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Tag: “de-musso”

Risarcimenti Calciopoli: le 50 pagine della sentenza. Solo per intenditori

Al peggio non c’è mai fine? Assolutamente vero, soprattutto quando si parla di Calciopoli, soprattutto quando a operare non sono i giornalisti e i blogger in cerca di verità, ma la FIGC in cerca del consenso dei padroncini di Milano.

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La notizia fresca fresca è la richiesta di risarcimento pervenuta per vari attori di quella farsa del 2006. Decine di migliaia di euro e una motivazione lunga una cinquantina di pagine. Una lettura molto interessante che fa il paio con le migliaia e migliaia di pagine che abbiamo letto fra sentenza, interrogatori, motivazioni varie, intercettazioni e materiale occultato. Più o meno siamo sulla falsa riga della farsa perpetrata.

Cominciamo a ragionare sulle motivazioni. Non possiamo non notare come chi le ha scritte faccia parte della FIGC (tale De Musso) e non sia un membro esterno a questa organizzazione: si tratta di un palese ed evidente conflitto di interessi che andrebbe evitato, dopo quanto accaduto in Tribunale a Napoli. Almeno per restituire alla vicenda una parvenza di serietà.

Una terribile incongruenza è il fatto di chiedere il risarcimento anche ad arbitri assolti in Calciopoli: dovrebbe accadere l’esatto contrario, cioè devono essere questi arbitri a chiedere e ottenere il risarcimento. Per l’arbitro Gabriele siamo invece alla pagliacciata più completa: pur non coinvolto… gli si chiede il risarcimento. Ma per cosa? E siamo al paradosso: Gabriele non coinvolto deve risarcire, mentre Paparesta (a proposito… è ancora chiuso a Reggio Calabria?) è stato tenuto fuori da De Musso.

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L’ultimo cavillo che facciamo notare è una piccola frase di De Musso nelle sue paginette:

[...] funzionalizzazione dell’attività del soggetto [l'arbitro, ndr] al perseguimento di finalità pubbliche.

Al pari di un poliziotto o un carabiniere, De Musso considera l’arbitro alla stregua di un pubblico ufficiale. Ma l’arbitro in realtà è semplicemente un attore che applica le regole che la stessa FIGC gli impone di far rispettare. Detto in altro modo: questo modo di procedere di De Musso potrebbe dare adito alla pazzia di molti per portare in tribunale un arbitro sol perché ha sbagliato in un episodio di una gara. In tal caso la FIGC agirebbe da soggetto “paraculo”, cosa che non ci stupisce affatto visti i capi.

In conclusione si direbbe che tutto torna: la FIGC, con le mani in pasta nella Giustizia Sportiva e nella Giustizia Ordinaria, fa il bello e il cattivo tempo divincolandosi dalle proprie responsabilità e minando atti processuali piuttosto chiari se non già chiariti (leggi Tribunale di Napoli). A pagare sono stavolta gli innocenti riconosciuti tali. Viva l’Italia, il paese dove tutto può accadere.

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Se il giudice della Corte dei Conti lavora in Figc…

La sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti ha condannato i due ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto, l’ex vicepresidente della Figc Mazzini e undici tra arbitri, guardalinee e dirigenti Aia a risarcire la Figc per un totale di quasi 4 milioni di euro.
La motivazione è il danno d’immagine che sarebbe stato provocato alla Figc a causa dei fatti di Farsopoli.

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Vediamo le sanzioni: Bergamo 1 milione, Pairetto 800mila, Mazzini 700mila, Lanese e De Santis 500mila, Pieri e Racalbuto 150mila, Dattilo, Gabriele e Bertini 50mila, Mazzei 30mila, Titomanlio 20mila, Puglisi e Babini 10mila.

Appaiono piuttosto curiose queste condanne visto che il processo di Napoli è arrivato solo al primo grado. In pratica la Corte dei Conti sembra non curarsi del fatto che queste persone potrebbero anche risultare innocenti al termine dell’iter processuale in sede penale.

Ma questa non è certo l’unica stranezza, anzi.

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Innanzitutto appare grottesco che l’arbitro Gabriele sia stato condannato a risarcire la Figc con 50mila euro. Ricordiamo infatti che Gabriele è già stato assolto in sede penale a Napoli e, come se non bastasse, persino la giustizia sportiva l’ha prosciolto! Dunque, se anche la Figc attraverso il suo tribunale sportivo l’ha ritenuto innocente, per quale motivo Gabriele dovrebbe risarcire la Figc stessa? Che danni d’immagine ha provocato Gabriele alla Figc se la stessa Figc l’ha prosciolto? Per non parlare del fatto che stiamo parlando di un innocente secondo la giustizia ordinaria!

Inoltre nel 2009 la Corte dei Conti aveva già affrontato l’argomento Calciopoli sospendendo la decisione in attesa di novità in sede penale. In quell’occasione la Corte dei Conti rese pubblico il metro di giudizio che avrebbe utilizzato per verificare i vari coinvolgimenti e valutare gli effettivi ed eventuali danni d’immagine arrecati.
Così veniva scritto nella pronuncia, ad esempio:
“Occorre che venga dimostrato il comportamento illecito dell’arbitro e/o assistente nella competizione sportiva affidata alla sua regolamentazione e cioè che risulti accertata la commissione di atti fraudolenti e/o la partecipazione ad un disegno criminoso che abbia indotto gli odierni convenuti a falsare il risultato della gara che dovevano arbitrare”.
Dunque la Corte dei Conti ci raccontava che era necessario che venisse provata in sede penale la partecipazione all’illecito di un arbitro e l’alterazione del risultato della partita.
E il processo di Napoli che cosa ha concluso? Che non solo il sorteggio arbitrale era regolare, ma anche che nessuna partita di quel campionato fu falsata.
Dunque su quale base sono state decise queste condanne se in sede penale è stato stabilito che nessuna gara fu falsata? Era stata infatti proprio la Corte dei Conti a ritenere fondamentale l’alterazione del risultato delle gare sportive per valutare l’illecito. Cosa che peraltro veniva ribadita in più punti:
“Non possono, invece, essere condivise le argomentazioni [...] secondo cui le condotte arbitrali dovrebbero esaminarsi prescindendo dall’esito della verifica delle direzioni delle singole gare, senza curarsi se sia stato o meno violato il principio del regolare svolgimento della competizione”.
Che abbia dunque cambiato idea la Corte dei Conti?

Ma ecco l’ultima stranezza, che spiega molte cose. Il giudice della Corte dei Conti che ha stabilito queste condanne è Ivan De Musso, che fa anche parte della Corte Federale della Figc. Ma come, il giudice che ha stabilito un risarcimento milionario in favore della Figc è un dipendente della Figc?! Ebbene sì, ma ormai non ci stupiamo più di nulla in questa Italia e con questa Federazione.

Tra l’altro pensare che ci siano persone condannate a risarcire la Figc per danno di immagine appare quantomeno tragicomico. Sorge infatti spontanea una domanda…ma la Figc ha un’immagine? E, se sì, che immagine è? Quanto può valere l’immagine di un sistema marcio condito di ingiustizie e pagliacciate?

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