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Tag: delpiero (pagina 1 di 13)

Ready, set, go!

Londra, Agosto 2012,al via la prima giornata della stagione 2012-2013 del campionato più bello ed emozionante al mondo: la Serie A!

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Dopo un lunga e nervosa attesa piena di grandi emozioni legate a due eventi sportivi di classe come Il Campionato Europeo di Calcio, dove L’Azzurra ha fatto una bellissima prestazione arrivando alla finale di Kiev contro la Spagna e le Olimpiadi di Londra 2012, ed anche la vittoria della Supercoppa d’Italia, è arrivato quello che ci porta emozione alle nostre domeniche, specialmente noi Juventini che dopo 5 anni abbiamo vinto lo Scudetto ma anche in maniera eccezionale rimanendo imbattuti durante tutta la stagione,

Una prima giornata dove la Juventus di Conte con Carrera in panchina ha ricevuto al Parma di Roberto Donadoni con il primo “tutto esaurito” allo Juventus Stadium, la Juventus con qualche cambi nella formazione titolare con Storari in campo dopo l’infortunio di Buffon ed anche Marrone come centrale al posto di Lucio che ha sofferto una distorsione alla caviglia destra, in panchina “Chiello” che ancora vogliono preservarlo per assicurare il suo 100%, ed anche il giovane Alberto Masi grande promessa per la difesa bianconera,

 

Un primo tempo un po noioso con poche occasioni da rete per entrambi squadre, un rigore dato alla Juventus per un fallo che forse non era su Lichtsteiner perché è stato in netto fuorigioco che dopo fu sbagliato da Vidal, e Giovinco che non si faceva vedere nel attacco juventino,

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Nella ripresa i bianconeri hanno uscito in campo un po più decisi a fare male, nel 54′ Asamoah (migliore in campo) ha dato a “Licht” una bella palla centrata per la prima rete del campionato per la Juventus, dopo di 4 minuti, nel 58′ dopo un fallo di Lucarelli su Vidal, Andrea Pirlo, come solo lui sa farli ha fatto la seconda rete dopo una punizione che ha fatto un po di polemica perché Mirante la ha preso pero dentro la porta gialloblù,

In generale la Juventus si ha visto in gran forma nonostante gli infortuni, con gran partita di Marrone come centrale, Asamoah che si fa vedere come el migliore acquisto mangiandosi la fascia sinistra del campo, Lichtsteiner come sempre al 150% in ogni partita e Marchisio con quella grinta di capitano… per me i quattro migliori della prima giornata,

È da pensare, per che non mettere a Masi da titolare e lasciare a Marrone per eventualmente sostituire a Marchisio? per che rischiare un talento come Marrone in un ruolo che non è il suo? (pero che lo sa fare perfettamente),

Nella prossima giornata la Juventus andrà a giocare al Friuli con l’Udinese che ha perso contro la Fiorentina di Montella e di “Jojo” che ha fatto una doppietta per rimontare un marcatore di 0-1 dopo una rete del neo acquistato Maicosuel,

Questa settimana chiuderà il calciomercato e si aspetta che arrivi il top player promesso da Giuseppe Marotta (Jovetic, Llorente, Dzeko e Cardozo),

Chi sarà il giocatore degno di indossare la maglia di Del Piero?

Speriamo di avere qualche belle notizie tra quattro giorni, intanto continuiamo a credere in quelli che abbiamo in rosa, perché non è facile trovare un erede del unico CAPITANO che c’è!…. ADP10.

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Suarez, un uruguaiano in più secondo Caceres

Martin Caceres ha parlato a 360 gradi: stagione appena terminata, nazionale, mercato e allenatori. Il nostro jolly difensivo ha confermato che in nazionale con Tabarez funziona come con Conte alla Juve:

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difensore a destra, centro o sinistra non cambia: l’importante è vincere.

El pelado parla anche di mercato e lui ha già fatto la sua scelta: “Ovviamente Suarez”.

Compagno di stanza dai tempi delle giovanili in nazionale, per Caceres il centravanti dei Reds sarebbe l’uomo ideale per l’attacco bianconero .E’ un bravissimo ragazzo al contrario di quel che si dice di lui e i suoi problemi in Inghilterra sono derivati più dalla difficoltà di spiegarsi in lingua inglese che da altro, e chi afferma che è razzista si sbaglia di grosso secondo Caceres.

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Gli ha chiesto di Conte e della Juventus più volte Suarez che certo a Liverpool sta bene, ma il fascino della Vecchia Signora è tutta un’altra storia. E così Caceres gli dice che alla Juve il concetto è unico: vincere, vincere, vincere, e magari basterà questo per convincere l’attaccante a correre da noi.

Poi parla dello scudetto e dell’entusiasmo dei tifosi che difficilmente dimenticherà. Un successo che sente tutto suo anche se arrivato a metà stagione, perchè ha ripreso nel migliore dei modi quel discorso interrotto troppo bruscamente due anni fa.

E ha ritrovato compagni vecchi e nuovi. Pirlo lo ha sorpreso e stupito, perchè vederlo giocare da vicino e come compagno è poesia per tutti. Del Piero, uno che ha vinto tutto e rappresenta la storia della Juventus e del quale gli rimarrà un ricordo stupendo, perchè è bello pensare di aver giocato con un campione come lui.

E infine lo scandalo scommesse. Non conosce bene la questione, ma certe voci un po’ spaventano. Una Juve senza Conte non la immagina e non la vuole immaginare, nessuno la vuole immaginare. E’ un grandissimo tecnico che fa vincere giocando bene. Con qualche rinforzo Caceres è convinto che la Juve disputerà una coppa da protagonista: è quello che vogliono tutti, l’importante è continuare a vincere, e più che parlare ora, bisognerà dimostrarsi bravi sul campo.

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Venerdì i tifosi protesteranno per Del Piero: dove sono stati fino ad adesso?

Venerdì sarà un giorno scoppiettante. Conte dovrebbe firmare il rinnovo del contratto fino al 2015 e Del Piero svelerà la sua prossima squadra.

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Successivamente, nel pomeriggio, è previsto un corteo per le vie di Torino. Una protesta pacifica contro la Società Juventus S.p.A. per il mancato rinnovo di Alessandro Del Piero.

Non vorremmo più scrivere della storia di questo monumento vivente: record frantumati e nemmeno lontanamente pareggiabili in futuro, gol, presenze, quello che ha significato a livello di personalità, di classe, di stile.

Ma ci preme sottolineare come l’addio stia dando sfogo a un qualcosa che non ci piace.

Charles e Sivori hanno smesso, Platini ha dato l’addio, Moggi vendette Zizou Zidane al Real Madrid, la Triade in pochi giorni si liberò di Ravanelli e Vialli (che in quel momento storico rappresentavano moltissimo per il popolo bianconero). Probabilmente Del Piero, la storia di Del Piero, vale due o tre di queste storie messe insieme, ma non si può cancellare un concetto: o ora o il prossimo anno l’addio deve essere sancito. L’addio al campo, ovviamente.

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Non ci fa piacere sottolinearlo, ma il Del Piero della finale di Coppa Italia non può competere se vogliamo provare ad arrivare in fondo alla Champions. Così come non potrebbe reggere i ritmi che Conte imporrà agli attaccanti e a tutti i membri della rosa nel prossimo impegnativo anno. Così come potrebbe forse entrare nei minuti finali, ma a che costo per gli equilibri dello spogliatoio e le idee di Conte? Così come è legittimo concedere una fiducia incondizionata a chi ci ha portati, da imbattuti, a conquistare uno scudetto che molti ormai non vedevano più verso Torino.

Queste persone che protesteranno contro Andrea Agnelli e Marotta e Conte – già, perché non protestare pure contro Conte che non si è opposto all’addio di Del Piero? – dove erano quando serviva mettere a ferro e fuoco l’Italia intera nel 2006? E poi nel 2008 quando cominciò il Processo Farsa di Napoli? E dove erano quando serviva il massimo supporto per Andrea Agnelli? Molti di coloro che scenderanno in piazza venerdì ne avevano chiesto la testa appena un anno fa, salvo salire sul carro qualche settimana fa. E salvo scendere di nuovo dal carro pochi giorni fa per cominciare un processo che di coerente e di concreto non aveva nulla. No, ci dispiace: questa gente non merita attenzione.

Nei nostri pensieri dovrebbe essere fisso il pensiero rivolto alla Juve: la Juve prima di tutto, la Juve prima di ogni altra cosa. Il bene della Juve prima del bene dei singoli. La Storia è della Juve. E con la Juve la storia è pure di Del Piero, come lo è stata di Boniperti fino a qualche tempo fa. Chissà che fra qualche anno non nascerà un nuovo storico campione. In fondo, è semplicemente la vita. Basta scegliere: con la Juve o contro la Juve?

P.S.

Così facendo non si tributa del giusto applauso uno dei campioni più assoluti nella storia del calcio. Così facendo si sta pure minando il rapporto fra Del Piero e i suoi sostenitori (perché, forse qualcuno non ama Del Piero?) e la Società che sta provando a far rinascere la vera Juve, con qualche risultato ammetterete.

A noi sembra che Del Piero e il suo addio siano solo il pretesto per prendersi la scena e fare il solito rumore che all’Italia piace tanto. In fondo, più che di libri e letteratura e pensiero critico, noi siamo amanti di tette, culi e… cartone!

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Juventus-Napoli: tatticamente parlando

La delusione da smaltire è tanta, e ancora non è andata via. Non per la sconfitta in sè, ma per l’approccio alla gara.

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Troppo molle la Juve, forse appagata dallo scudetto, impresa straordinaria, e impensabile a settembre 2011. Ma questo non può essere un alibi per una squadra che si chiama Juve e che vuole puntare a vincere, facendolo con la rabbia di sempre.

Detto questo, è facile parlare col senno di poi, ma soffermiamoci un attimo sugli aspetti tattici.

La gara è stata assolutamente condizionata dai due attaccanti: troppo statici, non hanno mai dato problemi ai difensori. Del Piero ha giocato perchè era l’ultima gara: primo errore, perchè è sempre una finale e ti devi presentare con la squadra migliore. Alex può fare bene solo 20′, gli ultimi. Borriello ci stava, perchè i giocatori del Napoli vanno in difficoltà con gli attaccanti forti fisicamente. Ma ci voleva Vucinic per dare a Marco la possibilità di far male.

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Sulle fasce la Juventus è apparsa molto timida. Lichsteiner impalpabile, mai pericoloso, anzi lo è stato, ma per noi: alla prima azione perde subito Zuniga! Marcelo Estigarribia si è limitato a bloccare Maggio, e lo ha fatto. Forse Conte ha chiesto solo questo.

Bloccate le fasce, si va per vie centrali, ma anche qui abbiamo fatto male. Pirlo marcato a uomo da Hamsik, e nel primo tempo non ha visto la palla. Nel secondo un pò meglio. Quando Pirlo non gira, Vidal e Marchisio prendono in mano la situazione: questo è successo in campionato, non in coppa. Zero inserimenti del principino, Vidal che ha sbagliato più del solito. E non è un caso che Bonucci si sia staccato dalla difesa più di altre volte.

Quando sono entrati Pepe e Vucinic la partita si è rianimata, abbiamo fatto 10′ ottimi. Ma troppo poco. Conte avrebbe dovuto rischiarne uno solo la davanti: o Borriello o Del Piero. Insieme a Vucinic.

Al di là dei tatticismi, la partita l’abbiamo persa nella testa: mentalmente siamo arrivati scarichi, troppo rilassati. Che ci serva da lezione per il futuro. Una squadra non eccelsa tecnicamente, e senza top player, non può prescindere dalla rabbia agonistica nelle partite che contano. E’ quella che ti fa colmare il gap con le squadre più forti. Anche perchè di fronte non c’era un Napoli irresistibile. Doppio rammarico dunque.

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Juventus-Napoli: sfiorata la stagione perfetta

Chiedere di più si poteva fare, ma onestamente i festeggiamenti per la terza stella hanno portato via tante energie. Soprattutto quelle nervose, quelle che spingono le gambe anche quando non ne hai più.

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Fare pagelle di questo Juve-Napoli è inutile: non è stato il vero Vidal, perfino Pirlo ha sbagliato qualche passaggio (segnatevi la data, non capiterà altre volte nei prossimi anni), evanescente Del Piero (forse perché Conte aveva azzeccato il tipo d’uso), voglioso-inefficace Borriello (si comincia a muovere meglio, ma non è stato supportato), tardivo l’inserimento di Pepe e Vucinic e via così.

Spiace pure dover dare la maggiore colpa a Storari, indice del fatto che mentalmente la Juve aveva staccato: dove va lì Lavezzi? Probabilmente non andava da nessuna parte, più o meno come Marchisio che nel primo tempo aveva subito un clamoroso rigore, solo che il fischio non ci ha premiati. Così come fuori posizione Bonucci che ha praticamente dettato il passaggio per Hamsik.

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Ma davvero vogliamo sindacare questa finale? Analizzarla per scoprirne errori ed erroracci?

Assolutamente no. Che qualcuno ci provi a pareggiare i numeri di Conte di questa stagione. E poi, a dirla tutta, se la vittoria avrebbe accelerato quel processo popolare ormai avviato da un paio di giorni… meglio così. I gufi si tranquillizzano, chi di dovere torna a occuparsi di cose serie e indagare davvero, la Juve ripartirà ben sapendo dove mettere le mani.

Che la stagione sia stata esaltante è palese, basti contare il numero di fegati scoppiati, e te lo dice pure il modo di festeggiare… dell’Italia antijuventina: pare l’avessero vinta loro la Coppa Italia. Che poi oggi si chiama Coppa Italia, sarebbe finita a Torino via allo sminuire la competizione da cui, per esempio, il Milan di Allegri è stato sbattuto fuori a schiaffoni.

Ai ragazzi, allo staff bianconero, alla dirigenza, a Conte… un immenso GRAZIE: erano anni che non vedevo una Juve così, così forte e vogliosa, così organizzata e bella da vedere. Ci sarà da divertirsi nei prossimi anni. Ora prossimo impegno è il ritiro estivo di Chatillon, per poi curare le amichevoli di agosto in attesa del Supercoppa Italia contro il Napoli: sarà un’altra storia. Quella che si chiude oggi è stata semplicemente magnifica.

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Juventus – Napoli, le pagelle bianconere

Ultimi giudizi dell’anno, ben tenendo in mente i pensieri già espressi in questo articolo.

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STORARI 5,5:parte bene respingendo il colpo di testa di Zuniga al primo minuto, poi si rende colpevole del fallo da rigore. Macchia che segna la gara

BONUCCI 5: sfortunato nello spizzare di testa la palla da cui nasce il fallo da rigore. Escespesso palla al piede, perché non ci sono spazi. Ottimo il tiro nel secondo tempo, costringe De Sanctis al miracolo

CACERES 5: anche lui non in serata, sostituisce Chiellini limitandosi all’ordinaria amministrazione

BARZAGLI 5,5:  partita strana, soffre un pò Lavezzi quando il Napoli riparte. Ma nessuna particolare sbavatura

PIRLO 4,5: nel primo tempo inesistente, non la vede proprio. Meglio nella ripresa ma lui deve comandare, non essere in balìa degli altri

LICHTSTEINER 4,5: anche lui inconsistente, nel 3-5-2 non saprà mai giocare. Conte deve capirlo! È solo un terzino da sovrapposizione nel 4-3-3

ESTIGARRIBIA 5: se era stato messo per limitare Maggio, ci riesce. Ma il resto? Anche lui si perde nella serata negativa

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MARCHISIIO 4,5: Claudio stasera non c’era. L’ho visto così solo a Roma all’andatane a Milano al ritorno contro il Milan. Zero inserimenti. Contrasti nulli

VIDAL 5: il guerriero. Anzi , il riposo del guerriero. Non morde come al solito,sbaglia passaggi elementari: irriconoscib ile

DEL PIERO 4,5: mi spiace chiudere una storia con questo voto, ma la gara ha detto questo. Non si è visto, non ha creato, non ha acceso la luce!

BORRIELLO 4: il suo impiego ci sta, ma non insieme ad Alex. Fa solo fumo, con un solo tiro in porta fuori di un metro e mezzo

PEPE 5,5: in un certo seso dà la scossa, ma è tardi, ormai la Juve ha già perso

VUCINIC 4,5:entra ma non si vede, impalpabile

QUAGLIARELLA 3: come Vucinic, con l’aggravante del gestaccio su Aronica

CONTE 4: stavolta la sbaglia, la fa grossa con Borriello-Alex. Il 3-5-2 stavolta era spento.Abbiamo festeggiato troppo, i giocatori erano appagati. Ma Conte è motivatore e non poteva permettere tutto questo. Malissimo.

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Conte: “Vogliamo vincere ancora”

Con un’ora di anticipo rispetto al resto della squadra, il presidente Agnelli, insieme a Marotta, Conte e Alex Del Piero sono atterrati a Roma, nel tardo pomeriggio di ieri.

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Microfoni tutti per Antonio Conte, e per il Capitano chiaramente, alla sua ultima in assoluto con la maglia della Vecchia Signora.

Il mister, caricato anche dalle cattiverie degli ultimi giorni, ha così dichiarato:

Ci apprestiamo a vivere un’altra serata magica, è un’emozione unica giocare la finale di Coppa Italia da allenatore.

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Per quanto riguarda la formazione, Conte ha sicuramente idee chiare, con l’eventualità di qualche cambiamento dell’ultim’ora: per ora non ha voluto svelare chiaramente la formazione, ma si va verso il 3-5-2 con Caceres al posto del Chiello.

Per quanto riguarda l’ora di anticipo, ha spiegato:

Arriviamo da dieci giorni di festeggiamenti e quindi era necessario ricaricarci.Vedere 400mila persone in piazza ti inebria. Era giusto festeggiare come è giusto ora trovare grandi motivazioni per conquistare anche la coppa Italia.

Sull’avversario di stasera non ha glissato, parlando del Napoli come un avversario temibile:

Il Napoli è la peggiore avversaria da affrontare in una finale. Lo scorso anno arrivò terza e quest’anno si è potenziata ancora di più. Saranno determinatissimi e per noi sarà una partita difficilissima.

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Juventus-Napoli: le probabili (in)formazioni

Ultimo atto di una stagione che, comunque vada, sarà indimenticabile. Una cavalcata magnifica, di come non se ne vedevano da parecchio tempo.

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La forza del cuore e delle idee di un tecnico che si è dimostrato il più forte di tutti. E infatti Repubblica e Gazzetta sono costrette al lavoro sporco pur di far contenti i propri lettori, che diminuiscono di giorno in giorno.

Ultimo atto anche per Del Piero: sarà lui a guidare la Juve nell’ultima partita in campo. Scelta prettamente tecnica? Ci lasci dire, Antonio Conte, che da questa parte, qui in tribuna, qui davanti i blog, qui sul divano, c’è tanta fame: vogliamo vincere, e appoggiamo ogni tipo di scelta purché si ragioni con la testa (che poi si può sbagliare, ma almeno è giustificato).

Mi riesce difficile pensare che rinunci a Vucinic, ma la Coppa Italia se l’é giocata così, quindi avanti tutta col Capitano e Borriello al fianco. Non dimentichiamoci che a Milano, nella semifinale d’andata contro il Milan, la Juve ha schierato a centrocampo il trio Pirlo-Marrone-Padoin, schiantando i rossoneri per 2-1.

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Il dubbio della fascia sinistra sembra risolto a favore di Estigarribia, quindi Pepe si accomoderà in tribuna. Mentre la difesa, col 3-5-2, è obbligata: Barzagli, Bonucci e Caceres. Inutile dirvi il terzetto di centrocampo. A destra opererà ovviamente Lichtsteiner.

Si va per fare la storia, per bissare, per scrivere un’altra pagina di un libro meraviglioso, questo del 2012. Si va in campo perché bisogna zittire, ammutolire. Si va in campo per fare la sola cosa per cui 115 anni fa un gruppo di studenti fondarono questa squadra.

P.S.

Inutile dire che ci aspettiamo la solita bolgia, il solito supporto e una valanga di applausi e cori. Per il nostro Capitano, certo, per tutto il gruppo di ragazzi che ha vestito la Juve, sicuro. Ma soprattutto per lui: Antonio Conte. Non facciamolo sentire solo contro tutti: siamo in tanti, siamo una grande famiglia.

Juventus-Napoli: il 3-5-2 di Antonio Conte

Juventus-Napoli: il 3-5-2 di Antonio Conte

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Critiche ad Andrea Agnelli: pseudojuventini delusi dalla vita

Sono passati 6 anni. Palcoscenico: Bari, stadio neutro quel giorno. Capello in giacca, Vieira col numero 4, Emerson con l’8, poi Ibra, Trezeguet e via così. Quella squadra di fenomeni venne smantellata dagli amici di Moratti, col benestare di Galliani e Berlusconi.

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Sono passati 6 anni, lunghi, tremendi. Siamo stati dati in pasto a gente incompetente (Cobolli, Secco, Blanc), gente indegna (Castagnini). Siamo passati da Ranieri a Ferrara (inesperto e mal aiutato dalla dirigenza), da Zaccheroni (di cui conserviamo il ricordo di una persona vera) a Del Neri (non un vincente, ma un grande uomo).

Eravamo pronti per un digiuno lungo, lunghissimo. La Famiglia aveva voltato le spalle, già 6 anni fa, appunto, al nascere di Calciopoli. Zero aiuti economici e quelli che c’erano sono stati mal gestiti dai dirigenti. Poca luce, solo una timida speranza: l’arrivo di un tipo da Juve, uno coi colori marchiati a fuoco sulla pelle. Ed è arrivato. Si chiama Andrea, è figlio di Umberto e ha costruito la squadra degli invincibili.

Ha scelto Antonio Conte, si è affidato alla sapiente gestione amministrativa di Beppe Marotta, ha dato il benestare a un grande lavoratore come Paratici e in un anno le cose sono cambiate. Sono tornate alla normalità.

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Con Conte in panca sono arrivate 38 gare in campionato senza sconfitta. E lo scudetto è tornato a casa. Con un modo di giocare che ha disarmato pure le TV e i giornali costretti a mettere da parte le polemiche gratuite e ad applaudirci.

Ora, quando sento le critiche ad Andrea Agnelli, mi verrebbe voglia di sentire la notizia “Juve: via Andrea Agnelli, torna Cobolli Gigli”. Perché è questo che si meritano questi pseudojuventini. Delusi dalla vita e con tanta voglia di protagonismo, un po’ come Marco Travaglio, hanno scelto il bersaglio più semplice: “se spari contro la Juve finisce tutto in cavalleria, come se fosse normale, quasi giusto e questo non mi va bene” (cit. Antonio Conte).

Non mi spiego nulla del motivo per cui bisognerebbe boicottare Andrea Agnelli, o insultarlo, o voltargli le spalle. “Giù dal carro, gufi! Restate a casa!” (cit. Antonio Conte).

Molte critiche sono rivolte alla gestione di Del Piero… bene, io sto 100.000 volte con Andrea Agnelli. Nella vita bisogna essere coerenti e prendere decisioni forti. Lo faceva Umberto Agnelli, lo ha sempre fatto Luciano Moggi. Sta cominciando a farlo Andrea Agnelli. Stop, va bene così. Col groppo in gola, col cuore che piange, ma è arrivato il tempo di separarsi se la società TUTTA ritiene che può bastare così. Del Piero vuole giocare, la Juve non può garantire nulla. Nemmeno il quarto d’ora finale se Conte pensa sia utile investire in altra figura, in altre idee. Inoltre e infine, la Juve ha fatto valere uno dei principi che ha retto questa società per 115 anni: decide la Juve, gli altri devono solo accettare. Valeva per i contratti di Boniperti (“Lei firmi qui, alla cifra penserò io”) e vale, purtroppo, per lo stesso Del Piero che con quel video aveva messo spalle alla porta Andrea Agnelli e la Società. Gesto forse involontario, ma la Juve è la Juve. E’ così da 115 anni.

E’ arrivato lo Scudetto, domenica ci giochiamo la Coppa Italia: purtroppo la Champions non l’abbiamo disputata, magari facevamo qualcosa di importante pure lì. Siamo imbattuti, nessuno potrà cancellare né superare il record. Abbiamo Pirlo in cabina di regia, gente come Vidal e Vucinic, abbiamo in porta Buffon e dietro di lui Storari. Abbiamo il miglior centrocampo, possiamo fare un grande mercato. Siamo giovani, abbiamo Conte in panchina e una Primavera importante. Giochiamo il miglior calcio d’Italia, abbiamo battuto tutte le principali avversarie. Abbiamo siglato il record di reti subite, e quello del maggior numero di marcatori stagionali. Ma cosa volevate di più?

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Scudetto n.30, le pagelle: l’attacco

E’ forse il reparto che ha dato più da discutere. In realtà in estate si era convinti fosse quello più forte, perché il tasso tecnico era effettivamente forte. Poi il modulo, i cambi, le gerarchie hanno contribuito a far sì che fra loro non brillasse nessuno. Ma è proprio così?

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Certo che no. Che manchi un bomber questo è lapalissiano, ma il lavoro degli attaccanti ha permesso di giocare un così stupendo campionato. Un lavoro massacrante sul piano fisico e molto particolare sul piano tattico: sponde, squadra allungata, pressing forsennato. A Conte non è mai interessato il fatto che gli attaccanti hanno sofferto in zona gol, perché era convinto che il loro immane lavoro producesse benefici per tutta la squadra. Dargli torto sembra complicato.

Ma è lì che Marotta interverrà, alla caccia del famoso top player, quello che avrebbe potuto risolvere un paio di partite e segnare qualche gol in più rispetto a Vucinic e Matri, tanto per citare i due maggiori goleador.

E allora, dopo aver assegnato i voti al reparto difensivo, e dopo aver distribuito eccellenze ai centrocampisti, passiamo ai giudizi sugli attaccanti.

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VUCINIC: Il montenegrino doveva portare qualità, e lo ha fatto. Inamovibile per Conte, è quello che accende la lampadina e dà il via a tutte le azioni bianconere. Forse manca di quella continuità che è tipica di un campione affermato, ma Mirko è così, gioie e dolori. A volte sembra giocare senza voglia, ma è la sua essenza ad andare a fasi alterne. Nove gol, ma un’infinità di assist per i compagni. Le sue gare migliori sono quelle contro il Milan all’andata, a Genova, a Firenze, col Milan nel ritorno di coppa (gol fantastico). GENIO DELLA LAMPADA – VOTO: 9

MATRI: E’ lui a partire titolare nella Juventus: palo alla prima giornata, gol alla seconda contro il Siena. Affidabile, disputa una prima parte di stagione ad alti livelli, togliendo più volte le castagne dal fuoco. Non bravissimo con i piedi, e forse nemmeno tanto a proteggere palla, ma quando serve c’è. E’ sicuramente quello che ha più feeling col gol. A Milano prende posizione si Thiago Silva e…il resto è storia! PUNGENTE – VOTO: 8,5

QUAGLIARELLA: Nella prima parte di stagione non vede quasi mai il campo. Per Conte è difficile impiegarlo, ma lui accetta. E’ l’attaccante più tecnico della Juve, dopo Alex, e questo lo penalizza, visto che il mister ha sempre dato fiducia a Vucinic come esterno. Quando entra però fa il suo, prezioso il suo contributo. Grande gol contro il Napoli, grande gara contro la Lazio. PREZIOSO – VOTO: 8

BORRIELLO: Preso per far respirare Matri, arriva in pessime condizioni fisiche. Si riprende piano piano, fino a risultare decisivo col gol di Cesena, importantissimo, liberatorio! Le sue ultime prestazioni forse gli hanno fatto guadagnare qualche punto. Molto forte fisicamente, e di sicuro più bravo di Matri con i piedi, non ha mai mollato. CARRO ARMATO – VOTO: 7

DEL PIERO: E qui amici potremmo solo fare una cosa: alzarci, e applaudire. Per 19, lunghi anni. Ha accettato il ruolo, ha giocato pochissimo nella prima parte, poi Conte si è reso conto che non poteva fare a meno di lui. La sua esperienza, il suo carattere, la sua personalità sono risultati decisivi per la Juventus: il simbolo che entra, e puntualmente toglie le castagne dal fuoco. Roma, Milan, Inter, Lazio, fino al gol con l’Atalanta, nella sua ultima apparizione. Ha battuto ogni record, di presenze, di reti, di trofei. Ha giocato in tutti e 4 gli stadi della Juventus, e ha fatto gol in ognuno. Ci ha regalato gioie, e dolori, come quello di Udine. Ci ha fatto conquistare Manchester, Madrid, Barcellona, Tokyo. Con lui siamo andati in capo al mondo. E non ci ha abbandonato quando siamo sprofondati in B. Unico, inimitabile, irripetibile, patrimonio di tutti i tifosi, leggenda vivente del calcio mondiale, campione a 360°. E’ stato il giocatore il giocatore che ho amato di più. ETERNO – VOTO: 10, con lode.

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