Il titolo poco elegante non nasconde (appunto!) un sano nervosismo che però la vittoria ha placato trasformandolo nell’ennesima goduria che tutti noi bianconeri stiamo ininterrottamente provando ormai da 3 anni.

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Antonio Conte le ha suonate per benino un po’ a tutti, compreso a chi scrive in questo momento che aveva avanzato legittimi dubbi su un precampionato molto abbottonato. Il calcio vero ha restituito le risposte che volevamo.

Ne derivano quattro schiaffoni, di quelli che fanno malissimo. Un po’ perché la critica era lì lì pronta a sciorinare polemiche e seminare dubbi nell’ambiente bianconero circa le condizioni della Juve, un po’ perché effettivamente la stagione si apre con segnali poco incoraggianti per le avversarie.

A segno Tevez, ma prima di lui una tripletta impressionante di gente che ci ha messo orgoglio, carica, fame e classe. Le componenti di chi fa la storia.

Se il destino lancia segnali, allora quello di Marchisio (tanti auguri al Principino) è forse quasi una sentenza: come si fa a tenere fuori questo Pogba? Fortuna che le partite saranno tante, altrimenti il caso sarebbe da portare a qualche tribunale speciale in grado di garantire la titolarità al francesino. Non si potrebbe giocare in 12? O togliere un uomo alla difesa per non dover rinunciare a nessuno dei 4 interni di centrocampo?

Il gol di Pogba è solo un piccolo tassello di un puzzle di enorme interesse: fisico, corsa, personalità, tecnica, senso della posizione, sagacia tattica. Solo 20 anni, costato nulla (se non un assegno di “grazie per il regalo” consegnato al ManUTD). Benvenuti nell’era Pogba, un fenomeno autentico.

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Pogba apre, Lichsteiner chiude. Due assist (Pogba e Chiellini) e gloria personale. La sua corsa è impressionante, così come la sua esultanza al gol: nessuno è sazio alla Juve, sembra aver chiarito con quegli occhi spiritati. Le liti con Conte sono uno spettacolo: il tecnico non è mai contento dello svizzero ed è il ragazzo a spiegare che “mi serve un allenatore così, lui mi grida sempre: mi fa migliorare“. Bene, continui a migliorare allora.

E Conte sembra non aver azzeccato nemmeno una sentenza su Giorgio Chiellini. Al minuto 47 gli urla “Giorgio dove cazzo vai, non andare troppo avanti”, solo che Giorgio avanti ci va: respinge un pallone dentro la sua area e lancia il contropiede che chiude con un piatto degno di un bomber di razza. E’ il 2-0, con cento metri di campo percorsi come una furia. Con Conte che chissà che avrà pensato: se i suoi ragazzi si prendono la briga di fare di proprio pensiero riuscendo a concretizzare in questo modo, allora vuol dire che il meccanismo generale funziona. Funziona alla grande.

Anche perché il gol di Tevez sembra proprio una specie di regalo. La maglia numero 10 bianconera torna a timbrare il cartellino, il neo acquisto (unica novità di formazione rispetto all’anno precedente) ha funzionato.

Come diceva un tizio: chi ben comincia…

Così chiudiamo il titolo di questo articolo.

Quattro pere, pulite pulite “in casa loro” (parafrasando Lichtsteiner). Quattro pere che dedichiamo a:

  • Lotito: il Presidente biancoceleste, scuro in volto in tribuna, ha dovuto ingoiare una lezione molto forte. A parole siamo bravi tutti, poi il campo emette un verdetto. Sempre lo stesso da 3 anni. Se ne faccia una ragione: il livello è ancora molto diverso, soprattutto in termini di classe dentro e fuori dal campo;
  • Lega: il prossimo anno pensi a una soluzione estrema. Non è bastato giocare in casa della Lazio (non si poteva, secondo regolamento). Non è bastato fare innervosire la Juve con la storia della diversa ripartizione di guadagno (il regolamento imporrebbe altro). Non è bastato non intercedere per fornire alla Juve un campetto d’allenamento decente. Ci facciano giocare in 10 la prossima volta: ci sarà più gusto;
  • Digos: magari riusciranno a provare che a fischiare Pogba, Ogbonna e Asamoah erano juventini. Già stamani la Gazzetta ha tirato fuori la magia: i tifosi laziali fischiavano… i tifosi laziali razzisti. Come avranno fatto a distinguere le due tipologie di fischio resta un mistero;
  • antijuventini: mettetevi il cuore in pace, salvate il fegato. Magari non vinceremo null’altro in questo anno, ma quanto ci divertiremo. I conti li dovete fare con noi.
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