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Fiorentina-Juventus Atto finale, parola al campo

Finalmente si va in campo. Della Valle vorrebbe fare le scarpe ad Agnelli, mentre Agnelli continua a non rispondere alle stupide provocazioni, confidando nel fatto che siano dettate da malori da rosicamento.

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Sarà l’ultimo atto di questa stagione fra Fiorentina e Juventus. Una sta inseguendo e macinando record, l’altra vive sull’onda del 4-2 di campionato per cui sono nate magliette, tazze, pagine Facebook e manifestazioni di grande gioia. A ognuno il proprio godimento, nonostante le differenze di sostanza.

Tevez contro Gomez, cioè i due uomini chiave per i rispettivi attacchi. Pirlo contro Borja Valero, a sentire le opinioni di giornalisti ed esperti. Una Juve incerottata in difesa contro una Fiorentina che sembra più in palla a livello di gambe.

Conte ha confermato, non troppo velatamente, che l’Europe League è sì importante, ma la Juve punta alla Champions. Segno evidente di non aver dato troppa priorità alla Coppa. Però val la pena provarci. Di sicuro, val la pena non uscire proprio in questa fase, eliminati per mano della Viola. Inaccetabile per tutta una serie di ragioni.

Così ci aspettiamo la Juve migliore. Dal punto di vista della ferocia e dell’attenzione, della qualità espressa sul campo e della voglia. Tutti fattori che se mancano alla Juve, si vedono, si percepiscono e se ne vedono le brutte conseguenze.

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Fiorentina-Juventus Le probabili formazioni

Fuori Marchisio e Barzagli, stoppati anche Peluso e Ogbonna, la difesa è risicata, mentre a centrocampo mancano valide alternative. Appare sibillina la battuta di Conte “forse ho fatto poco turnover”. Già, ma chi sfruttiamo?

Già stasera ci affidiamo a Isla, mai veramente ripresosi dopo il grave infortunio a Udine, mentre sta convincendo Asamoah e appare insostituibile Lichtsteiner. Troppo importante la carica di Tevez. Al suo fianco Llorente, preferito a Osvaldo per la totale compatibilità con l’argentino e il curriculum di ottimo livello, fin o a questo punto della stagione.

Ci aspettiamo molto da Pogba e Vidal, i veri motori delle tattiche di Conte. Il cileno è ancora una volta il miglior realizzatore, mentre il francese manca sul tabellino da troppo tempo. Deve imparare, in alcuni periodi della stagione, a tirar fuori le unghia e mettere da parte il fioretto. Il fisico non manca e le qualità tecniche sono di rara eccellenza.

Ci uniamo al desiderio di Buffon: “far ricredere tutti”. Soprattutto, sentiamo nostro il pensiero di Conte: “Juve in campo solo per vincere”.

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Scusi Jacobelli: quale ingiustizia grava sul fallimento della Fiorentina?

Apprezzo immensamente il lavoro di Xavier Jacobelli, a oggi uno degli opinionisti calcistici più obiettivi e razionali. Ma l’ultimo editoriale sul “suo” Calciomercato.com non l’ho capito. Non ne ho capito almeno una porzione.

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In particolare non riesco a dare un valore preciso alla frase seguente:

Un tempo per piangere e per arrabbiarsi, dopo essere stati sbattuti inverecondamente in C2, vittime di una macroscopica ingiustizia, perpetrata nell’estate del 2002 da quelli del Palazzo che la Fiorentina non hanno mai amato.

[...]

Undici anni sono stati lunghi da passare, da quell’estate in cui una città intera e la sua passione vennero fatte a pezzi con una serie di decisioni così ingiuste e così discriminatorie che nessun tifoso ha mai dimenticato, come alla Federcalcio sanno bene.

Alle volte, e noi siamo i principali colpevoli, giochiamo al tiro a segno, magari gratis… tanto non costa nulla. E l’obiettivo principale è quasi sempre il Palazzo o la Federcalcio. In modo arrogante direi che noi – i bianconeri di Torino – qualche ragione più degli altri ce l’abbiamo e l’abbiamo anche ampiamente dimostrata, mentre altre volte ci sembra appunto un giochino gratuito. Brevemente.

Nel 2001 venne contestato un bilancio poco florido. Detto diversamente: un bilancio disastroso che Cecchi Gori aveva portato a un punto di totale distruzione. Investimenti e pochi ricavi, almeno insufficienti a coprire i costi e che hanno portato alla procedura di fallimento di cui racconta il Corriere della Sera:

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Una procedura di fallimento per la Fiorentina calcio è stata avviata dal Tribunale di Firenze. Ieri l’assemblea dei soci del club viola aveva bocciato l’aumento di capitale e deciso per la vendita dei migliori giocatori, da Toldo a Rui Costa a Chiesa fino a Nuno Gomes, per far fronte alla grave crisi di bilancio (133 miliardi di debito) in cui versa la società. Senza di loro, anche evitando il fallimento giudiziario (i giudici prenderanno la decisione definitiva martedì), la Fiorentina dovrà ripartire con una squadra praticamente smantellata e priva di ambizioni.

Via Corriere della Sera

Proviamo a leggere per benino i fatti.

L’assemblea dei soci boccia l’aumento di capitale, anzi obbliga cessioni illustri per ripianare le perdite. Purtroppo servirà a poco. La Fiorentina retrocederà sul campo e poi, impossibilitata a iscriversi alla Serie B per motivi economico-finanziari, fallirà del tutto e andrà in C2. Qui, e saremmo felici di trovare il motivo: che c’entra il Palazzo?

Tanto più che lo stesso Palazzo riservò alla Fiorentina la possibilità di scavalcare la C1 e tornare direttamente in B per “meriti sportivi e bacino d’utenza” (stagione 2002/2003).

Facciamo i complimenti ai Della Valle per come hanno gestito il nuovo progetto, soprattutto a livello di comportamento (tranne il non aver mai opportunamente preso le distanze da cori e striscioni sui 39 morti dell’Heysel), ma la storia del fallimento è davvero un appiglio assurdo e inutile, giusto forse per guadagnare qualche lettore in più e accendere il solito spirito polemico degli italiani.

A meno che il fattore RCS…

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Storari alla Fiorentina: servono 10 milioni caro Della Valle!

Ok dai, è una provocazione bella e buona. Ma in linea col pensiero e l’atteggiamento dei Della Valle. Sparare alto è il loro mestiere, almeno si risponde a tono con una valutazione di questo tipo, no?!?

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La Fiorentina sta cercando un portiere valido. Montella ne ha bisogno se non vuole corrompere quanto di buono già costruito nei precedenti 12 mesi. Occorre un numero 1 serio e affidabile e uno dei nomi della rosa è proprio Marco Storari, il più forte secondo d’Italia.

Con Buffon davanti è durissima scalare le gerarchie, ma la Juve conosce bene il suo valore. Così come le avversarie. A quasi 36 anni Storari è uno dei migliori portieri in circolazione, prova di un settore giovanile, quello italiano, che per un po’ di anni si è leggermente trascurato.

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Se Jovetic ne vale 30, addirittura in contanti, allora Storari non ne può valere meno di 10. Sempre in contanti. Il rispetto è qualcosa di molto importante e, ripetiamo, conviene e converrà rispondere a tono.

La realtà è diversa: Storari non si muoverà da Torino. Per tutta una serie di ragioni. Primo: il cartellino non verrà regalato. Secondo: la Juve non ha in mano un possibile grande rimpiazzo. Terzo: non abbiamo bisogno di cederlo proprio alla Fiorentina.

Cari Della Valle: grazie, rifiuto e vado avanti!

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Concorrenza diretta, indiretta, sleale e embargo

Quando la rivalità di pensiero si scontra con la rivalità sportiva, perdendone ogni concetto di sportività, allora si finisce per parlare di altro, non certo di concorrenza.

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E’ quanto sta accadendo e già è accaduto. In particolare nel triangolo Juventus, Napoli e Fiorentina. Gli aggettivi si usano a seconda di cosa succede, e magari i significati si sovrappongono se poi l’opinione pubblica può essere accesa con il solito istinto antijuventino. Un anno fa scoppiò il caso Berbatov che noi abbiamo realmente ricostruito, mettendo da parte le fantasie di certi giornalistucoli. Si parlò di viltà, di scorrettezza, di scarso stile, con Marotta costretto a difendersi dall’indifendibile.

Oggi accade con Gomez, con l’intromissione del Napoli quando i giochi erano fatti. Solo che Della Valle stavolta non ha mosso un dito, né proferito le stesse parole che, per coerenza, avrebbe dovuto proferire come un anno fa. Anzi, i giornali hanno descritto la mossa di De Laurentiis, disperata, come legittima concorrenza. Questa legittima, quella dello scorso anno illegittima.

Bene inteso: i giocatori si muovono coi soldi, con un minimo di diplomazia, ma pur sempre coi soldi. Chi ce li ha e fa l’offerta migliore vince. Tranne se in gioco c’è la Juve. Così Della Valle, in lotta con Elkan per RCS, fa muro su Jovetic che preferirebbe la Juve a tutto il resto del mondo, ma può scordarsi la Juve.

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Marotta non pagherà 30 milioni cash, la Fiorentina venderà Jovetic all’estero, anche con la possibilità di scontare qualcosa se nessuno pagherà la clausola. Liberi di farlo, anzi è una scelta logica, ma occorrerebbe risistemare i termini della dialettica giornalistica.

Vedi Cairo nell’affare Ogbonna: richiesta, richiesta soddisfatta, accordo raggiunto pur se a stringersi la mano sono Torino e Juve, assecondando entrambe la volontà del giocatore. Dispiace dirlo, ma è così: la Juve di Conte ha un appeal esagerato. Resta all’intelligenza di chi intasca.

Intelligenza che non abita nei redattori dei giornali sportivi italiani. Ieri riportavano la notizia di un Vidal in fiamme con la Juve: non rinnova e apre al Real Madrid. Bastava ascoltare le parole di Arturo per rendersi conto della sostanza delle sue dichiarazioni:

L’interesse del Real è un onore, fa sempre piacere, ma sto già in un grandissimo club col quale voglio continuare a vincere e darò tutto. Stiamo parlando infatti del mio rinnovo e sono contentissimo.

Questo mentre si fa di tutto per portare Isla in nerazzurro, destabilizzare Pogba, vendere Giaccherini (la verità è che la Juve considererà un’offerta vicina ai 10 milioni di euro) e magari da Palazzi esce ancora qualche magia da sfruttare da qui sino all’inizio del campionato. E non uno che abbia accennato a cosa è successo in Lega per la Supercoppa del 18 agosto. Come sempre: soli contro tutti. Come sempre: più forti di tutto. E di tutti.

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Jovetic, è addio: l’intervista e l’assist alla Juve

Stamattina la Gazzetta dello Sport riporta un’interessante intervista a Jovetic, l’asso viola che un po’ di big europee stanno inseguendo. In Italia l’unica pretendente è la Juventus.

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Già richiesto la scorsa estate, per espressa volontà di Conte, JoJo venne trattenuto dai Della Valle con una promessa: “fra 12 mesi te ne potrai andare”. I 12 mesi sono trascorsi e ora il montenegrino chiede al Presidente viola di mantenere la parola data.

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Idee chiare: vuole una big, per crescere ancora e soprattutto per vincere. A 23 anni, dopo 5 stagioni a Firenze, è arrivato il momento di salutarsi. “Ho dato tutto e ho bisogno di nuovi stimoli. A Torino c’è un tecnico che mi stima e col quale potrei crescere ancora”. Più di un assist.

E’ Conte il biglietto da visita della Juventus e il jolly che Marotta può giocarsi in tutto il mondo dopo due stagioni splendide. A livello tecnico e tattico si è consacrato come uno dei migliori al mondo, mentre l’appeal che suscita nei grandi giocatori ha radici solide che affondano anche nel suo passato da calciatore.

Palla a Marotta dunque, con il problema di dover partecipare a un’asta se non si riuscisse a trovare subito il giusto contatto con i Della Valle. 30 milioni la richiesta, 22 milioni la valutazione di Marotta. Con una pedina in cambio l’affare potrebbe andare in porto sulla base di 24/25 milioni di euro.

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Juvetic: Jovetic alla Juve si può fare per Della Valle

L’apertura nei confronti della Juve é importante, ma non poteva essere altrimenti. JoJo vuole i bianconeri, i Della Valle dovrebbero rispettare la promessa fatta al montenegrino un anno fa.

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Chiudere a chi porta (porterebbe) in dote contropartite interessanti sarebbe un delitto ed é qui che si gioca la partita.

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La richiesta di 30 milioni in contanti non verrá soddisfatta. Né dall’Italia né dall’estero, cosí non resta che valutare il paniere che la Juve mette a disposizione di Montella. Quagliarella o Matri o Giovinco, poi Marrone o De Ceglie o Isla. Due giocatori fra queste terne e poi conguaglio in denaro (comunque non superiore ai 10 milioni di euro). Ora tocca a Montella.

Per il gioco dell’Aeroplanino le magie di Eta Beta potrebbero risultare molto efficaci, cosí come Isla farebbe comodo alla Viola. Dubbi sul nome di Marrone su cui Conte ha posto il veto per una cessione definitiva. Dubbi su Giovinco (avendo Pepito Rossi) e Matri.

Nessun dubbio sulla congruitá tecnico-tattica di Jovetic nei meccanismi di Conte. L’abilitá a saltare l’uomo, la capacitá di vedere la porta e il senso dell’assist ne fanno una pedina perfetta. Tanto da parlare, in queste ore a Vinovo, di… Juvetic!

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Il curioso caso di Behrami, espulso da Mazzarri

Alla caccia del giornalismo obiettivo. Tranquilli, interrompete la ricerca: in Italia non esiste. Non una testata, oggi in edicola, a sottolineare cosa è successo intorno all’ora di pranzo fra Fiorentina e Napoli.

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Siamo nel secondo tempo, minuto 53. Brutto fallaccio di Behrami, centrocampista del Napoli. Fischio dell’arbitro e lo stadio attende con ansia il provvedimento. Perché il giallo era sacrosanto. Solo che l’arbitro non caccia fuori nessun tipo di cartellino. Sarebbe stato il secondo giallo e quindi espulsione. Le squadre erano sul punteggio di 1-1. Minuto 54: Mazzarri chiama a gran voce la sostituzione, piuttosto ansioso. Esce Behrami: sostituzione cautelativa si chiama. Più o meno stesso procedimento adottato da Conte in quel famoso Juventus-Inter.

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Solo che le coincidenze si fermano qui. Già perché né la stampa né da Firenze si sono levati cori indignati contro l’arbitro e contro il Napoli. Per esempio Della Valle ha rinunciato al suo show, per esempio la Gazzetta non ha mobilitato tutta la sua redazione nel cercare di capire se l’arbitro avesse dei contatti diretti con la dirigenza partenopea. Niente: può capitare, un giallo che non arriva, un Behrami graziato e un Napoli che ha potuto finire in 11 il match.

Eppure nel caso di Lichtsteiner poco ci mancava e il Parlamento non si riuniva per capire il motivo per cui lo svizzero fu graziato dal secondo giallo. E tanto per dirla tutta: sempre in quella partita nessuno poi si è accorto dei fallacci di Samuel, Zanetti e Cambiasso (non ammoniti). Ca vans sans dire…

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Come ti costruisco un titolo provocatorio: ancora Calciomercato.com

La scorsa settimana si sono scomodati per rispondere a un nostro articolo in cui facevamo notare che la stragrande maggioranza di tifosi juventini – almeno quelli veri, secondo la nostra arroganza – approvano e sottoscrivono la strategia della Juve di non assecondare i media e dare buca a conferenze e microfoni vari. Se ce ne fosse bisogno… noi vorremmo un atteggiamento ancora più nudo e crudo ed è la proposta che facciamo a Mister Conte: non risponda più a nessuno, vada in panca, governi il mondo Juve, ma niente contatto con giornalisti e TV, grazie!

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E allora ecco il nuovo titolone, che poi ovviamente non trova riscontro nell’articolo. Cosa si fa per non ricevere click dai tifosi più antijuventini?!

L’articolo in questione recita nel titolo:

L’ultima vergogna: solo 10 mila euro alla Juve per lo striscione Superga, ma 25 mila euro al Toro per i seggiolini

E poi dentro il corpo:

La Juventus è stata punita con una multa di soli 10 mila euro, per lo striscione su Superga esposto per circa 20 minuti dai tifosi bianconeri nel derby. Molto più pesante, invece, l’ammenda inflitta al Torino che dovrà pagare 25 mila euro per “avere suoi sostenitori, nel corso della gara, gravemente danneggiato nel proprio settore un centinaio di seggiolini, un separatore di settore nonché locali adibiti a servizi igienici”.

Non lo fa la Juve, lo facciamo noi. Ammettiamo la nostra arroganza, ma val la pena notare che questo è l’unico spazio in cui i tifosi possono liberamente esprimersi.

Cominciamo col dire che gradiremmo un atteggiamento equilibrato e costante di fronte a simili episodi. Magari lo stesso atteggiamento equilibrato sulla moviola quando si tratta di attaccare la Juve o minimizzare episodi a favore di Inter, Milan o Napoli. Quello su Pessotto è stato subito segnalato, ma certo l’enfasi è stata differente. Qui si vuole far notare come la Juve possa accedere a un trattamento di favore: la FIGC che usa la mano leggera con la Juve. Chi ha una barzelletta migliore?

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Striscione contro danni? Anche qui rispondere è facile. Abbiamo costruito uno stadio di proprietà, certamente il migliore in Italia, uno dei più belli in Europa. Vorremmo poterlo preservare per un po’ di tempo e allora i danni si pagano. Come il Napoli, anche il Torino, così come è capitato alla Juve perché gli imbecilli non hanno colore né una bandiera preferita.

Gli stessi imbecilli espongono striscioni in tutti gli stadi italiani. Chi fa entrare questi striscioni? A me di solito fanno questioni per una Coca-Cola perché la linguetta potrebbe essere usata come coltellino, invece metri quadri di telone non li controlla nessuno? Ma vediamo di andare avanti nel discorso.

Che sia stata una vergogna, lo striscione su Superga, l’ha detto pure Andrea Agnelli, però gradiremmo capire la differenza fra questo striscione e quello di una settimana fa su Pessotto. Su Pessotto ormai ce ne sono parecchi e ci risulta che pochissime volte i tifosi siano stati colpiti e puniti né che sia stato enfatizzato dalla stampa come quello su Superga. E quando puniti a questo punto – anche se veramente ci fa ribrezzo, ma appare proprio un ragionamento della stampa – andiamo a vedere quanto costano. Pessotto non vale? Così ci sembra che sui tifosi viola né la Società di Della Valle né la stampa sia intervenuta con tali parole per sottolineare lo striscione sui 39 angeli dell’Heysel. Vale più Superga di Heysel? O semplicemente si è bestia a esporre striscioni che infangano morti e persone che hanno subito drammi?

Sui 39 angeli e su Pessotto però non si intervistano 148 preti e francamente gradiremmo pure non sentirli, né in un caso né in un altro. Ci fa specie solo notare come la stampa movimenti alcuni episodi per far rumore e altri li silenzi addirittura. Sulla Gazzetta, ad esempio, il buon Bramardo è ormai giunto al secondo/terzo articolo sullo striscione di Superga: faremo una rubrica?

P.S.

Per concludere questo nostro articolo arrogante prendiamo a prestito un commento del quale riportiamo solo il finale:

10k euro sono nella media delle ammende che vengono date in queste occasiono. ah no mi sono sbagliato lo striscione è stato esposto da gente che crede di essere tifosa juventina quindi per l’occasione mandiamo la juve in serie B, togliamoli il 30esimo scudetto e prolunghiamo la squalifica di Conte, ecco così è giusto no?

Potrebbe essere corretto!

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Fiorentina-Juve: stiamo parlando di una partita di calcio?

Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport ed edizioni nazionali. Sembra tutto fuorché una normale partita di calcio. Mentre i boss a Napoli possono tranquillamente entrare in campo, a Firenze si fatica a trovare un posto per Antonio Conte. Chissà quale pericolo nasconderà mai il miglior allenatore d’Italia che a Londra si è sistemato in tribuna comodamente e senza alcun problema.

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Che il grado di civiltà di questo paese sia andato a farsi benedire è chiaro da diversi segnali, comprese le sfuriate, a metà fra l’idiozia e la politica, di Diego Della Valle. Per non parlare d Renzi e dei tifosi viola. Eppure lo stesso Conte dimostrò un anno fa grandissimo senso di ironia e di correttezza. Gli sfottò sono piacevoli anche quando ti toccano personalmente, con quei parrucchini che gli fecero scappare un sorriso. Ma stavolta è diverso.

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La Procura si prepara ad accogliere 2000 supporters bianconeri. Per inciso: da Calciopoli in poi “non hanno rotto un bicchiere” (cit. Mughini), mentre altre tifoserie hanno sospeso partite (leggi Genoa-Siena), gettato motorini dal terzo anello (leggi Inter) e chi più ne ha più ne metta. Davvero imbarazzante e anche deprimente un simile atteggiamento, anche perché non è per nulla paritario. Che ne é dell’etica quando si parla di Heysel? Quando si indossano maglie col numero 39 e quella scritta infame? Perché i Della Valle non scrivono un altro comunicato per chiedere il rispetto di vite umane e comunque di persone umane che però tifano altri colori?

E’ ancora calcio quando una squadra verrà scortata dall’albergo allo stadio, manco fossimo in piena guerra civile? Chissà, di certo c’è che la Juve non solo non ha contribuito a questo clima e ne siamo felici, ma si è pure tirata fuori adottando stili completamente opposti. Che poi, anche qui, si confonde il senso di giustizia per i torti ricevuti con un atteggiamento bellicoso. Altra stortura di un paese nel baratro più profondo.

Confidiamo nella serenità dei bianconeri, dei ragazzi che scenderanno in campo e aspettiamo con trepidazione il momento in cui l’arbitro fischierà l’inizio del match. A noi interessano quei 90 minuti, quei fottutissimi 90 minuti. La guerra è una cosa troppo seria e brutta per confonderla col calcio.

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Fiorentina-Juve: l’esempio di Ferguson, i cori sull’Heysel e un vergognoso gemellaggio

Siamo ormai giunti al momento di Fiorentina-Juventus, una sfida che i dirigenti e tifosi viola stanno caricando da settimane di significati extrasportivi contribuendo a creare un brutto clima intorno a una partita che non avrebbe certo bisogno di questo.Abbiamo letto che per motivi di ordine pubblico sarebbe addirittura pericoloso per Conte assistere dalla tribuna del Franchi alla partita. E leggiamo che in tutta risposta l’ad viola Mencucci lo invita a starsene in albergo. Non possiamo fare a meno di pensare che meno di una settimana fa il nostro allenatore sia potuto stare tranquillamente in tribuna a Londra ed esultare senza problemi ai gol bianconeri, in un clima di assoluta civiltà.

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Il weekend ci ha mostrato un altro bell’esempio dall’Inghilterra che ci piacerebbe in futuro venisse seguito anche dalla Fiorentina, pur non nutrendo alcuna speranza che ciò possa accadere. Il Manchester United ha infatti deciso di consegnare in occasione di Liverpool-United all’ingresso del settore ospiti una lettera ad ogni tifoso firmata da Sir Alex Ferguson, in cui si raccomanda il rispetto della memoria dei 96 tifosi reds morti a Sheffield nell’89 per evitare che si ripetano spiacevoli cori che si sono scambiati in passato le due tifoserie. I tifosi del Liverpool insultavano quelli dello United per la tragedia aerea di Monaco del ’58 e i sostenitori dei Red Devils rispondevano citando Hillsborough. Ora Ferguson ha detto basta, giustamente, e si è rivolto così ai suoi tifosi:

Caro tifoso,

il grande supporto che avete dato qui (ad Anfield, ndr) alla squadra la passata stagione ci ha visto ad un alto livello di comportamento. Voglio che continuiate quei progressi.

Ma oggi occorre fare di più. Dobbiamo concentrarci su ciò che ha reso lo United il miglior club del mondo.

La nostra rivalità col Liverpool si basa sulla volontà di arrivare in testa alla classifica – con il desiderio di vederci incoronati quali i migliori contro una squadra che ha avuto questo onore per così tanto tempo.

Questa rivalità non può e non deve basarsi sull’odio personale. Dieci giorni fa abbiamo conosciuto la terribile verità sulla morte di 96 persone che andarono a vedere la propria squadra nella semifinale di FA Cup e che non tornarono più.

Quello che è successo dovrebbe risvegliare la coscienza di tutti.

Il nostro grande club oggi è vicino al Liverpool nel ricordare quella perdita e nel tributare la loro campagna in favore della giustizia. So che posso contare su di voi.

Sinceramente vostro,

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Alex Ferguson

Una presa di posizione del genere ci piacerebbe vederla un giorno sul sito della Fiorentina o all’ingresso del Franchi vista l’abitudine di alcuni tifosi viola di insultare sistematicamente le vittime dell’Heysel. Siamo stanchi di sentire quei cori vergognosi, vedere striscioni o persino magliette con la scritta -39 e constatare che neanche la Federazione prende mai provvedimenti. I viola non sono gli unici a divertirsi sull’argomento ma sono senz’altro quelli che lo fanno più spesso e non solo in occasione della partite con la Juve. Tra le altre tifoserie che si sono “distinte” ricordiamo anche di recente l’Inter, il Napoli nella finale di Coppa Italia (con una vergognosa invasione di campo a fine partita di un tifoso con una bandiera con la scritta -39 di cui i media hanno preferito non curarsi), ma anche il Torino, la Roma e il Verona. Certamente la Fiorentina detiene il primato, tanto che la prima domenica dopo la tragedia dell’Heysel avevano già pronto uno striscione che metteva in bella mostra tutta la loro più becera ignoranza. Le cose con gli anni non sono cambiate, anzi. Fa male che tutto quello che succede non venga minimamente amplificato dai media, che la Federazione non prenda mai provvedimenti e che la società viola non si sia mai mossa in maniera decisa sul tema.

Cecchi Gori aveva tanti difetti ma apprezziamo il suo sdegno dopo una partita del ’91 in cui si scusò pubblicamente per i cori dei suoi tifosi e privatamente con i dirigenti della Juve, oltre a scrivere una lettera direttamente alla signora Scirea, dato che qualcuno si era divertito a insultare anche un uomo vero e leale come il povero Gaetano. Una vicenda che lasciò basito anche l’allora capitano Dunga che dichiarò che se fosse capitata di nuovo una cosa simile e lui se ne fosse accorto avrebbe fatto sospendere la partita per dire ai suoi tifosi di smetterla.

Le cose non cambiarono ma almeno non si cercava di insabbiare le cose come accade con l’attuale gestione Della Valle. Nel dicembre 2010 il problema si ripropone in modo continuativo tanto che persino i media non possono far finta di niente. Il capitano Montolivo condanna i cori dei suoi tifosi ma dice che è una cosa a cui va data “poca importanza” perché portata avanti da “poca gente”. Ci auguriamo che sia poca gente, peccato che continua ad agire impunita e a farsi sentire però. Prandelli, ex allenatore viola e in quel periodo da poco CT della Nazionale condanna l’episodio ma si dice convinto che “è stato subito capito l’errore”. Il peggio ce lo regala Mencucci che prima condanna i cori dei suoi tifosi ma poi devia subito il discorso sul lancio di tre petardi nel settore ospiti da parte dei tifosi bianconeri avvenuto durante Juve-Fiorentina. Gesto da condannare senz’altro, tanto che la Figc punisce la Juve con 40mila € di ammenda e la diffida del campo. Mentre i cori e le magliette della Fiorentina la passano liscia come sempre, neanche una multa simbolica. Nonostante questo, Mencucci ha anche il coraggio di lamentarsi dicendo che “sono state sanzioni leggere” e che “quando si condanna la violenza non bisogna fare distinzioni di maglie ma agire tutti in modo deciso”. Ricordiamo che tutto era partito dalla richiesta di un suo parere sui cori anti Heysel dei suoi tifosi. Ma Mencucci non si ferma qui e ci regala una perla: “Dall’arrivo della famiglia Della Valle siamo riusciti a incanalare il pubblico di Firenze, che fino a pochi anni fa era abbastanza caldo per non dire violento, nel tifo che vogliamo noi, quello sano, quello dell’incitamento della squadra e degli sfottò”.

Sono parole che lasciano a bocca aperta, soprattutto considerando quello che era successo appena un anno prima, nell’autunno 2009. Un fatto di cui i media hanno deciso di parlare come se fosse una bella favola facendo finta di non sapere la verità e nascondendola una volta emersa. Ci riferiamo al vergognoso tentativo dei tifosi viola di gemellarsi con quelli del Liverpool esclusivamente in virtù dei fatti dell’Heysel.

Riepiloghiamo i fatti. A settembre si svolge al Franchi la partita di Champions Fiorentina-Liverpool. Quella sera alcuni tifosi viola vengono fatti entrare in campo con uno striscione dedicato agli inglesi che recita “Welcome Reds, your story is for us a legend” proponendo un gemellaggio con la squadra ospite da celebrare nella gara di ritorno. Gli inglesi apprezzano molto il gesto non capendone il significato nascosto, perché non immaginavano certo quello che erano soliti fare i tifosi viola in Italia relativamente all’Heysel. I media italiani esaltano il gesto nel nome dei più sani e nobili principi sportivi e considerano di fatto solo paranoie dei tifosi juventini ogni riferimento alla tragedia di Bruxelles. I tifosi bianconeri non vengono creduti, eppure anche un bambino sarebbe in grado di capire il doppio fine del gesto. A Liverpool, come si è detto, accettano il gemellaggio e in occasione del ritorno ad Anfield che si sarebbe svolto a dicembre la società prepara una coreografia bianca e viola da esporre nella Kop con la scritta “Thank you”. Nel frattempo si gioca una partita di campionato tra la Fiorentina e la Juve dove i tifosi viola regalano il solito repertorio e alcuni si presentano anche con le maglie del Liverpool griffate -39. Ovviamente la Figc non prende provvedimenti. Intanto il gemellaggio si avvicina esaltato dalla stampa italiana ma molti tifosi juventini vogliono che almeno in Inghilterra possa emergere la verità. Così alcuni bianconeri attraverso il forum ufficiale del sito del Liverpool riescono a chiarire la vicenda con alcuni tifosi inglesi ed esponenti della società che vengono così a conoscenza di quello che succedeva abitualmente in Italia compresa l’ultima chicca della maglie dei Reds dedicate ai caduti di Bruxelles. Il Liverpool annulla la coreografia e il gemellaggio il giorno prima della partita ma nessuno ne parla. Ciò che prima era stato esaltato ora viene insabbiato.

E questo sarebbe un tifo sano per Mencucci e Della Valle.

Noi tifosi della Juve non possiamo certo definirci migliori di altri, sappiamo benissimo che alcuni dei nostri a volte cantano vergognosamente contro Superga e che c’è stato anche uno striscione su Hillsborough. Episodi da condannare, come sarebbero da condannare e punire quelli relativi all’Heysel che vengono sempre taciuti. Aveva provocato più sdegno il rifiuto da parte di alcuni tifosi bianconeri delle scuse fatte da quelli del Liverpool prima dei quarti di Champions nel 2005 ad Anfield girandosi di spalle. Può essere un gesto giusto o sbagliato, ma certamente perdonare non è un obbligo per chi ha subito una tragedia. Non sappiamo cosa ne pensi di quella coreografia con scritto “Amicizia” chi ha perso qualcuno quel giorno maledetto, se non vuole accettare le scuse è liberissimo di farlo senza che nessuno debba sentirsi in dovere di fare la morale.

A chiudere lo stadio alla Juve la Figc ha fatto in fretta proprio durante la stagione 2009/2010 facendo passare come un coro razzista quello che era “solo” un coro offensivo e di cattivo gusto verso Balotelli. Un coro da stigmatizzare ma non diverso da quelli che si sentono a decine durante ogni partita e che usava solo la stessa rima utilizzata da una vita per fare cori offensivi verso Lucarelli senza che nessuno se ne preoccupasse. Ma in quel momento si voleva colpire la Juve e farla passare per razzista, fa niente se intanto un’altra squadra si divertiva a organizzare oltraggiosi gemellaggi e a stampare magliette ignobili.

Ma questo è un tifo sano.

Benvenuti a Fiorentina-Juventus.

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