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Tag: criscito (pagina 1 di 3)

Dove è Quagliarella? La strategia per salvare il Napoli dal Calcioscommesse

Ai limiti del ridicolo. Tutto in Italia si gioca sul confine fra la pazzia e l’ilarità. E i personaggi più molesti trovano sempre spazio sui giornali e in TV. Accade pure a Luciano Malagnini, che già dal cognome mette i brividi.

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Impegnato a difendere un Napoli comunque protetto dalla FIGC e dalla persona di Palazzi, in aula, intento a chiedere che il Napoli venga tenuto fuori da uno scandalo che invece lo vede protagonista, chiede al Tribunale:

Ma perché manca Quagliarella?

Già, perché manca Quagliarella?

Intanto facciamo solo notare come un avvocato tenti di tirare dentro un giocatore all’apparenza fuori dal caso nel tentativo di salvare il proprio cliente. Il cliente in questione è la Società Napoli Calcio che permetteva a un boss della Camorra (con la “c” maiuscola visto che sembra un’istituzione più sana di quelle oggi riconosciute in Italia) di seguire la squadra in trasferta o rimanere a bordo campo durante le partite degli azzurri. A questo sommiamo la disperazione di De Sanctis per un risultato che forse scombinava i suoi piani, il patteggiamento (questo sì!) di Gianello che però è stato respinto, i casi Grava e Cannavaro che finiranno a tarallucci-e-vino come capita quando di mezzo non c’è la Juve.

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Quindi la linea di Malagnini è semplice: perché Quagliarella, attualmente miglior attaccante della Juve per numero di gol segnati, non è in aula? Sarebbe tutto più semplice: Palazzi attaccherebbe ancora la Juve con uno dei tanti pretesti (troppe rovesciate, per esempio, oppure la colpa di aver segnato gol pesanti…), la stampa si concentrerebbe a insabbiare il caso Napoli e tutti contenti se alla fine arrivasse la squalifica di Fabio Quagliarella, attaccante della Juventus.

Peccato che a Malagnini abbia già risposto lo stesso Gianello che ha tirato via Quagliarella. Peccato che le posizioni di Grava e Cannavaro non sono ancora così chiare. La nostra speranza è che i ragazzi siano solo vittima di un sistema davvero marcio, incompetente (o fin troppo competente, dipende da che squadra tifate!) e molto poco avvezzo alla giustizia. Solo che non abbiamo dati per sostenere ciò. Quali sono le prove a carico di Grava e Cannavaro? Quelle su Gianello a quanto pare ci sono, visto che i giornalacci non ne hanno ancora pubblicata nemmeno una (il che è sintomatico). Mentre le immagini del boss a bordo campo, con quanto si sa o si presume di sapere sui rapporti Calcio-Camorra, sono autoesplicative. Palla a Palazzi che ovviamente la rilancerà fuori dallo stadio e si perderà ogni memoria di questa storiaccia.

Resterà la squalifica di Conte, i 3 anni e mezzo chiesti per Bonucci, i 12 mesi per Pepe… resterà un Mauri regolarmente in campo nonostante quanto emerso a suo carico, resterà Criscito fuori dagli Europei, resterà Cannavaro in campo nonostante pende su di lui un’ombra oscura di Calcioscommesse. E resta la terribile coincidenza che, comunque vada a finire per il Napoli, per ragioni di serenità, di penalizzazioni in classifica (1 punto fa davvero ridere), di multa da pagare (100 mila euro, poi la Finanza verificherà… forse!), l’unica e sola a guadagnarci sarà ancora l’Inter.

P.S.

Sull’Inter scompaiono di colpo le indagini su Inter-Chievo e Inter-Atalanta nonostante le dichiarazioni degli zingari. Bella la vita quando tifi nerazzurro, vero?!?

Infine su Gegic la Gazzetta ha ancora le idee confuse: chi sarà Mister X? Chi sarà un tizio di anni superiori ai 60, pelato, grassottello, navigato, che è molto influente nel calcio italiano? Ma chi sarà mai questa persona? Facciamo notare come Beppe Marotta sia un classe ’57: troppo giovane, forse anche molto poco grassottello. Ci spiace!

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Di Martino: chi muove i fili della sua procura?

Non userò titoli per riferirmi a Di Martino: né giudice, né avvocato, né signore, né egregio. Non lo conosco personalmente e non mi interessa conoscerlo: avrei paura di scoprire che effettivamente non gli si abbini nemmeno uno dei titoli menzionati. E allora usiamo il cognome.

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Di Martino è quello che sta muovendo la Procura di Cremona in una direzione che piace: a pochi, ma piace. Della legalità nemmeno l’ombra, dell’equità e la trasparenza non vi è traccia, dei sintomi di giustizia figuriamoci. Dopo l’ennesima perla vien da farsi una unica stramaledetta domanda: Di Martino, ma chi muove i fili della sua procura?

Già perché aver chiesto una proroga per le indagini su Conte, Bonucci e Criscito appare anche fin troppo provocatorio.

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Di Inter-Atalanta? Di Inter-Chievo? Delle partite che coinvolgono il Napoli? Non si parla più di Ranocchia o di Palacio, del derby genovese o dello strano rapporto fra Preziosi, il Genoa e quelli che ancora chiamano tifosi?

Abbiamo l’idea che lo scandalo Calcioscommesse non sia mai partito e gli sia stato preferito un teatrino buono per far contenti le milanesi e Petrucci. Forse anche per nascondere il vero scandalo che riguarda appunto anche le milanesi su cui le notizie ci sono, ma non vengono né cavalcate né approfondite né trasmesse. Ancora su Conte, ancora su Bonucci e ancora su Criscito?

Ci aspettiamo una reazione stavolta forte non già dei tifosi, ormai ai limiti della sopportazione, ma della gente: che razza di Paese è questo? Siamo nel Far West moderno dove qualcuno ordina… e chi dovrebbe far rispettare la Legge ubbidisce. Peggio dei più tristi Paesi da quinto o sesto mondo che ci sembrano lontani e invece sono anche meglio di noi.

Vergogna, una vergogna profonda e insopportabile.

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Criscito: tutti chiedono le scuse. E Bonucci e Pepe?

Giusto, giustissimo. Un ragazzo che per fortuna non ha subito più di tanto l’effetto “blitz mafioso” alle 6:30 della mattina in quel di Coverciano. Un ragazzo che per sua fortuna gioca fuori da questa Serie A, lontano da questo paese ormai nel declino più assoluto.

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Tutti chiedono ora le scuse di FIGC e giornali – possibilmente – a Mimmo Criscito, un ragazzo per bene, un ottimo giocatore che l’Italia si è lasciata scappare per l’ingordigia dei presidenti italiani. E le scuse le attendiamo pure noi: vergognoso il modo in cui è stato trattato, veramente da paese del quarto o quinto mondo. Il tutto per organizzare quella festicciola dove i giornalisti erano presenti – già dalle 6 della mattina: gioca ricordare questo dettaglio! – e inscenare la più grossa pagliacciata, in linea con chi dirige CONI e FIGC da un po’ di anni.

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Si attendono le scuse ufficiali, anche di Prandelli che non si è saputo imporre come nel caso di Bonucci. E certo la differenza era netta, purtroppo per Mimmo: lo juventino non aveva mai ricevuto un avviso di garanzia, mentre il genoano purtroppo sì.

A guardare già i due casi vengono i brividi: 3 anni mezzo di squalifica chiesti da Palazzi per lo juventino, nemmeno sfiorato Criscito che pure era stato fotografato con Leopizzi (una delle brave persone che abitano questa Italia, uno degno della scuderia di Preziosi).

E ci domandiamo ancora, togliendo una volta per tutte il dubbio che su Criscito si sia esagerato in tutti i casi – noi siamo convinti della sua estraneità, ma ora devono spiegarci per bene perché Genoa-Samp era da archiviare, con il PM che giudica “inammissibili” le prove che pur sono state trovate, come alcune intercettazioni e passaggi di denaro sospetti – il motivo per cui a Criscito vanno fatte le scuse, mentre a Pepe e soprattutto Bonucci no? Erano forse carne da macello?

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Genoa-Samp: archiviazione per mancanza di prove. E Conte?

Il PM ha così chiuso: nessuna prova, quindi richiesta di archiviazione per i coinvolti in Genoa-Sampdoria. Fra questi Palacio. La Gazzetta si è persa gli sviluppi dell’indagine perché non ne sapevamo nulla, mentre su Conte sono 8 mesi che scrivono vaccate in quantità industriale. Come mai?

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Archiviata FINALMENTE la posizione di Mimmo Criscito col quale la FIGC e il CONI devono scusarsi immediatamente e reintegrare il ragazzo in Nazionale. E’ strana però l’archiviazione per tutti gli altri coinvolti che arriva dopo… quali indagini? Noi saremmo felici finalmente di scrivere un articolo che santifica i giocatori che sudano in campo e che ci vanno con l’obiettivo di giocarsi ogni partita, ma vorremmo i dettagli. Perché troppe volte abbiamo poi scoperto magheggi vari per salvare questo o quel personaggio da sicura condanna. Che Preziosi serva alle milanesi è ovvio, che poi ci siano anche calciatori “in pericolo” a livello di tribunale… la cosa ci puzza perché è l’ambiente della FIGC che puzza.

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Cercheremo di capirne di più, intanto ci soffermiamo alla motivazione principe che porta all’archiviazione: mancanza di prove. E allora dovrebbero saltare i tavoli… altro che conferenza stampa.

Come mai si archivia Genoa-Samp (con quello che accade regolarmente intorno alla figura di Preziosi, dopo quel Genoa-Siena da brividi e comunque interessanti precedenti fraudolenti per il giocattolaio preferito da Moratti e Galliani) per mancanze di prove e si condanna Conte per assenza di prove? Dove e qual é soprattutto la differenza fra i due casi?

Roba da matti, roba da itaGlia. L’itaGlia dei Moratti e Galliani, dei Palazzi e dei Preziosi, degli Abete e dei Petrucci. itaGlia alla quale noi non vogliamo assolutamente appartenere.

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Il caso Criscito: sicuro non aver rovinato un ragazzo?

Attenderemo le indagini, ammesso che qualcuno conservi ancora un po’ di fiducia nella magistratura italiana, e valuteremo. Valuteremo soltanto dopo, senza per questo aver messo in croce Mimmo Criscito.

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La vergognosa campagna stampa, lo stucchevole, quanto vomitevole, blitz delle 6 e 30 del mattino a Coverciano, lo sciacallaggio mediatico che lo ha investito hanno poco a che fare con termini quali “informazione”, “etica”, “coerenza”.

L’itaGlia purtroppo è ormai composta da squallidi individui in possesso del tesserino da giornalista. Incapaci di lavorare al meglio, incapaci di redigere vere inchieste, incapaci di esercitare la libera professione del “penso, dunque scrivo” si rifuggiano nel vecchio e classico metodo de “la caccia al mostro”. Chiunque esso sia, l’importante è puntare un obbietivo e distruggerlo. Questo per il bene della tiratura, unico vero padrone di questi individui in possesso del tesserino di giornalista.

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Così gente come Mensurati e Ruggiero Palombo, tanto per citarne due, possono permettersi, penna alla mano, di scrivere quel che gli passa per la mente, senza riscontri, senza aver mai veramente indagato, senza usare la logica. Solo il vile gusto per il protagonismo: per una firma sul giornale si fa veramente di tutto.

E così sul giornale ci finiscono i soliti, se juventini meglio visto chi comanda e gestisce, de facto, la linea editoriale di quei giornali. Ma i soliti, tipo Buffon e Conte, hanno spalle larghe a sufficienza per reggere e respingere il fango che gli viene lanciato contro. Ma poi ci finisce pure Criscito, per una fotografia che può dire tutto e, sinceramente, può dire anche poco. Molto poco. Ma che importa? Il mostro è in prima pagina, anche forse per coprire altra gente, magari altri nomi, magari più grossi, magari più vicini a quella linea editoriale di cui sopra.

Risultato: la carriera di Criscito, per un semplice gusto personale degli autori di quegli articoli, è a rischio. Perché se qualche imbecille segue fedelmente queste firme il povero Mimmo Criscito si troverà ormai segnato, nonostante la giustizia, forse fra poco, probabilmente fra qualche anno, lo assolverà o ne limiterà di molto la posizione.

Basti pensare a quello che alcuni imbecilli stanno facendo girare su Facebook: ridurre Criscito a ex juventino, quindi ladro, quindi uno da ammazzare. Senza contare che appena un anno fa era nei desideri di Napoli e Inter, tanto per citare due squadre che in questo scandalo ci sono dentro fino al collo, nonostante Repubblica e Gazzetta hanno già assolto tutti. Siamo veramente ridotti a questo? Sì, pare proprio di sì e in un paese del genere non vorrei abitare. Così chiudiamo con un semplice desiderio: speriamo che chi ha imposto questo possa soffrire le stesse pene, anche di più, di quelle sofferte da Criscito. Saremo qui a scrivere e sproloquiare sul loro conto… o forse no.

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 01 luglio 2011

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Un po’ per ridere, un po’ per riflettere:

  • Inter, Villas Boas vuole Lucio – in realtà è proprio l’Inter che vorrebbe rifilare Lucio al Chelsea!
  • Liverpool, sfuma Clichy: si punta tutto su Chivu – in realtà è proprio l’Inter che vorrebbe rifilare Chivu al Liverpool!
  • Pasqualin: “Milan-Hamsik? Raiola sta lavorando di nascosto” – di nascosto?!? E se si faceva vedere che succedeva… scoppiava la terza guerra mondiale?
  • Agroppi: “Se Criscito vale 11 milioni Pastore e Hamsik almeno 50″ – chi spiega ad Agroppi che la sua equazione non può stare in piedi? Ma soprattutto, perché Agroppi continua a parlare di calcio?
  • Zampagna: “Lascio il calcio, il mio rimpianto la Nazionale” – la Nazionale risponde: “il mio rimpianto è che non abbia lasciato prima!”
  • Cesena, Giaccherini: “Mi cercano le grandi.” - … ma non ti trovano?
  • Milan, Gattuso: “Qui è casa mia e ho deciso di restare” – che non lo voleva nessuno… è solo un dettaglio trascurabile?
  • Malù: “Legge extracomunitari fa rabbrividire” – e non hai ancora letto la relazione di Palazzi sullo Scudetto del 2006!!!
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De Laurentiis: strano concetto di grandezza

Strano concetto quello di De Laurentiis. Il Presidente del Napoli è sempre protagonista di curiose dichiarazioni.

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Fermo restando gli ampi meriti di un Napoli tornato grande grazie all’immane lavoro di Pierpaolo Marino, mai ringraziato a dovere, ora ci si trova davanti a quella che potrebbe sembrare un ridimensionamento.

L’exploit che ha portato il terzo posto rischia di rimanere, appunto, un exploit. Confermarsi, sebbene a un livello modesto come quello italiano, è sempre difficile e presuppone un progetto a lungo termine. Tale progetto a lungo termine non può prescindere da certe pedine, pressoché fondamentali.

Facili i nomi: Cavani, Lavezzi, Hamsik.

Quest’ultimo si è reso protagonista della classica operazione sporca, in linea con Galliani e soprattutto Raiola. Da ricordare che Moggi è stato portato in Tribunale per violenza privata a causa di un diverbio con due giovani bianconeri. Invece, qui si parla di strategia e di grande esperienza. La coerenza è, al solito, un optional.

Il problema è De Laurentiis che probabilmente sarà costretto a cederlo e non certo a 40 milioni di euro, ma più semplicemente a una 20ina, forse anche meno se il Milan inserirà una pedina gradita a Mazzarri.

Il problema vero, comunque, rimane un concetto che di per sé è valoroso, ma nella pratica risulta disastroso:

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  1. Criscito è evaporato per una offerta indecente (al ribasso);
  2. Inler ha preferito (preferisce/preferirebbe) il bianconero alla maglia azzurra del Napoli (ma finirà per accettare il contratto di De Laurentiis, a meno che Pozzo non contro-offra un piccolo aumento di ingaggio);
  3. Vidal è attratto da ben altre mete;
  4. Rosati sta sfumando a causa di un ingaggio poco gradito.

E la lista, stando agli uomini mercato vicini al Napoli, è ancora più lunga.

La cosa che più stupisce è l’atteggiamento di De Laurentiis, che si sente grande quando deve vendere e piccolo quando deve comprare.

Il tetto massimo che può offrire ai giocatori è fissato: poco meno di 2 milioni di euro, a patto che sia un top player. Su queste basi c’è poco, molto poco da fare. La colpa non è di De Laurentiis, ma di meccanismi ed equilibri di mercato molto strani. Ma tant’é, così è se vi pare…

Così De Laurentiis le spara grosse. Prima indispettisce il napoletano Mimmo Criscito che ha già risposto “mi hanno dato molto fastidio le brutte parole di De Laurentiis”, poi gradirebbe da Inler “un passo indietro e tanta voglia di azzurro” (come se il contratto fosse un accessorio qualsiasi), poi lancia una sorta di invito collettivo “chi vuole il Napoli si dovrà adeguare”.

Bene, caro De Laurentiis. Trovo molto corretto questo atteggiamento e io per primo avevo proposto un tetto massimo alle trattative per l’acquisto di giocatori e l’offerta di ingaggio, ma il calciomercato è ormai questo.

O ti adegui o si adegueranno gli altri.

E per favore… non minacciare Marotta e altri operatori di non interferire con le tue trattative.

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Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni

Nella precedente puntata abbiamo visto i 5 più clamorosi flop del calciomercato della Juventus, a parziale giustificazione di questi anni bui post Calciopoli.

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In questo articolo invece sposteremo l’attenzione sulle (s)vendite della vecchia dirigenza. Perché comprare è importante, ma come insegnava Moggi, vendere lo è di più!

L’idea che mi ha spinto a pubblicare questo articolo è stata la recente convocazione di Prandelli dove figuravano ex-juventini ed ex-obiettivi bianconeri. Se qualcuno avesse intuito l’importanza di certi giocatori, a quest’ora la Juve avrebbe una Nazionale intera al posto di una rosa affastellata in un modo disordinato (appunto!).

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Partiamo.

  1. Domenico Criscito (5,5 milioni di euro per la compartecipazione; 6 milioni di euro per la risoluzione). Subì un fallo da Totti, ma non venne fischiato. La Juve subì il pareggio e poi la rimonta della Roma. La partita finì 2-2, ma a fine primo tempo Ranieri mise fine all’avventura del 20enne Mimmo Criscito alla Juve. Un colpo di genio. Sì perché il Genoa si assicurò le sue prestazioni da gennaio di quell’anno per 1 solo milione di euro e Gasperini lo inventò terzino di spinta. Oggi è nel giro della Nazionale e rischiestissimo, mentre la Juve è sempre in cerca di un terzino sinistro;
  2. Federico Balzaretti (3,8 milioni di euro). Svenduto alla Fiorentina dopo che il buon Federico aveva seguito la Juve pure in B mettendoci un grande cuore, tipo un veterano. Capello lo scelse da un Torino fallito e ne fece un buon terzino. La Juve cerca ancora un terzino degno di tale nome. Prandelli lo convoca sempre, mentre a Palermo si parla di lui come il prossimo capitano. E’ stato uno dei terzini più prolifici dello scorso campionato;
  3. Antonio Nocerino (7,5 milioni di euro). Arrivò alla Juve dal Piacenza, dopo uno spettacolare campionato di Serie B. Buona Olimpiade e ottimo primo anno bianconero dove aveva scalato le classifiche facendosi preferire a Tiago e Almiron e giocando perfino al posto di Camoranesi all’occorrenza. Venne mandato a Palermo nell’operazione Amauri. La Juve in quel ruolo comprò poi Poulsen, Aquilani, Felipe Melo: sicuri che il rendimento di Nocerino sarebbe stato inferiore a questi tre?
  4. Sebastian Giovinco (3 milioni di euro per la compartecipazione). E’ forse il talento più puro e mal gestito degli ultimi 15 anni italiani, insieme a Giuseppe Rossi.Trequartista naturale, grande spunto e ottimo in fase di assist. Ranieri lo fece giocare largo a sinistra, poi sempre in panca, poi quasi fuori squadra. Nonostante Trezeguet e Del Piero ne invocavano l’utilizzo, nonostante Camoranesi parlasse benissimo delle sue doti, nonostante i tifosi lo volevano in campo a tutti i costi. In lui rivedevano il primo Del Piero, ma Ranieri lo bruciò e poi Ferrara non seppe recuperarlo. A Parma si è ritrovato. Solo 3 i milioni di euro che Ghirardi ha dovuto sborsare per metà del suo cartellino. In Spagna Pedrito viene giudicato intoccabile… Prandelli lo considera un punto fermo della prossima Nazionale;
  5. David Trezeguet (0 euro + 2 milioni di euro per il giocatore). A gennaio 2011 Marotta fu costretto a cercare un attaccante in grado di buttarla dentro. Quagliarella aveva retto quasi da solo l’intero reparto d’attacco, Amauri non segnava nemmeno aiutato, Iaquinta alternava una prestazione buona con tre o quattro tribune. In Spagna, dove era stato spedito a 0 euro più 2 milioni di euro di buonuscita, Trezeguet aveva già segnato 10 gol all’Hercules. Iaquinta e Amauri tenuti, Trezeguet, ultimo grande bianconero vero, ceduto gratis. Qualche errore di valutazione?

Me ne dimentico qualcuno?

La prossima puntata sarà dedicata agli affari mancati della Juventus in questi ultimi 5 anni.

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Nazionale Italiana: quanta Juve?!

Stavo rileggendo le convocazioni del Commissario Tecnico Cesare Prandelli, uno che ha vestito la maglia bianconera e uno che la Juve l’ha già sfiorata nel 2004 (Moggi propendeva più per Deschamps, in verità, ma poi arrivò Capello, trattativa lampo chiusa in 48 ore). E stavo riflettendo su quel senso di pazienza e di attesa che i tifosi bianconeri hanno un po’ smarrito. C’è da mangiarsi le mani, c’è da rimproverare una dieci cento volte chi ha gestito in malo modo una rosa che, ad oggi, poteva realmente essere molto competitiva. Un progetto cominciato soltanto a parole, mai nei fatti. L’aveva già capito Deschamps quando si sfogò in quel modo rassegnando le dimissioni. E serviva ascoltare la sua intelligenza per tenersi stretti molti giovani, serrare i denti e vivere un paio di anni di transizione in attesa di una crescita collettiva che è poi effettivamente avvenuta.Chiariamo subito di cosa stiamo parlando.

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A rileggere le convocazioni saltano in mente subito un paio di dettagli:

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  1. nonostante tutto, sono ben 6 i giocatori che militano nella Juventus di Gianluigi Del Neri: Buffon, Bonucci, Chiellini, Aquilani, Marchisio, Matri. A questi potrebbe essere aggiunto tranquillamente l’infortunato Quagliarella che avrebbe meritato la convocazione (fra l’altro, è suo uno degli ultimi gol della Nazionale di Prandelli);
  2. sono ben 5 gli ex bianconeri, di quelli che la Juve l’hanno vissuta per poco o per pochissimo o abbastanza per conoscerne bene il reale valore: Federico Balzaretti (lanciato da Capello ed elemento fondamentale per la stagione in Serie B), Domenico Criscito (bruciato, che sia maledetto, dal tecnico Claudio Ranieri e ora conteso da mezza Europa), Gastaldello (per lui pochissime apparizioni in età giovanile), Antonio Nocerino (6 mesi da grandissimo nel primo anno di Torneo Aziendale, riuscì a scavalcare nelle gerarchie interne Almiron e Tiago, niente di che! Poi venne scambiato per Amauri), Sebastian Giovinco (uno che se fosse in Inghilterra sarebbe già titolare della Prima Squadra, invece a Torino devono ancora decidere che farne del suo cartellino, e cercano ancora un erede di Alessandro Del Piero);
  3. ci sono, infine, ma qui giochiamo al fantacalcio, alcuni personaggi che Marotta ha direttamente trattato o ai quali Marotta ha pensato durante i 50 giorni di trattative frenetiche di luglio-agosto 2010: Giampaolo Pazzini e Giuseppe Rossi.

Escluso il punto 3, i primi due punti sono inattaccabili. Basti pensare soprattutto ad alcuni nomi tipo Criscito e Balzaretti e Sebastiano Giovinco per capire come la Juve abbia gettato al vento opportunità rarissime. Gente da Juve, gente fondamentale per la costruzione, gente che poteva tappare gli enormi buchi riscontrati in questi anni. Gente che in quei ruoli poteva realmente essere protagonista, oggi che la Juve cerca proprio quel tipo di giocatore. Cioè due terzini e uno in grado di dare il cambio di marcia in fatto di qualità. E pensando a loro mi chiedo perché tutti si affannano a sputare concetti quali “pazienza”, “serve programmazione” se poi nessuno li mette in pratica. Troppe parole, pochi fatti.

Adesso la Juve deve rincorrere tanti nomi costosi, tanti nomi che potrebbero incrementare la qualità della rosa. A costo zero i campioncini se li era costruiti in casa, frutto delle scelte e del talento di Luciano Moggi e di una Primavera eccezionale, come pochi settori giovanili in Italia. Ma c’è davvero la voglia di investire nei vivai? I fatti dicono di no.

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Genoa-Juventus 0-2 Siamo furbetti o forti?

Lo sfogo di Preziosi alla fine del match è semplicemente stupendo. Basterebbe ascoltare le sue parole per capire come la Juve ha giocato questa partita. Il continuo piangere di chi si trova a sfidare la Juve di Del Neri è in perfetta sintonia su quanto accaduto in passato, quando cioè i bianconeri erano un porto di mare dove chiunque poteva attraccare e portare via la roba. Stavolta di roba ce n’è davvero tanta, ma rimane a casa nostra.

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Enrico Preziosi è un personaggio stranissimo. Un folle coi soldi che si è espresso in questi termini:

Noi evidentemente siamo stati stupidi a mandare i nostri giocatori con le Nazionali. I nostri ragazzi erano stanchi ma hanno giustamente onorato gli impegni con le proprie rappresentative in settimana. La Juventus è stata più furba, non facendo rispondere alle convocazioni né Krasic né Marchisio: avete visto come stavano male in campo…

L’unico pensiero corretto di questa frase è il riferimento a stupidi, e in tal senso non includendo tutti i tifosi e le brave persone che gravitano dentro la società Genoa. Compreso Gasperini che ieri si sarà goduto la partita comodamente sul suo divano. Secondo Preziosi il medico della Nazionale era d’accordo coi bianconeri. Vale davvero la pena rispondere? Considerando Aquilani, Bonucci, Quagliarella, Chiellini! E’ un pensiero così demente che conviene ribadire il concetto che a caldo un Presidente non dovrebbe mai esprimersi.

Ma andiamo avanti, dottor Preziosi:

Evidentemente le lacrime di Marotta hanno funzionato, sono come quelle della Madonna. Difatti è arrivato un arbitro, Morganti, molto esperto, che ha una deroga, dopo questa stagione andrà in pensione e…

Se ciò fosse vero… alleluja! Vuol dire che torniamo a essere rispettati, così come si deve a un team partecipante al Torneo Aziendale numero 5. Preziosi dovrebbe essere deferito, ma a la Federazione pare non volersi esporre più di tanto per non rischiare di diventare una sorta di paradiso in stile neuro, dove i pazzi o diventano dirigenti o diventano protagonisti.

Secondo Preziosi, dunque, la vittoria della Juve è viziata da episodi controversi. Su Marchisio glisso perché il Principino è andato ai Mondiali malconcio e perché mi pare abbia ampiamente dimostrato di essere una persona molto seria, ma molto seria. D’altronde Marchisio non è serbo, quindi è serio. Viceversa Krasic è serbo, quindi per Pistocchi non è una persona seria. E io sono felice che sia un farabutto. Ma quali sono questi episodi che hanno condizionato la gara? Ci aiutiamo con – udite udite – Civoli della Domenica Sportiva e l’arbitro che fu chiuso negli spogliatoi di Reggio Calabria nelle fantasie di certa gente molesta che dovrebbe garantire giustizia e equità.

Moviolone. Pronti via Criscito va giù durissimo su Krasic. Tecnicamente è un fallo da tergo. Giallo sacrosanto per Civoli, arancione per Paparesta. Un paio di fuorigioco non segnalati su Toni che hanno portato a un tiro fuori e a un calcio d’angolo. Una simulazione di Kaladze nel finale su un non-tocco di Sorensen. Una schiacciata degna del miglior Mastrangelo di Toni che poi, in modo meschino, mima di aver colpito il pallone con la fronte: giallo e gol giustamente annullato per gioco antisportivo. Con la mano, fino a prova contraria, non si può ancora segnare. Stop. La moviola finisce qui? A Controcampo perfino Liguori chiede se ci sono rigori, gialli mancanti, rossi mancanti, fallacci o tasse non pagate dai giocatori bianconeri. Non c’è nulla. E le proteste di Preziosi? Con gravi accuse di combine rivolte alla dirigenza bianconera? Passano in cavalleria? Aveva bevuto? E’ legittimo andare davanti alle telecamere e fare la figura barbina così come ha fatto Preziosi? E’ tutto normale?

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Se mi è permesso, vorrei allora dire la mia sulla partita.

Su un campo difficilissimo, contro una squadra in grande forma e che veniva da due vittorie, la Juve si presenta con un carattere e una personalità che non mi aspettavo. Sicura, decisa, tosta, grintosa. E’ la Juve che ha ritrovato la mentalità giusta. E’ la Juve di Andrea Agnelli.

Del Neri ha ritrovato il centrocampo dei sogni. Marchisio a sinistra, un soldatino dai piedi buoni che è tornato a offendere come nelle prime giornate di campionato. Aquilani, ad oggi, è il miglior centrocampista italiano e forse qualcosa in più. Sempre prezioso, sempre puntuale nelle aperture e sempre disponibile al passaggio distensivo. Talento cristallino con la palla al piede, è forse la pedina più importante nello scacchiere di Del Neri. Che qualcuno lassù preservi i suoi muscoli. La sua assenza in coppa peserà moltissimo. Con Felipe Melo forma una delle coppie più belle ed efficaci degli ultimi 10 anni. Il brasiliano si è trasformato. Pulito ed elegante, una macchina da guerra, con un tasso tecnico non indifferente. La sorpresa è quel carisma e quella serenità che conferisce alla squadra intera. Prende botte, rilancia e provoca cartellini gialli. L’avresti mai detto, tu tifoso bianconero? Insomma, la speranza di un Felipe Melo da 6,5 c’era ad agosto, ma ritrovarselo così, alla soglia di un 7,5 in pagella costante… proprio no.

Il centrocampo è completato da Krasic. Signore e signori questo qui è un fenomeno. Stop alle telefonate, il verdetto è semplice: è un campione, che non ha ancora vinto, ma che ha stupito tutti. Forza fisica impressionante, piedi che cominciano a girare come meglio non si potrebbe, efficacia. Le parole dei compagni sono la migliore descrizione del contributo del serbo: spacca la partita in due, sensazionale, difficile da fermare. Lo temono in tanti, praticamente tutti i tifosi avversari che si aggrappano a quella infelice uscita di Pistocchi che ne ha marchiato la presenza in campo come non-serietà. Per fortuna Pistocchi è Pistocchi e Krasic è Krasic. Se decide di partire sono dolori. Uno o due avversari, dieci metri o quaranta metri di campo, destra o sinistra, allargarsi o accentrarsi… per Krasic tutto è indifferente. Basta che ha il pallone tra i piedi. Annienta Criscito e ridicolizza Veloso, sfianca ogni tipo di terzino che si trova davanti. Assist a manetta (se solo là davanti ci fosse Trezeguet) e altro gol. Aveva poca benzina in corpo e meno male! Appena due anni fa avevamo pianto per un Nedved che smetteva… adesso possiamo sorridere per un nuovo caschetto biondo che sfreccia in campo.

Che altro c’è da dire? Che la Juve non ha quasi mai rischiato? Che Storari è oggi il miglior portiere italiano? Che la fortuna ci ha dato una mano, ma la fortuna stavolta siamo noi a stanarla? Che siamo più forti delle assenze e degli acciacchi?

Lo stato mentale di questa squadra è incredibile. Faccio notare l’atteggiamento di Capitan Del Piero, che prima di tutto è una persona molto intelligente. Al momento del cambio, cioè al momento di siglare un altro record ancora con la maglia della Juve, Aquilani chiama la panchina. Del Piero grida a Iaquinta di restare in campo. Si siederà in panca e al suo posto entrerà Salihamidzic. Non ci è rimasto sicuramente bene, ma ha anteposto ancora una volta il bene della SUA JUVE a quello proprio, di una storia che è già leggendaria e per nulla finita! E qualcuno si ostina ancora ad azzardare paragoni con un tipo romano che gioca a calcio. Grazie Capitano. I minuti risparmiati saranno preziosi giovedì sera.

A proposito di giovedì sera. Con la situazione che si profila in campionato, non sarebbe pragmaticamente-logico abbandonare l’Europe League? Detto diversamente: se la Juve ha la possibilità di preparare le gare come si deve (cioè potendo contare su 6 giorni di lavoro) poi dimostra automaticamente di poter fare di tutto a tutti. Il giovedì sera invece è fonte di distrazione e di stress. Corrode le energie nervose e fisiche e non porta reali benefici. E’ un torneo massacrante e non abbiamo gli uomini necessari per affrontare un intero anno. Perché io rinuncio a rileggermi le regole europee sui trasferimenti di giocatori (non so se Aquilani e Quagliarella potranno giocare da gennaio in poi, qualunque cosa accada a Liverpool e Napoli) e perché gli uomini contati non permettono grandi cambi.

Infine, un pensiero per Sorensen. E’ stato prelevato dalla serie cadetta danese. A 17 anni. Alto e biondo, forte di testa, è stato buttato nella mischia per eccesso di assenze. Prima da centrale e non ha assolutamente sfigurato. Ora da esterno destro con compiti prettamente difensivi e risulta quasi insuperabile. Abbiamo massacrato per anni la vecchia dirigenza per le operazioni Tiago, Almiron, Andrade, Knezevic e me ne dimentico altri cento, ma vogliamo rendere grazie, che è cosa buona e giusta, a Mister Marotta e a quel fenomeno che è Fabio Paratici? In attesa di un bel regalo di natale?

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