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Tag: criscitiello

Criscitiello: né giornalista né nullafacente

Il titolo è dichiaratamente provocatorio. Abbiamo più volte polemizzato col conduttore di Sportitalia, ma allo stesso tempo gli abbiamo i complimenti quando meritati. Per esempio continuiamo a fargli i complimenti per il buonissimo lavoro con le sue trasmissioni su calcio e mercato. E anche per l’aver sollevato il problema Conte.

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Ora però il buon conduttore dovrebbe spiegarci una frase che sa di Gazzetta, che sa di “conservazione dell’audience”  e che stona con quanto dichiarato e emerso proprio nelle sue trasmissioni.

Conte non é colpevole né innocente.

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Ce la spieghi bene. Per il rispetto che si deve all’intelligenza, di fronte a un’accusa di combine di partite un individuo non può essere né innocente né colpevole. La ragione è semplice: in un processo bisogna sostenere una ipotesi e verificarla attraverso la produzione di prove. Nel caso Conte le prove sono state ampiamente prodotte, ma sfortunatamente soltanto da una parte e cioè dalla difesa.

Criscitiello sa benissimo, perché con quelle telefonate ha alzato di parecchio gli ascolti e la risonanza del suo marchio, che esiste un fiume di dichiarazioni e prove che assolvono Conte da qualunque tipo di accusa, sia essa illecito o omessa denuncia. Perciò Conte o è colpevole, ma dovrebbero spiegarci il perché, o Conte è innocente e sappiamo già il perché. In mezzo, come un equilibrista sul filo a metri da terra, non si può stare. E chi vuol starci, su quella fune a metri da terra, tenta solo di non inimicarsi i poteri forti della politica calcistica italiana. Ma quanto si può resistere in equilibrio? Quanto tempo prima di cadere giù in un botto fragoroso che sconquassa dignità e onestà intellettuale?

Anche perché Criscitiello e altri dovrebbero spiegarci cosa è questa terza posizione, questa nuova dimensione della Giustizia. Ricordiamo ai più che Conte sta già scontando un’assurda pena in attesa di giudizio, che non arriverà mai. Conte è già fuori da giochi mentre suoi colleghi commentano tranquillamente in RAI o peggio restano in campo nonostante vergognose squalifiche in Supercoppa.

Questa nuova dimensione a noi ci sembra proprio una conferma di quanto la gente comune potrebbe pensare: un attacco frontale e smisurato alla Juve, nel tentativo di rallentarla, di innervosirla e favorire perciò chi rincorre i bianconeri ormai da 14 mesi. Né colpevole né innocente, semplicemente imbattuto e vincente!

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Ecco gli uomini che incastrano Conte

Vicini alla sfida col Napoli. Domani entreremo in clima partita, già con le probabili formazioni che a oggi si alternano con la solita costanza: con Conte non si può mai sapere.

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Invece proviamo a cavalcare l’onda della Gazzetta e della Repubblica, due giornali che stanno portando il nostro Paese al baratro grazie all’immenso lavoro che quotidianamente regalano a solo 1 euro a copia. Magari la smettessero di utilizzare i miei soldi per fare quello sporco lavoro…

Ecco i personaggi che incastrano Conte, che si aggiungono alle dichiarazioni che abbiamo già pubblicato in questo articolo.

Si parte con Capezzone, che non c’entra nulla col calcio, ma che associare alla Juve diventa alquanto complicato:

Da non tifoso, ma da appassionato delle libertà e delle garanzie individuali di ogni cittadino, esprimo all’allenatore della Juventus, Antonio Conte, la mia personale solidarietà per l’inaccettabile gogna mediatica preventiva… In un Paese civile, può essere sufficiente che qualcuno faccia il nome di un altro per far partire la crocifissione a mezzo stampa? E dove stanno i riscontri oggettivi?

E adesso potete sparare pure le cazzate di La Russa, almeno le pareggiamo.

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Il secondo di cui pubblichiamo la testimonianza è uno juventino accanito, bianconero fino al midollo. Lo abbiamo attaccato per alcune scivolate sconcertanti, ci farebbe piacere se quelle che state per leggere non siano dichiarazioni di facciata, ma sincere. Ecco cosa ha detto Criscitiello di Sportitalia:

Carobbio accusa Conte. Abbiamo letto un titolo… i compagni lo smentiscono. Bisognerebbe capire perchè Carobbio è più affidabile dopo quello che ha fatto. Perchè deve essere più credibile Carobbio rispetto a tanti altri compagni di squadra? Conte pagherà, ma prima va dimostrato e poi si sbatte il mostro in prima pagina.

Se farà seguire i fatti alle parole… chapeau!

La terza dichiarazione che pubblichiamo è di Tesser: curioso come sia il tecnico a dover rendere nota la sua posizione e di come nessun giornale gli abbia fatto uno straccio di telefonata:

Oggi ho visto una rassegna stampa in merito, e solo un giornale riportava quello che diceva Terzi, quello che diceva Vitiello, quello che diceva l’altro giocatore del Siena. Tutti smentivano categoricamente. Mi piacerebbe che ci fosse equilibrio tra quello che si vuol far passare per eclatante e quella che è un pochino la sostanza delle cose. C’è un accusa e c’è chi smentisce. Il giusto equilibrio nel mostrare le cose.

Tesser chiede dunque equilibrio, Criscitiello sfoggia una coerenza impensabile, Capezzone piange per il Paese (anche se dovrebbe meglio contribuire a migliorarlo). Povera itaGlia!

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Criscitiello, il secondo conduttore di SportItalia: mah!

Zapping furioso al fischio di inizio di Cagliari-Juventus. Festa dopo 6 anni, quel senso di strapotere, la coscienza di aver mandato in frantumi i fegati di mezza Italia. E così la cosa più divertente è proprio vedere le facce che ci stanno in RAI e Mediaset, pure quelle di SportItalia.

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E proprio qui assistiamo a una delle scene più esilaranti. A un certo punto, domandone iniziale di chi ha gufato e non riesce a nascondere la passione rossonera, il secondo conduttore domanda:

Ha vinto la seconda squadra più forte?

Lo studio ci mette un po’ a metabolizzare la stronzata appena sentita, poi nessuno sa bene cosa rispondere. Rispondiamo noi.

Sono 41 le partite utili consecutive. Per “utili”, in gergo calcistico, si intende il fatto di portare punti a casa: 1, in caso di pareggio, 3, in caso di vittoria. La deduzione logica porta alla conclusione: la Juve, nelle ultime 41 partite, non ha mai perso.

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Non perdere, vincere, avere più punti e con quei numeri bulgari in fatto di possesso palla e dominio territoriale, numeri di gol subiti e gioco controllato, dovrebbero portare a un unico risultato: sì, ha vinto la squadra più forte.

Tenendo a mente soltanto le prime della classe, cioè le prime 8 squadre oggi in classifica, salta subito all’occhio che la Juve ha la migliore classifica avulsa. Perché ha vinto contro tutte, perché non ha mai perso. Al contrario, la corazzata rossonera ha la peggiore classifica avulsa. Sarebbe prima soltanto all’Udinese.

Vista la domanda, perciò, suggeriamo un piccolo cambio nel nome del programma: da “Che DomenicA!” a… “Che stronzatA!”.

P.S.

E noi godiamo, godiamo ancora di più. 

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Rissa Criscitiello Fedele: prima o poi doveva accadere

Quando si tira troppo la corda… alla fine si corre il rischio di rompere la corda stessa. E sono dolori.

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Il modo aggressivo con cui TuttoMercatoWeb è piombato su Internet ha favorito certamente l’ascesa del network, però alla lunga certi editoriali possono nuocere alla salute.

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Ne sa qualcosa Michele Criscitiello (che qui ho anche io attaccato per uno strano modo di dare le notizie) che si è beccato due ceffoni da Enrico Fedele proprio in virtù di un editoriale spinto.

Ok il blog, e ok pure i siti personali. Quando però ti dai una connotazione ufficiale, cioè ti vesti a mo’ di organo di INFORMAZIONE… beh in tal caso si dovrebbero rispettare tutte le regole del giornalismo, seguire soprattutto la deontologia professionale (un parolone che in Italia è bandito da troppi anni).

Il dolore passa in fretta, coraggio.

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Caro Criscitiello, hai perso un’occasione per stare zitto!

Un peccato, una vera caduta di stile, ammesso dell’esistenza di stile, si intende.

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Durante la trasmissione del giorno 12 luglio 2011 sui canali di Sportitalia, Michele Criscitiello ha esplicitamente detto:

Siamo a Bardonecchia con un nostro uomo: l’organizzazione lascia a desiderare, poca gente. Insomma, anche da questo si vede quanto è grande una società.

Chissà chi avevano mandato a Bardonecchia! Chissà se avevano realmente mandato qualcuno a Bardonecchia! Chissà se l’uomo mandato sia effettivamente andato a Bardonecchia!

Perché basterebbero poche email per confermare che a Bardonecchia l’organizzazione era piuttosto efficace: un palco, tanta musica, tanta voglia di divertirsi, in una piccola piazza. Organizzazione minima, con telecamere di SportMediaset e Juventus Channel, con Pigi Pardo e la Ciardiello.

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Le persone sono state quantificate in 2000, per la questura nerazzurra soltanto una decina, è evidente! Questura cui si è rivolto Criscitiello, probabilmente.

Ma, ammettiamo pure che ci fossero realmente poche persone (di un lunedì sera, in un luogo di appena poco più di 3000 abitanti e scomodo da raggiungere), cosa caspita c’entra l’ultima frase, che appare volgare, gratuita e completamente inconsistente?

Altra occasione persa per stare zitto?

Sì perché, nonostante l’interessante tentativo di proporre un altro punto di vista sul calcio e sul calciomercato, più seguo quelle voci e più noto un forte accento tradizionalista. Per tradizionalista intendo l’attacco gratuito a una Juve in ricostruzione che ha già soffiato Pirlo al club scudettato (deriva da questo l’astio nei confronti di Marotta di Criscitiello?), sistemato le fasce (in attesa di vederne il reale funzionamento sul campo) e adesso pare libera per prendere almeno due grandi giocatori.

Così registro l’ennesima incoerenza di pseudo esperti di pallone che, teoricamente, non dovrebbero rispondere a nessuna logica di potere mediatico. Ma, mi dicono, a conclusione della trasmissione Sportitalia si affida alla Gazzetta per capire il calcio del giorno dopo.

Ah, uhm… allora amen, non sapevo della disgrazia, ritratto tutto!

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Caro Criscitiello, quello scudetto è della Juve. E la colpa è SOLO VOSTRA!

Caro Criscitiello,

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ho ascoltato con disgusto la strana giustificazione sul mancato collegamento di Moggi a Sportitalia. Trovo adesso che sia stata una grande intuizione pubblicitaria: conosco migliaia di tifosi sintonizzati su quel canale solo per sentire il Direttore. Vabbé, fa parte del gioco.

A darmi ancora più fastidio è la conclusione di questo piccolo pezzo:

Non era professionale sentire una sola campana. Speriamo che l’Inter accetti al più presto un nostro invito, per difendere la memoria di chi non c’è più. Come andrà a finire? Quello scudetto è la vergogna del calcio italiano. Dopo 5 anni ancora non sappiamo di chi è. La colpa non è nè della Juve, nè dell’Inter; ma del sistema.

Curioso, molto curioso che per 5 anni avete fatto tutto, proprio tutto – e parlo in senso generalizzato – per insabbiare ogni tipo di novità emersa da chi quelle carte, che ora per miracolo non esistono più perché mai esistite, le aveva studiate sul serio e aveva capito tutto il tranello e la farsa che avete inscenato per 5 anni.

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Una sola campana? Ma qui la verità è una e una soltanto, nota ai più da quell’estate del 2006.

Fu una farsa, fu una truffa, palesemente organizzata da Moratti & Soci (cioè gente che è ancora oggi in Federazione, dai vertici Telecom molti dei quali oggi sono diventati dirigenti nerazzurri) e avallata dai media.

La colpa è certamente dell’Inter, che si è elevata a paladina di giustizia, come solo gli infami sanno fare, e la colpa è soprattutto vostra che dovreste tutelare la verità.

Peccato. Solo per un attimo mi ero illuso che il mio Paese si fosse svegliato. Niente, questa Italia è destinata piano piano a scomparire. Il processo di degenerazione morale è cominciato da tempo. Stiamo sempre più scivolando a livelli di civiltà francamente inaccettabili. E la colpa non è certamente mia!

 

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Fiorentina-Juventus 0-0 Sospiro di sollievo per TV e giornali

C’era tanta paura. Dal “non meritano di andare in Champions” al “tanto inciamperanno da qui alla fine”. E’ arrivato il pari contro un’ottima Fiorentina, la squadra che aveva a lungo massacrato il Milan nello scorso turno, che pone fine alla rincorsa. Semmai tale rincorsa fosse mai stata reale.

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La Juve di Del Neri frena e arriva il punto numero 11 nelle ultime 5 gare. Roba non da Juve, ovvio, ma almeno l’emorragia è stata fermata.

Cominciamo subito dal piano tecnico-tattico. La formazione che è scesa in campo è quella che tutti avevano pronosticato. Solo che lo 0-0 dà modo agli esperti di calcio suddetti di ribadire l’esatto contrario e affermare che “io l’avevo detto”. La coerenza, si sa, non è di questo mondo.

Alla fine restano le parole molto lucide di Marchisio e Pepe, due che in questo anno ci hanno messo cuore e anima come pochi altri. Per fortuna questi pochi altri sono in numero sufficiente così da ripartire con una buona base il prossimo anno. Ma ancora mancano 5 partite da giocare.

Stupendo il commento di Del Neri che ha risposto all’ennesima volgare provocazione di qualche intervistatore telecomandato: “Sto lavorando per l’allenatore del prossimo anno!”. Io, sempre per essere chiari e precisi, sto col tecnico di Aquileia. Sto con Del Neri perché continuo a vedere un po’ di lavoro, nonostante i frutti non mi piacciano granché. E sono pure convinto che bisognava passare, inevitabilmente, da una stagione come queste.

Certo, se il tiro di Alex Del Piero nel finale fosse finito dentro o se Toni non avesse tolto il pallone d’oro a Marchisio o se Bonucci avesse azzeccato l’angolo giusto anziché spararla in bocca a Boruc o Krasic non l’avesse ciabattata… oggi staremmo a parlare della quarta vittoria e di un Del Neri che ha indovinato l’11 e di Marotta che deve investire in qualità. Insomma, i soliti discorsi da bar che non portano da nessuna parte.

Invece la Juve non subisce una rete e, visto che i numeri contano sia a favore sia contro, Buffon non ha dovuto eseguire nessun tipo di parata, mentre Barzagli e Bonucci non sono incappati in nessun tipo di errore. Piuttosto c’è da capire perché la fascia destra è la più vulnerabile in assoluto: né Motta né un Sorensen in versione luci-ed-ombre (rispettivamente le ottime chiusure e le tremende disattenzioni su Vargas, non certo il Modesto di turno tanto per essere chiari!) sono riusciti a tappare le falle difensive. Addirittura Motta è riuscito a proporsi decentemente in attacco, ma lì è mancato clamorosamente Krasic.

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Del Neri ha rimesso in campo il 4-1-4-1, ma due pedine hanno fallito: Krasic appunto e Aquilani apparso stanco e svagato. Che di lì a poche ore sarebbe nata una figlia mi fa venire in mente la non-presenza di Peruzzi contro il Borussia Dortmund e conteggio ciò come un errore imputabile a Del Neri. Per quanto importante e fondamentale forse sarebbe stato meglio inserirlo nella ripresa. In ogni caso la sua gara non è stata deficitaria, solo che sono mancate le sue giocate dalla trequarti in su. E con un Krasic scarico la Juve ha patito, appoggiandosi solo su Pepe e Marchisio e Matri.

A proposito: la media gol di Alejandro è stata compromessa, ho letto in giro. Basterebbe questo per capire quale sia la base per il giudizio di questa domenica, e intuire le conclusioni cui si vuole giungere. Sono 7 le reti in 11 gare. Ieri non è stato mai innescato eppure ha lasciato lo stesso il segno con due grandi azioni in solitaria e il solito sporco lavoro per i centrocampisti.

Toni e Del Piero sono risultati più dannosi che utili e qui torniamo a un punto molto interessante del nostro discorso. Bisogna decidere, in fretta, che farne dei vari senatori. Per esempio: ieri Del Piero è sembrato cercasse il numero in proprio e proprio nel finale ha sprecato un contropiede d’oro. Ora, non è in discussione la sua classe, come quella di Buffon peraltro, solo che continuo a vedere negli occhi dei vari Quagliarella, Matri, Marchisio, Felipe Melo e Storari una luce e un abbaglio di grinta che pare essersi leggermente spenta in questi senatori. Peccato perché ieri Del Piero poteva seriamente risolvere la partita in almeno 3 circostanze: la parata di Boruc a pochi secondi dal rientro in campo, l’uno-due fallito con Toni dopo un’eccezionale cavalcata e appunto il contropiede fallito nel finale. Troppo autoreferenziale e alla Juve non si ragiona in questo modo.

Diversamente oggi sui giornali dovremmo leggere più o meno le stesse cosette: Del Neri via, arrivano Spalletti, domani scriveranno che Conte ha già firmato, mentre a metà settimana sarà la volta dei protagonisti stranieri, tipo Villas Boas o Hiddink o Van Gaal!

Per finire desidero porgere i miei omaggi a un ragazzo che per poco, solo per poco, mi aveva fatto immaginare un futuro divertente nel panorama giornalistico italiano. Michele Criscitiello, direttore di TuttoMercatoWeb e conduttore in Sportitalia. Purtroppo Emilio Fede ha fatto scuola in questo nostro povero paese. Nel suo editoriale si rende protagonista di una serie di uscite a vuoto, alcune anche goffe. Per esempio esorta tutti (ma tutti chi???) a ringraziare Moratti, cioè la persona che più di tutti ha contribuito a rovinare il sistema calcio in Italia. Per esempio, e questa non so se definirla comica o volgare, forse entrambe le cose, si lancia in un consiglio talmente stupido che io, fossi in Andrea Agnelli, scriverei su pietra seguendolo come se fosse Vangelo:

Un consiglio, se possibile, al Presidente Agnelli: non ascolti più i suggerimenti di Marcello Lippi. Sarà stato anche un bravo allenatore ma come consigliere proprio non ci siamo.

Per snocciolare qualche dato a favore di questo presunto allenatore desidero ricordare:

  1. una brillante salvezza col Cesena di Lugaresi al primo anno di A come allenatore;
  2. qualificazione UEFA con un giovanissimo Napoli, non certo quello di Maradona;
  3. 5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea, 1 Intercontinentale, 2 panchine d’oro, 2 volte migliore allenatore del mondo, 1 volta miglior tecnico europeo, 1 Coppa del Mondo.

Sarà stato pure antipatico, ma definirlo bravo allenatore è come dire che Criscitiello sia diventato un giornalista libero: una stronzata colossale! I miei rispetti, Direttore!

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Caro Criscitiello, le parole hanno un peso

Apprezzo il lavoro svolto da Michele Criscitiello a Sportitalia. Ho seguito e seguo ancora le trasmissioni che ha condotto e ne apprezzo le doti di conduttore e ravvivatore dei dialoghi con in vari ospiti. Ha fatto un grandissimo lavoro col portale Tuttomercatoweb dove scrive editoriali.

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Nell’ultimo editoriale firmato Criscitiello ha però scritto un paio di concetti che stonano con la realtà dei fatti. E da lui, giovane e quindi pieno di energie mentali, proprio non me lo sarei mai aspettato. Anche perché a Sportitalia apprezzo pure la grande dignità e professionalità con cui tutti svolgono il proprio lavoro, senza padroni, almeno apparentemente. Perciò non capisco la sviolinata nei confronti di Galliani.

A parte che ha copiato il mio come volevasi dimostrare del 14 febbraio (sto scherzando, ovviamente), ma il suo articolo contiene parecchi errori concettuali.

Innanzitutto, improvvisamente, i complimenti di inizio stagione sono stati sostituiti da giudizi ormai definitivi sulle scelte di Andrea Agnelli. E in un colpo solo gli acquisti di Quagliarella e Aquilani, Storari e Bonucci, Krasic e Matri sono stati dimenticati, cestinati e archiviati. Criscitiello dimentica l’ingente lavoro cui è stato chiamato Marotta in appena 60 giorni. Senza fondi e costretto a vendere giocatori con scarse richieste e scarsa appetibilità internazionale. Praticamente quasi una missione impossibile. Eppure sono partiti gli scarti e i flop della vecchia dirigenza che hanno contaminato giocoforza la rosa attuale: parlo di Poulsen spedito in Inghilterra per 6,5 milioni di euro, di Tiago parcheggiato in Spagna, della metà di Criscito (non riscattabile) con i quali pagare buona parte del cartellino di Bonucci (uno dei difensori italiani più promettenti, ma ci si è già dimenticati perché ci si aspettava un nuovo Baresi o un nuovo Nesta che da solo avrebbe retto l’urto degli avversari), sto parlando pure di Amauri che a Torino non ha mai brillato e ha rappresentato un grosso problema, e via così. Si doveva partire cominciando a tagliare i rami secchi e così è stato fatto. Cosa peraltro ripetuta più e più volte dal Presidente e dallo stesso Marotta (cui andrebbe pure conteggiata l’eventuale scelta di portare a Torino Di Natale).

E cominciamo ad analizzare alcune frasi:

Chiariamo un altro punto: le colpe del tecnico sono oggettive. Sbagliata la preparazione, approssimativa la gestione dello spogliatoio e giocatori fuori ruolo ad ogni incontro.

D’accordo: bisogna criticare sempre e comunque, ma fare riferimento al contesto può sempre tornare utile per dare credito alla propria analisi. Del Neri si è ritrovato senza ali, a parte il solo Krasic. E il gioco di Del Neri è sviluppato sulle ali. Il Capitano dell’Under 21 Marco Motta ha toppato e fortunatamente non è costato una barca di soldi, anzi tutt’altro. Scommessa persa, ma le colpe di Del Neri qui sono veramente minime. Ha deluso Martinez, pagato un po’ troppo, ma a livello di ipotesi la scelta poteva essere corretta: l’anno scorso aveva impressionato per dinamismo e per la capacità di saltare l’uomo. Del Neri ci ha tentato, ma ha ricevuto scarsa collaborazione dal sudamericano. Traoré ha infilato un infortunio dietro l’altro: praticamente non è ancora giudicabile, eppure anche lì la scelta ipotizzata era corretta. Un terzino di spinta, pure abbastanza tecnico: le ricadute non sono imputabili a Del Neri perché nessun altro esterno ha subito la sua stessa sorte (l’infortunio di De Ceglie è per esempio di natura traumatica, scagionata quindi anche qui la preparazione).

Del Neri si è però inventato Sorensen esterno che non ha certo deluso. Anche qui c’è uno strano concetto di valutare le prestazioni: è giovane, ma ci si aspettava magari che asfaltasse Maicon o che riproponesse le discese di Maldini o difendesse come Pessotto. E’ piaciuto, è stata una piacevole sorpresa e, ad oggi, è uno dei più affidabili, capace di non soffrire Zarate e Eto’o. Gli eventuali pochi errori sono assolutamente perdonabili se valutati nel contesto di quelle partite (dove la Juve tutta ha deluso, non solo il danesino).

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I numerosi infortuni hanno poi costretto Del Neri a inventarsi ogni giorno una formazione differente (o se volete, sempre la stessa con tutto ciò che ne consegue). Con Del Piero e Quagliarella (senza un attaccante di peso come piace a Del Neri) ha proposto una ottima Juve, capace di inanellare 19 partite senza sconfitta. Prima di Natale la Juve era lassù, poi al rientro è stata costretta a giocare con Martinez da prima punta e Del Piero a rimorchio. Senza la possibilità di far rifiatare un centrocampo che ad oggi risulta spompato: ma cosa poteva fare Del Neri? Sissoko sempre out, nessun ricambio nelle corsie esterne e ora pure la necessità di spostare Chiellini a sinistra per trovare un equilibrio dietro.

E veniamo alla parte più imbarazzante dell’articolo di Criscitiello.

Parlavamo di Direttori e responsabili di società: impossibile non rimarcare l’importanza in via Turati di Adriano Galliani. Uno che ha saputo fare il mercato anche senza 100 mila euro [...]

Galliani è un modello da seguire per tutto il calcio italiano, anche quando gli davano del pazzo, perché tifava Inter, pur di non perdere quel quarto club in Champions League. Lunga vita a Galliani nel Milan, ma, se un giorno la Lega Calcio dovesse avere bisogno di un Dirigente di alto profilo, saprebbe dove andare a citofonare.

Non so da che parte cominciare.

Primo punto: bisognerebbe capire perché a Galliani sono toccati soltanto pochi mesi di inibizione, visto che il suo operato era equivalente a quello di Moggi. Era Galliani a intimare di non alzare la bandierina, a meno che non vogliamo credere che Meani si occupasse di pulire le scale e il bagno. Ci sono intercettazioni palesi e molto chiare. Era sempre Galliani a incontrare in orari di chiusura dentro un ristorante Collina: a quale scopo?. E chissà quale sia stato il ruolo in Calciopoli, visto che Berlusconi aveva di fatto iniziato il corteggiamento di Moggi e Giraudo che gli avrebbero garantito una migliore gestione economica del Milan rispetto agli sperpreri di Galliani. Si è subito pensato a lui quando è scoppiato Calciopoli e giravano voci che Berlusconi volesse sostituirlo proprio con i due dirigenti bianconeri che intanto avevano mostrato al mondo come, in economia, si poteva vincere e primeggiare senza chiedere nulla alla proprietà.

Il riferimento ai 100mila euro è ridicolo. Il Milan di Galliani è esistito grazie ai numerosi e corposi assegni firmati da Berlusconi (basterebbe recuperare la lista degli acquisti e i valori, magari anche solo di quelli toppati che sono in numero elevato: Rivaldo, Ronaldo, Ronaldinho, Emerson, Kalac, Ricardo Oliveira, tanto per citarne qualcuno). Rimaniamo all’attualità. Ibra e Robinho sono costati parecchi denari. Con lo stipendio di Ibrahimovic Marotta ha pagato una rata di Quagliarella e una di Krasic e pagato lo stipendio a entrambi. Gli acquisti di gennaio sono stati possibili ancora grazie agli investimenti del Presidente-Padrone. E Criscitiello dimentica ancora che il bilancio rossonero andrebbe rivisto e le perdite sottolineate (e coperte da Berlusconi). I numeri non mentono ed è possibile fare un giro su Internet per reperirli. Inoltre nel periodo di magra, cioè quando Berlusconi non ha investito, il Milan è inciampato in campionati piuttosto deludenti e in campagne acquisti pesantemente criticate dai tifosi. O anche questo ricordo è stato rimosso o non pesa più nell’analisi di Criscitiello?

Quanto al Dirigente di alto profilo… abbiamo avuto anche quello. Con Galliani a capo della Massima Lega a rappresentare l’ennesimo conflitto di interessi: tutto normale? A me stava pure bene, perché per arrivare a un certo livello serve sporcarsi le mani e Galliani era proprio l’uomo giusto. Basterebbe girare il pensiero a Carlo Nocerino che ha indagato (e mai concluso, chissà perché) sui falsi in bilancio dei rossoneri.

Ecco, la sviolinata io non l’ho capita. Le parole hanno comunque un peso e tale peso andrebbe rispettato. In onore al grande lavoro svolto in Sporitalia.

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