Menu Chiudi

Tag: delaurentiis (pagina 1 di 2)

De Laurentiis e la SuperCoppa: fra film e politica

Pechino o Italia? Qualche giorno fa sembrava tutto deciso: 19 agosto a Pechino, tranne che c’è un piccolo problema. Il piccolo problema riguarda la stressante trasferta e il campionato alle porte.

Advertisment

De Laurentiis punta tutto sulla tappa cinese per pure ragioni di marketing: è questa una delle rare occasioni per il Napoli di portare il proprio marchio oltre Oceano.

Andrea Agnelli, ma soprattutto Antonio Conte hanno sposato una linea di pensiero molto ragionata. La trasferta è davvero troppo pesante e ci sarebbe poco spazio per recuperare e preparare la prima giornata di campionato. Il che appare realmente inutile.

Advertisment

Completamente senza senso inoltre l’ipotesi di De Laurentiis di rinviare la prima giornata o semplicemente annullarla solo per Juve e Napoli: a che pro? Questo rinvio peserebbe sull’eventuale recupero: la Juve ha la Champions, il Napoli chissà… quando recuperare la prima giornata?

Ed ecco l’uscita spericolata, non la prima: “o Pechino o noi non giochiamo“. Verrebbe da rispondere “e ‘sti cazzi”, ma proviamo a ragionare, ammesso di trovare un interlocutore normale. Questa minaccia è gratuita e volgare, più o meno assurda come la fuga in motorino. Ennesima caduta di stile di un uomo che prima o poi dovrà decidere fra lo sport e lo spettacolo.

La scelta di giocare a Pechino il 19 agosto non è purtroppo possibile. Bene ha detto Andrea Agnelli “ok Pechino, ma bisogna anticipare di una settimana“. Ed ecco un altro inghippo. De Laurentiis ha già preso impegni per un’amichevole il giorno 11 agosto. Nella sua mente vale più l’amichevole rispetto alla SuperCoppa, a conferma di come le operazioni di spettacolarizzazione del Napoli abbiano preso il sopravvento sulla realtà dei fatti.

Se Pechino deve essere allora la data non può che essere quella, altrimenti ok il 19 agosto ma la location sarà l’Italia. E ora la palla passa alla FIGC che dovrà decidere: varrà il peso politico di De Laurentiis o verrà privilegiato il ragionamento?

Advertisment

De Laurentiis: ci risiamo!

Che mercoledì amaro. Sicuramente non lo ripeteranno più. E pensare che De Laurentiis l’aveva detto ad agosto: “siete delle merde, voglio tornare a fare cinema”. Mai che rispettasse le promesse.

Advertisment

La maschera da leone di Inler, inseguito e strappato alla Juve sol perché la Juve intanto aveva trovato Vidal (pagato, ma non lo dite a De Laurentiis, molto molto meno dello svizzero), è solo una maschera appunto. Nella realtà i leoni dello scorso anno non ci sono più. E se ci sono appaiono comunque in rare occasioni.

Nella vita, e nel calcio questa regola viene drammaticamente amplificata, ripetersi è sempre difficile. Ed è l’unica cosa che conta se vuoi appropriarti di alcuni aggettivi. Aggettivi che hanno dentro un significato troppo grande per poterlo ignorare.

Campione, dirigente, onesto, leale, vincente, intelligente… non ci crede più nessuno all’estero. E noi diamo loro in pasto tutte le occasioni per confermare questa non-credenza. Di fatto, siamo noi stessi il problema del calcio italiano.

Advertisment

Guarda De Laurentiis e non ci capisci nulla. In Champions con onore e merito, eppure  in campionato il Napoli è lontano parente di quello dello scorso anno. Reggere a livello caratteriale il doppio impegno non è mai facile. Gli errori dirigenziali sono più che evidenti: forse non serviva proprio Inler, forse non serviva cedere Pazienza, forse serviva proprio Criscito, forse serviva un attaccante vero in sostituzione di Cavani che non può giocarle tutte né può replicare l’annata bestiale dello scorso anno. Di certo non serviva Vargas, ora e soprattutto non è stato richiesto da Mazzarri. Mazzarri che non riesce più a dare equilibrio al suo Napoli cui rimane la ferocia e il contropiede. Non bastevoli quest’anno.

Guarda De Laurentiis e vedi come non esiste in Italia l’ammissione di responsabilità. Quando le cose vanno bene è merito tuo, quando le cose vanno male è sempre colpa degli altri. E c’è sempre qualcuno cui dare la colpa: gli arbitri, i dirigenti avversari, chi stila i calendari, chi manda la squadra in campo, chi scrive sui giornali, perfino gli stessi tifosi che si chiedono perché il Napoli stenti così in campionato.

Concetto adorato a Milano, e adesso pure a Napoli vista la strettanza di rapporti.

Quindi ieri non è stata colpa di Lavezzi e Hamsik e di Inler ampiamente bocciati in campo, né merito del Cesena aver eretto la solita ammucchiata davanti a un Antonioli comunque incerto. Già la Juve era stata costretta a rivolgersi a un superMarchisio per aver la meglio sui bianconeri meno famosi (o all’accordo famoso fra Vidal che non guardava e Rodriguez che non parlava), e quindi il pareggio di ieri ci sta. Se non segna Cavani e non si trova il gol da fuori, questo Napoli stenta. Ne sappiamo molto noi bianconeri con Iaquinta e Amauri.

Gli arbitraggi sono sempre quelli in Italia: favoriscono chi devono favorire e poi la polemica è sempre rivolta contro la Juve. E’ un classico, ci siamo abituati. Solo che quel maledetto Conte proprio non ci sta a perdere… e questo a Milano e Napoli dà molto fastidio. Intanto si accordano già per rinviare la partita di domenica, per arrivare freschi in Coppa Italia. Auguri a tutti e due. Di vero cuore. Sincero.

Advertisment

Rinvio Parma-Juve? Il Parma non ha le coppe come il Napoli

Esiste davvero la possibilità di un rinvio di Parma-Juventus di questa sera?

Advertisment

Se lo chiede la rete, milioni di tifosi incollati a Twitter o sui blog o sui portali. Il Meteo sembra chiaro: arriva il gelo, arriverà la nevicata, da stasera in poi.

Advertisment

Le condizioni del campo sembrano buone, certo sfavorirebbero chi intende giocare a calcio, palla a terra, sfruttando più la tecnica del fisico e già così è una mezza vittoria di Conte (intendo il pensiero). A preoccupare sono invece le tifoserie. In questo Paese così malato è proprio questo il rischio: gli spalti potrebbero essere gelati, con gli spettatori costretti all’impresa pur di assistere a una partita di calcio.

Allora, si gioca o ci sarà rinvio? La Juve è pronta, il Parma di Donadoni pure e io certamente mi fido di Ghirardi che non è De Laurentiis. Inoltre nella giunta parmense non esistono gli stessi elementi che hanno deciso il rinvio di Napoli-Juve per “fatti loro”.

Comunque, se non si dovesse giocare… speriamo ci avvisino per tempo.

Advertisment

La buffonata del Tavolo della Pace

Chissà cosa speravano di ottenere. Come al gioco dei pacchi: ti offro questo se tu mi restituisci quello.

Advertisment

Soprattutto non capisco perché l’Italia si è fatta fregare così clamorosamente da un tavolo che serviva solo a curare gli interessi delle cosidette big.

Cosa c’entrava De Laurentiis a questo incontro? Idiota la frase:

Mi hanno invitato perché porto idee nuove.

Advertisment

Quali idee? Questo signore scambia continuamente il palcoscenico col mondo reale. E non ci facciamo una bella figura fuori dal campo, contrariamente a quando il Napoli riesce ad avere la meglio nel proprio girone per esempio.

Curioso, ma ormai non fa più notizia, il doppio-Moratti: prima spavaldo, convinto della protezione dei suoi amichetti Abete e Petrucci, poi scuro in volto. Andrea Agnelli deve averle suonate per bene a tutti. Il che mi riempie di orgoglio perché avevo paura avesse ceduto alla trappola organizzata.

Invece è un nulla di fatto questa pagliacciata. Pagliacciata, guarda un po’ i casi della vita, organizzati da due che in un circo sarebbero protagonisti. CONI e FIGC cosa speravano? Di far rinunciare ai propri diritti un club, una società e una milionata di tifosi che hanno scoperto l’inganno Calciopoli a furia di studiare le carte e seguire un processo?

Che razza di Paese esce ancora una volta da questi fantomatici incontri dove la serietà viene costantemente violentata a beneficio, stavolta no per fortuna, dei tranelli, dei giochetti di palazzo, dell’insabbiamento?

Caro Andrea vai avanti. Siamo tantissimi qui che ti appoggiamo. Vai avanti e non fermarti. E gentilmente… evita di partecipare a qualunque altro invito del genere.

Advertisment

Il complotto europeo contro il Napoli di De Laurentiis: a Natale al cinema!

Ma pensa un po’ che bella trovata. Che grande idea di marketing. Sarà un nuovo film: “Napoli contro tutti” o “De Laurentiis contro Ali Baba”.

Advertisment

Il problema è che non è uno scherzo e non è un film. E’ l’ennesima uscita fuori di senno di questo qui che ha avuto il merito di riportare il Napoli ad alti livelli, ma pure di aver contribuito a rendere ridicolo il nostro calcio. Perché quando le cronache si spostano dal campo (cioè laddove il Napoli meriterebbe il passaggio del turno) a fuori dal campo ecco che ci ridono dietro.

Le ultime dichiarazioni di De Laurentiis sembrano quelle di Moratti dei tanti anni di insuccessi e cocenti delusioni. Doveva pur esistere un modo per allontanare le attenzioni dalle proprie cazzate manageriali e buttare fango su qualcuno, no?

Il punto è che De Laurentiis non avrebbe bisogno di queste bassezze perché i suoi meriti sono tanti e riconosciuti da tutti. Quindi che senso ha dire:

Advertisment

Sono venuto a conoscenza di alcuni movimenti di sceicchi e famiglie reali che non mi piacciono, vedo degli strani movimenti verso la Spagna.

Mi sà che un certo sceicco sta tentando di convincere, attraverso laute somme e promesse di Mercato, il Presidente del Villarreal Roig a far giocare alla propria squadra e contro di noi la Partita della Vita. Roig dovrebbe ricordarsi che ad avere buoni rapporti con lui siamo noi .

Certi signori dovrebbero capire che bisogna saper perdere e accettare le sconfitte, che il calcio non è un giocattolo che è possibile comprare e manovrare a proprio piacimento.

Lo dica al dottor sign. presid. Moratti, suo carissimo amico… e la smetta di piangere ogni volta che c’è una partita importante da giocare. Fra l’altro oggi non si lamenta più di tanto del calendario italiano né del sorteggio europeo come fece ad Agosto. Povera itaGlia!

Advertisment

Napoli: la cena è arrivata… alla frutta?

Nonostante il titolo non sia dei più amichevoli, l’intento di questo articolo è tutto tranne che provocatorio. Semplicemente cerchiamo di mettere d’accordo le dichiarazioni dei vari protagonisti della società che, più di tutte in Italia, ha meriti. Ma anche oneri, molti dei quali non rispettati.

Advertisment

Rispetto, ecco, è la parola sempre poco utilizzata. Mal capita, di certo scarsamente attuata.

Serve rispetto: per l’avversario, per i colleghi, per chi lavora in questo mondo del pallone.

Il Presidente De Laurentiis – e mi scuso se troppe volte mi sto occupando delle sue uscite – ha frainteso forse questo mondo. Ligabue cantava

[...] Il mondo non gira o almeno non come volevi tu

e il simpatico presidente del Napoli dovrebbe prenderne atto.

Dalle parolacce ai suo colleghi presidenti dopo la presentazione del calendario, alle ridicole proposte dopo il sorteggio Champions, passando per una spavalderia giustificata dopo la vittoria col Milan… e adesso?

Advertisment

Adesso le dichiarazioni hanno preso un’altra piega. Sconfitta contro il Chievo, bestia nera degli azzurri, e ora il pari contro la Fiorentina. A bilancio sono cinque punti persi, non certamente uno guadagnato. E il problema non è tanto questo, piuttosto il concetto che viene presentato alla stampa.

Mazzarri ha sperimentato un turnover che non può dare le stesse garanzie dei titolari. Con tutto il rispetto per i sostituti, compreso il pacchetto che Massimo Moratti ha rifilato all’amico Aurelio (leggi Pandev), il trio delle meraviglie non può essere sostituito senza perderne in qualità, efficacia e, di riflesso, in punti in classifica. Non si spiega in altro modo la netta differenza fra il Napoli delle prime partite e il Napoli delle ultime due partite.

Il “ci sono troppe gare da giocare” di Mazzarri e il “siete delle merde” di De Laurentiis (allusione al fatto che qualcuno, i soliti noti, abbiano voluto danneggiare il Napoli) non fanno il paio con una realtà anche troppo semplice.

Se vuoi diventare grande… devi comportarti da grande. Pure Milan e Udinese, Barcelona e ManCity hanno un calendario, hanno diverse partite da giocare in brevi periodi, hanno la necessità di rifiatare, fanno turnover. Senza contare che alcune di queste squadre hanno una sfilza di infortunati da far paura (leggi Milan). Eppure tentano di comportarsi da grandi.

Sono giustificazioni vuote, allarmi inutili e una provocazione senza bersaglio. Con chi ce l’hanno Mazzarri e De Laurentiis? Con la UEFA: che scrivano una bella letterina e se ne parla tutti insieme? Con la FIGC? Beh, in tal caso è ancora più semplice: gli amici di Aurelio, cioè Cellino-Moratti-Galliani, contano più di tutti e hanno un potere importante. Basta alzare la cornetta.

E sarei pure curioso delle soluzioni proposte: si interrompe il campionato così il Napoli può dedicarsi alla Champions? Si gioca la Champions solo a luglio? O si decide un calendario dove si gioca sempre e solo la domenica, eliminando le partite infrasettimanali?

Il Napoli semplicemente sta sperimentando lo stress delle grandi: ogni 3 giorni si va in campo e se il risultato non arriva ecco che bisogna tenere a bada la piazza, i giornali, la stanchezza mentale dei propri giocatori. La rosa attuale dei partenopei è di grande livello. Non eccelso, ma sicuramente negli undici titolari può vantare gente importante, calibri da novanta. Serve pazienza, lavoro e quel pizzico che di umiltà che risulta poi fondamentale per farsi scivolare addosso le critiche, le sconfitte, la stanchezza. Altrimenti si rischia di vuol essere grandi a tutti i costi, con tutti i rischi del caso.

Advertisment

Fermate De Laurentiis e le sue ridicole dichiarazioni

Che il mondo del calcio è stato da sempre squilibrato e difficile da interpretare, a livello di politica del pallone, è un fatto talmente accertato ed evidente che risulta banale puntualizzarlo. Ma adesso stiamo toccando, limitatamente in Italia, punte ridicole e, francamente, deprimenti. Mi riferisco a De Laurentiis, una figura che avevo accolto tanti anni fa con tanta euforia: pensavo che un top manager potesse realmente portare un po’ di luce in un mondo poco chiaro come quello del calcio italiano. Ma mi sbagliavo. Mi sono sbagliato. E anche di molto.

Advertisment

Da un po’ di anni De Laurentiis ha deciso di impersonare un attore, peraltro non così bravo come quelli che ingaggio per i suoi film di successo. E nemmeno la sceneggiatura è delle migliori. Abbiamo assistito, specie negli ultimi mesi, a uscite senza senno, circa i più disparati argomenti pallonari. In questa settimana si è davvero superato.

Cominciamo dai sorteggi di Champions League, qualcosa che, in rappresentanza del Napoli Calcio e di Napoli tutta, doveva essere onorato con ben altre dichiarazioni. E invece… vittima, De Laurentiis, di un sorteggio poco fortunato che rischia seriamente di compromettere il cammino dei partenopei, il Presidente si è lanciato in un’accusa vuota e irriverente: “Come sapete” – cercando di nascondere, non riuscendovi, tutto il disappunto per le tre squadre che il Napoli si trova nel girone – “io non credo alla Champions. Perché noi presidenti non ci facciamo un torneo europeo?“. Di che razza di torneo parla? Rifacendomi alla Gialappa’s Band, cosa avrà voluto mai dire?

La Champions League è il massimo torneo continentale e, de facto, il massimo torneo mondiale dedicato ai club, visto che vi giocano i migliori giocatori del mondo e le migliori squadre del mondo. La formula della Champions League, modificata più volte nel corso degli ultimi anni, è andata cambiando per volere di alcuni club e di un organismo, la FIFA, che ogni tanto ci regala colpi di genio assoluti. Ma tant’é: lo spettacolo è rimasto immutato, forse meno affascinante di quando a sfidarsi erano solo e solamente le vincitrici dei campionati nazionali, ma questo è un mio personale pensiero. Se De Laurentiis non apprezza quello che è il torneo più ambito… che abbia il coraggio di rinunciare così da dedicarsi esclusivamente al campionato. Oltretutto non si capisce bene la sostanza della critica e dello sfogo: sarebbe opportuno mettere in chiaro i punti del torneo che lui vorrebbe modificare. In più, come dice bene Luciano Moggi dalle pagine di Libero, adesso viene il difficile: il Napoli dovrà scontrarsi con serie realtà europee e dovrà dimostrare di essere squadra. Piangere prima, accampare scuse e scatenare simili polemiche appare irriguardoso nei confronti di un destino che col Napoli Calcio è stato certamente benevolo (con ampi meriti di Pierpaolo Marino e dello stesso, ci mancherebbe, De Laurentiis). Anche perché questo atteggiamento potrebbe ritorcersi contro nel caso di vittorie clamorose.

De Laurentiis è comunque vittima di una farsa che ha investito parecchi presidenti, convinti davvero che bastava eliminare la Juve per guadagnare il posto che è (dovrebbe essere) solo dei grandi. Presidenti che sono rimasti scottati, forse anche più delusi di prima, prima di Calciopoli cioè. L’inganno di Auricchio e Guido Rossi è ormai svelato, ma le ferite sono ancora aperte. E sono quelle ferite che hanno permesso di eludere ogni tipo di regola, così De Laurentiis o Zamparini, Moratti o Preziosi, hanno potuto fare e disfare a loro piacimento. Ancora c’è qualche ostacolo e De Laurentiis lo sottolinea:

Non capisco perché il calciomercato è in mano ai procuratori e non a noi che gestiamo il gioco.

Vero, tutto vero, ma tutto anche normale e banale. Chissà in che Paese ha vissuto De Laurentiis prima di addentrarsi nei meandri del calcio. Chissà, soprattutto, che idea di calcio e calciomercato ha De Laurentiis che con i procuratori ha recentemente litigato e non poco: leggi il caso Criscito e alcuni giocatori napoletani, leggi le difficoltà di arrivare a Inler per le intromissioni della Juve, leggi le difficoltà nel placare i casi scottanti di Lavezzi e Hamsik (probabilmente nelle mani di Moratti, visto come si è conclusa la vicenda Pandev). Anche qui, però, De Laurentiis lancia la polemica, urla, sbraita, ma il discorso è vuoto di nuove proposte, di allettanti idee.

Advertisment

De Laurentiis si confonde e confonde circa lo sciopero. Sciopero dettato dai calciatori per motivi che esulano dal contenuto di questo articolo, ma sciopero che doveva essere sciopero, e sciopero non è stato. Una buffonata assistere a due match fra quattro squadre di Serie A: Moratti contro Campedelli, Zamparini contro De Laurentiis. Quest’ultimo ha dimostrato la pochezza di serietà che oggi gravita sul calcio italiano: “Ho chiamato Zamparini ed è bastato poco per allestire un’amichevole“. E lo sciopero? E i milioni di tifosi traditi da beniamini che certo non escono bene da questa vicenda, ancora tutta da chiarire? In questo senso, il gesto più autorevole è stato quello di Della Valle: in busta paga verrà sottratto parte dello stipendio e i lavori, in casa Viola, sono rimasti chiusi. Che sciopero sia, in rispetto di chi sciopera per davvero e per motivi assolutamente ben superiori e seri di questi curiosi ragazzi privilegiati senza alcun briciolo di rispetto verso chi li fa grandi (cioè i tifosi che pagano, loro sì, biglietti, sciarpe, magliette, gadget, e via così). In quella che doveva essere la prima giornata del nuovo campionato, assistere a due amichevoli di siffatto genere è oltre modo ridicolo e – scusate, ma la penso proprio così – appare come una grossa presa per il culo.

Che poi, come qualcuno sottolineava oggi al bar, un’altra frase di De Laurentiis, alla luce dei risultati sul campo di quelle amichevoli, appare stonata, priva di senso:

Non vorrei che qualche presidente avesse tirato acqua al suo mulino perché ha 40 giocatori in rosa.

Il riferimento è limpido: la Juve di Andrea Agnelli che, a dire del Presidente del Napoli, sta agitando le acque con questo suo senso di parità, di equità e sete di giustizia per quanto subito dalla sua squadra in questi anni di processi veloci e farseschi. Detto in altro modo, se c’era squadra che non voleva giocare per via di defezioni, di cessioni e di acquisti non completati… questa è proprio la squadra del suo amico Massimo Moratti.

Mi avvio alla conclusione di questo memorial delle cazzate evidenziando forse la più grossa, forse la più volgare, qualcosa su cui i tecnici delle Nazionali dovranno ragionare e la Federazione Italiana dovrà (dovrebbe) prendere provvedimenti:

Non voglio più prestare giocatori alle Nazionali. Andrò a parlare con Blatter: le partite delle Nazionali si giochino a giugno, luglio e agosto, ma durante l’anno no.

Per me, commentare un simile scempio, è dura. E’ dura perché dovrei sciorinare brutti e negativi termini, parolacce a raffica, e non voglio farlo. Mi devo limitare a sottolineare che forse De Laurentiis è preda di un attacco virale, di quelli che attaccano le cellule nervose e impediscono di ragionare come nella natura dell’essere umano. Perché, e mi rifaccio ancora a Moggi, parlare troppo porta a brutte sorprese. Una manita è già andata in archivio e non è stato un bello spettacolo per il calcio italiano. Da adesso però, la manite potrebbero diventare ufficiali. E sbraitare è solo la reazione meno idonea per diventare grandi. E’ dei piccoli uomini con il capriccio di apparire grandi. Grandi per davvero, e non a parole!

Advertisment

Incompetenti, teste di cazzo e merde: le parole giuste per le persone giuste!

E siamo finalmente arrivati alla chiusura di un primo cerchio. Durante i festeggiamenti per i sorteggi-poco-sorteggiati del prossimo Torneo Aziendale, Aurelio De Laurentiis, in veste di attore consumato, dice quello che tutti pensano di questo nuovo calcio pulito:

Advertisment

Siete delle teste di cazzo… Basta, voglio tornare a fare cinema… Siete delle merde… mi vergogno di essere italiano.

Ho dovuto cambiare in corsa questo pezzo che in realtà era destinato alle terribili incongruenze fra il Napoli che è sceso in campo la scorsa stagione e le parole del suo Presidente, ma era troppo forte la tentazione di sottolineare la verità che De Laurentiis ha rivelato in questi semplici, piccoli, chiari suggerimenti-alla-persona.

Ora, e non c’è modo di eludere queste domande, ho pochi dubbi da sciogliere:

  • perché De Laurentiis è esploso così?

E’ evidente che c’erano accordi sottobanco che sono stati disattesi dal caso, semmai esista davvero un caso! E l’accordo sottobanco è una cosa volgare, ignobile e che non c’entra nulla con la trasparenza e il calcio pulito promosso con Calciopoli. Ovviamente è tutto falso: il calcio italiano, dal 2006, è ancoro più sporco, falsato e inferiore rispetto a tutti gli altri in Europa e nel Mondo. Perfino in Bulgaria ridono di noi.

  • a chi si rivolgeva De Laurentiis?

Qui la risposta è semplice: il controllo della Lega Calcio è de facto rimasto in mano a poche persone: Galliani, Moratti e i servi Cellino, Zamparini e Preziosi. La Roma non conta più ormai da anni. Se la Juve è stata fatta fuori è proprio perché questa alleanza ha retto i cordoni della vergogna: Moggi ha avuto problemi solo con questi personaggi qui. Ma adesso che succede?

Non era forse De Laurentiis a raccontare che dopo il 2006 il calcio era cambiato, che c’era spazio per tutti e le grandi non avevano più quel potere, che poi qual era questo potere sarebbe anche carino saperlo!

Advertisment

De Laurentiis quindi ce l’aveva con Galliani, Moratti et altri. Se la coerenza, in questa Italia, non fosse un optional, perfino poco importante, si imporrebbe una scelta forte da parte di De Laurentiis, al pari di qualche scena clou dei suoi film: una bella conferenza stampa e… via a sputare i rospi. Ora, adesso, visto che c’è il tempo di rimediare a questi colossali errori. Ma non accadrà perché De Laurentiis ha tutto l’interesse a non creare problemi, a rimanere ai posti alti e godere di qualche buon piazzamento, lasciando ai soliti noti tutto il resto del malloppo.

Sarebbe pure carino capire quali siano questi errori che hanno mandato in bestia De Laurentiis.

Altrimenti… mi dispiace e me ne rammarico, ma sono d’accordo con Preziosi (chissà se proporrà a Galliani la metà della sua frase, così come i giocatori): la FIGC deve prendere seri provvedimenti per uno che ha alzato oltre modo i toni e provocato non poco imbarazzo all’Italia.

Ah già, imbarazzo, dignità, serietà: valori che questa FIGC non conosce più. Da almeno 5 anni.

Perciò siamo oggi nelle mani di gente incompetente (per stessa ammissione), di pezzi di m***a e di teste di c***o per diretta ispezione di uno che questo calcio l’ha promosso, cavalcato e ideato.

Complimenti a tutti e viva l’Italia!

P.S.

Faccio solo notare che da ormai 5 anni Moggi non è più nel calcio e i problemi sono aumentati. E gli scandali aumentati. E le partite sono più falsate di prima. E l’Italia è colata a picco nei ranking di tutto il mondo. Non è mica stato fatto un errore in quell’estate del 2006…?

Advertisment

De Laurentiis: il terzo posto per essere grandi… non basta! Vergogna!

Brutto, bruttissimo episodio durante la presentazione del calendario del Torneo Aziendale 2011/2012.

Advertisment

Il Presidente del Napoli De Laurentiis ha inscenato una vera e propria farsa: ormai è nelle sue corde, quasi come le conferenze stampa da clown di Mourinho.

A circa metà spettacolo ecco che De Laurentiis si prende la scena: “siete tutti merda” grida rivolgendosi alla platea, esce dalla poltrona, ferma un ragazzo in motorino e scappa via. “Torno a fare cinema” sarà l’ultima frase di questo giullare del calcio.

La domanda che si sono posti in molti è la seguente: ma che hanno fatto al Napoli? C’è un nuovo complotto dopo quello contro Moratti e poi contro il Milan di Galliani?

Facciamo così, leggiamo il calendario e limitiamoci alle prime tre classificate dello scorso Torneo Aziendale.

La partenza regala Napoli-Genoa (difficile per i partenopei), Cagliari-Milan e Atalanta-di-Milano-Lecce. Certamente la più difficile è per gli azzurri. Si parte il 27 agosto.

La seconda giornata vede Cesena-Napoli (facile!), Milan-Lazio (molto difficile) e Palermo-Atalanta-di-Milano (difficile).

Ed ecco l’inghippo, secondo quel genio di De Laurentiis: il Napoli è penalizzato a ridosso delle gare Champions. Infatti alla terza va in scena Napoli-Milan!!! Che birbanti quelli che hanno stilato i calendari. Non hanno messo Napoli-Real Madrid o Napoli-Brasile, ma Napoli-Milan, cioè due squadre impegnate nella Champions. E certo l’Atalanta-di-Milano non ha preso un avversario semplice: la Roma di Luis Enrique.

Ok, basta così. Perché potremmo continuare fino alla fine e notare un andazzo simile.

Advertisment

Ma dove sta il problema secondo De Laurentiis?

Chi lo scopre vince un premio in denaro e una vacanza di 15 giorni per 2 persone.

De Laurentiis ha pure detto “mi vergogno di essere italiano”. Mi aspetto duri provvedimenti da questa ridicola Federazione, perché questo modo di agire e di parlare è di uno che ha sbattuto forte la testa contro il muro. E’ di uno che non ha ancora capito cosa è il calcio. E’ di uno che ha confuso il protagonismo con i risultati. Risultati che vengono battendo tutti e tutto e dappertutto. Risultati che vengono dal sudore, dalla corsa, dall’applicazione e da un’organizzazione perfetta. Più o meno quello che la Triade ha fatto per oltre 10 anni a Torino.

Di De Laurentiis non ho capito le intenzioni: che si aspettava dal calendario? Uno stop una giornata prima della Champions?

Giocare la massima competizione europea è certamente un onore incredibile, una di quelle emozioni difficilmente replicabili. Ma è anche un onere strepitoso: non devi fare figuracce, rappresenti il tuo paese e la Federazione non deve proprio farti nessun tipo di piacere.

Che razza di scenata è quella di De Laurentiis, se non una scenata di un personaggio arrivato troppo presto alla ribalta del calcio? Che razza di favori avrebbe voluto dal calendario? Siamo sicuri che affrontare il Milan prima della Champions rispetto a un Cesena agguerrito o a un Lecce organizzato è peggio che affrontare una qualsiasi altra squadra?

Se il calcio italiano è ridicolo agli occhi europei è grazie a queste scenate. Se il calcio italiano non riesce più ad accogliere e ad attirare le mire dei giocatori mondiali è per colpa di questi personaggi che non riescono più a usare il cervello, dando per scontata la presenza di questo importante organo umano. L’organo che ti permette di discernere fra la dignità intellettuale e i capricci di uno che si sente grande… senza esserlo, visti i fatti.

De Laurentiis: vuoi un grande Napoli? Comincia a vincerle tutte, indipendentemente da calendario, sabato, domenica, Champions o non-Champions! E poi… semmai, potremmo parlarne.

Abbia un po’ di vergogna… o almeno… mantenga la promessa: torni al Cinema e liberi un posto nel Calcio!

Advertisment

La Gazzetta dello Sport è smascherata: sentite lo sfogo di De Laurentiis!

Molti anni fa un gruppo di audaci tifosi juventini teorizzarono uno strano modo di raccontare il calcio italiano da parte della Cazzetta Rosa, un giornalaccio rosa che da quotidiano sportivo è diventato una sorta di house organ, come accade in Bulgaria o in altri paesi dove la libertà è minata dai soliti potenti.

Advertisment

La Cazzetta Rosa è così diventata un servo, un’intera redazione al servizio di Berlusconi e Moratti. Attacchi unilaterali alla Juve ai tempi di Calciopoli, ma già prima si erano registrati strani segnali.

La Cazzetta Rosa è diventata perciò il principale strumento di battaglia contro la Juve e contro chi ha osato mettere i bastoni fra le ruote alle milanesi. Guarda cosa hanno combinato con Leonardo, beatificato ai tempi del Milan, santificato ai tempi dell’Atalanta di Milano, e ora scaricato col metodo Boffo come uno dei peggiori mali partoriti dal calcio italiano.

Advertisment

Così capita che quelle idee del popolo bianconero sono state recepite dagli altri tifosi. Per esempio molti sin sono svegliati da un lungo sonno e hanno di fatto riletto l’argomento Calciopoli sfiorando la verità, che nessuno ha il coraggio dire del tutto!

Così capita che De Laurentiis, uno che coi poteri forti ci ha pranzato e ci è andato a letto insieme solo dopo essersi assicurato un posto d’onore al lauto pasto Morattiano, si sfoghi in questo modo durante la presentazione di Inler.

 

Finalmente la Gazzetta dello Sport è smascherata, solo che noi… l’avevamo capito molto prima, molto prima degli altri, prima di tutti!

Advertisment