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Tag: de ceglie (pagina 1 di 6)

Cedere e cedere bene

Il mercato in entrata è da reputarsi più che soddisfacente. Al netto dei nomi e del campo, la squadra è stata rinforzata. Occhio però alle cessioni. I nomi in gioco sono importanti, le mosse sono importanti.

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Sembra definitivamente chiusa la telenovela Vidal. Resta alla Juve. Quasi come un acquisto. Di quelle pesanti, di quelle che danno energia all’intera stagione. Stesso discorso per Paul Pogba.

Importante invece la strategia in difesa. A quattro o a tre, il problema riguarda i centrali, dove Ogbonna non garantisce fiducia e qualità, a meno di una crescita sorprendente nell’anno che sta cominciando. Un’offerta è già stata rifiutata dal ragazzo. Ma la Juve non sembra aver mollato.

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Si parla anche di De Ceglie. Se Asamoah garantisce il giusto ricambio a Evra, sia a 4 sia a 3, senza dimenticare che Chiellini potrebbe ricoprire il ruolo di terzino sinistro, allora per De Ceglie si chiudono le porte del campo. Così si parla di Parma. Di prestito, più che di acquisoto a titolo definitivo.

Sempre con il Parma, voci delle ultime ore, si parla anche di Simone Pepe, e qui il discorso si fa piccante. L’esterno destro sembra recuperato. Pienamente recuperato. Così appare alquanto strano che si pensi a una sua cessione. Proprio dopo essersi privati di Isla, lasciando quindi quasi sguarnita la fascia destra, col solo Romulo nelle vesti di alternativa a Lichtsteiner.

Fra i giovani, Coman resta in squadra. Per giocare. Per giocarsi le proprie carte che fin qui sono positive. Ha sorpreso Allegri che ne ha parlato bene, ha sorpreso anche il gruppo, compresi i dirigenti che sperano in una crescita simile a quella di Pogba. Vedremo.

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Juventus-Avellino Rivoluzione nell’11 titolare

Le rivoluzioni mi spaventano. Soprattutto perché diventa poi complicato giustificarle se qualcosa dovesse andare storto. Da una parte l’Avellino, dall’altra una Juve che cambia quasi tutti gli uomini (solitamente titolari).

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Giovinco e Quagliarella avranno la loro importante chance. Entrambi sono a caccia di prestazioni confortanti per guadagnarsi la permanenza in maglia bianconera. Per loro è un’opportunità importante, visto che il duetto Tevez-Llorente continuerà a cantare per tutta la stagione.

A centrocampo sarà Marchisio a guidare una truppa di seconde linee. Padoin giocherà al posto di Vidal, mentre Asamoah viene riconfermato in mediana. La fascia sinistra è affidata a De Ceglie, mentre Isla farà staffetta con un clamoroso e tanto desiderato rientro di Simone Pepe. Il cileno ha in mano il proprio destino: o convince Conte o la Juve troverà acquirenti.

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In difesa spazio a Ogbonna nelle vesti di vice Bonucci. Ai suoi lati Peluso e Caceres.

Storari tenterà di perserverare l’imbattibilità di Gigi Buffon che in campionato dura da oltre 700 minuti.

Juventus-Avellino La rivoluzione delle seconde linee

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Juventus-Udinese Ingraniamo la sesta [FORMAZIONE]

Tevez e Llorente per dare la caccia alla sesta vittoria consecutiva in campionato. La carica di Conte c’è e si è vista tutta in conferenza stampa, con la solita franchezza che sconcerta l’ipocrisia del giornalismo italiano.

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A Torino arriva l’Udinese. In curva arrivano i bambini. Sarà uno spettacolo, anche se mancherà la spinta dello Juventus Stadium. Un po’ perché il giudice sportivo ha l’ossessione di far passare i bianconeri per la peggiore razza italiana esistente, un po’ perché anche questi sono gesti per frenare la Juve. Cambia poco perché in campo andrà la Juve.

Conte alza l’asticella e non si accontenta del ruolino fin qui tenuto e sprona i suoi a non abbassare la guardia. “Occhio alla buccia di banana”, poi esalta Garcia ricordando che “le regole dovrebbero valere per tutti”.

Cambiano ancora le fasce laterali. Lichtsteiner è convocato, ma partirà dalla panchina. Toccherà a Padoin arginare sulla destra i friulani, mentre a sinistra ci sarà Paolo De Ceglie. Prova importante per i due perché il mercato incombe e potrebbe riservare sorprese in quella zona di campo.

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La difesa torna al completo, col rientro di Barzagli a fianco a Bonucci e Chiellini. Buffon cerca il record personale di minuti di imbattibilità.

A centrocampo rientra Marchisio fra i titolari. A lasciargli il posto sarà Pogba. Il francese si accomoda in panchina a rifiatare, mentre Vidal è regolarmente in campo per la centesima in maglia bianconera. Il cileno è prossimo ormai al rinnovo. Beniamino incontrastato dei tifosi, autentico fenomeno. Nessuno come lui in zona gol nell’era Conte. Basta questo per sottolinearne l’importanza.

Marchisio titolare, De Ceglie e Padoin sulle fasce

Da qui a Natale il calendario bianconero riserva partite, sulla carta, semplici. Semplici solo se la Juve fa la Juve. Come sempre diciamo.

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Parma-Juventus Tocca a Giovinco mentre riposa Pirlo

Conte non si smuove dal 3-5-2. E’ lo schema che la Juve adotta in Italia. Lo varierà martedì sera quando dovrà affrontare il Real Madrid. Proprio la sfida europea suggerisce a Conte di operare un paio di modifiche allo schieramento.

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Bonucci è a Torino: si sta allenando per martedì sera. Al suo posto c’è Ogbonna, prelevato quest’estate dal Torino per 13 milioni di euro. Il ragazzo deve velocemente ambientarsi e proporsi come una più che valida alternativa ai titolarissimi. Alla sua sinistra un Chiellini mostruoso contro il Genoa, mentre Barzagli non riposerà. Caceres finisce dunque in panchina ed è il più papabile per una maglia da titolare sulla corsia destra, martedì sera.

A centrocampo la novità è il riposo di Pirlo. Si accomoderà in panchina. In cabina di regia, con tutta probabilità, ci sarà Vidal e non Pogba. Il francese è molto più utile in fase offensiva. In ogni caso il terzetto dei centrali di centrocampo si scambieranno spesso posizione. Centrocampisti totali. Una manna per Antonio Conte.

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Asamoah ritrova la fascia sinistra, anche se concedere il bis a De Ceglie sarebbe stato, umanamente, opportuno. A destra spazio a Padoin. Quindi Isla va in panchina. L’assenza di Lichtsteiner comincia a pesare.

Vucinic non recupera ancora, mentre Quagliarella è convocato. Fabio potrebbe partecipare alla gara nei minuti finali. Dal primo minuto partiranno Giovinco (che ha recuperato pienamente) e Tevez (imprescindibile). Llorente riprende fiato, ma Conte sembra averne apprezzato le ultime apparizioni.

Tre punti per mettere pressione alle avversarie e avvicinarsi con tranquillità alla gara contro i galacticos.

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Copenaghen-Juventus 1-1 Conte dice “siamo una buona squadra”

A metà fra rabbia e provocazione, fra pensiero critico e constatazione. Sono le parole di Conte, leggibili in diversi modi e diverse maniere.

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Da parte mia – di chi scrive questo blog da anni, convinto di non essere il Verbo, ma certamente di poter esprimere le proprie opinioni così come tutti i lettori – mi sono morso la lingua e buttato via la tastiera per riflettere e pesare le cose da dire e da scrivere.

I due pareggi contro l’Inter e il Copenaghen sono frutto di una strana alchimia: al ritorno dalle Nazionali i ragazzi non rispondono più. Idee appannate, gambe impallate, voglia zero, indisponenza massima. Contro l’Inter e il Copenaghen è andata in scena la peggio Juventus. Conte dovrà provvedere a capire il motivo di tutto ciò: senza la sua frusta, forse i ragazzi si rilassano fin troppo. Pazienza.

Gli errori commessi nei due pareggi sono talmente evidenti che sarebbe un disonore non attenzionarli. Errori di concentrazione (il più grosso male che una buona squadra possa commettere) e di voglia. Stavolta gli errori di misura, seppur tanti, sono parzialmente perdonabili visto che la squadra ha creato. Se pure Vidal non è esente da rimproveri, allora vuol dire che abbiamo pagato un qualcosa che dimenticheremo presto. Chiamatela superficialità, chiamatela arroganza. Conte saprà trovare rimedio.

Nessuno ha mai vinto in partenza e noi lo sappiamo bene visto che Moratti ha sempre vinto lo scudetto sotto l’ombrellone. Senza sudare non si ottiene alcun risultato. Tutto qua. Poiché conosciamo le capacità di questa rosa, quando assistiamo a partite simili non può che nascere una rabbia violenta.

Con lucidità, proviamo a commentare l’esordio in Champions.

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A noi piacciono le sfide difficili, così contro i turchi sarà già uno scontro da dentro o fuori. Questo perché abbiamo gentilmente regalato un gol ai danesi e messo del nostro per evitare di segnare una valanga di reti che erano lì, pronte da firmare.

Con alcuni problemi. Contro una pochezza di esterni, Peluso ha comunque ben figurato, ma altra roba è un’ala come Dio comanda. Lo stesso dicasi di De Ceglie. Se Asamoah si ferma, siamo messi malissimo.

Viceversa, contiamo di poter dare un voto a Llorente prima di Natale. Posto che Giovinco avesse segnato oggi Conte sarebbe stato ulteriormente beatificato, e posto che lo stesso Giovinco ha portato vivacità in attacco, ci chiediamo se con tutti quei palloni scaraventati in centro area non sarebbe servito il metro e novantacinque di Llorente che, a metà settembre, dovrebbe risultare fisicamente integro.

Ottimo Quagliarella, una specie di nuovo bello di notte visto che di sera sembra fare la differenza.

Lenti invece i centrocampisti che hanno dimostrato maggiore qualità ai microfoni, facendo anche autocritica (leggi Pogba). Segno di maturità, certo, ma anche che appena caliamo di intensità e di voglia torniamo una squadra normale. Ma se rileggo all’indietro questo blog e i commenti dei lettori, noto che una squadra normale non lo siamo stati: siamo stati, anzi, grandi, grandissimi, immensi. Perché avevamo fatto leva su un qualcosa che gli altri non hanno: il DNA juventino. Sarà buona cosa recuperarlo in fretta.

Tutto qua.

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Perdiamo ai rigori con l’Everton e un paio di domande restano evase

Piccolo passo indietro nel test contro l’Everton. Facendo la tara con la preparazione che imballa le gambe, un paio di questioni andrebbero prontamente risolte.

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Primo: sulle fasce siamo completi? Completi e contenti? No perché anche contro l’Everton si è visto che il 3-5-2 necessita di fasce molto potenti e attive, soprattutto con interpreti in grado di fare meglio la fase offensiva. Strepitosa prestazione di Asamoah che ha però giocato da interno, mentre né De Ceglie né Isla hanno saputo fare la differenza. Qui si dovrebbe intervenire.

Llorente e Tevez alternano buone giocate a periodi di partita in cui mostrano difficoltà. Niente paura: le gambe sono davvero pesanti e in quei bricioli di lucidità i due acquisti dimostrano di saperci fare. Llorente è l’ariete che forse ci serviva, mentre Tevez può darci quella qualità sulla trequarti. In quella precisa zona di campo continuo a dire, oltre che pensare, che Vucinic sia pressoché fondamentale: come lui, nessuno possiede doti di regista offensiva come il montenegrino. “Avevamo in testa di alzare il grado di concorrenza interna” ha detto Conte qualche giorno fa. Chissà che non faccia bene a tutti.

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La difesa si dimostra il perno di tutto il meccanismo bianconero, con un Ogbonna che convince sempre più. Fisicamente è ineccepibile, ma pure la visione di gioco non è male. Come piace a Conte: testa alta e personalità, anche correndo qualche rischio. Non è certo la difesa titolare, ma gli equilibri sono quelli giusti.

In mezzo al campo, posto che abbiamo terminato gli aggettivi per Vidal, anche Marrone ha fatto la sua bella figura. Il ragazzo è sprecato per la panchina, ma con i quattro moschettieri è durissima competere. Non credo però che la cessione a titolo definitivo sia la migliore soluzione. Abbiamo in giro ragazzi ben inferiori a Marrone in comproprietà, vogliamo davvero correre il rischio di piangerci addosso fra 12 mesi? Mandiamolo in prestito a maturare.

L’ultimo dubbio è se i ragazzi smaltiranno con le prossime tre amichevoli i carichi di lavoro in modo da arrivare alla sfida del 18 carichi e pronti per quello che si aspettano milioni di tifosi juventini: una Juve bella, carica e vincente.

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A pochi giorni dal raduno: come sta la Juve?

Entusiasmo alle stelle per una squadra che tornerà al lavoro fra pochi giorni. E’ fissato il 12 luglio il ritrovo bianconero, con le stesse modalità dello scorso anno.

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Si preannuncia un Conte molto più carico dei mesi passati, con la saggezza di chi sa che la parte più complicata, paradossalmente, viene adesso. Vincere è complicato, confermarsi difficilissimo, rivincere ancora di più. E la Juve parte per rivincere il campionato come ricordato da Tevez e Llorente, e migliorarsi in Champions.

A pochi giorni dal ritiro la Juve può dirsi soddisfatta. Conte può dirlo: con Tevez e Llorente l’attacco è sistemato, con il rinnovo di Vidal (avverrà oggi, ndr) anche il centrocampo può dirsi completo, mentre in difesa si attendono news sul destino di Marrone (Fiorentina?) e De Ceglie (difficile la permanenza dell’esterno aostano).

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Per far felice Conte ai massimi livelli, secondo fonti vicine al tecnico leccese, ci starebbe uno Jovetic in più e qualche attaccante in meno. Se Bendtner e Anelka hanno lasciato Torino, almeno uno fra Quagliarella/Matri/Giovinco/Vucinic dovrà lasciare la Juve per ragioni di bilancio e di equilibri di rosa. Sei attaccanti sono tanti, impossibili da gestire. Così tutto luglio sarà dedicato alle cessioni.

Lichtsteiner, bufala della Gazzetta dello Sport, non partirà (a meno di clamorose offerte dall’estero), mentre Isla è vendibilissimo, ma alle condizioni bianconere. Ad Asamoah verrà chiesto di ripetere la prima parte dello scorso campionato, mentre è quasi un nuovo acquisto il rientro di Simone Pepe. L’unico dubbio riguarda l’affare Giaccherini: 8 milioni da Di Canio vanno valutati, poi sarà Conte a decidere se privarsi o meno di uno dei protagonisti dell’ultima Confederation Cup.

In ogni caso ci siamo. Pronti a partire. Con obiettivi molto chiari.

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Calciomercato Juve: analisi della difesa

In attesa che il calciomercato bianconero entri nel vivo, cominciamo una analisi dei reparti bianconeri. Tre puntate, una per ogni reparto, allo scopo di capire cosa serve a Conte per rinforzare ancora di più la rosa. Cominciamo dalla difesa.

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Chi dietro Buffon?

In porta non si può star più tranquilli. Gigi Buffon è tornato Gigi Buffon dopo l’appannamento che lo aveva visto protagonista con Del Neri in panchina. Il numero 1 dei numeri 1 ha trovato nuovi stimoli e la fascia di capitano resterà salda sul suo braccio anche l’anno prossimo. Dubbi permangono su Storari. Non già sulle sue immense qualità, tanto da essere considerato un numero 1 bis, più che un numero 12, quanto proprio per la volontà del ragazzo di giocarsi le ultime carte in un’altra piazza. Merita qualcosa di più che la panchina e la Juve lo accontenterà. Pelizzoli come secondo è l’idea che gira a Torino da un po’ di giorni. Serve un portiere affidabile e pronto per subentrare in caso di necessità.

Se l’assetto dei difensori centrali è completo, in zona terzini la Juve rischia di trovarsi scoperta.

Alla ricerca del terzino sinistro perduto

Bonucci, Barzagli e Chiellini rappresentano il miglior terzetto italiano. Con la difesa a 3 la Juve ha garantito il muro che regge da due campionati. Marrone è il primo in lista per la sostituzione di Bonucci, mentre Caceres è duttile per dare il cambio a Barzagli o Chiellini.

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Proprio Chiellini permette a Conte di spostarlo con tranquillità anche sulla sinistra in caso di 4–4–2. Su quella fascia Paolo De Ceglie sembra aver perso la fiducia del tecnico, mentre salgono le quotazioni di Peluso che all’occorrenza va bene pure per il 3–5–2. A destra la zona è coperta ampiamente da Lichtsteiner.

In ogni caso la Juve sta cercando un altro centrale. Forse la Champions, forse la variazione di modulo spingono Marotta alla ricerca di un difensore affidabile in grado di sostituire efficacemente i tre moschettieri della difesa. Forse anche per il punto interrogativo sopra la testa di Marrone: rimarrà o verrà ceduto?

A sinistra, con la partenza di De Ceglie, si impone la ricerca di un terzino di spinta in grado di fornire le sgroppate tanto care a Conte. Lo ha fatto benissimo, però da quinto di centrocampo, Asamoah che quest’anno è chiamato brillare come nella prima parte di stagione.

Presente e futuro della difesa bianconera

In definitiva: il dubbio Marrone impone l’acquisto di un difensore centrale duttile ed esperto, sicura la conferma del terzetto Barzagli-Bonucci-Chiellini, confermati Peluso (appena riscattato a 4,5 milioni di euro) e Lichsteiner, in calo le quotazioni di De Ceglie. Serve un terzino sinistro di valore. Senza scomodare il sogno impossibile Bale, Kolarov sarebbe perfetto per gli automatismi di Conte, così come Coentrao del Real Madrid: il problema è il costo.

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Juvetic: Jovetic alla Juve si può fare per Della Valle

L’apertura nei confronti della Juve é importante, ma non poteva essere altrimenti. JoJo vuole i bianconeri, i Della Valle dovrebbero rispettare la promessa fatta al montenegrino un anno fa.

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Chiudere a chi porta (porterebbe) in dote contropartite interessanti sarebbe un delitto ed é qui che si gioca la partita.

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La richiesta di 30 milioni in contanti non verrá soddisfatta. Né dall’Italia né dall’estero, cosí non resta che valutare il paniere che la Juve mette a disposizione di Montella. Quagliarella o Matri o Giovinco, poi Marrone o De Ceglie o Isla. Due giocatori fra queste terne e poi conguaglio in denaro (comunque non superiore ai 10 milioni di euro). Ora tocca a Montella.

Per il gioco dell’Aeroplanino le magie di Eta Beta potrebbero risultare molto efficaci, cosí come Isla farebbe comodo alla Viola. Dubbi sul nome di Marrone su cui Conte ha posto il veto per una cessione definitiva. Dubbi su Giovinco (avendo Pepito Rossi) e Matri.

Nessun dubbio sulla congruitá tecnico-tattica di Jovetic nei meccanismi di Conte. L’abilitá a saltare l’uomo, la capacitá di vedere la porta e il senso dell’assist ne fanno una pedina perfetta. Tanto da parlare, in queste ore a Vinovo, di… Juvetic!

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Juventus XXXI: il pagellone scudetto

Cavalcata trionfale per la squadra di Antonio Conte: scudetto con tre turni di anticipo, prima in classifica sin dalla prima giornata, vantaggi abissali (+8 prima della sosta natalizia), miglior attacco, miglior difesa. Insomma uno scudetto senza storia, a parte qualche periodo di appannamento dovuto alle fatiche della champions: ma anche quest’anno il mister ha tirato fuori il meglio, da ognuno. Davvero tanti complimenti, allo staff tecnico, alla dirigenza, alla squadra, ai tifosi. N.B.: premetto di non aver valutato Lucio, Rubinho, Bendtner e Anelka. Motivo semplice: hanno dato poco alla causa, se non in termini di gruppo ad eccezione del primo, che pure ha vinto un trofeo (la Supercoppa).

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Buffon: torna a dare sicurezza dopo stagioni non all’altezza, e si conferma saracinesca per il secondo anno consecutivo. Qualche leggera sbavatura, come contro la Sampdoria, ci metto anche il gol di Sansone a Parma, la parentesi Bayern all’andata, ma nel complesso grandi prestazioni e parate come al solito decisive. Il suo primo scudetto da capitano a 360°, dopo l’addio di Del Piero, e sicuramente l’ha sentito maggiormente. Un inizio di stagione tra fuochi e fiamme, con la famosa informativa, vecchia di un bel pò, ma ripresa dalla stampa antijuventina puntualmente con lo scoppio dello scandalo scommesse. Ha sempre parlato senza peli sulla lingua. VOTO 9

Storari: portiere di coppa, ma non solo. Gioca anche contro il Napoli all’andata. Grandi partite anche per lui che si è sempre fatto trovare pronto, e ha dato grandi sicurezze non facendo rimpiangere mai il capitano. VOTO 7

Bonucci: evita la scure di Palazzi a inizio stagione con uno dei suoi dribbling davanti all’area, poi inizia con alcuni errori, come quello in Supercoppa. E’ l’uomo delle deviazioni sciagurate: Oscar col Chelsea, Inler a Napoli. Ma quanto è migliorato? Davvero tanto, e nonostante alcuni inciampi, ha dimostrato di potere stare alla grande nella difesa della Juve. In gol con lo Shakthar, e che gol. Conte lo ha esaltato al meglio da libero, con i suoi lanci spesso va in aiuto di Pirlo, quando il numero 21 è braccato. Migliorata l’intesa anche con i compagni di reparto. VOTO 9

Barzagli: stagione davvero stratosferica la sua. L’ho visto una sola volta in difficoltà, a Roma, quando abbiamo perso. Poi è stato davvero perfetto, in tutto. Fisicamente inarrestabile, di testa le prende tutte. Anche lui esaltato dal modulo della difesa a tre. E poi la serietà di questo ragazzo, da sottolineare: mai una parola fuori posto, mai un fallo cattivo. VOTO 9,5

Chiellini: se c’è un top player della difesa, questo è Giorgio Chiellini. Una bestia. Non a caso il periodo no della Juve si è verificato quando Giorgio è stato fuori per quasi tre mesi: la difesa ballava vistosamente. La sua sicurezza, il senso di anticipo, la forza fisica, e anche qualche gol, come quello di Napoli, hanno decretato la leadership nella difesa bianconera. Imprescindibile, davvero un top di giocatore in difesa. VOTO 9,5

De Ceglie: non una stagione esaltante per Paolino, bisogna dirlo. Perchè nel 3-5-2 ha messo in evidenza alcuni limiti, di qualità innanzitutto. Poi alcuni errori, contro il Bologna, a Siena, contro la Lazio in coppa. Da rivedere, e Conte lo ha capito. Un ragazzo che può crescere, soprattutto deve crescere sul piano della personalità. Molte volte titolare, diverse volte in tribuna. VOTO 7

Peluso: perso a gennaio per colmare le assenze di Chiellini e Asamoah, la sua duttilità si è subito vista quando Conte lo ha prima schierato nei tre, poi nei 5 a centrocampo, dova ha fatto sicuramente meglio. Buonissime prestazioni a Glasgow, a Napoli, in coppa con la Lazio (fece gol) quando ha giocato nei 5. Uno di quei giocatori fatti di sacrificio, corsa, e uno che si è sempre messo a disposizione della squadra, migliorando giorno dopo giorno e arrivando addirittura ad essere preferito ad Asamoah. VOTO 7,5

Caceres: decisivo in tante occasioni, jolly che si è conquistato la stima dei tifosi con le sue grandi prestazioni: contro il Napoli entra e cambia la gara. E’ stato molto importante quando Chiellini si è fatto male, perchè ha preso confidenza col ruolo e ha avuto un netto miglioramento generale. Peccato per l’incidente che lo ha costretto a saltare l’ultima parte della stagione. Ma davvero un jolly importantissimo per Conte. VOTO 8

Lichtsteiner: Conte quest’anno lo ha sfiancato. Perchè è palese che lo svizzero non regge più di un’ora di gioco. In gol alla prima, in gol contro il Siena, a Palermo, a Verona anche, quando la Juve si ritrovò a pari punti col Napoli. Ormai i suoi movimenti sono collaudati, e con Pirlo si trova a meraviglia. Le sue migliori prestazioni si sono viste in coppa, evidentemente l’aria di Champions gli fa molto bene. A Donetsk, col Chelsea in casa, davvero grandi partite. La critica può essere rivolta al fatto che sia nel cross che nel tiro mostra delle incertezze, indecisioni che spesso gli fanno perdere l’attimo giusto. Ha tirato la carretta fino alla fine. VOTO 8,5

Pogba: prima stagione ma anche la stagione della consacrazione per questo ragazzone di soli 19 anni. Ferguson aveva visto bene, ancora una volta. Come con Vidal lo scorso anno, Conte si accorge di non poter fare a meno della sua qualità, unita a doti fisiche davvero imponenti. Regista, ma anche interno: piedi vellutati, personalità fuori dal comune, fisico impressionante. Gol spettacolari contro Napoli, Udinese, e gare superlative come quella contro il Bologna (in gol all’ultimo secondo), contro il Catania in casa: che giocatore ragazzi! Il futuro del centrocampo bianconero. VOTO 9,5

Marchisio: altra stagione da incorniciare, altra perla del vivaio bianconero. Una prima parte di campionato giocata a livelli eccellenti, una seconda un pò meno. Ma i suoi inserimenti, i suoi movimenti sono davvero fondamentali in questa Juventus. Doppietta a Glasgow, in gol contro il Bologna: solo alcuni dei momenti fondamentali della sua stagione. Molto più maturo rispetto alla scorsa stagione, soprattutto meno impulsivo in molte giocate. Con Vidal e Pirlo  forma una linea mediana che ci invidia tutta Europa. Il gol di Siena allo scadere, i gol nei derby: altre perle di un repertorio splendido. VOTO 9,5

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Vidal: l’uomo chiave a mio avviso del secondo successo consecutivo. A parte un brevissimo periodo di appannamento, è stato perfetto per tutta la stagione. Capocannoniere, migliore assist man della Juve: i numeri parlano da soli. Tanti i gol importanti, a partire dalla Supercoppa, fino ad arrivare al rigore contro il Palermo. A Londra gladiatore con un piede solo, poi una serie di prestazioni davvero impressionanti. Migliorato anche nei falli, prende meno gialli. Un giocatore a 360°, uno al quale non puoi mai rinunciare. Per me è stato perfetto. VOTO 10

Pirlo: il genio della lampada conquista il suo terzo scudetto consecutivo. Lo davano per finito. Lui è ancora lì, a dimostrare di essere il miglior centrocampista italiano. Piedi splendidi, comandano il pallone in maniera egregia. Quest’anno si è divertito molto con le punizioni: ha punito Parma (andata e ritorno), Roma, Atalanta, Siena. Il gioco passa tutto per i suoi piedi, e questo lo sapevamo già. VOTO 9,5

Asamoah: una prima parte di stagione davvero fuori dal comune. A sinistra non passa nessuno, anzi le squadre spesso sono costrette a raddoppiare la marcatura. Potenza nelle gambe, scatto da pantera. Duttilità ai massimi livelli, lui che nasce come interno di centrocampo ma viene spostato a sinistra, addirittura fa il terzino in alcune gare. Gol in Supercoppa, a Genova entra e cambia la gara. Poi il buoi dopo la coppa d’Africa. Vorrei vederlo come interno, farebbe ancora meglio. VOTO 8

Marrone: per Conte è il sostituto naturale di Bonucci. Ma quest’anno ha giocato davvero poco, e quando lo ha fatto però non ha sfigurato. Troppe poche partite per valutarlo al meglio: per lui poche occasioni di mettersi in mostra, anche se lo conosciamo. VOTO 7

Padoin: altro giocatore voluto da Conte lo scorso anno, e altro grande soldatino, uno che si mette a disposizione della squadra giocando ovunque. Prevalentemente a destra quest’anno, e forse è quello che si è migliorato maggiormente: infatti ha preso fiducia nei suoi mezzi e non ha mai rinunciato all’uno contro uno in fase di attacco, puntando sul suo spunto e sulla sua corsa. Spirito Juve ai massimi livelli. VOTO 7,5

Isla: non ha giocato molto, e quando lo ha fatto si è visto che la sua forma fisica era ancora condizionata dall’infortunio, tra l’altro bruttissimo. Non è stato il vero Isla, lo abbiamo criticato e lui ha accettato. Vorrei vederlo in condizioni normali, la prossima stagione. VOTO 6,5

Pepe: stagione praticamente saltata, maledetto il trofeo Tim. Gioco appena 10 minuti contro la Lazio, poi zero. S.V.

Giaccherini: altro uomo di Conte, altro pezzo decisivo di questa Juve. A Genova suona la carica col gol del pareggio, assist per Quaglia contro il Bologna, gol scudetto contro il Catania, a 30″ dal fischio finale. Ha giocato da interno con grandi risultati: i suoi inserimenti hanno sempre fatto male alle difese avverse. Affidabilità al servizio della squadra. L’uomo simbolo della filosofia di Conte. VOTO 8,5

Vucinic: il pantofolaio matto. Mi fa disperare quando gioca, sempre con quell’aria annoiata, svogliata. Poi ti fa il numero. Giocatore discontinuo, ma fondamentale per decretare la supremazia della Juventus in questo campionato: non tanti gol, ma tanto lavoro e bellissime giocate, soprattutto quando nelle stretto va a dialogare con i compagni, o quando gli altri si inseriscono da dietro. Devo dire che non amo particolarmente i giocatori come Vucinic, cioè quelli discontinui che non giocano tutte le gare con la solita grinta. Ma sicuramente è uno dei migliori del nostro campionato, come qualità, tasso tecnico, idee nelle giocate. Un centravanti vero davanti a lui, e vedrete come cambierà in meglio. VOTO 9

Giovinco: tante attese, poche conferme. Una stagione di alti e bassi, più bassi per la formica atomica: il 3-5-2 non è forse il modulo migliore per esaltarne le caratteristiche. Ma dà comunque il suo contributo, anzi: per Conte è titolare insieme a Vucinic. Ma la sua qualità si è vista poco, il peso della maglia sicuramente si sente. Attendo la stagione della conferma, soprattutto se Conte deciderà di cambiare modulo e adottare il 4-3-3: come esterno d’attacco dovrebbe sicuramente stare a suo agio. Bellissima la sua punizione contro il Milan, in coppa Italia. VOTO 8

Quagliarella: a un certo punto, dopo il gol di Londra e la doppietta al Chievo, sembrava lui la scelta di Conte, vicino a Vucinic. Anche lui molto discontinuo, ha alternato partite buone a prestazioni nelle quali si è visto pochissimo. Gol splendidi a Pescara, a Milano. Si è trovato molto di più con Matri che con gli altri. Apre la strada al successo contro il Chelsea, nel 3-0 del ritorno. VOTO 8

Matri: forse quello che ha pagato di più l’arrivo di Giovinco. Conte cercava qualità in avanti, Matri è la punta meno tecnica dei nostri. Ha comunque dato il suo fondamentale contributo: in gol contro la Fiorentina, contro l’Inter a Milano, in coppa, a Verona. Gol fondamentali. Paga però, come tutte le punte, il grande lavoro che deve svolgere per la squadra. VOTO 8

Conte: fino a dicembre la squadra è stata perfetta. Non ha sbagliato nulla, ma dovevamo immaginarlo: i pugni che fanno tremare le finestre del box allo Stadium ce li ricordiamo tutti. Era la prima di campionato. La Juve è stato un rullo compressore nella prima parte, nonostante la sua assenza. Poi i mesi di gennaio-febbraio, i più duri: poche vittorie, calo della forma fisica, addirittura anche Conte sembrava aver perso la bussola. Un vantaggio che si è assottigliato nel giro di quattro giornate: da +8 a +3, fino ad arrivare allo scontro col Chievo, a Verona, quando la Juve giocò avendo gli stessi punti del Napoli, ma con una gara in meno. Lì la svolta, perchè la Juve è tornata a macinare gioco, Chiellini ha ripreso il suo posto nella difesa, e Asamoah è tornato, anche se non in perfette condizioni. Conte ha saputo tirare fuori il meglio, da ognuno: quest’anno c’era la consapevolezza di poter vincere, forse fare il double, campionato e coppa. Il mister ha dato tutto, e ha fatto dare tutto: una squadra che gioca a memoria, meccanismi perfetti, che compensano quell’assenza di qualità fondamentale per vincere in Europa. La Juve di quest’anno ha perso quattro partite, a fronte dell’imbattibilità dell’anno scorso; ma ha anche pareggiato meno e vinto di più. Altro segno di maturità: senza fretta nello sbloccare le gare: spesso abbiamo regalato il primo tempo, ma la Juve ha giocato anche con ritmi più bassi, causa anche il modulo diverso. Bisogna fare davvero i complimenti a questo allenatore, perchè ha fatto un miracolo, ancora una volta. Ha vinto, giocando il miglior calcio. Ma nessuno lo dice. VOTO 10 e lode

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