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Tag: del neri

La nemesi per l’Inter di Moratti

Per Massimo Moratti e la sua Inter è giunta l’ora della nemesi.

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Nel 1995, praticamente in concomitanza dell’approdo di Moggi alla Juventus, Moratti acquista l’Inter e per ben undici (11) anni prova inutilmente a vincere lo scudetto arrivando sempre sistematicamente alle spalle della Juventus di Moggi.

95-96 scudetto Milan                           – 11 dalla Juventus

96-97 scudetto Juventus                    -6 dalla Juventus

97-98 scudetto Juventus                    -5 dalla Juventus

98-99 scudetto Milan                           -8 dalla Juventus

99-00 scudetto Lazio                            -13 dalla Juventus

00-01 scudetto Roma                           -22 dalla Juventus

01-02 scudetto Juventus                    -2 dalla Juventus

02-03 scudetto Juventus                    -7 dalla Juventus

03-04 scudetto Milan                           -6 dalla Juventus

04-05 scudetto Juventus                    -14 dalla Juventus

05-06 scudetto Juventus                    -15 dalla Juventus

Moratti acquista di tutto e di più spendendo centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire: Zanetti, Roberto Carlos, Ince, Djorkaeff, Winter, Zamorano, Cruz, Simeone, Ronaldo, Recoba, Pirlo, Baggio, Peruzzi, Blanc, Jugovic, Di Biagio, Vieri, Cordoba, Seedorf, Mutu, Adriano,Toldo, Materazzi, Cannavaro, Almeyda, Crespo, Batistuta, Stankovic, Mihajlovic, Veron, Cambiasso, Davids, Julio Cesar, Samuel, Figo, Pizarro, Solari.

Cerca di acquistare anche Luciano Moggi, ma non ci riesce.

Non si rassegna alle proprie incapacità ed allora organizza con la Telecom di Tronchetti Provera la Farsopoli delle intercettazioni (dove vengono nascoste le sue telefonate e quelle del suo Presidente Facchetti) per distruggere Moggi e la Juventus. Si fa aiutare dal suo amico Guido Rossi ed approfitta delle guerre intestine al gruppo Agnelli dove John Elkann, Franzo Grande Stevens e Gabetti nulla fanno per difendere Moggi e Giraudo, uomini fidati del defunto Umberto Agnelli, padre di Andrea.

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Addirittura i suoi contatti con Cobolli Gigli e Blanc (messi da Elkann a sostituire di fatto Giraudo e Moggi) sono tali da riuscire a farsi dare dalla Juventus, da lui fatta retrocedere in serie B, Ibrahimovic e Vieira.

Mentre la Juventus risale dalla serie B e cerca inutilmente la sua identità, Moratti stravince facilmente campionati fasulli lasciando sistematicamente la Juventus a decine di punti di distacco.

06-07 scudetto Inter                            Juventus in serie B

07-08 scudetto Inter                            +13 sulla Juventus

08-09 scudetto Inter                            +10 sulla Juventus

09-10 scudetto Inter                            +27 sulla Juventus

10-11 scudetto Milan                           +18 sulla Juventus

Senza l’ostacolo Moggi le campagne acquisti dell’Inter diventano perfino facili o addirittura, come già detto, “aiutate”: Ibrahimovic, Vieira, Maicon, Grosso, Chivu, Muntari, Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito, Eto’o, Pandev.

Ma il popolo bianconero costringe Elkann a cacciare prima Cobolli Gigli e poi Blanc ed a chiamare Andrea Agnelli al capezzale della Juventus.

Dopo un anno sprecato con la scelta di Del Neri, Agnelli affida la squadra ad Antonio Conte.

La Juventus torna regina e l’Inter di Moratti (che nel frattempo acquista Ranocchia, Coutinho, Nagatomo, Pazzini, Alvarez, Forlan, Zarate, Jesus, Guarin, Handanovic, Pereira, Gargano, Palacio, Cassano, Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto e Rocchi) torna alla sua consueta mediocrità.

E il fasullo +27 sulla Juventus del 2010 si trasforma in un -26 nel 2012 ed addirittura in un -33 nel 2013.

11-12 scudetto Juventus                    -26 dalla Juventus

12-13 scudetto Juventus                    -33 dalla Juventus

Moggi è stato cancellato dal pianeta calico. Ma, terminato l’effetto Farsopoli, l’Inter è tornata ad essere quella di prima. Anzi è addirittura peggiorata.

È la nemesi.

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Lazio-Juventus 2-1 Sogno di una notte di mezz’estate (da antijuventino)

Come la Juve di Del Neri, come il testardo Ranieri. Che fine stiamo facendo, Juve? Apatica, abulica, senza mordente. Senza gioco nè idee, solo qualche triste lancio, qualche contrasto di nervi più che di lucidità. Solo la più pallida e squallida copia della Juve di Conte.

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Conte ci mette del suo. Il 3-5-2 non è digerito nè applicabile. Non ci sono le ali, non ci sono le energie e gli attaccanti non aiutano. Perchè insistere quando a centrocampo possiamo avere gente fresca per provare un 4-3-3 o un 4-4-2?

Il pivot centrale subisce lo scarso movimento di tutta la squadra: Pirlo, Pogba o Marrone hanno poche responsabilità nella produzione di così scarso gioco.

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La Juve è lenta e quando la palla arriva sulle fasce automaticamente viene ricacciata indietro. Ma un cross utile Isla non lo sa davvero fare? Una sovrapposizione? Un dribbling? È Bonucci che deve garantire la superiorità?

Non è un problema di gambe pesanti, ma un fattore psicologico inaspettato. La Juve non c’é. Pensava forse di aver già vinto, che bastava amministrare. Vergogna: stiamo buttando una intera stagione. Era alla portata tutto, ora tutto sembra una serie di ostacoli che ci fanno paura. Perchè la paura c’è: non già per gli avversari, ma per la pochezza di questa Juve. Paura di noi stessi. Paura che prima o poi il gol lo si prende per nostri errori o nostre disattenzioni. Paura di non riuscire nemmeno a tirare in porta.

Mai ci saremmo aspettati una squadra così. Non è una squadra di Conte e dalla dirigenza continuano ad arrivare vergognose dichiarazioni di finta guerra o di top player fantomatici. La verità è una: gli altri acquistano, a tassi vantaggiosi. Noi rimaniamo in mano agli usurai: coloro che non fischiano i rigori, coloro che non danno il via liberi ad affari che a questo punto sono più che necessari. Gli altri chiedono e ottengono punti e squalifiche corte, noi non riusciamo nemmeno a chiedere conto di un “non me la sono sentita”. Cornuti e mazziati.

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Giornata numero 15: fra regali e finte proteste

Si chiude la giornata numero 15 che consegna una classifica interessante. Un trenino di squadre che la Juve non è riuscita a staccare viste le due sconfitte e il pareggio nelle ultime 5 partite di campionato.

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Si blocca la Fiorentina di Montella a cui pesa l’assenza di Jovetic, ma soprattutto l’assenza di un attaccante di peso. Ottimo il centrocampo, vero motore viola, tecnico e propositivo. Così come interessante è il pacchetto arretrato che ieri ha mostrato un Savic in versione goleador. Insieme a Conte, Vincenzo Montella è il miglior allenatore di questa Serie A per meriti conquistati sul campo. In breve tempo ha dato una forte identità al suo gruppo di ragazzi e un gioco ragionato e bello a vedersi. Quanto durerà?

Ciro Ferrara comincia la rincorsa alla riconferma. Molto paziente la dirigenza doriana che lo ha tenuto anche dopo una serie pazzesca di sconfitte consecutive. Ma questa Samp c’è: tanti ragazzi motivati, qualcuno davvero molto interessante, uno schema di gioco che prevede tanto attacco, ma che è mortificato dall’assenza di un finalizzatore. Occhio a Icardi, ma certo questo ragazzo è molto più seconda punta che bomber vero e proprio. Servirebbe Maxi Lopez e servirebbe pure il miglior Eder in appoggio a uno che segni, altrimenti Ferrara dovrà sempre sperare negli inserimenti da dietro. Benissimo Poli, meno bene Obiang, mentre Maresca alterna ottime prestazioni a opache performance. D’altronde è difficile fare il regista in una squadra sprovvista di ali forti e di punte vere.

Controllare i bonifici in entrata a Garcia, prego. Perché è fin troppo goffo l’autogol che consente a Stramaccioni di respirare. Oggi a leggere la rassegna stampa si ha l’impressione di una corazzata, quella nerazzurra, che ha vinto in modo netto. La realtà è di un progetto inesistente, un continuo ballare fra moduli e giocate solo tentate, un disequilibrio totale fra i reparti. Il Palermo ha rinunciato a giocare e si è infilzato da solo: speriamo lo faccia pure la prossima giornata.

Al Napoli va tutto bene. Rigore concesso, giustamente, a un maestoso Cavani: dove sarebbe il Napoli senza questo strepitoso giocatore? E rigore non concesso al Pescara nonostante il risultato al sicuro (si era sul 4-1). Dopo Chievo e Cagliari… ancora silenzio sui partenopei, con Mazzarri che continua non lamentarsi per questi regali ricevuti. Coerenza.

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Come la coerenza di Galliani che dopo la Photoshoppata di un anno fa contro il Catania dimentica di annotare il regalo, l’ennesimo, che permette al Faraone di pareggiare la partita. Partita che non ha mostrato un Milan in crescita, anzi: solo che al Catania mancava un Gomez in grado di pungere la difesa rossonera. Ma non importa: oggi si parla di effetto-Berlusconi e noi approviamo: a questo ritmo lo scudetto diventa davvero possibile.

Zeman ci ringrazi. Non leggerà questo blog, ma avevamo sottolineato come un ragazzo come Destro non poteva non giocare e infatti. Doppietta, terzo gol in due gare, soprattutto una prestazione come sarebbe piaciuta a Conte. E’ uno degli attaccanti da tenere in considerazione perché ha potenzialità incredibili. Solo che Roma non è l’ambiente ideale in cui crescere. Approviamo inoltre la doppia esultanza: la professione è professione, l’attaccante gioca per segnare, Siena è stata solo una parentesi nella carriera di Destro… per quale cavolo di motivo doveva rimanere immobile e non esultare? Ipocrisia di un calcio che ha perso ogni valore.

Chi ha capito l’intervista di Del Neri a fine partita è un pezzo avanti nel parlare una lingua sconosciuta. Non sarà tutta colpa sua, di certo Preziosi sta trovando negli allenatori il giusto appiglio per una stagione che non poteva certo essere migliore. Lo Monaco lo aveva capito e denunciato: non si può operare per conto di Moratti e Berlusconi e poi sperare che le cose vadano bene in casa propria. Nonostante la rosa sia qualitativamente di medio livello, a Genova si registra un ambiente completamente scarico dove non esiste un leader se non quel gruppo di ultras. Questi sono i risultati.

La legge dell’ex punisce l’Atalanta di Colantuono. I bergamaschi vengono soffocati da Gabbiadini che goleador non lo sarà mai, ma certo una buona seconda punta. Agile, ottima tecnica, ma deve crescere tanto a livello tattico. Come è cresciuto Diamanti: che giocatore! Si prende ogni tipo di responsabilità, realizza una punizione da urlo, ma occhio a non volare alto con i sogni: meglio essere un fenomeno in provincia che perdersi in una big.

Chiudiamo con Ventura. Cercare di trovare una giustificazione per rivendicare una espulsione sacrosanta la dice lunga su quanto a Torino, sponda granata, stia soffrendo. I discorsi sui primi 30 minuti trovano respiro solo a livello teorico. Ci sarà la gara di ritorno per rifarsi, ma la lamentela per non aver spostato la gara di Coppa Italia e il tentativo di gridare allo scandalo, fortunatamente tentativo mai cavalcato davvero, è un pessimo esempio di sportività. La stessa sportività riconosciuta alla Juve nel postpartita contro il Milan.

La stessa sportività che non registriamo in una redazione che dovrebbe far compagnia a Sallusti: lo striscione di Pessotto non vale l’approfondimento (giusto!) sul vergognoso telone su Superga. Noi rivendichiamo un nostro concetto: quelli lì non sono tifosi, e secondo me sono sempre gli stessi imbecilli che si travestono di bianconero, nerazzurro o rossonero per sentirsi importanti. L’importanza è data proprio da servizi giornalistici che ne cantano le lodi. Sui 39 angeli bianconeri non si intervista Don Albertini e non si scomoda praticamente mezza Italia, mentre su Superga sì. Spiegateci la differenza: noi non la vediamo. Bestie sono e bestie restano indipendentemente dai colori tifati. Così non è per certe redazioni. Sallusti è troppo solo, chi vuole seguirlo?

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