarazione del tipo “non torno fra 2 anni, adesso sto bene” e chissà la stampa cosa si inventerà. Vuoi mettere “Pato comunista, complotto contro il Milan”?

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La realtà è che gli infortuni di Pato non possono spiegarsi solo con la malasorte, vista anche la crescita muscolare del ragazzo. In realtà adesso attendiamo pure come vanno le cose in Brasile, ma se arrivasse una continuità di presenze in campo? Ma non è bianconero e allora non interessa, così come non interessò il malanno di Gattuso. Piuttosto che fare luce per il bene di tutti i ragazzi, anche dei ragazzi che noi tifiamo con tanto amore e cioè quelli che sono alla Juve, piuttosto che esigere assoluta pulizia perché alla fine questo è e deve rimanere un gioco, piuttosto che tutto si preferisce insabbiare. E allora vai col disco… Giraudo e Agricola, solo che nessuno racconta mai il Processo, i fatti del Processo e come è andata a finire veramente.

P.S.

Ci si rifugia spesso nelle dichiarazioni di Carlo Petrini, pace all’anima sua, dimenticando la sua permanenza al Milan. Ci si rifugia anche nel nome di Stefano Borgonovo a cui vanno i nostri migliori auguri, ma annotiamo ancora la sua permanenza in maglia rossonera negli anni ’80. Saremo pure cinici, ma un controllino forse occorre farlo anche al di fuori del nome Juventus. Sempre che si tiene davvero alla salute di tutti o alle disgrazie soltanto di qualcuno (come ogni tanto sospettiamo)

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Juve e il doping. Ma le altre? L’ultimo caso Crasson

La Juve è stata l’unica società in Italia, di quelle più blasonate, ad andare a processo per doping. Un processo vero, si intende, mica quelle chiacchiere da bar nate e morte, appunto, in un bar della procura milanese o romana.

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Perché se c’è di mezzo la Juve, dipende dal punto di osservazione, il Processo si svolge regolarmente, o le leggi giurisprudenziali vigenti pure in Libia vengono rase al suolo per perseguire l’obiettivo (leggi Farsopoli).

Però la Juve è stata assolta per doping, anche se in giro ci sono articoli molto faziosi che non traggono spunto minimamente dalle carte del processo. E se lo fanno riescono nell’impresa, artefatta, di variare parole ed estrapolare singole frasi da alcune pagine e rimontandole mostrano un quadro che non è però quello.

Ok, Juve assolta, prescritta per alcuni fatti che col doping proprio non c’azzeccano nulla (come direbbe un politico molisano), condannabile per abuso di farmaci: troppe tachipirine somministrate ai giocatori. Questi birbanti bianconeri vincono proprio sporco, eh?!

Al processo per doping si è giunti dopo un’accusa spaventosa di Zeman. Fra 11.000 giocatori professionisti, all’epoca, scelse due individui a caso e denunciò il doping. Questi individui erano Vialli e Del Piero. Avrà avuto le prove? Sì, più o meno quelle raccontate recentemente al Processo di Calciopoli a Napoli: scena muta, non so e non ricordo, erano miei idee, ho supposto e cose così. Ma se c’è la Juve di mezzo è tutto ok.

Non hanno invece avuto seguito le denunce di almeno tre calciatori. Il che è strano: se doping c’è, come nel ciclismo e in altri sport, andrebbe fatto un controllo a tappeto. Solo che il controllo a tappeto c’è stato solo per la Juve, le altre sono state tenute fuori. Un brutto pensiero vaga la mia mente, soprattutto quando sento frasi come queste:

C’erano molte flebo all’epoca e non si sapeva cosa contenessero.

Mi dicevano che erano sali minerali, ma se poi erano altre cose…

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C’erano analisi delle urine ogni settimana ma è un’ipocrisia… all’epoca c’erano certamente prodotti che non si riuscivano a scoprire nell’urina.

Queste parole sono di Crasson, Bertrand Crasson, 37 volte nazionale belga. Ma soprattutto: ex giocatore del Napoli. E lui si riferisce proprio a quel periodo napoletano. Flebo, sali minerali, ma prodotti difficilmente rintracciabili all’epoca.

Il seguito? Ma quale seguito? I giornali non se ne sono occupati e in Italia le procure hanno ben altro da fare che indagare gentiluomini di questo genere. E poi chissà cosa è diventato Crasson oggi: un inventore? Un racconta storie? Sì perché in Italia basta il lamento di un petroliere per avviare indagini illegali che portano a un nulla di fatto, sebbene una Federazione riesce nell’impresa a sovvertire le regole processuali e mandare all’inferno una società, viceversa le denunce di Crasson, di Georgatos e di Javi Moreno vengono censurate, insabbiate, addirittura ribaltate.

Georgatos? Javi Moreno? Memoria corta, eh?!? Almeno quando si tratta di accuse di doping a Milan e Inter.

Sul primo personaggio potete leggere tranquillamente una storia reale, realmente accaduta. Sul secondo personaggio vi lascio una piccola anticipazione:

La Serie A non è pulita come si pensa. Quando ero al Milan, giravano strane pillole in refettorio, e ho visto con questi occhi più di un giocatore sottoposto a flebo nell’intervallo delle partite.

A gennaio, quando incontrammo l’udinese, doveva giocare Roque Junior. Questi, però si rifiutò di sottoporsi ad una flebo il venerdì e venne mandato in tribuna, con la minaccia di essere ceduto ad una squadra minore.

Parole su cui è stato posto un veto. Talmente forte questo veto che sono scomparsi i link da Wikipedia (che in questo blog viene fatta passare come Verità Assoluta, non conoscendo come viene aggiornata) e non si trovano i riferimenti ad alcuni archivi storici dei quotidiani liberi nazionali.

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