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Tag: diamanti

Bonera, Zuniga, Diamanti: rinforzi?

L’errore piú tragico da compiere in questa tornata di calciomercato é lo stesso compiuto in queste sessioni: attendere e sperare.

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Se è vero che la speranza é l’ultima a morire, é pur vero che la speranza a un certo punto muore. Dopo tre stagioni la speranza deve allora lasciare spazio all’azione. Netta, decisa. É il discorso fatto da Conte ai giornali, ma soprattutto alla Societá.

Dando per scontato ch i giornali comunque devono riempire un po’ di paginate e che non tutte le news sono verificate, val la pena puntualizzare quanto segue.

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Zuniga, Bonera (over 30) e Diamanti non sono i giocatori che ci permettono di allargare il gap con le avversarie in Italia, nè sono nomi in grado di avvicinare la distanza che ci separa dalle big europee. Inoltre, non credo siano nomi piú efficaci di quelli attualmente in rosa e allora non colgo il verbo “rafforzare”.

Anche perché leggo cifre che mi fanno arrossire: 10 milioni di valutazioine per Zuniga e Diamanti, un triennale milionario per Bonera. Marotta non fare scherzi, dopo Bendtner e Anelka ora é arrivato il momento del definitivo e concreto salto di qualitá.

Oggi incontriamo il Real per tirare giú il prezzo di Higuain. Quello é un nome importante. Cosí come puó essere importante l’inserimento di Jovetic. Ai nomi fatti, invece, preferirei qualche giovane.

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Tutti concentrati per Bologna?

Juve in treno, un treno che potrebbe portarci davvero lontano. Un treno carico di ricordi, carico di aspettative, carico di agonismo e qualità. Guida Antonio Conte, o come lo chiamano in molti AntonioConteCapitano. E adesso c’è il Bologna.

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Squadra in forma, grande allenatore. I rossoblu hanno già fatto malissimo a Stramaccioni e l’anno scorso ci procurarono non pochi disastri a livello di punti persi. Da Diamanti a Gabbiadini, passando per un Gilardino che comunque dovrebbe esserci. Un Taider che la Juve ha forse mollato con troppa facilità e una buona difesa.

Non ci prendiamo in giro: l’unico dubbio riguarda la Juve. Nel senso che se la Juve fa la Juve non esiste Bologna o Chelsea in grado di resistere e quindi il lavoro che dovrà fare Conte è solo psicologico. Le gambe girano e a sentire molti esperti gireranno ancora più veloce da qui a fine anno. La testa sembra invece rivolta alla Champions.

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Abbiamo un bel vantaggio sulla seconda e sulla terza, ma non dobbiamo sederci né rilassarci. Il migliore messaggio per tutti è quello di spingere ancora di più sull’acceleratore. Spingere, spingere sul piano del gioco, della qualità, incrementando gli ottimi numeri stagionali.

Ore 20:45, Conte fermerà il treno al Dall’Ara. Obiettivo: +12 temporaneo.

P.S.

In attesa di leggere la formazione ufficiale, mi piacerebbe non rischiare qualche diffidato per la partita contro i prescritti.

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L’Osservatore Bianconero: la terza giornata di Serie A

Accade di tutto. E ciò che sembra vero una domenica, non lo è più la domenica successiva. Un’altalena di emozioni, ma solo per qualche squadra sono sempre le stesse e positive. Per altre cambiano.

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Prendete i romanisti. La squadra giallorossa cantava sogni di scudetto già alla fine del primo tempo. Col calcio zemaniano la Roma si ritrovava a +2 sul Bologna di Pioli. Due gol sopra, almeno tre livelli sopra per quanto riguarda il controllo della gara e la capacità di farne ancora di reti. Ma tutti dimenticano Zeman, un mago dalla trequarti in su, semplicemente uno dei più mediocri allenatori per l’organizzazione di squadra. E capita allora che Gilardino viva il suo momento di gloria con una clamorosa doppietta gentilmente fornita dalla difesa giallorossa e che Diamanti sigli il gol del momentaneo pareggio. Un cappotto difficile da digerire e stavolta non ci si può attaccare a Zeman e a qualche complotto. Immaginare Petrucci, già vicePresidente della Roma, organizzare un blitz per impedire ai giallorossi di vincere è oltremodo ridicolo. Forse Zeman dovrebbe pensare più ad allenare e ad aprir bocca solo per sistemare meglio la retroguardia, l’attacco va bene così. Roma ferma, bloccata a quota 4 punti, che ha già sperimentato i tre risultati possibili in un campo di calcio. Fa solo paura negli scontri diretti, ma nell’arco di un anno non sembra rappresentare una concorrenza da temere.

Poi ci sono le milanesi. Un pugno a testa, uno schiaffo per uno, una volta io, una volta tu. Cascano i prescritti per mano del maestro Zeman, mentre Pazzini sigla tre gol buoni per il fantacalcio. Poi risegna Cassano epperò si blocca il Milan per mano di una Atalanta concreta sì, ma non in una condizione straripante. Una sta cercando la quadratura, anche se è costretta ad arginare le idee tattiche di Ventura, proprio come una provinciale nonostante questo non sia una bestemmia né un dispetto linguistico. Evidentemente serve intelligenza pure per capire i complimenti che arrivano dall’esterno. Pazienza! L’altra sta cercando di capire che toppe usare per tranquillizzare i tifosi e per dare una scossa a un gruppo privo di leader, a esclusione di Ambrosini che però si avvicina ai 40 anni e trascinare la truppa diventa dura. Abbiamo sempre sostenuto la mediocrità di Allegri in panchina e riteniamo che un allenatore lo si veda proprio nei momenti di difficoltà, quando deve tirar fuori il massimo dal materiale umano che si ritrova. Lo ha fatto Conte ovunque è andato, a parte la parentesi Atalanta, e continua a farlo Conte con le intuizioni (leggi Asamoah). Gli altri che fanno? Ti piaceva vincere facile? Ora ti piacerà meno veder vincere facile.

La sorpresa arriva dalla Sampdoria di Ferrara. Banale sottolineare i 9 punti in classifica (meno uno di bonus, valli a capire quelli della FIGC), più appropriato parlare dei meriti di un tecnico che a Torino ha solamente sbagliato i tempi per dire sì. Tanti giovani, con un portiere divertente da vedere, un attaccante vero come Maxi Lopez, e un 4-3-3 che è tutto da ammirare. Occhio a quel centrocampista di colore così bravo nell’interdizione quanto nella costruzione, e occhio al promesso sposo Poli che sta disputando un inizio di torneo non male.

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Se la Roma arranca, la Lazio vola. Anche qui, ci prendiamo un piccolo merito, se merito si può considerare: le critiche a Lotito non le abbiamo mai capite. Prende la Società Lazio in una condizione spaventosa, a livello di gestione umana ed economica, la porta a vincere in Italia quando vincere era proibito (leggi postCalciopoli) e continua a sfornare ottimi campionati senza investimento alcuno. Alzi la mano chi conosceva Petkovic: complimenti allo staff biancoceleste. Non sappiamo dove possa arrivare questa Lazio, ma la concretezza degli 11 che vanno in campo è davvero strabiliante. Senza considerare che Klose non ha ancora acceso il motore. Da tenere d’occhio per la zona Champions solo se non soffrirà l’impegno europeo.

Discorso analogo per il Napoli per il quale vale un concetto in più: l’atteggiamento di Mazzarri, tanto arrogante quanto comunque positivo per il gruppo. E con questo entusiasmo si può andare lontano. Come per la Juve, bisogna aspettare il girone europeo per capire quanto i carichi settimanali appesantiscano l’una o l’altra avversaria. Ci piacerebbe non ascoltare più le ridicole prestazioni al microfono di Mazzarri e De Laurentiis e sentirli parlare di calcio, ma è come chiedere la Luna. E allora vinca il migliore. Magari converrà dare credito anche alle proteste di Leonardi e Donadoni, o vale solo per la Juve?

Bene la Fiorentina di Montella. In Italia ci rimbambiscono con una finta esaltazione di Zeman e di chi per esso, quando invece i tecnici più giovani andrebbero sottolineati e premiati anche mediaticamente. Pioli per esempio, ma certamente Montella. L’aeroplanino sta sorprendendo tutti. Preparatissimo sul piano tattico e forse la cura (???) Capello lo ha plasmato anche nel carattere: tiene il gruppo come un condottiero. Arriverà lontano e se la Fiorentina facesse un intelligente mercato di riparazione a gennaio, allora per le zone alte se la dovranno vedere pure con la Viola. Come per il Napoli, conviene però tenere a freno i due fratelli Della Valle: lascino la politica fuori dal loro progetto Viola, e parlino di calcio.

La parte destra della classifica vede sorprese positive e negative. Fra queste ultime una conferma: il Palermo di Zamparini. Abbiamo terminato gli aggettivi, dai più ironici ai più rissosi, e sinceramente abbiamo poco da commentare. Sannino ha pagato a carissimo prezzo la leggerezza di aver accettato una piazza come Palermo. Una piazza che merita ben altro trattamento da parte di Zamparini. Non servono gli arabi, servono giusto un paio di idee. Auguri a Gasperini che fra qualche settimana potrà godersi uno stipendio pagato senza bisogno di lavorare.

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Inghilterra-Italia, quanti incroci

Ci siamo, ce l’abbiamo fatta. Italia ai quarti di finale, incontreremo l’Inghilterra. Sfida affascinante, anche se nelle competizioni ufficiali ci sono stati pochi precedenti.

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Da Euro ’80, quando Tardelli punì gli inglesi, passando per Italia ’90, nella finale per il terzo e quarto posto. Poi Zola che imita Capello, espugnando Wembley nel 1997 con un grande gol, ricordando il gol di Gattuso nell’amichevole del 2000. Domenica un’altra grande sfida, l’ennesima di questa stagione tra calcio inglese e calcio italiano.

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In champions il Milan che negli ottavi ha sconfitto l’Arsenal col brivido, il Napoli che ha fatto l’impresa a Manchester col City, e li ha addirittura annientati al San Paolo. Poi Chelsea-Napoli, e la corsa si è fermata li. Ma Italia-Inghilterra è anche Balotelli contro i suoi compagni di squadra e cioè Lescott e Hart: chissà quale sarà il trattamento riservato a Mario, si conoscono benissimo, e forse qualche provocazione ce la possiamo aspettare.

È anche, o meglio, potrebbe diventare la sfida di Diamanti, lui che nel West Ham si è fatto le ossa. È la gara di Roy Hodgson, ex tecnico dell’ Inter, famoso per aver mandato via un certo Roberto Carlos. O ancora, il nostro Borini cresciuto in Inghliterra, nel Chelsea. Tanti quindi gli incroci, e non possiamo dimenticare che gli inglesi si sono sempre innamorati dei nostri giocatori: da Vialli e Di Matteo che hanno fatto grande il Chelsea, a Zola che è stato nominato Sir, uno dei titoli nobiliari più importanti.

L’Inghilterra che ha inventato il calcio ci deve molto, a partire dalla Champions di quest’anno, capolavoro del calcio all’italiana perfettamente attuato da Di Matteo. E non è un caso che attualmente, in questo Europeo, l’Inghilterra giochi molto prudente, per poi ripartire. Loro hanno inventato, ma noi abbiamo insegnato. E speriamo di poter insegnare ancora, possibilmente con una vittoria domenica.

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