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Tag: disinformazione

Calcioscommesse, pestar l’acqua in un mortaio: il caso Virgilio

Dalle mie parti c’è un detto che debitamente tradotto per in non addetti ai lavori recita pressapoco così: pestare l’acqua nel mortaio…

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Sta a significare che è un lavoro inutile, ripetitivo e che serve solo ad apparire occupati in qualche faccenda, senza, però, alcun costrutto.

E’ la stessa cosa che i media, senza escuderne alcuno, stanno facendo da sei/sette mesi nella vicenda del “Chi vuol esser milionario” rivisitata e corretta e adattata in farsa con titolo ”Scommessopoli”.

Una schiera di marzulliani si fanno da soli delle domande e si rispondono in maniera tale da adattare alla domanda la risposta in modo  che questa li soddisfi al pari di una “sega” fatta con la mano sinistra (per i destrorsi…).

Tanto per fare qualcosa, tanto per perdere tempo, tanto per “rubarmi” lo stipendio, tanto perchè qualche coglione che leggerà lo troveranno sempre…

Oggi leggo su Virgilio sport un articolo (sic!!!) da cui ho tratto questo passaggio:

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Il tecnico (Conte) è stato ascoltato in qualità di testimone a Monopoli dai pm di Bari in relazione ad altre due partite: Salernitana-Bari e Bari-Treviso del 2009. All’epoca dei fatti Conte, che non è indagato, allenava i galletti. E’ stato ascoltato come persona informata dei fatti per 4 ore giovedì 6 settembre lontano da occhi indiscreti, come si usa fare nei processi di mafia. Una manciata d’ore per chiarire qualcosa in merito ai fatti in esame.

Come si usa fare nei processi di mafia… mi verrebbe di sputarvi in faccia per i paragoni beceri, pilotati, malevoli, sicuramente tendenziosi e privi di quel minimo di obiettività che la deontologia giornalistica imporrebbe.

FATE SCHIFO!

E’ un po’ come il vergognoso articolo sempre di Virgilio in cui si parla dell’incidente mortale di 6/7 anni fa,  che ha visto coinvolto Carrera, tirato fuori oculatamente e “opportunamente” proprio nel momento in cui quest’ultimo assumeva l’impegno di dirigere la squadra dalla panchina al posto di Conte.

Un appello agli amici Juventini: levatevi dal pc la home di Virgilio, utilizzate  “e orecchiette di nonna Adalgisa”, magari faticherete un p0′ per qualche ricerca, ma almeno lo stomaco resterà apposto!

 

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Caro Zapelloni, noi siamo juventini veri e non compriamo la Gazzetta

La Gazzetta dello Sport è ormai in guerra aperta con il popolo juventino. Il giornaletto rosa ha deciso di uscire definitivamente dalle trincee e di attaccare direttamente la Juve nell’estate 2006 e da allora la situazione è precipitata. Processi mediatici, disparità di trattamento tra tesserati juventini e quelli di altre squadre, incapacità di tornare sui propri passi e riconoscere gli errori passati alla luce di vere prove emerse e di fatti nuovi, una particolare predisposizione all’adorazione di qualunque cosa sia nerazzurra e la tendenza a insabbiare tutto ciò che non è in linea con la strada intrapresa sei anni fa.

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La collezione primavera-estate 2012 tinta di rosa su sfondo nerazzurro ha riproposto un classico della casa: la macchina del fango azionata contro la Juve. Nel 2006 la causa di tutti i mali era Moggi, oggi il mostro da sbattere in prima pagina e da rinchiudere in gabbia per poi buttar via la chiave è stato individuato in Antonio Conte. E la rabbia mai sopita del popolo bianconero è riaffiorata ed ha trovato terreno fertile su Twitter, dove l’hashtag #iononcomprolagazzetta ha avuto un successo strepitoso provocando reazioni scomposte in via Solferino con tanto di articolo strappalacrime pubblicato per provocare lo sdegno dei propri (ingenui) lettori. Dal nostro profilo ufficiale lanciamo volentieri, quasi quotidianamente, il monito a non comprare quell’house organ dell’antijuventinità.

Ma il popolo juventino è un fiume in piena e per fortuna sempre più persone stanno imparando a informarsi da chi garantisce loro la verità e non si prodiga a raccontare favole in cui cappuccetto rosso ha la mantellina nerazzurra e il lupo cattivo è in realtà un husky dal manto bianco e nero, magari con gli occhi azzurri, guarda caso come Conte.

L’ultima perla ce l’ha regalata il vicedirettore rosa Umberto Zapelloni scrivendo su twitter “gli juventini veri comprano eccome la gazzetta a cominciare dal loro presidente…gli ultrà di Moggi pazienza…”. Quando ho letto questo tweet ho provato quasi pena per l’ingenuità di Zapelloni nel dire una cosa simile dopo che la testata per cui lavora ha appena perso 30mila copie in termini di diffusione nell’ultimo anno. E la cosa ridicola è che tutto è nato da un tweet in cui il vicedirettore faceva gli auguri di compleanno a Facchetti, immacolato e mai al telefono secondo la Gazzetta. Infatti l’amico Massimo Crepaldi (@TweetGino), sostenuto dall’attentissimo Barza Inter (@BarzaInter), ha fatto notare a Zapelloni la disparità di trattamento riservata a Moggi e a Facchetti dalla rosea per le vicende di Farsopoli. Il vicedirettore non si è dimostrato in grado di rispondere se non con insulti fuori luogo e con il tweet riportato in precedenza.

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Io sono uno juventino verissimo e purissimo al 1000%, non sono un ultrà, ma stimo i ragazzi e le ragazze che riescono a seguire ovunque la nostra squadra, e sarò sempre dalla parte di Luciano Moggi per le emozioni che ci ha regalato vincendo tutto e per l’ingiustizia che ci ha travolto nel 2006. E non dimentico che è solo grazie alla tenacia di Moggi e all’abilità del suo team di avvocati e tecnici che abbiamo potuto ascoltare telefonate che “piaccia o non piaccia” qualcuno ci aveva raccontato che non esistevano, trattandoci come dei pazzi da portare al manicomio e da sbeffeggiare per tutta la vita.

Premesso questo, io non ho mai comprato la Gazzetta prima del 2006, non l’ho fatto dopo, né lo farò mai. E siamo moltissimi a pensarla così, pur non essendo ultrà come favoleggia Zapelloni.

È anche vero che la strada è ancora lunga finché sentirai amici raccontarti che in settimana a Chatillon c’erano persone in tribuna con la Gazzetta e lo stesso ti viene riferito da chi va a vedere allo stadio tutte le partite della Juve, dalla gelida San Pietroburgo in Champions League fino a Poznan immersa nella tormenta per assistere a una mesta eliminazione dall’Europa League. Molti juventini continuano a comprarla per abitudine o perché ingenuamente non riescono a capire gli attacchi diretti che ci vengono riservati con cadenza pressoché quotidiana. Oppure perché non leggono con attenzione quello che c’è scritto altrimenti non riusciremmo a spiegare ciò che in realtà appare inspiegabile.

Le perdite della Gazzetta comunque sono un dato di fatto, così come è una certezza che una valanga di “juventini veri” non comprano e non compreranno più quel giornale perché sanno ragionare con la propria testa.

Caro Zapelloni, piaccia o non piaccia, sono meno 30 mila perché qualcuno non compra più il tuo giornale e sospetto che quel qualcuno siano 30mila “tifosi veri” bianconeri. Sulle prossime maglie che venderete in edicola vi consiglio di scrivere questo: “Meno 30 mila sul campo”.

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Dopo Stanic, Amoruso e Chiesa… Zé Maria smentisce Daniel Bravo

Siamo rimasti in pochi a tentare di capire veramente le cose. Con una dobbiamo convivere: la Gazzetta ha un unico scopo, malefico come pochi e cioè disinformare per il piacere dei vari Galliani e Moratti. Così per tre giorni di fila si dà spazio alla cazzata di Daniel Bravo, e nei giorni successivi non si riportano le frasi dei vari Stanic, Amoruso e Chiesa. Smentite molto forti e nette assolutamente ignorate dal giornale più molesto del mondo.

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Ora è il turno di Zé Maria, ex giocatore dell’Inter, che alla domanda “Ti hanno mai proposto di combinare partite?” ha risposto con:

Mai. E conoscendo il mio carattere mi sarei anche arrabbiato molto se fosse successo. Mai e poi mai avrei accettato.

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Così al giornalista di turno viene in mente la domanda “e allora perché Bravo ha detto quelle cose”:

Non saprei, certamente Daniel è una persona squisita e sono rimasto sorpreso che siano uscite cose simili, per giunta dopo tutti questi anni. Francamente dico che la Juve ha già pagato abbastanza.

 

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Sconcerto Sconcerti: su Bonucci abbiamo scherzato

Più volte lo abbiamo letto, quasi sempre ci ha lasciato stupefatti. Per le idiozie perfino vendute in edicola. Li supera ancora una volta Sconcerti, lui e la sua redazione (si fa per dire).

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Ecco un passaggio che dovrebbe far riflettere un po’ tutti:

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Con Bonucci abbiamo un po’ giocato con la realtà, perchè poi l’avviso di reato c’era, l’interrogatorio di reato c’è comunque stato, ma comunque sia essere avvisati di un reato significa al giorno d’oggi veramente poco. Nella mia vita, facendo il direttore di giornale, ne ho avuti a decine, so sinceramente di cosa si parla.

E’ Sconcerti che parla… nessuno interviene. E quelli che dovrebbero farsi sentire trovano il tempo, di notte, di protestare contro la Società.

Da parte nostra metteremo tutto il nostro impegno per raccontarvi la verità, solo la verità. Gli altri che giochino pure, tanto dentro il campo la Juve ha già dimostrato di poter vincere a mani basse…

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Macchina del fango pronta a partire… 3, 2, 1, via!

E riparte la macchina del fango. Un paese misero produce notizie misere. Vergognose e anche inquietanti, perché se il livello di giornalisti professionisti è questo… siamo messi proprio male. Il sospetto c’è, ma dopo letture come questa… si ha pure la conferma di una qualità umana e professionale scadente:

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Nell’attesa di ulteriori fonti emerge che l’attaccante del City avrebbe pronunciato una frase che ha mandato su tutte le furie il numero 1 azzurro:“Gli juventini ci hanno affondato”, in riferimento alleprestazioni tutt’altro che brillanti di Bonucci, Chiellini, Pirlo e forse dello stesso Buffon, con qualche velato riferimento anche alle scelte di Prandelli, dallo storico passato bianconero. Il portiere si sarebbe scagliato contro Balotelli non risparmiando spintoni e schiaffi, finendo col mandare Mario all’ospedale di Kiev per le necessarie cure mediche. Il condizionale è d’obbligo e la notizia è da prendere con le pinze, ma intanto è stata richiamata da numerosissimi portali sul web. Poco prima della finale europeo2012.it aveva parlato anche di un presunto infortunio di Buffon.

[Fonte (?) Calciomercato.com]

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Non commentiamo, evitiamo di perder tempo con simili imbecilli. Gustoso il fatto che Balotelli sia andato a finire all’ospedale (per cosa?) e che nessuno abbia visto nulla. Carino il fatto che sotto osservazione ci finisce Buffon (parte la vendetta?). E ovviamente quel succoso riferimento agli juventini (che non hanno minimamente contribuito ad arrivare in finale) ci rende ancora più orgogliosi dei nostri ragazzi.

Ci auguriamo che i lettori sappiano scegliere le loro letture. Nel frattempo, vi auguriamo una buona e divertente giornata…

P.S.

Lo diciamo prima: qualora capitasse che Buffon picchi un giornalista… vorremmo essere i primi a stringere la mano a SuperGigi. Avrebbe mille e una ragione per farlo! E se vuole aiuto basta che faccia un fischio: siamo in 14 milioni pronti ad accorrere in suo soccorso.

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Sempre più Studio Sporc: sentite cosa hanno detto

Non abbiamo più voce, e forse è questa la testimonianza più pregnante del perché, come nel 2006, rischiano di vincere ancora loro. Con i soliti mezzi sporchi e i media completamente svuotati di ogni tipo di deontologia professionale. A guadagnarci sono davvero in pochi, i soliti e i nomi li conoscete già.

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Ci riferiamo a Studio Sporc… ops Studio Aperto che nella giornata di oggi (25 giugno 2012) manda un servizio riferito alla vittoria dell’Italia. Un alto esercizio di disinformazione, anzi di mala informazione opportunamente orientata a gettare fango su uno dei campionissimi di questo Paese. Davvero uno dei pochi.

Non abbiamo più voce perché anche questa volta, ignobili, hanno saputo toglierci il fiato con un passaggio da brividi:

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[...] grande prestazione di Buffon nonostante sia coinvolto nel calcioscommesse [...]

Ci sentiamo di precisare un paio di cose:

  • Buffon NON E’ implicato nel calcioscommesse. Forse lo sono Inter e Milan, ma la Giustizia ha deciso a priori che non si può indagare sulle rivelazioni degli zingari;
  • nonostante gli articoli della Cazzetta Rosa, Buffon può contare su un paio di indagini che hanno prodotto zero prove, forse qualche prova di segno negativo: ma questo non si può dire;
  • a chi giova gettare ancora fango su un ragazzo che ci sta trascinando, insieme a Pirlo, verso un traguardo impensabile fino a qualche settimana fa?
  • che significa quel “nonostante”? Speravano forse di ammazzarlo a livello sportivo? Così magari da non ripetere la splendida stagione con la Juve? Si arriva davvero a tanto per far contenti i padroni?

Ci immaginiamo che, in un paese normale, una redazione normale dovrebbe rettificare questa porcheria magari nell’edizione serale. Magari accennando al fatto che tutto il mondo ha parlato delle gesta sportive di Pirlo e Buffon. Piaccia o non piaccia sono della Juve e, Balotelli e Cassano ci scuseranno, sono gli unici veri fenomeni su cui può contare l’Italia intera. Quella giù dal carro e quella che continua a salirci senza motivo…

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Gazzetta contro Errani: altra intimidazione mafiosa

Ormai seguiamo con disgusto il lavoro della Gazzetta, ma come già detto non ci sentiamo di stare in silenzio. Il silenzio ti fa morire, piano piano, e noi vogliamo vivere.

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Sara Errani, la tennista italiana, rilascia una intervista in cui rivela la sua passione per la Juve e lancia qualche battuta piccante sui nerazzurri. In un Paese libero si può fare, in fondo ha espresso una sua libera e assolutamente semplice idea. In un Paese libero, non in Italia. Infatti ecco la risposta, prontissima, dei Cazzettari:

Sara Errani, l’azzurra finalista al Roland Garros, e Luis Garcia del Moral, chiacchieratissimo medico spagnolo nel mirino dell’antidoping Usa con la pesantissima accusa di aver fatto da responsabile doping alla US Postal di Lance Armstrong tra il 1999 e il 2003.

Nelle edizioni del 6,7,8 e 9 giugno 2012 lo stesso giornalaccio rosa sprecò elogi per la piccola Sara, descrivendola come bravissima ragazza ed esempio per lo sport italiano. Come mai questo cambio di opinione repentino? Strano tempismo in quella che sembra una intimidazione bella e buona. Mai parlare male dei nerazzurri…

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A rispondere all’articolo della Cazzetta è il fratello della Errani:

Gli unici rapporti che abbiamo avuto con del Moral risalgono a due anni fa quando a Sara serviva un esame cardiaco, ma lui non è mai stato il nostro medico.

I nostri migliori auguri per la Errani. Le consigliamo comunque di tifare Juve con ancora più forza, magari seguirla in modo costante perché le soddisfazioni saranno ancora tante.

Per il resto chiediamo invano che qualcuno intervenga per ristabilire un minimo di dignità ai fogliacci che escono di mattina in edicola.

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Clamoroso errore della Gazzetta dello Sport: la foto è sbagliata

Non è un errore come un altro. E non è nemmeno un errore di poco conto. Una foto è possibile sbagliarla: a chi non è capitato di sbagliare? Il problema è che l’errore dà l’esatta dimensione del lavoro meschino che la redazione della Gazzetta dello Sport sta compiendo sul Calcioscommesse.

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Abbiamo parlato e chiarito ogni strafalcione e la posizione tutt’altro che neutra nella vicenda Calciopoli, e continuiamo a registrare nefandezze nella vicenda Scommessopoli. Il filo comune è sempre uno: si attacca la Juve per nascondere fatti ben più gravi addebitati alle milanesi. Di Inter-Chievo e Milan-Bari, più tutte le altre partite sospette, ancora non se ne parla.

E oggi la Gazzetta dello Sport esce con la fotografia di Maurizio Nassi, anch’egli implicato nel Calcioscommesse, scambiato per Carobbio. Non ne conoscono la faccia perché alla Gazzetta interessa solo costruire artatamente sporcizia sulla figura di Conte e della Juve. Lo fanno in modo volontario cercando di orientare l’opinione pubblica, riuscendovi di tanto in tanto.

La cosa che dispiace, visto il grado di autorevolezza e credibilità di chi gestisce quella redazione, è che fanno questo volgare lavoro anche coi miei soldi.

Così da parte nostra ci teniamo a mettere in guardia chiunque si trovi a contatto con quelle pagine rosa: raccontano una verità che non esiste, sono un mezzo di propagando di pochi individui, i soliti, quelli che dispongono di potere politico e soldi. Guai a dare credito alle parole stampate su quel fogliaccio rosa.

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Tifoso avvisato… mezzo salvato!

P.S.

Già che ci siamo, ecco le parole di Maurizio Nassi:

La vicenda è brutta, troppo mediatica. Ci penserà il mio avvocato. Non è una bella cosa. Ci sono tante persone che magari non c’entrano niente e sono dentro un vortice.

Da parte sua, quella di Nassi cioè, dovrà produrre prove a propria discolpa visto il coinvolgimento e la richiesta di Palazzi.

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La Champions dei giovani non esiste. Clamoroso scivolone della Gazzetta

Sono talmente abituati a mentire che pare ormai lo standard: notizie farlocche vendute a 1 euro al giorno in una serie di fogliacci rosa. E poiché mentire non basta più, ecco che si passa all’invenzione.

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Per esempio oggi, su segnalazione degli impagabili lettori, chi ha acquistato la Gazzetta dello Sport viene a conoscenza di una cosa che non esiste. Un’intera pagina per far contento il Direttore, un’intera pagina per dimostrare ancora una volta la parzialità di un house organ: la città di Milano ha la sua voce.

Unendoci, e non è ironico, ai complimenti per i piccoli nerazzurri per il successo in Europa, è da chiarire un punto fondamentale, per evitare di farci ridere dietro come in questi lunghi anni: non esista alcuna Champions giovanile. A meno di considerare anche i tornei parrocchiali… la Europe League della fede.

La UEFA non ha alcun titolo nel torneo vinto dalla Seconda Squadra di Milano Più Giovane e, soprattutto, il torneo ha un altro nome e non ha la valenza europea che la Gazzetta tenta di strillare invano.

Sapete di cosa si tratta? Leggiamo testuale da Wikipedia:

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La NextGen Series è una competizione calcistica europea per squadre giovanili Under-19 ideata dal direttore sportivo del Brentford Mark Warburton.

Un direttore sportivo si è inventato il modo per stringere rapporti con diverse società europee e dare modo ai giovani di potersi confrontare fra loro fuori dai confini nazionali. Un progetto da seguire perché il torneo è assolutamente interessante, ma è alla prima edizione e queste sono alcune delle squadre partecipanti:

  • Aston Villa;
  • Manchester City;
  • Wolfsburg;
  • Ajax;
  • Molde;
  • Basilea;
  • Celtic.

Pochissime potenze europee hanno dato il loro assenso a un torneo che dovrà essere meglio standardizzato il prossimo anno. Soprattutto l’accesso non è stato vincolato alla storia dei campionati giovanili nazionali, né vi erano requisiti stringenti sulla partecipazione dei club. Basta già questo per capire che non si tratta di alcuna Champions giovanile.

E se fosse stata Champions non si capisce il motivo della partecipazione nerazzurra: il nono posto nel proprio campionato non presupporrebbe ad alcun accesso europeo. Fermo restando che non esiste, ripetiamo, nessun tipo di Champions Europea.

Dopo il cartone, nella domenica in cui la Juve umilia la Prima Squadra della Seconda Squadra di Milano, ecco il trofeo che non esiste: la Champions giovanile.

Sentiti auguri.

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Disinformazione italiana: Juve molto fortunata, ma il Milan ha dominato la partita

Leggere i giornali è importante. Informarsi è una sorta di must per un uomo che vuole allenare la propria intelligenza e soddisfare il proprio bisogno di curiosità.

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Ma leggere CERTI giornali è esattamente l’opposto di intelligenza e informazione.

Eppure io leggo CERTI giornali e cresce in me la sensazione che Andrea Agnelli e Marotta, Conte e il suo staff siano sulla strada giusta. La più corretta in assoluto.

La Cazzetta Rosa si affanna a indicare Rocchi come il killer del loro padroncino Moratti, mentre gli opinionisti sono impossibilitati nel criticare il Milan di Berlusconi, tacendo evidenti limiti.

Poi c’è il Corriere dello Sport che è combattuto: non può certo inveire contro i rivali milanesi, per cui il gioco al massacro contro quanto accade a Torino è ormai un’abitudine cui difficilmente rinunciare.

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Ultimo in ordine di tempo un quotidiano gratuito distribuito a Milano. Grazie alla segnalazione di un lettore riporto quanto scritto nel messaggio che è tratto direttamente dall’articolo:

A Torino vince una Juve fortunata. I rossoneri beffati nel finale da un gol fortuito di Marchisio e da una papera di Abbiati. Per larghi tratti il Milan ha avuto il pallino del gioco, creando diverse palle gol.

Sì, siamo sulla strada giusta.

Innanzitutto verrebbe da chiedersi se la redazione ha deciso di tirare un curioso scherzo ai propri lettori. Perché affermare “fortunata” o “pallino del gioco” è un’idiozia scardinata dai fatti, dalle immagini, dai video. Ma tant’é… vuol dire che siamo veramente sulla buona strada.

E io non posso che godere!

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