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Tag: diego della valle

Cori contro Heysel e Balotelli: sentiti?

Ammesso che si possa ancora parlare di tifo, come più volte ripetuto su questo blog, val la pena sottolineare due episodi. Che cozzano con le lezioni di etica e di comportamento che vorrebbero impartire i personaggi discussi nel seguito di questi articoli.

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Partiamo con i Della Valle, tutti e due, nessuno escluso. Dopo essersi autoeletti moralizzatori di non-sappiamo-bene-cosa-e-perchè ancora non ho letto – quindi chi abbia materiale è pregato di lasciare un commento – nessuna nota della Società per i cori contro l’Heysel. La tragedia che ha colpito decine di tifosi bianconeri e inglesi viene ancora utilizzata e strumentalizzata per dare conferma dell’imbecillità umana. Siamo fatti così, in Italia siamo fatti così. Ma la Fiorentina non ha emesso alcun comunicato, o sbaglio?

A quanto pare i cori contro l’Heysel vanno bene, mentre i tifosi juventini sono razzisti. Solo che a Milano di tifosi juventini non ce n’erano.

Già perché l’etico-per-divin-discesa Moratti non ha ascoltato bene cosa dicesse la curva. Salvo poi dichiararsi dispiaciuto: i suoi tifosi intonavano cori contro Balotelli. Ma non è razzismo questo. Noi lo abbiamo sempre detto: è imbecillità, stupidità, e come vuoi chiamarla altrimenti?

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Solo che quando questi cori vengono associati alla Juve ecco che si parla di multe, supermulte e di razzismo. E perché mai una simile differenza? Ah già, il doppiopesismo italiano.

Riuscirà questo Paese a incivilirsi e a chiamare col giusto nome le cose? Imbecillità (e non razzisti), teppisti e (non tifosi), rosiconi (e non antijuventini).

P.S.

Per non parlare del gesto di Viviano. La maglietta non accettarla, non buttarla almeno quando sei inquadrato dalle telecamere, soprattutto che senso aveva togliere dalle spalle di un compagno la reliquia di Pirlo?

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Alta tensione Juve: forza e coraggio!

E’ un sabato di altissima tensione. La Fiorentina arriva a Torino agguerrita: è la partita dell’anno per loro, come ha ribadito Conte. Per noi vale per i 3 punti. Diego Della Valle non ha perso occasione per confermare la pochezza: davvero non ha colto la citazione dantesca? Davvero si appiglia a qualunque tipo di episodio pur di andare contro la Juve? Contento lui.

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Intanto la Juve deve accelerare. Matri e Vucinic per spronare l’attacco, mentre centrocampo al completo tranne De Ceglie (preferito agli altri per la fascia sinistra). Il duello con Cuadrado sarà importantissimo.

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Antonio Conte e Vincenzo Montella prenderanno le misure del 3-5-2 avversario. Buon per noi manchi Sissoko: troppo forte l’affetto per il maliano per resistere alla visione di lui con la maglia viola.

Anelka si scalda, intanto si accomoda in panchina con Giovinco (il ragazzo deve darsi una seria svegliata) e Quagliarella (che paga sempre più un comportamento non limpidissimo, oltre questioni tecniche). Il francese potrebbe esordire in attesa di capire se è il rinforzo giusto per la Champions. Champions che ci attende martedì sera, poi sabato sera ancora la Roma. Conte si è sfogato: che razza di calendario è questo, visto che esistono regole precise per l’alternanza di partite e posticipi in funzione delle partite europeee? Altra conferma di quanto conti questa Juventus a livello politico. Davvero vergognoso.

Stimolo in più per far bene. L’unico rammarico a questo punto è rappresentato dal mancato ritorno di Trezeguet: io l’avrei ripreso al volo!

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Della Valle, il ciabattino che sposò la cognata

Diego Della Valle, l’espressione dell’ambizione più sfrenata che inevitabilmente sprofonda nel ridicolo.

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Diego nasce nel ’53 nelle Marche. Tredici anni prima il padre Dorino, figlio dell’artigiano di scarpe Filippo, crea un calzaturificio a Casette d’Ete lavorando in subappalto per marchi importanti.

A sedici anni Diego è già pieno di sé e delle sue manie di grandezza e vorrebbe entrare subito nell’azienda di famiglia. Il padre riesce a levarselo di torno spedendolo all’Universtà per studiare Giurisprudenza. Mica fisica nucleare. Ma Diego non riuscirà mai a laurearsi.

Sembra che a lui sia venuta l’idea del “mocassino con i chiodini di gomma”  Tod’s e da lì inizia la scalata prima nell’azienda familiare e poi dove è possibile scalare, senza freno e senza dignità.

Riesce a far calzare le sue scarpe a Gianni Agnelli durante un’intervista televisiva ed organizza una mastodontica campagna pubblicitaria con altri nomi eccellenti: Audrey Hepburn, Cary Grant, Kennedy.

Il popolo abbocca all’amo e lui si arricchisce in maniera spropositata vendendo scarpe che (citazione di Bruno, vedi commenti di IoJuventino) si trovano nei mercati rionali con la stessa qualità ma ad un prezzo quattro volte inferiore.

Ha raggiunto lo scopo della sua vita? Macchè. È solo l’inizio di una scalata dove non sente mai l’effetto delle vertigini ma dove non riesce nemmeno a capire quando si comincia a diventare sleali, meschini, ridicoli. Investe a destra e a manca. Si fa amico Luca Cordero di Montezemolo. E già basterebbe per noi juventini questo particolare. Siede nel consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali, RCS MediaGroup, Compagnia Immobiliare Azionaria, Marcolin, Ferrari, Louis Vuitton, Le Monde Europe.  È azionista di RCS MediaGroup, Mediobanca, Management & Capitali RCS MediaGroup, Mediobanca. Ovviamente è proprietario dei marchi Tod’s, Hogan e Fay.

Un genio della finanza. O un affarista senza scrupoli?

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Appoggia l’entrata in politica dell’amico Berlusconi e la nascita di Forza Italia. Salvo poi rinnegarlo  quando si accorge che per lui non ci sono vantaggi.

Dal ’95 al 2001 è nel consiglio d’amministrazione dell’Inter, voluto da Moratti. E già basterebbe e avanzerebbe per noi juventini questo particolare. Tifoso dell’Inter? Macchè, manie di protagonismo.

Non appena nel 2002 vede Cecchi Gori far fallire la Fiorentina, abbandona l’Inter e come un avvoltoio si precipita a rilevare la squadra viola che in un solo anno (magie della FIGC …..) porta dalla C2 in serie B. Arriva in A e risulta coinvolto in Calciopoli. Ma non fa scandalo perché gli unici che fanno scandalo sono Moggi e la Juventus.Tifoso della Fiorentina? Macchè, è un altro passo per apparire e seguitare nella scalata, in qualunque campo. Lui è tifoso solo di se stesso.

Nella vita familiare non si fa mancare nulla. Tre mogli. La terza, sorella della prima, fa l’architetto e cerca di non comparire mai. Tant’è che lascia il maritino spassarsela di notte, in vacanza, in serate in compagnia di giovani avvenenti.

Che “fico”, Della Valle!

Non tutto gli va bene. Becca anche uno 0-5 a Firenze dalla Juventus di Conte. E ancora gli brucia……

Cerca di scalare Il Corriere della sera e quando Elkann e Marchionne lo fanno fuori dalla Rizzoli e quindi dal Corriere della sera, comincia a sproloquiare offendendo sia il giovane rampollo della Famiglia che il manager di successo. Che rispondono per le rime. Il tutto, guarda caso, mentre si sta per giocare Fiorentina-Juventus.

È questo l’azionista di riferimento della squadra viola. Un uomo che gli stessi fiorentini hanno riempito di insulti l’anno passato. Un marchigiano che si comprò la Fiorentina solo per interesse e non certo per amore.

Ma Della Valle non è altro che ciò che si meritano i tifosi viola.

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