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Tag: damato

Audizione Conte: “E’ andato tutto bene”. Io non sarei così sicuro…

Antonio Conte, uscito dall’audizione palazzinara, si è espresso con positività. Fa parte del suo stile, fa parte della storia di un grande uomo prima ancora che grande campione. Non si indossa la fascia di Capitano della Juve senza possedere queste due qualità.

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L’audizione, già di per sé vergognosa perché intanto si sono aggiunte un’altra decina di testimonianze a favore di Antonio Conte, servirà per giustificare un altro assurdo deferimento per il tecnico bianconero. L’obiettivo non sarebbe lui, ma certamente la Juventus che sul campo purtroppo non è battibile. Battibile sul lungo periodo, intendiamoci. Perché in fondo si può sempre trasformare un fallo di schiena in un rigore e vincere il singolo match.

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Conte si è detto “positivo: non temo un deferimento perché ho risposto a tutto”. E quindi, caro Antonio?

Abbiamo già ampiamente commentato le vergognose azioni della FIGC, con un Palazzi in preda ai peggiori istinti servi. E così dopo Damato un altro colpo va a segno questa settimana. Ogni riferimento non è assolutamente casuale.

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Le Stra…brutte figure dell’ultima giornata di campionato

La Juve allunga e le altre arrancano. Tutte, tranne un Montella strepitoso e Damato (leggi Milan). A parte loro tre, poi il buio assoluto. Buio che comincia a pesare sulle spalle degli avversari che non trovano la via di uscita a un rosicare continuo e molesto. E qui ci sono già un paio di novità.

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Intanto la FIGC si è esposta: difende Damato con forza, non emetterà punizione sull’operato fasullo dell’arbitro di Genoa-Milan, confermando da che parte sta e qual é il progetto in favore di Silvio Berlusconi. Complimenti!

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L’esposizione è poi ancora più netta perché da oggi – chi vuole scommettere… oltre Mauri della Lazio? – Conte torna nel mirino di Palazzi. Da Perinetti a Kutuzov a un’altra decina di testimonianze che scagionano in modo preciso Conte (compreso Stellini): ma il progetto della FIGC è eliminare la Juve, indebolirla magari, in versione Farsopoli. Ciò significa attaccare mediaticamente la Juve in modo da sfinire l’opinione pubblica e costringere qualche altra Procura a sprigionare tutto il sentimento antijuventino d’Italia condannando in qualche modo Conte e la Juve. La prima volta, facciamo notare, non solo non è servito, ma ha pure generato più forza all’interno del gruppo. Adesso sono 9 punti, il prossimo anno, Marotta permettendo, rischiano di essere molti di più.

La palma di miglior comico spetta comunque a Mazzarri. Avrei accettato una dichiarazione del tipo “puntiamo alla zona Champions”, ma una frase così costruita “l’obiettivo era arrivare fra i primi cinque” è da manicomio. Gesto di ordinaria follia perché in un colpo solo, dovesse scappare il terzo posto, rischierebbe di ridimensionare tutto l’intero movimento partenopeo. Col fuggi-fuggi generale di giocatori. Che il Napoli sia in crisi è evidente dall’atteggiamento dei suoi stessi tifosi: ecco il motivo di quello striscione esposto a Torino ieri pomeriggio. Nulla di razzista come per esempio il “Platini maiale” apparso in mano ai tifosi laziali. Eppure pure lo Stadium oggi è sotto inchiesta e si punterà alla squalifica del campo.

Molto più sincero Stramaccioni che stavolta non ha tirato fuori dal cilindro nessuna battuta. Poco da ridere dopo due figuracce che sottolineano l’assenza di progetto. Decidono gli argentini: quando entrare, quando uscire, quando giocare. Nessuna innovazione tattica da uno che ha allenato i ragazzini. Solo una caricatura continua delle TV e dei giornali che rischia di bruciare un potenziale buon allenatore. L’alibi stavolta è l’Europe League: tranquillo Strama, fra poco è finita. Così sembra.

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“Non falsate il campionato” dicevano i milanisti: il piano del Diavolo

Nelle ultime 10 partite, a parte le outsider per le zone altissime della classifica, solo il Milan può vantare un ruolino impressionante, degno appunto della zona altissima della classifica. Un Milan stellare, cinico, completamente diverso da quello di inizio anno. Sarà vero… dopo Miss Italia avere un arbitro rossonero?

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In queste 10 partite abbiamo visto di tutto. Rigori inventati, anche se il più bello resta quello di schiena di Isla contro la Juve, e rigori non concessi agli avversari, gestione scientifica dei gialli e rossi e nessuna pressione di TV e stampa. Insomma: se nella Juve la mano di Conte si vede tutta, nel Milan quella di Berlusconi è fin troppo evidente. E un tizio come Galliani è ridiventato il numero uno. Meani avrà aperto un nuovo ristorante?

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La cosa più incredibile è che i rapporti “di fiducia” tengono saldamente. Ieri Preziosi non ha protestato, nonostante alcuni ragazzi in campo abbiano provato ad alzare la voce. Ma oggi verranno tutti ridotti al silenzio. Per esempio la Gazzetta titola inneggiando al Milan e nascondendo i rigori nel solito riquadratino, mentre De Paola deve troppo occuparsi dell’arbitro di Juve-Catania, magari stavolta non mandando al macello la Lazio. Così non ci sarà alcun titolo del tipo “Milan, così no!”.

Braschi giudicherà? Certo che no, ci prova oggi Foschi: povero illuso. Mentre attendiamo con ansia la reazione di De Laurentiis e Della Valle: il secondo posto è andato, lo avranno capito?

E fossi in Conte mi preoccuperei. Il mister sa già cosa è capace di fare Galliani quando qualcuno mostra una verità cristallina (come quella gridata in quel tunnel, in quella sera famosa del 25 febbraio 2012). Con le elezioni in corso, perché Berlusca è ancora in campagna elettorale, Balotelli e lo scudetto sono il miglior viatico per l’acquisizione di nuovi voti.

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Cagliari-Juventus 1-3 Ci hanno tentato, ma è andata male

Da Cellino a Zeman passando per Allegri. Intanto la Juve va, e va forte nonostante un Damato che ha tentato di fare il regalone a tutti gli antijuventini d’Italia.

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Nella serata più nervosa si sveglia Matri. Lo avevamo chiamato, avevamo in un certo senso detto che era l’ultima chance prima del mercato invernale. Due gol particolari: uno di rapina (di quelli che alla Juve servirebbero più spesso) e uno di grande freddezza (come il Matri dei primi 6 mesi bianconeri). Chissà cosa vorrà dire questa doppietta.

Antonio Conte esulta, abbraccia Vidal a fine partita dopo che il cileno ci aveva messo del suo nel farlo innervosire. Alla sua Juve non può però rimproverare molto perché i ragazzi hanno corso, hanno tentato e hanno sbattuto contro il palo, contro Agazzi (a proposito: il controllo antidoping ha rivelato nulla?) e contro Damato. Servirebbe giusto uno come questo Matri per sbloccare sfide complicate come questa.

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La moviola la lasciamo agli altri, ma non possiamo certo far passare come normali il rigore di Sau e il non rigore di Quagliarella, il non rigore su Asamoah che avrebbe visto pure Ray Charles, l’espulsione di Murru e altri interventi scomposti da dietro che avrebbero meritato altri gialli. Uniformità arbitrale, questa sconosciuta. Eppure la goduria aumenta pure così. Se il progetto era rallentare la Juve, allora ci dispiace aver rovinato i piani.

La Juve va perché fisicamente spompa l’avversario come dice bene Conte in conferenza stampa. La Juve va perché è la più organizzata, perché non si scompone mai e continua a macinare gioco anche in condizioni psicologiche di nervosismo estremo. La Juve va nonostante il campo non sia in perfette condizioni. La Juve va perché uno come Padoin entra e incide non poco sullo sviluppo del match. La Juve va perchè ha in rosa uno come Barzagli, o uno come Bonucci, o uno come Pirlo, o uno come Marchisio. E questi qui bastano per vincere le partite.

Un 2012 da brividi, con un ritmo anche superiore a quello di Capello. 94 punti totali per Antonio Conte contro i 93 di Fabio Capello. Dire altro sarebbe veramente da pazzi, sarebbe da… Cellino.

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Juventus-Napoli 2-0 La supermoviola di un Damato sfortunato

Niente: ci hanno provato in tanti, ma l’episodio a favore della Juve non si trova. In realtà Bergomi a Sky, in diretta, ha provato a recriminare e chissà se da Napoli non proveranno a chiedere la ripetizione della gara. Marchisio scambia sulla sinistra e si invola, ma viene letteralmente falciato. Damato concede solo l’angolo da cui nasce il gol di Caceres: errore tecnico e partita da ripetere?

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Al di là di questa che battuta non è, andiamo a rileggere gli episodi del match, così giusto per capire se due settimane di piagnistei abbiano potuto anche solo leggermente influenzare Damato:

  1. al minuto 8 manca un giallo per Pandev: gomitata volontaria su Chiellini, il replay non lascia dubbi, nonostante non lo prenda bene e certo voleva prendere posizione;
  2. su Cannavaro ci sarebbero un paio di interventi da giallo su Quagliarella già nel primo tempo: se la caverà sempre pur intervenendo da tergo;
  3. al minuto 10 giallo per Cavani che rifila una piccola gomitata a Chiellini: nervosi i punteros del Napoli, non trovate?!
  4. Inler stende Giovinco con una ostruzione palese e anche piuttosto dura: niente giallo, minuto 18;
  5. il giallo se lo becca per Vidal “ma questo è un normalissimo intervento di gioco: non si capisce perché questo provvedimento” dice Cesari, noto supertifoso bianconero;
  6. dubbio per un mani-spalla di Cavani al minuto 35: sarebbe stato il secondo giallo;
  7. cavalcata di Maggio per oltre 50 metri, poi sfinito sviene e si aggrappa alla maglia di Barzagli: per Damato è fallo per il Napoli, siamo al minuto 46 e Caressa sta ancora cercando di capire il perché viene fischiato fallo contro la Juve;
  8. ancora Cannavaro duro e da dietro su Quagliarella: minuto 51, ma Damato sorvola;
  9. al minuto 52 la clamorosa svista su un fallaccio di Behrami su Giovinco: Damato addirittura nemmeno fischia, ma ci sarà bisogno di mettere la palla fuori e consentire ai medici di soccorrere il talento juventino. Né giallo, né punizione;
  10. giusto al minuto 63 dare il giallo a Chiellini per trattenere il pallone, ma la reazione di Campagnaro è esagerata e vale il giallo. Juve in vantaggio sul numero di gialli in una partita dove i falli sono stati commessi praticamente dal Napoli: dato curioso e interessante;
  11. si chiude in bellezza col giallo a Barzagli al minuto 73: Bonucci chiede perché puntualmente scatta l’ammonizione per i bianconeri, mentre il Napoli viene graziato, ma non riceverà risposta.

Detto questo, in bocca al lupo a tutte le squadre di Serie A.

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La supermoviola della 31° giornata

Ancora una giornata particolare. Un po’ come dall’inizio ci sono squadre che possono beneficiare della benevolenza arbitrale e altre squadre che devono sudare. Va bene così, c’è più gusto. Enormemente più gusto.

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Juventus – Lazio

L’idiozia di Reja è tesa solamente a nascondere una superiorità straripante. Poco da segnalare:

  • c’è un rigore su Vucinic nel primo tempo: lo stop superbo mette fuori causa Scaloni che perde il tempo dell’intervento e trattiene e affossa il montenegrino che avrebbe campo libero per puntare verso la porta, seppure da posizione defilata. Damato incredibilmente fischia fallo contro all’attaccante bianconero: ci piacerebbe conoscere il motivo del fischio;
  • giusti tutti i gialli fischiati durante la gara. Diakité ha certo ecceduto nelle entratacce da dietro e il pubblico lo ha fischiato solo per questo motivo, almeno speriamo;
  • fra il minuto 46 e il minuto 54 arrivano 3 gialli per la Juve, tutti molto discutibili: l’intervento di Chiellini è duro, ma è uno scontro di gioco, non si conosce la causa del giallo a Quagliarella, mentre su Lichtsteiner sorvoliamo;
  • i falli laterali invertiti nel secondo tempo da Damato sanno di provocazione: davvero stupefacente;
  • Reja protesta per un rigore che nemmeno la Lazio ha richiesto: vergogna! Barzagli mette paura alla punta laziale che casca da sola e, ripetiamo, non protesta nemmeno;
  • Kozac sarà pure un bravo ragazzo, ma ogni volta che allarga i gomiti fa male. Stavolta è solo una capocciata a mandare in frantumi il naso di Bonucci, prima un intervento duro punito per giallo. L’espulsione è stata generata dai suoi vivaci modi di discutere. Cosa ha da protestare Reja?
  • l’espulsione di Reja, visto quanto aveva detto lui in precedenza, fa il paio con quella assurda rifilata a Conte molto settimane fa: l’età gioca brutti scherzi e il destino restituisce subito le assurde proteste degli antijuventini.

Chievo-Milan

Marchetti regala miracoli e interventi salva-risultato, mentre il granata Sorrentino regala a Muntari una grande gioia.
Ci sarebbe da discutere i cambi di Di Carlo: due difensori e un centrocampista, con rinuncia a Paloschi: probabilmente difendeva lo 0-1 milanista. E ci sarebbe da capire come si fa ad acquistare quel famoso giocatore rossonero che una sera Mughini chiamò così: “Gianmaria Kulovic”. Innumerevoli tiri del Chievo contro uno soltanto rossonero.

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Per fortuna milanista tutte le decisioni arbitrali prendono la direzione di Milano:

  • gol annullato a Paloschi: l’attaccante è forse al di là della linea (tenuta dal piede di Zambrotta) col ciuffo di capelli;
  • gol annullato ad Acerbi nel finale: giusto fischiare il fuorigioco;
  • rigore non fischiato per mani di Nesta: c’è un fuorigioco di rientro, ma è decisivo? L’intervento di Nonno Nesta è molto goffo;
  • i gialli per i vari Ambrosini e Gattuso sono come le condanne del loro Presidente: non possono essere dati.

Come dire: nel dubbio, si fischia a favore del Milan.

Inter-Siena

Toh guarda, ancora il Siena. La squadra che dovrà rispondere di un paio di cose sul calcioscommesse stavolta prova a combattere. Prova perché l’assist a Milito è di un difensore, mentre il rigore su Nagatomo è un gentile omaggio di Nicchi al buon Stramaccioni che batte un altro record: squadra più anziana della stagione 2011/2012. Alla faccia di uno che valorizza i giovani. Se il Napoli viene affossato dalle scelte di Mazzarri, la società di Moratti viene sospinta a gran voce dal Palazzo alla caccia del terzo posto.

Napoli-Atalanta

Niente, nemmeno la forza di protestare. Nemmeno il solito gusto della polemica perché quando il Napoli perde è sempre colpa degli altri. Noi sottolineiamo soltanto un dato: il costo di Edu Vargas pareggia quella di Vidal. Grazie Marotta!

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