Menu Chiudi

Tag: de sanctis

De Sanctis, la Volpe, l’Uva e il complotto europeo contro la Roma

Esopo sarebbe stato felicissimo di poter scrivere una fiaba su Morgan De Sanctis. E probabilmente gli avrebbe dedicato “La volpe e l’uva”. O meglio, la mitica favola “Al lupo! Al lupo!”. Perché a Morgan ormai si fa fatica a credere.

Advertisment

Brucia tanto il pareggio del CSKA, ma tant’è: il calcio è bello proprio perché anche crudele, proprio perché la logica ferrea non trova applicazione alla realtà dei fatti. Non bisogna però perdere la lucidità.

Così dopo il match, intervistato da SKY, il buon Morgan si è lanciato nella solita figura del piangina:

Advertisment

Non lo faccio mai, ma il gol in fuorigioco… non protesto mai, ma era in fuorigioco… non sono abituato, ma avevo tre giocatori davanti…

La conosciamo a memoria questa storia. Non è mai colpa sua. E’ sempre colpa d’altri, e magari è un dolo strumentale di qualche tipo di complotto: in Italia c’è il famigerato ER SISTEMA ad aiutare la Juve, mentre in Europa siamo in attesa di capire quale oscuro organismo internazionale abbia preso di mira ‘A MAGGICA ROMA.

Nemmeno Caressa, cuore giallorosso, ha retto all’ennesima figuraccia di De Sanctis puntualizzando la non esistenza del fuorigioco e la totale inconsistenza del pianto di Morgan.

Ma Morgan è Morgan: non si smentisce mai. E sì che magari il pareggio pagava tanto alla SNAI…

Advertisment

Volevo scrivere a De Sanctis, ma…

tweet_De_Sanctis

Advertisment

Nota: questo articolo è da intendersi pubblicato in data 9 novembre 2014.

 

Quasi un mese fa, il portiere più migliorissimissimissimo del Mondo ha rilasciato un’intervista alla carta di rosa colorata, nella quale si impegnava a rintuzzare le polemiche sollevate dai media (e dall’ambiente giallorosso) seguite immediatamente a Juve-Roma del 5 ottobre, polemiche che furono sopite soltanto dagli impegni dell’ital-Conte dei giorni successivi.

 

E, a due giorni dalla ripresa del campionato, a fuoco ormai spento, perché non riaccendere la miccia?

 

Mi ricorda quei trolls frustrati che vanno a necropostare in un topic di 10 giorni prima perché così faranno vedere che nessuno ha avuto gli argomenti per ribattere alle loro perle di saggezza.

 

Solo che noi, caro Morgan, in un modo o nell’altro, il necroposting lo scopriamo…

 

Avrei voluto scrivergli una letterina per chiedergli un sacco di cose, visto che lui ha affermato che alla Juve conta solo vincere ma non ‘come’, così da lasciar trasparire che alla Juve, per vincere, ci si serve anche di mezzi illeciti.

Advertisment

Ecco, io volevo chiedergli, ad esempio, quali fossero questi mezzi illeciti.

Ecco, io volevo chiedergli, ad esempio, cosa abbia portato lui, da calciatore e da consigliere federale, a dare dei ‘ladri’ ai colleghi dalle colonne del giornale del bancone dei gelati e non a denunciare gli illeciti, secondo lui comprovati da decisioni arbitrali e presunti accerchiamenti, al prode procurator Palazzi, uno che quando si tratta di Juve diventa un motore a benzina e parte veloce come una monoposto di Formula 1 (per gli altri, invece, accende il motore diesel di qualche pick-up della Ford degli anni ’50… sempre che quel motore, già lento di suo perché è un diesel, si accenda ancora, dopo decenni di inattività).

 

Avrei voluto chiederla io, un’intervista al portiere della squadra fortissimi, perché mi sarebbe piaciuto anche fare domande del tipo: ma, come mai, dai del ‘ladro’ a chi ti ha stipendiato?

 

Oh, forse sarà solo l’ambiente che richiede certi show davanti a schermi e microfoni. Sarà che anche loro, come l’Inter, hanno un direttore artistico e un ghostwriter da fare invidia a chi prepara le esibizioni del circo Orfei o a chi prepara i discorsi di Obama.

 

Volevo chiedere tante, tante, cose a Morgan. Solo che, poi, guardando le partite della Juve, mi sono sforzato di vedere, e lo speravo, i quattro giocatori che andavano a circondare, sistematicamente, l’arbitro. Niente. Né in Champions League, né in Campionato.

Volevo chiedere tante, tante, cose a Morgan. Solo che, poi, vederlo prendere tutti quei gol da una squadra che ammazza il campionato tedesco a gennaio e che, dal 2010, ha fatto almeno 3 finali di Champions League, vincendone una, mi ha fugato ogni dubbio.

Voleva insegnare a Buffon ‘come’ perdere e l’ha fatto.

Ora, però, dovrà andare nelle scuole calcio ad insegnare ai futuri portieri come NON prendere 7 gol in una sola partita nella massima competizione continentale. Riuscirà nell’impresa?

Confidiamo in te, Morgan…

Advertisment

Finché c’è il Bayern, Roma sempre seconda?

7-1. Sette a uno. Altro record, purtroppo in negativo. E dopo sproloqui, e dopo tanto fango, ecco altro materiale marrone, stavolta dritto sulla testa della Roma e dei giallorossi. In Champions, quando le immagini fanno meglio il giro del mondo.

Advertisment

Il destino sa essere molto duro, e così ti piazza una batosta, una umiliazione. Diciamola, dai: una specie di vergogna. Che è del calcio italiano, ma fortunatamente è soprattutto della Roma. Dispiace, ma sono fatti, anche se in Italia in pochi sono ormai abituati ai fatti.

Totti e il suo non presentarsi ai microfoni, da buon capitano

Col Bayern è sempre la stessa storia!

Esiste ciò che si chiama immagine, dignità, intelligenza. Ho amato per 18 lunghi anni Capitan Del Piero, uno che ci metteva cuore e soprattutto testa. Uno che ci ha sempre messo la faccia. Fortuna per lui, molte vittorie, poche sconfitte. Perciò suona strano non vedere Totti dire qualcosa dopo una tremenda tranvata.

Troppo facile uscire e sputare fuori sentenze, lui che agli sputi ci ha abituato. Troppo arduo presentarsi ai microfoni ieri sera? La vita però riserva cose belle e cose brutte. Vincere o perdere, l’importante è farlo da uomini. Ecco.

De Sanctis e il complotto europeo: er sistema in Europe

Sette volte si è chinato per recuperare quel pallone. Sette gol, cinque nei primi 35 minuti. A voler fare il calcolo esatto: 5 in 28 minuti. E’ certamente un record e questa è l’unica cosa che può insegnare a Buffon.

Advertisment

A fine partita il buon Morgan stavolta non ha sparato contro il Bayern: nessun complotto, nessun sistema europeo, eppure il Bayern ha un suo stadio di priorità, eppure fattura milioni di euro a palate, eppure ha una storia politica forte.

Soprattutto, sembra profetica la sua stessa frase: “in Europa si vedono i veri valori”.

Umiltà e silenzio: lezioni da Guardiola per la Roma urlona!

Ma cosa vuol significare questa umiliazione? Soprattutto dopo due settimane di rompimento su complotti, sistemi, massimi sistemi, scuse, scandali, polemiche?

Le aree sono tornate a essere di 17 metri, ma purtroppo per Garcia i tempi erano di 45 minuti, anche se già dopo la mezz’ora la sua Roma ne aveva già presi 5. Troppo facile, caro Rudy, fare dell’ironia becera. Troppo più importante lavorare, con dedizione, passione e senza dimenticare la cultura dello sport che prevede pure la cultura della sconfitta.

Significa che non bisogna mai sottovalutare l’umiltà e il silenzio, nel tentativo di non soccombere all’arroganza e di non dire sproloqui.

Significa lavorare e accettare le sfide della vita che possono portare a vittorie, come possono portare a sconfitte. Il campo è l’unico giudice e purtroppo non mente mai. Non ha mentito a Manchester nel 2013, non ha mentito nelle due finali perse consecutive fra il 1997 e il 1998, e non ha mentito in Italia negli ultimi 3 anni, come negli ultimi 100 anni.

Bisogna solo recuperare un po’ di cultura, certamente molta educazione, di sicuro un minimo di dignità.

Advertisment

Roma-Juventus 1-0 Er Sistema e le bugie di Conte

Uscire così dispiace. Non già perché vorrei sottolineare i meriti della Roma, ma perché sono costretto a commentare una partita mai giocata dalla Juve. La Coppa Italia mi interessava, perdere non mi piace, dire addio a un obiettivo interessante mi disturba – stavolta sì – il fegato.

Advertisment

Conte doveva essere chiaro

Contro la Sampdoria, in campionato, con 8 punti di vantaggio, va in campo la formazione migliore. Contro una Roma che sprizzava vendetta, in Coppa Italia, in una sfida senza ritorno, per l’obiettivo della Coppa Italia, Conte si affida alle riserve. Sarà un mio grosso limite, ma non lo concepisco.

Ecco perché l’unico pensiero che mi gira in testa è il seguente: Conte ha voluto mollare la Coppa Italia. Le semifinali si giocano in febbraio, quando riparte pure quella rottura della Europe League (che a questo punto diventa obiettivo importante). E allora via l’impegno della Coppa Italia, un po’ di ossigeno per i gufi, e noi si tenterà il prossimo anno.

Penso questo perché la squadra ha “detto” questo. Vidal molle, Pirlo lento, le due fasce scandalosamente inadeguate, la difesa con la testa chissà dove visti i disimpegni che nemmeno la Primavera…

Conte doveva essere chiaro e io l’avrei perfino appoggiato: non abbiamo risorse per lottare su tre fronti, vogliamo il terzo scudetto, tenteremo l’Europa, ma la Coppa Italia proprio dobbiamo mollarla. Onesto, chiaro, pulito, come sa fare lui. Perché poi, a me, essere preso in giro non va proprio. Ero sul divano convinto di vedere giocare la Juve, convinto che le mie sensazioni erano pari a quelle dei ragazzi in campo. Non è stato così, e certo non è colpa mia. Difficile pensare il contrario. Impossibile dire “Conte non vuole perdere nemmeno a carte”. Purtroppo ha dimostrato il contrario ieri sera, con cambi tardivi e una preparazione del match fatta proprio per aspettare il gol dell’avversario. Una squadra che vuole vincere, un tecnico che vuole vincere, cambia immediatamente Giovinco e Quagliarella o rivede l’assetto tattico inserendo Pogba (che poteva sfruttare il tiro da fuori).

Problema qualità panchina

A quanto detto sopra, si aggiunga, tristemente, l’ennesima prova di una panchina purtroppo inadeguata. Il che mette in dubbio, a questo punto, la vendita di Vucinic. Se non giocano Tevez e Llorente – più che fondamentali nell’economia di gioco di Conte – allora siamo nei guai. Quagliarella e Giovinco hanno sprecato una grande occasione. Palla a loro e manovra imballata. La Juve maestra nell’avanzare il proprio baricentro, ieri è stata più volte costretta, dagli attaccanti, a tornare indietro diventando prevedibile, lenta, abulica e per nulla creativa e pericolosa.

Così si va poco lontano perché gli stessi 11, per tutta la stagione, difficilmente reggeranno. Piccoli cambi li sopportiamo, ma fuori 4 titolari, fuori Pogba, e questa Juve comincia a soffrire.

Advertisment

L’atteggiamento remissivo, l’essersi rinchiusi nel proprio centrocampo è roba da provinciale, certo non è roba da Conte. E non credo che la Roma, che ha solo tirato da fuori, praticamente, abbia tutti i meriti di questa non-partita della Juve.

Il problema mercato va perciò inquadrato così: o si prendono titolari assoluti, altrimenti bisogna cercare gente tosta capace di sostituire al meglio i titolari attuali.

Capitolo “er sistema”

L’ultimo capitolo è dedicato a Er Sistema di De Sanctis. Ieri, a quanto pare, non solo non è stato applicato, ma è stato vergognosamente ribaltato.

Il giallo a Benatia è talmente ridicolo quanto i dubbi dei telecronisti giallorossi su RaiUno. Giovinco, in vantaggio e solo davanti il portiere, viene atterrato. A termini di regolamento è fallo da ultimo uomo, quindi rosso. Il giallo è solo uno dei colori sociali della Roma, ma con l’episodio c’azzecca poco (come direbbe il buon Di Pietro).

Pure De Rossi ha ammesso che il gol di Peluso è più che regolare. Dal primo replay RaiSport si è visto che la traettoria resta dentro il campo. E la Gazzetta mente sul gioco fermo. Il gioco era assolutamente non fermo e il fischio ufficiale è arrivato quando Peluso era ormai alla bandierina col pugno alzato.

In generale stupisce la gestione della gara. Benatia l’ha completata, Castan ha preso giallo solo per proteste. Nel mentre, la mia Juve sta scrivendo il contro-comunicato per l’affaraccio con l’Inter.

Lo dico ora per non ripeterlo più: se non alziamo la voce, se non ci difendiamo, se non la smettiamo con questo atteggiamento british, come nel 2006 – e scusate la volgarità – ce se ‘nculano fortemente (esattamente come un anno fa contro la Lazio: ricordate l’intervista beffa di Conte ai microfoni Rai?).

E ora massacriamo la Lazio. Una grande squadra è grande SEMPRE. E non molla niente.

Advertisment

Il “sistema” De Sanctis e il divieto di dire la verità di Moggi

Curioso, eh?! De Sanctis può elargire falsità e accuse pesantissime senza alcuna sanzione, mentre Moggi, che ha detto la verità sul conto di Facchetti e dell’Inter, andrà sotto processo (oggi, ndr).

Advertisment

Succede in Italia, il Paese dove ogni cosa può accadere. Con ordine.

Il portiere della Roma, ex Napoli, Morgan De Sanctis ha rilasciato piccanti dichiarazioni dopo la sconfitta per 3-0 contro la Juve. Obiettivo, nemmeno tanto complicato, è stato quello di diffamare la Juve e il “sistema” che la favorisce. Quale sia questo sistema non lo ha puntualizzato. Peccato: sarebbe stato carino scoprirlo. Se si tratta infatti del sistema FIGC, De Sanctis l’ha fatta fuori dal vaso. Se si tratta del sistema Lega Calcio, De Sanctis l’ha fatta fuori dal vaso. Altri sistemi non sono ammessi. Fra l’altro, De Sanctis deve davvero essere andato fuori di testa tirando in ballo pure lo stadio di proprietà.

Advertisment

Ora, la Giustizia Sportiva dovrebbe quanto meno verificare queste accuse, ma dopo un paio di giorni non si hanno novità in merito. De Sanctis ha acceso i cuori giallorossi, ha rivolto pesantissime accuse alla Juve e ne uscirà pulitissimo, anzi quasi un martire. Un po’ di Maalox e passa tutto, mentre la Juve tornerà al lavoro garantita dagli aiutini di Conte, Vidal, Bonucci e Vucinic… fra gli altri.

Luciano Moggi va di nuovo davanti un tribunale. Nel 2010, in una puntata televisiva dove era ospite, ebbe un confronto acceso con Javier Zanetti. L’ex direttore generale della Juve rimproverò Zanetti della scarsa informazione circa Facchetti, Moratti e le attività illecite nerazzurre. Oggi andrà sotto Processo. Ennesima farsa.

Chiariamo: le vicende in Tribunale riguardo Calciopoli hanno già dimostrato la verità di quelle dichiarazioni. E’ tutto accertato, è tutto provato. Quindi: che razza di Processo è quello che si apre oggi? Ennesima tragedia della Giustizia Italiana che, evidentemente, creerà un’altra fantasmagorica sceneggiatura su questo giallo a puntate che non accenna a finire: quando l’Italia si sveglierà dal sonno antijuventino che permea ogni istituzione di questo strano Paese?

Advertisment

Juventus-Roma 3-0 Gli aiutini di Vidal, Bonucci e Vucinic

E gli aiutini sono arrivati davvero. Portano la firma di Vidal, di Bonucci e di Vucinic. Mentre, ed è un paradosso e una conferma assieme, l’aiutino di Rizzoli alla Roma è arrivato per il mancato rosso a Ljajic (fallaccio in ritardo, da tergo, su Pogba, nel secondo tempo).

Advertisment

Dispiace per De Rossi e Totti, ma Antonio Conte ha dimostrato una classe infinita. Ha preparato la partita come meglio non si poteva, dando scacco matto a Garcia.

I primi 25 minuti sono stati lasciati alla Roma che ha manovrato molto bene, ma concluso nulla. Un po’ per meriti di Buffon, un po’ perché la Juve si è confrontata con un 3-5-2 molto difensivo. Da metà del primo tempo la musica è cambiata.

Advertisment

I bianconeri hanno dato sfogo ai propri motori e cominciato a rispondere col numero di occasioni, passando con una grandissima giocata di Tevez conclusa dal solito Vidal. Lì è praticamente finito il match perché è apparso chiaro il tranello di Conte: far sfogare la Roma, rispondere cinicamente.

E mentre De Rossi e Totti ripensavano alle frasi di introduzione al match, Pirlo e compagni si divertivano a punzecchiare De Sanctis. Nel secondo tempo la partita ha proposto un solo copione: nervosismo per i giallorossi, calcio giocato per la Juve. Bonucci, il rosso di De Rossi, il secondo rosso, il mancato rosso a Ljajic, col rigore di Vucinic a suggellare il risultato finale. Grande prova di maturità dei bianconeri, praticamente mai in difficoltà sul piano mentale e con una pazienza che è propria delle grandi corazzate.

Le trasmissioni hanno raccontato di un campionato quasi finito, anche se Conte avverte tutti del pericolo di credere a una simile frase. I vari opinionisti non hanno trovato appiglio per provare a confutare la supremazia di questa Juve. Oggettivamente troppo forte e preparata rispetto alle avversarie.

Alla fine dei conti, l’unico vero aiutino su cui la Juve può contare è quello che Conte è in grado di fare: allenare. La distanza aumenta, il Maalox va via come il pane a Milano, Roma e Napoli, mentre a Torino si gode come poche altre volte. E nel mirino ci sono altri record e altre prestazioni.

Advertisment

Juventus a +4 dal Napoli: un po’ dispiace!

Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato di stare tranquilli e buoni e abituarsi a una Juve a corrente alterna. Problemi di convinzione, di stimoli, di idee e obiettivi. Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato una Juve così.

Advertisment

E conviene credere a queste parole, altrimenti si rischia di impazzire. Non ricordo a memoria un tiro in porta. Nemmeno un tiro in porta in 90 minuti, esclusa la punizione di Andrea Pirlo. Né Vucinic né Matri, né Anelka né Giovinco. Anche se, se posso permettermi e mi permetto, il francese è stato l’unico a tentare la verticalizzazione. In una partita dove la Juve ha magnificamente operato per via orizzontale. Solo che chi ha concepito il gioco del calcio ha previsto il gioco in verticale, tanto è vero che le porte sono sistemate sul lato corto del campo.

Alla mancanza di forze non credo. Come diceva un comico romano “hai 20 anni, ti faranno 30 analisi al giorno, ti alleni 8 ore al giorno, sei sano come un pesce e qualche sgroppata te la puoi fare”. E’ un problema di testa, come diceva quel saggio. Di stimoli. La Juve ha tanta voglia d’Europa, mentre in Italia è convinta di poter decelerare per restare su.

E va pure bene perché il Napoli fallisce l’avvicinamento. E così mi viene voglia di rosicare.

Rosico perché abbiamo dato fiato a dei morti. La Roma aveva la peggior difesa, probabilmente i due peggiori portieri della Serie A, di sicuro una scarsa organizzazione difensiva e noi non li abbiamo mai punto.

Rosico perché un fallo come quello meriterebbe il rosso, invece poi Totti ha segnato il gol vittoria.

Advertisment

Rosico perché sempre su Pirlo c’è stata una manata violenta di Lamela.

Rosico perché nessuno sottolinea i due episodi, molto chiari e palesi. A maglie invertite oggi ci sarebbe uno show martellante contro la Juve.

Rosico perché non siamo tutelati e in questo 2013 è molto evidente.

Rosico perché a Napoli la Samp poteva ottenere due chiari rigori, invece Doveri (sì, proprio quel Doveri!) ha fatto finta di nulla.

Rosico perché su Maxi Lopez lanciato a rete c’era un fallo netto di De Sanctis fuori area, ma andava tutto bene.

Rosico perché stiamo offrendo il fianco a chi, ormai è evidente, sta desiderando una nostra caduta. E avremmo pure la classe e la forza di chiudere questo campionato in appena due partite.

Rosico, ma tifo Juve e allora è sempre un piacere leggere e sentire i lamenti di chi da due anni è costretto ad aggrapparsi a ogni sorta di malefatta per vederci morti. Ma siamo vivi. Più che mai, siamo vivi. E sempre primi.

Advertisment

Spettacolo poco edificante: già, ma quale?

Il Napoli arranca, ma ha la meglio sul Parma. La Lazio inciampa, la Fiorentina perde terreno, il Milan rientra. E la Juve decide che vincere in quel modo era troppo antipatico e allora ravviva la sfida. Insomma: si fa e si disfa, tutto noi, solo noi. Perchè se oggi il campionato è riaperto è solo per merito della Juve.

Advertisment

Facciamo due conti al volo: 0 punti con la Samp quando i 3 punti erano più che a portata di mano; 1 punto col Parma quando a pochi minuti dal termine l’1-0 era cosa fatta e finita; vittoria con l’Udinese; pareggio sciagurato col Genoa (i numeri raccontano un dominio, ma se non segni il dominio è sterile). Quattro partite di campionato e 5 punti intascati sui 12 potenziali. All’appello mancherebbero, alla vera Juve, ben 7 punti. Il che significherebbe averne 10 di vantaggio sul Napoli che intanto ne ha recuperati 2 grazie alla FIGC.

Advertisment

Ma vuoi vedere che la Juve lo fa apposta per farci godere di più a fine anno? Per vedere ancora milioni di fegati rovinati da un sogno chiamato rimonta.

Certo che gennaio è stato un mese pazzesco. Fra rigori non dati, brutte prestazioni, attacco spuntato… è il solito gennaio di Antonio Conte che già l’anno scorso diede segnali di resa pericolosi, salvo poi innescare la quinta marcia e buona notte a tutti.

Speriamo sia così, ma la conferma che contro il Genoa qualcosa sia accaduto lo danno i nauseabondi personaggi che oggi spolverano un po’ di etica: da De Sanctis a Preziosi, da Pulvirenti agli opinionisti. Il cammino è lungo, molto lungo: avremo modo di riprenderci. E se magari la Società si vuol degnare di dare una mano a Conte…

Advertisment

Metti una domenica senza Juve: che tristezza!

Non è come le altre domeniche, anche quando magari la Juve gioca di sabato. L’atmosfera la senti molto pesante, certo molto poco stimolante. Metti una domenica senza la Juve e tutto sembra più triste.

Advertisment

Ma quanto è bello attendere quel fischio iniziale? E capire chi Conte ha mandato in campo a scrivere altre pagine di storia, a tentare l’ennesima impresa. Sono emozioni uniche che difficilmente altri sport riescono a darti. Perché non serve giocare per forza una finale, basta un Siena-Juve o uno Juve-Chievo a replicare quell’emozione nell’attesa e durante la partita.

Emozioni che sono molto palesi sui social media, ma a questo punto ci chiediamo: quanto sono forti queste stesse emozioni per tutta l’altra Italia?

Advertisment

Evidentemente la Juve è qualcosa di più e non c’è niente da fare. Gli altri cercano a tutti i costi la polemica, meglio se vuota e inutile, meglio contro la Juve. Così la squalifica di Vidal insabbia quella di Pandev e addirittura Buffon sta cercando il modo per evitare il record assoluto di presenze in maglia azzurra. Tutto per uno Juve-Napoli di campionato? Forse laggiù sono impazziti tutti e un po’ di preoccupiamo.

Che sia la partita dell’anno per loro questo è certo. In fondo ogni domenica c’è la partita dell’anno: vale infatti per le milanesi, per le romane, per il Chievo, per la Samp, per il Genoa, per la Fiorentina e ogni squadra che affronti la Juve. Non è vero l’inverso: per noi sono tutte partite da 3 punti e giochiamo per prenderli, chiunque sia a difendersi dall’altra parte.

Ci dispiace per chi tifa Napoli… tié… ma sai quanto ce frega di Juve-Napoli? A noi frega della Juve, della vittoria sempre e comunque e perciò se Buffon ha accusato un affaticamento, il Capitano della Nazionale, il candidato insieme a Pirlo e Marchisio al Pallone d’Oro, il vice Pallone d’Oro nel 2006, l’eroe mondiale nel 2006, una persona come poche altre nel mondo dello sport… vuol dire che ha accusato davvero un affaticamento, anche perché lasciare spazio a De Sanctis non è proprio affidarsi a Zoff.

Metti allora una domenica senza la Juve: per fortuna è l’ultima da qui a marzo quando la Nazionale tornerà a bussare a casa Conte per chiedere in prestito altri 8 ragazzi. Ipocrisia italiana cui spero Andrea Agnelli metterà la parola fine fino a quando non verrà portato rispetto alla maglia della Juve.

Advertisment