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Tag: del piero (pagina 1 di 2)

Juventus-Fiorentina Comincia un duello lungo tre partite

E’ dal 1928 che la Fiorentina non riesce a scrollarsi di dosso un odio profondo e sincero verso i colori bianconeri. Un 11-0 che ha fatto malissimo, poi ripetuto con la UEFA del 1990 e il passaggio di Baggio alla Juve, senza dimenticare lo scudetto di Liam Brady.

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No: non può essere una partita normale a Firenze. Anche perché, vincendone anche solo una delle tre in programma in 12 giorni, per i tifosi viola sarebbe già un anno migliore. Differenza di obiettivi, differenza di storia. Piaccia o non piaccia.

Rientra Gomez nelle fila viola, mentre la Juve continua ad affidarsi a una delle migliori coppie gol degli ultimi 20 anni, in perfetta scia a Del Piero-Trezeguet. Pensare che sono costati soltanto 9 milioni di euro più bonus, Llorente più Tevez.

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Un trittico di partite ad alta tensione. In attesa di Napoli-Roma di stasera, il match a ora di pranzo può offrire diverse chiavi di lettura prospettiche per il campionato: può riaprirsi o chiudere definitivamente tutti i giochi. Mentre da giovedì comincia un’altra storia, ben più pesante, se visto dall’ottica di chi sta puntando un trofeo importante (dopo anni di digiuno).

Conte non si affida al turnover, se non per dare fiato a Bonucci (pronto Ogbonna). Squalificato Pirlo, tocca a Marchisio piazzarsi in cabina di regia, con l’occasione di sperimentare un ruolo che potrebbe già essere suo. Rientra Chiellini a sinistra, mentre i casi-mercato Pogba e Vidal hanno solo fatto vendere qualche giornale in più.

Juventus-Fiorentina Marchisio sostituisce Pirlo

#Mobasta: parola al campo.

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Semplicemente… Alessandro Del Piero

Oggi sono 39. Un mondo di auguri a una delle persone più belle che il nostro calcio abbia mai espresso. Un uomo vero. Un talento unico. Un professionista. Semplicemente… Alessandro Del Piero.

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Ricordo ancora la difficoltà di capire chi fosse mai quel ragazzotto con così tanti capelli ricci insidiare monumenti come Vialli e Ravanelli e perfino Roberto Baggio. Ricordo il primo gol. Sembrava la felice domenica di un ragazzino fortunato a sostituire Ravanelli e a trovare il gol con la maglia bianconera. Poi venne il 10, pesante eredità del Divin Codino ceduto per lasciare spazio a Alex Del Piero. La storia che ne seguirà la conoscete benissimo.

Ricordo infine le lacrime, naturali, ovvie, non banali, quando durante Juventus-Atalanta faceva il giro raccogliendo l’affetto immenso di tutto lo Stadium. Lacrime per l’ultima apparizione da giocatore. Da Capitano. Lui con quel sorriso, con la consapevolezza di aver scritto pagine uniche nella storia della Juve. Con la forza della semplicità e, insieme, della classe immensa e pura che è propria delle persone vere.

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19 anni di Juve. 19 anni di bianconero. Fra successi e perfino una lurida presenza nella serie cadetta per volontà di chi quella classe l’ha invidiata a tal punto da calpestarla con l’inganno.

Oggi sono 39 e lui è lontano. Una specie di altro mondo: Sydney, Australia. Là dove il pallone racconta altre storie, altre difficoltà. Eppure, a 39 anni, Alex Del Piero è ancora Alex Del Piero. Immortale. Impareggiabile.

Semplicemente… auguri Capitano.

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La polemica futile di Di Campli su Tevez e Del Piero

L’anno scorso fu molto furbo e parecchio bravo a curare i propri interessi. Figuriamoci, è questo l’obiettivo principale di un agente di calciatore. Stavolta però, dopo aver già detto quanto aveva detto, è andato fuori le righe e soprattutto su un terreno che farebbe a non calpestare più.

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Donato Di Campli, agente di Marco Verratti, dice la sua sull’eventuale maglia numero 10 data a Tevez:

La maglia di Del Piero a Tevez e’ rinnegare a vita un grande campione….. Senza parole!

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Sicuro? Avremmo voluta darla a Verratti, ma il ragazzo è stato sospinto verso Parigi attraverso una intelligente campagna di vendita. Ma non parliamo di etica o di altro.

Primo: non avrebbe senso. Prima o poi, come ha detto lo stesso Del Piero, quella maglia va data a qualcuno. In questo momento, poiché Messi non è prendibile, per la rosa che si ritrova Conte, è quasi naturale poggiarla sulle spalle di Tevez.

Secondo: quale strana strategia ci dovrebbe essere dietro l’assegnazione del numero 10? Con quale nome non si rinnegherebbe Del Piero?

Terzo: la sensazione, strana, è quella di un po’ di fango da buttare sulla Juve, magari oscurare l’acquisto di Tevez con una polemica futile, inutile e barbara. E proprio da questa sensazione nasce la paura (vostra, non nostra) che Marotta abbia acquistato un grande campione.

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La moviola-processo di Pistocchi parzialmente scremata

Perché dico “parzialmente scremata”? Cos’è: latte?

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No, semplicemente ho la partita intera dello scontro Juventus-Inter del 26 aprile 1998 con telecronaca in giapponese.

Ho anche il video della moviola di Pistocchi.

Ci sono aspetti di questa moviola (per non dire “tutta” la moviola) che non mi convincono.

Chi vide in diretta la trasmissione, quella sera, o chi ha visto il video in due parti che la ripropone su YouTube, ha visto una moviola che dava l’idea di un arbitraggio pro-Juve al di là dell’episodio tra Iuliano e Ronaldo.

Nulla di più falso. Già, anche qui. Come nell’articolo precedente.

Perché? Perché quella moviola non rispecchia la realtà. Perché per Pistocchi ogni fallo juventino diventa da ammonizione. Vedere come enfatizza due interventi di Torricelli. Eppure, tra questi due interventi, quello in cui vuole il cartellino giallo al bianconero per un fallo su Djorkaeff, non mi convince. A centrocampo, Djorkaeff intercetta un retropassaggio di Zidane, Torricelli cerca di calciarla, ma interviene con un attimo di ritardo e la manca. Ci sta il fallo? Dalle immagini si vede un Torricelli che toglie via subito la gamba per evitare di colpire Djorkaeff e il francese che cade senza essere stato colpito. A questo proposito, mancano le immagini riprese dall’altra parte del campo (dall’angolazione di bordo campo in cui, come vedremo, viene ripreso un intervento di Colonnese su Inzaghi, come spiegherò più avanti), che forse dimostrerebbero meglio che un contatto non c’è stato. Anche perché la gamba di Torricelli è più in alto del ginocchio di Djorkaeff. Djorkaeff solleva i piedi da terra e piega le ginocchia come fosse stato sgambettato sulla caviglia (quella sinistra, per la precisione). Ma ciò non avviene! Djorkaeff sembra anche darsi una spinta col piede destro per cadere.

Pistocchi si dimentica (o forse ha fatto un taglia e cuci delle cose che gli interessavano, quasi fosse un Auricchio) che diversi minuti prima del primo intervento di Torricelli che contesta (quello su Ronaldo), Fresi fa un fallo abbastanza deciso su Inzaghi (gli rifila una ginocchiata sulla coscia destra) al 10′ del primo tempo. Ceccarini non ammonisce il nerazzurro.

Sempre il tifosissimo Pistocchi propone due falli ravvicinati di Davids su Cauet al 38′ e al 40′, come se la mancata ammonizione del primo fallo avesse falsato l’intera partita. Fosse successo a parti invertite, probabilmente il primo fallo (che non è stato ammonito) non sarebbe comparso nella moviola. Oppure sarebbe stato minimizzato, togliendo fuori la scusa del riconoscimento di un certo margine di discrezionalità all’arbitro e che in questi casi il regolamento si interpreta (come ho sentito dire in RAI, durante l’intervallo del derby milanese della Supercoppa 2011, su un fallo di Gattuso non ammonito, mi sembra su Sneijder)…

Passiamo al secondo tempo. Secondo minuto. Intervento di Colonnese su Inzaghi e successivo fallo di Iuliano su Moriero. Pistocchi li definisce “molto simili”(?).

Pistocchi vuole il giallo per entrambi.

Guardiamo attentamente gli episodi. Prima di tutto, Colonnese su Inzaghi avviene circa 5 secondi prima di Iuliano su Moriero. È un intervento molto scomposto, palesemente in ritardo: Inzaghi spazza la palla e Colonnese gli stampa il piede a martello sulla caviglia. Come intervento sarebbe da rosso, senza se e senza ma, perché rischia di rompere la caviglia all’avversario. Ceccarini sbaglia, qui, a non fischiare e 5 secondi dopo fischia il fallo di Iuliano su Moriero. Questo fallo è un semplice pestone al piede, probabilmente meritevole di giallo (accontentiamo Pistocchi, qua). Ma è nato da un fallo (ben più grave) non fischiato giusto 5 secondi prima. Un po’ come la tirata di capelli di Chiellini a Cavani che è arrivata dopo che l’uruguayo aveva rifilato una ginocchiata al Chiello. È meglio dire, dunque, rosso a Colonnese e giallo a Iuliano. Ma il fallo di Iuliano non doveva esistere, questo è il punto!

Passiamo più avanti. Qualche minuto prima del “rigoresuronaldo”, Simeone commette fallo su Davids, che a sua volta reagisce, e si scatena un putiferio, con Colonnese assetato di sangue. A questo proposito, Ceccarini dirà, in un’intervista al Corriere della Sera dell’agosto 1998, “L’intervento di Davids non l’ho visto; per questo non l’ho espulso”. Notare come Ceccarini ammetta di aver sbagliato sull’episodio della reazione su Simeone e non sul primo fallo dell’olandese su Cauet al 38′ del primo tempo.

Poco prima, dopo l’ingresso di Zamorano (che rilevava Moriero in occasione di un calcio d’angolo qualche minuto prima), era avvenuto un fatto strano. L’Inter doveva battere una punizione. Per inciso, la punizione per la trattenuta di Iuliano su Ronaldo, che costa il giallo al n.13 bianconero. E anche qui Pistocchi mette il fatto sotto la lente di ingrandimento, che ha come protagonista proprio il buon Mark (probabilmente per dire che questa ammonizione, sommata a quella precedente che non è arrivata, l’avrebbe espulso). L’area della Juve è affollata, Birindelli rileva Montero e si può procedere con la punizione. Ma Ceccarini interrompe il gioco per un episodio poco chiaro avvenuto in area. Gli interisti, con Zamorano in testa, lamentano una gomitata sullo stesso giocatore cileno, che la mima. Pare, però, che lo stesso Zamorano avesse reagito su Iuliano. Di quel momento, purtroppo, ci sono solo le immagini dell’inquadratura televisiva, che non chiarirà mai quanto successo. Pistocchi aveva la moviola per chiarire quest’episodio. Poteva far spuntare le immagini da bordo campo (che invece compaiono per lo scontro Iuliano-Ronaldo del 70′). E invece non lo menziona nemmeno. Noi, non avendo le immagini più vicine possibile all’azione, non sapremo mai cosa sia successo.

Anche per il rigore su Del Piero, Pistocchi minimizza a livelli ridicoli. Non solo minimizza il contatto, facendo vedere solo il momento iniziale, in cui West ancora non colpisce Del Piero; ma non parla di cartellini (e West era ultimo uomo). Inoltre crocifigge Ceccarini per non aver fermato l’azione quando Simoni era entrato in campo a protestare. Dicendo così, fa questo ragionamento: il rigore su Del Piero è meno netto di quello su Ronaldo, ma non doveva nascere perché anche non fischiando quello su Ronaldo, l’azione, per regolamento, andava fermata perché Simoni era entrato in campo a protestare.

Ragionamento, se vogliamo, anche giusto, per quanto riguarda il rigore che non sarebbe dovuto arrivare. Ma non poteva farlo pure per il fallo di Iuliano su Moriero, allora?

Intanto il rigore di West su Del Piero è netto, perché il difensore colpisce Alex a livello della coscia e lo falcia in pieno. Anche qui, l’intervento è scomposto e West era pure ultimo uomo! Del Piero sbaglia il rigore che, così, non inciderà sul risultato.

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Guardando la partita, poi, ho notato un altro episodio meritevole di moviola. Siamo circa al 10′ minuto del secondo tempo. Del Piero in possesso palla viene seguito sul fondo da Fresi, il quale gli rifila un colpo al volto (probabilmente, una gomitata) per vincere il contrasto e sradicargli la palla. E questo, Pistocchi?

Pistocchi mette anche uno sgambetto da dietro di Deschamps su Cauet. A suo dire, anche qui ci voleva un giallo. Per Deschamps.

Ma, guardando la partita, ho visto sgambetti da dietro degli interisti sugli juventini. Anche in questi casi, non ammoniti.

Alla mezz’ora, su rimessa laterale, Fresi e Cauet chiudono Del Piero, con il francese che sgambetta Alex da dietro. Pistocchi, quest’altro episodio non era forse meritevole di finire sulla moviola?

Durante i minuti di recupero del secondo tempo, Fresi sgambetta malamente, anche qui da dietro, Pecchia a centrocampo. Anche qui, nessun giallo. E quest’altro, Pistocchi non l’ha visto?

Vorrei far notare che l’unico sgambetto da dietro che Ceccarini ammonisce è quello di Zamorano su Davids, avvenuto prima della reazione dell’olandese su Simeone.

Nel caso dei falli da ammonizione juventini, Pistocchi afferma che durante il campionato gli interventi da ammonizione sono sempre stati puniti col giallo. Al che, chiede conferma all’accondiscente Baggio, che conferma in maniera non troppo convincente le parole di Pistocchi.

Falso anche questo, perché se andiamo a vedere diversi falli molto decisi di Bergomi, Galante, West, Colonnese, Fresi in varie partite, certi loro interventi non sono mai stati ammoniti!

E questo è stato uno dei punti più disgustosi di questa moviola orientante.

E, per finire, vorrei chiudere con questo episodio curioso, avvenuto all’ultimo minuto di recupero, con Cauet che va a bloccare intenzionalmente Del Piero, il quale l’aveva saltato e si stava spostando verso destra per evitarlo…

Qui, Pistocchi si guarda bene dal citare quest’episodio, confrontarlo con quello di 25 minuti prima e dare ragione a Del Piero…

PS: Appena possibile, pubblicherò queste sequenze in video.

 

Aggiornamento 24/11/2014: Ho pubblicato il video su Zippcast, perché non mi è possibile caricarlo sul mio canale ufficiale di Metacafe.

Contromoviola

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Totti: il mio Capitano non ha mai fatto certe cose!

Forte, fortissimo, e come dire il contrario? Una botta terribile da fuori che avrebbe piegato la mano a Buffon. A Buffon, mica a Castellazzi o Amelia. Ma poi non bisogna andare oltre e farla fuori dal vaso.

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Perché io ho avuto un Capitano, anzi più di uno. Ho visto la fascia sul braccio di Vialli, poi su quella di Conte, poi su quella di Del Piero che l’ha indossata con una eleganza impareggiabile. Ho visto pure la fascia sul braccio di Baresi e poi di Maldini. Tanto per citare qualche nome.

Epperò non ho mai visto una fascia di capitano fare gesti inconsulti e vergognosi, da cattiva pubblicità. Non ho mai visto una fascia di capitano ragionare come un macellaio. Forse perché, romantico come sono, associo la fascia a persone che la meritano: e non già perché sono i numeri uno (perciò mi ricordo pure di Buffon) sul campo, ma anche fuori.

Baresi, Maldini, Del Piero. Come direbbe Di Pietro “ma che c’azzeccano con Totti”?

Io non ho mai visto Maldini e Del Piero sputare in un campionato europeo a un avversario:

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Lo sputo di Totti a Poulsen all'Europeo

Lo sputo di Totti a Poulsen all’Europeo

E non ho mai visto Maldini e Del Piero tirare calci violenti agli avversari, con quello sguardo poi:

Totti e il violento calcione a Balotelli

Totti e il violento calcione a Balotelli

Non ho mai visto Maldini e Del Piero calpestare gli avversari dopo un recupero palla:

Totti calpesta un avversario

Totti calpesta un avversario

Non ho mai visto Maldini e Del Piero prendere a cazzotti un avversario:

Il pugno di Totti a Colonnese

Il pugno di Totti a Colonnese

Non ho mai visto Maldini e Totti entrare con così violenza intenzionale su un avversario (e non è certo la prima entrata di Totti, solo l’ultima in ordina cronologico):

Il fallaccio di Totti su Pirlo

Il fallaccio di Totti su Pirlo

E terminiamo qui la lista, altrimenti facciamo notte.

I miei esempi sono altri. Ho visto Capitani come Baresi e Vialli, Maldini e Del Piero. Non scomodateli: ne va dell’onestà intellettuale e del rispetto che si deve a questi Campioni!

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La Juve, i giovani, i 20 milioni di euro e un dubbio

Oggi Tuttosport fa i conti in tasca alla Juve. Semplice farli, ogni tanto pure noi indaghiamo il livello economico dei bianconeri e quindi la somma viene facile. Il tema però è di quelli importanti: i giovani, cioè il futuro. Ed ecco il primo equivoco: futuro, non già presente.

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Il mio personale nastro dei ricordi non può tornare indietro al 1993 quando un talentuoso Roberto Baggio, prossimo pallone d’oro, venne sostituito da un giovanotto con una montagna di capelloni ricci. Poi il ragazzo fu confermato e l’anno successivo, spesso col numero 16, subentrò parecchie volte al posto di quel numero 10. Giocò così bene, impressionò per classe e senso tattico, che Moggi e Giraudo decisero, rischiando parecchio, di vendere il Divin Codino Baggio e assegnare il numero 10 proprio ad Alessandro Del Piero. Comincia così una delle più belle storie del calcio. Il calcio che conta, quello che vede un uomo primeggiare per 18 lunghissimi anni.

Oggi può esistere un Del Piero? Un nuovo Del Piero? Tecnicamente no, a livello di personalità nemmeno, e a livello di storia? La sto prendendo larga e allora la dico bene.

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Paratici ha lavorato stupendamente coi giovani. Il rapporto Nedved-Raiola può essere decisivo per il prossimo mercato bianconero (vedi il caso Pogba), così come l’appeal di Conte può giovare a tutta la Juve in sede di trattative. Fin qui i bianconeri hanno investito oltre 20 milioni di euro nell’acquisto di talentini dai 18 anni in giù. Contando la Primavera e la Prima Squadra Marotta ha chiuso ben oltre 60 operazioni di compravendita. Un numero mostruoso, ma ci chiediamo quali siano i risultati tangibili di questa mole di lavoro.

Chi fra questi giovani ha meritato un posto in Prima Squadra? Pogba e Marrone a parte, quale fra i giovani di talento sono stati lanciati dalla Juve? I vari Immobile e Boakye, o Ekdal e Masi, per non dimenticare la caterva di ragazzi cresciuti alla Juve, ebbene fra questi nessuno è riuscito a rimanere in Prima Squadra. Abbiamo sollevato più volte il dubbio che puntare su Lucio e far andare via Masi non sia stata una grande trovata. A meno che per forza di cose Masi debba tornare a Torino con 6 anni di esperienza fra A e B. Guarda il caso Criscito che era nostro e che l’abbiamo fatto andare via. E rischiamo le stesse situazioni su Gabbiadini e tutti gli altri.

Perché manca il coraggio di rischiare sui giovani? Del Piero non aveva mica 25 anni quando decisero di assegnargli la numero 10 (e non la 12: ogni riferimento non è affatto casuale). Forse si avrebbe anche più pazienza con un Masi piuttosto che un Peluso arrivato da un po’ di giorni e già sulla graticola per almeno tre gravissime disattenzioni (una delle quali è costata la qualificazione in Coppa Italia). Perdoneremmo di più la mancanza di qualità o di esperienza a giovanotto come Immobile piuttosto che continuare a sperare che Quagliarella e Matri (o Amauri e Iaquinta) si sblocchino definitivamente.

Perché la gestione Moggi mi aveva insegnato qualcosa di molto semplice. Quando la Juve faceva fatica a centrocampo, col solo Emerson a garantire quella qualità indispensabile per chi vuole dettare legge, piuttosto che cinque operazioni di medio livello, ne basta una per il definitivo salto di qualità. Maresca venduto in Spagna e Vieira comprato a Londra. Arrivarono così “91 punti, teste di cazzo!” (cit. Mughini). Così come il primo anno di Capello bastò prendere un Cannavaro (scambiato col secondo portiere Carini) e spendere appena 19 milioni di euro per Ibrahimovic per dominare due campionati di fila. E questa Juve di Conte cosa avrebbe fatto con un Ibra là davanti?

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Il Pallone d’Oro al più forte in campo: giusto darlo a Messi

Esistono ere e questa è certamente quella di Messi. Certamente aiutato da una squadra sublime, costruita nel tempo e con una cultura tattica molto solida, ma Messi ha un talento così cristallino che anche solo obiettare al quarto pallone d’oro sembra una bestemmia.

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Il titolo di Pallone d’Oro troppe volte è stato assegnato su base politica. Un esempio: Sammer quando forse lo meritava Del Piero, Cannavaro (Capitano dell’Italia quattro volte campione del mondo) invece di Buffon (il portiere più forte, per distacco, degli ultimi 30 anni). Finalmente da un po’ di anni viene assegnato su base meritocratica.

Forse sono saltati alcuni parametri. Forse.

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In Spagna è più facile segnare? Pare, parrebbe di sì e allora come devono essere calcolati i gol segnati in Spagna? Con un fattore tipo 0.7 rispetto a quelli segnati in Italia? Bene, e allora che dire delle 56 reti in Champions League in poco più di 70 presenze? Sono le cifre di Lionel Messi. Che dire dei gol totali in un anno solare, record appena stracciato?

Il Pallone d’Oro va al miglior giocatore in assoluto, con una continuità che fa davvero paura, indipendentemente dai parametri che vogliamo valutare o modificare. Questo ragazzo ha già segnato 289 reti in maglia blaugrana. Vediamo gli ultimi anni: nel 2008/2009 mette dentro 38 reti, nel 2009/2010 segna 47 gol, nel 2010/2011 la butta dentro 53 volte, l’anno scorso ha timbrato 73 marcature e quest’anno siamo invece a quota 36. La media la lascio al lettore, ma bastano queste cifre per certificare che questo calciatore è fuori dalla media.

Un livello superiore per caratteristiche tecniche e per incisività nel gioco della squadra. D’accordo che il collettivo del Barcelona è superiore a tutte le squadre al mondo, uno dei migliori della storia, ma i numeri di Messi vanno al di là di questo collettivo. D’altronde anche Zidane ha beneficiato di due Juventus superlative e di una Francia incredibile, così come tutti gli altri. Solo Maradona forse ha saputo spostare da solo gran parte degli equilibri.

Il punto ora è: è giusto dare il premio a Messi per la quarta volta? La controdomanda in realtà dovrebbe essere: esiste un numero minimo di volte? Se Messi continua con questi numeri e magari continuando a incrementare la propria bacheca, allora pare logico che anche il prossimo anno sia uno dei pretendenti a questo premio. Tocca agli altri pareggiare i conti.

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Chiudiamo bene l’anno: c’è il Cagliari

Antonio Conte ha messo in guardia i suoi: guai a rilassarsi, proprio ora, proprio adesso che bisogna accelerare e dare un altro segnale a chi gufa ormai da un anno e più.

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La Juve guarda tutti dall’alto della sua incredibile classifica. E’ in buona salute fisica nonostante qualche acciacco (Chiellini e Pepe out, Vucinic non al meglio) e ha diverse carte da potersi giocare.

Rientra Pogba, ma Conte è intenzionato a mandare in campo i migliori 11. La formazione la daremo solo dopo pranzo, ma sembra ormai fatta. Giovinco guiderà l’attacco e ci mancherebbe: per molti è una delle pedine più importanti nello scacchiere del tecnico, e questo perché consente soluzioni che l’anno scorso non avevamo. Crescerà anche sul piano della realizzazione (quanti errori contro l’Atalanta?) e ha bisogno del pieno sostegno dei tifosi. Conte crede tantissimo in lui e, di riflesso, dobbiamo farlo pure noi.

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C’è il Cagliari, in leggera flessione rispetto all’arrivo del duo che sta in panchina. C’è Cellino che ha già cominciato a ritagliarsi un po’ di spazio sui giornali e in TV. E’ colpa della Juve se non si gioca a Quartu, è tutta colpa della Juve. E’ solo colpa della Juve. E allora prendiamocela tutta questa colpa.

Voglio una squadra feroce, senza pause. Voglio un Vidal in gol, voglio un Pirlo ancora sublime, voglio tante reti e non ne voglio subire nemmeno una. E’ l’ultima partita dell’anno, l’ultimo sforzo in un 2012 che resterà impresso nella mia mente come pochi altri anni solari.

Un magnifico Conte ha guidato una delle Juventus più belle e più forti. Assurdo giocare su paragoni impossibili, ma riguardando le immagini del passato è oggettivo constatare come quella di Conte abbia una identità e un gioco difficilmente rintracciabile nelle Juventus di Trapattoni o di Lippi. Con meno Zidane o Platini, con meno Del Piero e Trezeguet, ma con un copione di assoluto livello. Prima c’era Furino, poi ci fu Deschamps, ma oggi c’è Pirlo. Prima c’era Tardelli, poi ci fu Davids, ma oggi c’è Vidal. Prima c’era Zoff o Tacconi, poi ci fu Peruzzi, ma oggi c’è Buffon. Prima c’era Trapattoni, poi ci fu Lippi, ma oggi… e ringrazio il Cielo ogni mattina… c’è Antonio Conte.

Ultimo strappo del 2012, mandiamo in frantumi i fegati di chi affannosamente cerca di ostacolarci. Poi un po’ di vacanza e poi un altro anno magnifico. I believe in Antonio Conte!

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ITALJUVE (però controvoglia)

Le ultime notizie provenienti dalla Nazionale parlano di una formazione contro la Bulgaria con sette juventini: Buffon; Barzagli, Bonucci, Ogbonna; Maggio, De Rossi(Nocerino), Pirlo, Marchisio, Giaccherini; Giovinco, Osvaldo.

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Se trascuriamo il fatto che la Nazionale è la squadra di Abete, per cui nessuno juventino dovrebbe giocarci, e ci concentriamo sul fatto che rappresenta l’Italia, la Juventus sta di nuovo coprendosi di medaglie.

E a chi dice che la Juventus in campo europeo e mondiale non ha vinto quanto il Milan, ricordiamo che nessun numero di Champions League o di Coppe Intercontinentali  può uguagliare il peso di un, uno solo, campionato del mondo. E noi abbiamo partecipato corposamente alla conquista di quattro campionati del mondo. Quattro stelle molto nostre più tre stelle tutte nostre.

Chiaro a tutti?

Rincomincia l’avventura mondiale, e si chiede aiuto, al solito, alla Juventus.

Senza andare indietro al ’34 ed al ’38, troppo lontani per essere ricordati, dove comunque parteciparono Combi, Rosetta, Monti, Bertolini, Ferrari, Orsi, Borel II, Foni, Rava, possiamo rinfrescarci la memoria con il trionfo del 2006 presenti Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Camoranesi e Del Piero e con il trionfo del 1982 presenti  Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi.

Il massimo delle presenze le contammo in Italia-Ungheria 3-1 del  1978 (finimmo con un ottimo quarto posto e con il miglior calcio giocato, riconosciuto da tutti): Zoff; Gentile, Cabrini (Cuccureddu); Benetti, Bellugi, Scirea; Causio, Tardelli, Rossi, Antognoni, Bettega (Graziani).

Sempre tanta Juve.

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Ma c’è molta differenza tra i nove juventini del 1978 ed i probabili sette juventini contro la Bulgaria (e manca Chiellini).

Nel ’78 non giocavano stranieri nel nostro campionato. La Juventus nel ’77 aveva vinto la Coppa UEFA con tutti italiani, mai riuscito a nessun altra squadra italiana! Ora gli stranieri sono quasi più degli italiani. L’Inter ladrona  arrivò a giocare con undici-undici stranieri. Dando quindi un gran contributo alla Nazionale e meritandosi per questo imperitura gratitudine da parte di Abete.

Noi riusciamo a dare alla Nazionale sette-otto giocatori nel 2012. Un esempio, oltre che un merito.

Ma nessuno ci dirà grazie. Noi dobbiamo dare e nel contempo subire.

E se siamo orgogliosi dei nostri campioni che vanno nel mondo ad onorare la maglia azzurra e la Juventus, siamo anche incazzati al pensiero che eventuali successi possano portare onori e meriti (ma quali meriti?) ad Abete.

Noi siamo bravi, siamo disponibili a lasciare che i nostri campioni vestano la maglia azzurra, ma non siamo coglioni.

Rivogliamo i 2 scudetti, i 400 milioni di euro ed il nostro allenatore.

Chiaro, Abete?

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Sapessi come è strano… il ritiro senza il Capitano

Eh sì, 19 anni non si scordano facilmente. E come fai? Con quei numeri spaventosi e tutta quella mole di ricordi, quasi tutti positivi. Quelli negativi si contano davvero sulle punta delle dita di una mano: l’infortunio in quell’ottobre maledetto, la finale bacata di Euro2000, le tre champions perse in finale, il diluvio di Perugia. E poi?

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Poi una caterva di magie, di gol, di presenze, di linguacce, di corse in quel campo così lungamente dominato da un talento sconfinato.

La prima estate senza Alessandro Del Piero è cominciata. Il primo anno senza il Capitano dei Capitani, uno dei più amati. Di certo uno che i record li terrà ben stretti forse per sempre visto come è cambiato il calcio.

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La Juve si ritrova a Chatillon dopo quel 1995, quando proprio Alex Del Piero ereditò da Roberto Baggio la maglia numero 10. Giambattista Vico sarebbe contento di questi corsi e ricorsi storici. A chi la maglia numero 10? Per il momento ancora ad Alessandro Del Piero a vedere le bancarelle e a leggere le statistiche di vendita. E’ sempre lui, anche quando non c’è, a monopolizzare i sogni dei bambini arrivati a Chatillon.

E dopo il 1998 toccherà a qualcun altro indossare la fascia di Capitano e guidare l’11 che scenderà in campo. A Gigi Buffon, altro uomo di indubbio talento, altro uomo vero e bianconero vero. Resta da capire se oltre a Pirlo e Buffon ci siano altri in grado di rilevarne l’impressionante carisma . Le nostre speranze sono tutte rivolte verso Claudio Marchisio, uno dei ragazzi per bene che vestono la maglia Juve e che ha tutte le caratteristiche di personalità per essere un leader vero.

Intanto si comincia. La Juve è al lavoro… senza il suo Capitano. Mamma come è strano!!!

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