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Tag: danimarca

Nordsjaelland-Juve, il personaggio: Nicklas Bendtner

Copenaghen assume sempre più i connotati del crocevia fondamentale, dello snodo decisivo, dell’esame da superare per la Juve in formato europeo.
Praticamente perfetta in Italia e altalenante in Champions fino a questo momento, la squadra di Conte deve vincere, senza se e senza ma, contro il Nordsjaelland per continuare a cullare ambizioni europee. Dopo la prova di forza nella rimonta di Londra sul campo dei campioni in carica del Chelsea e dopo la prova opaca contro il frizzante Shakthar nell’atmosfera surreale dello Stadium, ora la Juve si trova davanti la squadra danese esordiente in Champions dopo aver vinto per la prima volta nella sua storia (recente, essendo nata nel 1991 col nome di Farum Ballklub, diventando Nordsjaelland solo nel 2003 dopo un cambio proprietario) il campionato.

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Servono 6 punti nelle due sfide contro i danesi, non si può sbagliare.

Si parte da Copenaghen, dove gioca le sue partite europee il Nordsjalleand essendo lo stadio della cittadina di Farum, un sobborgo della capitale di 19mila abitanti da dove nasce la favola di questa squadra, troppo piccolo per ospitare competizioni Uefa.
Serve una svolta alla Juve europea, soprattutto in attacco. Tornerà Vucinic, chi affiancargli? Noi riteniamo che Bendtner possa essere la chiave di questa partita. Oggetto misterioso fino a questo momento e utilizzato solo in una decina di minuti contro il Chievo. Il ragazzo però si sta allenando bene e con impegno, la cura Conte sta dando i suoi frutti come dimostrano le due buone prestazioni della scorsa settimana con la nazionale danese. Un gol decisivo contro la Bulgaria e tante sportellate e sponde aeree contro l’Italia, con tanto di gol di testa annullato. Lo stesso Nicklas ha detto di sentirsi molto in forma grazie agli allenamenti a cui si è sottoposto a Vinovo, tanto che al termine della gara contro la Bulgaria ha dichiarato di non sentirsi minimante stanco nonostante i 90 minuti giocati, grazie alla mole di lavoro a cui l’ha sottoposto lo staff bianconero.

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Nicklas è pronto, la sensazione è che a questo punto abbia solo bisogno di una chance. Ci sentiamo di sbilanciarci nel dire che se Conte decidesse di schierarlo contro i suoi connazionali, segnerebbe di sicuro. Contro il Chievo aveva gli occhi giusti, che facevano trasparire quella fame che chiede Conte ai suoi uomini. In questi oltre 50 giorni passati a Torino dovrebbe aver assimilato gli schemi e i movimenti richiesti da Conte, oltre ad aver recuperato la forma fisica che non poteva essere al top avendo saltato gran parte della preparazione con l’Arsenal.

Bendtner torna a Copenaghen, la sua città natale, e vuole farlo da protagonista. L’ambiente potrebbe esaltarlo, conosce gli avversari e si sente davvero un giocatore importante in Danimarca come dimostra il suo score con la nazionale e il riconoscimento di miglior calciatore danese dell’anno vinto nel 2009.

Bendtner non ha mai giocato nella massima divisione danese essendosi trasferito appena sedicenne nell’Arsenal, ma con la nazionale biancorossa ha giocato in tutte le compagini, dall’Under 16 fino a quella maggiore, bruciando le tappe come sempre nella sua carriera. Con la nazionale maggiore vanta 21 reti in 53 presenze, tra cui 2 gol all’ultimo Europeo e 1 all’ultimo Mondiale, mentre con l’Arsenal ha totalizzato 46 gol in 155 presenze. In particolare sono 9 le marcature di Nicklas in Champions nelle 29 partite da lui giocate. Memorabile la sua tripletta ai danni del Porto nel marzo 2010 all’Emirates Stadium.
Queste statistiche per dire che a livello internazionale Bendtner c’è, ha la capacità e l’esperienza, nonostante la giovane età, per poter essere decisivo o almeno utile alla causa di questa Juve, magnifica fino a trequarti campo per poi spesso incepparsi sul più bello e dover per questo soffrire più del dovuto per portare a casa il risultato.

Diamo una chance a Bendtner in terra danese, a casa sua, e vedrete che non ci deluderà.

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Italia-Danimarca: se Bendtner bussa di nuovo, Conte risponde?

Il bad-boy danese, quello delle bravate, per intenderci, ha bussato.

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Dopo aver perso i chili di troppo, dopo la manciata di minuti contro il Chievo, ha avuto dalla Danimarca la possibilità di farsi vedere e ha bussato, senza neanche mostrare gli slip!

Ha bussato anche alla porta di Conte.

Qualche giornalista-giornalaio ha già scritto che tanto Conte non lo prenderà mai in considerazione perché non è stato scelto da lui. Farà la fine di Elia. Così dicono.

Conte non è cretino. Vidal non lo ha scelto lui, è tutto merito di Marotta, ma Conte ha addirittura cambiato modulo per farlo giocare.

Quindi il discorsetto stupido non può reggere nemmeno per Bendtner.

Se il ragazzo ha messo davvero la testa a posto e dovesse essere utile per la Juventus, Conte di certo aprirà la porta.

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Un fisico così, in mezzo all’area avversaria, non si butta via, se decide di bussare.

All’uscita dal campo al termine di Juve-Chievo, si incamminava verso gli spogliatoi affiancato a Bonucci. Bonucci sembrava piccolo.

Giovinco, Quagliarella e Matri alternano cose buone ad altre meno.

Se Bendtner dovesse meritarselo, verrà il suo turno.

Martedì proverà a bussare di nuovo, stavolta contro l’Italia. Conte avrà occhi per i suoi azzurri ed occhi speciali per lui, una partita tutta da vedere.

Noi tiferemo Italia ma non ci dispiacerebbe per niente una vittoria con un goal subito. Segnato da Bendtner.

E se Buffon non dovesse farcela per martedì, il danese potrebbe ritrovarsi due volte di fronte a De Sanctis nel giro di pochi giorni, martedì e sabato.

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