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Tag: deceglie (pagina 1 di 3)

Scudetto n.30, le pagelle: la difesa

Il trentesimo scudetto è archiviato. Cavalcata trionfale con record polverizzati. Vittoria meritata, anzi di più. Zero sconfitte e record di gol subiti, solo 20. Nessuno come la Juve. Logico pensare alla difesa come reparto chiave di questa impenetrabilità.

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In realtà è il gruppo che ha vinto, ma partiamo proprio dal reparto arretrato. Nome per nome, voto per voto.

BUFFON: Il Gigi che tutti conoscevamo, quello del mondiale 2006, quello imbattibile, è tornato. Una stagione perfetta, con un unico neo: l’errore su Bertolacci, poteva costare caro. Ma cosa vuoi rimproverare a San Gigi da Carrara? Decisivo, come sempre. Ricordo tre flash: le parate contro l’Inter nel primo tempo a Torino (almeno 4); il rigore parato a Totti a Roma; la paratissima su Armero, sotto la neve allo Juventus Stadium. SANTO SUBITO – VOTO 9,5

STORARI: Il secondo portiere ha ben figurato quando è stato chiamato in causa, in Coppa Italia non ha fatto rimpiangere sicuramente Buffon. Grande professionalità, soprattutto perché ha accettato il ruolo di secondo, lui che poteva sicuramente scegliere di essere titolare in diverse squadre. RISERVA DI LUSSO – VOTO 7,5

BARZAGLI: Preso a 300mila euro dal Wolfsburg, ha disputato una stagione strepitosa. Sempre preciso nelle chiusure, ha dato grandissima sicurezza alla difesa, anche quando usciva palla al piede. Veramente una rivelazione positivissima, e lo ha dimostrato sia giocando a quattro che a tre. Nell’ultima di campionato anche la gioia del gol su rigore! INSUPERABILE – VOTO 9,5

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BONUCCI: Quello più criticato, più tartassato nella scorsa stagione. Si riscatta con un’annata super, nella quale ha sicuramente fatto tesoro degli insegnamenti del mister: grande consapevolezza dei suoi mezzi, ma anche alcuni errori imperdonabili, come quello a Milano, dal quale nacque il gol di Nocerino. In gol contro la Fiorentina, contro il Napoli e soprattutto a Palermo. TRASCINATORE – VOTO 8,5

CHIELLINI: Giorgione è la grinta in persona. Da sempre. Fondamentale nella difesa juventina, ha sempre fatto dannare gli avversari, asfissiandoli con le sue marcature. Oltre ai gol (Roma, Catania), anche lui, come Bonucci, ha acquisito maggiore consapevolezza, soprattutto nel giocare la palla. Ha interpretato bene il ruolo di terzo a sinistra, ma anche quello di terzino. Peccato per l’infortunio contro l’Atalanta. MACCHINA DA GUERRA – VOTO 9

LICHTSTEINER: Lo svizzero è stato acquistato per coprire il buco sulla destra, e ci è riuscito. Esterno di grande corsa, forse non bravissimo in marcatura, ma fondamentale negli inserimenti: sempre pronto a ricevere i lanci del genio Pirlo, segna alla prima contro il Parma, e a Bergamo, quando la Juve diventa campione d’inverno. Nel 3-5-2 non proprio a suo agio, ma garantisce comunque quella quantità chiesta dal mister. INSTANCABILE – VOTO 8,5

DE CEGLIE: Paolino tutto cuore, seppur con mezzi tecnici non proprio eccelsi, riesce a dare il suo grandissimo contributo, soprattutto nel 3-5-2, quando Conte gli chiede di fare le due fasi. Non sarà bravissimo con i piedi, ma sicuramente utilissimo, soprattutto nel momento di calo fisco della Juventus. Suo il gol al Chievo. CAVALLO PAZZO – VOTO 8

CACERES: Ritorno a casa per “El Pelado”, e si presenta con una doppietta nella gara di andata della semifinale di Coppa Italia, a Milano. Subito si inserisce negli schemi, impiegato nei quattro in difesa, e come esterno, sia destro che sinistro, nel centrocampo a 5. Decisivo contro l’Inter, una sicurezza per il gioco juventino. Grande acquisto di gennaio. CONQUISTATORE – VOTO 8

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Cagliari-Juventus La chiave di tutto è il centrocampo

Antonio Conte ha costruito un 11 fantastico. Partito con in testa un 4-2-4 in cui innescare Elia e Krasic, dopo qualche giorno di allenamento si era accorto, suo malgrado, che gli esterni funzionavano poco e male. E sarebbero funzionati anche peggio.

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L’arrivo di Vidal gli permise di varare uno spettacolare centrocampo a 3, il più forte della Serie A e fra i più competitivi in Europa. E proprio quei tre uomini là, Vidal-Pirlo-Marchisio, sono il cuore pulsante di tutta una squadra.

Stasera saranno regolarmente in campo e molto passerà dai loro piedi. Marchisio è con Matri il miglior cannoniere stagionale, l’apporto del cileno è fondamentale, mentre sorvoliamo su Pirlo perché non abbiamo più aggettivi da spendere.

I dubbi di stasera sono legati alle condizioni di Simone Pepe. La difesa è schierabile sia in un assetto a 3, sia in un assetto a 4, mentre l’attacco dipende molto dallo stato di forma dell’esterno che tanto ci è mancato in questo 2012.

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Con Pepe al 100% è probabile si torni al 4-3-3, molto offensivo, con Chiellini spostato sulla sinistra e Lichtsteiner ad agire basso a destra. Senza Pepe si torna al 3-5-2, modello Novara in cui Giaccherini fu autore di un’ottima prova nel ruolo di fluidificante sinistro. Conte potrebbe pure optare per Estigarribia come vice De Ceglie.

Ma da Trieste rimbalza una voce che vuole Pepe sulla fascia sinistra, in un 3-5-2 spregiudicato, molto offensivo e tambureggiante.

In attacco c’è tanta confusione. In tre si giocano una maglia: Matri o Borriello o Quagliarella a fianco di Vucinic. Visto mercoledì sera, Quagliarella sembra tagliato via dai titolari. Matri era sembrato muoversi bene. Del Piero è il jolly della ripresa.

Al di là di numeri e uomini, l’obiettivo è solo e soltanto uno: vincere.

Cagliari-Juventus: il 4-3-3 di Conte

Cagliari-Juventus: il 4-3-3 di Conte

Cagliari-Juventus: il 3-5-2 di Conte
Cagliari-Juventus: il 3-5-2 di Conte
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Juventus-Lecce Le probabili (in)formazioni

Il gioco è sempre lo stesso: indovina le idee di Conte.

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Il gioco è per metà semplice: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Vidal, Pirlo, Marchisio, Vucinic. Questi nomi qui ci sono sempre e non vengono inseriti nel totoformazione. Colonna portante bianconera, con due soli stranieri. Buoni per il 4-4-2, il 4-3-3, il 3-5-2 e qualunque altra cosa aveste in mente.

Ma indovinate gli altri!

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Passando alle cose serie. L’assenza di Simone Pepe sembra dirottare Conte verso la conferma del 3-5-2. Anche per i soliti motivi di pressing e dominio territoriale che piacciono molto all’allenatore della Juve. Inoltre il tecnico bianconero sembra aver trovato nuove e diverse soluzioni con l’asse Vucinic e Pirlo operanti costantemente nel cuore del campo.

La ritrovata condizione di Borriello, il rientro di Quagliarella, danno al Mister ottime soluzioni ed alternative con questo modulo. Inoltre si può contare sull’inesauribile spinta sulle fasce grazie ai polmoni di Estigarribia, De Ceglie, Lichtsteiner e Caceres. Quattro uomini che la Juve non aveva da tantissimo tempo, comprendendo anche Giaccherini che si è disimpegnato alla grandissima nel match di domenica contro il Novara.

I favoriti, per ragioni di turnover, sono Caceres per la fascia destra e De Ceglie per quella sinistra. Non ci stancheremo di far notare la strepitosa crescita di Paolino De Ceglie.

Davanti, per ragioni di fiato, dovrebbe partire Quagliarella che ha dovuto saltare per squalifica la penultima gara esterna. Resta lo sfizio di esultare, ancora una volta, per un rete di Borriello, l’ennesima scommessa vinta da Antonio Conte.

Juventus-Lecce: il 3-5-2 di Antonio Conte

Juventus-Lecce: il 3-5-2 di Antonio Conte

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Novara-Juventus 0-4 La squadra più forte è quella più bella

Conte mischia le carte e pure la nostra previsione viene ribaltata. Mette in panchina Quagliarella, al rientro dopo la squalifica che lo ha tenuto fuori contro il Cesena, e premia Borriello. Sulla sinistra turno di riposo per De Ceglie e spazio a Giaccherini.

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Sarà 4-3-3 o un 3-5-2 con Giaccherini sacrificato pure in fase difensiva? E’ la domanda che si sono fatti in molti prima del fischio finale. I tre tenori di centrocampo sono regolarmente titolari nonostante alcune voci di inizio settimana.

Cronaca

Dalla prima azione si nota subito come Conte abbia optato per un 3-5-2. A Giaccherini più compiti offensivi, a Lichtsteiner più compiti difensivi, ma di fatto le due fasce restano sempre molto alte.

Al minuto 2 Vucinic lancia Borriello che libera un diagonale bellissimo. Fuori di un niente. I successivi minuti ci confermano come l’ex giallorosso sia in palla: molto più agile, molto più mobile, di certo, ora, finalmente utile alla Juve.

Vucinic presentato da Marotta: è il colpo di agosto!

Vucinic presentato da Marotta: è il colpo di agosto!

Dopo un cross di Giaccherini, filo conduttore di tutto il primo tempo, la palla esce dall’area e Pirlo inventa un gol pauroso: di prima, al volo, la piazza sotto l’incrocio dei pali, ma c’era un netto fallo del terzino svizzero. Un peccato, davvero, ma la Juve si rifarà. Esattamente quattro minuti più tardi quando sugli sviluppi di un calcio piazzato Vucinic replica il gol. Col piattone, con un tocco morbidissimo, scavalca il portiere e deposita in rete. Stupendo gol, il settimo per lui in campionato. L’esultanza di Conte è rabbiosa: non vuole cali di concentrazione e si preoccupa di istruire Giaccherini e Borriello.

E’ sulla sinistra che la Juve scatena il proprio gioco e infatti Giaccherini da il via a diverse situazioni. Al minuto 19 serve Marchisio che spara sul portiere del Novara. Poi Pirlo lancia ancora Giaccherini che calcia al volo e manda a lato. In mezzo Vidal protesta perché era solissimo.

Pirlo ci prova da fuori al minuto 29, ma guadagna solo un calcio d’angolo. Sulla ripartenza si fa vedere il Novara: l’unica volta in cui impensierisce la Juve. Cross dalla sinistra e Mazzarani alza di testa.

Nel finale c’è il gol di Borriello. Ancora Pirlo che lancia stavolta Marchisio sulla sinistra. Il centrocampista bianconero appoggia dietro a Giaccherini che di destro mette in mezzo trovando il colpo di testa vincente di Borriello. Secondo gol consecutivo per Marco.

Mazzarani intanto può menare tranquillamente, senza beccarsi il giallo: prima un brutto intervento su Lichtsteiner, poi su Chiellini e infine su Pirlo.

Marco Borriello

Marco Borriello: da oggetto misterioso a valore aggiunto?

Nel secondo tempo la Juve si limita a controllare.

Già la prima occasione è dopo 60 secondi: Borriello servito da Giaccherini si divora la doppietta. Tutto era cominciato, come al solito, da un’idea di Pirlo.

Minuto 49: Lichtsteiner lancia Vucinic che spara sul portiere. La respinta è raccolta da un monumentale Vidal. 3-0 e partita definitivamente chiusa. La Juve però non si siede, anzi corre ancora di più e Conte va ai ripari contro la sua stessa squadra: fuori Vidal e Marchisio e dentro Padoin e De Ceglie. Il centrocampo viene stravolto: accanto a Pirlo ora ci sono Giaccherini (che in realtà fungerà da vero trequartista) e Padoin.

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Al minuto 63 la Juve sigla il 23esimo gol nelle ultime 8 gare. E’ Vucinic a metterla dentro, ma il merito è di Giaccherini che si beve un avversario e scaraventa su Fontana. Vucinic poi fa gol facile. Assist per Giaccherini? Pirlo!

Conte concede così una chance per Elia che sostituisce Vucinic. Mercoledì sera c’è un Lecce che si gioca la permanenza in A. L’olandese viene schierato come seconda punta, libero da compiti difensivi, al di là del risultato già acquisito.

La Juve prova a mettersi paura da sola: è Barzagli che rischia l’autorete a 20 minuti dal termine.

Da segnalare 3 occasioni per Elia: al 73° è Giaccherini che lo lancia, ma spreca tirando addosso al portiere; Pirlo lo mette di nuovo in condizioni di battere a rete e il tiro frutta solo un angolo; alla fine è De Ceglie che gli mette il pallone in testa, ma nulla di fatto.

Per il resto un dominio senza discussioni.

Analisi tattica

Conte ha preparato il suo 3-5-2 asimmetrico, con Giaccherini sempre molto alto, quasi sulla linea degli attaccanti e Lichtsteiner più attento a non lasciare scoperta la Juve. In realtà il Novara è messo quasi subito alle corde e riuscirà a uscire dalla propria metà campo soltanto poche volte.

Vidal e Marchisio proteggono Pirlo e rilanciano l’azione. Vucinic e Borriello tendono spesso a scambiarsi posizione. La copertura di palla di Borriello è più efficace rispetto a Matri: l’ex giallorosso è più abituato al lavoro sporco, mentre Matri è molto più a suo agio quando può sfruttare gli spazi.

Giaccherini

L'uomo in più della Juve: la sfida di Conte

Molto attivo Giaccherini che entra in tutte le azioni d’attacco. Pirlo lo cerca moltissimo, specie a saltare la linea difensiva del Novara e quasi sempre nascono pericoli per la porta di Fontana.

Nel secondo tempo Pirlo prende per mano la squadra: che campione. La Juve dimostra di essere cresciuta: molto matura nella gestione del risultato, il difetto di inizio stagione.

Conclusioni

Una Juve in salute, non solo sul piano fisico, soprattutto a livello mentale. Una squadra molto forte di testa che sta colmando le lacune di inizio anno. Segna, segna tanto, trova il gol degli attaccanti e consolida un gioco che fa paura.

Vidal e gli altri centrocampisti sono il motore di tutto, ma gli attaccanti, a giustificare le frasi di Conte, giocano a meraviglia. Sempre molto partecipi e attivi nel gioco, anche se pagano questi sforzi coi numeri.

Ora c’è il Lecce, gara dura, molto delicata. Ne mancano 3 al sogno. Non bisogna mollare.

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Cesena-Juventus Le probabili (in)formazioni

Certo Cesena non ci fa paura, ma la cautela e l’umiltà dovranno essere preziose linee guida per il gruppo di Conte. E’ lo stesso allenatore che li professa in ogni conferenza stampa. Abbiamo un sogno da raggiungere e senza spirito di sacrificio, corsa, sudore e dedizione non si va lontano.

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Lo sa bene il gruppo che è arrivato fin qui grazie proprio alle armi appena elencate. Perciò non ci aspettiamo segni di cedimento o di contentezza sfrenata. Ci aspettiamo invece la solita feroce Juve, quella che aggredisce gli avversari già nel tunnel per entrare in campo e non molla la presa fino a 2 minuto dopo il fischio finale.

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Conte ha il dubbio Pepe: ha rimediato una distorsione alla caviglia. Nulla di grave, anzi pare molto leggera e perciò già superata nella notte. Stamattina sosterrà un provino e quindi l’allenatore deciderà di conseguenza. Ecco perché abbiamo preparato due grafiche. Come al solito Conte è il nemico di chi compila le probabili formazioni: fino all’ultimo non si sa mai chi andrà in campo.

Quagliarella squalificato, ecco una ghiotta occasione per Alessandro Matri. Ha riposato contro la Roma, e soprattutto non crediamo all’utilizzo di Borriello. Come al solito spazio per Del Piero nella ripresa.

Con Pepe quasi scontato l’utilizzo del 4-3-3, con Lichtsteiner a destra e Chiellini che scivola a sinistra con la rinuncia a De Ceglie. Senza Pepe si torna al 3-5-2 con Caceres favorito sullo svizzero per ragioni di naturale turnover e De Ceglie a sinistra. Domenica si torna già in campo contro il Novara. Ma prima servono i 3 punti contro il Cesena.

Cesena-Juventus: probabile formazione 3-5-2

Cesena-Juventus: probabile formazione 3-5-2

Cesena-Juventus: probabile formazione 4-3-3

Cesena-Juventus: probabile formazione 4-3-3

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Juventus-Roma 4-0 Conte era informato pure di questa sfida?

Conte fa pretattica e la bugia viene subito svelata: Quagliarella dentro, titolare, e Matri in panca. 3-5-2 confermato con Lichtsteiner sulla destra.

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Questa Juve aveva un solo difetto: incapacità di concretizzare le occasioni da rete. Juventus-Roma forse è una svolta. Due reti in 8 minuti con un monumentale Vidal. Che razza di giocatore: quantità e qualità a iosa, uno dei centrocampisti più completi. Capiamo il dispiacere del Bayern Monaco. E noi ringraziamo Marotta per un talento così cristallino.

Cronaca

Prova a partire forte la Roma che però va subito sotto. Magia di Vucinic che nasconde il pallone e innesca De Ceglie sulla sinistra. Il trenino Paolino la mette in mezzo col piattone, palla bassa che finisce su Vidal che arriva dalla destra e che accarezza il pallone con un mancino fatato. Palla sul palo più lontano e la Juve si scrolla di dosso l’ansia di dover segnare.

King Vidal

King Vidal, giocatore di categoria superiore

L’ansia sparisce del tutto quando ancora Vidal, solo 4 minuti più tardi, trova il raddoppio. La Juve ribalta un attacco giallorosso e con soli due passaggi trova Vucinic che attacca il difensore aspettando l’ausilio di Vidal. Palla morbida per il cileno che invece morbido non è: botta terrificante ancora sul palo più lontano, stavolta di destro. Centrocampista completo, lo ripetiamo. Roma in ginocchio e partita che sembra tristemente indirizzata.

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Conte non vuole relax e la Juve continua a macinare gioco e soprattutto un pressing terribile. La Roma non ci capisce nulla e capitola di nuovo. Invenzione magistrale di un Vucinic sempre più a suo agio nelle vesti di regista avanzato, Marchisio supera Stekelenburg che lo stende. Accade il miracolo, quando non serve e non servirebbe: rigore e la corretta espulsione del portiere giallorosso. Pirlo non è abituato ai rigori e sbaglia, poi raccoglie la respinta di Curci e fa 3. Come i suoi gol in maglia bianconera.

A questo punto la Juve si rilassa e controlla. Buffon non è chiamato a parate, tranne da due squilli da fuori abbastanza impotenti. E i bianconeri possono riposarsi in vista del match di mercoledì pomeriggio contro il Cesena. Non ci sarà, ed è un vero peccato, Quagliarella che ha beccato un giallo abbastanza inutile. Non ci stava e per Fabio un piccolo stop. Lo aspettiamo domenica prossima.

Il secondo tempo è di una noia mortale. La Juve non preme per evitare un punteggio tennistico. Ci pensa Marchisio ad arrotondare il punteggio con un’azione strepitosa. Azione corale che Vucinic impreziosisce ancora: tocca con la suola e la lascia lì, al limite dell’area, pronta per essere colpita. Proprio Marchisio va col piattone destro a trovare l’angolo più lontano.

Poi non c’è più nulla da raccontare. La Juve si riposa, la Roma impaurita non riesce nemmeno ad avvicinarsi a Buffon e Conte può respirare.

Si attendono novità su notizie di eventuali stupri di giocatori bianconeri, omicidi e rapine a mano armata. Solo così, con le stronzate a firma Berlusconi, si può fermare questa squadra. Scusateci lo sfogo, ma ne abbiamo fin troppo di questo stupido gioco chiamato macchina del fango.

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Dubbio amletico: 3-5-2 o 4-3-3?

Solito dubbio, che ormai ci trascineremo fino al 20 maggio. La Juve padroneggia entrambi i moduli, ma contro il Cesena ne dovrà scegliere uno.

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Non esiste un metodo per preferire l’uno o l’altro. Attualmente la Juve sta benissimo fisicamente e quindi Conte ha uomini in abbondanza per praticarli. Cerchiamo di capire i vantaggi di uno o dell’altro schema.

4-3-3

Contro la Lazio si è vista la Juve spumeggiante, una Juve che col terzetto di centrocampo domina facilmente la gara sul piano del palleggio e col terzetto d’attacco riesce a produrre un numero impressionante di palle-gol. Il cruccio è proprio il fatto che tale numero viene abbondantemente sprecato.

Per praticarlo serve il supporto di Simone Pepe, come ha sempre ribadito Antonio Conte. Il tecnico bianconero preferisce l’uso di 2 punte e un centrocampista d’attacco. Fra l’altro è proprio il ruolo in cui verrà cercato il famoso top player (Robben sarebbe una manna per gli schemi di Conte). Pepe sta bene, ha ritrovato la vena artistica che aveva sospinto la Juve nella prima parte di stagione e quindi si potrebbe intuire che Conte riproporrà quasi lo stesso 11 visto contro la Lazio. Unica eccezione dovrebbe essere Chiellini centrale e De Ceglie sulla sinistra.

Con questo schema solitamente la Juve attacca moltissimo il centro dell’area, grazie alle incursioni di Vidal e Marchisio e ai due attaccanti esterni che stringono spesso sul portiere avversario. Una tale convincente spinta è permessa dalla copertura garantita dai 4 uomini di difesa, più il prezioso rifornimento di ossigeno di Pirlo e uno fra Marchisio e Vidal in ripiegamento.

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3-5-2

Con due esterni alti, ma con spiccate doti difensive (De Ceglie e Caceres si fanno preferire a tutti gli altri), la Juve riesce a garantire una copertura territoriale ancora più densa rispetto al 4-3-3 che prevede invece un grosso dispendio di energie.

In questo schema cambia l’utilizzo di uno dei due attaccanti. E solitamente cambia l’uso di Vucinic che ora deve agire più in zona centrale. Risultato: se Mirko è ispirato la Juve vola perché le sue magie e la sua capacità di saltare l’uomo garantiscono l’apertura della difesa avversaria. Viceversa, se Mirko è in brutta giornata… allora meglio l’ingresso di gente molto tecnica e fantasiosa, tipo Del Piero nel ruolo di seconda punta.

Qui l’indovinello semmai è: Quagliarella o Matri come prima punta? Conte ha spesso utilizzato Borriello, ma francamente non esistono ragioni plausibili per vederlo in campo da qui sino al 21 maggio.

Il vantaggio principale di questa scelta è una maggiore densità al centro del campo soprattutto con squadre che si difendono a riccio come solitamente fanno le cosidette piccole che affrontano la Juve.

Domani c’è il Cesena… ergo io opterei per il 3-5-2. Ma c’è un problema: senza rischiare Bonucci e spostando Caceres sul centro destra, la Juve non avrebbe difensori da portare in panchina. Ergo ergo… Conte riporrà il 4-3-3.

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Juventus-Lazio: dubbi sul modulo [le grafiche]

Antonio Conte è carico, molto carico: vuole la vittoria perché la maglia lo impone. Vuole la vittoria perché non ci pensa proprio a lasciare spazio al Milan. Vuole la vittoria perché è tornato alla Juve proprio per raggiungere il sogno.

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Stasera potrà contare ancora una volta su tutta la rosa a disposizione. Miracolo di un lavoro maniacale, soprattutto nella testa dei giocatori che pare non vogliano mollare di un millimetro. Bonucci reduce da una piccola influenza, Marchisio con una botta al ginocchio, ma le notizie dell’ultima ora sono confortanti e quindi nessun forfait.

Quagliarella giocherà dall’inizio, al fianco di Mirko Vucinic. L’attaccante napoletano sarà così alla sua seconda presenza da titolare consecutiva. Le prestazioni fanno ben sperare: mentalmente pare essersi definitivamente sbloccato e questo non può che essere un bene. Forse non lo sarà per Matri che ultimamente pare in flessione. Non segna da 5 gare e Conte gli ha spesso preferito un altro attaccante: la Juve non può permettersi di aspettare nessuno e Conte fa bene a tenere tutti sulla corda e scegliere di volta in volta l’uomo più in forma.

L’unico dubbio è nel modulo, cosa che condizionerebbe alcune scelte negli uomini. Quasi certa la presenza di De Ceglie sulla sinistra (ben più affidabile e in migliori condizioni tecniche di Estigarribia, troppo timido contro il Palermo), mentre sulla destra gioca chi è più funzionale allo schieramento difensivo: Lichtsteiner nel 4-3-3, Caceres nel 3-5-2. In ogni caso la batteria dei terzini destri è affidabile e non crea problemi.

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In ogni caso il modulo può variare a partita in corso, dipende dalla lettura tattica che ne farà Conte.

 

Di seguito le grafiche delle due soluzioni che girano in testa a Conte. L’obiettivo, come al solito, è sempre uno: vincere!

Juventus-Lazio Probabile formazione 2

Juventus-Lazio Probabile formazione, soluzione 3-5-2

Juventus-Lazio Probabile formazione 1

Juventus-Lazio Probabile formazione, soluzione 4-3-3

E’ molto interessante notare come entrambi i moduli siano interscambiabili e la Juve li padroneggia ormai in modo ottimale. Quindi nessuna sorpresa nel vedere stasera una Juve capace di cambiare pelle durante le varie fasi della partita.

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Palermo-Juventus 0-2 I bianconeri si riprendono ciò che meritano

Conte scombina i piani: dentro Estigarribia (assente da tanto tempo), fuori De Ceglie (non si capisce se ci sia stato un problema fisico per l’esterno). Polemica per lo stato del terreno di gioco: erba troppo alta e non bagnata. Va bene così.

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All’ingresso dei ragazzi in campo un boato ha accolto il riscaldamento. Segno tangibile di troppo entusiasmo per la sconfitta del Milan contro la Fiorentina.

Vergognosa la presentazione di MilanPremium: davvero si ostinano a cadere così in basso? Davvero uno stipendio può superare il valore della dignità professionale? Si salva in extremis Arrigo Sacchi ai quali dobbiamo le nostre scuse: Arrigo è stato per la prima volta coerente e ha chiosato così:

A onor del vero devo dire che la Juve mi diverte perché è quella che gioca meglio di tutte.

Come dire, il lavoro paga. Resta la gufata di tutto lo studio: ci piacerebbe davvero che il nuovo corso del calcio, detto così da Pistocchi dopo la radiazione farsa di Giraudo e Moggi, avesse un riflesso positivo pure sul giornalismo sportivo italiano. Qualunque sia il risultato finale, ci piacerebbe insomma assistere a uno spettacolo equo e professionale. Come i giocatori sono pagati per giocare e non truffare, anche i giornalisti hanno un ruolo importante: raccontare la realtà e non prestarsi ai giochi degli editori. Guarda caso, l’editore è il Presidente del Milan. Un conflitto di interessi ai quali siamo drammaticamente abituati. E non va bene. Non può andare bene.

Cronaca

Prima occasione per Quagliarella dopo una discesa grandiosa di Bonucci. Ribattuto. Ci riprova all’ottavo quando serve Vucinic che arriva in ritardo in area. Pochi minuto più tardi Estigarribia davanti al portiere l’attaccante napoletano che spreca clamorosamente.

Allucinante il gol sbagliato da Caceres: ricamo perfetto di Vucinic, ma il terzino mette a lato. Siamo al minuto 20.

Il dominio della Juve è palese e ci sarebbe spazio per un contropiede di Vucinic che tira alto: Marchisio in mezzo all’area era completamente libero.

Il Palermo si difende con tutti gli uomini e così una soluzione diventa il tiro da fuori. Ci provano Marchisio e Vidal senza successo, mentre Pirlo prende la porta per 3 volte, ma Viviano è attento.

Al minuto 28 scontro violento fra Milanovic ed Estigarribia, l’arbitro non interviene, Chiellini scappa sulla sinistra e all’appuntamenteo col gol non arrivano né Quagliarella né Caceres. Però Chiellini si è dimostrato più intraprendente di Estigarribia.

Finale di tempo con la Juve ancora in attacco: Vucinic libera Marchisio che di sinistro spara alto.

Durante l’intervallo nessuno dalla panchina intensifica il riscaldamento.

Nel secondo tempo la squadra comincia da dove aveva lasciato. Squadra fantastica.

Al minuto 53 è subito Marchisio che imbecca Vidal, ma il portiere para. Due minuti più tardi sblocca Bonucci su calcio d’angolo.

Al minuto 58 stessa situazione: schema su calcio d’angolo, Pirlo trova Marchisio al limite che spara alto. Palermo alle corde che rischia di capitolare un minuto più tardi quando Vidal esplode il destro da fuori: Viviano c’è.

Unica uscita rosanero: Estigarribia non chiude su Migliaccio che gli spunta da dietro, ma il pallone si perde nelle mani di Buffon.

In contropiede i bianconeri potrebbero essere devastanti, ma peccano di egoismo (Marchisio) e imprecisione (Vucinic, tiro centrale). Rischia poi su Miccoli al minuto 67 quando Chiellini se lo lascia sfilare sulla destra, ma il suo traversone non viene raccolto da nessuno in area. Sul ribaltamento la Juve raddoppia: Quagliarella scambia con Matri e infila nell’angolo più lontano. Eccezionale e grande gol che chiude ogni velleità degli avversari.

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Dubbio fuorigioco al 72esimo con Matri lanciato da Quagliarella: questione di centimetri. Giallo inutile che Marchisio si becca poi per fallo tattico. Speriamo non pesi da qui sino alla fine.

Entra Del Piero al posto di Quagliarella e poi Pepe al posto di Vidal, ma la Juve è padrona di tutto. Ci sarebbe spazio per Del Piero che però trova pronto Viviano.

Analisi del match: 1° tempo

Il Palermo, come prevedibile, chiude tutti gli spazi e si piazza con 10 uomini dietro la linea del pallone. Si gioca soltanto nella metà campo rosanero. Un dato significativo: al minuto 41 la Juve tocca l’apice del suo dominio territoriale facendo segnare il 77% del possesso palla. Statistiche bulgare.

Timidi gli esterni, così la zona calda è quella centrale dove l’asse Vucinic-Pirlo funziona a meraviglia. Come preventivato Vucinic agisce più da trequartista: si abbassa molto e tenta di lanciare i compagni.

Vidal e Marchisio si inseriscono regolarmente. In realtà nella seconda parte del primo tempo Vidal rimane sempre largo ed è Marchisio ad agire in zona centrale. Estigarribia e Caceres intanto deludono sotto l’aspetto propulsivo e la Juve prova a sfondare soltanto da fuori.

Bene la difesa che spesso imposta quando Pirlo è marcato a uomo. In particolare stupenda prova di Bonucci autore di un paio di uscite di altissima qualità. Suoi un paio di lanci che potrebbero portare al vantaggio: al minuto 8 lancia Quagliarella che poi libera Vucinic in area, ma il montenegrino è in ritardo; sul finale lancia invece Vucinc che da posizione impossibile spreca.

Poco intraprendenti gli esterni, così la Juve si ritrova spesso con troppi uomini nel centro del campo.

Analisi del match: 2° tempo

Juve che accelera sempre nella seconda frazione. Segno di una preparazione atletica azzeccata, segno di una voglia che travolge gli avversari.

Nel 2° tempo la Juve distrugge e frantuma ogni speranza dell’italia non juventina. Dominio territoriale ed efficacia. Più convinto Quagliarella, ottimo ricamo di Vucinic, più decisivi Caceres ed Estigarribia mancati nel primo tempo.

Con le fasce finalmente in funziona la Juve ha tantissime soluzioni da mettere in campo: cross dal fondo, manovra larga, accentramento di Vucinic, inserimento di Vidal e Marchisio.

Paradossalmente la Juve sblocca con Bonucci da calcio d’angolo: proprio lui, con quella cattiveria che serve. Poi la Juve si scatena e difende attaccando.

Fuori Vucinic e Quagliarella, dentro Matri e Del Piero. Ma prima Quagliarella si era abbassato nella posizione di Vucinic e in questo modo ha potuto dialogare al meglio con Matri. Stupendo il raddoppio: uno-due con Matri e tocco di fino di Quagliarella sul palo più lontano. Secondo gol consecutivo, gol cercato, forse Fabio ha trovato quella sicurezza che gli mancava.

Palermo mai pericoloso. La difesa è granitica e da lì non si passa. Ottimo Marchisio nelle vesti di rifinitore. Perfetto Vidal come tuttocampista.

L’ingresso di Matri ha garantito maggiore peso specifico e maggiore profondità, sfruttate dagli inserimenti di Marchisio e da Del Piero nel finale.

Conclusioni

Juve mai doma, Juve sempre padrone del gioco. Strepitosa manovra con un Pirlo in stato di grazia. Finalmente gli attaccanti trovano il gol, ma soprattutto giocano a meraviglia, con quella giusta cattiveria tale da impensierire le difese.

La ritrovata condizione di Marchisio e Vidal, unita alla classe di Vucinic, consente alla Juve di pazientare nella costruzione e poi sferrare il colpo letale. Peccato perché nel primo tempo la squadra poteva già chiuderla. Unico difetto di una squadra obiettivamente pazzesca.

Sette giornate al termine: il destino è nelle nostre mani.

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Il tattico Conte: scacco matto in due mosse

Con un primo tempo assolutamente lento, su cui è gravata la prestazione di martedì notte, Conte aveva due opportunità: cambiare alcune pedine apparse obiettivamente stanche o ridisegnare il modulo.

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Ora, alzi la mano chi avrebbe fatto i suoi stessi identici cambi. Tutte basse, eh?!?

Mossa geniale. Quando al minuto 3 dalla panchina si sono alzati Del Piero e Bonucci non pochi hanno storto il naso mugugnando chissà quale esclamazione: “ma che vuole fare?”. In realtà è qui che Conte vince la partita.

Di fatto il primo tempo si è sviluppato su un canovaccio standard: Juve manovriera, con tanto possesso palla orizzontale, pochi inserimenti dei centrocampisti a supporto di Matri, prima punta isolata e ali larghe sì, ma inefficaci. Un po’ la stanchezza di Vucinic, un po’ la scarsa creatività di Pepe hanno imballato la manovra che ha avuto in Marchisio e Vidal due jolly eccezionali. Buona la mossa di Ranieri di piazzare Poli su Pirlo, ma il giovanotto non poteva reggere al carico di lavoro del bresciano e infatti dopo 5 minuti della ripresa il centrocampo nerazzurro era già sulle gambe.

Liberato Pirlo, peraltro davvero mai messo in difficoltà, e inconcludenti Zanetti e Stankovic (quest’ultimo in una strana veste non ben determinata: regista basso, mezz’ala o cosa?), ecco che a Conte viene in mente la mossa geniale. Passaggio al 3-5-2 e accorciamento della distanza fra i due attaccanti, che sono diventati Vucinic e Del Piero.

Perché geniale? Perché l’Inter ha cominciato a perdere le misure sulla mediana dove Conte ha disegnato una linea orizzontale che ha agito con sincronismi da paura: Pirlo basso a impostare il secondo passaggio, Vidal e Marchisio a ricevere e pronti a offendere, De Ceglie e Caceres ad allargare le maglie nerazzurre. In questo modo Vucinic e Del Piero hanno potuto giostrare a meraviglia perché ora Stankovic doveva stare attento alle incursioni di Vidal e Marchisio. Vucinic e Del Piero, a turno, hanno liberato lo spazio per il centrocampista abbassandosi sulla propria trequarti e andando a potenziare la batteria dei registi.

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Perso il punto di riferimento Matri, la difesa nerazzurra è andata nel pallone più totale: Caceres è stato un’autentica spina nel fianco sfiancando Nagatomo e costringendo al raddoppio il centrocampista (Obi) o costringendo Samuel a uscire dalla propria zona centrale; Lucio ha completamente perso di vista gli inserimenti di Marchisio e Vidal costretto a puntare uno fra Vucinic e Del Piero; Maicon doveva prestare attenzione al timido De Ceglie. Così in mezzo al campo restavano vuoti colmati dalle corse di Vidal e gli inserimenti della punta senza palla. Sono nate così le due colossali occasioni: la prima sciupata da Vucinic, la seconda capitalizzata da Del Piero.

Leonardo Bonucci

Il palleggio di Bonucci ha permesso alla Juve di migliorare la manovra

Ma tutto ciò sarebbe rimasto un mero progetto teorico senza l’apporto di Bonucci. Troppa cattiveria su questo ragazzo, davvero ingiustificata. Il suo inserimento ha registrato un reparto apparso svagato. Azzardato rilanciare Barzagli apparso un attimo contratto, più a suo agio Chiellini in veste di terzo difensore. Il palleggio di Bonucci è determinante nel gioco bianconero perché gli avversari sono costretti a perdere un uomo: uno va su Bonucci e uno va su Pirlo, cioè l’avversario è costretto a sacrificare o le due punte o una punta e un centrocampista. Il fulcro della Juve diventa un duo dai piedi buoni e così è stato.

Scellerata la mossa di Ranieri che ha tolto Poli, l’unico che poteva garantire filtro a centrocampo, non inserendo un Cambiasso, per esempio. A quel punto la Juve si ritrovava col triangolo magico costantemente in superiorità: il numero di tocchi fra Pirlo-Marchisio-Vidal ha consentito alla Juve di macinare il suo solito gioco e né Stankovic né Zanetti sono riusciti a rompere la catena di comando della manovra bianconera.

Vidal

La Juve ha ritrovato il suo fenomeno: King Arturo Vidal

Il resto l’ha fatta la classe. Superbo l’assist di Vidal, delizioso il tocco malefico di Del Piero. Un minuto prima Vucinic, che non può aver dimenticato come si calcia da martedì notte, aveva divorato un’occasione d’oro liberato da una magia del Capitano.

Al di là di queste azioni, la produzione di gioco offensivo della Juve del secondo tempo è nettamente migliorata. L’Inter che aveva giocato con i soliti lanci lunghi dalla difesa non è stata più capace di scavalcare la linea a 3, molto attenta, di Conte ed è rimasta imbrigliata nel tiki-taka bianconero.

Lezione a cura di Antonio Conte, uno dei pochi veri fenomeni delle panchine in Italia. Uno che unisce la qualità dei pensieri con la grinta propria del DNA bianconero. Gli ingredienti che hanno portato la Juve a un livello di spettacolarità ed efficacia devastanti. Scusate se è poco!

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